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“Il presidente Musumeci non bada a spese sulle uniformi dei dipendenti e gli arredi di Palazzo d’Orleans. Ci sono delle voci di spesa veramente bizzarre tra le variazioni di bilancio che si stanno discutendo in commissione all’Ars”: lo dichiara Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che proprio qualche giorno fa aveva segnalato per esempio, come la Protezione civile a dicembre sia rimasta senza un euro per gli interventi urgenti e i comuni siano stati abbandonati nella gestione dell’emergenza. “Leggiamo che il governo chiede un’integrazione di 90 mila euro per le uniformi del personale di custodia di Palazzo d’Orleans e altri 200 mila euro (oltre i 40 mila già previsti) per l’acquisto di mobili e arredi, sempre per la Presidenza. Non si comprende se si tratti di spese future o già effettuate. Nel secondo caso, se le variazioni non venissero approvate, si andrebbe dritti dritti verso nuovi debiti fuori bilancio. Comunque sia, restiamo sbigottiti sui criteri e le priorità con cui vengono ripartite le risorse: tutti possono rinunciare a qualcosa, tranne la Presidenza”.

A Palermo oltre 100 dosi tra cocaina, hashish e marijuana, 10 litri di fertilizzante e 3 lampade alogene per la coltivazione indoor di canapa indiana sono state scoperte dai Carabinieri del comando provinciale nel quartiere Zen 2, in un locale di un condominio. Sono in corso indagini per individuare i responsabili. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 150 grammi tra cocaina e hashish e quasi 500 euro. La droga è stata consegnata al laboratorio analisi del comando provinciale dei Carabinieri di Palermo per le analisi tecniche.
Nel corso dei controlli antidroga sono stati arrestati a Palermo dai Carabinieri anche quattro presunti spacciatori: il primo sempre allo Zen, poi il secondo in pieno centro a Palermo grazie ai cani antidroga, il terzo pusher è stato bloccato nella zona di via Montepellegrino e un quarto a Isola delle Femmine.

In Sicilia saldi invernali a partire dal 2 gennaio e fino al 15 marzo 2022. A stabilirlo è il decreto firmato oggi dall’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano. Soddisfatta, dunque, la richiesta delle associazioni di categoria di anticipare la data dei saldi invernali al 2 gennaio, in linea con le altre regioni d’Italia, visto che lo scorso anno erano iniziati il 7 gennaio a causa delle limitazioni e dei divieti per le imprese e i cittadini dettati dalle misure per l’emergenza Covid. «Ho voluto accogliere le richieste delle associazioni dei commercianti, che conoscono bene l’andamento del mercato in questo particolare momento, e fissare un’anticipazione della data per favorire le vendite al dettaglio», ha detto l’assessore Turano. La conclusione dei saldi invernali è fissata per il 15 marzo 2022.

I nuovi orari ferroviari, entrati in vigore domenica 12 dicembre 2021, hanno, in parte, stravolto i ritmi di vita a molti pendolari sulla relazione Messina-Catania con lo spostamento dell’orario di arrivo alla stazione di Catania centrale del treno regionale 12953 di 10 minuti fermo restando la partenza da Messina alle ore 5:39. Non comprendiamo questo spostamento di orario, considerato che è il primo treno che parte da Messina alle 5:39 e ferma in 20 stazioni raccogliendo tutta l’utenza (lavoratori, studenti) della relazione per arrivare a Catania alle 7.43 anziché alle 7:33 come previsto prima del nuovo orario. Una traccia oraria strana quella del treno regionale 12953 perché pur partendo sempre allo stesso orario delle 5:39 ha tre orari di arrivo diversi a Catania nel corso della settimana: il lunedì arriva a Catania alle 7:33, dal martedì al venerdì arriva a Catania alle 7:43 ed il sabato pur facendo 2 fermate in più a Carruba e Guardia M-.S. Venerina, arriva a Catania alle 7:37.

Oggi ho voluto prendere appositamente, come primo giorno della corsa del treno in questione, ed ho fatto bene, perché appena salito a bordo sono stato preso d’assalto dai colleghi pendolari poiché il capotreno aveva riferito che questo cambio di orario era stato chiesto e voluto dal Comitato Pendolari Siciliani. La cosa mi ha alquanto indignato giacché avevamo, visti gli orari pubblicati sul sito di Trenitalia una decina di giorni fa ed avevamo chiesto sia all’assessore regionale ai trasporti, sia al Dipartimento ed anche a Trenitalia il perché di questo stravolgimento di orario del 12953, viste le battaglie fatte in otto anni per ottenere questo orario di arrivo alle 7.33 a Catania, che abbiamo ottenuto per ben tre anni e che abbiamo fatto notare che il treno in parola tutti i giorni arrivava a Catania dai 5 ai 7 minuti di anticipo. Diffidiamo il personale di bordo di Trenitalia nel dare false e tendenziose informazioni all’utenza. Oltre al danno dei nuovi orari che non sono stati mai presentati in nessun tavolo tecnico alle Associazioni dei Consumatori e ai Comitati dei Pendolari, così come previsto dal Contratto di Servizio arriva la beffa per i pendolari. I pendolari e tutta l’utenza ferroviaria che adopera il treno in Sicilia troveranno sotto l’albero di Natale un bel regalo, da parte della Regione Siciliana. Infatti, dal 1° gennaio 2022 i pendolari e l’utenza troveranno l’aumento del 10 per cento del costo di biglietti e degli abbonamenti fermo restando gli attuali servizi/disservizi.

Questo è il terzo aumento del costo dei titoli di viaggio, pari al 27,5 per cento, che i pendolari e l’utenza si trovano a dover pagare, da quando è stato sottoscritto il Contratto di Servizio “Ponte” del trasporto ferroviario 2015-2016 e il Contratto di Servizio decennale 2017-2026 ma il servizio ed i treni*km sono sempre gli stessi a parte gli investimenti dei fondi europei che la Regione ha utilizzato per rinnovare il parco rotabile con 21 nuovi treni “Pop” già circolanti nelle tratte ferroviarie.

In conclusione abbiamo realizzato un monitoraggio prima del cambio del nuovo orario, dal 30 di novembre all’11 dicembre 2021 ed è stato elaborato su un campione di 1942 treni distribuiti sulle tratte di maggiore frequentazione quali: Palermo-Messina, Messina-Catania-Siracusa, Palermo-Catania, Palermo-Agrigento, Caltanissetta-Ragusa-Modica, Caltanissetta-Agrigento, Siracusa-Ragusa-Gela e Catania-Caltagirone.

Il totale dei treni monitorati, ci porta ad analizzare il fenomeno osservato in maniera più dettagliata, mettendo in evidenza un ritardo fuori controllo nelle tratte più critiche come la Palermo-Catania, la Palermo-Agrigento, la Catania-Caltagirone dove riscontriamo una percentuale di ritardi tra il 20 e il 40 per cento  sui treni oggetto del monitoraggio (ritardi dovuti a problemi tecnici all’infrastruttura e/o al materiale rotabile, ritardi dovuti alle condizioni meteo e altri dovuti a fatti occasionali-).

Il monitoraggio ci ha consentito anche di analizzare la situazione sul fronte dei treni*km non effettuati: solo sulla Palermo-Agrigento nel breve periodo sono venuti a mancare servizi ai pendolari per ben 2095 treno*km, sulla Messina-Catania-Siracusa 838 treno*km e sulla Palermo-Messina ben 485 treno*km.

Nel complesso dell’analisi effettuata, nei dieci giorni di monitoraggio, abbiamo riscontrato la cancellazione di 4587 treno*km, sufficienti a percorrere quasi 10 volte Roma-Milano in treno, oppure 5 volte Villa san Giovanni-Milano.

L’obiettivo del nostro monitoraggio è quello di coinvolgere la Regione Siciliana, committente del Contratto di Servizio sino al 2026 nel rivedere la programmazione e la redistribuzione degli 11 milioni di treno*km cercando di ottimizzarli, così come avevamo chiesto un anno fa, e di poter incrementare il servizio in quei territori che hanno necessità di avere ulteriori servizi ferroviari.

In conclusione, chiediamo di conoscere: a che punto è la connessione Wi-Fi come prevista dall’art.17 comma 7 che riportiamo integralmente: “A decorrere dal gennaio 2019 sui sei treni Jazz in esercizio sulle linee siciliane sarà assicurata da Trenitalia la connessione gratuita a internet in modalità Wi-Fi.  Fatta salva la sussistenza dei presupposti tecnici, tale possibilità sarà progressivamente estesa ai treni Minuetto. Sui treni che saranno acquistati con finanziamenti della Regione Siciliana sarà richiesto il collegamento alla rete Wi-Fi negli abitacoli passeggeri.

Giosuè Malaponti Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer

Nel Palermitano sono stati confiscati beni per oltre 1 milione e mezzo di euro ritenuti riconducibili a Ciro Gino Ficarotta, imprenditore agricolo di San Giuseppe Jato. L’operazione è stata condotta dalla Direzione investigativa antimafia su decreto emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani. Prima dell’odierna confisca, il sequestro è stato eseguito nel 2019 a seguito di una proposta avanzata dal direttore della Dia. Una proprietà, acquistata a un’asta giudiziaria e poi rivenduta alla società agricola riconducibile ai Ficarotta, è stata confiscata insieme a un’azienda agricola che si occupa di coltivazione di uva, costituita da beni strumentali sia immobili (a Santa Ninfa, tra cui un terreno di oltre 60 ettari) che mobili registrati, oltre che partecipazioni, depositi e conti correnti bancari.

La Guardia di Finanza ha arrestato un uomo falso cieco a Palermo, indagato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, allorchè ha percepito la pensione d’invalidità dal 2010 e anche il reddito di cittadinanza, sebbene fosse titolare di un’autorimessa. Le indagini sono iniziate nel 2018 quando l’uomo ha chiesto e ottenuto dalla Motorizzazione civile il rinnovo della patente di guida. Dopo la visita oculistica, la prescrizione è stata l’uso di lenti correttive alla guida. Da allora indagini e pedinamenti hanno permesso agli investigatori di filmare l’uomo intento a consultare il cellulare, a dedicarsi allo shopping oppure a girare in bicicletta. Oltre all’arresto, i militari hanno eseguito anche un sequestro di beni fino all’importo di 170 mila euro, ovvero la somma ritenuta indebitamente percepita. Nel sequestro rientrano 3 autoveicoli, 3 motocicli, un magazzino e una bicicletta elettrica. Lui è già noto alle forze dell’ordine e alle cronache giudiziarie perché è stato condannato in primo grado a 14 anni e 10 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta “Spacca Ossa”: si sarebbero pianificati e inscenati falsi incidenti stradali per ottenere i risarcimenti.

I Carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Tribunale a carico di 11 indagati di furto aggravato, riciclaggio e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini dei militari della Compagnia San Lorenzo, coordinate dalla Procura, sono state svolte tra marzo e agosto del 2019, rivelando le attività di due gruppi che avrebbero commesso furti sia a Palermo che in provincia, a esercizi commerciali e distributori di benzina. Tra l’altro, sono stati documentati furti a due supermercati di Palermo dove la banda avrebbe scardinato e asportato le casseforti con un bottino di 70.000 euro. Alcuni degli indagati per rimpinguare le casse dell’organizzazione avrebbero spacciato cocaina, hashish e marijuana nel quartiere Sperone. Inoltre avrebbero anche tentato di fornire delle dosi di hashish nel carcere di Trapani ad un detenuto che avrebbe chiesto la droga con un microtelefono che è stato poi individuato e sequestrato insieme alla droga dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Degli 11 indagati, 6 sono stati reclusi in carcere, 2 agli arresti domiciliari e a 3 è stato imposto l’obbligo di dimora.

Dopo la tragedia che ha colpito Ravanusa nell’agrigentino, il pensiero va alle vittime, il cui numero è cresciuto nelle ultime ore e ne rimangono due disperse. Più volte come organizzazione sindacale, abbiamo denunciato agli organi di stampa regionali e nazionali le grosse criticità dettate dalla morfologia del territorio e della atavica prevenzione e messa in sicurezza dei territori e,  la grave perdita di vite umane non può che farci riflettere. La comunità di Ravanusa, deve essere da monito per un futuro migliore e, colgo l’occasione per mettere in evidenza, ancora una volta, la carenza di personale in tutta la Sicilia, sottolineando l’importante ruolo del Corpo Vigili del fuoco, sempre in prima linea nelle emergenze che colpiscono tutte le comunità. “Sicuramente il primo pensiero va alla comunità di Ravanusa per la gravissima perdita di vite umane. Ancora ci sono dispersi per la forte deflagrazione di un intero quartiere. Un grosso plauso va sicuramente ai miei colleghi che ancora oggi sono impegnati in prima linea per cercare di trovare le persone disperse.
Oltre a questo il dispositivo di soccorso in Sicilia sicuramente va rimpinguato, di questo si è parlato nell’ultima riunione regionale e in quella nazionale con il capo del Corpo e vertici istituzionali.
Le sedi servizio hanno grossi problemi. Da anni si denuncia che gli aeroporti di Trapani, o Pantelleria e Catania sono privi di una sede di servizio idonea. Come Birgi dove l’ultima forte ondata di vento ha causato grossissimi problemi. Ricordiamo che l’Ente preposto che si dovrebbe occupare anche della messa in sicurezza e di rendere idonei questi locali, omette continuamente di mettere in sicurezza e di dare un degno decoro a queste sedi di servizio…sono al limite della vivibilità. Abbiamo interpellato la direzione regionale, non ci fermeremo perché i colleghi meritano rispetto e le sedi di servizio devono essere tutte idonee. Come ad esempio Mazzarino, o come il distaccamento Sud di Catania, o il distaccamento Nord di Messina e tutte le sedi che devono essere aperte”.
Continua il messaggio dichiarando che il Comitato Vigili del Fuoco di Base rimarrà in allerta, interpellando chi di competenza, affinchè le esigenze vengano soddisfatte. L’obiettivo deve essere rinpinguare il dispositivo di soccorso, per far si che nei momenti di straordinarie situazioni ci siano gli uomini disponibili ad intervenire.
Inoltre, altro punto dolente sono le sedi, alcune delle quali al momento fatiscenti, andrebbero ricostruite. A Trapani ad esempio “l’Enac (proprietaria dell’immobile) dovrebbe metterla in sicurezza con ristrutturazioni, rispettando la legge 81/08. Invece è da più di trenta anni che non fa niente. Una situazione simile ritroviamo all’aeroporto di Catania, dove la struttura della nostra sede, di proprietà della SAC è fatiscente, ci sarebbero dei lavori urgenti da fare. Su Pantelleria è ancora più grave, la struttura non è agibile e si sta cercando una soluzione per dare vita ad una nuova struttura”.
concludo con il ricordo delle vittime della tragedia di Ravanusa ed un plauso “a tutti i colleghi che si stanno impegnando e stanno dimostrando di essere all’altezza di qualsiasi emergenza…..
Finita l’emergenza che, sicuramente rimarrà scolpita per l’enorme tragedia, chiederemo di monitorare i colleghi con screening ” materiali di ogni genere in mezzo le macerie, creano problemi alla salute incurabili” e, la sostituzione e sanificazione di tutti i DPI indossati durante l’emergenza.
Carmelo Barbagallo coordinatore regionale Usb vigili del fuoco Sicilia

Un aiuto economico alle donne vittime di violenza che vogliano avviare un’attività imprenditoriale per riprendere in mano la propria vita. L’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali ha impegnato i 500 mila euro previsti nell’ultima legge di Stabilità regionale per attuare il “Reddito di libertà” e li ha assegnati ai 29 Comuni in cui insistono le 49 case rifugio a indirizzo segreto, che accolgono le donne vittime di abusi e maltrattamenti e i loro figli minori o con disabilità.
«Il governo Musumeci dà concretezza a una misura importante per favorire l’indipendenza economica delle donne che hanno subito violenza fisica o psicologica – sottolinea l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, Antonio Scavone – Finanziando il “reddito di libertà”, diamo l’opportunità ad alcune donne che vivono in situazione di fragilità di essere accompagnate verso l’autonomia e verso una nuova esistenza».
Il decreto dell’assessorato finanzia 50 interventi da 10 mila euro per sostenere donne che abbiano completato o siano al termine del percorso di accoglienza e che risultino prive di reddito o con un reddito inferiore alla soglia di povertà, disoccupate o inoccupate. L’obiettivo è sostenere la partecipazione a un percorso finalizzato all’avvio di interventi occupazionali di autoimpiego, in ambito artigianale, commerciale, professionale, così da fuoriuscire dalla situazione di emergenza. I Comuni, a cui la Regione ha assegnato le risorse, potranno finanziare lo sviluppo dei progetti di autoimpiego, per i primi otto mesi, pagando spese per utenze, canoni d’affitto, acquisto di attrezzature e arredi, spese di progettazione e polizze assicurative. 

«Molti dei risultati ottenuti dallo Stato negli ultimi decenni si devono all’incessante attività e al tenace impegno della Direzione investigativa antimafia. In un’Isola dove ancora in tanti fingono di voler cambiare, la mostra itinerante, ora approdata a Catania, racconta una storia lunga 30 anni, in un crescendo di emozioni che culminano nel pugno allo stomaco che si avverte davanti ai resti della “Quarto Savona 15”, l’auto su cui viaggiava Giovanni Falcone. Ma il percorso dell’Antimafia in Sicilia – spesso controverso e travagliato –  più e oltre che attraverso gli oggetti, le immagini e i documenti custoditi nelle teche è sempre attuale monito per tutti i siciliani, affinché mai si abbassi la guardia sul fenomeno mafioso, ancora vivo e pronto ad aggredire l’economia, la Pubblica amministrazione, la società, le nostre stesse vite. Alla Dia, in occasione di questo importante anniversario, rinnoviamo apprezzamento e riconoscenza, consapevoli dello straordinario impegno che, tutti i giorni, ciascuno dei suoi operatori dimostra sul nostro territorio».
 
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in un messaggio inviato al direttore della Dia Maurizio Vallone, in occasione del trentennale della fondazione della struttura investigativa antimafia.