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C’è una nuova “zona rossa” in Sicilia: è a Villafrati, nel Palermitano. L’ha istituita il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, con un’apposita ordinanza appena firmata, dopo aver sentito il sindaco, peraltro positivo al Coronavirus e ricoverato in ospedale. Il provvedimento, che entrerà in vigore alle 14 di domani (5 ottobre), si è reso necessario per evitare il diffondersi del contagio del Covid-19, dopo che gli uffici dell’Asp hanno segnalato la presenza di un cluster che al momento conta ottanta persone.
Villafrati – che era già stato “zona rossa” per oltre un mese durante l’ondata di Covid-19 nella scorsa primavera – si aggiunge alle altre quattro aree attualmente off limits, tutte sedi della Missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte a Palermo.
Fino alla mezzanotte del 12 ottobre, dunque, nel territorio comunale di Villafrati ci sarà il divieto di circolare a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, a eccezione degli spostamenti per: recarsi al lavoro; per l’acquisto e/o il consumo di generi alimentari e per l’acquisto di beni di prima necessità; per ragioni di natura sanitaria o per appuntamento presso studi professionali. In buona sostanza, è vietata ogni attività ricreativa e passeggiare o stazionare nelle aree pubbliche (strade, piazze, ville e parchi) allo scopo di evitare ogni assembramento e contatto tra persone estranee e non conviventi. Gli esercizi commerciali (quali bar, rosticcerie, pollerie, paninerie e similari) dovranno garantire l’accesso a solo una persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. È comunque consentito l’asporto e la vendita al domicilio. Sono vietati i banchetti e le feste, pubbliche e private di qualunque tipo, che comportino la presenza contemporanea di più di sei persone. Ogni esercizio commerciale dovrà chiudere alle ore 21; è consentito fino alle ore 23 per ristoranti e pizzerie, ai cui titolari compete in ogni caso il rigoroso controllo sul rispetto delle Linee guida sul distanziamento e il divieto di sedere allo stesso tavolo quando si è più di sei persone.
La partecipazione a funzioni religiose è contingentata di secondo un apposito Protocollo che verrà condiviso tra il Comune di Villafrati e gli eventuali richiedenti. Il divieto di circolazione con qualsiasi mezzo nel territorio comunale si applica anche alle persone in transito e non residenti nel Comune.
“È una misura di primo contenimento – sottolinea il governatore Musumeci – concordata con l’amministrazione comunale e resa obbligatoria per evitare la diffusione incontrollata del virus. Troppi positivi in pochi giorni dimostrano che, evidentemente, non sono state adottate le minime precauzioni richieste. Possiamo prevedere le regole più rigide e le sanzioni più elevate, ma è necessario il buon senso da parte di ognuno di noi, che mi pare, invece, stia mancando. Per questo motivo, rinnovo l’invito a tutti i cittadini a usare la mascherina, anche all’aperto, se non ci sono le distanze minime e, soprattutto, a evitare gli assembramenti. Solo così possiamo limitare i contagi. Un appello, infine, ai prefetti dell’Isola, affinché diano disposizioni più ferree alle forze dell’ordine in tema di controlli. La Sicilia, che pur dal punto di vista sanitario è preparata a un’eventuale impennata di ricoveri, non può permettersi un nuovo lockdown”.

Un ulteriore gesto di vicinanza alle comunità coinvolte nell’assistenza ai migranti.

È questo il significato dell’emendamento al dl Agosto approvato in commissione bilancio Senato che prevede 3 milioni di euro ai comuni siciliani più coinvolti nella gestione dei flussi migratori durante l’emergenza coronavirus. Tra questi i comuni di Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle e Caltanissetta.

I deputati Cimino, Martinciglio, Perconti, Sodano, Cancelleri e Pignatone, esprimono soddisfazione per il traguardo raggiunto, frutto di un percorso di lavoro che ha coinvolto i parlamentari di Camera e Senato, e che ha visto anche un incontro specifico col premier Giuseppe Conte che si è mostrato attento alle difficoltà dei comuni interessati dai flussi migratori.

Un contributo importante, da un punto di vista economico ma, soprattutto morale, sottolineano i deputati, che dimostrano come al fenomeno migratorio vadano date risposte concrete e non solo slogan pubblicitari.

In totale i comuni interessati saranno Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Caltanissetta, Vizzini, Messina, Siculiana, Augusta e Pozzallo.

Le risorse destinate saranno utilizzate per fronteggiare le esigenze connesse al contenimento della diffusione del Covid-19 e garantire la regolare gestione, anche di natura sanitaria, dei flussi migratori.

L’obiettivo di questo emendamento è dare supporto a quei comuni che devono garantire al contempo la sicurezza dei cittadini e dei migranti, consapevoli che la gestione dei flussi migratori risulta ancora più complessa in questa delicata fase segnata dalla pandemia da Coronavirus.

Ovviamente, tale contributo non può e non deve essere considerata una risposta esaustiva al fenomeno migratorio ma un segno tangibile di vicinanza alle comunità locali, e un ulteriore passo verso la definizione di questo complesso fenomeno .

La Sicilia non può essere lasciata sola, perché ad oggi è proprio la Sicilia quella che sta pagando il prezzo più alto e di conseguenza, anche per i futuri atti normativi, sarà necessario dare un maggiore sostegno.

“Il portale allestito dalla Regione Siciliana per il click day è già andato in tilt. Stiamo ricevendo decine di segnalazioni di aziende che, entrate nel proprio profilo dove è caricata la domanda della propria azienda, trovano nomi di altre aziende, compresi dati sensibili, capitale sociale, riferimenti etc. In questo modo moltissime imprese che lunedì parteciperanno al click day, in sostanza cliccheranno per altre aziende e non per la propria. Alla Regione non risponde nessuno e il disastro annunciato ha già preso forma”. A denunciarlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua.

“Vi sono imprese – spiega Pasqua – che hanno caricato la loro domanda e oggi, entrando con ID riservato nella loro pagina, si trovano la domanda di altri. Il portale è andato in data breach, cioè di una violazione di sicurezza che comporta, accidentalmente o in modo illecito, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati. Una violazione dei dati personali che può compromettere la riservatezza, l’integrità o la disponibilità di dati personali. E’ un fatto gravissimo che testimonia la totale inaffidabilità del bando predisposto da Musumeci e dai  suoi assessori, che si sono incaponiti a voler proseguire su questa strada mentre nel resto d’Italia, l’erogazione dei bonus avviene tramite l’Agenzia delle Entrate. Evidentemente a Turano, Musumeci e soci, questo caos non dispiace. Non ci interessa sapere il perché, ma il risultato è quello dell’ennesimo disastro per le aziende che sono state messe in crisi dalla pandemia, hanno dovuto fare i salti mortali in termini di burocrazia per partecipare al bando e da lunedì, fatidica data del click, subiranno l’ennesima doccia fredda per avere a che fare con un sistema elefantiaco ed inefficiente. I deputati del M5S all’Ars hanno a più riprese chiesto una discussione in commissione Attività produttive, ma si sono visti rispondere picche, salvo una convocazione per il 7 ottobre, quando cioè il click day sarà avvenuto e qualsiasi discussione sulla proroga o modifica del bando sarà totalmente inutile. Anziché pensare a Pontida, Musumeci pensi ai siciliani”,   conclude Pasqua.

In Sicilia il Covid 19 comincia a far ripreoccupare seriamente. Sono infatti 182 i nuovi casi positivi che fanno crescere il numero degli attuali casi a 2.761: 322 ricoverati con sintomi, 20 in terapia intensiva e 2.829 in isolamento domiciliare.

Sono 317 i deceduti, tre in più rispetto a ieri; 7.596 i casi totali e 4.108 i dimessi guariti, con un incremento di tamponi effettuati pari a 6.638. In provincia di Palermo sono 52 i nuovi casi, 42 a Catania, 28 a Trapani, 26 nella provincia di Caltanissetta, 11 a Messina.

Dare vita al “Next generation Sicily”, un piano strategico chiaro, condiviso e percorribile che permetta di essere proiettati e collegati all’Europa, partendo da quattro assi portanti: investimenti, infrastrutture, digitalizzazione, burocrazia. I Giovani imprenditori siciliani di Confindustria che, oggi, ad Agrigento, presso l’impianto “Empedocle” di Ecoface, si sono riuniti in occasione dell’incontro “Trasformazioni: uscire dal labirinto rompendo gli schemi”, non hanno dubbi: “Questa è l’ultima chiamata per la Sicilia – ha detto in apertura dei lavori il presidente Gero La Rocca – e non vorremmo raccontare ai nostri figli, magari fra dieci o vent’anni, che quando eravamo giovani la nostra regione ha avuto l’opportunità di rimettersi in piedi e noi non siamo stati in grado di fare le scelte giuste”. È per questo che gli imprenditori under 40 hanno chiamato a raccolta rappresentanti dei governi nazionale e regionale, economisti, esponenti del mondo delle associazioni, del credito e della cultura, per lanciare un messaggio chiaro e univoco: rimettere i giovani al centro dell’agenda politica, perché “noi – ha detto La Rocca – siamo i primi ad essere stati dimenticati. Siamo stati privati di alcuni diritti sanciti dalla nostra Costituzione, a partire dal diritto alla coesione e alla perequazione. Abbiamo assistito a un disinvestimento progressivo che ha condannato la Sicilia a un crescente ritardo rispetto alle altre regioni d’Europa. Non è più possibile andare avanti così. L’onda d’urto della pandemia ha investito tutti, ma la Sicilia così come l’intero Mezzogiorno, già sfiancati da una erosione economica e sociale permanente, si stanno trovando a gestire una scia di conseguenze pesantissime destinate a durare chissà ancora per quanto tempo”.

Da qui la proposta: “Creiamo un fronte comune. Diamo una forma più compiuta a un orientamento politico e intellettuale che oggi è già riconoscibile, al di là delle casacche indossate. Facciamo in modo che da questo fronte possa prendere vita un ‘Next generation Sicily’, perché sono questi i giorni e i mesi in cui dobbiamo unirci in uno sforzo comune, che parta dalla consapevolezza che fare crescere il Mezzogiorno rappresenta una enorme opportunità per tutto il Paese”.

Un pensiero condiviso e rilanciato dal presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, che ha sottolineato come ci sia bisogno “di un piano di investimenti concreti che colmi il divario tra Nord e Sud del Paese. Dal Mezzogiorno si può far partire il riscatto di un Paese in deficit di produttività e crescita duratura. Bisogna però investire sul nostro immenso potenziale, fare in modo che le risorse arrivino dove serve, a partire da un sistema di opere pubbliche e infrastrutture, senza le quali qualsiasi progetto di sviluppo è destinato a rimanere lettera morta”.

In questo senso, ha rilanciato La Rocca “diciamo a gran voce che i giovani siciliani meritano di essere allacciati anche fisicamente al continente. Anche questo è coesione e rispetto dei diritti di cittadinanza. Vorremmo anche noi poter prendere un treno e raggiungere in poche ore Napoli, Roma o Milano. Per questo chiediamo che non si tergiversi e si colga l’opportunità, forse unica, di procedere con una soluzione concreta e cantierabile per collegare le due sponde dello Stretto di Messina”.

I giovani imprenditori si sono quindi soffermati sull’idea di futuro che si vuole per la Sicilia: “Saranno necessarie precisione e accuratezza nell’individuare i settori su cui puntare per la nostra regione. Non possiamo immaginare di allocare le risorse con la logica approssimativa del click-day. C’è bisogno di capire cosa, esattamente, vogliamo che la Sicilia diventi”. Fari accesi anche sulla giungla normativa che presuppone infiniti passaggi e cavilli che “spingono – denunciano i giovani imprenditori – più verso un disimpegno che verso l’assunzione di responsabilità”, sul depauperamento delle competenze nella Pubblica amministrazione, che necessiterebbe di innesti giovani per rinvigorire un settore strategico della Regione, e sull’assenza di digitalizzazione, quando “una digitalizzazione spinta del sistema-regione consentirebbe di velocizzare i controlli formali sui documenti; darebbe la disponibilità di accesso alle pratiche all’interno di un unico database, eliminando la sgradevole abitudine di chiedere più volte lo stesso documento all’utente, magari a distanza di mesi; assicurerebbe più trasparenza e certezza nei tempi di risposta e nell’attribuzione di responsabilità in caso di inerzia e, cosa fondamentale, di ridurre al minimo il contatto tra utente e funzionari”. “Partiamo dall’attuazione delle norme già in vigore – è la richiesta degli imprenditori – perché è semplicemente assurdo che non si riesca a far rispettare regole che già prevedono tempi certi, poteri sostitutivi in caso di inerzia e provvedimenti sanzionatori nei confronti di funzionari inefficienti”.

Sollecitazione raccolta subito dal vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao, che ha sottolineato come la “semplificazione della pubblica amministrazione sia fondamentale e passi da tre assi: snellimento delle procedure, digitalizzazione e ricambio generazionale immediato senza il quale non riusciremo a raggiungere alcun obiettivo. Dobbiamo lanciare un piano straordinario di assunzioni di giovani dentro la pubblica amministrazione per introdurre quegli elementi di rottura che occorrono per la trasformazione reale”. Trasformazione che non può prescindere da un importante piano di investimenti come ha affermato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, in collegamento video: “La priorità è rilanciare gli investimenti pubblici e privati e gli investimenti pubblici in primo luogo devono puntare a rendere il contesto più favorevole allo sviluppo, al lavoro e all’impresa. Questo significa infrastrutture e servizi, perché dove sta bene un cittadino sta bene anche una impresa”. “Dobbiamo parlare non di singoli progetti, ma avere una visione di insieme”, ha commentato il viceministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri. “Occorre – ha aggiunto – una collaborazione istituzionale che non deve vederci ai tavoli in maniera contrapposta. Dobbiamo dar vita a un piano per il Mezzogiorno che deve mettere la parola fine a quella questione meridionale di cui tutti hanno sempre parlato, ma che nessuno ha mai risolto”.

All’incontro, che ha visto la partecipazione straordinaria di Stefania Auci, autrice del best seller “I leoni di Sicilia” dedicato al successo imprenditoriale della famiglia Florio, e ha avuto il supporto dell’associazione “La strada degli scrittori”, progetto nato da un’idea di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, che ha così ribattezzato la SS 640, itinerario che attraversa la Valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti dai grandi autori, hanno preso parte Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Giuseppe Cicero, direttore Area Imprese Sicilia di Intesa Sanpaolo; Ignazio Infantino, ricercatore Cnr e coordinatore nodo Sicilia del Comitato di competenza Artes 4.0; e Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club; Gaetano Aronica, presidente della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento; il teologo Rocco Gumina; Giuseppe Taibi, presidente Fai Sicilia; e Giulio Xhaet, partner Newton spa.

“3 milioni di euro per il 2020 ai Comuni siciliani maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi migratori. Nello specifico, si tratta di un contributo di 375 mila euro, per ciascuno dei Comuni di Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Pozzallo, Caltanissetta, Vizzini, Messina, Siculiana e Augusta”. A darne notizia il primo firmatario dell’emendamento al DL Agosto approvato al Senato durante una seduta fiume iniziata ieri e conclusa questa mattina alle 5,00, Pietro Lorefice assieme ai colleghi senatori Pino Pisani, Tiziana Drago, Grazia D’Angelo, Cinzia Leone, Antonella Campagna, Francesco Mollame, Cristiano Anastasi, Loredana Russo, Barbara Floridia, Rino Marinello, Vincenzo Maurizio Santangelo e Fabrizio Trentacoste.
“Le risorse potranno essere utilizzate – spiegano i senatori del Movimento 5 Stelle – al fine di fronteggiare le esigenze connesse al contenimento della diffusione del Covid-19 e garantire la regolare gestione, anche di natura sanitaria, dei flussi migratori. Un decreto del Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Economia e finanza, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, definirà i criteri e le modalità di gestione delle risorse, nonché le modalità di monitoraggio della spesa”.
“Un aiuto concreto – conclude Lorefice – ai comuni impegnati a fronteggiare il problema degli sbarchi nella nostra Isola; una misura economica pensata per far fronte ai gravi disagi subiti da queste comunità e dalla cittadinanza e alle gravi e negative ricadute sul settore economico e turistico. Resta adesso fondamentale continuare a sensibilizzare l’Unione Europea verso una valutazione complessiva del fenomeno migratorio, dobbiamo dare risposte urgenti ai siciliani e stabilire cosa fare attraverso atti concreti”.

E’ stato presentato stamattina a Villa Magnisi, (sede dell’Ordine dei medici di Palermo) il nuovo “Vademecum Covid-19” per la gestione del contagio da Coronavirus. Una guida semplificata che prende spunto dai dubbi più frequenti dei medici del territorio e di chi lavora nel pubblico sulle procedure e i comportamenti previsti dagli attuali riferimenti normativi: “Dalla gestione del singolo paziente positivo al Covid e dei focolai, alle segnalazioni dei casi sospetti, dalle certificazioni Inps per la quarantena ai rapporti con la scuola e tutti i contatti indispensabili per i medici di base”, come ha spiegato Maria Fustaneo, coordinatrice del team che ha redatto il documento.

“Il documento è nato per fare ordine e liberare i medici da incertezze procedurali in modo da prestare le loro cure con serenità. Dal varo della legge Lorenzin, oggi gli ordini professionali hanno assunto un ruolo diverso – ha spiegato il presidente dell’Omceo Toti Amato, nonché componente del direttivo Fnomceo -. In una nuova visione di istituzione pubblica dello Stato, siamo chiamati a sussidiare concretamente i possibili vuoti lasciati da altre istituzioni”.

“Impariamo a conoscere la pandemia via via – ha detto il segretario regionale Fimmg Luigi Galvano, vicepresidente vicario della Fondazione Enpam -. Il susseguirsi di decreti e disposizioni, non sempre di univoca interpretazione, ha prodotto caos fra i sanitari e fra i cittadini. Da qui la necessità di avere uno strumento informatico di facile consultazione, in grado di uniformare il linguaggio tra tutti i medici. Sarà diffuso a tutte le categorie di professionisti costantemente aggiornato”.

“Le criticità sono evidenti – ha sottolineato il vicepresidente dell’Ordine Giovanni Merlino – soprattutto nel rapporto tra medici del territorio, dipartimento della prevenzione e cittadini. Ci sono cittadini confinati a casa per un tampone che non arriva, quando la tempestività del risultato è indispensabile ai fini clinici per la diagnosi e per affrancare dalla quarantena i pazienti. A questo si aggiunge una comunicazione impossibile tra medici di medicina generale e dipartimento Prevenzione, certamente non per responsabilità dei colleghi ma per carenze organizzative e strutturali”.

Il vademecum, elaborato dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg Sicilia) in collaborazione con l’Ordine dei medici di Palermo, include una nuova scheda di segnalazione che è stata condivisa con il dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo. Nelle prossime ore la guida sarà pubblicata sui siti istituzionali della Fimmg e dell’Omceo di Palermo, rispettivamente www.fimmgpalermo.it e www.ordinemedicipa.it.

Da mercoledì 7 ottobre 2020, nel portale dell’Ordine sarà anche attivato il contatto mail  emergenzacovid@ordinemedicipa.it a supporto dei medici territoriali ed ospedalieri.

“Vademecum Covid-19” è stato redatto dai medici Fimmg: Maria Fustaneo (coordinatrice), Luigi Galvano, Paolo Giarrusso, Tindaro Iraci, Franco Magliozzo, Giovanni Merlino, Fabio Modica, Francesco Salamone, Luigi Spicola, Francesca Taormina, Luigi Tramonte, Rita Zafonte.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha voluto questo pomeriggio incontrare a Milazzo i vertici della Capitaneria di porto per esprimere “il cordoglio del governo regionale e della comunità isolana” per la tragica morte del sottufficiale Aurelio Visalli. Ad accogliere Musumeci c’erano il contrammiraglio Giancarlo Russo e il comandante della Guardia costiera di Milazzo, Massimiliano Mezzani.
“Un incontro breve ma intenso e commovente” lo ha definito il governatore all’uscita dal comando: “Il gesto del generoso militare ha suscitato un unanime sentimento di dolore tra i siciliani e di questo desidero rendermi interprete presso i familiari ed i colleghi di lavoro”.

Il 4 e 5 ottobre si svolgeranno in Sicilia le elezioni amministrative.
Sono chiamati al voto 61 Comuni, di cui 16 con il sistema proporzionale e 45 con quello maggioritario, per una popolazione complessiva di 738.406 cittadini. Si vota domenica (dalle ore 7 alle
22) e lunedì (dalle 7 alle 14). L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 18 e lunedì 19 ottobre, con gli stessi orari. In entrambi i casi, lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. In considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, l’elettore dovrà recarsi necessariamente al seggio elettorale munito di apposita mascherina protettiva.

Come si vota
Nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti viene eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene il maggior numero di voti validi.
Nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene almeno il 40% dei voti validi al primo turno. In caso contrario, si procederà al ballottaggio e risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto più voti.
L’elettore può scegliere di votare per una lista, attribuendo così automaticamente la preferenza anche al candidato sindaco collegato (cosiddetto ‘effetto trascinamento’), oppure può votare solo per il candidato sindaco. Si può inoltre effettuare il ‘voto disgiunto’, votando per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata.
Infine, per il consiglio comunale, l’elettore può esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome, o nome e cognome in caso di omonimia, del candidato prescelto di fianco al simbolo della lista. Qualora esprima due preferenze, dovranno essere una di genere maschile e l’altra di genere femminile, pena la nullità della seconda.

I Comuni al voto
Unici capoluoghi di provincia che andranno alle urne sono Agrigento ed Enna. Oltre che nei Comuni il cui rinnovo degli organi amministrativi era già fissato per scadenza naturale, si voterà anticipatamente anche a Casteltermini in provincia di Agrigento, Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno, San Pietro Clarenza nel Catanese, Termini Imerese in provincia di Palermo, Floridia nel Siracusano, Favignana in provincia di Trapani, attualmente commissariati e a Camastra nell’Agrigentino, Bompensiere in provincia di Caltanissetta, Trecastagni nel Catanese, sciolti in precedenza per mafia dal Consiglio dei ministri.
Tra i Comuni più grandi coinvolti, oltre ai due capoluoghi, ci sono:
Marsala nel Trapanese, Barcellona e Milazzo in provincia di Messina, San Giovanni La Punta e Tremestieri etneo in provincia di Catania, Carini, Misilmeri e Termini Imerese nel Palermitano, Augusta e Floridia in provincia di Siracusa. Questo l’elenco completo degli enti che andranno al voto (16 con sistema proporzionale e 45 con il maggioritario. A essere eletti saranno 848 consiglieri.

Provincia di Agrigento (8): Agrigento (proporzionale, 24 consiglieri assegnati), Camastra (maggioritario, 10), Cammarata (maggioritario, 12), Casteltermini (maggioritario, 12), Raffadali (maggioritario, 16), Realmonte (maggioritario, 12), Ribera (proporzionale, 16) e Siculiana (maggioritario, 12).

Provincia di Caltanissetta (5): Bompensiere (maggioritario, 10), Mussomeli (maggioritario, 16), Santa Caterina Villarmosa (maggioritario, 12), Serradifalco (maggioritario, 12) e Villalba (maggioritario, 10).
Provincia di Catania (8): Bronte (proporzionale, 16), Mascali (maggioritario, 16), Milo (maggioritario, 10), Pedara (maggioritario, 16), San Giovanni La Punta (proporzionale, 16), San Pietro Clarenza (maggioritario, 12), Trecastagni (maggioritario, 16) e Tremestieri Etneo (proporzionale, 16).

Provincia di Enna (6): Enna (proporzionale, 24), Agira (maggioritario, 12), Centuripe (maggioritario, 12), Nicosia (maggioritario, 16) , Pietraperzia (maggioritario, 12) e Valguarnera Caropepe (maggioritario, 12).

Provincia di Messina (12): Barcellona Pozzo di Gotto (proporzionale, 24), Basicò (maggioritario, 10), Giardini Naxos (maggioritario, 12), Graniti (maggioritario, 10), Limina (maggioritario, 10), Malvagna (maggioritario, 10), Milazzo (proporzionale, 24), Mirto (maggioritario, 10), Naso (maggioritario, 12), Raccuja (maggioritario, 10), San Salvatore di Fitalia (maggioritario, 10), Savoca (maggioritario, 10).

Provincia di Palermo (15): Aliminusa (maggioritario, 10), Caltavuturo (maggioritario, 12), Carini (proporzionale, 24), Godrano (maggioritario, 10), Isola delle Femmine (maggioritario, 12), Lascari (maggioritario, 12), Misilmeri (proporzionale, 16), Polizzi Generosa (maggioritario, 12), Pollina (maggioritario, 10), San Mauro Castelverde (maggioritario, 10), Santa Cristina Gela (maggioritario, 10), Scillato (maggioritario, 10), Termini Imerese (proporzionale, 16), Trabia (maggioritario, 16) e Villabate (proporzionale, 16).

Provincia di Ragusa (1): Ispica (proporzionale, 16).

Provincia di Siracusa (2): Augusta (proporzionale, 24) e Floridia (proporzionale, 16).

Provincia di Trapani (4): Campobello di Mazara (maggioritario, 16), Favignana (maggioritario, 12), Gibellina (maggioritario, 12) e Marsala (proporzionale, 24).

Per qualsiasi informazioni si può consultare il sito web dell’Ufficio elettorale della Regione (www.elezioni.regione.sicilia.it), raggiungibile anche dalla homepage del portale istituzionale.

“Che fine ha fatto il comitato tecnico scientifico che doveva coordinare l’emergenza Covid, sparito dai radar dopo l’arresto di Candela?”
Se lo chiedono, e lo chiedono al governo Musumeci, i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa, Francesco Cappello e Antonio De Luca.

 “A pensar male – dicono i deputati – si potrebbe avvalorare  l’ipotesi che serviva solo a garantire una poltrona di prestigio e ben remunerata all’ex direttore generale dell’Asp di Palermo, rimasto fuori dal giro dei manager della sanità. Di certo c’è che il comitato non si è più riunito. Chi assicura ora la trasparenza delle tante spese che sono state fatte e che si faranno per contrastare l’emergenza? Ci farebbe piacere sapere come e chi le pianifica e, soprattutto, se Musumeci e Razza hanno intenzione di tirare fuori il comitato dalla naftalina dove è finito dopo l’operazione Sorella Sanità”.