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Matteo Mangiacavallo e gli altri deputati regionale del M5S sono quasi fuori dal movimento. Il capo politico Vito Crimi e i probiviri nazionali nelle prossime ore devono rispondere all’ultimatum del capogruppo all’Ars Giorgio Pasqua e assumere le “scelte imposte dal regolamento”.

Secondo le notizie di queste ultime ore le strade dei deputati regionali Angela Foti (vicepresidente dell’Ars), Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana e Valentina Palmeri, dopo l’espulsione di Sergio Tancredi, si divideranno per sempre da quelle degli altri 15 del gruppo all’Ars.

Un divorzio che dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore dopo l’ultima uscita dei quattro deputati e il clima di separati in casa che stanno vivendo da mesi a Palazzo dei Normanni.

La ragione ufficiale del probabile allontanamento è che i quattro si sono astenuti nello scrutinio finale sulla finanziaria (Tancredi si espresse addirittura a favore) del governo regionale, “in difformità con le indicazioni del gruppo”, che invece votò contro. L’espulsione di Tancredi, maturata anche da problemi relativi alla restituzione di parte della indennità di deputato, ha convinto i quattro ad assumere una netta presa di posizione in suo favore, che ha determinato la definitiva rottura.

I concessionari di lidi balneari possono ripartire già dal prossimo fine settimana, se mai entro questa sera dovesse arrivare il decreto della Regione Siciliana. Ma è una ripartenza parziale, ovvero solo per le attività collaterali, quelle legate alla ristorazione. Quindi non appena arriverà la firma, si darà il via libera a bar, ristoranti e pizzerie all’interno dei lidi, in riva al mare. Questo è quanto ha chiesto con forza e ottenuto la categoria Oasi balneari di Confartigianato Sicilia, che insieme alla altre associazioni di categoria ha preso parte a una web conference alla quarta commissione Territorio e Ambiente presieduta da Giusy Savarino, alla presenza dell’assessore regionale Salvatore Cordaro. Per quanto riguarda l’aspetto della balneazione legato ai lidi, occorrerà aspettare invece il 6 giugno.

“L’assessore Cordaro – dice soddisfatto il coordinatore della categoria Oasi, Giovanni Cimino –  ha firmato in diretta il decreto di proroga delle concessioni balneari fino al 2033 e già dal primo giugno si potranno presentare in via telematica le autodichiarazioni”. E se questa firma da un lato permette a tutti i concessionari di ripartire, dall’altro all’interno della categoria c’è tanta preoccupazione. “Molti concessionari – spiega Cimino – hanno paura di sostenere spese importanti per riadattare gli stabilimenti in base alle nuove linee guida per l’emergenza coronavirus e poi non avere l’utenza necessaria per coprire i costi. Ovvero, se mai il numero dei contagi dovesse tornare a crescere e quindi ritrovarsi di nuovo a non potere andare al mare, non ci sarebbe modo di ammortizzare i costi di montaggio delle strutture”. Un problema questo che verrà discusso nella prossima riunione in commissione.

Intanto la possibilità di riaprire l’attività di ristorazione dei lidi darà una boccata di ossigeno alla categoria. “Siamo soddisfatti e ringraziamo l’assessore – aggiunge Cimino – per aver compreso le nostre esigenze che sono anche comunque anche le esigenze dell’utenza, che ha voglia di un ritorno alla normalità e di mangiare un gelato o gustare una pizza in riva al mare”.

Da Catania e Palermo direzione Firenze. Air Dolomiti, compagnia aerea del Gruppo Lufthansa, riparte dall’Italia e annuncia la ripresa dei voli con i collegamenti dall’aeroporto Amerigo Vespucci verso i due principali scali siciliani.

A partire dal 5 giugno la compagnia proporrà quattro frequenze settimanali per il capoluogo toscano: i voli saranno operati il lunedì, giovedì, venerdì e domenica con partenza, da Palermo, alle 14:00 dal 5/06 al 18/06 e alle 18:00, dal 19/06 al 23/10, e da Catania alle 18:30 dal 5/06 al 23/10.

Per tutti i voli la Compagnia propone una tariffa a partire da 99 € one way (da 178 € andata e ritorno) tasse e supplementi inclusi. In fase di prenotazione sarà possibile bloccare la tariffa (opzione valida solo tramite sito internet www.airdolomiti.it) ed effettuare il pagamento in un momento successivo alla prenotazione, entro i sette giorni dalla data di partenza del volo.

Oltre a questo, se il passeggero non desiderasse più volare o volesse modificare la data di partenza, potrà scegliere di cancellare gratuitamente la prenotazione, ricevendo il rimborso dell’intero costo del biglietto o provvedere al rebooking senza supplementi; anche queste modifiche dovranno essere richieste entro sette giorni dalla data di partenza del volo.

Tali agevolazioni permetteranno ai passeggeri di organizzare il proprio viaggio con il massimo della flessibilità.

“Siamo lieti di annunciare la ripresa delle operazioni e ancora più di poter offrire voli che mettano in collegamento il nostro Paese. Air Dolomiti è una realtà molto dinamica e questo, unitamente all’eccellente collaborazione con gli aeroporti toscani e siciliani ci permette di essere estremamente flessibili. Firenze rappresenta uno degli scali strategici per noi, qui serviamo gli hub di Monaco e Francoforte ed è qui che abbiamo deciso di investire con il nostro nuovo centro di manutenzione. La possibilità di poter operare con gli Embraer 195 e la capacità dell’aeroporto di adeguarsi in tempi rapidi alle nuove disposizioni ha accelerato le operazioni di ripartenza.” Afferma Joerg Eberhart, Presidente & CEO di Air Dolomiti.

Soddisfatti i vertici delle società di gestione degli aeroporti di Catania e Palermo.

“Un segnale concreto della voglia di tornare a volare – commentano gli amministratori delegati di Sac e Gesap, Nico Torrisi e Giovanni Scalia. Ringraziamo Air Dolomiti per aver puntato i riflettori sui nostri scali, consentendo la ripresa della mobilità verso la Sicilia dalla Toscana. Siamo certi che si tratti di un inizio di ritorno alla normalità e che presto i viaggiatori torneranno a popolare l’Isola, tra le mete più desiderate del turismo nazionale e internazionale”.

 

La Compagnia nei mesi scorsi si è attivata per rimpatriare i connazionali dall’estero ed ha garantito un ponte con la Germania grazie al collegamento sull’hub di Francoforte da Milano Malpensa.

“Esprimiamo la massima solidarietà al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci per l’inquietante atto intimidatorio perpetrato ai suoi danni, in queste ultime ore, sul web”.  Ha dichiarato  Leoluca Orlando presidente di ANCI Sicilia.

“La vile minaccia di attaccare  un rappresentante delle istituzioni,  per di più coprendosi dietro lo schermo dell’anonimato, all’interno di una piattaforma social, tira fuori il peggio di una collettività che ha perso il senso del rispetto verso l’altro e verso se stessa”.

“Unità Siciliana-Le Api non condivide le scelte politiche compiute dal Presidente della Regione, ma non intende fare da sponda a nessuna iniziativa organizzata da partiti nazionali o da gruppettari camuffati da sicilianisti.- è la netta  presa di posizione di Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana-LeApi – La Sicilia è, da anni, prigioniera di pretestuose logiche di contrapposizione, dalle quali non ha tratto alcun beneficio.

Siamo sempre pronti a scendere in campo con chi, dopo aver abbandonato i soliti schemi strumentali e il regionalismo ruffiano dell’ultim’ora, si schieri con la Sicilia sulla base di precisi impegni riguardanti il lavoro, le infrastrutture, la tutela dei prodotti agroalimentari, la lotta al disagio economico e sociale ed alla criminalità.”

Sulla spaccatura all’interno del gruppo parlamentare M5S all’Ars è doveroso fare chiarezza, non foss’altro perché lo dobbiamo a chi ci segue o ci ha votato e perché una sola campana produce spesso solamente note stonate.
Prediamo atto, intanto, che per i portavoce Foti, Mangiacavallo, Pagana e Palmeri  è venuto meno  – per usare parole loro – il desiderio di  far parte del gruppo 5 stelle. Bene, anzi male, anche se, per la verità, i segnali in questo senso  si protraggono ormai da tantissimo tempo, persino nelle votazioni in aula, quando,  frequentemente, i cinque (ai quattro di sopra va aggiunto Tancredi) si sono espressi in dissenso col gruppo, astenendosi o addirittura  votando assieme a quel governo Musumeci, con cui il M5S non ha nulla a che spartire.
E non si trattava, si badi bene, di  votazioni confezionate su dei ‘no’ a prescindere, come i  5 deputati vogliono far credere, visto che abbiamo sempre deciso nel merito delle norme, votando “sì”, e non di rado, in questa e nella passata legislatura, a norme  governative, quando queste andavano in direzione del bene dei siciliani.
Nella vita, si può cambiare idea e, chi vuole, anche partito. Ma si deve avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo, senza appigliarsi a scuse o, addirittura, cercare di rigirare la frittata, accusando noi di “goffi tentativi di imitazione dei partiti che prima ci proponevamo di smantellare”.  Al limite è forse vero il contrario, se è vero, come è vero, che pubblicamente, e senza tanti giri di parole, Angela Foti,  eletta vicepresidente dell’ARS, a suo dire, a propria insaputa, nei giorni scorsi arrivava a scrivere a Musumeci in un post che in Parlamento i voti li avrebbe trovati, prospettando al presidente della Regione una comoda e solida stampella cui appoggiarsi nei momenti tribolati a sala d’Ercole.
Sulla vicenda Tancredi si sono spese tante, troppe parole, spesso fuori luogo. È vero che ha avuto delle difficoltà. È anche vero, però, che il gruppo lo ha aiutato con grande senso di amicizia e solidarietà e che lui ha ignorato totalmente i continui cartellini gialli che gli arrivavano dal Movimento nazionale per le  mancate restituzioni. Non c’è stato da parte sua il minimo segnale di collaborazione. Se avesse solo manifestato la volontà di regolarizzare la sua posizione con un atto tangibile, che gli avevamo reiteratamente chiesto, non si sarebbe arrivati all’ espulsione che, e Tancredi lo sapeva bene, è il capolinea obbligato per chi non restituisce parte degli stipendi. Lui non ha restituito e per questo, solo per questo, sia chiaro, è stato espulso.  La restituzione di parte degli stipendi per il M5S è una regola fondante, che viene sottoscritta da tutti in sede di accettazione di candidatura. E’ pertanto doveroso rispettarla, magari anche per chi nel Movimento, da Nord a Sud, medita di cambiare casacca, tradendo il mandato dei cittadini, aggrappandosi a incolmabili, quanto fantomatiche,  divergenze di natura politica.
Le nostre battaglie continuano, con immutata passione e grandissimo impegno, i nostri attivisti stiano tranquilli.

“Valuteremo insieme ai gruppi di opposizione la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione: forse è l’unico modo per farlo venire in aula, se non altro lo farà per salvare la sua poltrona”.

Lo ha detto il capogruppo PD all’Ars Giuseppe Lupo, intervenendo in aula nel corso della seduta di oggi. “Il Presidente della Regione è uno dei 70 deputati dell’Ars ed ha il preciso dovere di partecipare ai lavori d’aula – ha aggiunto Lupo – d’altronde è per questo che percepisce l’indennità parlamentare. Musumeci non si vede a sala d’Ercole da quando ha abbandonato i lavori per protesta contro un deputato che aveva legittimamente chiesto il voto segreto, così come previsto dal regolamento. Evidentemente Musumeci pensa di dettare le regole al parlamento e non accetta alcun tipo di dissenso rispetto alle sue scelte: questa è una concezione dittatoriale, ricordiamo a Musumeci che siamo in democrazia e le regole non le detta lui, le vota il parlamento”.

«L’uso della mascherina, oltre che un dispositivo di protezione personale, è un segno di rispetto per le persone che ci circondano. Portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio, è un obbligo». Lo precisa l’assessorato regionale alla Salute in merito all’utilizzo in esterna della mascherina previsto dall’ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione.

In particolare, viene sottolineato che l’impiego della mascherina è previsto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico: ad esempio nei mercati, strade affollate o in qualsiasi spazio in cui – così come si legge anche all’art. 3 Dpcm del 17 maggio – «non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza» interpersonale. A titolo esemplificativo, va quindi specificato, che qualora un cittadino si trovasse per strada da solo o comunque ben distanziato da altri soggetti, l’uso del dispositivo di protezione non è obbligatorio, ma resta l’obbligo di averlo sempre con sé.

Come è noto l’ordinanza rileva inoltre che «per coloro che svolgono attività motoria non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica stessa, mantenendo il distanziamento di metri due, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività medesima»: ovviamente qualora si rendesse necessario. Va infine ricordato che l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.

“Dei 426 posti per docenti in organico di diritto liberatisi in Sicilia lo scorso anno, con il provvedimento denominato quota 100, il governo ha deciso di destinarne alle assunzioni solo 387. Una differenza di 39 unità che aumenta la precarizzazione del corpo docenti nella nostra regione. C’è altresì il rischio che i posti siano ancora meno dei 387, perché alcuni di questi saranno assorbiti dalle esecuzioni di sentenze a cui i vari ambiti territoriali provinciali dovranno trovare collocazione.” Lo dice il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, commentando il decreto ministeriale apposito e le relative tabelle (vedi allegati) pubblicati dal Ministero dell’Istruzione.
“Inoltre – aggiunge – dei suddetti 387 posti solo 15 sono destinati al sostegno. Tale scelta colpisce in maniera particolare un settore che al contrario necessita di un massiccio potenziamento. Ogni anno, infatti, la scuola siciliana deve ricorrere a ben 8.000 precari per garantire il diritto allo studio di altrettanti studenti diversamente abili”.
“Come se non bastasse – continua Rizza – il decreto dà la possibilità ai docenti individuati per la nomina su tali posti di scegliere non solo la provincia ma il posto sulla singola scuola, prima delle operazioni di mobilità. Un criterio aberrante che non avevamo mai visto fino ad oggi”.
“Abbiamo già chiesto al Ministero – conclude Rizza – di rivalutare il provvedimento. Riproponiamo le nostre osservazioni all’Ufficio scolastico regionale, affinchè le sottoponga alla valutazione del Miur”.

“Oltre ad associarmi alla mobilitazione dei cittadini di Lampedusa che manifestano per ragioni sacrosante e cui va la mia solidarietà, chiedo alla Commissione Europea di far beneficiare l’Isola di misure e risorse ad hoc, tra cui fiscalità di vantaggio e un programma UE di finanziamento 2021-2027 per ridare opportunità speranza e soprattutto dimostrare rispetto ai lampedusani. Le regole europee valgano anche per la vicina Malta, divenuta un vero e proprio paradiso d’Impresa mentre l’isola italiana continua la sua lenta agonia, aggravata ovviamente dall’emergenza COVID-19 che ha messo ancor più in allarme i suoi abitanti”.

A dichiararlo è l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, accogliendo il grido d’allarme dei cittadini di Lampedusa, incalza la Commissione Europea a interventi concreti per migliorare le condizioni di vita dei lampedusani.

“L’Isola – spiega Corrao – pur avendo un patrimonio naturalistico impressionante, è stata letteralmente militarizzata a causa della necessità della gestione del flusso dei migranti, ma i suoi servizi essenziali sono ridotti all’osso, da quello sanitario a quello ambientale. Strade, ospedale, depuratore, non sono certamente da paese europeo. I cittadini di Lampedusa hanno negli anni dimostrato una grandissima disponibilità all’accoglienza, ma questo sforzo non può ricadere sui lampedusani e sulla fragile economia dell’Isola. Lampedusa merita dall’UE risposte chiare e tangibili. Se oggi, dopo decenni di Unione Europea i lampedusani hanno problemi di pesca, di collegamenti con il continente, di sostentamento economico e di sbarchi indiscriminati, appare piuttosto evidente che l’atteggiamento da burocrate insensibile della Commissione Europea abbia fatto solo danni. Così non va, Bruxelles batta un colpo, non solo militarizzando questa splendida isola italiana ed europea ma anche uniformando regole e atteggiamenti degli altri stati, Malta compresa”- conclude Corrao.

Intanto la mobilitazione dei cittadini di Lampedusa approda in queste ore anche a Sala d’Ercole dove all’Assemblea Regionale Siciliana il deputato agrigentino Giovanni Di Caro incalza anche il governo Musumeci.

“A Lampedusa – ha detto Di Caro – esiste una gravissima carenza di tipo sanitario con un solo ambulatorio che è ridotto ai minimi termini. Anche i collegamenti con la terra ferma , sono scarsissimi a causa della contrazione dei posti sull’unica nave che effettua il collegamento da e per l’isola. Inoltre la stessa salute dei migranti è compromessa a causa dei ben noti problemi di sicurezza che ha l’hotspot dell’Isola mentre i posti disponibili nella nave ormeggiata dove i migranti effettuano la quarantena sono solo 70. Un numero assolutamente insufficiente che viene automaticamente superato ad ogni sbarco. Tutte questioni che possono far scattare l’emergenza sociale su un’isola che pur essendosi dimostrata storicamente accogliente verso i migranti, oggi rischia anche il tracollo definitivo con l’azzeramento delle presenze turistiche. La Regione si attivi immediatamente anche per chiedere che i clandestini che approdano sull’isola, vengano immediatamente trasferiti in strutture più idonee per effettuare la necessaria quarantena”- conclude Di Caro.