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Il presidente Nello Musumeci è pronto a firmare una nuova ordinanza con le indicazioni del comitato tecnico scientifico incaricato dalla Regione di consigliare il governo sulle misure da adottare per contrastare l’epidemia di coronavirus.

I pareri degli esperti sono orientati verso una nuova, pesante stretta, che il governatore sembra aver accettato. Pare che il punto più importante è quelle che riguarda le scuole. Gli esperti, nominati la settimana scorsa dall’assessorato alla Salute Ruggero Razza, sostengono sia utile un maxi piano di screening negli istituti superiori. Per farlo servirà uno stop di tre settimane, in cui si passerebbe alla didattica e distanza e saranno sottoposti a tamponi tutti gli studenti e il personale scolastico. Prevista anche la chiusura per lo stesso periodo delle lezioni in presenza all’università.

Apprezziamo che il presidente Musumeci abbia abbandonato i toni bellicosi e annunciato il confronto con i sindacati su riorganizzazione e riqualificazione dei lavoratori regionali, ma le parole non bastano: servono i fatti o andremo avanti sulla querela, organizzando assemblee in tutta la Sicilia”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del SiadCsa-Cisal, a margine dell’assemblea di oggi al centro giovanile Don Orione di Palermo a cui hanno partecipato, nell’arco della mattinata, circa 200 lavoratori nel rispetto delle norme anti-Covid.
“Musumeci è passato dal definire i dipendenti regionali come ‘inutili’ a parlare di valorizzare il merito – dicono Badagliacca e Lo Curto – Un passo in avanti che restituisce serenità al confronto, ma ribadiamo che la riqualificazione, che andava realizzata già con l’ultimo contratto, non può essere a costo zero. Se si vogliono dare realmente risposte alle imprese e ai cittadini e rendere la macchina regionale efficiente, bisogna che il presidente Musumeci la smetta di diffamare i dipendenti regionali e inizi a investire seriamente sulla valorizzazione delle professionalità del personale che da 20 anni attende di fare le progressioni di carriera. Siamo pronti al confronto col Governo, in caso contrario continueremo a indire assemblee per raccogliere adesioni alla querela: dopo quella di oggi, ne organizzeremo altre in varie città dell’Isola”.

“Grazie al confronto odierno abbiamo messo a punto alcune indicazioni condivise da tutte le Anci del Mezzogiorno che saranno – dentro l’azione complessiva di Anci nazionale –  oggetto di iniziativa propositiva per una loro possibile traduzione in provvedimenti, sia nell’ambito della prossima legge di Bilancio che nel quadro di successivi veicoli normativi”. 4

Questo nelle parole di Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia, il senso della video riunione promossa dall’Anci regionale che si è svolta ieri pomeriggio, alla presenza del segretario generale di Anci nazionale Veronica Nicotra.

“Durante l’incontro del mese scorso con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano abbiamo ritenuto opportuno – prosegue Orlando – che ci fosse un dialogo con il sistema delle autonomie meridionali, e per questo abbiamo organizzato una riunione con le Anci del Sud e con i sindaci metropolitani. Abbiamo valutato come l’assetto normativo regolamentare, del personale piuttosto che della capacità di progettare, interferisca con il piano per il Sud. Il fatto è che in alcune parti del Paese alcune esigenze di modifica normativa sono avvertite di più, probabilmente perché il tessuto sociale è più debole”, osserva il presidente di Anci Sicilia, che cita ad esempio il tema dell’evasione fiscale e dell’efficienza della riscossione, “questione sicuramente nazionale ma che in alcune regioni è più urgente perché la gente non ha soldi o perché le agenzie della riscossione sono inefficienti”.

“Il nostro obiettivo – sottolinea Orlando – non è un condono ma piuttosto un concreto contributo alla giustizia fiscale, garantendo  la concreta riscossione e con scelte severe ed efficaci nei confronti di chi non paga e penalizza i contribuenti onesti e le amministrazioni pubbliche; facciamo proposte per affrontare in modo diverso problemi uguali ma partendo da situazioni diverse”.

Altra questione trattata è quella del deprezzamento dei valori immobiliari in molti Comuni periferici. “Al Sud, ma anche in alcune aree interne dell’Appennino e nelle diverse regioni del Paese, si è registrato un crollo immobiliare dovuto anche alla fiscalità locale che pesa sulle transazioni: se le case perdono valore e non sono più un bene rifugio siamo di fronte anche ad un problema sociale”, osserva il sindaco di Palermo. Tra i temi oggetto di confronto anche quello delle assunzioni del personale e del blocco del turnover che “viste nell’ottica delle regioni meridionali hanno un impatto specifico sul tessuto socioeconomico”.

“Con il nostro documento vogliamo dare un contributo di riflessione con alcune proposte idonee per aprire un dialogo costruttivo con il Ministro Provenzano e con il Governo, sempre in stretto raccordo con le azioni di Anci nazionale che da tempo chiede al ministro che la nuova programmazione preveda più risorse dirette ai Comuni e alle città non per il tramite delle Regioni. Ai primi di novembre – conclude Orlando – in programma un nuovo incontro con il ministro Provenzano: ci presenteremo con una serie di problemi suggerendo alcune soluzioni”.

Via libera al primo avviso, da parte dell’assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, che punta a promuovere la Sicilia come meta ideale per le vacanze attraverso l’acquisizione da parte della Regione Siciliana di servizi turistici che saranno, successivamente, resi disponibili ai turisti gratuitamente, tramite i cosiddetti “voucher”. A questo primo bando sono ammessi a presentare manifestazione di interesse: hotel, villaggi turistici,villaggi albergo, alberghi diffusi, affittacamere, B&B, agriturismi, turismo rurale, case ed appartamenti per vacanze, case per ferie, residenze turistico alberghiere, campeggi, motel, ostelli, rifugi che offrono servizi di pernottamento sul territorio della Regione Siciliana. I servizi di pernottamento dovranno essere svolti secondo le modalità previste ed erogati entro il 30 settembre 2022. L’importo complessivo dei servizi di pernottamento che verranno acquistati dalla Regione che è “stazione appaltante” è pari a € 37.257.570,00. Il valore dei servizi di pernottamento acquistati da ciascuna struttura ricettiva non potrà superare l’importo di € 200.000,00 Iva esclusa.

“L’obiettivo del governo Musumeci, così come abbiamo annunciato da tempo – l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina -, è quello di promuovere a livello internazionale la Sicilia, intervenendo con un sostegno concreto al settore. Iniziamo con il primo bando rivolto a tutto il mondo dell’accoglienza che, come il resto dell’intera filiera, ha sofferto particolarmente e soffre il periodo della pandemia. In questo caso, i servizi saranno messi a disposizione dei turisti, attraverso gli operatori, che dovranno garantire almeno la presenza di 3 giorni in Sicilia”.

L’avviso, che permetterà di formare un apposito elenco degli operatori che manifesteranno il proprio interesse, individuerà le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere presenti sul territorio siciliano che saranno successivamente invitate a prestare servizi turistici di pernottamento secondo precise modalità. Da ogni struttura ricettiva che manifesterà il proprio interesse tramite domanda, il Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo procederà ad acquistare un numero di posti letto pari a tre volte la capienza massima di ciascuna struttura come risultante dalla piattaforma Turist@t.

L’intervento si realizza mediante diverse azioni sinergiche tutte volte alla promozione del “mercato Sicilia” incentivando la propensione a viaggiare del potenziale turista, come descritto nel documento preliminare di progetto ex art. 23, comma 15, D.Lgs 50/2016 disponibile al seguente link: https://seesicily.regione.sicilia.it.

Oggi all’ARS hanno rispettato come sempre, l’ordine dei lavori. All’ordine del giorno il disegno di legge sull’edilizia e successivamente i debiti fuori bilancio.  Un deputato ha pensato di portare in discussione (dopo mesi di bla,bla,bla) l’importanza di parlare del  sistema scolastico siciliano, alle necessità degli studenti, portatori di handicap, tenendo nel dovuto conto il loro benessere e le difficoltà che già troppo spesso incontrano. L’accorato oratore alzò il tono della sua voce: Premesso che l diritto allo studio è sacro, lo è ancora di più quando parliamo di bimbi disabili”. Apriti cielo !! Il Presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè lo “bacchetta” immediatamente. “come si permette a scavalcare la scaletta che accuratamente abbiamo preparato, la quale prevede al primo punto il DDL sulla edilizia?”

Cosa importa della preoccupazione delle famiglie dei bambini e ragazzi con disabilità grave, i quali chiedono un ripensamento del governo regionale sulla questione dei tagli al sostegno scolastico. Cosa importa se questa decisione inciderà gravemente  sui diritti costituzionali allo studio e allo sviluppo della personalità di questi ragazzi, nonchè sul loro diritto all’integrazione sancito dalla legge 104.

 Mentre il Presidente dell’ARS Miccichè “bacchetta” il deputato, sotto il Palazzo protestano le mamme ed insieme a loro,gli assistenti igienico personale degli studenti disabili della Sicilia. Protestano perché anziché essere stabilizzati, come speravano si profila per molti di loro la non riconferma dell’incarico, in quanto il servizio di assistenza dell’igiene personale di quegli alunni diversamente abili dovrebbe passare ai collaboratori scolastici. Una vicenda che ha risvolti “Pirandelliani”. Il diritto allo studio caro Presidente Miccichè,  in Italia,e la Sicilia ne fa parte,  è un diritto soggettivo della persona che trova il suo fondamento negli articoli 33 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana.Un diritto che certamente viene prima dei debiti di bilancio o di altre cose “importanti”

Cambiano i governi, ma non cambia la vita sconcertante e discriminatoria che sono costretti a vivere gli alunni con disabilità e le loro famiglie. La scuola dell’inclusione non esiste e non esisterà mai fino a quando ad ogni bambino/a non saranno garantiti tutti i diritti e tutti i servizi essenziali di cui ha bisogno.

La chirurgia bloodless è quell’insieme di procedure chirurgiche che mirano a ridurre la perdita di sangue durante l’intervento e dunque il bisogno di ricorrere a trasfusioni, con  molteplici benefici per il paziente. La tecnica si è affermata come un protocollo chirurgico valido, potenzialmente applicabile anche alla chirurgia tradizionale, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute ne raccomandano l’adozione. Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, è centro di riferimento in Sicilia per questo tipo di interventi in ambito cardiochirurgico e vascolare.

“Questo approccio è da tempo applicato alla cardiochirurgia, ma recentemente abbiamo trattato con la tecnica bloodless due pazienti che presentavano un aneurisma dell’aorta addominale sottorenale a rischio di rotturaspiega il dott. Emerico Ballo, specialista in chirurgia del cuore e dei grandi vasi a Maria Eleonora Hospital –. I grandi vantaggi dei protocolli e delle tecniche di chirurgia “senza sangue” adottati, che consentono di ridurre le perdite ematiche durante l’intervento, consistono nell’avere una minore incidenza di infezioni, tempi di degenza post operatori più brevi e dunque una ripresa dall’intervento più rapida, aspetti importanti quando andiamo a trattare pazienti anziani”.

L’aneurisma dell’aorta addominale colpisce con maggiore frequenza pazienti di sesso maschile, con un’età superiore ai 50 anni (a causa del naturale invecchiamento dei tessuti e dei vasi), ed è dovuto a un indebolimento della parete arteriosa e alla conseguente dilatazione progressiva e irreversibile dell’aorta che, in mancanza di un intervento tempestivo, può portare alla rottura della stessa. Tra i fattori di rischio vi sono anche fumo, cattive abitudini alimentari, una vita sedentaria e stress.

Per un’accurata prevenzione è bene sottoporsi a controlli periodici soprattutto superati i 50 anni di età: il check up prevede un ecodoppler e, laddove venisse riscontrata la presenza di un aneurisma, la visita viene completata con una Angio TC.

Per trattare l’aneurisma dell’aorta addominale si ricorre a un intervento chirurgico allo scopo di impedire la rottura dell’aneurisma stesso. Tradizionalmente, si sostituisce l’aorta danneggiata con un tubo sintetico che viene modellato sull’anatomia del paziente e suturato a monte e a valle dell’aorta sana. Negli ultimi anni è stata introdotta una metodica mininvasiva, che prevede l’inserimento di un’endoprotesi, attraverso un tubicino delle dimensioni di una penna, introdotto da un accesso periferico, come per esempio per via inguinale, attraverso l’arteria femorale. L’impiego di questa modalità mininvasiva, associata alla chirurgia bloodless, consente di limitare al minimo il ricorso a emotrasfusioni e ridurre i fattori di rischio peri-operatori.

Dopo avere ricevuto la condanna a cinque anni di reclusione per il caso Alma Shalabayeva l’ex Questore di Palermo Renato Cortese  ha scritto una lettera d’addio alla città per ringraziare la popolazione intera.

Questo il testo integrale della lettera:

«Ciao Palermo, ho immaginato tanto questo momento e si… è arrivato.
E’ arrivato il momento  di andare, di partire, di lasciarti…con il cuore spezzato vado via da una città che mi ha accolto con affetto, che mi ha visto crescere ed invecchiare che mi ha visto soffrire e gioire e che con me ha sofferto e gioito.

Ed io ho visto una Palermo distrutta, schiacciata e disorientata dalla ferocia e dalla barbarie della mafia, e ho lottato con lei e per lei… Sono stati anni duri, difficili, costellati di morti, ma ognuno di essi è stato un seme. II seme della coscienza civile, del riscatto, della legalità, della giustizia. Ed oggi tutti i sacrifici, le speranze e i comuni desideri si stanno realizzando …
Oggi vedo una Palermo sempre straordinariamente bella, affascinante e testarda, che si è ripresa quello che credevano di poterle strappare: il futuro. Oggi vedo il cambiamento, sento il cuore pulsante di una capitale europea, moderna, centro della cultura, della solidarietà, dell’accoglienza.
Palermo ha saputo aspettarmi ed accogliermi nuovamente da Questore, regalandomi  la sua forza, la sua resilienza,  il suo coraggio, che ho visto negli occhi delle persone che ho incontrato nelle strade,
nel calore delle mani che ho stretto in questi anni, nell’entusiasmo dei giovani con cui ho parlato.
Palermo mi ha insegnato che dopo ogni caduta è possibile rialzarsi e che nei momenti più bui bisogna
andare avanti e trovare la forza.
Palermo è la migliore parte di me. Una bellezza caleidoscopica , dai mille volti: quello della solidarietà, della speranza, del coraggio, della cultura, della coscienza civile, della sete di giustizia, della curiosità, dell’amore, che porterò con me, nel continuare il mio cammino …
Grazie Palermo. Ciao Palermo
Arrivederci Palermo».

“La Regione siciliana continua a confondere la parola ‘confronto’ con quella ‘comunicazione’. Utilizza la prima, ma intende la seconda”. Sicindustria commenta così l’incontro convocato oggi dall’assessorato regionale delle Attività produttive con le associazioni di categoria ufficialmente per partecipare a un “tavolo di confronto sull’avviso pubblico per la concessione dei contributi” relativi al cosiddetto Bonus Sicilia, nei fatti per ricevere la comunicazione di una decisione già presa, ossia quella di dividere i fondi disponibili a tutte le imprese richiedenti. Una scelta che Sicindustria continua a bollare come “inopportuna”. “Erogare infatti lo stesso importo all’intera platea delle imprese richiedenti – dice Roberto Franchina, coordinatore della Piccola Industria di Sicindustria – prescindendo dalle dimensioni e dal danno che le stesse hanno subito a causa del lockdown, non corrisponde a un auspicato principio di equità. Gli esigui importi che verranno erogati non raggiungeranno, come è facile prevedere, l’obiettivo iniziale di un reale sostegno alle aziende in difficoltà, ma si tradurranno, come sempre accade quando si decide di non decidere, in un utilizzo di risorse pubbliche a pioggia che avrà più il sapore di una prebenda che di un reale aiuto”.

“Nell’assistenza igienico personale per gli alunni disabili si continuano a registrare disservizi e forti criticità , evidenziati anche da allarmanti interventi di alcuni Prefetti dell’Isola”.

Il grido d’allarme è contenuto in una nota congiunta, che è partita ieri alla volta della Ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, a firma dell’assessore regionale delle Politiche sociali, Antonio Scavone, e del presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

“Si chiede un intervento immediato- scrivono Orlando e Scavone-  affinché si mantenga inalterata  la qualità dei servizi in favore degli alunni disabili in ambito igienico personale e contestualmente vengano salvaguardati i livelli occupazionali del personale che da decenni svolge questa funzione”.

Nella nota al Ministro i due rappresentanti istituzionali entrano nel merito della questione offrendo alcune proposte per un intervento concreto che possa rendere giustizia al costituzionalmente garantito diritto allo studio per gli alunni disabili.

“La prima proposta tende a venire in soccorso, con l’urgenza del caso- si legge nella nota- a quelle numerose scuole i cui dirigenti scolastici hanno richiesto ai comuni, alle ex province e alla Regione Siciliana, di essere supportati, per carenza di professionalità consone, nell’assistenza igienico personale da garantire agli alunni affetti da disabilità grave, nel rispetto del genere e di adeguato standard. In tal senso,esprimendo apprezzamento per l’apertura manifestata dal direttore dell’USR Sicilia nella riunione del 12 ottobre scorso, si reitera la proposta degli scriventi di utilizzare le risorse finanziarie statali ( in particolare quelle previste dall’ex art.3 comma 2 lettera d del d.lgs. 66/2017) già nella disponibilità dei dirigenti scolastici”.

“Tale proposta opera – continuano Scavone e Orlando- nell’immediato perché offre la possibilità agli stessi dirigenti di avvalersi, sin da subito, dei medesimi operatori che già hanno prestato detto servizio nelle medesime scuole lo scorso anno scolastico, assicurando un alto standard qualitativo nell’assistenza agli alunni disabili”.

Anci Sicilia e Regione Siciliana assicurano il massimo supporto e collaborazione all’USR Sicilia e alle scuole operando in conto anticipo, previo accordo, e prevedendo in aggiunta anche interventi migliorativi e integrativi a valere sia sui fondi nazionali già previsti per le persone affette da disabilità sia sui fondi che attualmente transitano dai distretti socio-sanitari “.

“La seconda proposta inoltrata al Ministro- aggiungono ancora l’assessore e il presidente di Anci Sicilia- opera a regime e mira a prevedere una norma che, per le assunzioni nelle scuole del personale ATA, valorizzi l’esperienza professionale maturata dagli operatori che hanno prestato questo servizio. Nel contempo si resta in attesa che USR faccia avere al più presto il preannunciato quadro di esigenze e criticità per garantire i servizi agli studenti con disabilità. Acquisiti tali dati gli enti intermedi potranno attivare quanto previsto a carico della Regione con delibera di Giunta 323 del 23 luglio 2020 al fine di mantenere inalterata la qualità del servizio”.

Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone. Le imprese già tutte con l’acqua alla gola pronte a chiudere

Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.

Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.)

Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane.

È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico  ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi.

La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.

Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione.