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“Ci auguriamo che il governo Musumeci, finalmente, si ricordi di stabilizzare i catalogatori regionali: quasi 400 unità di personale, tutti lavoratori altamente specializzati, selezionati con procedura concorsuale e in attesa di transitare nei ruoli dell’assessorato regionale dei Beni culturali, settore nel quale già lavorano. Anzi, sarebbe il caso di dire che i Beni culturali si reggono su queste persone”.

Lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Roberta Schillaci. “Si attende ancora di applicare la legge regionale 24/2007 – ricorda Schillaci – che prevede proprio la stabilizzazione di questo personale addetto alla catalogazione. La condizione richiesta dalla legge, ovvero che si verifichino le condizioni formalizzate dal piano triennale del fabbisogno del personale, è stata soddisfatta in seguito alla delibera di giunta 361/2019. Anche l’attività di catalogazione è stata definita strategica nel 2018 con nota del dipartimento dei Beni culturali. C’è da ricordare che assumendo direttamente questo personale la Regione risparmierebbe quasi 1,4 mln € ogni anno. Non dovrebbero quindi esserci più scuse per dare finalmente una svolta conclusiva alla vicenda di questi lavoratori, che attendono risposte da 13 anni”, conclude la deputata, che si rivolge anche al nuovo assessore ai Beni culturali affinché “intervenga con i necessari provvedimenti senza perdere altro tempo, dimostrando che veramente tra i suoi intendimenti c’è quello di proseguire l’opera avviata dal compianto Tusa, come ha dichiarato”.

Rubavano di tutto, cavi di rete, batterie, autovetture e rame.

Una lunga e complessa indagine che ha portato alla individuazione di una banda che da anni era riuscita a provocare un forte allarme sociale.

In carcere 8 persone, 3 agli arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’associazione criminale aveva due basi operative, una a Partinico e l’altra a Camporeale, in provincia di Palermo. Il bacino di “utenza” le province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Nel corso delle indagini è emerso anche che uno degli arrestati dovrà rispondere del reato di atti sessuali con minore. Di fatto accompagnava a casa del proprio figlio, posto agli arresti domiciliari, una giovanissima 14enne per consumare rapporti sessuali.

L’assessorato regionale alla Salute, punta a riaprire «in sicurezza» ambulatori e ospedali ai pazienti oggetto di patologie non covid. È stata inviata alle strutture sanitarie una circolare firmata dall’assessore Razza e dai dirigenti generali dei dipartimenti Pianificazione strategica, Mario La Rocca, e Attività sanitarie, Maria Letizia Di Liberti.

Una ripresa monitorata e le eventuali rimodulazioni in corso dipenderanno anche dall’impatto delle misure e dall’andamento della curva epidemiologica.

Ovviamente, sono state tracciate procedure ben precise per innalzare i contagi.

Ecco alcune delle indicazioni. Potranno ripartire da domani negli ospedali e nelle Asp le prestazioni ambulatoriali, visite ed esami, con prescrizione medica contrassegnata con la
lettera D (differibile). Per le prescrizioni P (programmabili) si dovrà aspettare per altre cinque settimane tranne che le aziende sanitarie riescano ad erogarle prime nel rispetto
dei protocolli. Si dovrà dare precedenza ai pazienti con malattie croniche o rare e si chiede di rinviare di un mese gli interventi chirurgici ambulatoriali differibili.

Si potrà accedere in struttura solo 15 minuti prima dell’appuntamento per ridurre le persone in attesa. Paziente ed eventuale accompagnatore devono indossare sempre
la mascherina e dovranno sottoporsi a specifiche verifiche. Il giorno prima i pazienti dovranno essere chiamati per un triage telefonico anche su eventuali sintomi Covid.

I pazienti fragili dovranno accedere ad ambienti dedicati per evitare contatti con altri malati. Si dovranno sempre effettuare adeguate sanificazioni tra un paziente e l’altro. Le
aziende sanitarie potranno anche sperimentare visite ed esami serali.

Chi arriva al pronto soccorso deve essere accolto dal personale fornito da dispositivi di sicurezza adeguati e deve indossare la mascherina e disinfettare le mani prima di
entrare nel pre-triage attivato per intercettare eventuali pazienti Covid. Nei casi non sospetti si può accedere al triage del pronto soccorso mentre chi è sospetto dovrà seguire
uno speciale percorso dedicato e deve sempre essere considerato positivo anche se non ancora accertato. Il
paziente in attesa dell’esito di test e tamponi aspetterà nelle «aree grigie» di isolamento.

I ricoveri devono avvenire rispettando i protocolli di sicurezza, distanziamento, sanificazione e aerazione degli ambienti. Sarà consentito l’accesso ad un solo visitatore alternato per paziente al giorno con mantenimento di adeguati dispositivi di protezione, distanze e tempi limitati. Ai visitatori che dovranno sempre indossare la mascherina
chirurgica sarà controllata la temperatura e verificati eventuali sintomi.

“A ventotto anni dall’eccidio di Capaci è sempre viva la figura di Giovanni Falcone. Da magistrato scrupoloso qual era, Falcone con la sua attività d’indagine riuscì a far condannare, finanche in Cassazione, i boss di cosa nostra”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana “Del giudice Falcone – continua Lo Curto – ricordo anche lo spirito riformatore che contrassegnò la sua attività al servizio del ministero della Giustizia: fu infatti l’ispiratore delle misure adottate nel 1991 sulla carcerazione cautelare aggravata, sull’ausilio dei collaboratori di giustizia e sulla istituzione della Procura nazionale antimafia. Sono convinta – aggiunge Lo Curto – che un uomo vive ancora se continua a darci una guida nella nostra opera quotidiana: Giovanni Falcone ci ha insegnato che la pratica della legalità e della trasparenza non deve essere un’arida osservanza delle leggi, ma un fatto culturale che appartiene per essere liberi e progredire”.

Pasticcerie, panifici, tabacchi e mercati del contadino potranno svolgere la loro attività anche le domeniche e i giorni festivi – Lo chiarisce la circolare n. 19 del DRPC Sicilia interpretando per omogeneità di contenuti l’art.10, comma 1 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 che escludeva dall’obbligo di chiusura al pubblico solamente “le farmacie, le edicole, i bar, la ristorazione e i fiorai”.

Esercizi commerciali in luoghi turistici e in luoghi di culto – I Sindaci possono disporre con proprie ordinanze, nel rispetto degli obblighi di distanziamento interpersonale e di tutte le misure di prevenzione del contagio, l’apertura al pubblico durante la domenica e giorni festivi degli esercizi commerciali che si trovano nelle località turistiche e in luoghi di culto. Fanno eccezione i supermercati e gli outlet per i quali continua a valere l’obbligo di chiusura.

Scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici potranno rimanere aperti anche la domenica e i giorni festivi. Lo chiarisce la circolare n. 19 che considera tali attività assimilabili ad attività sportive riconducendo la loro disciplina a quella indicata dal DPCM del 17 maggio 2020 e alle prescrizioni delle circolari del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico prot.16255 del 3 maggio 2020 e prot. 19361 del 21 maggio 2020. Tutte le attività in oggetto dovranno, ovviamente, essere svolte nel rispetto delle prescrizioni necessarie al contenimento del COVID.

Teatri, cinema, sale concerto – Secondo quanto previsto dal DPCM 17 maggio 2020 l’attività di spettacolo riprenderà il 15 giugno con il limite massimo di 200 spettatori per singola sala per gli spettacoli che si svolgono in luoghi chiusi e 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto. A tal proposito la circolare n. 19 chiarisce che per quanto riguarda la Regione Siciliana il numero di 200 persone si riferisce esclusivamente agli spettatori, restando escluso tutto il personale funzionale all’attività di spettacolo (maschere, attori, musicisti, tecnici, operatori, etc…).

Esenzioni dalla quarantena obbligatoria – Tra le categorie dei soggetti esenti dall’obbligo della quarantena va assimilato anche il personale dei ruoli dell’Avvocatura Generale dello Stato e delle Avvocature Distrettuali dello Stato. Si ricorda al proposito che l’art.19 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie …. gli“b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della Magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”.

Uso della mascherina – Quanto all’uso della mascherina la circolare ribadisce che si tratta di “un dispositivo di protezione individuale e che il suo uso è un segno di rispetto per le persone che ci circondano. Portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio, è un obbligo”. Pertanto, l’uso della mascherina (che copra naso e bocca) è previsto nei luoghi pubblici e nei locali dove, così come si legge anche all’art.3 del DPCM del 17 maggio 2020 – “non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza” interpersonale, ad esempio nei mercati, strade affollate, bar, etc..

E’ obbligatorio avere la mascherina sempre con sé ed immediatamente disponibile per indossarla ogni qualvolta non sia possibile mantenere adeguata distanza da altri soggetti.

A titolo esemplificativo, quindi, se si percorre una strada isolata non è necessario indossarla, mentre in una strada frequentata è obbligatorio.

Per quanto riguarda l’uso durante l’attività motoria si ricorda che l’ordinanza n.21 prevede che tale attività debba essere effettuata rispettando il distanziamento di due metri senza l’uso di mascherina che, invece, deve essere indossata al termine in caso di sussistenza delle circostanze sopra riportate. Infine, si ricorda che l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.

Arrivano alcuni chiarimenti delle disposizioni contenute nell’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dello scorso 17 maggio. Le novità, contenute in una circolare firmata oggi dal capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, riguardano: uso della mascherina; pasticcerie, panifici e tabacchi; teatri; esercizi commerciali in luoghi turistici e di culto; scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici.

Avvocati dello Stato

L’art.19, co.1 lett.b) dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che “sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie ? “b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”. A dette categorie, e segnatamente a quella del personale dei ruoli della magistratura, va assimilata – quanto all’esonero dall’osservanza dell’obbligo di isolamento – quella del personale dei ruoli dell’Avvocatura generale dello Stato e delle Avvocature distrettuali dello Stato.

Teatri

L’art.1, co.1 lett.m) del Dpcm del 17 maggio 2020 prevede che “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”. Premesso quanto sopra, sono pervenuti alcuni quesiti in ordine alla circostanza se nel numero delle 200 persone indicato dal Dpcm debbano essere ricompresi o meno anche gli operatori e i lavoratori delle suddette sale. Tenuto conto dell’imminente inizio della stagione estiva e della sostanziale residualità degli spettacoli da svolgersi in luoghi chiusi, si chiarisce che nel territorio ella Regione Siciliana, con l’espressione “200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”, si intendono esclusivamente gli spettatori, fermo restando il rispetto delle regole di distanziamento interpersonale.

Anche la televisione andrà a supporto della didattica a distanza, trasmettendo ore di lezione dedicate agli studenti dell’ultimo anno del primo e del secondo ciclo di studi. L’Assessorato Regionale all’Istruzione ed alla Formazione Professionale, infatti, nell’ambito di un protocollo di rete con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, ha predisposto una programmazione didattica, “La scuola in tv”,da trasmettere attraverso lo strumento televisivo, per raggiungere quanti si trovino in condizioni di particolare disagio economico o, comunque, famiglie sprovviste di un numero di dispositivi informatici individuali.

«E’ un’ulteriore iniziativa – sottolinea il governatore Nello Musumeci – che la Regione ha messo a disposizione degli studenti siciliani, in un momento di particolare criticità per il sistema scolastico. In questo modo vogliamo garantire a tutti i nostri ragazzi pari opportunità nell’accesso alla teledidattica, aiutandoli così nella prosecuzione del loro apprendimento».

«Grazie ad una tempestiva risposta da parte dell’USR e su iniziativa di questo Assessorato – dichiara l’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla – i docenti entreranno nelle case dei nostri studenti anche attraverso la televisione. Si tratta di un ulteriore strumento a sostegno della didattica a distanza che si aggiunge alle numerose iniziative di questo governo che hanno portato alla distribuzione alle scuole di dispositivi informatici individuali e all’acquisto di schede per il traffico dati, da destinare soprattutto agli alunni con maggiori difficoltà economiche. Abbiamo ritenuto, quindi, che fosse necessario poter utilizzare un ulteriore mezzo di comunicazione, presente in ogni casa, per raggiungere in particolare coloro che si accingono a concludere il ciclo di studi. Questi potranno godere di ulteriori lezioni di didattica, utili a ripassare i programmi d’esame, a recuperare competenze o ad approfondire tematiche di base. Una misura che risponde, in modo particolare, alle esigenze delle famiglie più numerose e, magari, con un numero di dispositivi non sufficiente a garantire le diverse e impegnative attività scolastiche a distanza che coinvolgono i loro figli».

«La didattica a distanza ha consentito in questi mesi la prosecuzione del percorso di apprendimento – dichiara il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Stefano Suraniti – e ha contribuito, con le opportune declinazioni, a mantenere vivi la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza. Il Ministero dell’Istruzione e la Regione Sicilia hanno stanziato per le scuole siciliane somme consistenti al fine di mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. Ringrazio l’Assessorato Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale per un’iniziativa che ha l’obiettivo di rafforzare le azioni di sistema relative alla didattica a distanza. Abbiamo raccolto, come Ufficio Scolastico l’invito a una proficua collaborazione, con la finalità dell’erogazione di attività formative  mediante l’utilizzo del mezzo televisivo, raggiungendo così tutte le fasce della popolazione scolastica, es. famiglie con numerosi figli o con problemi di connettività, e garantendo l’inclusione e il diritto all’istruzione. E’ risultato determinante e un valore aggiunto il contributo dei docenti per la costruzione delle video-lezioni con un efficace impatto comunicativo”.

I contenuti delle video-lezioni saranno organizzati per aree disciplinari ed, in particolare, le lezioni per il primo ciclo tenderanno al rafforzamento delle competenze di base, area linguistica e logico – matematica, anche in riferimento alle criticità̀ rilevate dai risultati degli ultimi test Invalsi. Le lezioni per le scuole medie e gli istituti superiori, invece, saranno organizzate su discipline comuni alle diverse tipologie dei percorsi formativi, quindi: italiano e storia, matematica, lingue straniere.

Le lezioni saranno trasmesse dall’emittente televisiva TRM HD (Canale 513 e 71) a partire da lunedì 25 maggio fino all’avvio degli esami di stato, e andranno in onda dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 18.00. Gli stessi contenuti saranno inoltre disponibili sul sito internet dell’emittente televisiva e sulle pagine relative pagine ufficiali nei principali social network, il calendario delle lezioni sarà pubblicato sul sito del Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione professionale e sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale. Per la realizzazione delle lezioni hanno collaborato gli istituti scolastici: IC Calvino di Catania, IPSEOA Federico II di Enna, IC Pirandello S.G.Bosco di Campobello di MazaraIIS Verona-Trento di Messina, IPSASR Federico II di Enna, IIS Mottura Caltanissetta, IIS Arangio-Ruiz di Augusta , IC Francesco Giorgio di Licata, IS Verga di Modica e il Liceo Classico Garibaldi di Palermo.

“La procedura della cassa integrazione nella Regione Siciliana ha avuto un iter controverso e complicato, tanti lavoratori attendono ancora oggi l’erogazione del sussidio, tante altre pratiche non vengono espletate perché incomplete nella parte riguardante l’indicazione del nominativo del legale rappresentante per aziende individuali”. Lo dice il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella, che inviato una lettera all’assessore al Lavoro Antonio Scavone. “Sono errori assolutamente inaccettabili – dice  Picarella – soprattutto in questo momento di estrema emergenza economica, con ripercussioni che stanno mettendo in ginocchio tutta la piccola e media impresa siciliana, ormai al collasso, e per cui si chiede una immediata verifica delle responsabilità personali degli addetti ed un immediato intervento risolutore”. “I decreti che si sono susseguiti in questi mesi ancora per moltissimi non hanno avuto gli effetti sperati – sottolinea Picarella – e ora si stanno presentando alcune criticità che bloccano il sistema, un sistema già di per sé arzigogolato e complesso. Da più parti, ci giungono notizie di imprenditori che si sono visti respinta la pratica di cassa integrazione in deroga per futili e spesso inesistenti motivi. Molti imprenditori – scrive Picarella a Scavone – stanno ricevendo una mail da parte del dipartimento del lavoro, in cui viene comunicata la respinta della pratica perché incompleta nella parte riguardante l’indicazione del nominativo del legale rappresentante. Impossibile non notare il macroscopico errore visto che, come nel caso specifico, trattandosi di ditta individuale il legale rappresentante è il datore di lavoro. Sono errori assolutamente inaccettabili soprattutto in questo momento di estrema emergenza economica, pertanto chiediamo un suo intervento”.

“No a ospedali misti per la cura de Covid, il governo Musumeci faccia marcia indietro su questa folle decisione, presa ancora una volta snobbando l’Ars, come sta diventando suo costume”.

Lo affermano i deputati del M5S, componenti della commissione Salute di palazzo dei Normanni, Francesco Cappello, Antonio De Luca, Giorgio  Pasqua e Salvatore Siragusa.

 “È un gravissimo errore da parte dell’assessore Razza – dicono i deputati 5 stelle-  avere deliberato la riapertura indiscriminata di tutti gli ospedali senza prima avere predisposto quanto stabilito dalle norme del decreto rilancio e cioè:  1) il piano di riorganizzazione della nuova rete ospedaliera che deve contenere l’individuazione dei presidi dedicati alla cura dei pazienti Covid e le indicazioni per la ristrutturazione dei pronto soccorso per adeguarli alla presa in carico dei potenziali pazienti contagiati; 2) il piano di assistenza territoriale che contenga le misure per il potenziamento e la riorganizzazione della rete assistenziale; 3) il  potenziamento dell’attività di assistenza domiciliare; 4) la  centrale operativa regionale”.

“Siamo fermamente convinti – continuano – che la Regione Siciliana debba uniformare la propria politica sanitaria di lotta al Covid alle norme nazionali che impongono a tutte le regioni regole chiare anche in termini di incremento dei posti letto di terapia intensiva, sub intensiva e di degenza ordinaria da predisporre nella temuta ipotesi di un aumento della curva del contagio”.

“Vorremmo tra l’altro capire – aggiungono i quattro parlamentari – che senso ha nominare un comitato scientifico e fare poi l’esatto contrario”.

È vergognoso  – concludono Cappello, De Luca, Pasqua e Siragusa  – come ancora una volta l’esecutivo snobbi la commissione Salute dell’Ars, dove avevamo chiesto a gran voce di liberare gli ospedali delle Asp dal grave fardello della cura dei pazienti Covid, ma allo stesso tempo di procedere alla individuazione di presidi dedicati esclusivamente alla lotta al Covid secondo le disposizioni emanate dallo Stato. Razza doveva portarci il piano operativo, ma non l’ha mai fatto. Ormai quella di snobbare l’Ars sta diventando una pratica sistematica di questo governo, e l’assenza lunghissima del presidente della Regione da palazzo dei Normanni, dove Musumeci  si  è fatto vedere  solo alle prime battute della Finanziaria, è la plastica rappresentazione di questo insopportabile ed increscioso costume”.

I tecnici non hanno condiviso i provvedimenti assunti in tema di politica sanitaria, che non recepiscono due delle misure-chiave suggerite dalla commissione in un parere di oltre due settimane fa.

Il pomo della discordia è l’abolizione, di fatto dei, Covid hospital.  Da lunedì prossimo, si riaprono tutte le attività sanitarie finora sospese. Per i pazienti  positivi al covid sono previsti posti letto “con relativi e adeguati percorsi separati all’interno di tutte le strutture ospedaliere”. In buona sostanza, gli eventuali nuovi casi potranno essere trattati in tutti gli ospedali. Di fatto diventano ora tutti ospedali misti.

Il comitato tecnico-scientifico aveva chiesto di mantenere per i prossimi 60 giorni fino a 6 ospedali Covid dedicati con 1200 posti letto e 130 di Terapia intensiva disponibili, Covid center per i ricoveri dei nuovi casi da attivare in 48 ore e infine ospedali Non-Covid con aree grigie per i casi sospetti e la possibilità di riconvertirli in Covid in una settimana in caso di aumento improvviso dei contagi.

Ma c’è un secondo punto contestato dal comitato tecnico-scientifico: la decisione di non sottoporre tutti i pazienti in attesa di ricovero programmato a tampone prima. Nella circolare varata dall’Assessore, infatti, il tampone pre-ricovero è previsto solo per chi deve essere sottoposto a procedure anestesiologiche (ovvero chi deve sottoporsi a intervento chirurgico ed essere intubato), mentre per tutti gli altri pazienti sono previsti test sierologici. Obbligo che vale sia nel pubblico che nel privato.

Si tratta di una decisione in controtendenza con i suggerimenti offerti dalla commissione e in controtendenza rispetto a molte altre regioni che invece hanno previsto tamponi per tutti coloro che devono essere ricoverati. Secondo i tecnici, infatti, i test sierologici non restituiscono l’eventuale situazione di positività in corso del paziente ma hanno un buco di almeno 8-10 giorni.

“Ci farebbe piacere che Musumeci ci dicesse per quali grossi meriti ha scelto Candela, dopo averlo estromesso dal giro dei manager della sanità siciliana, e Damiani, ex direttore di quella Cuc che proprio il suo governo giudicava fallimentare, tanto da volerla delocalizzare”.

Se lo chiedono i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Antonio De Luca e Salvatore Siragusa, che reiterano al presidente della Regione e all’assessore Razza l’invito ad andare a riferire in aula al più presto sul ciclone che ha travolto ieri la sanità siciliana, “una vicenda scandalosa che sta compromettendo notevolmente l’immagine della nostra regione”.

“Ci piacerebbe capire – affermano i deputati 5 stelle – quali meccanismi hanno portato a scegliere Candela per guidare la macchina anti-Covid siciliana, quando evidentemente non lo hanno ritenuto all’altezza della riconferma ai vertici dell’Asp palermitana. Vorremmo avere anche delucidazioni sui criteri che hanno regalato a Damiani la  poltrona più alta dell’Asp di Trapani, visto che il governo Musumeci non era per nulla soddisfatto dell’operato della Centrale unica di committenza che Damiani guidava in precedenza e che, lo stesso esecutivo, in commissione, Salute definiva lenta e non remunerativa”.

“Evidentemente – continuano i deputati – Musumeci e le nomine azzeccate sono due rette parallele. Brucia ancora, e parecchio, l’ossimoro Lega Nord-assessorato all’identità siciliana, strada sulla quale il presidente della Regione continua a marciare imperterrito, nonostante la levata di scudi di tantissimi siciliani, parecchi dei quali probabilmente anche suoi elettori, che non solo ha colpevolmente ignorato ma anche pesantemente offeso.