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“Abbiamo accolto positivamente la notizia dell’arrivo fino a Reggio Calabria dei treni Frecciarossa, leggendovi un segnale di attenzione nei confronti delle aspirazioni in termini di trasporti pubblici dell’intero Mezzogiorno. Tutto ciò sebbene tali collegamenti non possano oltrepassare lo Stretto di Messina e raggiungere per via diretta le principali città della Sicilia. Una circostanza che mette in luce, ancora una volta, la strategica ed epocale necessità della costruzione del Ponte fra la nostra Isola e la Calabria. La madre di tutte le battaglie infrastrutturali che l’intera Italia deve impegnarsi a compiere”.

Questo il commento dell’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone, a proposito dell’avvio da parte di Trenitalia del collegamento giornaliero ad Alta velocità da e per Reggio Calabria.

“Il Governo Musumeci rivolge un apprezzamento alla governance di Trenitalia e dell’intero Gruppo Fs per la scelta lungimirante compiuta, anche perché arrivata nel momento della ripartenza dopo la crisi del coronavirus, proprio quando cioè il Paese deve tornare a correre recuperando il tempo perduto. Peraltro la possibilità di acquistare contestualmente al biglietto del Frecciarossa anche il ticket della nave veloce fra Messina e Villa San Giovanni, viene incontro alle esigenze di interscambio e facilità di collegamento da sempre manifestate dai viaggiatori”.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata all’1 e 06 davanti alla costa centro-settentrionale della Sicilia, al largo di Palermo.

Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro 40 km a nordest del capoluogo siciliano.

Il terremoto non è stato avvertito dalla popolazione e non vi sono stati  danni a persone o cose ma non si tratta di un evento isolato.

Nelle ultime ore l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia ha rilevato diverse scosse in Sicilia in zone diverse e di varia intensità.

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un disservizio da parte della compagnia aerea Dat nella gestione della tratta sociale di collegamento con Lampedusa. Ieri a causa di un guasto all’Atr72 che avrebbe potuto accogliere 32 passeggeri a bordo, e’ stato attivato un Atr42 che ha una capienza attualmente limitata a 24 passeggeri: la compagnia aerea non ha tuttavia ritenuto di intervenire con un volo integrativo, ed ha dunque lasciato a terra sia le otto persone che da Palermo sarebbero dovute arrivare sull’isola, che altre otto che da Lampedusa sarebbero dovute arrivare a Palermo, nonostante fra queste vi fosse anche un medico che avrebbe dovuto trasportare alcune sacche di plasma”.

Lo dice Toto’ Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa. “Abbiamo chiesto diverse volte l’intervento dell’Enac per una verifica sugli standard qualitativi della Dat, a dire il vero senza aver mai notato una reale incisivita’ da parte dell’Ente – aggiunge Martello – A questo punto chiediamo intanto di ripristinare il collegamento diretto con Lampedusa senza mantenere lo scalo a Pantelleria, e di attivare gia’ adesso i tre voli quotidiani previsti a partire da giugno”.

Stamani i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 8 indagati (6 in carcere e 2 ai domiciliari), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale.

L’indagine, seguita da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, costituisce un’ulteriore fase di un’articolata manovra investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno che ha consentito di comprovare la perdurante operatività di quell’articolazione di cosa nostra.

Alcuni degli elementi indiziari emersi nel corso delle indagini erano già confluiti nel provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso dalla DDA di Palermo ed eseguito il 4 dicembre 2018 – operazione “Cupola 2.0” – con la quale era stata smantellata la nuova commissione provinciale di cosa nostra palermitana, che si era riunita per la prima volta il 29 maggio 2018.

Il provvedimento e’ stato notificato in carcere a Salvatore Sciarabba, 69 anni, e Giuseppe Bonanno detto Andrea, 60 anni, entrambi detenuti. Stefano Casella, 41 anni, gia’ ai domiciliari, e’ finito in carcere, Carlo Noto, 54 anni, e’ sfuggito alla cattura perche’ da un anno vive negli Usa. Arrestati Claudio Nocilla, 45 anni, Alessandro Imparato, 43 anni. Per Giuseppe Rizzo, 71 anni e Giuseppe Contorno, 71 anni sono stati disposti i domiciliari.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto);
Caltanissetta, 18 (3, 144, 11);
Catania, 608 (29, 365, 98);
Enna, 67 (5, 325, 29);
Messina, 286 (29, 221, 57);
Palermo, 341 (24, 201, 34);
Ragusa, 28 (0, 62, 7);
Siracusa, 30 (3, 189, 29);
Trapani, 14 (0, 120, 5).
Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

Premesso che più della metà dei lavoratori siciliani posti in cassa integrazione in deroga ancora non ha ricevuto alcuna indennità dopo tre mesi di fermo produttivo, da lunedì prossimo circa la metà dell’intera platea di 130mila soggetti corre il rischio di restare senza alcuna forma di reddito fino al prossimo mese di settembre”.

Lo denuncia Antonino Alessi, presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo, che spiega: “La Cig in deroga finanziata dal ‘Cura Italia’ ha coperto un primo periodo di nove settimane, per alcuni da febbraio a fine aprile; ma il successivo periodo di cinque settimane previsto dal Dl ‘Rilancio’, che deve ancora essere richiesto dalle imprese all’Inps, coprirebbe comunque fino a fine maggio. Il prossimo periodo di Cig in deroga di quattro settimane previsto dal governo, per la maggior parte dei settori, potrà essere fruito solo tra settembre e ottobre, sempre che sarà trovata la copertura finanziaria. Da lunedì prossimo 1 giugno, quindi, e per tutta la durata dell’estate ci sarà un ‘buco’ non coperto da alcuna indennità”.

“Questo significa – osserva Alessi – che tutte le piccole attività economiche più colpite dalle misure di protezione sanitaria e per le quali la ripartenza sarà molto più lenta – dai bar e ristoranti al commercio non alimentare fino agli artigiani – bene che vada potranno reimmettere in servizio non oltre il 50% della propria forza lavoro. Ma non potendo ancora licenziare (percorso che consentirebbe ai soggetti coinvolti di usufruire della Naspi), tali imprese saranno costrette a mantenere in organico questo personale in esubero, però a casa e senza retribuzione”.

“Infatti, queste aziende – sottolinea Antonino Alessi – , che già hanno pagato il salatissimo conto economico del ‘lockdown’ e si sono indebitate – almeno quelle che ci sono riuscite – solo per potere fare fronte a bollette, affitti, precedenti forniture e le scadenze di giugno, non potranno permettersi anche di pagare a vuoto il resto dei lavoratori mantenuti a casa e non potranno fare altro che porli in permesso non retribuito o dichiararli assenti, con il rischio di dovere pure sostenere l’onere contributivo”.

“Di conseguenza – analizza il presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo – se in fase di conversione in legge del Dl ‘Rilancio’ non sarà inserito un ulteriore periodo di tre mesi di cassa integrazione in deroga, o comunque uno strumento di protezione sociale ed imprenditoriale, per il periodo fra giugno e settembre, in Sicilia decine di migliaia di lavoratori quest’estate non avranno accesso ad alcuna forma di reddito”.

“Le correzioni necessarie sono tante – aggiunge Alessi – . Una soluzione ci sarebbe, ed è la prevista ‘sovvenzione per il pagamento dei salari’ pari all’80% della retribuzione mensile lorda. Ma il Dl ‘Rilancio’ delega la gestione della misura alle Regioni. Con i tempi che abbiamo visto, per il carico di lavoro e la dislocazione degli operatori in smartworking, l’aiuto potrebbe arrivare verosimilmente a marzo 2021, per i fortunati imprenditori che potranno resistere finanziariamente fino ad allora. Ci vorrebbe invece un meccanismo automatico. Così come – conclude il presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo – il testo del decreto, lungi dal semplificare, ridurre i tempi e rendere automatica la proroga della Cig in deroga, ripete, aggravandolo, l’errore di procedura del ‘Cura Italia’: le aziende che dovranno adesso chiedere la proroga saranno tenute nuovamente ad allegare l’informativa ai sindacati, che però doveva essere inviata entro tre giorni dalla ‘comunicazione preventiva’. Ma come si fa a comunicare preventivamente ai sindacati un periodo di cassa integrazione che è già avvenuto? Aiutateci ad aiutare”.

“Il tentativo di sanatoria edilizia dell’era Musumeci sarà un ulteriore scempio per i centri storici siciliani. Abbiamo il dovere di fermare questa maxi speculazione edilizia ancor prima che il Governo nazionale impugni la norma, qualora venga approvata. Del resto ho io stessa depositato un emendamento che cancellando la scellerata norma sui centri storici introdotta nel 2019 e già all’esame della Consulta, sbloccherebbe la contrapposizione fra organi istituzionali e ci consentirebbe di raggiungere l’obiettivo di una nuova pianificazione ragionata dei nostri centri storici”.
A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che, torna a ribadire il no del Movimento 5 Stelle alla sanatoria edilizia proposta dal governo musumeci. “La sanatoria – spiega Campo – creerebbe ancora maggiore spopolamento e abbandono dei centri storici. Servono invece norme utili a favorire la rigenerazione e il recupero urbano, sui borghi rurali, sul riutilizzo dei grandi immobili pubblici e privati ricadenti nel cuore delle nostre città, sull’auto-recupero degli immobili non di pregio, sul sostegno alle cooperative di quartiere e su decine di altre innovative, e ragionevoli, forme di moderna urbanizzazione. A tal proposito, per superare lo stallo creatosi in merito alla modifica della legge sul recupero del patrimonio edilizio dei centri storici, che vede contrapposto il Consiglio dei ministri all’Assemblea regionale siciliana e oggi ancora al giudizio della Corte Costituzionale, ho presentato un emendamento al ddl in materia di edilizia attualmente all’esame della commissione quarta al fine di modificare la norma impugnata, dal momento che, come si legge nell’impugnativa, la stessa “si pone in contrasto con le norme del Codice dei Beni culturali e del paesaggio che sanciscono la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione e che riservano alla competenza esclusiva dello Stato la materia dei beni culturali”.
“In questa prospettiva, aggiungo, abbiamo presentato anche un ulteriore ddl, denominato ‘cooperative di rigenerazione urbana’ che va, anch’esso, nella direzione di una riqualificazione ordinata, articolata e omogenea, grazie ai principi dell’autorecupero associato. Questo ddl che prevede contributi concessi in annualità costanti attraverso mutui agevolati per immobili ubicati nei centri storici di cui si abbia la piena proprietà sommato ad esempio al bonus del 110 per cento sulle ristrutturazioni messo in campo dal governo nazionale, sarà una boccata d’ossigeno per il recupero degli immobili di pregio” – conclude Campo.

“Dopo le miserie che l’inchiesta palermitana sulla sanità ci ha regalato nei giorni scorsi, nessuna furbizia politica è più tollerabile.
I commissariamenti in atto nelle Aziende sanitarie vanno risolti nominando, secondo procedure trasparenti, direttori e dirigenti. Sostituire un commissario con un altro, come si pensa di fare con la ASL di Agrigento, magari sperando di trarne utilità in vista delle future amministrative, è inaccettabile.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava.
Ma il presidente Fava, più volte invitato ad intervenire sulle scempio sanitario avvenuto all’Asp di Siracusa, vedi la morte del Direttore del Parco Archeologico Calogero Rizzuto sulla quale si sono interessati i media nazionali, continua a non intervenire e a stare zitto.
Forse per Claudio Fava tutto ciò che è accaduto e denunciato a Siracusa rientra nella normalità.

Il Comune di Palermo impiegherà i percettori del reddito di cittadinanza in attività utili alla collettività. I Puc (Progetti utili alla collettività) erano stati già definiti a febbraio ma sono stati bloccati dal Ministero del Lavoro per l’emergenza coronavirus.Palermo si prevede di coinvolgere circa 12.500 persone, che provengono da famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza (che in totale sono 27.000).

Saranno impiegati per un tempo che va dalle 8 alle 16 ore settimanali in:
– gestione mercatini
– gestione musei e spazi culturali
– gestione aree verdi
– gestione spiagge
– interventi straordinari di pulizia “leggera” di alcune aree della città.

Lo afferma il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars che ha incontrato, per discuterne, una delegazione del Movimento Partite Iva Italiane Unite.

“In questo particolare momento di necessario rilancio e sostegno -dichiara Pullara – è quanto mai necessario venire incontro ai titolari di bar, pub, ristoranti, gelaterie ed esercizi commerciali similari dando loro la possibilità di estendere, gratuitamente, l’attività di ristorazione su piazze e marciapiedi, favorendo un importante settore commerciale della nostra regione che oggi si trova in grande difficoltà.

In questi giorni ho incontrato -aggiunge Pullara- la Responsabile Regionale del Movimento Partite IVA Italiane Unite, Cristina Puglisi Rossitto in compagnia del coordinatore del comune di Licata Elia Di Prima e stabilendo un percorso di collaborazione sul “fare”, mi hanno sollecitato a farmi portavoce chiedendo al Presidente della Regione, nonché al competente Assessore Regionale alle attività produttive, di proporre all’ANCI, in rappresentanza dei Comuni Siciliani, oltre che l’immediata estensione del suolo pubblico da concedere alle attività commerciali, Ristoranti, Bar, Pizzerie, Gelaterie etc. anche l’anticipazione della ZTL al 1 Giugno per favorire il rilancio del settore.

Rendere disponibili i luoghi pubblici, le piazze, i marciapiedi, le strade e i vicoli, dove poter sistemare tavolini e sedie, estendendo così la superficie commerciale concessa, aiuterà gli esercizi di ristorazione nel rigoroso rispetto delle misure di distanziamento sociale e a non chiudere e a mantenere la propria quota di clienti per il maggior numero di posti a sedere.

La sicurezza pubblica -aggiunge Pullara- rimane sempre la massima priorità, ma la misura sosterrebbe e aiuterebbe gli esercizi di ristorazione a lavorare e a conservare posti di lavoro e mantenere vive le piazze e le strade di numerosi centri storici siciliani, spingendo i cittadini a riprendere la consuetudine dei consumi al ristorante o nei bar.

Si tratta di provvedimenti -conclude Pullara- che, unitamente alla sospensione del canone per l’occupazione di spazi e di aree pubbliche e alla deroga di limiti per le dimensioni dei plateatici darebbero ossigeno a migliaia di lavoratori e piccoli imprenditori siciliani.

Sono certo che i tre attori cui chiedo di interessarsi ed adoperarsi, porgendo le idee che provengono da sinergie, Presidente della Regione, Assessore Regionale alle attività produttive, ANCI, non avranno difficoltà a trovare il necessario raccordo per andare incontro alle necessità di un comparto che richiede rilancio e sostegno. Questa è la politica del fare con l’attenzione al territorio nel segno di un regionalismo maturo e fattivo non assistenzialistico, che può trovare sinergie con i movimenti che mettono a base temi specifici e concreti di categorie produttive.”