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«Dobbiamo sentirci tutti giocatori della stessa squadra, è la lezione più grande che ci viene dalla pandemia e bisogna creare un sistema di sanità pubblica che sia nelle condizioni di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini», ha quindi affermato l’assessore.

«Voglio dire grazie per il dialogo che abbiamo avuto in questi mesi con il comparto sociosanitario di Confindustria Sicilia e facciamo un focus sulle prossime scadenze di programmazione, dobbiamo decidere insieme – ha sottolineato Razza -. Il sistema di lavoro di collegialità portato avanti con il presidente Albanese e con il presidente Ruggeri ci ha consentito di condividere alcuni punti avanzati che hanno riguardato anche l’integrazione tra pubblico e privato nelle progettualità già esistenti e il lavoro che dovrà essere fatto in vista degli obiettivi di programma del Pnrr. In Sicilia il peso del sistema sanitario sul Pil è del 13% e nelle aree più svantaggiate le potenzialità di crescita sono enormi. Oggi servono scelte concrete e rapide», ha concluso Razza.

C’è la nostra ovvia e ampia disponibilità ad incontrare i rappresentanti di Anci Sicilia e il suo presidente per ascoltare le loro ragioni in merito all’adeguamento delle indennità e al terzo mandato dei sindaci, su cui peraltro mi sembra ci sia larga convergenza sia da parte del governo che dall’Assemblea”.

Lo scrive in una nota il Presidente dell’Assemblea Regionale siciliana, Gianfranco Miccichè in risposta alla nota dell’Anci Sicilia.

La Cassazione ha confermato la condanna a 7 anni e 6 mesi di carcere inflitta prima dal Tribunale di Sciacca e poi dalla Corte d’Appello di Palermo ad un anziano di 83 anni di Gibellina, in provincia di Trapani, imputato di violenza sessuale a danno di una nipote, all’epoca della commissione del reato, nel luglio 2018, di 7 anni. Lui è il nonno materno della vittima. La figlia e il genero dell’imputato si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Calogera Falco, del foro di Marsala. Le violenze sono avvenute nell’abitazione dell’ottantenne, a Gibellina.

A Palermo la Guardia di Finanza, nei pressi dello svincolo autostradale di via Emiro Giafar in direzione Palermo, ha controllato un’automobile sospetta. Il conducente si è mostrato agitato e insofferente. Il cane antidroga ha fiutato subito e bene. Sono stati scoperti e sequestrati 4 chili e 200 grammi di cocaina, sotto forma di panetti, nascosti in un doppiofondo, con apertura meccanica, ricavato all’interno del cruscotto dell’auto. Valore di mercato: 360.000 euro. Il corriere della droga, che percepisce il reddito di cittadinanza, è stato trasferito nel carcere “Pagliarelli”.

L’assessorato regionale alla Salute ha disposto la sospensione dell’accreditamento, finalizzata alla revoca, degli enti titolari dei corsi di formazione in Sicilia per operatori socio-sanitari finiti al centro di un’inchiesta giornalistica di “Striscia la notizia”.

Cosi’ come anticipato dallo stesso assessore alla Salute, Ruggero Razza, gia’ nel corso dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi all’inviata del Tg satirico di Canale5, e’ stata avviata una attivita’ ispettiva da parte del dipartimento Attivita’ sanitarie e Osservatorio epidemiologico per ogni accertamento sulla vicenda e richiesto un approfondimento sulla gestione e sull’organizzazione di tutti i corsi di formazione per operatori socio-sanitari, per valutare eventuali ulteriori iniziative.

L’inchiesta giornalistica di Stefania Petyx per “Striscia la notizia” si e’ incentrata su Canicatti‘ dove ha sede legale un ente di formazione con corsi distaccati in tutta la Sicilia. Un “gancio” del programma dotato di una telecamera nascosta ha registrato il titolare e la moglie-segretaria che rassicuravano la futura corsista sull’ottenimento dell’attestazione Osa-Oss in seguito ad un esame da parte di commissari compiacenti senza la necessita’ di frequentare.

“Quale futuro occupazionale per i lavoratori precari dell’Esa”? Questo è l’interrogativo che il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro pone al governo Musumeci. Il parlamentare regionale ha incontrato una delegazione del personale dell’Ente di sviluppo agricolo.

“Sono vicino a questi lavoratori – dichiara Di Caro – non è ammissibile che ancora oggi debbano contrattare con l’assessorato dell’Agricoltura sulla durata delle attività stagionali e c’è il rischio drammatico che il loro impiego scenda sotto la soglia delle 179 giornate lavorative.

Il governo aveva promesso la stabilizzazione in un nuovo dipartimento dell’assessorato all’Agricoltura, ma per loro il contratto a tempo indeterminato, continua ad essere un miraggio.

Sull’Esa vige un silenzio assordante del presidente Musumeci, le sue ultime dichiarazioni – aggiunge Di Caro – risalgono al giugno del 2018 all’Ars quando il governatore annunciò la volontà di sopprimere l’Ente di sviluppo agricolo che definì un vergognoso carrozzone della prima Repubblica”.

Durante l’incontro del deputato favarese con i lavoratori sono emersi anche problemi per il personale con contratti a tempo determinato.

“La situazione retributiva – dice in merito Di Caro – soffre condizioni di svantaggio con evidenti sperequazioni contrattuali. Sussistono anche diverse irregolarità contabili che causano ritardi nel pagamento degli stipendi.

I lavoratori dell’Esa, molti dei quali agrigentini – conclude Di Caro – necessitano di risposte concrete sul futuro occupazionale perché, malgrado il governo regionale, continuano ad essere una risorsa per l’agricoltura siciliana”.

A Palermo, in viale del Fante, un’automobile Fiat 600, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro un muro ad angolo con viale Rocca. Una ragazza di 18 anni è morta. Altre tre hanno subito gravi ferite. La deceduta è Carlotta Rosano, alla guida del mezzo, quasi giunta a casa sua, non distante dal luogo dell’incidente, dopo avere trascorso la notte tra sabato e domenica con le amiche. Le tre ferite sono state estratte dalle lamiere dai Vigili del fuoco e soccorse dal 118 all’ospedale Villa Sofia. Sono stati praticati dei tentativi di rianimazione di Carlotta Rosano, ma si sono rivelati inutili. Sul posto per i rilievi stradali hanno lavorato gli agenti della Polizia Municipale.

“Il sistema di difesa in Sicilia assume un ruolo strategico proprio per la posizione geografica, come sbocco nel Mediterraneo. Abbiamo la base Nato di Sigonella e quella di Trapani Birgi, è normale che questo sistema di difesa sia in stato di allerta già da diversi giorni”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci intervenuto stamattina a “Omnibus” su La7, parlando del conflitto in Ucraina.
“La popolazione vive queste giornate con lo stesso stato d’animo in cui si vive in altre parti dell’Europa, non solo in quella occidentale – ha detto Musumeci – Abbiamo il dovere di sperare che la diplomazia possa risolvere il conflitto in corso. Immaginare un conflitto significa pensare ad una sorta di terza guerra mondiale, che non risparmierebbe niente e nessuno”.

Da 10 anni in lotta per avere riconosciuto dalle istituzioni il diritto a essere proprietari delle abitazioni che hanno acquistato. Succede nel quartiere agrigentino di Favarella, protagonisti i soci della cooperativa edilizia “Progetto Sette” di Agrigento, ormai in guerra aperta con il cda della stessa cooperativa, reo, a loro dire, di avere commesso diverse irregolarità nel programma di fabbricazione che in parte gode di finanziamenti pubblici.

Tra le irregolarità evidenziate dagli inquilini spiccano l’incremento dei costi delle unità immobiliari, il cambio in corso della ditta esecutrice dei lavori e i materiali usati nelle opere edificatorie, che risulterebbero diversi e di qualità inferiore rispetto a quelli preventivati. Le finiture, secondo le persone che hanno acquistato gli immobili, sarebbero differenti da quelle utilizzate negli immobili di proprietà di persone che fanno parte del CdA, le quali avrebbero anche realizzato delle piscine private coperte.

“Le irregolarità – dichiara il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro – sono state denunciate anche alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Agrigento. Personalmente ho presentato un atto ispettivo all’assessorato regionale delle Attività Produttive e ho chiesto più volte il commissariamento del consiglio di amministrazione della cooperativa edilizia per sbloccare la vertenza, ma non ho avuto alcuna risposta”.
“Considerato questo inaccettabile silenzio – continua Di Caro – assieme ai colleghi del mio gruppo parlamentare, ho presentato un’interrogazione rivolta al presidente della Regione Musumeci e all’assessore Turano per chiedere il commissariamento del Cda”.

“Non è possibile – conclude Di Caro – che la voce di questi cittadini non trovi riscontro, così come non è ammissibile che a Palazzo d’Orleans non si attivino le verifiche necessarie per capire come vengono spesi i soldi pubblici finiti nelle casse dei privati”.

A Palermo si è svolta una manifestazione per la pace a fronte dell’imperversare della guerra in Ucraina. Le colonne del Teatro Massimo sono state illuminate di viola, blu, verde, giallo, arancione e rosso, i colori della bandiera della pace per manifestare solidarietà alle vittime della guerra esplosa in Ucraina dopo l’invasione russa e per condannare ogni forma di violenza. Sulla scalinata del teatro si sono esibiti anche i bambini e le bambine del Coro di voci bianche e Arcobaleno della Fondazione Teatro Massimo, diretti dal maestro Salvatore Punturo. La veglia per la pace è stata promossa dall’organizzazione del Festival delle letterature migranti e dal Comune di Palermo. Tanti i cartelli “stop war” e “pace nel mondo” , tra le note di Ave Verum di Mozart e Imagine di John Lennon.