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Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo, l’Antartide e il Medinea, sono stati sequestrati dalle autorità libiche a circa 35 miglia a Nord di Bengasi. Altri due pescherecci, che navigavano nelle vicinanze, sono riusciti a sfuggire alla cattura. Sarebbero diciotto, secondo quanto si apprende, complessivamente i marinai portati a Bengasi da militari libici dopo il sequestro di due pescherecci della marineria trapanese di Mazara del Vallo. Sono i componenti dei due natanti sequestrati, il Medinea e l’Antartide, e i comandanti dei due riusciti a fuggire, l’Anna Madre di Mazara del Vallo e del Natalino di Pozzallo (Ragusa). Starebbero tutti bene. I comandanti dei quattro pescherecci sono stati fatti salire su un gommone della marina militare libica e mentre era in corso questa operazione due dei quattro motopesca siciliani sono riusciti a fuggire

“Il collegamento marittimo con le isole pelagie è un disastro. Tra navi inadeguate, portelloni che si rompono, avarie e ritardi, i danni alla comunità di Lampedusa e Linosa sono ingenti. E questo proprio nel periodo più delicato della stagione turistica. Per non parlare dei problemi di approvvigionamento dei residenti. La Regione siciliana, che finanzia abbondantemente la compagnia di navigazione SNS, intervenga immediatamente per accertare la situazione e verificare l’effettivo rispetto della convenzione, dei diritti dei passeggeri e della sicurezza”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, nel giorno in cui anche la nave “Lampedusa”, che aveva sostituito nella tratta porto empedocle-Pelagie la nave “Sansovino” ferma in porto per il distacco del portellone principale di imbarco, è costretta in porto per gravi avarie al sistema di propulsione.
Per Fava “è giunto il momento che il Governo regionale svolga il proprio compito di controllo fino in fondo e senza sconti. Anche ipotizzando la rescissione del contratto con la SNS”.
Sulla vicenda Fava ha stamani depositato interrogazione urgente.

“Adesso che si fa? Si dice che è realtà virtuale? Purtroppo è la dimostrazione di quello che diciamo da tempo: i diritti umani vanno praticati, non predicati. Altrimenti è solo retorica. Retorica dell’accoglienza che tante volte diventa business dell’accoglienza. Io non sono disponibile a girarmi dall’altra parte. E della sicurezza sanitaria del territorio io sono e mi sento responsabile”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, postando sulla propria pagina Facebook un video girato durante i controlli della sua task force nell’hotspot di Lampedusa.

Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura.
Proprio ieri pomeriggio, il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda.
Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. «Auspico – dice il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni».

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, ha emanato il “Calendario Venatorio 2020-2021”: in Sicilia la stagione venatoria ha inizio domenica 20 settembre, data dell’apertura generale della caccia. In via eccezionale, tuttavia, anche per la corrente stagione è stata autorizzata la cosiddetta “preapertuta”, ovvero una particolare forma di caccia unicamente per talune specie e solo in determinate date: solo nei giorni 26, 12 e 13 settembre unicamente alle specie Colombaccio, Gazza e Ghiandaia nella forma da appostamento temporaneo; solo nei giorni 2 e 6 anche alla Tortora esclusivamente nella forma da appostamento temporaneo; solo nei giorni 6 e 13 anche al Coniglio selvatico, in caccia vagante. In tutti gli altri giorni è vietata qualsiasi attività venatoria: per i trasgressori la legge 157/92 prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 2.582,00 euro. “Si tratta di previsioni vergognose perché hanno un solo dichiarato scopo: la deregulation venatoria per trasformare la Sicilia in un immenso poligono di tiro contro gli animali selvatici! Autorizzare a sparare per 5 mesi, persino a specie in declino, contro i pareri scientifici di ISPRA e in palese spregio delle sentenze di TAR e CGA, è una grave e sconsiderata istigazione al bracconaggio, un atto di arroganza istituzionale”, dichiara Ennio Bonfanti, responsabile regionale del settore “fauna” del WWF. “Il Calendario firmato dall’Assessore Bandiera, scritto con il “copiaeincolla” in base ai desiderata delle doppiette più estremiste, è inaccettabile: da Assessore avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento super partes, equilibrato, rispettoso dei pareri scientifici statali ed avrebbe dovuto garantire il primario interesse pubblico della tutela della fauna invece di ricercare il consenso della lobby dei cacciatori. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la fauna è considerata dalla legge italiana un patrimonio indisponibile dello Stato e non è un trastullo per i cacciatori. Il calendario venatorio, di conseguenza, deve tenere conto in primo luogo dell’esigenza di tutelare questa fauna e non può ignorare le indicazioni di ISPRA”, afferma il WWF

Banchi di ultima generazione per rispettare il distanziamento nelle aule e mascherine per evitare i contagi. Ma per contrastare il coronavirus in classe arriva il ciondolo anti-covid realizzato in Sicilia. Un dispositivo che può essere indossato dagli studenti, dai più piccoli agli adolescenti, durante le lezioni e a ricreazione con lo scopo di garantire protezione individuale, distanziamento sociale, tracciabilità dei contatti e monitoraggio ambientale. E’ il nuovo device di ultimissima tecnologia pensato per la scuola (Volcanic School).

Il dispositivo è prodotto dall’omonima azienda specializzata in sistemi di controllo visivo e dispositivi multi-sensori evoluti per ambiti industriali. L’utilizzo è molto semplice: il device può essere indossato dagli studenti come ciondolo, utilizzato agganciandolo ad un cordoncino come badge/pass, collegato ad una cintura o riposto in una tasca.

Volcanic School è pensato per gli studenti affinché mantengano il distanziamento sociale. Al superamento della distanza di sicurezza il dispositivo può emettere segnali luminosi, sonori e vibrazioni, secondo le preferenze, in modo da avvisare chi lo indossa della prossimità ad un altro compagno. Allo stesso tempo anche l’altro studente viene avvisato indipendentemente.

Oltre a Volcanic School è stato creato Volcanic Health, pensato con un ulteriore funzione per la salute di chi frequenta o lavora negli ospedali. La salute dei lavoratori e l’operatività degli impianti dipendono anche dall’igiene di aria e ambienti. A questo scopo il dispositivo é dotato di appositi sensori capaci di monitorare la qualità dell’aria, mentre l’infrastruttura puó interagire con dispositivi di sanificazione degli ambienti (ozonizzatori, purificatori al plasma, aspiratori, etc.) che si attivano automaticamente al bisogno.

I dispositivi possono funzionare autonomamente, la realizzazione di una infrastruttura aziendale di rilevazione non è essenziale per le funzionalità di mantenimento delle distanze, al fine di contenere i costi di avvio e ridurre i tempi di implementazione. L’utilizzo di una infrastruttura di hot-spot più o meno diffusi per esempio in ospedale può essere aggiunta, se necessario, in una seconda fase e consente di localizzare con precisione i luoghi nei quali avvengono i contatti o gli eventi/incidenti gestiti dal sistema, senza invadere comunque la privacy dell’utente.

Le informazioni sensibili vengono infatti cifrate e tenute separate dai dati relativi ai contatti ed agli eventi rilevati dal VPD. Questi ultimi vengono raccolti in un database anonimo che in caso di contagio può essere sbloccato e collegato, per i soggetti interessati, a un nominativo. A quel punto è possibile procedere alla ricostruzione minuziosa della catena dei contatti.

È possibile, inoltre, integrare l’infrastruttura con hot- spot intelligenti, dotati di sensori di visione per il conteggio di persone ad esempio in spazi confinati o in ambienti con ricircolo d’aria, dove potrebbe essere necessario limitare o monitorare il numero di persone presenti indipendentemente dal mantenimento o meno della distanza di sicurezza.

 “C’è grande entusiasmo per la proposta innovativa di Volcanic Forge, in grado di accompagnare l’uso dei nuovi dispositivi  attraverso una soluzione efficace ed innovativa in tema di prevenzione e tutela della salute pubblica che realizzeranno di fatto una rete capillare ed intelligente, con la quale sarà possibile tenere sotto monitoraggio aree scolastiche e sanitarie, creando ambienti più sicuri a livello sanitario”, ha affermato Dario Bruneo, coordinatore del progetto per la realizzazione dei nuovi dispositivi.

“Sostegno pieno a Matteo Salvini per denunciare l’intero Governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina se i migranti in rotta verso Palermo a bordo nella nave Ong Sea Watch 4 metteranno piede sul suolo italiano”.

Lo dichiara Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo: “È un governo, quello con in testa Conte e Lamorgese – aggiunge Anello – responsabile di avere innescato nuovamente il business dei trafficanti di uomini. La Sicilia sta pagando il prezzo più alto, trasformata di fatto nel campo profughi d’Europa. Adesso ci mancavano solo quegli invasati dell’accoglienza amici della speronatrice Carola Rackete, che con un nuovo equipaggio stanno trasportando 353 immigrati clandestini potenzialmente pericolosi per la sicurezza sanitaria pubblica come contagio da coronavirus. Al loro arrivo a Palermo – conclude Anello – magari ci sarà anche il “prego accomodatevi” del sindaco pro-migranti Leoluca Orlando, fresco di sfiducia ma ancora non del tutto neutralizzato, che è stato tra i testimonial del varo di questo barcone talebano costato ben 1,3 milioni di euro”.

Sono 33 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore: 7 in  rispetto alla giornata di ieri. È quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Cinque sono migranti. C’è anche una nuova vittima,  in provincia di Siracusa, che fa salire il totale a 287 dall’inizio dell’epidemia, e si registrano 5 pazienti guariti.
Al momento nell’Isola i contagiati sono 1.152: di questi 71 sono ricoverati in ospedale e dieci hanno dovuto fare ricorso alla terapia intensiva. L’incremento dei tamponi nelle ultime 24 ore e’ stato di 4.210.

La divisione fra le province mostra 6 casi a Catania, 2 a Messina, 8 ciascuno a Palermo e Trapani, 7 a Siracusa, compresi 5 migranti, e uno ciascuno a Caltanissetta e Agrigento.

“Sostegno pieno a Matteo Salvini per denunciare l’intero Governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina se i migranti in rotta verso Palermo a bordo nella nave Ong Sea Watch 4 metteranno piede sul suolo italiano”.

Lo dichiara Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo: “È un governo, quello con in testa Conte e Lamorgese – aggiunge Anello – responsabile di avere innescato nuovamente il business dei trafficanti di uomini. La Sicilia sta pagando il prezzo più alto, trasformata di fatto nel campo profughi d’Europa. Adesso ci mancavano solo quegli invasati dell’accoglienza amici della speronatrice Carola Rackete, che con un nuovo equipaggio stanno trasportando 353 immigrati clandestini potenzialmente pericolosi per la sicurezza sanitaria pubblica come contagio da coronavirus. Al loro arrivo a Palermo – conclude Anello – magari ci sarà anche il “prego accomodatevi” del sindaco pro-migranti Leoluca Orlando, fresco di sfiducia ma ancora non del tutto neutralizzato, che è stato tra i testimonial del varo di questo barcone talebano costato ben 1,3 milioni di euro”.

Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura. Proprio ieri pomeriggio, il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda. Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. «Auspico – dice il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni».