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Il sindaco annuncia: “Siamo molto preoccupati per la salute pubblica, firmo un’ordinanza, in vigore da domani, giovedì, con la quale si vieta lo stazionamento in centro città dalle 16 alle 22 e per l’intera giornata sia sabato che domenica. Nelle isole pedonali si potrà soltanto camminare o mettersi in fila per entrare nei negozi. Non si potrà inoltre sostare in spiaggia in tutto il litorale di Palermo, sabato e domenica. Inoltre ho inviato una nota all’Azienda sanitaria, all’Assessorato regionale alla pubblica istruzione e all’Ufficio scolastico regionale perché se non ho garanzie sulla sicurezza all’interno delle scuole dell’obbligo sono pronto a chiuderle con una ordinanza. Farò come ha fatto il sindaco di Bagheria che ha chiuso le scuole fino a sabato a causa dell’alta percentuale di contagi. Certamente sarà un provvedimento che dipenderà proprio dai dati relativi alla diffusione del virus nelle scuole dell’obbligo, perché sugli istituti superiori non posso intervenire. Rivolgo infine un appello a tutti a stare a casa il più possibile”.

“Ribadiamo la necessità immediata di un fondo da destinare a soggetti pubblici e privati, per sostenere i costi per la messa in scena degli spettacoli in calendario che si svolgono nei teatri e che saranno trasmessi via streaming.  In molti Comuni amministrati dal centro destra, si sta già facendo, ma c’è bisogno di un aiuto da parte del Governo. In comuni come Treviso, Potenza, Novara, Monza, Piacenza, Verona, Lodi, Pavia, Monza, Civitavecchia, Pisa  e Genova si sta andando avanti e le Regioni stanno procedono con  i bandi, ma c’è bisogno di un fondo da parte del Governo. Vanno pagati attori e maestranze: gli spettacoli vanno messi in scena, c’è questa necessità e priorità, per evitare che scompaiano intere compagnie e trovarci tra un paio di mesi, privi di questo immenso patrimonio della nostra cultura”.  

Lo dichiara la senatrice Lucia Borgonzoni capo dipartimento Cultura della Lega, il presidente della regione Calabria Nino Spirlì con gli assessori leghisti con delega alla cultura di molte regioni italiane Alberto Samonà (Sicilia), Stefano Bruno Galli (Lombardia), Mirko Bisesti (P.A Trento), Giuliano Vettorato (P.A Bolzano), Cristiano Corazzari (Veneto), Giorgia Latini (Marche), Vittoria Poggio (Piemonte) ai quali si aggiungono anche gli assessori Paola Agabiti (Umbria, Lista Tesei) e Andrea Biancareddu (Sardegna, UDC).

“La pediatria dell’ospedale cervello di  Cervello di Palermo ha   già chiuso i battenti, si parla di chiusura dell’Ostetricia dello stesso ospedale, che fa 1500 parti all’anno, e di altri reparti in Sicilia.  Ci chiediamo: dove finiranno i pazienti sfattati dall’improvvisazione di Razza e Musumeci? Qui si rischia non solo di capitolare davanti all’avanzata del Covid, ma anche di mettere la pietra tombale sulla sanità siciliana”

Lo affermano i deputati del M5S componenti della commissione Salute, Giorgo Pasqua,  Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

“Ora – dicono i deputati 5 stelle  – che a Razza manca la terra sotto ai piedi, dopo aver dormito in primavera ed estate, non realizzando i posti letto Covid che avrebbe dovuto realizzare, l’assessore sembra tornare sconsideratamente  verso  quegli ospedali misti da cui si era partiti, ma rivelatisi subito inadeguati perché ad alta probabilità di rischio contagio.  Non solo, ci chiediamo, e soprattutto chiediamo a Razza, dove finiranno i pazienti sfrattati dalla sua incapacità?  Ci dica, se lo ha, qual è sul il suo piano B, quali sono le alternative obbligatorie a queste chiusure, per non abbandonare al proprio destino ampie fasce della popolazione.   Non si può continuare ad improvvisare, come si sta facendo ora sotto l’avanzata del virus, è in gioco il destino della sanità siciliana”.

“A seguito della positività al Covid-19 di un deputato regionale, a cui auguriamo pronta guarigione, l’Assemblea regionale siciliana ha correttamente deciso di chiudere per una settimana mettendo tutti i lavoratori in smart working, avviando la sanificazione e mettendo a disposizione test rapidi. Una scelta correttissima, a tutela della salute della collettività, ma ci chiediamo perché non si faccia altrettanto in tutti gli uffici regionali dove si scoprono casi di positività: alcuni uffici chiudono, altri restano aperti, c’è chi fa i tamponi e chi no. Una babele in piena regola a cui bisogna porre fine, applicando ovunque misure stringenti”.
Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del
Siad-Csa-Cisal.

Tamponi rapidi nei drive-in delle maggiori città siciliane. Dopo l’esperienza negli arcipelaghi minori e della Fiera del Mediterraneo a Palermo, prosegue la campagna attiva di monitoraggio del Coronavirus sulla popolazione della Sicilia su precisi target, così come programmato dall’assessorato regionale alla Salute, su suggerimento del Comitato tecnico scientifico.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Siciliana con le Asp e in collaborazione con Anci Sicilia e le amministrazioni locali, è ancora rivolta – in questa fase – al mondo della scuola.

Così, domani (sabato 7 novembre) e domenica, in oltre 20 centri (con popolazione superiore ai 30 mila abitanti) verranno allestiti circa 30 drive-in con percorsi dedicati, in cui si procederà al prelievo del campione mediante test rapido che, in caso di positività, verrà immediatamente ripetuto attraverso il tampone molecolare per la necessaria conferma così come previsto dai protocolli sanitari vigenti.

In linea con quanto organizzato a Palermo (dove la campagna va avanti) – grazie alla preziosa collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con i presidi dei maggiori istituti scolastici – nel week end personale docente e non docente, studenti e le loro famiglie potranno avere accesso ai drive-in allestiti nei siti individuati dalle amministrazioni locali con le Asp. L’adesione alla campagna è su base volontaria.

I drive-in saranno operativi già da domani nelle seguenti città: Caltanissetta, Gela, Ragusa, Comiso, Modica, Vittoria, Palermo, Monreale, Enna, Catania, Adrano, Paternò, Caltagirone, Acireale, Messina, Barcellona, Trapani, Alcamo, Mazara del Vallo, Marsala, Castelvetrano, Avola, Agrigento

Nei prossimi giorni si aggiungeranno altre città e nuovi drive-in e saranno presentate altre modalità di accesso alla campagna per raggiungere una campione più vasto. Seguiranno aggiornamenti da parte delle Asp e dei Comuni per le comunicazioni circa orari e siti individuati per le operazioni di prelievo.

L’espressione ” prevenire è meglio che curare” è un’emblematica dei vigili del fuoco. In tutto il territorio nazionale, i casi di positività al covid-19, stanno aumentando in modo esponenziale, come OS siamo coscienti e consapevoli che, non siamo gli unici ad avere bisogno, non siamo gli unici a chiedere aiuto ma, e diciamo ma! Come mai, le fabbriche di mascherine, di guanti in lattice, di igienizzante, sono state pronte a lanciare sul mercato miriade di prodotti, con prezzi gonfiati anche del 200%, è non è stato possibile individuare una fabbrica farmaceutica, adatta alla costruzione di, tamponi << simile ad un coton fiocc>> o che aumentino ” gratuitamente i test sierologici” al personale che espletata servizi essenziali?!?! Oggi, a distanza di 8 mesi, abbiamo visto che, l’economia è al collasso, ci paghiamo ” perché vogliamo sapere e non possiamo aspettare”  i tamponi o test sierologici……. perché ci sono Asp e asp…..comandi e comandi……
Non vogliamo creare allarmismi, ma la realtà di chiudere intere caserme, è veramente Reale!

Lo dichiara Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale Usb Vigili del Fuoco Sicilia.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 4:25 al largo della costa settentrionale della Sicilia. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 5 chilometri di profondità ed epicentro 77 chilometri a nordest di Palermo. Non si segnalano danni a persone o cose. Si tratta di una seconda scossa più o meno nella stessa zona. Infatti, lo scorso 26 ottobre una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata con ipocentro a 33 chilometri di profondità ed epicentro 82 chilometri a nordest di Bagheria, in provincia di Palermo.

«La strategia del carciofo non ci è mai piaciuta» commenta così il segretario generale UST Cisl Agirgento, Caltanissetta, Enna, Emanuele Gallo la decisione di Italcementi di chiudere lo stabilimento di Porto Empedocle. «Non vogliamo che questo disimpegno interessi l’intera Sicilia – interviene il segretario generale di Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca – per questo riteniamo fondamentale che l’azienda faccia chiarezza anche sul sito di Isola delle Femmine. Molte cose ci preoccupano e devono far alzare la soglia di attenzione della politica regionale perché è forte il sospetto che Italcementi stia sfruttando la particolarità del momento decretando l’eutanasia del sito di Porto Empedocle».

«Se mettiamo in fila gli eventi – prosegue D’Anca – non ci sembra casuale che l’azienda decida la soppressione della produzione di Porto Empedocle subito dopo le elezioni amministrative e in piena recrudescenza dell’emergenza da Coronavirus. Quindi cosa fa ? Blocco definitivo degli impianti, cassa integrazione per i dipendenti e trasferimento in altri siti di quanti non potranno andare in esodo. Sullo sfondo rimane un territorio che perde un’importante risorsa economica e consegna lo stabilimento empedoclino all’oblio del tempo nonostante l’intenzione dichiarata da Italcementi di favorire una riconversione che viene però delegata a imprenditori, tutti da trovare, che dovrebbero essere animati dalla buona volontà di evitare il grande rischio di disastro ambientale».

«Come Cisl non ci rassegniamo a questo triste epilogo – ribadisce Emanuele Gallo – perché si è ancora in tempo per trovare degne soluzioni partendo dalla dichiarata disponibilità di Sua Eccellenza il Prefetto Maria Rita Cocciufa, d’insediare un tavolo dove ci si possa confrontare sul tema per attenuare le ricadute del piano industriale di Italcementi. Un tavolo che possa affrontare anche il futuro dei lavoratori attivando
tutte quelle misure previste dall’Europa in tema di riqualificazione del personale. Penso al FEG, Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che costituisce una buona opportunità».

«Con la forza delle idee e la mediazione vogliamo che Italcementi agisca con maggiore ragionevolezza evitando di assumere penalizzanti azioni unilaterali. Ma vogliamo pure che il governo nazionale, quello regionale, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali confederali agiscano presto favorendo l’insediamento del tavolo di confronto proposto dal Prefetto Cocciufa. La qualità di una vertenza – conclude Paolo D’anca – non è rapportata al numero dei lavoratori coinvolti ma alla volontà di dare dignità all’impegno delle persone, fosse solo una, nonché al rispetto di una terra come la Sicilia che a Italcementi ha sempre dato tanto».

Emanuele Gallo, Segretario Generale Ust C ISL Agrigento, Caltanissetta, Enna Paolo D’Anca, segretario generale FILCA CISL, reggente FILCA CISL Agrigento, Caltanissetta, Enna

“Facendomi ancora una volta portavoce del grido di aiuto, proveniente dalle istituzioni locali e territoriali, chiedo con forza al governo regionale di compiere un gesto di vicinanza e di sostegno concreto a quanti, più di altri, stanno vivendo sulla propria pelle gli effetti devastanti della crisi derivante dalla pandemia, assumendo la determinazione di spostare la scadenza dei termini per l’esenzione del ticket presso le ASP siciliane dal 31 ottobre al 31 dicembre del 2020”
Lo chiede oggi con una nota il parlamentare regionale del Partito Democratico on Michele Catanzaro per il quale è assolutamente indispensabile assumere tutte quelle misure capaci concretamente di dare ristoro e supporto alle fasce deboli della società siciliana.

Oggi più che mai, a beneficiare dell’esenzione dal ticket sanitario sono coloro i quali soffrono in modo più drammatico i morsi della crisi: sono gli anziani, che ogni giorno necessitano di cure costanti; sono i poveri e disagiati, che senza l’esenzione dal ticket non potrebbero garantire cure e assistenza per sé e per la proprie famiglie; a queste persone, che dal lockdown ad oggi non hanno visto la loro condizione aggravarsi sensibilmente , il governo regionale ha il dovere di offrire vicinanza e solidarietà” rimarca il deputato DEM, il quale conclude” La politica non può rimanere in silenzio dinanzi al grido di allarme di chi sta male e di chi è rimasto indietro ;per queste ragioni chiedo al presidente Musumeci e all’assessore regionale alla sanità di attivarsi in tal direzione nel più breve tempo possibile, stante che il 31 Ottobre è dietro l’angolo”

“Il Decreto Ristori, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, mette in sicurezza anche gli enti locali siciliani dal rischio default. Ammontano, infatti, a circa 300 milioni di euro le risorse stanziate per i comuni dell’Isola, che certamente assicurano una boccata d’ossigeno a quelli già in affanno, che, senza l’intervento del governo, avrebbero rischiato l’avvio delle procedure di dissesto”. Lo afferma in una nota la senatrice siciliana del MoVimento 5 Stelle, Antonella Campagna, riferendosi della norma che permette alle Regioni a statuto speciale di utilizzare le quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione senza operare la nettizzazione del Fondo Anticipazione Liquidità. “Grazie al lavoro del governo Conte e del viceministro all’Economia Laura Castelli assicuriamo ai cittadini siciliani l’erogazione di servizi essenziali. Ora la Regione siciliana si adoperi affinché arrivino ai comuni rapidamente”, conclude Campagna.