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Dare vita al “Next generation Sicily”, un piano strategico chiaro, condiviso e percorribile che permetta di essere proiettati e collegati all’Europa, partendo da quattro assi portanti: investimenti, infrastrutture, digitalizzazione, burocrazia. I Giovani imprenditori siciliani di Confindustria che, oggi, ad Agrigento, presso l’impianto “Empedocle” di Ecoface, si sono riuniti in occasione dell’incontro “Trasformazioni: uscire dal labirinto rompendo gli schemi”, non hanno dubbi: “Questa è l’ultima chiamata per la Sicilia – ha detto in apertura dei lavori il presidente Gero La Rocca – e non vorremmo raccontare ai nostri figli, magari fra dieci o vent’anni, che quando eravamo giovani la nostra regione ha avuto l’opportunità di rimettersi in piedi e noi non siamo stati in grado di fare le scelte giuste”. È per questo che gli imprenditori under 40 hanno chiamato a raccolta rappresentanti dei governi nazionale e regionale, economisti, esponenti del mondo delle associazioni, del credito e della cultura, per lanciare un messaggio chiaro e univoco: rimettere i giovani al centro dell’agenda politica, perché “noi – ha detto La Rocca – siamo i primi ad essere stati dimenticati. Siamo stati privati di alcuni diritti sanciti dalla nostra Costituzione, a partire dal diritto alla coesione e alla perequazione. Abbiamo assistito a un disinvestimento progressivo che ha condannato la Sicilia a un crescente ritardo rispetto alle altre regioni d’Europa. Non è più possibile andare avanti così. L’onda d’urto della pandemia ha investito tutti, ma la Sicilia così come l’intero Mezzogiorno, già sfiancati da una erosione economica e sociale permanente, si stanno trovando a gestire una scia di conseguenze pesantissime destinate a durare chissà ancora per quanto tempo”.

Da qui la proposta: “Creiamo un fronte comune. Diamo una forma più compiuta a un orientamento politico e intellettuale che oggi è già riconoscibile, al di là delle casacche indossate. Facciamo in modo che da questo fronte possa prendere vita un ‘Next generation Sicily’, perché sono questi i giorni e i mesi in cui dobbiamo unirci in uno sforzo comune, che parta dalla consapevolezza che fare crescere il Mezzogiorno rappresenta una enorme opportunità per tutto il Paese”.

Un pensiero condiviso e rilanciato dal presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, che ha sottolineato come ci sia bisogno “di un piano di investimenti concreti che colmi il divario tra Nord e Sud del Paese. Dal Mezzogiorno si può far partire il riscatto di un Paese in deficit di produttività e crescita duratura. Bisogna però investire sul nostro immenso potenziale, fare in modo che le risorse arrivino dove serve, a partire da un sistema di opere pubbliche e infrastrutture, senza le quali qualsiasi progetto di sviluppo è destinato a rimanere lettera morta”.

In questo senso, ha rilanciato La Rocca “diciamo a gran voce che i giovani siciliani meritano di essere allacciati anche fisicamente al continente. Anche questo è coesione e rispetto dei diritti di cittadinanza. Vorremmo anche noi poter prendere un treno e raggiungere in poche ore Napoli, Roma o Milano. Per questo chiediamo che non si tergiversi e si colga l’opportunità, forse unica, di procedere con una soluzione concreta e cantierabile per collegare le due sponde dello Stretto di Messina”.

I giovani imprenditori si sono quindi soffermati sull’idea di futuro che si vuole per la Sicilia: “Saranno necessarie precisione e accuratezza nell’individuare i settori su cui puntare per la nostra regione. Non possiamo immaginare di allocare le risorse con la logica approssimativa del click-day. C’è bisogno di capire cosa, esattamente, vogliamo che la Sicilia diventi”. Fari accesi anche sulla giungla normativa che presuppone infiniti passaggi e cavilli che “spingono – denunciano i giovani imprenditori – più verso un disimpegno che verso l’assunzione di responsabilità”, sul depauperamento delle competenze nella Pubblica amministrazione, che necessiterebbe di innesti giovani per rinvigorire un settore strategico della Regione, e sull’assenza di digitalizzazione, quando “una digitalizzazione spinta del sistema-regione consentirebbe di velocizzare i controlli formali sui documenti; darebbe la disponibilità di accesso alle pratiche all’interno di un unico database, eliminando la sgradevole abitudine di chiedere più volte lo stesso documento all’utente, magari a distanza di mesi; assicurerebbe più trasparenza e certezza nei tempi di risposta e nell’attribuzione di responsabilità in caso di inerzia e, cosa fondamentale, di ridurre al minimo il contatto tra utente e funzionari”. “Partiamo dall’attuazione delle norme già in vigore – è la richiesta degli imprenditori – perché è semplicemente assurdo che non si riesca a far rispettare regole che già prevedono tempi certi, poteri sostitutivi in caso di inerzia e provvedimenti sanzionatori nei confronti di funzionari inefficienti”.

Sollecitazione raccolta subito dal vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao, che ha sottolineato come la “semplificazione della pubblica amministrazione sia fondamentale e passi da tre assi: snellimento delle procedure, digitalizzazione e ricambio generazionale immediato senza il quale non riusciremo a raggiungere alcun obiettivo. Dobbiamo lanciare un piano straordinario di assunzioni di giovani dentro la pubblica amministrazione per introdurre quegli elementi di rottura che occorrono per la trasformazione reale”. Trasformazione che non può prescindere da un importante piano di investimenti come ha affermato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, in collegamento video: “La priorità è rilanciare gli investimenti pubblici e privati e gli investimenti pubblici in primo luogo devono puntare a rendere il contesto più favorevole allo sviluppo, al lavoro e all’impresa. Questo significa infrastrutture e servizi, perché dove sta bene un cittadino sta bene anche una impresa”. “Dobbiamo parlare non di singoli progetti, ma avere una visione di insieme”, ha commentato il viceministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri. “Occorre – ha aggiunto – una collaborazione istituzionale che non deve vederci ai tavoli in maniera contrapposta. Dobbiamo dar vita a un piano per il Mezzogiorno che deve mettere la parola fine a quella questione meridionale di cui tutti hanno sempre parlato, ma che nessuno ha mai risolto”.

All’incontro, che ha visto la partecipazione straordinaria di Stefania Auci, autrice del best seller “I leoni di Sicilia” dedicato al successo imprenditoriale della famiglia Florio, e ha avuto il supporto dell’associazione “La strada degli scrittori”, progetto nato da un’idea di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, che ha così ribattezzato la SS 640, itinerario che attraversa la Valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti dai grandi autori, hanno preso parte Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Giuseppe Cicero, direttore Area Imprese Sicilia di Intesa Sanpaolo; Ignazio Infantino, ricercatore Cnr e coordinatore nodo Sicilia del Comitato di competenza Artes 4.0; e Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club; Gaetano Aronica, presidente della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento; il teologo Rocco Gumina; Giuseppe Taibi, presidente Fai Sicilia; e Giulio Xhaet, partner Newton spa.

“3 milioni di euro per il 2020 ai Comuni siciliani maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi migratori. Nello specifico, si tratta di un contributo di 375 mila euro, per ciascuno dei Comuni di Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Pozzallo, Caltanissetta, Vizzini, Messina, Siculiana e Augusta”. A darne notizia il primo firmatario dell’emendamento al DL Agosto approvato al Senato durante una seduta fiume iniziata ieri e conclusa questa mattina alle 5,00, Pietro Lorefice assieme ai colleghi senatori Pino Pisani, Tiziana Drago, Grazia D’Angelo, Cinzia Leone, Antonella Campagna, Francesco Mollame, Cristiano Anastasi, Loredana Russo, Barbara Floridia, Rino Marinello, Vincenzo Maurizio Santangelo e Fabrizio Trentacoste.
“Le risorse potranno essere utilizzate – spiegano i senatori del Movimento 5 Stelle – al fine di fronteggiare le esigenze connesse al contenimento della diffusione del Covid-19 e garantire la regolare gestione, anche di natura sanitaria, dei flussi migratori. Un decreto del Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Economia e finanza, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, definirà i criteri e le modalità di gestione delle risorse, nonché le modalità di monitoraggio della spesa”.
“Un aiuto concreto – conclude Lorefice – ai comuni impegnati a fronteggiare il problema degli sbarchi nella nostra Isola; una misura economica pensata per far fronte ai gravi disagi subiti da queste comunità e dalla cittadinanza e alle gravi e negative ricadute sul settore economico e turistico. Resta adesso fondamentale continuare a sensibilizzare l’Unione Europea verso una valutazione complessiva del fenomeno migratorio, dobbiamo dare risposte urgenti ai siciliani e stabilire cosa fare attraverso atti concreti”.

E’ stato presentato stamattina a Villa Magnisi, (sede dell’Ordine dei medici di Palermo) il nuovo “Vademecum Covid-19” per la gestione del contagio da Coronavirus. Una guida semplificata che prende spunto dai dubbi più frequenti dei medici del territorio e di chi lavora nel pubblico sulle procedure e i comportamenti previsti dagli attuali riferimenti normativi: “Dalla gestione del singolo paziente positivo al Covid e dei focolai, alle segnalazioni dei casi sospetti, dalle certificazioni Inps per la quarantena ai rapporti con la scuola e tutti i contatti indispensabili per i medici di base”, come ha spiegato Maria Fustaneo, coordinatrice del team che ha redatto il documento.

“Il documento è nato per fare ordine e liberare i medici da incertezze procedurali in modo da prestare le loro cure con serenità. Dal varo della legge Lorenzin, oggi gli ordini professionali hanno assunto un ruolo diverso – ha spiegato il presidente dell’Omceo Toti Amato, nonché componente del direttivo Fnomceo -. In una nuova visione di istituzione pubblica dello Stato, siamo chiamati a sussidiare concretamente i possibili vuoti lasciati da altre istituzioni”.

“Impariamo a conoscere la pandemia via via – ha detto il segretario regionale Fimmg Luigi Galvano, vicepresidente vicario della Fondazione Enpam -. Il susseguirsi di decreti e disposizioni, non sempre di univoca interpretazione, ha prodotto caos fra i sanitari e fra i cittadini. Da qui la necessità di avere uno strumento informatico di facile consultazione, in grado di uniformare il linguaggio tra tutti i medici. Sarà diffuso a tutte le categorie di professionisti costantemente aggiornato”.

“Le criticità sono evidenti – ha sottolineato il vicepresidente dell’Ordine Giovanni Merlino – soprattutto nel rapporto tra medici del territorio, dipartimento della prevenzione e cittadini. Ci sono cittadini confinati a casa per un tampone che non arriva, quando la tempestività del risultato è indispensabile ai fini clinici per la diagnosi e per affrancare dalla quarantena i pazienti. A questo si aggiunge una comunicazione impossibile tra medici di medicina generale e dipartimento Prevenzione, certamente non per responsabilità dei colleghi ma per carenze organizzative e strutturali”.

Il vademecum, elaborato dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg Sicilia) in collaborazione con l’Ordine dei medici di Palermo, include una nuova scheda di segnalazione che è stata condivisa con il dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo. Nelle prossime ore la guida sarà pubblicata sui siti istituzionali della Fimmg e dell’Omceo di Palermo, rispettivamente www.fimmgpalermo.it e www.ordinemedicipa.it.

Da mercoledì 7 ottobre 2020, nel portale dell’Ordine sarà anche attivato il contatto mail  emergenzacovid@ordinemedicipa.it a supporto dei medici territoriali ed ospedalieri.

“Vademecum Covid-19” è stato redatto dai medici Fimmg: Maria Fustaneo (coordinatrice), Luigi Galvano, Paolo Giarrusso, Tindaro Iraci, Franco Magliozzo, Giovanni Merlino, Fabio Modica, Francesco Salamone, Luigi Spicola, Francesca Taormina, Luigi Tramonte, Rita Zafonte.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha voluto questo pomeriggio incontrare a Milazzo i vertici della Capitaneria di porto per esprimere “il cordoglio del governo regionale e della comunità isolana” per la tragica morte del sottufficiale Aurelio Visalli. Ad accogliere Musumeci c’erano il contrammiraglio Giancarlo Russo e il comandante della Guardia costiera di Milazzo, Massimiliano Mezzani.
“Un incontro breve ma intenso e commovente” lo ha definito il governatore all’uscita dal comando: “Il gesto del generoso militare ha suscitato un unanime sentimento di dolore tra i siciliani e di questo desidero rendermi interprete presso i familiari ed i colleghi di lavoro”.

Il 4 e 5 ottobre si svolgeranno in Sicilia le elezioni amministrative.
Sono chiamati al voto 61 Comuni, di cui 16 con il sistema proporzionale e 45 con quello maggioritario, per una popolazione complessiva di 738.406 cittadini. Si vota domenica (dalle ore 7 alle
22) e lunedì (dalle 7 alle 14). L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 18 e lunedì 19 ottobre, con gli stessi orari. In entrambi i casi, lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. In considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, l’elettore dovrà recarsi necessariamente al seggio elettorale munito di apposita mascherina protettiva.

Come si vota
Nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti viene eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene il maggior numero di voti validi.
Nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene almeno il 40% dei voti validi al primo turno. In caso contrario, si procederà al ballottaggio e risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto più voti.
L’elettore può scegliere di votare per una lista, attribuendo così automaticamente la preferenza anche al candidato sindaco collegato (cosiddetto ‘effetto trascinamento’), oppure può votare solo per il candidato sindaco. Si può inoltre effettuare il ‘voto disgiunto’, votando per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata.
Infine, per il consiglio comunale, l’elettore può esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome, o nome e cognome in caso di omonimia, del candidato prescelto di fianco al simbolo della lista. Qualora esprima due preferenze, dovranno essere una di genere maschile e l’altra di genere femminile, pena la nullità della seconda.

I Comuni al voto
Unici capoluoghi di provincia che andranno alle urne sono Agrigento ed Enna. Oltre che nei Comuni il cui rinnovo degli organi amministrativi era già fissato per scadenza naturale, si voterà anticipatamente anche a Casteltermini in provincia di Agrigento, Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno, San Pietro Clarenza nel Catanese, Termini Imerese in provincia di Palermo, Floridia nel Siracusano, Favignana in provincia di Trapani, attualmente commissariati e a Camastra nell’Agrigentino, Bompensiere in provincia di Caltanissetta, Trecastagni nel Catanese, sciolti in precedenza per mafia dal Consiglio dei ministri.
Tra i Comuni più grandi coinvolti, oltre ai due capoluoghi, ci sono:
Marsala nel Trapanese, Barcellona e Milazzo in provincia di Messina, San Giovanni La Punta e Tremestieri etneo in provincia di Catania, Carini, Misilmeri e Termini Imerese nel Palermitano, Augusta e Floridia in provincia di Siracusa. Questo l’elenco completo degli enti che andranno al voto (16 con sistema proporzionale e 45 con il maggioritario. A essere eletti saranno 848 consiglieri.

Provincia di Agrigento (8): Agrigento (proporzionale, 24 consiglieri assegnati), Camastra (maggioritario, 10), Cammarata (maggioritario, 12), Casteltermini (maggioritario, 12), Raffadali (maggioritario, 16), Realmonte (maggioritario, 12), Ribera (proporzionale, 16) e Siculiana (maggioritario, 12).

Provincia di Caltanissetta (5): Bompensiere (maggioritario, 10), Mussomeli (maggioritario, 16), Santa Caterina Villarmosa (maggioritario, 12), Serradifalco (maggioritario, 12) e Villalba (maggioritario, 10).
Provincia di Catania (8): Bronte (proporzionale, 16), Mascali (maggioritario, 16), Milo (maggioritario, 10), Pedara (maggioritario, 16), San Giovanni La Punta (proporzionale, 16), San Pietro Clarenza (maggioritario, 12), Trecastagni (maggioritario, 16) e Tremestieri Etneo (proporzionale, 16).

Provincia di Enna (6): Enna (proporzionale, 24), Agira (maggioritario, 12), Centuripe (maggioritario, 12), Nicosia (maggioritario, 16) , Pietraperzia (maggioritario, 12) e Valguarnera Caropepe (maggioritario, 12).

Provincia di Messina (12): Barcellona Pozzo di Gotto (proporzionale, 24), Basicò (maggioritario, 10), Giardini Naxos (maggioritario, 12), Graniti (maggioritario, 10), Limina (maggioritario, 10), Malvagna (maggioritario, 10), Milazzo (proporzionale, 24), Mirto (maggioritario, 10), Naso (maggioritario, 12), Raccuja (maggioritario, 10), San Salvatore di Fitalia (maggioritario, 10), Savoca (maggioritario, 10).

Provincia di Palermo (15): Aliminusa (maggioritario, 10), Caltavuturo (maggioritario, 12), Carini (proporzionale, 24), Godrano (maggioritario, 10), Isola delle Femmine (maggioritario, 12), Lascari (maggioritario, 12), Misilmeri (proporzionale, 16), Polizzi Generosa (maggioritario, 12), Pollina (maggioritario, 10), San Mauro Castelverde (maggioritario, 10), Santa Cristina Gela (maggioritario, 10), Scillato (maggioritario, 10), Termini Imerese (proporzionale, 16), Trabia (maggioritario, 16) e Villabate (proporzionale, 16).

Provincia di Ragusa (1): Ispica (proporzionale, 16).

Provincia di Siracusa (2): Augusta (proporzionale, 24) e Floridia (proporzionale, 16).

Provincia di Trapani (4): Campobello di Mazara (maggioritario, 16), Favignana (maggioritario, 12), Gibellina (maggioritario, 12) e Marsala (proporzionale, 24).

Per qualsiasi informazioni si può consultare il sito web dell’Ufficio elettorale della Regione (www.elezioni.regione.sicilia.it), raggiungibile anche dalla homepage del portale istituzionale.

“Che fine ha fatto il comitato tecnico scientifico che doveva coordinare l’emergenza Covid, sparito dai radar dopo l’arresto di Candela?”
Se lo chiedono, e lo chiedono al governo Musumeci, i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa, Francesco Cappello e Antonio De Luca.

 “A pensar male – dicono i deputati – si potrebbe avvalorare  l’ipotesi che serviva solo a garantire una poltrona di prestigio e ben remunerata all’ex direttore generale dell’Asp di Palermo, rimasto fuori dal giro dei manager della sanità. Di certo c’è che il comitato non si è più riunito. Chi assicura ora la trasparenza delle tante spese che sono state fatte e che si faranno per contrastare l’emergenza? Ci farebbe piacere sapere come e chi le pianifica e, soprattutto, se Musumeci e Razza hanno intenzione di tirare fuori il comitato dalla naftalina dove è finito dopo l’operazione Sorella Sanità”.

“La manifestazione di domani a Catania, in pieno silenzio elettorale per le amministrative siciliane e per i ballottaggi nazionali, è conferma dello spirito eversivo che sempre più anima la destra italiana.

Il tentativo di trasformare le aule del Tribunale in un improvvisato Papete è un fatto di estrema gravità. In Sicilia assume un sapore ancora più preoccupante, perché sempre e comunque, qui più che altrove gli attacchi alla Magistratura rischiano di lanciare messaggi inquietanti. A meno che non sia esattamente ciò Salvini vuole.”
Lo ha dichiarato Leoluca Orlando

Arrestato l’ex direttore del cimitero dei Rotoli, a Palermo. Su delega della Procura, i carabinieri del
Nucleo Investigativo del Capoluogo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’ex direttore dei cimiteri cittadini, Cosimo De Roberto, che dovrà rispondere dei reati di corruzione e concussione.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo. L’attività investigativa, coordinata dalla locale Procura, si è sviluppata dopo che, lo scorso mese di febbraio, erano stati notificati 10 avvisi di garanzia e, contestualmente, eseguite diverse perquisizioni, sia all’interno del Cimitero di Santa Maria dei Rotoli che presso alcune abitazioni dei soggetti indagati. All’esito di tale articolata attività d’indagine, caratterizzata, fra l’altro, dagli approfondimenti investigativi conseguenti al rinvenimento di pratiche anomale all’interno degli uffici del Cimitero, i carabinieri hanno documentato il verificarsi di condotte concussive e corruttive a carico dell’indagato.

In particolare, è stato accertato che l’uomo, dietro il pagamento di somme di denaro non dovute (fino ad 800 euro), si sarebbe adoperato per reperire illecitamente delle sistemazioni per le sepolture, senza osservare il rigoroso ordine cronologico imposto dai regolamenti cimiteriali.

Nel corso delle indagini, inoltre, è stata evidenziata la gravissima situazione di degrado del cimitero cittadino, al cui interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per diversi mesi, causando problemi sotto il profilo igienico-sanitario.

 “In discussione c’è la sicurezza dei passeggeri, non ci resta altro che chiedere, a partire da oggi, la sospensione di qualche settimana dei test sui viaggiatori provenienti dai paesi Ue ed Extra Ue, diversi da Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia, che invece continueranno ad essere sottoposti a tampone”. 
Lo dice l’accountable manager e direttore generale di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, Natale Chieppa. 
Nel corso della riunione di oggi, convocata da Gesap con tutti gli enti di Stato presenti in aeroporto, dove ha partecipato l’amministratore delegato Giovanni Scalia, è stato deciso di chiedere all’Enac la momentanea sospensione dei tamponi visto i disagi subiti ieri dai passeggeri provenienti da Polonia e Germania in testa. 
“Come accountable manager – spiega Chieppa – devo garantire la sicurezza dei passeggeri in aeroporto. Senza sicurezza non è possibile procedere, almeno fino a quando non ci saranno le condizioni ideali per effettuare, in piena scorrevolezza, le attività del canale sanitario. Ecco perché oggi abbiamo chiesto all’Enac, mettendo a conoscenza anche gli enti di Stato, Polaria, Guardia di Fiinanza e Usmaf (la sanità aeroportuale), di scrivere alla Regione per comunicare la sospensione, così come è successo a Catania, dei test rispetto all’ultima ordinanza regionale. In attesa che tutto ciò venga formalizzato, proprio per garantire la sicurezza dei passeggeri e sulla base anche dell’analisi certificata dall’Usmaf – conclude Chieppa – da oggi, l’attività dei tamponi si è concentrata solo sui passeggeri provenienti dai cinque paesi oggetto dell’ordinanza nazionale: Spagna, Grecia, Malta, Croazia e Francia (le Regioni: Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra)

E’ stabile il traffico passeggeri di settembre all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Dai dati elaborati dal servizio statistiche di Gesap, la società di gestione dello scalo palermitano, settembre si è chiuso a -43,78% (401.730 viaggiatori contro i 714.589 dello scorso anno). Agosto si era chiuso a circa -38% (473 mila passeggeri)
Dall’inizio della pandemia, il progressivo dei dati di traffico è stato: marzo (83.543, -81,88%), aprile (6.041, -98,98%), maggio (14.664, -97.77%), giugno (78.559, -88.77%), luglio (321.565, -58,52%), agosto (473.961, -38,36%).
A settembre 2020, è stata anche registrata una media di circa 15 mila passeggeri al giorno e un indice medio di riempimento di quasi 120 passeggeri a volo.
Stabile anche il numero dei voli, che a settembre sono stati 3.394, il 32,95% in meno rispetto ai voli effettuati nello stesso periodo dello scorso anno.
Migliora invece il progressivo annuale, da gennaio a settembre, con un calo del 60% del traffico passeggeri (gennaio-agosto era -62,41%): 2.178.871 contro 5.441.968 del 2019 e -52,07%  (lo scorso mese era -54,91%) sui movimenti (19.135 contro 39.920 del 2019).