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A Palermo è accaduto che, in un centro di emodialisi in piazza Indipendenza, durante la terapia, un uomo di 35 anni avrebbe abbassato i pantaloni e mostrato i genitali alle infermiere. Uno dei colleghi delle infermiere ha tentato di indurre alla ragione il paziente che, invece, lo ha colpito con un pugno in faccia provocandogli la frattura del setto nasale. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Volanti che lo hanno arrestato. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale, che poi ha imposto al 35enne l’obbligo di dimora. L’aggredito è stato soccorso in ospedale con prognosi di 20 giorni.

Blitz dei carabinieri in un locale di Cinisi, nel Palermitano, dove era in corso una serata da ballo con circa 150 persone in assenza delle prescritte autorizzazioni anti Covid. Denunciate 4 persone: i 2 proprietari del locale, l’amministratore legale e il dj, accusati di apertura abusiva di pubblico trattenimento e svolgimento trattenimenti danzanti in assenza di licenza.

“Un femminicidio annunciato che lascia sgomenti e rivela tutta l’inefficacia delle misure di protezione, quello consumatosi nella notte ad Acitrezza”.
A parlare l’onorevole Giusi Savarino, rappresentante ARS nel forum regionale antiviolenza.
Vanessa Zappalà era una giovane donna di soli 26 anni uccisa a colpi di arma da fuoco da un ex fidanzato già denunciato per stalking e messo agli arresti domiciliari, ma poi scarcerato e sottoposto al solo divieto di avvicinamento.
”Purtroppo questo ennesimo caso di violenza di genere impone una riflessione sugli strumenti a disposizione delle autorità e sul bisogno di rafforzare le misure a tutela delle donne, a cominciare dall’uso del braccialetto elettronico per chi è destinatario di misure di prevenzione – prosegue la parlamentare – Una scia di femminicidi che vede mariti, compagni ed ex fidanzati trasformarsi da amanti in carnefici e finché non riusciremo a difendere ogni donna e porre fine all’esplosione di questi episodi non potremo dirci soddisfatti del livello di civiltà raggiunto dalla nostra società”.

“Di fronte agli ennesimi femminicidi, Vanessa Zappala’ ad Aci Trezza e il duplice omicidio di moglie e figlia a Carpiano, le parole non bastano più, bisogna passare ai fatti. Fatti non più rinviabili. È necessario agire e farlo ad ogni livello. Da un lato, attuare le misure di protezione, se ci sono denunce, sospetti, indagini, non è possibile far arrivare chi è già sotto l’attenzione delle forze dell’ordine ad uccidere. E dall’altro muoversi alla radice del problema: la formazione e l’educazione sono i pilastri su cui basare l’azione di prevenzione. Rinunciare a mettere in campo azioni di prevenzione e protezione, perseguendo le fattispecie di reato che ci sono, si traduce nella rinuncia a fermare epiloghi drammatici. Non è accettabile”. Così, in una nota, la vicepresidente della Commissione Femmicidio Cinzia Leone, del MoVimento 5 Stelle.

A Cefalù, in provincia di Palermo, è accaduto che sulla spiaggia, in riva al mare, all’alba, senza nessuno intorno, una coppia ha intrattenuto un rapporto sessuale. Un passante per caso, però, ha filmato il tutto con il suo cellulare, e poi ha pubblicato il video, subito virale, sui social. Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, si è arrabbiato, e parecchio. E ha denunciato i due amanti perché avrebbero danneggiato il flusso turistico verso Cefalù. E sui social tanti hanno condannato l’eccesso di zelo del sindaco Lapunzina, e hanno commentato così: “Solo in un mondo al contrario si denuncia chi si ama, e non chi filma e diffonde”. Forse ecco perché il sindaco si è ricreduto, e ha replicato: “Per fermare i due sarebbe bastata una telefonata al 112. Chi ha diffuso quel video ha sbagliato tanto quanto quei due ragazzi”.

“Utilizzare la pagina facebook del Comune di Trapani per scopi non istituzionali non è solo un fatto disdicevole ma una gravissima violazione ed un abuso da parte del sindaco Tranchida che impropriamente usa il profilo ufficiale dell’Ente, in altri ambienti si potrebbe parlare anche di peculato d’uso”.

A dirlo è la deputata regionale Eleonora Lo Curto, che così ribatte a quanto pubblicato sul profilo facebook della Citta di Trapani questa mattina da Giacomo Tranchida. ”Le parole come sempre volgari ed offensive con le quali Tranchida è solito aggredire i dissenzienti e quanti esercitano il legittimo diritto di critica – continua Eleonora Lo Curto – non è solo la sinistra rappresentazione di un suo tratto caratteriale quanto la manifestazione della sua più vera e intima identità di soggetto che disprezza i principi democratici e utilizza la velenosa e orrida arma del ricatto, della ritorsione e della vendetta. Uno stile da regime quello di Tranchida che ha fatto vergogna alla storia e di cui ancora oggi si è tristi testimoni nei luoghi del mondo in cui vigono i totalitarismi. Le ricordo sindaco – aggiunge Lo Curto – che la querela non è una minaccia intimidatoria ma uno strumento giuridico legittimamente esercitato da chi subisce attacchi volgari e offensivi che ledono onore e dignità personale e pubblica. È lo stesso strumento che lei ha utilizzato contro inermi e forse anche sprovveduti cittadini che sui propri profili social hanno osato criticarla senza però offenderla come lei è aduso fare. È ovvio che è lei ad utilizzare lo strumento giuridico di autotutela previsto dal nostro ordinamento come un’arma da brandire con l’arroganza prepotente di chi disconosce diritti, libertà e principi democratici. Le sue esternazioni sono penose, si vergogni sindaco della pochezza del suo essere. Si vergogni delle scelte unilaterali di privare la città di Trapani e gli altri comuni limitrofi dall’essere il teatro straordinario di un evento che senza dubbio, come risaputo,  sarebbe stato ben finanziato dal governo regionale per le conseguenti importanti ricadute di natura economica. Si vergogni per i suoi maldestri tentativi di trovare improbabili giustificazioni alla inadeguatezza organizzativa e all’improvvisazione con le quali si era lanciato in un’impresa per lei impossibile. Perché di questo si tratta. Il re è nudo, il super sindaco Tranchida, eletto e plurieletto in forza di questa straordinaria esperienza, piuttosto che realizzare l’Europeade, zitto tu e zitto io, rinuncia e solo dopo lo racconta come se nulla fosse semplicemente perché deve candidarsi alle elezioni regionali. Non può lasciare a nessuno le responsabilità di un evento così importante e complesso. Ma perché non ha sentito il dovere di condividere le sue perplessità con le amministrazioni comunali partner? Semplicemente perché era solo un bluff e non avrebbe potuto farsi scoprire con due scartine mentre faceva intendere di avere in mano una scala reale. Quanto alle minacce esercitate contro l’ottimo assessore Fabio Bongiovanni, di cui attesta pubblicamente, questa volta correttamente sulla pagina istituzionale del Comune, la competenza e lealtà, non so cosa dovrebbe scegliere. Bongiovanni ha cercato di spegnere la polemica, ha manifestato di condividere la sua scelta, dichiarando che le opinioni espresse dall’onorevole Lo Curto e dalla consigliera Garuccio non impegnavano il partito e che erano dunque da considerare come personali posizioni. Ciò nonostante ecco la minaccia. L’aut aut. Torna sinistra l’arroganza di chi disprezza ogni regola democratica ed ogni regola morale. Caro Tranchida ti rispondo solo perché a differenza tua che professi CambiaMenti (ma tra i vecchi politici tu sei il più vecchio). io con orgoglio e senza arroganza, della vecchia politica rappresento la migliore espressione e non perché sventolo bandiere legaliste e vado ai cortei contro la mafia, ma con i miei comportamenti sempre trasparenti, con le mie condotte, le idee e le opinioni che manifesto in libertà, senza ricorrere alle offese personali e alle invettive volgari con cui sei solito scagliarti contro coloro che da semplici oppositori elevi al rango di nemici. Ti rispondo perché il silenzio che meriteresti non sia scambiato per omertosa paura”.

Sono 55 in Sicilia i Comuni con una bassa percentuale di vaccinati, inferiore al 60 per cento del totale della popolazione vaccinale. E, come se non bastasse, hanno una incidenza di contagi nei sette giorni (13-19 agosto) superiore a 150 casi per 100 mila abitanti.

Per questi centri si è resa necessaria e urgente l’emanazione di una ordinanza del presidente della Regione Siciliana che prevede un tavolo permanente tra Asp e sindaci per raggiungere i target di immunizzati, l’utilizzo di mascherine all’aperto nei contesti di presenza di molti cittadini (quali ad esempio le strade) e che ribadisce il divieto di assembramento in pubblico e le misure di contenimento per gli eventi privati (tampone nelle 48h antecedenti). Per i Comuni di Barrafranca e Niscemi, inoltre, su proposta delle Asp competenti, è stata disposta la più gravosa misura della “zona arancione” (secondo quanto previsto dalle disposizioni nazionali) alla luce del numero preoccupante dei contagi.

«Avevo annunciato un provvedimento regionale che cercasse di mantenere il giusto equilibrio tra gli obiettivi di tutela della salute pubblica e il diritto delle attività economiche a operare in sicurezza. Con questa ordinanza mettiamo in campo uno strumento in più con uomini e mezzi a disposizione di un numero importante di Comuni, coinvolgendo i sindaci anche nel loro ruolo di autorità sanitarie locali», dichiara il governatore Nello Musumeci.
«Si tratta – aggiunge il presidente della Regione – di misure sofferte ma ragionate, che affidano ancora una volta alla indispensabile collaborazione dei livelli istituzionali territoriali e degli operatori sanitari il compito di proteggere la nostra popolazione. Abbiamo avuto in queste giornate i necessari colloqui tecnici con le diverse autorità che operano nel contenimento dell’epidemia e sono convinto che non desti alcuna sorpresa una decisione regionale che si pone nel solco dell’atteggiamento tenuto dal governo siciliano in tutti questi mesi».
«La stagione turistica in Sicilia – prosegue Musumeci – ha registrato numeri record ed è abbastanza naturale che si registri anche per questa promiscuità l’aumento di casi, come abbiamo costantemente potuto osservare in questi giorni, assieme ad un certo calo di tensione che è stato palpabile in molte zone dell’Isola. Tuttavia, immagino che nessun siciliano voglia correre il rischio di ulteriori appesantimenti o, peggio, di un nuovo lockdown: la nostra economia non lo vuole e non se lo può permettere. Il mio appello, dunque, è sempre lo stesso: vaccinarsi è un dovere civico, per questo siamo accanto ai Comuni e a tutte le nostre comunità. Questo modello, che inizia con i 55 Comuni, potrà essere adottato anche in altri casi. Oltre tre milioni di siciliani hanno fatto il vaccino. Ma non basta. Quanto sarebbe ingiusto far pagare a tutti il duro prezzo di chi non vuole vaccinarsi! Per noi – conclude il governatore – non è solo una priorità sanitaria, perché – come dice il presidente di Confindustria – tutelare la salute significa tutelare il lavoro».

«Le misure previste dall’ordinanza del presidente della Regione – dichiara l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza – sono una grande opportunità per i Comuni individuati perché consentiranno, nel rapporto di leale collaborazione con i sindaci, di moltiplicare gli sforzi per la vaccinazione. È un modello che può essere rafforzato anche in altri centri con una minore percentuale di contagio, ma con un numero di cittadini immuni non ancora adeguato ai target nazionali».
Questi i Comuni interessati dal provvedimento, raggruppati per territorio:
nell’Agrigentino: Licata, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa;
nel Nisseno: Butera, Gela, Mazzarino, Niscemi (zona arancione), Riesi;
nel Catanese: Aci Castello, Castel di Iudica, Fiumefreddo di Sicilia, Grammichele, Gravina di Catania, Mascalucia, Mazzarrone, Motta Sant’Anastasia, Palagonia, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Valverde, Viagrande;
nell’Ennese: Barrafranca (zona arancione), Piazza Armerina, Pietraperzia;
nel Messinese: Pace del Mela, Rodì Milici, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Villafranca Tirrena;
nel Palermitano: Capaci, Cinisi, Terrasini;
nel Ragusano: Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Vittoria;
nel Siracusano: Augusta, Avola, Carlentini, Francofonte, Lentini, Noto, Pachino, Priolo Gargallo, Rosolini, Solarino;
nel Trapanese: Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Custonaci, Pantelleria.

«Nel turismo nulla sarà più come prima. Chi  viene da lontano deve sapere che può vivere in Italia una esperienza vacanziera assolutamente sicura. Per questo serve un piano strategico da parte del governo. Serve il coraggio di osare. Il coraggio è stata la bussola che ci ha guidati in questi due anni, talvolta facendo scelte impopolari senza guardare al termometro del consenso. Il coraggio come destino, direi per noi presidenti».
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo al Meeting di Rimini nel corso del dibattito ‘Sostenibilita’ e innovazione. Riaprirsi al mondo in modo sicuro e sostenibile’.
«Se vogliamo puntare su un turismo ragionevolmente sicuro – ha continuato – dobbiamo  dare valore, per esempio, a quel triangolo, a cui io credo molto, che è fatto di turismo, arte e cultura, restituendo dignità ai territori dell’entroterra, delle aree interne. Mangiare ricotta calda nel cuore di una città non è lo stesso di mangiarla in una fattoria. Puntiamo sul turismo identitario, recuperiamo le aree interne, usando i fondi del Pnnr, per esempio, per portare il digitale e la banda larga dove non ci sono, in modo da valorizzare le aree marginali che possono diventare più attrattive, soprattutto per i giovani.
La Sicilia un mese prima della pandemia – ha sottolineato il governatore – era accreditata dal New York Times tra le sette mete preferite  al mondo dai turisti. C’erano quindi tutte le condizioni per crescere quest’ anno e i dati aggiornati parlano di un 6% in più di arrivi di turisti rispetto alla miglior stagione, quella del 2019».

«Il trend di crescita dei casi di soggetti positivi impone, come preannunciato, un provvedimento di contenimento che decorrerà dal 23 agosto. Il tema, come abbiamo sempre detto, non è la “zona gialla” regionale, ma il necessario rallentamento dell’epidemia dove i casi sono crescenti per contagiosità. L’impatto sulla struttura ospedaliera, con un solo incremento di posti occupati in terapia intensiva, non può essere da solo valutato positivamente. È lecito attendersi ancora una crescita di contagi perché raccoglieremo nei prossimi giorni gli effetti del ferragosto. Nessuno può pensare che si mettano a rischio le persone e le attività economiche. Le zone più a rischio sono quelle con minori vaccinazioni, quindi è là che si deve tempestivamente intervenire».
Lo ha dichiarato l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza.

A Palermo, nella sede della presidenza della Regione a Palazzo d’Orleans, l’assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, e il direttore del Corpo forestale regionale, Giovanni Salerno, hanno siglato un protocollo d’intesa sperimentale con 19 organizzazioni dei cacciatori operanti in Sicilia, che saranno impegnate, fino al 15 ottobre, nelle attività di prevenzione e segnalazione incendi. Si tratta di un’intesa che segue le altre dello stesso genere concluse con le associazioni degli agricoltori, ambientaliste e sportive. Le associazioni firmatarie si sono impegnate a divulgare ai propri iscritti il contenuto del protocollo, ad avviare una campagna di comunicazione sul rispetto delle leggi, a garantire l’impiego di propri uomini e mezzi in azioni di prevenzione e monitoraggio.