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“È stata presentata in Assemblea regionale una mozione in cui si impegna il governo regionale a interloquire con Roma per ottenere una legge cornice che autorizzi a modificare il contratto di lavoro degli OTD dell’Ente Sviluppo Agricolo in tempo indeterminato”.
Dichiarano i firmatari della mozione – deputati di #diventeràbellissima e Attiva Sicilia – con in testa l’on. Giusi Savarino, prima firmataria che aggiunge: “Questa iniziativa parlamentare nasce con l’obiettivo di stabilizzare i 346 operai a tempo determinato. Utilizzando le risorse del PNRR, infatti, potrebbe essere ampliato l’utilizzo delle loro competenze per combattere il cambiamento climatico, a tutela dell’ambiente e del territorio nonché a servizio dell’agricoltura siciliana, e cosi garantire loro l’agognato futuro occupazionale. Sappiamo che l’attuale normativa di riferimento prevede per questi lavoratori la sola stagionalità, che non può essere superata se non a rischio di impugnative e danno erariale, ciò rende imprescindibile interloquire con Roma affinché si costruiscano le basi di questo percorso di stabilizzazione.
Le crescenti preoccupazioni degli OTD e dell’Esa – conclude l’on. Savarino – non sono rimaste inascoltate, noi ce ne facciamo carico e proseguiremo a farlo in tutte le sedi”.

“Una scelta intelligente, generosa e coraggiosa da parte di Matteo Salvini. Così si rafforza l’alleanza e aumenteranno i consensi per la coalizione”. Lo ha detto il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, in merito all’annuncio di Matteo Salvini di una lista, “Prima Italia”, che potrebbe accogliere varie sensibilità del centrodestra, Lega con autonomisti, centristi e civici.

“Il contratto dei lavoratori dell’Ente di sviluppo agricolo (Esa) non preveda più gli elementi della stagionalità, in modo da far saltare il vincolo delle 151 giornate. Questo personale venga impiegato almeno per 179 giorni e la Regione proceda, dopo le sentenze già emesse dal Giudice del lavoro, ad un accordo di conciliazione che preveda la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. Inoltre si proceda con il turn over, atteso che l’Esa ha un vuoto di organico di circa 600 posizioni. Su questo punto, in particolare, ho presentato un’interrogazione parlamentare per sapere quali sono gli intendimenti del governo Musumeci”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale del gruppo Lega Sicilia.

“All’assessore Ruggero Razza il mio plauso per la circolare relativa all’impiego del personale sanitario e amministrativo per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 e per il piano regionale di vaccinazione.”
A parlare l’on. Savarino a margine della seduta della VI Commissione dedicata proprio alle comunicazioni dell’Assessore della Salute sui lavoratori Covid.
Nella circolare si parla di una proroga per i lavoratori sino al 31 dicembre, ma anche di un vero e proprio percorso di stabilizzazione reso possibile applicando la normativa regionale e nazionale in materia.
Il tutto nell’ottica di rispondere all’attuale esigenza di personale qualificato che va valorizzato, nonché alla luce dell’aumentato fabbisogno di personale dedicato alle nuove strutture previste dal PNRR sulla sanità.

Il commissario regionale della Democrazia Cristiana Nuova, Totò Cuffaro, ha presentato la lista dei candidati, soprattutto giovani, al Consiglio comunale di Palermo in occasione delle prossime elezioni Amministrative. In proposito, Cuffaro afferma: “La politica deve ripartire dai giovani, ecco perché la Dc Nuova ha deciso di investire su di loro, dando l’opportunità di candidarsi e finalmente esprimere le proprie idee e i propri progetti. La grande partecipazione alla nostra assemblea di presentazione della lista testimonia la voglia di invertire la rotta, e che la nostra idea di voler costruire una nuova classe di giovani dirigenti in Sicilia viene condivisa da tanti. Noi parliamo di una Dc nuova perché rappresenta la continuità del partito storico, con i suoi valori e ideologie, che però affidiamo ai giovani che si avvicinano all’impegno politico con una mentalità totalmente nuova. Sanno di dover camminare con le proprie gambe e di dover pensare con la propria testa, un nuovo modo di vivere la politica che sia rivolta al servizio e non all’egoismo del raggiungimento di un interesse personale”.

Si terrà nelle giornate del 29, 30 e 31 marzo il bootcamp “Accelera con Amazon”, il corso intensivo digitale gratuito, progettato da MIP Politecnico di Milano e tenuto da Amazon, in collaborazione con la Regione Siciliana, dedicato a piccole e medie imprese e startup per sviluppare le competenze digitali per vendere online.

«Grazie al protocollo che abbiamo firmato a dicembre con Amazon – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano – abbiamo la possibilità di offrire alle pmi e startup siciliane un’importante opportunità formativa che consentirà di acquisire le competenze necessarie per digitalizzarsi e lanciare la propria attività on line a livello nazionale e internazionale. L’obiettivo per le nostre imprese è colmare il gap che esiste con le concorrenti europee soprattutto alla luce della pandemia e dei recenti eventi internazionali che obbligano ad una presenza assolutamente competitiva online».

L’evento formativo è una delle iniziative della collaudata collaborazione tra la Regione Siciliana e Amazon per sostenere la promozione in Italia e all’estero dei prodotti made in Italy, inclusi quelli siciliani, attraverso l’organizzazione di attività di visibilità dedicate alle piccole e medie imprese del territorio e la vetrina Amazon “Made in Italy”, dove la Regione Siciliana è già presente attraverso una sezione dedicata, di cui fanno parte più di 150 imprese. Più in generale sono oltre 1.100 le pmi siciliane che vendono su Amazon e che nel 2020 hanno realizzato oltre 20 milioni di euro di vendite all’estero. Degli oltre 3mila prodotti venduti attraverso la vetrina, più del 60 per cento è presente nella categoria “Cucina e cantina” (food), circa il 15 per cento in “Casa e arredo” (design) e più del 10 per cento in “Abiti e accessori” (fashion). Oltre il 35 per cento delle pmi siciliane che vendono tramite la vetrina “Made in Italy” esporta i propri prodotti all’estero.

Il corso, che prevede sessioni formative live e sessioni di domande e risposte, approfondirà le tematiche legate al digital marketing, alle strategie di vendite online, alla vendita su Amazon e all’estero.
Le aziende interessate al corso online possono compilare il form di partecipazione al seguente link: https://amazoneu.au1.qualtrics.com/jfe/form/SV_6tDDrXQ0NqbteOa

Nell’ambito di attività di indagine coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di finanza (SCICO), hanno eseguito un provvedimento di confisca in materia antimafia, emesso dal locale Tribunale, relativo al patrimonio di un soggetto, originario di Catania, ritenuto responsabile operativo del clan mafioso SANTAPAOLA/ERCOLANO, attualmente detenuto al regime di cui all’articolo 41-bis o.p..

Le indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, hanno riguardato tanto il profilo soggettivo quanto le disponibilità economico-finanziarie riconducibili al proposto.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare:

  • da un lato, la pericolosità sociale qualificata del citato.

Al riguardo, il Tribunale di Catania, nella sentenza con cui è stata disposta la misura di prevenzione personale e la confisca del patrimonio, ha richiamato le pregresse pronunce che hanno interessato il proposto, in cui sono stati ricostruiti i suoi precedenti penali. In particolare, il soggetto è stato riconosciuto, con sentenza passata in giudicato, appartenente al clan SANTAPAOLA per il periodo 2002-2004. Inoltre, lo stesso è risultato gravato da molteplici procedimenti penali, per gravissimi reati tra i quali associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata da metodo mafioso, per cui è stato anche destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere;

  • dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato e il complesso societario a lui riconducibile.

Al riguardo, le indagini, svolte dalle unità specializzate del GICO del Nucleo PEF di Catania, hanno consentito di appurare che al proposto, pur a fronte di un esiguo profilo reddituale, siano di fatto riconducibili due società e, in particolare:

  • una prima società, con sede a Misterbianco, esercente l’attività di fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia.

In particolare, con riferimento a questa società, le risultanze investigative hanno consentito di porre in luce la “mafiosità” dell’impresa, sotto un duplice profilo:

  • geneticamente, in quanto frutto dell’attività illecita del citato e occasione di reimpiego dei proventi delle attività delittuose;
  • da un punto di vista gestionale, poiché la società si è imposta sul mercato per le forniture di calcestruzzo a discapito di imprese concorrenti proprio in ragione del ruolo apicale nel contesto criminale catanese del suo “socio occulto”;
  • una seconda società, con sede a Catania, nelle immediate vicinanze della centralissima “Villa Bellini”, esercente l’attività di autorimesse e garage.

Per quanto sopra, all’esito delle investigazioni, il Tribunale di Catania, accogliendo, sul punto, la prospettazione della Procura Distrettuale della Repubblica e del Nucleo PEF di Catania, ha disposto la confisca delle quote societarie e il compendio dei beni aziendali per il valore stimato, al momento, di 5 milioni di euro.

L’attività dei Finanzieri di Catania si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dalla Guardia di Finanza di Catania e dallo SCICO, volte al contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso, al fine di evitare i tentativi, sempre più pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale, e di partecipazione al capitale di imprese sane, anche profittando delle difficoltà legate al periodo di contrazione economica.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, attraverso le loro capillari articolazioni sul territorio, nell’ambito dei controlli finalizzati alla prevenzione ed alla repressione delle violazioni in materia di scommesse sportive on-line non autorizzate ed a garantire il rispetto delle norme a tutela del gioco lecito e responsabile, hanno intensificato le attività di controllo in città e in provincia.

Attraverso interventi mirati ed un costante e proficuo supporto operativo prestato ai funzionari ADM, le Stazioni dei Carabinieri competenti per i territori in cui sono stati effettuati i controlli hanno contribuito fattivamente alla riuscita delle verifiche. Controllati 45 esercizi commerciali tra bar, rivendite tabacchi, internet point e sale scommesse. Scoperti 9 punti clandestini di scommesse, privi della licenza rilasciata dall’Autorità di P.S. e delle concessioni dell’Agenzia, 15 persone deferite alla Procura della Repubblica competente per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse. Sequestrate 20 apparecchiature informatiche, di cui 5 penalmente, con le quali veniva consentito un utilizzo illegale nei settori dei giochi e delle scommesse.

Comminate sanzioni amministrative complessive per oltre 1.100.000 euro che verranno versate all’Erario attraverso i codici d’imposta di competenza dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Inoltre, gli uffici di accertamento procederanno successivamente al calcolo dell’imposta unica evasa nel settore delle scommesse che invece, nei centri autorizzati, viene calcolata automaticamente al momento della giocata e versata dal Concessionario per i giochi.

I Carabinieri della Compagnia di Alcamo, in Palermo e Villabate, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura della Repubblica. Destinatari del provvedimento restrittivo sono quattro persone (di età compresa tra i 60 e i 21 anni) per cui si è ritenuto sussistano gravi indizi di colpevolezza per i reati di incendio, tentata estorsione e ricettazione.
In particolare, gli arresti scaturiscono dalle indagini che i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno condotto, tra febbraio e giugno dello scorso anno, a seguito dell’incendio di tre trattori stradali (motrici) custoditi nel piazzale di una società di trasporti con sede in Alcamo.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, la notte del 10 febbraio 2021, tre degli odierni arrestati si sarebbero recati presso la sede della società alcamese dove avrebbero dato fuoco ai mezzi pesanti ivi presenti dopo averli cosparsi di liquido infiammabile. Per nascondere eventuali tracce, avrebbero anche incendiato l’auto utilizzata per raggiungere Alcamo (provento di furto), dandosi poi alla fuga con una seconda autovettura.
In base a quanto emerso dagli accertamenti di tipo tecnico dei Carabinieri, l’azione delittuosa sarebbe stata realizzata d’intesa con un quarto complice. Quest’ultimo, proprietario di una società di trasporti nella Provincia di Palermo, avrebbe cercato di impedire che la ditta alcamese interferisse nell’affidamento dei trasporti da e per la Sicilia occidentale.
Uno dei tre presunti esecutori materiali dell’incendio è indagato anche per evasione, in quanto era sottoposto alla detenzione domiciliare a Palermo per pregressi reati.
All’esito delle formalità di rito, i quattro soggetti sono stati tradotti presso la casa circondariale Pagliarelli di Palermo.
Le indagini degli inquirenti proseguono al fine di raccogliere ulteriori riscontri investigativi.

A Bagheria, in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato due presunti coltivatori diretti di droga e ladri di energia elettrica, uno di 41 e l’altro di 25 anni. I servizi di osservazione svolti dai militari hanno consentito di sorprendere i due intenti a curare una piantagione di marijuana, all’interno di un immobile abbandonato, lungo la strada provinciale 61 di Casteldaccia. In due stanze dell’immobile, per il resto disabitato, sono state infatti allestite delle vere e proprie serre indoor, attrezzate con sistemi di illuminazione, riscaldamento e aerazione. L’alimentazione è stata garantita da un collegamento abusivo alla rete elettrica. Sono state contate circa 300 piante di marijuana, adesso sotto sequestro e in attesa delle analisi da parte del competente Laboratorio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo. Gli arresti sono stati convalidati dal Tribunale di Termini Imerese.