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Posti letto per pazienti Covid, il governo regionale la smetta di giocare coi numeri e faccia una volta per tutte chiarezza. Dopo la retromarcia sull’ ex Imi, ristrutturato per l’emergenza Covid e poi tirato fuori dal piano, ora salta fuori la vicenda Ismett. A Razza chiediamo: i posti per i pazienti Covid all’Ismett ci sono o sono sulla carta? I due ricoveri di ieri al Civico di pazienti Covid dicono tutto il contrario”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione salute, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa, Francesco Cappello e Antonio De Luca, che sulla vicenda posti Covid hanno presentato una interrogazione.

L’unica certezza che c’è sui posti letto Covid – afferma Siragusa, primo firmatario dell’atto parlamentare indirizzato all’assessore Razza – è che non c’è nessuna certezza. Prima la vicenda dell’ex Imi, ristrutturato a suon di soldoni per questa emergenza sanitaria e poi dichiarato, chissà perché, dai vertici del Policlinico inadatto ad ospitare malati Covid. Ora la storia dei posti dell’Ismett, che a questo punto dobbiamo definire fantasma, perché altrimenti non spiegherebbero i due ricoveri di ieri di pazienti Covid al Civico, ospedale che nella nota assessoriale inviata alle Asp il 20 settembre scorso prevedeva solo posti di terapia sub intensiva da mettere in gioco dopo l’esaurimento dei 40 posti indicati per l’Ismett, poi diminuiti a 10”.

Siamo stanchi – continua Siragusa – di proclami e annunci sui giornali smentiti poi puntualmente dai fatti. Il numero dei contagi in Sicilia ha cominciato a correre e la Regione non può permettersi di farsi trovare impreparata con una programmazione a dir poco confusionaria e approssimativa”.

La Regione Siciliana punta davvero al settore dei trasporti aerei e vuole creare una propria compagnia aerea? A chiederlo è il gruppo di Attiva Sicilia all’Ars con un’interrogazione al presidente della Regione Siciliana e agli assessori regionali all’Economia e alle Infrastrutture.

Attiva Sicilia, in particolare, chiede di sapere “se esiste un piano industriale e se davvero è stato avviato l’iter di autorizzazione all’Enac per ottenere la licenza di volo da parte di Ast, socio unico di Ast Aereo servizi, alla luce del fatto che di tali iniziative non si trova traccia nel Defr e nelle delibere di giunta”.

Fra l’altro, rilevano i deputati regionali di Attiva Sicilia, “l’intervento pubblico diretto nel settore dei trasporti, in base alla normativa Ue, è consentito solo in caso di fallimenti di imprese o per garantire servizi essenziali in ambiti dove il privato non interviene per scarsa redditività”.

“Un’iniziativa di tale importanza strategica ed economica – rileva Attiva Sicilia – non può essere intrapresa da una società partecipata, con capitale interamente pubblico, senza il consenso e la deliberazione dell’ente controllante e perché no, senza che il Parlamento sia messo a conoscenza di tutti i passaggi. I siciliani non hanno bisogno di un tiro alla fune con l’Ast che ha più il sapore di una lotta intestina alla maggioranza, o ancora peggio di un tentativo di confondere il mercato, che non un progetto credibile. E per di più riguarda una partecipata da risanare. Dispiace dover irrompere su una questione tanto seria, dato che del diritto alla mobilità per noi siciliani sia dal governo di Roma che di Palermo per il momento rimane solo argomento da salotto”.

“La mancata stabilizzazione dei lavoratori Asu è il frutto della mancanza di volontà del governo Musumeci e dei deputati che noi siciliani abbiamo eletto? È colpa del governo nazionale e dei parlamentari che lo sostengono? Sì, è colpa loro, ognuno di loro è responsabile”. Lo dichiarano il segretario regionale dell’Ale Ugl Vito Sardo ed il segretario aggiunto Mario Mingrino.

“Infatti – continuano – dopo l’approvazione dell’art. 11 della legge 8/2017 bastava davvero poco per chiudere questa brutta storia di precariato ultraventennale senza nessuna nuova spesa. Non hanno voluto ed ora ci vuole di più, molto di più. Il governo ed i parlamentari siciliani sono stati troppo impegnati per occuparsi di questa categoria di lavoratori. Peccato che nessuno abbia tratto i benefici del sudore della loro fronte. Anzi no, qualcuno c’è. Non si sa quali alchimie abbiano utilizzato, ma sono riusciti a far stabilizzare i contrattisti senza concorso. E della loro stabilizzazione siamo contenti, ma non basta”.

“Ora stanno chiedendo al governo nazionale – proseguono Sardo e Mingrino – una deroga per la stabilizzazione di un’altra categoria (forse più di una) di precari, ma non per gli Asu, i quali continuano a garantire servizi indispensabili negli enti locali. Servizi necessari a garantire celermente la ripartenza delle imprese dopo il lockdown”.

“La Regione, con la stabilizzazione degli Asu – proseguono – previa riassegnazione di quelli in esubero di cui all’art 11 della l.r. 8/2017 (Enti senza capacità assunzionali e privato sociale), ad invarianza di saldi di finanza pubblica, potrebbe davvero aiutare gli amministratori locali a garantire servizi efficienti ed efficaci per cittadini ed imprese. Purtroppo, dalle stanze dei bottoni, non si rendono conto che la Sicilia cade a pezzi, mentre i sindaci non hanno gli strumenti idonei nemmeno a garantire l’ordinario”.

“A questo punto – si chiedono Sardo e Mingrino – perché solo questa categoria è messa da parte, anche a discapito dell’intera collettività? Perché questo governo ha deciso di continuare a mantenere il lavoro nero? Perché continua ad essere debole con i forti e forte con i deboli, con l’avallo dei parlamentari eletti da noi tutti cittadini? Perché continuare a dare fiato a questo becero populismo che porta a dire che sia giusto tagliare la spesa pubblica, senza valutare se sia produttiva o meno al fine di raccattare qualche voto alle prossime elezioni? Forse la risposta a ciò la diede il compianto presidente Sandro Pertini: “Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature”.

“Ci rivolgiamo ai sindaci e all’Anci – concludono Vito Sardo e Mario Mingrino – con l’impegno imprescindibile della Regione, perché si attivino al fine di chiedere una deroga nazionale alla normativa vigente sulle capacità assunzionali degli enti locali. Già alcuni comuni con carenza di personale non riescono a garantire servizi decenti. Poi, ci rivolgiamo ai lavoratori Asu ma anche alle altre categorie di precari, affinché prendano definitivamente coscienza di ogni aspetto della loro situazione lavorativa. La soluzione c’è per tutti, ma solo tutti insieme possono farla attuare. Diffidate da chi vi propone di dividervi. Dividi et impera non è il motto dei lavoratori”.

Con invito a dedurre notificato, la Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana ha contestato all’Ingegnere Munafo’, ex Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Palermo, un presunto danno erariale (euro 19.091,33) derivante da una serie di asserite irregolarità connesse alla erogazione delle indennità di risultato in favore del dottore Salvatore Currao, ex Segretario Generale della Città Metropolitana di Palermo.
Più nel dettaglio, la Procura Regionale ha contestato all’Ing. Munafo, relativamente alle annualità 2014 e 2015, di aver adottato una serie di provvedimenti con cui sarebbe stata riconosciuta al Dottore Currao l’indennità di risultato, senza aver previamente attivato il “c.d. sistema di valutazione della performance”, ovverosia lo specifico procedimento volto alla verifica dell’effettivo raggiungimento degli obbiettivi assegnati al dipendente della P.A.
In particolar modo, la Pubblica Accusa ha asserito che il pagamento delle indennità in questione non sarebbe stata preceduta dalla assegnazione al Segretario Generale di obiettivi concreti, individuali e specifici.
Tali importi, secondo il teorema accusatorio del P.M. contabile, sarebbero stati infatti corrisposti sulla base del semplice presupposto del corretto esercizio di funzioni di carattere generale che, ai sensi dell’art. 97 D.lgs n. 267/2000, vengono conferite ai segretari Comunali e Provinciali
L’Ing. Munafo’ ha conferito, dunque, mandato agli Avv.ti Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi al fine di dimostrare l’infondatezza delle tesi accusatorie della Procura e, per l’effetto, la piena liceità del proprio operato.
I difensori dell’ex Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Palermo hanno in primo luogo evidenziato, attraverso il deposito di deduzioni difensive, che il Segretario Provinciale si presenti come una figura istituzionale che funge da raccordo tra politica e l’Amministrazione, e che risulta altresì specificamente preposta a garantire la conformità alla legge dell’azione giuridico – amministrativa.
I legali dell’Ing. Munafo’ hanno dunque chiarito che gli obiettivi assegnati al Segretario Generale non potevano in alcun modo divergere dalle funzioni che, ai sensi dell’art. 97 del Testo Unico degli Enti Locali, vengono concretamente espletate da tale figura istituzionale.
Ad ulteriore riprova della correttezza delle proprie tesi difensive, gli Avv.ti Rubino e De Marco Capizzi hanno sottolineato come il “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Segretari
Comunali e  Provinciali” non subordini in alcun modo l’erogazione delle indennità di risultato al raggiungimento di obiettivi ulteriori e diversi rispetto a quelli indicati dall’art.97 del D.lgs n. 267/2000.
I difensori dell’Ing. Munafo’, inoltre, hanno evidenziato che, in data antecedente alla erogazione delle indennità in questione, l’organismo indipendente di valutazione (O.I.V), aveva avuto modo di esaminare il piano della performance ed il piano degli obbiettivi, senza rilevare alcun profilo criticità.
Lo stesso organismo indipendente di valutazione, in data antecedente alla erogazione del beneficio premiale, aveva validato le relazioni sulle performance relative alle annualità 2014 e 2015, attestando il pieno raggiungimento degli obbiettivi assegnati.
I legali dell’ex Commissario Straordinario della Città Metropolità di Palermo hanno dunque chiarito come, nel caso di specie, fossero stati rispettati tutti i passaggi procedimentali previsti dalla legge ai fini del riconoscimento della indennità di risultato.
La Procura Regionale, in totale adesione alle tesi difensive degli Avv.ti Rubino e De Marco Capizzi, ha disposto l’archiviazione dell’Ing. Munafo’ sottolineando che “il sistema di misurazione e valutazione adottato appare in linea con le peculiarità delle funzioni tipiche assegnate al Segretario Generale ai sensi dell’art. 97 del D.lgs n. 267/2000” ed evidenziando che “l’Organismo Indipendente di Valutazione ha formulato le proposte, dopo aver valutato i risultati esaminando anche le schede dei piani dettagliati degli obiettivi”.

“Nessuna imposizione ai sindaci, né la Regione ha diffidato alcuno, semmai ha raccolto l’invito proveniente anche dalle Prefetture ad una gestione unitaria delle ordinanze, coerente con le norme vigenti. Nella lettera, pubblicata anche da molti organi di stampa e ben compresa dalla totalità dei siciliani, si è soprattutto richiamata la necessità ad uno stabile coordinamento inter-istituzionale tra Regione e Comuni, di concerto con le Autorità sanitarie competenti, a tutela della salute pubblica”.

Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza in replica alle dichiarazioni del capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo.

Sono 102 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, nelle ultime 24 ore, a fronte di 2.414 tamponi effettuati, su un totale di 471.085 da inizio emergenza. Il totale delle persone attualmente positive in Sicilia arriva a 2.743 (+84), e c’e’ stato un decesso che porta il numero delle vittime complessive a 309.

I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 6.785. Le persone ricoverate con sintomi, in Sicilia, sono 294, di cui 15 in terapia intensiva, mentre sono 2.434 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.733. Dei nuovi casi registrati 62 sono nella provincia di Palermo, 12 a Catania, 0 a Enna, 1 a Messina, 11 a Caltanissetta, 11 a Ragusa, 5 a Trapani, 0 a Agrigento e 0 a Siracusa.

“Grazie al Recovery Fund abbiamo l’oppurtunità di abbattere il divario Nord-Sud anche sul tema della scuola”. Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle è intervenuta nell’audizione con il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina facendo un quadro della situazione scolastica e accendendo un faro, in particolare, sul meridione: “Il diritto allo studio deve tener conto maggiormente degli studenti meritevoli provenienti da famiglie disagiate, i cui risultati positivi, tendenzialmente più difficili da conseguire per le condizioni di partenza, rappresentano un’occasione di riscatto sociale che va sostenuta e supportata con ogni mezzo per arginare l’abbandono scolastico – ha detto nel suo intervento –  Abbiamo la grande opportunità di abbattere il divario tra regioni del Nord e regioni del Sud e addirittura azzerare l’abbandono, i cui numeri si aggirano attorno al 14,5%, per un dato che cresce ancora se si fa riferimento al sud. In questo – continua la deputata siciliana – può avere un ruolo decisivo l’e-learning che non deve più rappresentare un ostacolo sociale – come purtroppo è stato nei mesi scorsi – ma una nuova opportunità di apprendimento e ciò sarà possibile dotando tutti delle nozioni e degli strumenti necessari per usufruirne”.

“Il nostro Paese – conclude Cimino – per essere competitivo nel mondo, ha bisogno di far crescere sapientemente le giovani menti. Studenti e studentesse allo stesso livello dei propri coetanei europei con la medesima padronanza delle lingue straniere e in particolare della lingua franca per eccellenza: l’inglese. È una chance che dobbiamo saper cogliere”.

“Sarebbe più che opportuno che l’avvocato Galoppi rinunciasse all’incarico attribuito dalla Regione Siciliana e consegnasse al più presto le sue dimissioni”.

Una richiesta inderogabile che il gruppo parlamentare all’Ars di Attiva Sicilia recapita al professionista da poco incaricato di procedere alla liquidazione dei Consorzi ASI della Sicilia occidentale. E nello stesso tempo sollecita un intervento del presidente Musumeci.

“Galoppi abbia lo stesso riguardo che ha avuto nei confronti della Regione Lazio abbandonando la presidenza del Consorzio regionale autostrade. Se il danno d’immagine esiste per Zingaretti, altrettanto si può dire per la Sicilia. Galoppi non risulta indagato ma il suo nome girava in alcune intercettazioni imbarazzanti. Si tratta di sensibilità istituzionale e ciò vale nel Lazio come in Sicilia. Motivo per cui sarebbe, peraltro, opportuno che il presidente Musumeci e gli assessori Turano e Armao pretendessero le sue dimissioni”

Misure di contenimento avviate nella sede del Dipartimento della Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Salute, a Palermo in piazza Ziino, dopo che un dipendente è risultato positivo al Covid-19. In particolare, come previsto dalla procedura, è scattata la sanificazione degli uffici e l’analisi al tampone rapido per tutti i contatti stretti. Il dipendente risultato positivo non presenta sintomi ed è in isolamento.

“Dopo 26 giorni non abbiamo ancora alcuna notizia sul rilascio dei due motopescherecci di Mazara del Vallo, sequestrati dalle autorità libiche il primo settembre. Non è assolutamente tollerabile questo silenzio da parte del ministero degli Esteri. Ci sono le famiglie dei 18 pescatori che attendono con angoscia e trepidazione che la Farnesina faccia conoscere la verità, qualunque essa sia. Nè bastano le rassicurazioni fornitemi personalmente dal premier Conte circa un suo intervento su Tripoli. Il tempo delle parole e delle buone volontà è abbondantemente scaduto. Rinnovo l’invito al governo centrale per una rapida soluzione della vicenda e faccio appello alla rappresentanza parlamentare siciliana affinché eserciti su Roma la necessaria pressione”.
Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in riferimento ai due motopescherecci di Mazara del Vallo ”Antartide” e “Medinea”, sequestrati il primo settembre a 35 miglia a nord di Bengasi.