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Da Palazzo dei Normanni è stata diffusa la relazione che esamina il lavoro svolto dalle Commissioni Parlamentari nel periodo compreso tra dicembre 2020 e novembre 2021, sia in riferimento all’istruttoria legislativa, che al ruolo di indirizzo e controllo nei confronti del Governo, che all’attività consultiva e a quella conoscitiva esplicata attraverso lo svolgimento di audizioni.
Dati alla mano, la IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità, presieduta dall’onorevole Giusi Savarino deputato in quota Diventerà Bellissima, si conferma la più laboriosa e operativa con un numero record di sedute.
Abbiamo raggiunto l’onorevole Savarino per commentare assieme a lei i dati emersi dal report.
“Si tirano le somme di un anno di proficuo lavoro, come confermano non solo i numeri complessivi delle sedute svolte, ben 98, – riferisce l’Onorevole – ma soprattutto il numero di disegni di legge diventati legge”.
“A voler fare una sintesi, abbiamo esitato per l’Aula 8 ddl: quello sulla proroga delle concessioni demaniali marittime; sul riutilizzo delle acque reflue urbane; sulla regolamentazione delle aree sciabili; sul Consorzio per le autostrade siciliane (CAS); e due disegni di legge correttivi di precedenti leggi regionali in materia di governo del territorio e di gestione delle aree di crisi ambientale. Sono stati altresì esitati un disegno di legge voto per l’esame al Parlamento nazionale in materia di contrasto agli incendi sul territorio regionale, uno per la Commissione Bilancio finalizzato a promuovere la transizione energetica e la riduzione del rischio sismico ed un altro volto ad istituire un Fondo di rotazione per il sostegno ai cittadini esecutati per il mantenimento dell’unica abitazione”.
“Ma ricordiamo – prosegue la parlamentare – che a tutto ciò si sommano altri disegni di legge inviati poco dopo il 30 novembre, penso ad esempio a quello relativo al riordino delle risorse idrotermali siciliane. Un ddl su cui la Commissione IV ha lavorato alacremente per aggiornare una legge vecchia 30 anni e garantire una seria valorizzazione di tutti i siti termali siciliani e il rilancio della Sicilia termale nell’ottica di un approccio strategico all’utilizzo di questo patrimonio idrico straordinario sia per fini sanitari che turistici”.
In ultimo “abbiamo approvato due importanti risoluzioni parlamentari, una volta all’adozione di misure urgenti per garantire l’accesso al mare per i soggetti diversamente abili e l’altra finalizzata allo sviluppo dell’AST Aeroservizi e al potenziamento dello scalo aeroportuale di Lampedusa. E non è tutto – prosegue l’on. Savarino – perché nelle materie di competenza, la IV Commissione ha svolto 60 audizioni con professionisti, sindacati, rappresentanti degli enti locali, dirigenti locali e regionali, rappresentanti di comitati e associazioni del terzo settore, finalizzate allo svolgimento dell’attività istruttoria dei disegni di legge esaminati, all’approfondimento di aspetti concernenti l’attività amministrativa locale e regionale e all’esame di questioni che potrebbero essere oggetto di futuri provvedimenti legislativi.
Concludo con un sentito ringraziamento ai colleghi componenti per il sano spirito di collaborazione che ha contraddistinto il nostro lavoro in Commissione, ai dirigenti e ai funzionari Ars con in testa il dott. Gianni Lupo e il dott. Paolo Marino.

L’assessorato regionale alle Infrastrutture, retto da Marco Falcone, ha finanziato con 4 milioni e 610mila euro un progetto per la ristrutturazione degli alloggi di edilizia popolare a Montevago. Il progetto, presentato dal Comune, è nell’elenco definitivo degli interventi finanziabili dal bando regionale “Sicuro, verde e sociale”, con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In particolare, l’intervento a Montevago consiste nel recupero dei prospetti, l’efficientamento energetico e il ripristino degli impianti di raccolta delle acque piovane negli alloggi di Via 15 Gennaio e Corso del Popolo. Il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo commenta: “E’ il primo bando pubblicato in Sicilia nell’ambito del Pnrr, e il nostro piccolo Comune, presentando celermente un progetto esecutivo, riesce a cogliere questa opportunità importante che consentirà di ristrutturare gli alloggi popolari e migliorarne l’efficienza energetica. L’amministrazione comunale è già al lavoro per partecipare ad altri bandi. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione storica che i Comuni, soprattutto i più piccoli come il nostro, non possono farsi sfuggire”.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare firmata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo a carico di 22 indagati di associazione a delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tra Palermo, Carini Isola delle Femmine, Capaci, Terrasini, Borgetto ed Enna. Tra i 22, 8 sono stati ristretti in carcere, 9 agli arresti domiciliari, e ad altri 5 è stato imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Palermo e svolte dai Carabinieri della Compagnia di Carini, sono iniziate nel luglio del 2018. A gestire la vendita di droga, tra cocaina, marijuana e hashish, vi sarebbero stati due distinti gruppi criminali. Nel corso delle attività investigative sono già state arrestate in flagranza di reato 12 persone, e denunciati in stato di libertà altri 2 soggetti per i reati di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati inoltre 3,3 chili di hashish, 0,7 chili di cocaina, 0,6 chili di marijuana, e la somma di 5.330 euro.

A Palermo è stato scoperto e denunciato dalla Guardia di Finanza un dentista abusivo senza laurea nè abilitazione alla professione, e che ha operato in un garage, posto sotto sequestro, nella zona Boccadifalco. Il falso dentista è stato sorpreso intento a rilevare l’impronta dentaria a un paziente. Alla richiesta di esibire la certificazione ambientale, la laurea in odontoiatria e l’iscrizione all’albo dei dentisti, lui ha presentato solo il diploma di istruzione professionale a indirizzo odontotecnico. Il titolo gli avrebbe permesso di procedere esclusivamente alla costruzione di protesi dentarie e non di operare direttamente sui pazienti. Nel corso della perquisizione è stata sequestrata un’agenda contenente contatti e importi relativi a prestazioni nonchè diversi anestetici, aghi e tamponi utilizzati nelle normali pratiche odontoiatriche. A lavoro sono stati colti anche un segretario e un assistente, per i quali il dentista abusivo non è stato in grado di dimostrare la regolare assunzione.

“Cominciamo a pensare che Musumeci sia una sorta di re Mida siciliano: tutto quello che tocca, però, non diventa oro. Diventa provvisorio. Un vero dramma per i siciliani, che dopo quattro anni sono costretti a vivere in uno stato permanente di emergenza e precarietà economica, sanitaria e, come abbiamo visto, anche politica”.

Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle al termine della seduta d’Aula di oggi.

“Musumeci – ricorda il capogruppo M5S all’Ars, Nuccio Di Paola – mette le mani nei conti ma non porta mai in Aula un bilancio entro il 31 dicembre: lo trasforma in esercizio provvisorio. In cinque anni del suo governo, ben 18 mesi sono stati affrontati con una gestione provvisoria. Mette le mani a una riforma, come quella del ciclo dei rifiuti, e tutto si impantana, mentre si resta in una gestione provvisoria e disordinata. Precarietà e provvisorietà anche nelle scelte fatte in emergenza sanitaria, con le file chilometriche per i tamponi, i reparti al collasso, gli ospedali da campo e i cittadini in isolamento di fatto abbandonati. Niente di fatto, infine, anche quando la settimana scorsa ha minacciato prima le dimissioni e subito dopo l’azzeramento della giunta: era tutto provvisorio. Ci chiediamo se, mentre completa finalmente questa disastrosa esperienza di governo, continuando ad assentarsi in Aula e nelle commissioni, il presidente potrà fare peggio di così”, conclude Di Paola.

“Esprimo la ferma contrarietà dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana alla realizzazione di parchi eolici off-shore al largo delle coste siciliane, laddove con l’installazione di questi vi possa essere un rischio, anche potenziale, per il patrimonio culturale e paesaggistico marino”.

Lo ha detto questa mattina l’assessore Alberto Samonà (Lega), nel corso dell’audizione che si è svolta davanti alla V Commissione Cultura dell’Ars in merito all’ipotesi di centrali eoliche nel Canale di Sicilia.

L’assessore Samonà, in particolare, ha ricordato come nei giorni scorsi ha già firmato un atto di indirizzo che va proprio in questa direzione, anche alla luce del parere formulato nel 2021 dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, che aveva evidenziato il potenziale impatto che tali opere possono ingenerare sull’ambiente marino in tutte le sue componenti (flora e fauna, ambiente e paesaggio), sia nella fase di realizzazione che nella successiva fase di esercizio.

Sotto il profilo strettamente storico-archeologico, inoltre, la realizzazione di impianti eolici off-shore – ha ricordato sempre l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – a causa della vicinanza ai Banchi del Canale di Sicilia (tra i quali si segnalano il Banco di Pantelleria, il Banco Avventura e il Banco Kerki) potrebbe costituire nel futuro un ostacolo a tutte le attività di ricerca e tutela del patrimonio culturale marino dei Banchi stessi, attualmente oggetto di intervento di espressa tutela da parte dell’UNESCO”.

L’assessore Alberto Samonà, nel corso dell’Audizione presieduta dall’On. Luca Sammartino, ha spiegato che l’atto di indirizzo che ha firmato non si fonda certo su una aprioristica e generica contrarietà alle energie rinnovabili, ma ha precisato che “quando si parla di parchi eolici off-shore non si può e non si deve prescindere dal rispetto del patrimonio culturale sommerso, del paesaggio e dei siti tutelati dall’UNESCO”. “Per non parlare – ha proseguito l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Samonà – degli effetti negativi che si potrebbero ripercuotere su settori fondamentali e strategici dell’economia siciliana, come la pesca e il turismo”.

 “La legge 68/1999 prevede per gli enti pubblici una quota obbligatoria di assunzioni riservata alle persone con disabilità, ma qual è la situazione in Sicilia? Un primo passo, con l’istituzione di una piattaforma informatica, è stato fatto, ma è arrivato il momento di procedere alle verifiche, al monitoraggio e ai controlli, per assicurare il diritto al lavoro anche ai cittadini più svantaggiati”.

Lo chiede Roberta Schillaci, deputata regionale del Movimento 5 Stelle e componente della  commissione Cultura, formazione e lavoro all’Ars. Oggi, su richiesta della parlamentare 5 Stelle, è stato sentito in commissione il dirigente del dipartimento del Lavoro, Gaetano Sciacca. Presente anche Maurizio Benincasa, presidente First (Federazione italiana rete sostegno e tutela), associazione che difende i diritti dei disabili.

“Purtroppo, per diverso tempo – riferisce Schillaci – il dipartimento regionale del Lavoro non ha verificato l’applicazione della legge 68/99. Un primo passo è stato istituire la piattaforma Silav, un censimento online dal quale sappiamo che sono ben 6.024 i cittadini siciliani con disabilità, che hanno i requisiti previsti per l’assunzione. Non sappiamo però come si stiano comportando le amministrazioni della Regione e gli enti locali rispetto all’obbligo di assunzioni previsto dalla legge. Per questo è indispensabile procedere a una ricognizione per verificare come stiano le cose e assicurare ai soggetti più deboli il dovuto inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro. Abbiamo avuto oggi notizia di un’ulteriore piattaforma dell’Ispettorato del Lavoro, che sta per essere attivata e che servirà proprio per questo scopo. Chiediamo di avere al più presto i dati per capire se dipartimenti regionali, Comuni, Asp e altri enti stiano applicando puntualmente la legge e chiediamo inoltre, nei casi di inadempienza da parte delle amministrazioni, di applicare le sanzioni che la stessa legge prevede, e che andrebbero ad alimentare un fondo specifico destinato alle stesse assunzioni, come detto oggi dal presidente Benincasa. Ritengo che si debba prestare più attenzione in questo ambito così delicato. Lo dobbiamo ai nostri cittadini più fragili”.

Una ricognizione completa delle condizioni dei siti termali di Acireale e Sciacca, necessaria alla definizione del Piano industriale con cui la Regione presenterà agli interlocutori gli investimenti necessari per riportare gli stabilimenti allo stato in cui si trovavano prima della loro chiusura. È l’ultimo atto per formalizzare la ricerca del gestore delle due terme: un’analisi lucida e schietta illustrata dal docente dell’Università di Catania, Rosario Faraci, al tavolo tecnico riunito a Palazzo Orléans, organizzato dall’assessore Gaetano Armao e presieduto dal presidente della Regione, Nello Musumeci, presenti il capo di gabinetto dell’assessorato all’Economia, Mario Parlavecchio, Aurelio Scavone per il dipartimento regionale Finanze e Credito, la dirigente responsabile dell’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, Rosanna Signorino, i liquidatori delle Terme di Sciacca e di Acireale, rispettivamente Carlo Turriciano e Francesco Petralia. «L’interesse del governo regionale per la valorizzazione dei complessi termali di Acireale e Sciacca – afferma il presidente Musumeci – è massimo. Questi siti rappresentano una grande potenzialità per l’economia turistica siciliana, che nel termalismo può trovare una fonte di attrazione e di sviluppo. Abbiamo dovuto superare ostacoli burocratici indicibili in questi quattro anni e sborsato decine di milioni di euro. Ora occupiamoci di mettere le carte in regola prima di cercare i gestori». Nello studio propedeutico al Piano industriale vanno tenuti in conto la valutazione degli immobili, le eventuali risorse disponibili per migliorare le condizioni delle strutture, ma anche la stima di fatturato quando sarà ripristinata la capacità produttiva e alberghiera, nonché il canone annuo per la Regione. La definizione del Piano consentirà di selezionare gli operatori economici che possano rilanciare questi complessi termali da troppo tempo inutilizzati. Nelle scorse settimane il governo Musumeci ha deliberato lo stanziamento di tre milioni di euro per alcuni essenziali interventi di manutenzione straordinaria negli immobili. «A fine mese – conclude il governatore dell’Isola – contiamo di avere il Piano industriale e potremo quindi confrontarci con Federterme per le prime valutazioni».

Senza super Green pass, niente accesso alla buvette dell’Ars neppure per i parlamentari.

A essere stati respinti all’ingresso dei locali del bar-ristorante di Palazzo dei Normanni sono stati la vice presidente dell’Assemblea, Angela Foti, e il deputato Sergio Tancredi.

I due sono stati bloccati, in due momenti diversi, da Emanuele Sucato, direttore della società Abathia, che gestisce il servizio di ristorazione, perché sprovvisti della carta verde, ottenuta col vaccino anti Covid. “Senza la carta verde non si può entrare”, ha detto il direttore dopo avere chiesto la certificazione ai due deputati, noti per le posizioni contrarie al Green pass. Dopo aver preso atto della mancanza del certificato, il gestore ha chiesto ai due deputati se avessero bisogno del servizio di asporto per potere consumare nei loro uffici. E così è stato.

Operazione antidroga in provincia di Palermo. I Carabinieri hanno eseguito 12 misure cautelari a Borgetto: un arresto ai domiciliari, 5 obblighi di dimora nel Comune di residenza e 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. L’indagine, condotta da febbraio a luglio 2020 dalla stazione di Borgetto e dalla compagnia dei Carabinieri di Partinico, ha permesso di documentare numerose cessioni di sostanze stupefacenti, anche a minorenni. Gli episodi di spaccio sono stati ricostruiti anche grazie ai video tratti dalle telecamere di sorveglianza. Il giudice per le indagini preliminari, nel firmare l’esecuzione delle misure cautelari, ha sottolineato che gli indagati non hanno desistito dalla loro condotta criminale nonostante avessero scoperto un impianto di video-sorveglianza.