Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 30)

“Il Decreto Ristori, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, mette in sicurezza anche gli enti locali siciliani dal rischio default. Ammontano, infatti, a circa 300 milioni di euro le risorse stanziate per i comuni dell’Isola, che certamente assicurano una boccata d’ossigeno a quelli già in affanno, che, senza l’intervento del governo, avrebbero rischiato l’avvio delle procedure di dissesto”. Lo afferma in una nota la senatrice siciliana del MoVimento 5 Stelle, Antonella Campagna, riferendosi della norma che permette alle Regioni a statuto speciale di utilizzare le quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione senza operare la nettizzazione del Fondo Anticipazione Liquidità. “Grazie al lavoro del governo Conte e del viceministro all’Economia Laura Castelli assicuriamo ai cittadini siciliani l’erogazione di servizi essenziali. Ora la Regione siciliana si adoperi affinché arrivino ai comuni rapidamente”, conclude Campagna.

Il Ministro degli affari regionali Francesco Boccia mette fine alla speranza siciliana di modificare le misure restrittive adottate per bar e ristoranti.

“Qualcuno non comprende la situazione sanitaria” ha detto il Ministro, una risposta che spegne le speranze di Nello Musumeci di rendere più morbide le misure nell’Isola. La Regione Siciliana con il suo presidente ieri aveva anticipato l’ipotesi di un disegno di legge.

Ma da Roma fanno capire che, se dovesse essere approvato, sarà immediatamente impugnato.

Una norma che dà la possibilità al governo regionale di adeguare la ripresa delle attività economiche all’andamento effettivo del contagio nell’Isola. Questo lo spirito del disegno di legge approvato, a tarda sera, dal governo Musumeci.

“Stiamo applicando in Sicilia – spiega il presidente della Regione – lo stesso principio adottato dalla Provincia autonoma di Bolzano nello scorso maggio che assicura il rispetto dei valori costituzionali della sussidiarietà e della leale collaborazione. Quindi, chi parla di “scontro” con lo Stato è solo in malafede. Siamo tutti consapevoli dei tempi difficili che ci attendono e della necessità di contenere la diffusione del virus, ma rivendichiamo anche responsabilità di anticipare e accompagnare la ripartenza per meglio rispondere alle specifiche esigenze del territorio siciliano”.

Roberto Di Mauro, Vicepresidente vicario dell’Ars, invita il Governatore Musumeci ad una sana collaborazione con tutto il Parlamento senza fughe in avanti per essere in un momento emergenziale garante e collaborativo con tutti i rappresentanti del popolo a prescindere da maggioranza e opposizione.

“La strada è stretta e il tempo delle polemiche e dalla bulimica ricerca ai titoloni e alle polemiche in questo momento storico, economico e sanitario per la pandemia in corso mette tutte le Istituzioni a uno stress test che non deve lasciare strascichi e divisioni di dubbi gusti.

Si apra una linea chiara tra il Governo Nazionale, la Regione, i Liberi Consorzi e i Comuni in uno spirito scevro da rapporti gerarchici e direttive che non producono effetti benefici per i cittadini siciliani.

Sulla finanziaria regionale ancora c’è molto da fare, soprattutto per i ristori per le categorie ampiamente piegate dalla prima ondata del coronavirus tra marzo e maggio.

Le forme di provvidenze economiche per le piccole e medie imprese e per le categorie vulnerabili ancora tardano ad arrivare e non è più accettabile.

L’altra problematica sanitaria che va di pari passo con quella economica e i segnali della piazza sono indicativi, per tutto ciò necessitano interventi netti sul potenziamento della rete ospedaliera e dei servizi a partire dai Covid Center e dal potenziamento dei posti letti della terapia intensiva e sub intensiva.

Vorremmo capire se i 538 posti letto sono già operativi e se siamo pronti a tamponare la nuova ondata di contagiati al Covid 19.Con risposte nette e certe, prima che possa scattare la soglia di emergenza per eventuali ricoverati, numeri che purtroppo crescono vertiginosamente quotidie.

E’fondamentale seguire procedure rapide come è stato realizzato per i reparti Usca e implementare nuovo personale medico con procedure di reclutamento di figure sanitarie indispensabili a tamponare l’emergenza sanitaria e garantire i livelli essenziali di assistenza per i degenti,al fine di sbloccare tutte le procedure concorsuali per impinguare a 360° gradi i nostri ospedali che necessitano di queste risorse umane e professionali alla stessa stregua dell’ossigeno per respirare.

Infine l’opportunità dei Recovery Fund e i 20 miliardi a disposizione per i comuni e gli enti territoriali, dopo che in Sicilia negli ultimi mesi circa 4 miliardi di euro e 76 mila posti di lavoro sono stati bruciati a causa del lockdown.

Se queste provvidenze europee sono basilari per restringere la forchetta delle diseguaglianze territoriali, posso affermare con certezza che in Sicilia le sperequazioni sono anche provinciali.

Tant’è che da Agrigentino non posso che constatare ai ritardi sulla viabilità, sui servizi essenziali, dalla rete idrica colabrodo, dal dissesto idrogeologico tutte opere che devono essere completate.

Infatti questi fondi devono essere utilizzati bene con celerità e seguendo le vere criticità dei territori.

Per questo il Governo Musumeci deve aprire un confronto non autoreferenziale ma vero con le comunità locali per sbloccare queste risorse finanziarie.

Il 5 novembre è dietro l’angolo e un confronto su come operare con l’Anci Sicilia e le parti sociali deve essere un viatico per addivenire alle soluzioni concrete .Per questo la centralità del Parlamento è fondamentale nell’indirizzare le scelte di governo per far uscire dall’impasse una situazione che ha dei riverberi sociali, sanitari ed economici che rischiano di scoppiare pesantemente.”

“Buone notizie per i Comuni siciliani a rischio crisi finanziaria. Con il Decreto Ristori, infatti, è stata prevista una apposita norma che salvaguarda gli enti da una possibile procedura di dissesto economico.

Sono tanti i Comuni siciliani che hanno poca liquidità nelle loro casse e, questa norma, conferma l’attenzione del Governo Conte verso la nostra regione.

In particolare, con questa norma viene data la possibilità alla Regione Sicilia di sbloccare circa 300 milioni in cinque anni e, quindi, poter destinare risorse ai comuni.

Mi auguro che la Regione non perda questa occasione per garantire e salvaguardare i servizi essenziali dei cittadini siciliani”, così in una nota la deputata catanese del MoVimento Stelle, Maria Laura Paxia.

“E’ doveroso e indispensabile ripristinare immediatamente la didattica in presenza per gli studenti disabili siciliani del secondo ciclo dell’Istruzione, sospesa per effetto delle misure di contenimento del contagio da Covid-19. Chi non può agevolmente utilizzare gli strumenti tecnologici a causa dell’handicap ha egualmente diritto allo studio, all’integrazione ed alla formazione. Le famiglie non possono essere lasciate sole ad accudire i propri figli disabili e meno che mai possono provvedere ai diversi bisogni formativi dei proprio figli. Ho chiesto tramite un ordine del giorno, presentato all’Assemblea regionale siciliana, che il Governo Musumeci e segnatamente l’assessore all’Istruzione Lagalla si attivi per consentire ai ragazzi disabili di fruire della didattica in presenza a scuola o a domicilio poiché, con le attuali recenti restrizioni, questi risultano totalmente esclusi dalla possibilità di avvantaggiarsi dell’insegnamento da remoto. Per molti alunni disabili e per lo loro famiglie si tratta di una inedita e insostenibile condizione di diseguaglianza che va assolutamente ricondotta in termini di garanzia dei loro diritti a cui le Istituzioni debbono provvedere in ottemperanza agli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione. Gli alunni disabili hanno diritto ad una didattica differenziata e individualizzata secondo principi, strumenti e strategie adeguatamente identificati attraverso il Piano educativo individualizzato (Pei), di cui ogni scuola si dota nell’ambito del Ptof. Dal mondo delle associazioni delle famiglie dei disabili e dalla stessa scuola viene fuori un quadro di allarmante condizione di abbandono di questi alunni lasciati solo alla cura delle proprie famiglie con grave pregiudizio del diritto allo studio, all’integrazione scolastica e anche al normale svolgimento della vita familiare e lavorativa di quei nuclei nei quali vivono questi ragazzi. L’insegnamento è molto più della semplice istruzione, ed è infinitamente altro rispetto alla Dad soprattutto quando si è in presenza di alunni disabili per i quali è indispensabile il pieno coinvolgimento delle diverse forme di intelligenza e di abilità che essi possiedono e che solo la relazione empatica tra alunno e insegnante rende possibile. Occorre rimediare immediatamente e sono grata a tutte le forze del parlamento regionale per la condivisione dell’ordine del giorno da me presentato auspicando anche un graduale e contingentato ritorno in classe a gruppi di alunni per evitare la solitudine e l’isolamento degli studenti disabili. Al tempo stesso ho chiesto che vengano garantiti, insieme all’insegnante di sostegno, l’assistente alla comunicazione e all’autonomia e quello igienico personale complesso per le situazioni di maggiore gravità”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Esprimiamo apprezzamento per il risultato ottenuto, al quale anche l’Anci Sicilia ha dato il proprio contributo attraverso una proficua interlocuzione con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con la  ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, con la vice ministra dell’economia, Laura Castelli, con il ministro per le Autonomie e per gli  Affari regionali, Francesco Boccia e con il ministro per il Sud e per la Coesione territoriale,  Giuseppe Provenzano”. Questa la dichiarazione del presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando a commento dell’inserimento nel cosiddetto “Decreto Ristori” (art. 31), firmato ieri dal Governo, della norma che permette alle Regioni a statuto speciale di utilizzare le quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione senza operare la nettizzazione del Fondo Anticipazione Liquidità.

“Chiediamo adesso alla Regione – conclude il presidente Orlando  – di assegnare le risorse ai Comuni siciliani stretti da emergenza sanitaria e da una gravissima crisi economica e sociale”.

Il magistrato Silvana Saguto è stato condannato a otto anni e sei mesi di reclusione. Così ha deciso il Tribunale di Caltanissetta a seguito del processo dove il magistrato è accusato di avere gestito le nomine degli amministratori giudiziari dei patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia in modo poco cristallini decidendo le nomine in cambio di denaro e favori.

Dunque si chiude la prima fase del cosiddetto “Sistema Saguto”; il Tribunale di Caltanissetta, nell’ambito dello stesso procedimento, ha anche condannato il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, a sei anni e due mesi di reclusione.

 

«Prima o poi si arriverà  di nuovo alla chiusura totale». Lo ha detto Nello Musumeci durante il dibattito all’Ars.

«Fuori da ogni ipocrisia: sappiamo tutti che prima o poi arriveremo alla chiusura totale. Ho già detto che ‘il peggio arriverà’, ma perché farlo arrivare prima? Perché impedire a una famiglia di andare al cinema o a un ristorante di chiudere dopo? Fra qualche tempo temo che chiuderemo tutti e Roma ormai non fa molto per nascondere questa triste prospettiva».

Pochi minuti prima l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, aveva sottolineato: «Ora noi gestiamo una situazione sanitaria in cui abbiamo deciso di non sospendere le attività ordinarie. Rispetto al periodo marzo-aprile ciò comporta una crescita delle attività del 120%».

I drammatici dati che arrivano ogni giorno dagli ospedali siciliani dicono una cosa sola: la situazione sta sfuggendo di mano a questo governo, che si dimostra sempre meno all’altezza della situazione, e Musumeci che fa? Se ne esce con colpi di teatro buoni solo a gettare fumo negli occhi dei siciliani, che ancora oggi, a mesi di distanza, non hanno visto un solo euro della cosiddetta Finanziaria di guerra, costruita però coi soldi del Monopoli”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Giorgio Pasqua.

Tutti – dice Pasqua – siamo con i ristoratori e con le categorie più penalizzate, ma non è certo il ddl la strada per aiutarli. Se voleva veramente dare loro una mano doveva scegliere altri mezzi immediatamente operativi ed assumersene tutte le responsabilità, non certo un ddl che, bene che vada, potrà cominciare a produrre effetti solo tra una quindicina di giorni”.

Il ddl – continua Pasqua – è solo una mossa populistica per cercare di scaricare su altri colpe che sono soprattutto sue e del suo governo, che non si è mosso per tempo quando l’emergenza era altrove e quando c’era tempo per incrementare i posti di letto di terapie intensive e sub intensiva che in gran parte sono rimasti solo sulla carta”.