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I deputati del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino e Filippo Perconti, insieme con il candidato sindaco per il comune di Casteltermini, Filippo Pellitteri, hanno incontrato il prefetto di Agrigento per esporre le problematiche che riguardano il Centro d’accoglienza dei migranti di Casteltermini.  «Il termine “emergenza” – dicono – è stato spesso associato in questi anni al fenomeno migratorio, la capacità ricettiva del nostro sistema di accoglienza ha avuto bisogno di tempo per adattarsi al fenomeno, con le conseguenti difficoltà riscontrate soprattutto nelle piccole comunità». Il Centro sorge a pochi metri da una scuola elementare e abbiamo proposto la necessità di una nuova collocazione. «Oggi, dopo il colloquio precedente con il prefetto – rinnoviamo il nostro impegno e attenzione sulla questione, favorendo l’accoglienza di nuclei familiari piuttosto che di singoli, così da evitare uno squilibrio demografico e sociale. Per assicurare una maggiore sicurezza abbiamo ottenuto delle nuove recinzioni e un aumento delle forze dell’ordine a presidio della struttura. In questo clima di populismo strumentale, vogliamo ribadire che Casteltermini si è sempre distinta per la sua solidarietà e accoglienza, sono state tante le iniziative volte ad aiutare e integrare i migranti, come la donazione di abiti e giocattoli». Attualmente nella struttura sono presenti 8 nuclei familiari con bambini minori, 3 somali, 1 camerunense e altri (marocchini, tunisini e un ragazzo egiziano) più una decina di tunisini richiedenti asilo.

“Il governo Conte ha fatto troppi errori nella gestione dell’emergenza Covid-19. Ha agito come una girandola impazzita chiudendo il mondo produttivo, facendo crollare il Pil e non avendo la benché minima attenzione per le precauzioni sanitarie nella scuola che sta ripartendo. Mancano ancora i banchi monouso annunciati a maggio e i nostri figli si stanno recando a scuola mettendo piede in aule non adeguate e con pochi presidi sanitari disponibili negli istituti. Sul lockdown esteso anche a regioni come la Sicilia, a mio avviso immotivatamente, si dovrà fare chiarezza magari con una commissione parlamentare. Ci stiamo rialzando tra mille difficoltà, ma Conte, Di Maio e Zingaretti hanno reso l’Italia fragile. In un paese normale un ministro come la Azzolina, che sulla scuola ha fatto troppi errori e passi falsi, dovrebbe andare a casa e non ad accompagnare Mattarella in visita negli istituti”.

Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato Udc all’Assemblea regionale siciliana.

 

 

“È nostro dovere di siciliani e di membri delle Istituzioni sollecitare il Governo nazionale affinché i pescatori di Mazara del Vallo, proditoriamente catturati dalle Forze Armate libiche, possano tornare dalle loro famiglie. Per tale motivo chiederò un incontro al premier Conte al fine di attivare al più presto gli opportuni canali diplomatici. Non è possibile che ancora oggi, per una questione irrisolta di confini territoriali, i nostri concittadini debbano rischiare la vita per sostenere le loro famiglie”.

Lo afferma il deputato regionale di Attiva Sicilia, Sergio Tancredi.

“Sull’avvio dell’anno scolastico il governo e la ministra Azzolina stanno dimostrando tutta la loro inadeguatezza. In tutto il Paese si registrano disservizi che da un lato stanno ritardando l’inizio delle lezioni, dall’altro descrivono plasticamente lo stato di difficoltà della scuola per la mancanza di aule, banchi, docenti e personale. In tutto ciò a pagarne le conseguenze sono gli studenti, anche i più piccoli, e le famiglie. C’è un grande disorientamento a causa della pessima azione di un ministro che non ha saputo nemmeno far arrivare i banchi nelle classi. Il fallimento della Azzolina è sotto gli occhi di tutti. In oltre otto mesi dall’inizio dello stato di emergenza per il Covid-19, ci sarebbe stato tutto il tempo utile per fornire gli istituti dei presidi sanitari e delle strutture, grazie alle procedure di gara snellite proprio per affrontare la crisi economica determinata dalla pandemia.

Occorre tutelare al meglio la popolazione scolastica, per questa ragione chiedo che non si trascuri la possibilità di utilizzare la didattica a distanza mista alla presenza fisica nelle classi. Servono più presidi sanitari, a partire dalle visiere da far utilizzare ai bambini delle prime classi della scuola primaria e della scuola dell’infanzia per favorire la loro integrazione e socializzazione in sicurezza, senza nascondere il viso con la mascherina. Nei mesi scorsi avevo avanzato questa proposta sulla quale ho registrato l’adesione dell’assessore siciliano all’Istruzione Lagalla.

Oggi, alla luce dei ritardi accumulati anche per gli interventi di edilizia leggera, finalizzati ad aumentare le aule nelle scuole, propongo che vengano assegnati fondi specifici ai dirigenti scolastici e che siano gli stessi Istituti ad appaltare le gare. Le scuole potrebbero così sostituirsi agli Enti locali, gestendo direttamente i fondi per ampliare le aule e mettere in sicurezza gli edifici. I dirigenti e l’apparato amministrativo scolastici, magari anche con una dotazione organica implementata, hanno la competenza per gestire gli iter per l’affidamento dei lavori edili”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Il Movimento Etico Siciliano nei panni del suo Garante  Antonio Cipriano, esprime indignazione affermando di essersi insieme alla maggioranza del Popolo Siciliano “scassato i cabbasisi” e si chiede cosa ha da sbraitare oggi  l’opposizione quando invece era  maggioranza e nulla ha saputo fare; hanno saputo solo resuscitare i morti politici che all’epoca della loro maggioranza erano minoranza .
Come allora nessuna opposizione ha saputo fare,  nemmeno ha saputo fare  nulla attraverso la loro maggioranza. Questo continua a gratificarci nella convinzione del  nostro motto : “qualsiasi politico nazionale inseguirai niente per il sud farà mai”.
Per questo chiediamo le dimissioni di tutti i parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione per gestione approssimativa della macchina governativa sul piano politico , per manifesta incapacità di amministrare il bene comune sia sul piano etico, che della trasparenza che della democrazia partecipativa; ma soprattutto oltre tante altre gravità  chiederemo ciò anche per quanto hanno dimostrato  lo stesso governo e le intere camere parlamentari e cioè un caos/ disastro totale con i fatti odierni a pochi giorni dall’inizio delle scuole .
Cominceremo a rivolgerci a tutte quelle istituzioni giuridiche e costituzionali che potranno prendere di petto la situazione.
Nel frattempo il Movimento Etico Siciliano appellandosi al Corpo Docente Scolastico ed a tutti gli ATA (operatori scolastici) li invita  a esprimere le proprie criticità inerenti ai problemi di qualsiasi natura legati alla scuola, così come allo stesso tempo sono invitati a presentare proposte e/o segnalazioni”.
Lo dichiara il Garante del Movimento Etico Siciliano Antonio Cipriano.

Leoluca Orlando resta sindaco di Palermo: è stata bocciata la mozione di sfiducia, presentata nei giorni scorsi dai consiglieri dell’opposizione e discussa oggi a Sala delle Lapidi. Presenti 39 consiglieri, favorevoli 19 (il numero dei firmatari della mozione), contrari 20. Nessun astenuto. La maggioranza ha votato compatta per il no, assente solo un consigliere. Per la sfiducia sarebbero occorsi 24 voti. La mozione era stata firmata da Lega, FI, Fdi, +Europa, Oso e da esponenti del gruppo misto. “C’è tanto da fare e nessuno meglio di me conosce i problemi di questa città – ha detto il sindaco nel suo intervento – Sono tutto tranne che stanco. Non tiro i remi in barca”.
Per Igor Gelarda (Lega), tra i firmatari della mozione, “Orlando è ostaggio della sua maggioranza che non rinuncia alle poltrone”.

Un altro caso di Coronavirus nel mondo della scuola a Palermo. Si tratta di una dipendente della direzione didattica “Alessandra Siragusa” di Pallavicino, dove il dirigente scolastico e il collegio dei docenti avevano già deliberato di avviare le lezioni il 24 settembre.
La dipendente dell’istituto ha comunicato di essere risultata positiva al Covid-19 ed è così scattata la chiusura dei plessi e l’immediata sanificazione. Intanto, il flop dei test sierologici in Sicilia costringe ad una accelerazione sul piano B che prevede di introdurre a scuola i tamponi rapidi, che in pochi minuti danno l’esito evitando procedure di isolamento e panico in classe. Lo annuncia l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia: “Stiamo acquistando delle scorte di nuovi tamponi a esito rapido. Si tratta di test che riescono a fornire l’esito in pochi minuti. Ciò permette, in caso di sintomi sospetti, di evitare la procedura che prevede l’isolamento dell’alunno o del docente e la convocazione della famiglia”. Il tampone verrà fatto a scuola e, se positivo, il controllo verrà poi ripetuto con un tampone tradizionale avere la controprova del contagio. La Regione acquisterà un numero sufficiente di tamponi per garantire che ogni scuola possa fronteggiare i primi casi sospetti.

“Da Haftar stiamo subendo un atto criminale e un ricatto disgustoso. Quelli che Haftar definisce  ‘4 prigionieri’ dell’Italia e che il generale della Cirenaica considera 4 innocenti calciatori, sono in realtà 4 assassini spietati, che hanno lasciato morire 49 persone all’interno di un’imbarcazione la cui posizione è al vaglio della magistratura. La Commissione Europea intervenga urgentemente per salvare i pescatori siciliani. Il ministero della difesa del nostro Paese disponga il dispiegamento di navi militari nel mediterraneo per proteggere i nostri pescatori”.

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle che denuncia alla Commissione Europea il ricatto del generale della cirenaica di voler liberare i 18 pescatori siciliani trattenuti in Libia perché rei, a dire del califfato, di aver violato le acque internazionali in cambio della liberazione di 4 scafisti condannati a 30 anni di carcere dalla nostra magistratura come trafficanti di migranti e assassini. Oltre a rivolgersi alla Commissione, Corrao lancia un appello al ministro Guerini e chiede il dispiegamento di navi militari nel Mediterraneo “a presidio e tutela dei nostri pescatori”.

“La Commissione Europea – spiega Corrao – intervenga immediatamente, con urgenza e con tutte le sue forze a disposizione per liberare i nostri pescatori e presidiare una volta per tutte quello che è diventato uno dei posti più pericolosi del Mediterraneo per chi lavora duramente nel settore della pesca. L’Europa non scarichi per l’ennesima volta il barile sull’Italia e si prenda le sue responsabilità per tutelare i pescatori europei e per esercitare le sue funzioni di politica estera. Nel frattempo però rivolgo un appello accorato anche al Ministro Guerini che, da rappresentante del nostro Paese non può e non deve lasciare soli nostri pescatori e deve tutelarne la salute e l’incolumità” – conclude Corrao.

Settemila visitatori in sette città, grandi e piccole, ottanta luoghi aperti, le passeggiate pressoché esaurite ovunque, nonostante la domenica abbia dovuto fare i conti con il maltempo. Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend registrando una buona affluenza soprattutto nella “debuttante” Bagheria e nelle tre città del Trapanese: le veterane Trapani e Marsala, tallonate dall’altra debuttante, Mazara; seguono Messina e Caltanissetta, alla loro quarta partecipazione al festival, chiude il borgo-gioiello di Sambuca, e nel terzo weekend si aggiungerà anche Naro. Certo, non possono essere i numeri degli anni scorsi – gli ingressi sono contingentati e a piccoli gruppi -, ma è un’edizione che deve fare i conti con le misure di sicurezza, con la ridotta presenza di turisti, con l’assenza degli studenti delle scuole. Un’edizione che, al contrario delle precedenti, si svolge solo sabato e domenica e non venerdì. Ma, nonostante tutto, si rinasce nella bellezza, come recita il claim di questo Festival 2020.

Nonostante i numeri contingentati – e calibrati su ogni singolo luogo -, le norme anti Covid osservate in ogni sito, l’obbligo della mascherina e la prenotazione caldamente consigliata, il lavoro preparatorio del Festival ha sortito i suoi frutti: ovunque un pubblico preparato, curioso, desideroso di riappropriarsi degli spazi. Età eterogenea, piccoli gruppi e moltissime coppie, in gran parte siciliani o tutt’al più italiani, sparuti turisti.

Ha riscosso più successo Bagheria, vera nobile debuttante: qui Le Vie dei Tesori – che quest’anno ha il supporto di UniCredit come main sponsor – ha costruito un programma che riscopre la famosa “città delle ville”: buona affluenza nei siti, e bei numeri soprattutto a Villa Cattolica, con il Museo Guttuso, e a Palazzo Butera dove si ascoltava la storia dell’affresco del Borremans; molta curiosità per i due musei-gioiello, quello dedicato all’acciuga e quindi a tutta l’arte marinara, e l’altro sul mondo del giocattolo d’antan; tutti pieni gli slot orari per la casa d’artista Oasi Blu, dove però si entrava a soli in 4 visitatori per volta.

Spostandosi sulla costa occidentale, la fa da padrona – come avviene da due anni, ed è sempre una gradita conferma – la città di Trapani dove alle visite in barca verso la Torre della Colombaia (che è sempre il sito più gettonato in assoluto), quest’anno si aggiungono i sontuosi saloni di Villa Aula; e le due passeggiate previste sono andate esaurite in poche ore. Marsala è stata forse la città che più ha sofferto il maltempo di domenica, visto che ha dovuto rinunciare sia ai voli in Piper sullo Stagnone – sono stati riprogrammati e aggiunti due slot orari, visto che sono andati sold out in poche ore -, che alle visite ai cantieri di scavo a Mozia. Il sito più amato resta sempre palazzo VII aprile con la sua terrazza mozzafiato. La tallona da vicino e insidia il podio di bronzo, la debuttante Mazara del Vallo che ha rinviato le visite al complesso Vescovile al prossimo weekend, ma che comunque ha visto i visitatori amare moltissimo la chiesa di San Francesco, aperta da pochi mesi dopo il restauro.

Hanno sofferto le due veterane Messina e Caltanissetta, quest’ultima afflitta dal maltempo per tutto il weekend: la pioggia ha scoraggiato le visite fuori porta nei bellissimi siti inediti negli immediati dintorni di Messina (l’eterno vincitore affacciato sullo Stretto è sempre Forte San Salvatore); mentre a Caltanissetta, ai luoghi all’aperto sono stati preferiti palazzi e chiese, primo fra tutti il Palazzo del Carmine con il “teatro meccanico” Regina Margherita. Chiude la lista Sambuca: nel borgo dei borghi i visitatori sono stati accolti dai sorrisi dei volontari e dalle minne di vergini, il dolce tipico del paese, mentre il luogo più amato è stato Palazzo Panitteri, tallonato da Casa Amodeo.

Agricoltori siciliani tagliati fuori dalla grande distribuzione, alle prese con la carenza di infrastrutture, con la distorsione dei prezzi ma anche con la mancata applicazione di alcune regole nazionali ai prodotti importati dall’estero e che fanno concorrenza di fatto sleale a quelli locali. Sono alcune delle problematiche emerse nel corso di un incontro che Attiva Sicilia ha avuto con una delegazione degli Agricoltori riuniti siciliani a Caltanissetta.

“Ad esempio, la rilevazione dei prezzi del grano – spiegano i deputati regionali di Attiva Sicilia – non è affatto una questione secondaria: il sistema di rilevamento attraverso le borse merci delle Camere di Commercio è drogato dall’importazione di enormi carichi di grano canadese ed espone i coltivatori a distorsioni dei prezzi penalizzando soprattutto i coltivatori siciliani. Per questo diventa sempre più urgente l’istituzione della Cun Grano (Commissione unica nazionale) che tenga conto anche dei parametri di valutazione tossicologica, della qualità del grano a tutela dei consumatori, perché la qualità del frumento deve avere un prezzo che oggi non copre neppure i costi di produzione. La sede del Cun dovrebbe essere in Sicilia, da sempre granaio d’Italia. Serve un approccio che aggiorni il controllo dei sistemi di mercato e di tutela della salute dei cittadini in una direzione convergente”.

Altra questione è la mancata attuazione di “norme già in vigore in tutela dell’agricoltura siciliana e della salute dei consumatori, quest’ultimi sempre più interessati ad una etichettatura veritiera. Ad esempio la legislazione attuale in Italia prevede il divieto d’uso del glifosato in pre-raccolta, ma non agisce sui grani di importazione, calpestando così il principio di precauzione e che vede i prestigiosi grani locali utilizzati di fatto per la diluizione di sostanze tossiche”, affermano ancora i deputati di Attiva Sicilia.

Per quanto riguarda la grande distribuzione, “a penalizzare gli imprenditori agricoli dell’Isola è la scandalosa mancanza dei contratti di filiera nonostante gli appelli al governo regionale siano iniziati oltre un anno fa anche in commissione Attività produttive: per questo chiediamo chiarimenti e un intervento immediato”. Tra le proposte del gruppo anche quella dell’approvazione e istituzione di un circuito di compensazione di moneta complementare interna rivolta alle imprese e consumatori siciliani, oggetto di un apposito disegno di legge.

“Stesso silenzio arriva dal Ministero, per questo rivolgiamo un appello ai parlamentari e agli eurodeputati siciliani ad occuparsi del settore, che ricordiamo in Sicilia conta oltre 79 mila imprese attive, con 16 mila produttori, quasi il 10% del totale Italia”, concludono i deputati di Attiva Sicilia.