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“L’odierno incontro è stata un’ulteriore occasione per richiamare l’urgenza e l’importanza di specifici interventi finanziari e di dotazione di personale per tutti i Comuni siciliani rimasti ostaggio di una mancata attuazione del federalismo fiscale e della criticità finanziaria della Regione. In difetto di urgenti provvedimenti il PNRR sarà per i Comuni siciliani  un terribile arretramento ed un aumento delle diseguaglianze nel Paese”. Questo il commento di Leoluca Orlando, presidente dell’ANCI Sicilia,  a margine della conferenza stampa di presentazione di un  documento sul PNRR e sulla centralità dei territori per il progresso sostenibile sottoscritto da ANCI Sicilia, ALI,CGIL, Sicilia, UIL, Federconsumatori, l’Isola che non c’è e il Forum del terzo settore.

“Rispetto alla situazione  di criticità finanziaria e organizzativa  che emerge dalla cronica  difficoltà di approvare i bilanci da parte degli enti locali siciliani e dai  significativi vuoti nelle piante organiche – ha aggiunto  Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione dei Comuni siciliani – è fondamentale che vengano accolte le proposte dell’Anci Sicilia in materia di  Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE),  assunzioni in deroga del personale e sostegno finanziario anche per compensare le criticità emerse dalla gestione di Riscossione Sicilia dei crediti degli Enti locali”.

 

400 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.733 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 286. L’incidenza sale al 2,9% ieri era al 1,8%. L’isola è al terzo posto per contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 6.695 con un incremento di 13 casi. I guariti sono 381 mentre si registrano altre 6 vittime che portano il totale dei decessi a 6.973. Sul fronte ospedaliero sono adesso 308 ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 44.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 55 casi, Catania 156, Messina 53, Siracusa 47, Ragusa 17, Trapani 17, Caltanissetta 12, Agrigento 12, Enna, 31.

“Felicità assoluta di tutta Forza Italia siciliana per l’ennesima assoluzione del Presidente, Silvio Berlusconi. Vorremmo evitare di assistere ancora a queste persecuzioni che si tramutano in assoluzioni. Mi auguro che al Presidente Berlusconi sia consentito di dedicarsi con serenità all’azione politica, poiché della sua presenza si sente un gran bisogno”.

Lo scrive in una nota il Coordinatore regionale di Forza Italia e Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè.

Il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo, annuncia che l’assessorato all’Agricoltura ha sospeso l’attività dei forestali 151unisti e i 101unisti a decorrere da domani 22 ottobre, con ultimo giorno di lavoro oggi 21. Sospesi anche i 78unisti a decorrere dal 28 ottobre. E ciò in attesa dei fondi necessari. Lupo commenta: “Altro che riforme, il governo Musumeci ormai non è in grado di far fronte neppure all’ordinaria amministrazione: ai lavoratori forestali è stata infatti comunicata l’interruzione dell’attività a causa della mancanza degli appositi fondi europei. Già durante il dibattito sulla finanziaria avevamo spiegato al governo che la decisione di utilizzare fondi europei avrebbe messo a rischio l’attività del settore forestale. Evidentemente o siamo di fronte ad un governo di improvvisatori, o siamo di fronte ad un governo che tenta goffamente di nascondere la propria incapacità”.

Semaforo verde all’efficientamento energetico di 91 siti culturali della Sicilia. Il governo Musumeci ha presentato un apposito progetto a Palazzo d’Orleans. Si tratta di un piano di interventi di riqualificazione per modernizzare gli impianti energetici e ridurre i consumi elettrici di musei, aree archeologiche, strutture regionali quali biblioteche e pinacoteche, uffici ed edifici amministrativi. L’iniziativa è stata concretizzata grazie a un innovativo contratto di “project financing” tra la Regione Siciliana e l’azienda Gemmo Spa che si è aggiudicata la procedura di evidenza pubblica europea gestita dal dipartimento regionale dell’Energia. Alla conferenza di presentazione hanno partecipato il presidente della Regione Nello Musumeci, l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Daniela Baglieri, l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà, e Giuseppe Tomarchio, amministratore delegato di Gemmo, l’azienda che si è aggiudicata la procedura di evidenza pubblica. Presenti anche il direttore del dipartimento regionale dell’Energia Antonio Martini e l’Energy manager della Regione, Roberto Sannasardo.

“Saranno i giudici a stabilire le eventuali responsabilità penali del sindaco Orlando e delle altre persone indagate dalla procura di Palermo per possibili irregolarità nei bilanci e fino ad allora vale come per tutti la presunzione di innocenza.
Ma è evidente che vi è un problema tutto politico nel momento in cui il Comune si avvia al dissesto finanziario ed è già da tempo in totale dissesto funzionale.
Lo diciamo da tempo e torniamo a ribadirlo: è ora di votare la sfiducia.
Quella sfiducia che abbiamo promosso da mesi e che finora ha raccolto una decina di firme è la cartina al tornasole di come qualcuno a Palermo abbia fatto opposizione solo a parole.
Ma oggi più di prima e in maniera definitva non ci possono più essere mezze misure.
O si è con Palermo o si è con Orlando.
O si firma e vota la sfiducia o si è contro la città.“
Lo dichiarano il capogruppo della Lega in Consiglio comunale Igor Gelarda e la deputata e Consigliera Marianna Caronia

“Piove ancora, è il caso di dirlo, sulle tante aziende agricole siciliane che restano penalizzate e senza risarcimenti dopo i danni subiti in seguito al violento maltempo dell’ottobre 2018. Finora risultano 599 istanze ammesse in tutta la Sicilia, per 11,7 mln € di contributi concessi sui 53 mln € richiesti. Ma c’è un fronte di richieste molto più ampio, per centinaia di milioni di euro, che non è stato nemmeno preso in considerazione, molto probabilmente a causa di difformità ed errori nell’applicazione della direttiva del 12 luglio 2019 emanata dal commissario delegato per l’emergenza, che regola le richieste di contributi”.

Lo sostiene Giorgio Pasqua, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione all’Ars. La vicenda riguarda gli ingenti danni subiti dalle aziende agricole nell’ottobre 2018, quando in tutta la Sicilia forti raffiche di vento e alluvioni misero in ginocchio le produzioni agricole, oltre a provocare evacuazioni di numerose famiglie e la perdita di ben 29 vite umane.

“Il Governo nazionale – ricorda Pasqua – mise subito a disposizione le somme necessarie per il ripristino delle strutture danneggiate o distrutte, ma la Regione, attraverso la Protezione Civile, ha impiegato quasi due anni per esitare le pratiche. Dalla presentazione delle istanze, iniziata nel luglio 2019, solo lo scorso 4 marzo sono stati pubblicati gli elenchi provvisori dei beneficiari, in un’area recondita del portale web, di difficile accesso e senza aver dato alcuna diffusione. Non si trova un elenco delle istanze rigettate e quindi molte aziende escluse non hanno potuto conoscere le motivazioni e replicare al provvedimento”.

“La cosa più grave, però – spiega Pasqua – riguarda le enormi e incomprensibili incongruenze fra le cifre indicate nelle perizie asseverate, presentate dalle aziende, e le cifre ammissibili a contributo: emergono tagli dal 62% ad oltre il 97% di quanto richiesto. Ancora, alcune spese sono state cassate per mancanza di documenti che però non erano richiesti. Inoltre, le spese riconosciute sono state ridotte del 50% per tutti i richiedenti: questo doveva avvenire solo per le aziende dotate di polizza assicurativa contro i danni, e per evitare duplicazioni di risarcimenti (un principio generale in campo assicurativo), mentre il taglio è stato applicato a tutti e senza aver chiesto se si avesse una polizza assicurativa. Insomma, sembra quasi che gli uffici abbiano interpretato al contrario quanto scritto da loro stessi nella direttiva. Tutto questo è avvenuto senza la possibilità di un contraddittorio tra le parti, un fatto assurdo”, conclude Pasqua, che ricorda come i contributi “dovevano essere erogati entro il terzo anno dall’evento stesso, come recita la normativa europea, e quindi entro questo mese di ottobre”.

Il deputato regionale chiede quindi chiarimenti al presidente Musumeci e all’assessore all’Agricoltura, Scilla, sulla corretta applicazione della direttiva del 2019, oltre all’eventuale ricalcolo degli importi spettanti alle singole aziende e la pubblicazione degli elenchi delle aziende escluse e delle relative motivazioni.

A fronte dei 31 progetti siciliani bocciati a Roma nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonio Scilla, riferendo all’Assemblea Regionale sul recente incontro con il ministro Patuanelli, ha annunciato: “Otto dei 31 progetti per le reti idriche in Sicilia bocciati nei giorni scorsi sono stati recuperati. Tali progetti avrebbero in realtà rispettato i parametri richiesti: sono 6 progetti esecutivi e 2 definitivi, per un valore complessivo di 121 milioni di euro. Dei 6 progetti esecutivi, 3 riguardano il Consorzio di bonifica Trapani 1; uno riguarda il Consorzio di bonifica Agrigento 3; uno Ragusa; un altro a Caltagirone”.

Breve disamina politica, a cavallo del periodo attuale di elezioni Amministrative, del presidente della Regione, Nello Musumeci, che afferma: “In Sicilia credo che il centrodestra abbia vinto: i numeri non sono opinabili. Credo sia emersa un’esigenza chiara. La gente si affida a persone che abbiano dimostrato competenza politica, capacità amministrativa e radicamento sul territorio. Non si può inventare una classe dirigente un mese prima, ovvero a candidati sindaco scelti un mese prima del voto. Sul fronte dei vari schieramenti politici ritengo che il centrodestra dove è unito vince. Dove non è unito inesorabilmente perde. I Cinque Stelle? Perdono a favore del Partito Democratico”.

All’Assemblea Regionale Siciliana non si entra senza green pass: pugno duro del presidente di Sala d’Ercole. Gianfranco Miccichè afferma: “Alcuni colleghi si sono presentati in portineria senza green pass, e correttamente gli assistenti non li hanno fatti entrare. Vorrei chiarire che qualsiasi iniziativa si voglia assumere lo si faccia. Si presenti ricorso al Tar se si vuole, ma la legge dispone all’amministrazione di fare rispettare le disposizioni. Non si può entrare all’Ars senza green pass”. Miccichè probabilmente si è riferito in particolare a due deputati di Attiva Sicilia, ex 5 Stelle, Angela Foti e Sergio Tancredi, che sono contrari all’obbligo del green pass. E Gianfranco Miccichè ha aggiunto: “Invito i deputati che hanno fatto questa richiesta di ingresso senza green pass, pur sapendo che era inutile, a desistere da iniziative di protesta. Se la legge dell’obbligo del green pass sia illegittima e contraria alla Costituzione non siamo noi a deciderlo”.