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“Le soluzioni che riguardano la crisi degli ospedali siciliani non possono non passare attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali che hanno tutto il diritto ad esprimere la loro opinione su materie così delicate che riguardano l’organizzazione del lavoro e il destino professionale di tanti colleghi”. A dichiararlo sono il segretario regionale CIMO (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) Giuseppe Bonsignore e il presidente regionale della Federazione CIMO-FESMED (Federazione Sindacale Medici Dirigenti) Riccardo Spampinato.

“Oggi il nuovo assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo, si trova ad affrontare una situazione che era già drammatica ai tempi del suo predecessore Razza, e che adesso è diventata catastrofica. Chiediamo quindi all’assessore Volo di convocare urgentemente le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria per discutere insieme delle problematiche dell’intera Regione e delle possibili soluzioni che non possono passare come sempre sulla pelle dei medici e dei pazienti”.

“Purtroppo non solo Caltagirone – aggiungono – ma diversi altri ospedali della Sicilia versano in condizioni che definire critiche è un semplice eufemismo: mancano medici nei pronto soccorso, dove gli organici sono ben al di sotto del 50% della dotazione prevista, ma la situazione non è diversa anche in altre discipline, dall’anestesia e rianimazione, alla cardiologia alla pediatria”.

“La soluzione chiesta dai sindaci del comprensorio di Caltagirone che è quella di creare un Dipartimento Interaziendale – evidenziano Bonsignore e Spampinato – non può essere la soluzione, in primis perché non in linea con quanto previsto dal DM 70 e dalle Rete Ospedaliera regionale per l’emergenza e poi perché, in ogni caso, sembra di difficile realizzazione stante l’esiguità di risorse umane anche negli ospedali delle altre aziende”.

“Dopo decenni di scelte politiche perverse – tuonano i due sindacalisti – fatte di tagli ai posti letto, di sforbiciate alle unità operative e di annientamento del personale, era inevitabile che i nodi venissero al pettine e adesso, la stessa politica che ha creato il problema, pretende di risolverlo con soluzioni fantasiose che alla fine saranno, come sempre, a carico e sulle spalle di quei medici che già sono spesso costretti a rinunciare alle ferie, ai riposi e che vengono presi e sbattuti in giro per i Reparti sguarniti, usati come veri e propri tappabuchi per turare le falle di una nave che affonda per colpe altrui e per precise responsabilità di chi non ha saputo governare”. 

“Eppure, nel mese di luglio scorso la Segreteria Regionale CIMO e la Federazione CIMO FESMED della Sicilia, nel corso di una partecipata Conferenza stampa tenutasi all’Ordine dei Medici di Palermo, alla presenza dell’allora assessore della Salute, Ruggero Razza, lanciarono un accorato grido di allarme sulla crisi degli ospedali in generale e dei pronto soccorso siciliani in particolare, proponendo soluzioni e chiedendo di far presto. Avevamo chiesto di prevedere una indennità di funzione per i medici di pronto soccorso e il pagamento di gettoni di guardia adeguatamente remunerativi in modo da attrarre quei medici che oggi sono in fuga verso il privato o che, in ogni caso, non ne vogliono sapere di sacrificare tutto per un piatto di lenticchie. Avevamo anche chiesto di sospendere temporaneamente le attività di quei PPI (Punti di Primo Intervento) che erogano un basso numero di prestazioni in modo da recuperare risorse umane da inviare nei pronto soccorso in estrema sofferenza. Purtroppo non se ne fece nulla – concludono Bonsignore e Spampinato – ed oggi il contesto è notevolmente peggiorato sotto ogni aspetto”.

Sul sito del Ministero della Salute è stato pubblicato l’elenco nazionale (aggiornato) dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle Aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del servizio sanitario. Si tratta di persone qualificate che hanno appositamente presentato istanza per essere inserite nell’albo. A fronte della pubblicazione di tale documento, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e nello specifico l’assessore alla Salute Giovanna Volo, potranno dunque nominare i direttori generali delle Aziende sanitarie attenendosi però obbligatoriamente all’elenco nazionale. Lo stesso vale anche per le nomine dei commissari.
Ecco l’elenco

L’assessorato regionale alle Politiche sociali e al Lavoro ha sbloccato le somme per il pagamento delle ore di straordinario per 3.016 lavoratori Asu, relative al quadrimestre settembre-dicembre 2022. A titolo di acconto per i mesi di settembre, ottobre e novembre 2022 sarà liquidata la somma di 5.582.254 euro. L’assessore Nuccia Albano commenta: “Nei prossimi giorni gli uffici provvederanno a liquidare le somme spettanti ai tanti lavoratori che svolgono responsabilmente da anni un’attività fondamentale di pubblico interesse. Prima di Natale il personale Asu riceverà i dovuti pagamenti”. E il presidente della Regione, Schifani, aggiunge: “I lavoratori Asu meritano tutta l’attenzione possibile perché da anni, in condizioni di precarietà, svolgono un ruolo fondamentale per il funzionamento degli uffici presso cui prestano servizio. Il nostro impegno sarà sempre quello di rispettare il loro lavoro. Inoltre, approfondiremo la vertenza che li riguarda per provare a trovare una soluzione legislativa e amministrativa che sia sostenibile”.

“22mila euro per il mio ufficio? No, grazie”. Così ha risposto il presidente della Regione, Renato Schifani. L’ufficio del cerimoniale della Presidenza della Regione siciliana, al secondo piano di palazzo d’Orleans, ha richiesto l’acquisto di una poltrona presidenziale, di due poltrone modello Oxford per gli ospiti e di un divano e altre due poltrone modello Arcadia. L’acquisto è stato predisposto sul Mepa (mercato elettronico della pubblica amministrazione) per una spesa di 22mila euro più Iva, a gravare sul bilancio della Regione. Schifani: “Ho ritenuto inopportuna la spesa. Sono stato all’oscuro di tale acquisto. Ho disposto il blocco della spesa”.

Giovanna Bonsignore, di 46 anni, è stata uccisa a coltellate dal suo compagno, Salvatore Patinella, di 41, il quale con la stessa arma si è poi tolto la vita. L’omicidio-suicidio è avvenuto ieri sera nell’appartamento della coppia, in via Giovanna d’Arco a Villabate (Palermo). Secondo le testimonianze di alcuni conoscenti, Giovanna Bonsignore e Salvatore Patinella si erano lasciati, ma l’uomo non aveva accettato la separazione. Lui ieri è andato a trovare la ex e l’ha uccisa nel corso di una lite.

Alcuni amici, leggendo il post sul social, si sono allarmati e hanno chiamato i carabinieri che sono entrati in casa grazie all’intervento dei vigili del fuoco e hanno trovato i due corpi. Secondo gli stessi conoscenti, Patinella e Bonsignore si erano lasciati, ma l’uomo non aveva accettato la separazione.

Il post su Facebook – “Chiedo in ginocchio umilmente scusa a Dio e a Carlotta, sei stata come una figlia per me, per il dolore atroce che purtroppo, non avrei mai immaginato di recarti, ma è lo stesso dolore che io sto provando da un mese circa, non riesco più a dormire, più a mangiare, consapevole che l’avrei provato per tutta la vita, arrivando alla follia, senza mai darmi una spiegazione per la perdita: del MIO UNICO AMORE MERAVIGLIOSO TESORO MIO GIOVANNA, LA MIA PRINCIPESSA, IL MIO UNIVERSO, IL MIO TUTTO, di te Carlotta cresciuta come una figlia, della mia casa, eravate la MIA FAMIGLIA”. Lo ha scritto su FB, prima di compiere il delitto, Salvatore Patinella. “Chiedo SCUSA ai miei genitori, alle nostre famiglie, alle sorelle e fratelli, ai nipoti, ma non di meno ai miei compari, per me come fratelli, persone uniche, meravigliose e speciali e a tutte le persone che ci hanno voluto bene, nonostante il gesto atroce che io sto per compiere”. 

“Il problema del caro voli non può essere l’appuntamento fisso di ogni vigilia di Natale per poi cadere nel dimenticatoio il 7 gennaio. Il problema è serio perché penalizza la Sicilia e crea gravi disagi a livello sociale ed economico. Per noi industriali questo è un periodo “caldo”, in cui si chiudono contratti con le aziende e si prepara l’attività dell’anno successivo: le trasferte – anche non programmabili – per Roma e Milano non possono costare circa 600 euro. O, magari, non è possibile non trovare posto perché i collegamenti sono insufficienti”.

Antonino Lo Coco, presidente dell’Unione Industriali di Palermo aderente a Confcommercio, lancia un grido d’allarme che si unisce a quello di altre categorie fortemente danneggiate.

“Il ricorso all’Antitrust, annunciato dal presidente della Regione, è sicuramente un primo atto importante – prosegue Lo Coco – ma il problema andrà affrontato con atti concreti, nei modi e nelle sedi opportune, a cominciare dal 7 gennaio in modo da arrivare alla soluzione prima del prossimo Natale. È necessario stabilire dei tetti massimi ai prezzi dei biglietti e tenere conto anche del prezzo medio applicato dalle compagnie dal primo gennaio al 30 novembre. In ogni caso, va cancellato questo gap che genera problemi economici non indifferenti agli industriali”.

La Corte d’Assise d’Appello di Palermo, presieduta da Angelo Pellino, ha confermato la condanna all’ergastolo a carico di Marco Ricci, imputato di avere ucciso l’ex moglie, Anna Scavo, con una coltellata alla gola, innanzi al figlio minorenne, nel giugno 2019 a Carini. La donna fu sorpresa dall’ex marito all’interno di un negozio di scarpe a Carini dove ha lavorato. La separazione tra Ricci e la moglie è stata molto tesa. Lui ha raccontato che la morte della sua ex è stata solo un incidente, che era lei a impugnare il taglierino, e che, nel tentativo di strapparglielo dalle mani per proteggere il figlio, anche lui nel negozio, avrebbe colpito la donna alla gola. L’imputato dovrà anche risarcire i genitori e il fratello della vittima, parte civile al processo tramite l’avvocato Giulio Bonanno.

Il deputato regionale di Forza Italia, Tommaso Calderone, si è dimesso perché ha optato per il seggio alla Camera dei Deputati. Al suo posto subentrerà l’ex assessore Bernadette Grasso che, secondo indiscrezioni, sarebbe legata al gruppo “Forza Italia all’Ars”, benedetto dal presidente Schifani e in contrasto con il gruppo “Forza Italia”, di Gianfranco Miccichè. Se così sarà, su 13 deputati azzurri a Sala d’Ercole, il gruppo di “Forza Italia all’Ars” conterà 10 deputati, e quello di Miccichè 3 deputati, essendo Calderone il quarto adesso mancante.