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“Rispetto alla prima ondata di contagi nessuna struttura sarà esclusivamente un Covid hospital”.

Lo ha ribadito l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che ieri ha spiegato la sua strategia: “Ogni provincia deve essere autonoma, cioè deve riuscire a offrire assistenza a chi viene contagiato sul proprio territorio. Ma non ci saranno più ospedali interamente dedicati al Covid perché ciò obbligherebbe a bloccare le altre branche. Ed è una cosa che non vogliamo fare”.

Razza ha aggiunto di volersi distaccare dal modello seguito in altre regioni: “Campania, Lombardia ed Emilia hanno contingentato i ricoveri ordinari. In più vari ambulatori sono stati chiusi e i pronto soccorso sono quasi interamente destinati ai pazienti Covid. Noi invece terremo tutto aperto. Non bloccheremo le altre attività sanitarie”.

Alla fine i posti letto dedicati ai pazienti Covid saranno 2.500. E per arrivare a questo target il piano prevede di raddoppiare la dotazione a Palermo e Catania e triplicarla a Messina. Contemporaneamente verranno attivate nuove strutture che renderanno autonoma ogni provincia. Per Ribera, l’unica novità è che tutti dicono che “bisogna correre per completare la struttura”. Il tempo corre, ma il virus corre più del tempo.

La deputata di “Italia viva” Giusy Occhionero è stata rinviata a giudizio dal Gup del Tribunale di Palermo per falso, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta  “Passepartout”, che ha svelato un intreccio fra la famiglia mafiosa di Sciacca, e parte della politica. La parlamentare avrebbe fatto passare per suo assistente Antonello Nicosia (iscritto ai Radicali italiani), 48 anni, di Agrigento,  poi arrestato per mafia, e allora conosciuto solo telefonicamente, consentendogli di entrare con lei nelle carceri, senza autorizzazione, e di aver incontrato alcuni boss.

Solo in un secondo momento, dopo tre ispezioni alle case circondariali di Agrigento, Sciacca e Palermo, i due avrebbero formalizzato il rapporto di collaborazione. Nicosia, coimputato della Occhionero accusato di falso aggravato e associazione mafiosa, ha scelto il rito abbreviato, come il boss di Sciacca Accursio Dimino, e i fratelli Paolo e Luigi Ciaccio, che rispondono di favoreggiamento. Rinviato a giudizio, come Occhionero, Massimiliano Mandracchia, anche lui imputato di favoreggiamento.

Il 18 e 19 ottobre si svolgeranno in Sicilia le consultazioni elettorali per il turno di ballottaggio in 4 Comuni: Agrigento, Carini in provincia di Palermo, Augusta e Floridia nel Siracusano.
L’elettore può esprimere una preferenza per un candidato sindaco.
Quest’anno, considerata l’emergenza epidemiologica, l’elettore dovrà recarsi al seggio elettorale munito di apposita mascherina protettiva.
L’elaborazione e la diffusione dei dati relativi ai risultati elettorali, da parte dell’assessorato delle Autonomie locali, saranno effettuate mediante l’utilizzo del programma Idec, realizzato con la collaborazione dell’assessorato dell’Economia, della società Sicilia Digitale e delle prefetture territorialmente competenti.

Durante le operazioni di voto – che si svolgeranno domenica 18 dalle 7 alle 22 e lunedì 19 dalle ore 07 alle 14 – saranno pubblicate quattro rilevazioni sull’affluenza degli elettori al voto con il raffronto dei dati rispetto alle ultime elezioni amministrative dei Comuni interessati. I dati di affluenza alle urne saranno diffusi ai seguenti
orari: domenica alle ore 12.30, 19,30 e 22,30; lunedì alle ore 14,30.
Lo scrutinio avrà inizio a partire dalle ore 14 di lunedì, subito dopo il completamento delle operazioni di votazione. I dati provvisori, man mano che verranno trasmessi dalle prefetture territorialmente competenti al dipartimento delle Autonomie locali, saranno elaborati e pubblicati in tempo reale.

Questi i candidati nei 4 Comuni. Ad Agrigento, Francesco Miccichè Calogero (Lillo) Firetto. A Carini, Giuseppe (Giovì) Monteleone e Salvatore (Totò) Sgroi. A Floridia, Marco Carianni e Burgio Salvatore. Ad Augusta, Giuseppe
(Pippo) Gulino e Giuseppe (Pippo) Di Mare.

Con l’elezione del sindaco si effettuerà anche la ripartizione dei seggi alle liste che al primo turno hanno superato la soglia di sbarramento del 5 per cento.
I consiglieri ancora da eleggere sono 24 ad Agrigento, Carini e Augusta; 16 a Floridia.

“L’attuale quadro sociale e politico che sta vivendo la Sicilia, impone a Forza Italia di confermarsi nel solco di quel senso di responsabilità che ha sempre caratterizzato la linea e la storia del Partito. Tale orientamento deve prendere corpo nella nostra missione nel buongoverno regionale in Sicilia, dove noi azzurri onoriamo il compito di forza trainante dell’esecutivo e componente che si è distinta per dedizione e risultati di ciascun nostro assessore.  Non pare dunque nè opportuna, nè cogente l’idea di rimpasto o di sostituzione di alcuni assessori che, tra l’altro, dimostrano quotidianamente impegno e fattività. Nel caso in cui dovesse invece sorgere tale necessità, la stessa dovrebbe essere condivisa preventivamente con tutta la classe dirigente di Forza Italia e con il Gruppo Parlamentare all’Ars, assicurando la massima condivisione. Oggi, infatti, ciò che serve al Partito è un nuovo, corale lavoro di pianificazione, che rafforzi una proposta politica attrattiva di quell’elettorato deluso dal fallimento giallo-rosso. Ecco perché va fissata un’agenda liberale e popolare che veda la partecipazione nel territorio di tutta la nostra classe dirigente, nessuno escluso, e dimostrare di essere vero punto di riferimento del centrodestra siciliano”.

Lo affermano i deputati regionali di Forza Italia, Tommaso Calderone, Stefano Pellegrino, Alfio Papale, Mario Caputo e Marco Falcone.

Da notare che la riflessione di cui sopra viene espressa solo da una buona percentuale di parlamentari di Forza Italia. Chissà come mai, quando si riflette, manca sempre Agrigento.

L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto è stata condannata a 1 anno e 1 mese di reclusione. Era accusata insieme al marito Lorenzo Caramma, al figlio Emanuele, che sono stati assolti, e al medico dell’ospedale Cervello di Palermo, Giuseppa Guzzetta (condannata a 1 anno di reclusione), a vario titolo, di falsità ideologica e truffa ai danni di un’assicurazione. Secondo l’accusa Silvana Saguto avrebbe chiesto a due medici dei certificati falsi per il figlio.

Un modo per ottenere un risarcimento veloce dall’assicurazione, dopo un incidente stradale. La dottoressa Crocifissa Guccione, medico di famiglia, è stata condannata per falso a un anno e quattro mesi dal giudice Marcello Testaquadra, al termine del rito abbreviato. Silvana Saguto, accusata di frode all’assicurazione, e il medico dell’ospedale Cervello Giuseppa Guzzetta avevano invece scelto il rito ordinario. Il pm Claudia Pasciuti aveva chiesto 5 anni per Silvana Saguto e 4 anni e 6 mesi ciascuno per gli altri tre imputati. (ANSA).

Un esercito di camici bianchi per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio delle Aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina e creare una sorta di “cintura di protezione”. Con una propria ordinanza, il presidente della Regione Nello Musumeci ha infatti autorizzato le tre Aziende sanitarie provinciali, competenti per territorio, a implementare il numero delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) già istituite, fino al raggiungimento dello standard di una Unità ogni venticinquemila abitanti.

Le Asp potranno fare ricorso al nuovo personale sanitario attingendo anche  dagli elenchi che si stanno formando attraverso il bando predisposto dal Policlinico di Messina per l’avvio della campagna regionale di screening epidemiologico. Va ricordato che l’avviso, pubblicato sul sito dell’Azienda ospedaliero-universitaria messinese e che ha già visto l’adesione di oltre tremila professionisti, scade martedì prossimo.

Tra le misure contenute nella nuova ordinanza del governatore anche l’istituzione, in tutta la Sicilia, delle “Unità speciale di continuità assistenziale di pronto intervento” che opereranno h.24 per  prestare immediata e urgente assistenza.
Nell’ambito del mondo della scuola, invece, è confermata la figura delle Usca scolastiche prenderanno in carico i casi sospetti da Covid-19 relativi a personale docente, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e studenti degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali.Le nuove Usca, per la loro funzione di pronto intervento, potranno avvalersi dei mezzi e delle strumentazioni della Seus e di quelli delle organizzazioni di volontariato che si svolgono servizio di emergenza-urgenza in affiancamento e integrazione al sistema sanitario regionale.

Scatta la zona rossa per due Comuni siciliani. Si tratta di Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento, e Mezzojuso nel Palermitano, dove a partire dalle 14 di domani (sabato 17 ottobre) sono adottate le misure più stringenti per contrastare la diffusione del Coronavirus. La decisione è stata assunta dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in seguito al rapporto delle due Asp territorialmente competenti che hanno confermato la presenza di cluster locali.

In particolare nelle due cittadine siciliane (fino al 24 ottobre per Mezzojuso e al 7 novembre per Sambuca), sarà vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, all’interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per una sola volta al giorno. A Sambuca di Sicilia e Mezzojuso la principale modalità di lavoro sarà lo smart-working, con la promozione, da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, della fruizione di ferie e congedi per i propri dipendenti.

Stop alle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ai servizi dell’infanzia. Chiusi musei, biblioteche e luoghi di cultura, inoltre saranno vietati banchetti e feste private di qualunque tipo. Da domani, nei due centri, saranno sospesi tutti gli eventi sportivi, (incluse le attività di allenamento), le manifestazioni culturali, ludiche e religiose (grandi eventi,cinema, teatri, pub, scuole ballo, sale giochi, discoteche, ecc.). Sospese altresì le cerimonie civili e religiose, a eccezione dei funerali a cui potranno partecipare massimo 15 persone.

Negli esercizi commerciali delle due comunità sarà consentito l’accesso a una sola persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Sono, comunque, consentiti l’asporto e la vendita al domicilio sempre all’interno del territorio comunale. Nei due paesi è consentito il transito, dai rispettivi territori comunali, per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali. Inoltre, è consentita la circolazione dei residenti o domiciliati (anche di fatto) nei Comuni interessati, esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante, purché condotti a titolo individuale.

Sono in corso interlocuzioni con altre amministrazioni locali per valutare eventuali misure contenitive dedicate, sulla base dell’andamento epidemiologico giornaliero.

Ad annunciarlo il Presidente della partecipata, Michele Cimino, che con l’occasione esorta, ancora una volta , tutti gli utenti del trasporto pubblico ad indossare, correttamente la mascherina a bordo dei mezzi Amat e non solo. Da oggi su tutti i bus e tram di Palermo verranno installati anche i dispenser necessari per disinfettare le mani; gesti semplici ma necessari per garantire maggior sicurezza sui mezzi. Un contributo,  quello dell’Amat, in un momento nel quale è fondamentale la collaborazione di qualsiasi soggetto sia pubblico sia privato

La statale Agrigento – Caltanissetta rischia di aggiungersi alla lunga lista delle grandi incompiute siciliane. Bisogna intervenire per evitare di stabilire un nuovo triste primato. «I lavori di raddoppio della strada statale 640, Agrigento – Caltanissetta, non possono più aspettare. E’ arrivato il tempo delle scelte».

Lo dichiarano Ignazio Giudice, Emanuele Gallo, Vincenzo Mudaro, Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil preoccupati dello stallo di un’opera che rischia di rimanere incompiuta. I tre sindacalisti, assieme ai colleghi Francesco Cosca (Segretario Fillea Cgil), Franco Sodano (Segretario Filca Cisl), Nunzio Mangione (Segretario Fenea Uil) rimarcano l’importanza dell’investimento «che non va assolutamente perso ma tutelato con tutte le azioni possibili.

In ballo ci sono posti di lavoro, indotto economico e miglioramento della mobilità per significative porzioni del territorio regionale. Non possiamo permetterci – proseguono Giudice, Gallo, Mudaro – di subire un danno così enorme al quale si rischia di aggiungere la colossale beffa di restituire all’Unione europea la ragguardevole somma di 456 milioni di euro».

«La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna – evidenziano i segretari territoriali di Cgil, Cisl, Uil – ha il dovere di onorare gli impegni contrattuali e su ciò va assunta una posizione netta dal Governo regionale, dall’Anas e da tutte le istituzioni che hanno responsabilità, inclusa la stazione appaltante. Se al 30 novembre i lavori di raddoppio della strada statale 640 non dovessero far registrare significativi avanzamenti, riteniamo la rescissione contrattuale, da parte dell’Anas, la via maestra per puntare ad eliminare lo stallo e avviare un nuovo e repentino percorso di ripresa degli interventi. Come forze sociali – concludono Ignazio Giudice, Emanuele Gallo, Vincenzo Mudaro – ci stanno a cuore tutti quei fattori che incrociano economia, sviluppo viario, efficienza dei processi amministrativi, benessere della collettività. Però anche il governo nazionale deve fare la sua parte perché la politica dei sopralluoghi diretti non ha portato ad alcun risultato. Si rende necessario
monitorare la perizia di variante ferma al ministero delle infrastrutture e dei trasporti cercando di evitare che la SS 640, Agrigento Caltanissetta faccia crescere il già lungo e triste elenco delle grandi incompiute siciliane».

“L’ennesimo attacco del Presidente Musumeci ai dipendenti regionali è comprensibile, se non fosse che viene dal Presidente della Regione.”
Lo affermano i deputati regionali Marianna Caronia, Luisa Lantieri e Carmelo Pullara.
Per i tre parlamentari, “certamente vi è un deficit grave di alfabetizzazione digitale fra i dipendenti, come in tutta la pubblica amministrazione. Un deficit che ha radici lontane nell’organizzazione degli uffici, nell’assenza di una seria politica di aggiornamento e formazione, nel fatto che il personale sia nella grande maggioranza, per oggettive condizioni anagrafiche, appartenente alla fascia di popolazione meno avvezza all’uso del digitale.
Ma il ruolo della Politica è quello di trovare rimedio ai problemi e non additare, per altro con toni poco consoni al ruolo istituzionale.
Il Presidente Musumeci quindi faccia un necessario sforzo per immaginare cosa serve per ridurre il gap culturale e professionale che ha attaccato con tanta veemenza; colga l’occasione, come avvenuto in tante altre realtà amministrative in Italia e anche in Sicilia, per utilizzare le imposizioni di ricorso allo smarworking per avviare una massiccia formazione e riqualificazione del personale, utilizzando risorse interne ed esterne della Regione e valorizzando proprio quella parte della struttura e del personale regionale che sono invece più avanti nelle competenze digitali.”
Per Caronia, Lantieri e Pullara “se ciò non avvenisse, l’attacco di ieri rischia di apparire e restare un’accusa fine a sé stessa di cui difficilmente si comprende l’utilità se non quella di un populismo di bassa lega.”