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“Sento dei lamenti dell’Assessore Falcone nei confronti di Gianfranco Micciché e francamente li trovo incomprensibili oltre che immotivati, specie perché in Sicilia possiamo contare su un partito che continua a inanellare consensi e crescita. Parla del 2012 come disfatta orchestrata dal Presidente Miccichè? Bene io c’ero e basta un po’ di onestà intellettuale di chi accusa per capire che la sconfitta non fu causata da Grande Sud, bensì da altre dinamiche in gioco. C’ero anche nel 2017 e se alla fine il centrodestra è andato compatto con Musumeci, è anche grazie a Forza Italia, al suo coordinatore regionale e tutti noi sul territorio”. Lo afferma il vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars, on. Michele Mancuso.  

“Marco Falcone piuttosto che sparare a salve – continua il Parlamentare – dovrebbe essere grato verso chi lo ha tenuto nella plancia di comando per quattro anni e mezzo – e se gli va bene per qualche altro mese. È il momento di mettere da parte gli atteggiamenti di sfida. Forza Italia, a prescindere dagli alleati, è un partito che deve pretendere in Sicilia il ruolo di guida di una coalizione certamente unita, ma con dei criteri ben definiti”. 

“Se per lui è così difficile esternare la propria gratitudine – conclude Mancuso – forse farebbe meglio a cercarsi un altro partito. Noi però, piuttosto che a dimissioni anticipate, ripicche e giocate d’anticipo che imbarazzano i siciliani, vorremmo lavorare a come aiutare le famiglie, i lavoratori e le imprese in difficoltà, già dalla prossima finanziaria. Specie dopo un periodo drammatico a causa di una pandemia e una guerra ancora in atto che bussa ai nostri confini, dobbiamo giustificare i capricci di chi vuole ancora di più, sputando sul piatto dove per anni ha lautamente banchettato? Che si metta da parte l’ego per fare spazio alla squadra per il bene dei cittadini”.  

“Nonostante le tante segnalazioni e le proteste unitarie da parte delle organizzazioni sindacali di settore, il caos continua a regnare
sovrano fra il personale e nelle strutture sanitarie e ospedaliere impegnate contro il Covid. Il tutto, mentre i contagi non accennano a
diminuire, le vaccinazioni ristagnano e i reparti Covid sono sempre pieni.

La proroga dei contratti del personale assunto per l’emergenza Covid, richiesta a gran voce dai tecnici del mondo sanitario e sostenuta da
tutta l’Assemblea Regionale, è diventata invece l’ennesima occasione per mostrare l’approssimazione con cui è stata gestita una emergenza
che non è affatto finita. Per questo chiedo ancora una volta che si convochi urgentemente l’Assemblea per discutere la situazione e perché la programmazione avvenga con criteri sanitari e non criteri che puzzano troppo di campagna elettorale con annessi ricatti e guinzagli.”

Lo dichiarano i deputati regionali Marianna Caronia e Carmelo Pullara, facendo seguito al documento sottoscritto da tutte le sigle sindacali
dei medici che hanno chiesto un incontro con il Governo regionale e con l’Assemblea Regionale Siciliana.

Si è svolta oggi all’ Assemblea Regionale Siciliana convocata dalla commissione parlamentare speciale di “Indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi” riunione in videoconferenza dalla sala Armigeri, audizione presieduta dal Presidente della commissione l’onorevole Carmelo Pullara, relativamente alle criticità nella gestione della società Seus, società che cogestisce il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia, successivamente alle dimissioni del Presidente del Consiglio di amministrazione Calogero Ferlisi il 16 marzo scorso a un mese e mezzo dall’insediamento.

A riassumere le questioni, il Presidente della commissione speciale l’onorevole Carmelo Pullara. A seguire gli interventi del Presidente della Seus 118 Pietro Marchetta, delle Organizzazioni Sindacali, del delegato dell’Assessore regionale della Salute Ruggero Razza e dell’onorevole Caronia Maria Anna.

“Come esposto dal presidente della Commissione l’onorevole Pullara – dichiara Calogero Coniglio Segretario Regionale Fsi-Usae abbiamo espresso forti dubbi giuridici sulla nomina a Presidente della Seus del dott. Marchetta da parte della maggioranza di amministratori in carica del consiglio di amministrazione, dubbi sui poteri ordinari, amministrativi, di firma e rappresentanza”.

Il dott. Marchetta ha replicato “è stato rispettato l’art. 28 comma 6 dello statuto della Seus, il codice civile” apportando un parere notarile.

Dopo ampia ed articolata discussione la commissione si è riservata di verificare la regolarità giuridico-amministrativa della nomina a Presidente della Seus del dott. Marchetta e di acquisire il parere notarile.

“Sarebbe stato più idoneo un parere legale e al termine della riunione abbiamo chiesto all’Onorevole Pullara l’acquisizione di una copia del parere notarile” – conclude Coniglio.

“Non ho mai condannato il presidente Musumeci come persona. Durante la legislatura, ho sempre e solo criticato il suo metodo di lavoro”. Così il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, a margine della conferenza stampa di presentazione della mostra .ЯƎ organizzata dalla Fondazione Federico II, che verrà inaugurata oggi.

“Musumeci, nella sua azione di governo, non ha mai coinvolto i partiti della maggioranza, con cui avrebbe dovuto condividere importanti decisioni, soprattutto quando si è trattato di approvare le leggi di riforma. Un atteggiamento, questo, che ha indisposto l’intero Parlamento – ha aggiunto Miccichè -. Ho fatto parte di cinque governi nazionali e non è mai esistito che il governo prendesse iniziative su temi importanti senza avvisare i partiti”.

“Anche io avrei voluto candidarmi ma, quando ho capito che era una proposta divisiva, l’ho immediatamente ritirata – ha sottolineato -. Credo sia questo l’atteggiamento corretto per raggiungere una soluzione. Se tutti avessimo questo senso di umiltà, si troverebbe una soluzione in tempi brevissimi”.

“Mi dispiace molto che si sia creata questa contrapposizione con il presidente della Regione, ma Musumeci non si è mai messo in discussione – ha concluso Miccichè -. Spero ancora, fino all’ultimo, che lui possa capire i suoi errori e cambiare atteggiamento, per il bene e l’unità della coalizione di centrodestra”.

A Palermo i clan mafiosi del mandamento di Porta Nuova avrebbero controllato un business di conversione dei proventi delle rapine in lingotti, rilanciandoli nel mercato. Ciò emerge da un’inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura. Le Fiamme Gialle hanno arrestato 5 persone indagate di concorso esterno in associazione di stampo mafioso, riciclaggio, ricettazione ed estorsione. Sono stati sequestrati 5 “Compro oro” e 5 milioni di euro fra auto, aziende e immobili nella disponibilità di, complessivamente, 27 indagati. Le indagini sono state avviate a seguito di controlli su “operazioni sospette” e delle dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia. Il meccanismo di riciclaggio di oro sarebbe stato attuato da una società palermitana che, sulla base delle direttive impartite dal mandamento mafioso di Porta Nuova, avrebbe agito da collettore di ingenti quantità di materiale prezioso fornito da ladri, rapinatori e ricettatori. La società artefice del sistema sarebbe stata finanziata inizialmente dalla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio che fra il 2016 e il 2018 avrebbe concluso operazioni di cessione di oro per oltre 2,19 tonnellate, per un controvalore di oltre 75 milioni di euro. L’oro rubato sarebbe stato fuso per essere poi ceduto ad altri operatori del settore sotto forma di lingotti o verghe. Dopo la trasformazione l’oro è stato poi ceduto ai negozi compro oro per riciclarlo.

Con il Pnrr in Sicilia si stanno finanziando opere infrastrutturali sulla rete ferroviaria che già erano programmate o in fase di realizzazione con fonti di finanziamento nazionali. È quanto emerso questa mattina in Commissione IV Ambiente e Territorio nella quale si è tornato a parlare di Pnrr e investimenti sulla rete ferroviaria nel corso di un’audizione con il dirigente regionale Fulvio Bellomo e i vertici di RFI e Trenitalia.
Dopo mesi di richieste per conoscere quali progetti fossero stati inseriti nel Pnrr, oggi è stato confermato quello che già le deputate regionali Giusi Savarino di Diventerà Bellissima e Angela Foti di Attiva Sicilia denunciavano da tempo, cioè il finanziamento a valere sul Pnrr di opere già programmate con il Pnrr. Ma non è un semplice cambio della fonte di finanziamento, perché non è possibile più parlare di investimenti di natura statale, ma piuttosto sono diventate somme “in prestito” che andranno restituite: i fondi del Pnrr, infatti, in parte dovranno essere restituiti dall’Italia.
“Abbiamo ritenuto doveroso fare una ricognizione e compiere ulteriori approfondimenti – commenta il presidente della Commissione Mobilità, Giusi Savarino – allarmati da alcuni studi accademici sul divario territoriale dedicati proprio all’attuazione del Pnrr nel Meridione d’Italia. Che fine fanno i fondi Cipe già assegnati alla Sicilia e oggi liberati? Nonostante i ripetuti solleciti del Governo Musumeci, a Roma tutto tace. Pare proprio che il Governo Draghi con la Sicilia abbia fatto il gioco delle tre carte”.
“Sul Pnrr – afferma la vicepresidente dell’Ars, Angela Foti – non avevamo notizie di interventi infrastrutturali che non fossero già stati programmati e finanziati dai fondi Cipe.
L’impressione, diventata poi certezza, è che sia cambiata la fonte di finanziamento, ma gli investimenti sono rimasti gli stessi, con l’aggravante che le somme del Pnrr dovranno essere restituite. Stiamo parlando di 1 miliardo e 439 milioni di euro di risorse che spettano alla Sicilia e che potrebbero essere riallocate per implementare i collegamenti tra gli aeroporti e le Province o per collegare le città metropolitane siciliane con l’alta velocità e per l’acquisto di navi ro-ro per rendere più celere l’attraversamento dello Stretto”.
“È ora che Roma dia risposte. Sarebbe il caso che anche i deputati nazionali siciliani che sostengono il Governo Draghi vigilino affinché queste importanti risorse finanziarie non siano sottratte alla Sicilia”, concludono le due parlamentari regionali.
Nel corso della riunione di Commissione c’è stata anche l’audizione in merito alle problematiche legate alla localizzazione della nuova stazione ferroviaria ad Enna, tema sul quale è intervenuta la deputata regionale di Attiva Sicilia, Elena Pagana: “Il collegamento tra la nuova stazione ferroviaria di Enna e la città è indispensabile per un territorio interno che necessita di infrastrutture a garanzia della mobilità. Per questo, la Commissione presenterà su mia proposta, una mozione o un ordine del giorno all’Ars con la quale impegnare il Governo regionale a richiedere a quello nazionale la realizzazione di un’arteria di collegamento moderna e veloce. Ringrazio la presidente Savarino per la disponibilità”.

Nel corso del 2021 in Sicilia sono state aperte 38.347 nuove partite Iva, con un incremento del 5,69% rispetto all’anno precedente. In particolare nella provincia di Palermo sono state registrate 8.742 nuove aperture (+7,44%). È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Partite Iva del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che evidenzia inoltre come l’incremento a doppia cifra abbia riguardato tutta la penisola: nel corso del 2021 sono state infatti registrate 549.500 partite Iva, in aumento del 18.2% rispetto all’anno precedente, frutto del “rimbalzo” dopo la flessione del 2020.

La crisi economica generata dal Covid ha innescato una fase di forte cambiamento: molti lavoratori hanno scelto di cambiare stile di vita e di lavoro per passare da un’attività dipendente ad una in proprio, spinti dal desiderio di autonomia e maggiore flessibilità. Scegliere di lavorare come freelance implica però anche una serie di incombenze e scadenze burocratiche e contabili, che spesso richiedono tempo ed energie aggiuntive. In risposta a queste esigenze è arrivata anche in Italia, dopo il successo riscosso in Spagna, Xolo, una startup innovativa fondata nel 2015 e nata proprio dalla volontà di semplificare, digitalizzandola, tutta la gestione amministrativa di liberi professionisti, lavoratori autonomi e freelance.

Con un team di consulenti contabili e fiscali dedicato in Italia, Xolo unisce l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’open banking in un portale semplice e intuitivo che consente a qualsiasi soggetto dotato di partita IVA di delegare la gestione amministrativa a un servizio trasparente e affidabile, così da svolgere la propria attività con più flessibilità e maggior risparmio. Per chi non ne fosse già in possesso, inoltre, Xolo consente di aprire la partita IVA in modo semplice, veloce e gratuito sia come professionista che come ditta individuale.

Xolo è accreditata presso l’Agenzia delle Entrate e alla Camera di Commercio in Italia e i suoi servizi comprendono: la gestione personalizzata della fatturazione (cartacea ed elettronica) e delle spese, la compilazione della dichiarazione dei redditi e il pagamento delle tasse e dell’IVA. In caso di necessità, inoltre, è sempre possibile chiedere il supporto su richiesta tramite email, chat o videochiamata.

“L’idea alla base di Xolo è stata proprio quella di rendere l’attività del libero professionista più snella ed efficiente. Se la tecnologia ci ha permesso di effettuare le principali operazioni bancarie da i nostri smartphone, perché non poteva farlo anche per la gestione di tutte quelle pratiche legate alla Partita Iva?” ha commentato Carlos Sanchez, Country Manager Xolo per l’Italia e la Spagna. “Per farlo abbiamo ideato una piattaforma totalmente digitale per consentire a chiunque lavori in autonomia di potersi dedicare interamente al proprio progetto imprenditoriale

Davide Faraone annuncia il ritiro della sua candidatura a sindaco di Palermo. Il senatore di Italia Viva in un post su Facebook ha scritto: “Non faccio un passo indietro, sosterrò il mio amico Roberto Lagalla, l’ho conosciuto da Rettore, poi da vicepresidente del Consiglio nazionale di ricerca, quando ho avuto l’onore di ricoprire l’incarico di sottosegretario alla Scuola, all’Università e alla Ricerca scientifica. Lo reputo il più adatto a svolgere il ruolo di Sindaco e il più affine alle mie idee. Non me ne vogliano tutti gli altri candidati, che stimo e apprezzo. Darò il mio contributo da Senatore della Repubblica, come ho sempre fatto e continuerò a fare. Continuerò a dare il massimo del mio impegno per la città che amo più di me stesso, Palermo”.

Quando nel 2031 terminerà il blocco decennale delle assunzioni che il Governo Musumeci ha sottoscritto con lo Stato, la Regione Siciliana sarà praticamente priva di dirigenti e personale che possano mandare avanti l’attività amministrativa. Una crisi preannunciata che sarà gravissima e forse irreversibile già nel 2027, al termine della prossima legislatura regionale: a dicembre di quell’anno saranno infatti andati in pensione almeno il 52% dei dirigenti (420 pensionamenti su 807 dirigenti) e circa il 20% dei dipendenti “ordinari” del comparto (2.118 su un totale di 10.800).
Una vera “ecatombe” del personale regionale che, secondo Marianna Caronia, che ha condotto uno studio sulla situazione della burocrazia regionale, “porterà di fatto al totale blocco delle attività, all’impossibilità non solo di sfruttare le opportunità del PNRR e della programmazione comunitaria, ma renderà impossibile perfino l’ordinaria amministrazione, per la carenza di personale istruttore e di dirigenti abilitati alla firma delle pratiche.”

Lo studio condotto dalla Caronia è persino “ottimista” perché prende in considerazione soltanto i pensionamenti per raggiunto limite di età anagrafica del personale, mentre potrebbero esservi dipendenti che anche prima, per varie ragioni, potrebbero maturare il diritto alla pensione.

“L’accordo siglato dall’Assessore Armao nel gennaio del 2021 – sottolinea la Caronia – altro non è che l’ennesimo capestro per lo sviluppo futuro della Sicilia, condannata di fatto e restare dipendente dalle decisioni che saranno assunte a Roma e con una struttura amministrativa sempre più fragile e non adeguata a dare le risposte di cui cittadini, imprese e famiglie hanno bisogno.”

I numeri dello studio condotto dalla Caronia sono impietosi e mostrano come si stia andando incontro ad un sostanziale svuotamento degli uffici regionali. Nello stesso periodo del blocco delle assunzioni, previsto fino a dicembre del 2031, il totale dei dipendenti che andrà in pensione sarà di ben 700 dirigenti (oltre l’85% del totale) e 6.190 fra funzionari, istruttori e altri lavoratori con qualifiche minori (quasi il 60% del totale).

“E’ urgente rimettere in discussione quell’accordo-capestro – conclude Caronia – perché chiunque sarà il prossimo Presidente della Regione troverà in eredità una situazione a dir poco disastrosa e destinata solo ad aggravarsi. Allo stesso tempo, già dalla prossima finanziaria, è indispensabile introdurre modifiche normative per facilitare il transito del personale dal comparto all’area dirigenziale che altrimenti nel giro di pochi anni sarà del tutto sguarnita di professionalità, competenze e capacità di azione.
Non vorremmo che Musumeci oltre a lasciare una Regione dove è quasi impossibile chidiere il bilancio, lasci anche una situazione avviata verso il dissesto funzionale.”

Tragedia a Prizzi, in provincia di Palermo, dove due ottantenni sono stati travolti e uccisi da una Fiat Freemont, condotta da un imprenditore di 48 anni, denunciato dai carabinieri per omicidio stradale. L’incidente è avvenuto ieri, nella sera di Pasqua.

Le due vittime, Antonino Vallone, di 84 anni, e Nicola Costa, di 82, stavano percorrendo via Sandro Pertini, quando sono stati investiti dal mezzo. Trasportati all’ospedale di Corleone, sono morti poco dopo.

L’auto è stata sequestrata e l’investitore sarebbe risultato negativo all’uso di alcol e droga.