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“Uscendo dall’audizione in quinta commissione, a Palazzo dei Normanni,dove si è parlato dei bambini disabili, non basta tapparsi il naso. Bisogna farsi il segno della croce spruzzando acqua santa a destra ed a manca. Il governo Musumeci ha deciso, di scaricare le competenze dell’assistente all’igiene personale al personale Ata. Le funzioni che fino ad oggi sono state svolte da personale qualificato, dal 1 settembre dovrebbero essere svolte da personale interno alla scuola, cioè dai collaboratori scolastici con una formazione limitata e con un numero esiguo di ore da dedicare alle altre attività di servizio, quali la sorveglianza e le pulizie dei locali. Inoltre, è improponibile immaginare che una mansione tanto delicata, che riguarda la sfera personale degli alunni diversamente abili, possa essere assicurata con adeguati standard dai collaboratori scolastici, non specificatamente formati e già fortemente sottodimensionati.

Chi ritiene di potere affidare un ulteriore incarico al personale scolastico non conosce il mondo della scuola, ormai da tempo senza idonei strumenti finanziari e di personale. È una grande preoccupazione per le famiglie a cui verrebbero a mancare degli assistenti che da anni, con passione e costante presenza quotidiana hanno permesso ai loro figli di frequentare la scuola, superando tutte quelle barriere che, altrimenti, ne impedirebbero la normale fruizione. L’ignoranza è una benedizione, ma affinchè la benedizione sia completa, l’ignoranza deve essere profonda da non sospettare neppure se stessa. E di ignoranza profonda, il governo regionale se ne intende”.

Lo dichiara Aldo Mucci del sindacato Sgb.

“Senza voler fare dell’allarmismo gratuito, devo constatare che, alla luce degli ultimi dati di positività da coronavirus, e in particolare quelli che riguardano i tre migranti ospitati presso la struttura Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, il pericolo di un eventuale nuovo lockdown in Sicilia potrebbe essere reale. Un’eventualità che deve essere scongiurata con un intervento fermo e deciso, perché sarebbe davvero una catastrofe per la tenuta sociale e l’economia della nostra isola”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato.

“La mia preoccupazione è che proprio la struttura di Biagio Conte, che ospita ben 700 persone, possa diventare un focolaio senza controllo. Anche perché allo stato attuale la Missione Speranza e Carità è inadeguata sotto ogni profilo sanitario a tutelare dal rischio di contagio coloro che vi risiedono e che la visitano”.

“Non è tollerabile che si continui ad ignorare il problema che coinvolge i tantissimi sbarchi di clandestini. Un’irresponsabilità che non può celarsi dietro il presunto diritto all’accoglienza che, in realtà, non sussiste nemmeno in capo alla stragrande maggioranza degli immigrati irregolari. Servono, dunque, soluzioni serie, concrete e drastiche come l’evacuazione immediata della missione di via Archirafi, il trasferimento di tutti i suoi ospiti in strutture idonee site in altre regioni (visto che la Sicilia ne è priva) e l’attuazione immediata dei respingimenti, a partire da quelli verso la Tunisia, con una deroga alle ridicole ‘quote’ concordate dal Ministro Lamorgese che limitano i rimpatri a soli 40 a settimana”.

“Inoltre – ha aggiunto l’europarlamentare – segnalo che Malta in queste ore ha negato lo sbarco di ben 275 migranti che, imbarcati sull’ONG Open Arms, si stanno dirigendo verso il Porto di Palermo. Nessuno sanziona Malta o attacca il Governo maltese per queste violazioni? Se i respingimenti li fa Malta, nessuno obietta, mentre da noi non si può nemmeno parlarne? Tutto questo è inaccettabile, soprattutto adesso, a fronte di una situazione sanitaria ad altissimo rischio per i cittadini siciliani”.

“Se è legittimo per Malta rifiutare di accogliere i clandestini – ha concluso la Donato – deve esserlo a maggior ragione per l’Italia, in cui i casi di migranti irregolari positivi al Covid-19 si moltiplicano e rischiano di innescare una nuova bomba epidemica. L’Italia e la Sicilia in primis, non possono permetterselo”.

«Si tratta di una misura – afferma l’assessore alla Famiglia, Antonio Scavone – che mira anche ad attenuare gli effetti della crisi da Covid 19, basti pensare che, secondo i recenti dati Istat si stima che i matrimoni annullati in Italia per effetto dell’epidemia sono circa 70 mila. L’obiettivo è quello di dare un incentivo concreto ed immediato alle imprese del settore e a tutte le coppie di sposi».

La necessità di dare avvio all’iniziativa “bonus matrimonio” parte anche dal fatto che il “wedding” rappresenta un mercato di riferimento per alcune regioni del Sud. Negli ultimi anni infatti il comparto registra un successo crescente soprattutto per la domanda internazionale di location appartenenti al alcune regioni tra le quali la Sicilia. L’erogazione del contributo dovrebbe garantire, già nel corso di quest’anno, una ripresa del fatturato delle imprese del settore con un impatto consistente relativo all’ammontare della dotazione finanziaria destinata alla misura.

«Si stima – aggiunge l’assessore all’Economia Gaetano Armao – che il nostro contributo di 3,5 milioni di euro riuscirà a sviluppare un fatturato complessivo di circa 40, 50 milioni di euro fino alla durata della misura di sostegno e cioè fino al 31 luglio 2021. Non va trascurato che la stima degli introiti che ne deriveranno per l’erario regionale è pari se non superiore alla somma stanziata dal governo Musumeci, oltre a considerare la riattivazione dell’indotto occupazionale legato alla realizzazione e svolgimento di questa tipologia di eventi».

“La campagna elettorale per le amministrative siciliane del 4 e 5 ottobre sta risentendo fortemente delle limitazioni imposte dall’aumento dei contagi da Covid-19. Manca il contatto diretto con gli elettori che, tutti, siamo costretti a raggiungere solo attraverso i social. Mi spiace passare per menagramo, ma avevo insistito, sola contro tutti, sul fatto che le elezioni comunali avrebbero dovuto tenersi a giugno, alla fine del lockdown, quando gran parte dei territori siciliani erano Covid free. Ma si è scelto, governo e parlamento regionali, senza il mio voto, di mantenere in carica per ulteriori sei mesi sindaci e consigli in scadenza e di rinnovare le amministrazioni locali proprio ad ottobre con tutti i rischi, come avevo annunciato, che ora si corrono”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

 

Il governo Musumeci è pronto a sostenere l’imprenditoria siciliana per rimettere in moto l’economia dell’Isola messa a dura prova dall’emergenza Covid. Il Piano messo a punto, dopo l’approvazione della legge di stabilità regionale, prevede una prima tranche di interventi da 278 milioni di euro che provengono dal Po Fesr ed è stato presentato stamane, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Orleans, alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci e degli assessori alle Attività produttive Mimmo Turano, al Turismo Manlio Messina, all’Istruzione Roberto Lagalla, alle Infrastrutture Marco Falcone e all’Economia Gaetano Armao.

«C’è stato – ha sottolineato il governatore – un proficuo lavoro di confronto e di concertazione con tutti i gruppi parlamentari dell’Ars e così è stato possibile individuare una serie di obiettivi in maniera realistica e concreta, tenendo conto delle cose possibili». Queste prime risorse a disposizione saranno ripartite tra: microimprese (con un budget totale di 125 milioni di euro), settore turistico (75 milioni di euro), scuola (38 milioni di euro), editoria (10 milioni di euro), confidi (20 milioni di euro) e servizi di trasporto (10 milioni di euro).

«Un sostegno concreto – ha assicurato il presidente Musumeci – che dovrà arrivare al più presto a destinazione, senza alcuna perdita di tempo. Andremo avanti con altri bandi a seconda della reazione che registreremo su questi primi avvisi. Ho raccomandato che i bandi fossero più snelli possibili, si tratta di un intervento emergenziale, perché le disponibilità finanziarie devono arrivare subito alle imprese, che sono in condizioni cianotiche». Il governatore ha sottolineato che «il Piano è stato frutto di un processo di confronto, di concertazione con tutti i gruppi parlamentari della coalizione di governo e opposizione. Ci siamo incontrati, abbiamo comunicato i nostri obiettivi, dal Parlamento sono arrivate le proposte integrative e la legge di stabilità 2020 è stata varata col proposito prioritario di dare sostegno agli operatori economici. In questi mesi ci sono state inevitabili polemiche sui ritardi, ma davvero siamo serenamente convinti di non avere perso un solo giorno per potere arrivare ad oggi in tempi ragionevolmente brevi. Abbiamo dovuto aspettare il 13 luglio, per sapere se il nostro bilancio fosse stato impugnato o meno dal Consiglio dei ministri,e da allora abbiamo lavorato assieme alla burocrazia per raggiungere questo primo risultato».

Al via, dunque, i bandi che permetteranno di ottenere i contributi e per quanto riguarda le imprese, come ha spiegato l’assessore Turano, si procederà con un click day, attraverso una piattaforma informatica dedicata (https://siciliapei.regione.sicilia.it).

Per il settore turistico, come ha chiarito l’assessore Messina, saranno a disposizione 640 mila voucher validi fino al 2023 e si punterà ad acquisire servizi in tutta la filiera in base ai codici Ateco. Due le fasi previste: nella prima si potranno acquistare i servizi che, in un secondo momento, saranno inseriti all’interno di una piattaforma multimediale alla quale avranno accesso solo operatori siciliani. Sono previsti pernottamenti di almeno tre giorni, ma anche sconti sui biglietti aerei.

L’assessore Lagalla ha annunciato che il governo, al di là di queste prime risorse, è impegnato a destinare alla scuola complessivamente 120 milioni di euro a riprova di una rilevante sensibilità verso questo settore. A beneficiare del sostegno, ha spiegato l’assessore Falcone saranno anche i tassisti, i titolari di noleggio con conducente, ma anche i proprietari di veicoli a trazione animale che hanno subìto perdite durante il periodo del lockdown e nei mesi successivi.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, l’assessore Armao ha annunciato che nel corso della riunione di giunta svoltasi ieri sera è stata inoltre approvata una misura da 70 milioni di euro destinata a professionisti e partite iva siciliane, risorse già disponibili e gli incentivi saranno gestiti attraverso una piattaforma informatica dedicata.

La Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, e l’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Palermo hanno siglato un protocollo per l’avvio di tamponi e test sierologici agli aeroportuali che si sottoporranno agli esami volontariamente.
Nelle prossime ore si comincerà dai tamponi per i dipendenti che operano nei settori più a contatto con il pubblico. Successivamente, i lavoratori potranno effettuare il test sierologici.
“Da diverso tempo collaboriamo con l’Asp di Palermo su molti fronti che riguardano la sicurezza dei dipendenti e dei passeggeri che transitano dall’aeroporto – dice Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap – L’aeroporto si è contraddistinto per il tempismo nell’applicare tutti i protocolli di contrasto al Covid. E questo accordo è solo l’ultimo degli interventi di prevenzione”.
All’interno del terminal, passeggeri e visitatori sono guidati dalla segnaletica verso i percorsi obbligatori in entrata e in uscita dallo scalo aereo. In aeroporto è obbligatorio indossare le mascherine. Tutti gli ingressi e le uscite dal terminal sono monitorati da termoscanner per il controllo della temperatura corporea.
“Il contrasto alla diffusione del virus deve essere un impegno costante a salvaguardia di lavoratori e passeggeri – afferma Fabio Giambrone, presidente di GH Palermo, società di servizi di ground handling all’aeroporto di Palermo – Prosegue così il nostro impegno per garantire la necessaria sicurezza nell’ambiente di lavoro”.

Sull’avvio del nuovo anno scolastico interviene il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, invitando il Governo regionale ad individuare una soluzione razionale per gestire al meglio il trasporto e lo smaltimento dei vecchi banchi.

“L’arrivo del nuovo arredo scolastico – spiega Orlando – determinerà la necessità di organizzare al meglio un’operazione imponente che non può essere affidata al singolo comune e che necessita di locali adeguati per poter conservare i vecchi banchi per futuri utilizzi. Avevamo ipotizzato che questa operazione potesse coinvolgere immobili e aree un tempo in uso all’Esercito.  In altre parti d’Italia, grazie alle norme sul federalismo demaniale, tali spazi ed edifici sono stati integrati nel patrimonio degli enti locali, operazione non consentita in Sicilia in considerazione della sua “specialità”.

“In alternativa  – conclude il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – bisognerebbe valutare un intervento della Protezione civile, avendo per tempo delle indicazioni precise sull’arrivo dei nuovi banchi. Inoltre, le operazioni di smaltimento in discarica di una parte dei vecchi banchi, in considerazione delle quantità significative, dovrebbero essere gestite su scala regionale con operazioni che coinvolgano in maniera uniforme le diverse realtà territoriali anche con l’obiettivo di scongiurare possibili danni ambientali”.

“Il istema Sicilia regge e l’aumento dei casi di Coronavirus registrato, in modo consistente, nelle ultime settimane è gestibile”.

Lo ha voluto chiarire, con una conferenza stampa convocata ad hoc, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. L’esponente del governo Musumeci da un lato ha smentito i timori di stop ai ricoveri ospedalieri dei pazienti non Covid, dall’altro ha voluto tradurre in numeri l’impegno della Regione sul fronte pandemia. Razza ha convocato la stampa in un momento in cui il Covid torna a fare paura. A Palermo, in particolare, sono diversi i casi segnalati nelle ultime ore. Lo stesso assessore parla di un numero “significativo, anche se la gran parte è asintomatica. C’è una situazione di monitoraggio in atto, abbiamo alzato l’asticella dell’attenzione. Al Policlinico ci sono due laboratori che possono processare centinaia di tamponi al giorno”.
Razza ha voluto sottolineare che “non c’è ragione di temere che la rete della nostra regione non sia in condizione di reggere all’epidemia. Non possiamo permetterci di non curare chi non è malato di Covid. Abbiamo ritenuto di allargare la rete Covid su tutta la regione, abbiamo preparato il sistema ad accogliere il numero di pazienti in arrivo con la capacità di ampliarsi in 48 ore e non penalizzare intere strutture ospedaliere – ha osservato Razza – . Non possiamo permetterci un nuovo stop per le attività ambulatoriali”. In Sicilia stanno per arrivare due milioni di tamponi rapidi per lo screening del Coronavirus. “Un primo milione arriverà già giovedì – ha spiegato Razza -. Questo tipo di tamponi ci darà la possibilità di ottenere una azione di screening con una strumentazione testata dall’Istituto superiore di sanità e che in Italia è già stata provata negli aeroporti”. I tamponi saranno stoccati nei depositi della protezione civile di Palermo ed Enna “e saranno distribuiti alle aziende sanitarie – ha spiegato Razza – in base ai fabbisogni della popolazione. Abbiamo fatto questa scelta pensando soprattutto alle scuole, perchè un genitore non può attendere 24 ore per sapere se il proprio figlio è positivo”. Sono seicentomila, secondo quanto ha chiarito Razza, i casi testati nell’Isola finora: “I test sierologici effettuati finora in Sicilia sono stati 170.800: a questi si aggiungono i 402.836 tamponi processati fino ad oggi, per un totale di quasi seicentomila casi testati”.
“Oggi gli ospedalizzati Covid sono meno rispetto a quando il Paese era in lockdown. I numeri sono diversi e, a fronte dei 1800 positivi ospedalizzati, abbiamo complessivamente 136 ricoverati in degenza ordinaria e 16 in terapia intensiva”, ha detto Razza. “Ora – ha aggiunto – si assiste a un impatto molto più basso di ospedalizzazione: vuol dire che è cresciuta la capacità del territorio di evidenziare i caso positivi, anche se asintomatici”. “Ci aspettiamo – ha ammesso Razza – una crescita dei contagi, com’è logico quando si aumenta la mobilità delle persone, e quindi una maggiore necessità di di cure. Senza un vaccino, sarà fondamentale mantenere le buone prassi nei prossimi sei mesi”.

Sei residenti a San Giuseppe Jato sono positivi al Coronavirus. Lo ha comunicato il sindaco Rosario Agostaro. I sei hanno partecipato ad una festa per un diciottesimo compleanno. Tra i positivi i parenti di un bimbo di 28 giorni che è stato ricoverato all’ospedale Cervello. Anche il piccolo è risultato positivo. Tra i positivi anche un dipendente di un locale che si trova tra San Giuseppe Jato e San Cipirello.
Il ristorante è chiuso. “Ho il dovere di comunicarvi che l’Asp mi ha informato che 6 nostri concittadini sono positivi al Covid-19. Allo stato attuale le persone non sono ospedalizzate ma in isolamento domiciliare presso le loro abitazioni – ha detto il sindaco – L’Asp ha attivato tutte le procedure per il tracciamento delle persone che possono essere venute in contatto con i soggetti interessati”.

Dai 100 milioni di i prestiti alle famiglie, ai 300 milioni ai Comuni siciliani, dai 150 milioni di prestiti alle aziende ai 30 milioni previsti per le imprese artigiane, dai 50 milioni per le imprese agricole ai 70 milioni per i bonus alimentari, fino al bonus bollo auto sparito.
I deputati del Movimento 5 stelle all’Ars hanno ricordato oggi con questi ed altri cartelli le tante promesse mancate di questo governo, contenute  in una finanziaria “di cui finora non si è visto un solo euro”.
 “Ci sarebbe  piaciuto – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – potere portare in un dibattito le nostre ragioni e quelle dei siciliani che rappresentiamo, ma il governo ha preferito operare in altro modo, negando una discussione che sarebbe stata sacrosanta. Speriamo che torni sui propri passi e ci permetta in seguito di parlare di questa finanziaria che doveva  essere d’emergenza e che si è invece rivelata un fallimento, come noi avevamo abbondantemente preannunciato, visto che era stata costruita con i soldi del Monopoli”.
“Finora – conclude Pasqua- il governo ha prodotto solo chiacchiere, peccato che di queste, imprese e famiglie non sanno proprio che farsene”
“La Commissione Europea – afferma Luigi Sunseri – attende dal  marzo/aprile (cioè da quando sono stati approvati i regolamenti UE n. 460/2020 e n. 558/2020) una proposta di riprogrammazione post covid-19, peraltro piú volte sollecitata informalmente da Bruxelles. Inoltre, visto che la spesa è ammissibile dal primo di febbraio le misure anti covid-19 potevano già essere lanciate nei mesi scorsi in attesa della successiva notifica alla Commissione della proposta di riprogrammazione. Senza dover far attendere ai siciliani tutti questi mesi. Non occorreva essere dei geni, bastava seguire l’esempio di Puglia, Campania e altre regioni. I bandi e tutte le misure post covid-19 potevano già essere adottati da tempo perché la data di ammissibilità della spesa è retroattiva”.