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A Misilmeri, in provincia di Palermo, all’interno di una insospettabile villetta, la Polizia ha arrestato una coppia di pregiudicati palermitani: 37 anni lui e 35 lei. L’abitazione è stata visitata dai poliziotti e dai tecnici dell’Enel a fronte del sospetto che vi fosse un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Inoltre, come l’esperienza insegna, spesso il furto di energia è legato alla coltivazione in serra di piante di marijuana, molto dispendiosa per costi energetici. E così, dentro l’abitazione è stata scoperta una piantagione di droga in piena regola, con quasi 200 piante di marijuana alte circa un metro, e poi, a contorno, reattori, lampade, impianti di areazione, ventilatori e altri strumenti. Sequestrati anche 10 grammi di marijuana già essiccati.

A Roccapalumba, in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato tre indagati, a vario titolo, di una estorsione ad un amministratore pubblico, minaccia a pubblico ufficiale con modalità mafiosa, ricettazione e detenzione di armi da fuoco. Si tratta di Antonino Lo Bue, 52 anni, e i fratelli Francesco e Pietro Pecoraro, rispettivamente di 63 e 57 anni, tutti residenti a Roccapalumba. Lo Bue avrebbe minacciato di morte gli agenti che lo avrebbero multato, perché avrebbe voluto che le sanzioni fossero annullate. Inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, i tre avrebbero più volte manifestato la volontà di compiere agguati contro le forze dell’ordine, anche mediante l’uso delle armi nella loro disponibilità. Inoltre, Lo Bue e i Pecoraro avrebbero avuto l’intenzione di organizzarsi per pianificare reati contro il patrimonio ed omicidi.

Sono 86 i Comuni siciliani inseriti nella dichiarazione di stato d’emergenza varata ieri dal governo della Regione a seguito dell’ondata di maltempo che ha causato tre morti e ingenti danni.

Di questi, 11 sono in provincia di Agrigento; Per gli eventi atmosferici del 5 e del 13 e 14 ottobre il provvedimento interessa Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Casteltermini, Cinciana, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina e Sciacca; Per le precipitazioni che si sono invece verificate dal 22 al 26 ottobre i Comuni interessati sono Canicattì e San Biagio Platani.

“Da una prima valutazione, sono gia’ stati quantificati circa 10 milioni di euro per interventi di somma urgenza e indifferibili e circa 100 milioni per interventi strutturali di riduzione del rischioAbbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto a Roma la dichiarazione dello stato di calamità in seguito ai gravi eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia nel mese di ottobre e al permanente rischio per i prossimi giorni nella parte orientale dell’Isola”, afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ieri ha riunito in seduta straordinaria il governo al Palaregione di Catania. Il provvedimento, disposto sulla base della relazione del capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, in applicazione della legge regionale 13 del 2020, interessa i territori di 51 Comuni colpiti dal maltempo del 5, 13 e 14 ottobre, e ulteriori 35 messi in ginocchio dalle forti precipitazioni dei giorni che vanno dal 22 al 26 ottobre.

La successione e l’eccezionale intensità di vento e piogge – sottolinea Musumeci – hanno messo a dura prova la nostra Isola, causando vittime e ingentissimi danni. Apprezziamo l’attenzione dimostrata dal capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al governo centrale chiediamo di avviare al più presto tutti i meccanismi per lo stanziamento delle risorse necessarie a ripristinare le infrastrutture pubbliche e ristorare chi ha subito danni. Bruxelles, invece, convochi meno tavoli sul cambiamento climatico e agisca con immediatezza con un’iniziativa strategica che coinvolga tutti gli Stati membri: la Sicilia è minacciata da troppi rischi, naturali e antropici e ha bisogno di interventi concreti. Servirebbe una legge speciale con una risorsa di almeno 3 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio siciliano, abbandonato e devastato da oltre mezzo secolo. Negli ultimi quattro anni abbiamo già investito oltre 400 milioni di euro di fondi europei per contrastare il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera – conclude il governatore – e circa 80 milioni per la pulitura di fiumi e torrenti. Interventi mai fatti prima, ma si tratta di una goccia nel mare delle azioni necessarie a rendere sicuro il nostro territorio di fronte a fenomeni con cui ormai dovremo fare i conti sempre più spesso e per i quali dobbiamo farci trovare preparati. Serve un nuovo approccio nella progettazione urbanistica del territorio e delle città”.

Considero la candidatura di Carolina Varchi, espressa da Fratelli d’Italia, di prestigio essendo una persona in gamba e preparata. Altrettanto valide e prestigiose anche le candidature di Ciccio Cascio, Francesco Greco e dell’assessore Lagalla dell’Udc.

A questo punto visto che i partiti hanno espresso il proprio candidato, ritengo opportuno convocare quanto prima il tavolo degli alleati di centro destra per discutere della candidatura a sindaco di Palermo.

A fronte della violenta ondata di maltempo che devasta il territorio, il presidente della Regione, Nello Musumeci, nella qualità di commissario per il rischio idro-geologico in Sicilia, ha invocato una legge speciale da almeno 3 miliardi per contrastare i fenomeni legati al dissesto idrogeologico nell’Isola. Lo stesso Musumeci, a capo della struttura commissariale da 4 anni, afferma: “Siamo la regione in Italia che ha speso di più contro frane ed erosioni costiere, ma si tratta di una goccia d’acqua nel deserto. I danni attuali ammontano a diverse centinaia di milioni di euro. E temo che in futuro rischiamo di abituarci a questo tipo di fenomeni. Il sistema di deflusso delle acque è stato concepito 70 anni fa e non era pensato per assorbire questi flussi improvvisi di acqua”.

Il presidente del consiglio comunale di Palermo, Totò Orlando, è stato condannato in primo grado a 1 anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per tentata concussione. E’ stato invece assolto il dirigente del Comune Antonino Rera, imputato per l’ipotesi di favoreggiamento personale. Le richieste della Procura sono state accolte solo in parte: sono stati infatti proposti 3 anni e mezzo per Orlando e 2 per Rera. Le accuse si riferiscono ad un presunto caso di pressioni per la nomina del responsabile dell’ufficio di consulenza giuridico-amministrativa del consiglio comunale. Orlando avrebbe tentato di convincere Serafino Di Peri e Dario Gristina (componenti di Commissione) a scegliere Rera. Poi fu comunque nominato un altro soggetto: Nicolò Giuffrida. Totò Orlando ha annunciato l’intenzione di presentare appello attraverso i propri legali non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza. Il giudice ha anche riconosciuto un risarcimento del danno pari a 7mila euro a Di Peri, che si è costituito parte civile.

La Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge sulle “Norme in materia di funzionamento del Corpo Forestale della Regione”.

In particolare, è stata autorizzata, per l’esercizio finanziario 2021, la spesa di 3 milioni di euro per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione di personale. “Il passaggio in Commissione è stato fondamentale per velocizzare l’iter d’approvazione da parte dell’Aula – commenta l’on. Laccoto che ha votato il disegno di legge – Nell’immediato il concorso sarà relativo all’assunzione di 46 forestali, ma saranno 600 ad essere immessi in ruolo entro 5 anni. Per assolvere al compito vitale del pronto intervento c’è la necessità di abbassare l’età media del corpo forestale che attualmente è di 60 anni – afferma ancora l’on. Laccoto – ma bisogna anche lavorare per riformare un settore strategico per la nostra Regione e contribuire ad integrarlo di professionalità e competenze che devono essere in grado di contribuire alla manutenzione e alla difesa del territorio e delle infrastrutture”.

“Il governo regionale utilizzi ogni potere di controllo e sanzionatorio, compreso il commissariamento, per evitare difformità nell’applicazione delle norme regionali che pongono in capo agli Enti locali siciliani le competenze per l’erogazione del servizio di assistenza igienico-personale agli alunni disabili con certificata e riconosciuta gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, prima firmataria di un ordine del giorno che mira a sanzionare il comune di Trapani ed eventuali altri comuni che hanno sospeso il servizio. “Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida – continua Lo Curto – ha agito facendosi scudo di un parere non vincolante del Cga (115/2020), richiesto dall’Assessorato regionale alle Politiche sociali, che ha ingenerato confusione a causa della mancata distinzione tra disabili tout court e disabili gravi e gravissimi. Tutto ciò – prosegue il capogruppo Udc a Palazzo dei Normanni – ha determinato un grave pregiudizio per il diritto allo studio di questi alunni, danni alle famiglie, nonché ai lavoratori che da anni si dedicavano alla loro assistenza, avendo conseguito una qualifica professionale specialistica attraverso corsi di formazione regionale di 900 ore. Il governo Musumeci – aggiunge Lo Curto – renda omogenea l’applicazione delle norme che dal 1981 con la legge n. 68 ad oggi con la legge regionale 24/2016, la 10 del 2019 e la 20 del 2021 confermano l’assetto di competenze e il ruolo degli Enti locali nell’erogazione dei servizi di assistenza igienico-personale e degli altri servizi specialistici volti a favorire l’integrazione dei soggetti disabilità gravi. Auspico un voto convinto del parlamento regionale sull’ordine del giorno che è in linea con quanto, tra l’altro, sanciscono lo Statuto siciliano, la stessa Costituzione repubblicana in merito al diritto allo studio da garantire a tutti e le diverse pronunce sul tema della Corte costituzionale”.

 Tornata elettorale autunnale per quarantadue comuni siciliani in cui si è tornati al voto il dieci e l’undici ottobre scorsi in sede di primo turno, con otto di questi nei quali si è resa necessaria l’appendice del ballottaggio tenutosi tra il ventiquattro ed il venticinque del mese corrente. Riscontri lusinghieri, in termini numerici e di consenso, per l’Udc Sicilia che conferma il suo trend di crescita esponenziale in seno al tessuto sociale e politico dell’isola. La bontà del lavoro svolto dagli esponenti del partito centrista sul territorio è stata certificata dal notevole numero di preferenze riservate ai profili candidati nelle rispettive aree di pertinenza: una presenza massiccia e qualificata in tutti i comuni della Sicilia che premia impegno, competenza e fervore politico, prerogative preponderanti del nuovo corso in casa Udc.
L’ Onorevole Decio Terrana, Segretario Regionale dell’Udc Sicilia e Responsabile Nazionale Enti Locali del partito, traccia un bilancio consuntivo in merito alle ultime elezioni amministrative, manifestando al contempo grande soddisfazione per i risultati conseguiti ed il percorso di crescita intrapreso dal movimento centrista nella nostra regione.
Confermiamo il nostro trend evolutivo al culmine di queste elezioni amministrative, proseguendo con determinazione, coscienza e spirito di servizio il nostro cammino, forti della fiducia e del consenso dei siciliani.
Prendiamo atto con soddisfazione dell’ennesimo successo elettorale, ratificato dalla conquista di numerosi seggi e dalla presenza dei nostri esponenti in tutti i consigli comunali della Sicilia. 
In virtù della schiettezza che mi contraddistingue, al contempo, non posso celare il mio sentito rammarico nel vedere un centrodestra frazionato da sterili contrapposizioni interne, inopinatamente penalizzato dalla scelta di candidati frutto più di appartenenza politica che armoniosa espressione di un progetto concertato da una coalizione coesa. Bisogna andare oltre biechi e deleteri protagonismi – dichiara il Leader dell’Udc Sicilia – le prove di forza fratricide finiscono per dividere ed indebolire la dimensione sovrana dei valori e delle idee.  Urge, con un atto trasversale di responsabilità e maturità verso gli elettori, ripristinare una linea coerente ed unitaria all’interno del comparto regionale del centrodestra. Servono lungimiranza, raziocinio ed umiltà, al fine di lavorare di concerto ed individuare candidati credibili, il cui background sia  fiera espressione di tutta la nostra coalizione. Dimostrare fattivamente compattezza e coerenza, quali capisaldi imprescindibili del programma del centrodestra, è l’unica via per risvegliare passione politica e fiducia nelle istituzioni nelle tante persone, indecise e deluse, che hanno preferito non partecipare alla tornata elettorale. L’indice di astensione dal voto in Sicilia costituisce, infatti,  un dato estremamente alto ed allarmante. Abbiamo la chiara percezione che, specie in questo momento storico, l’elettore moderato non si sente rappresentato da una politica populista e individualista .La gente pretende trasparenza, pragmatismo, competenza e sobrietà: la politica dei fatti e del buon senso, intesa come moto di pensiero ed azioni ispirate da principi democratici, volte esclusivamente alla tutela di diritti ed interessi dei cittadini.  Non è certo un caso l’ottima affermazione dell’Udc in tutta la Sicilia. Il nostro è un partito moderato ed europeista, tra i movimenti fondatori del PPE.
Da questi valori cardine bisogna ripartire: l’uomo non può essere solo un codice fiscale o un numero, ognuno di noi ha un’identità ed un’anima, ideali e linee guida sotto il profilo etico e morale che dovrebbero sempre essere riconosciuti come elementi perno della Società in ogni ambito della vita,. Siamo pronti a ricominciare dai moderati e dai valori della cultura cristiana per riportare serenità, ottimismo e sicurezza ad un elettorato sempre più smarrito ed indeciso. Vogliamo dire basta a giochi di palazzo ed a gruppi di potere che vogliono sempre essere protagonisti, alimentando dinamiche egoistiche e di mera opportunità, nella gestione della Pubblica Amministrazione: la vera e sana politica, nella sua accezione più virtuosa e funzionale,deve tornare a costituire riferimento, faro e bussola nel percorso di ogni cittadino”.

I Sindaci siciliani, a seguito di unanime deliberazione nell’assemblea del 25 ottobre, il prossimo mercoledì 3 novembre saranno a Roma per chiedere al Governo provvedimenti normativi urgenti che pongano rimedio alla gravissima crisi finanziaria e di personale che attanaglia i comuni siciliani.

La manifestazione che vedrà la partecipazione dei primi cittadini, muniti di fasce tricolori, si svolgerà a partire dalle ore 10.00 a piazza Colonna.