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La Corte d’Assise di Palermo ha condannato Maria Grazia Demma, ispettrice della Polizia municipale, a 4 anni e 9 mesi di reclusione, e la figlia Simona Fichera a 3 anni e 3 mesi. Le due donne hanno gestito due case di riposo a Palermo e sono imputate di maltrattamenti e abbandono di persona incapace. E’ stata assolta, invece, la badante Franca Silvana Gnoffo. La Procura, nel corso della requisitoria, ha chiesto 9 anni e mezzo per la madre, 8 anni per la figlia, e 3 anni per la badante. Le due case di riposo “Anni d’Oro” e “Arcobaleno” sono state sequestrate dalla Polizia nel 2015. I poliziotti trovarono nelle due strutture anziani denutriti, puniti, legati e storditi da psicofarmaci. I 17 assistiti sono stati inoltre trovati disidratati e sottopeso come riportato nei referti dei medici che hanno visitato i pazienti dopo l’intervento della Polizia. A denunciare il tutto è stata una delle impiegate che si è rivolta agli inquirenti. Successivamente anche altre due impiegate, stanche di assistere ai soprusi sugli ospiti e alle vessazioni, hanno raccontato ciò che sarebbe accaduto nelle case di riposo. E la Polizia ha piazzato telecamere e cimici, che hanno testimoniato e confermato le accuse.

E’ in calendario il prossimo 3 giugno la prima udienza del processo al Tribunale di Palermo a carico di tre medici, appena rinviati a giudizio, imputati della morte di Candida Giammona, 40 anni, morta il 30 gennaio del 2021 dopo un travagliato parto alla clinica “Candela” di Palermo. Si tratta di Laura Carlino, 58 anni, specialista in Ostetricia e Ginecologia, Salvatore Bevilacqua, 60 anni, e Maria Genova, 33 anni. La Procura contesta ai tre medici di aver provocato la morte della donna in quanto – si legge nel capo d’imputazione – dopo averla operata con un taglio cesareo d’urgenza, ed estratto il neonato nonostante le circostanze del caso concreto quali la duplice rottura della parete posteriore dell’utero, non hanno effettuato l’intervento salvavita che sarebbe consistito nell’asportazione dell’utero”. La difesa invece ha opposto che non si è proceduto all’asportazione dell’utero per non infliggere una mutilazione in grado di pregiudicare future gravidanze della donna.

Il commissario regionale della Democrazia Cristiana Nuova, Totò Cuffaro, insieme ad una delegazione del partito, ha incontrato questa mattina il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al PalaRegione di Catania.

“Noi della DC ci adopereremo per tenere unita la coalizione e ragionare insieme come meglio poter essere utili a questa terra difficile e martoriata ma che merita di essere amata e servita – dichiara Totò Cuffaro subito dopo l’incontro -. Con il presidente Musumeci c’è stato un confronto sereno ed equilibrato. Abbiamo ribadito che la  coalizione è un valore. E lo diciamo noi che siamo parte della coalizione anche se non siamo all’interno del governo. Vogliamo lavorare – prosegue Cuffaro – perché la futura coalizione di governo ci veda partecipi ma soprattutto ci veda uniti nella scelta di una candidatura che sia nell’interesse della Sicilia e dei siciliani”.

“Non abbiamo pregiudizi sui nomi – sottolinea il commissario regionale della DC Nuova – e su questo oggi ci siamo trovati d’accordo. Vogliamo soltanto ragionare su ciò che è utile per la Sicilia e per gli interessi dei siciliani e discutere del futuro di una coalizione che sia importante che rimanga unita e coesa”.

“Ho chiesto al presidente della Regione – conclude Cuffaro – di predisporre un disegno di legge che consenta agli operatori della sanità siciliana di poter andare in Ucraina, come volontari, usufruendo dell’aspettativa retribuita. Sarebbe un bel segnale di pace, non potendo fare altro che pregare, nei confronti di un popolo che sta attraversando un momento drammatico”.

«Dobbiamo sentirci tutti giocatori della stessa squadra, è la lezione più grande che ci viene dalla pandemia e bisogna creare un sistema di sanità pubblica che sia nelle condizioni di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini», ha quindi affermato l’assessore.

«Voglio dire grazie per il dialogo che abbiamo avuto in questi mesi con il comparto sociosanitario di Confindustria Sicilia e facciamo un focus sulle prossime scadenze di programmazione, dobbiamo decidere insieme – ha sottolineato Razza -. Il sistema di lavoro di collegialità portato avanti con il presidente Albanese e con il presidente Ruggeri ci ha consentito di condividere alcuni punti avanzati che hanno riguardato anche l’integrazione tra pubblico e privato nelle progettualità già esistenti e il lavoro che dovrà essere fatto in vista degli obiettivi di programma del Pnrr. In Sicilia il peso del sistema sanitario sul Pil è del 13% e nelle aree più svantaggiate le potenzialità di crescita sono enormi. Oggi servono scelte concrete e rapide», ha concluso Razza.

C’è la nostra ovvia e ampia disponibilità ad incontrare i rappresentanti di Anci Sicilia e il suo presidente per ascoltare le loro ragioni in merito all’adeguamento delle indennità e al terzo mandato dei sindaci, su cui peraltro mi sembra ci sia larga convergenza sia da parte del governo che dall’Assemblea”.

Lo scrive in una nota il Presidente dell’Assemblea Regionale siciliana, Gianfranco Miccichè in risposta alla nota dell’Anci Sicilia.

La Cassazione ha confermato la condanna a 7 anni e 6 mesi di carcere inflitta prima dal Tribunale di Sciacca e poi dalla Corte d’Appello di Palermo ad un anziano di 83 anni di Gibellina, in provincia di Trapani, imputato di violenza sessuale a danno di una nipote, all’epoca della commissione del reato, nel luglio 2018, di 7 anni. Lui è il nonno materno della vittima. La figlia e il genero dell’imputato si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Calogera Falco, del foro di Marsala. Le violenze sono avvenute nell’abitazione dell’ottantenne, a Gibellina.

A Palermo la Guardia di Finanza, nei pressi dello svincolo autostradale di via Emiro Giafar in direzione Palermo, ha controllato un’automobile sospetta. Il conducente si è mostrato agitato e insofferente. Il cane antidroga ha fiutato subito e bene. Sono stati scoperti e sequestrati 4 chili e 200 grammi di cocaina, sotto forma di panetti, nascosti in un doppiofondo, con apertura meccanica, ricavato all’interno del cruscotto dell’auto. Valore di mercato: 360.000 euro. Il corriere della droga, che percepisce il reddito di cittadinanza, è stato trasferito nel carcere “Pagliarelli”.

L’assessorato regionale alla Salute ha disposto la sospensione dell’accreditamento, finalizzata alla revoca, degli enti titolari dei corsi di formazione in Sicilia per operatori socio-sanitari finiti al centro di un’inchiesta giornalistica di “Striscia la notizia”.

Cosi’ come anticipato dallo stesso assessore alla Salute, Ruggero Razza, gia’ nel corso dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi all’inviata del Tg satirico di Canale5, e’ stata avviata una attivita’ ispettiva da parte del dipartimento Attivita’ sanitarie e Osservatorio epidemiologico per ogni accertamento sulla vicenda e richiesto un approfondimento sulla gestione e sull’organizzazione di tutti i corsi di formazione per operatori socio-sanitari, per valutare eventuali ulteriori iniziative.

L’inchiesta giornalistica di Stefania Petyx per “Striscia la notizia” si e’ incentrata su Canicatti‘ dove ha sede legale un ente di formazione con corsi distaccati in tutta la Sicilia. Un “gancio” del programma dotato di una telecamera nascosta ha registrato il titolare e la moglie-segretaria che rassicuravano la futura corsista sull’ottenimento dell’attestazione Osa-Oss in seguito ad un esame da parte di commissari compiacenti senza la necessita’ di frequentare.

“Quale futuro occupazionale per i lavoratori precari dell’Esa”? Questo è l’interrogativo che il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro pone al governo Musumeci. Il parlamentare regionale ha incontrato una delegazione del personale dell’Ente di sviluppo agricolo.

“Sono vicino a questi lavoratori – dichiara Di Caro – non è ammissibile che ancora oggi debbano contrattare con l’assessorato dell’Agricoltura sulla durata delle attività stagionali e c’è il rischio drammatico che il loro impiego scenda sotto la soglia delle 179 giornate lavorative.

Il governo aveva promesso la stabilizzazione in un nuovo dipartimento dell’assessorato all’Agricoltura, ma per loro il contratto a tempo indeterminato, continua ad essere un miraggio.

Sull’Esa vige un silenzio assordante del presidente Musumeci, le sue ultime dichiarazioni – aggiunge Di Caro – risalgono al giugno del 2018 all’Ars quando il governatore annunciò la volontà di sopprimere l’Ente di sviluppo agricolo che definì un vergognoso carrozzone della prima Repubblica”.

Durante l’incontro del deputato favarese con i lavoratori sono emersi anche problemi per il personale con contratti a tempo determinato.

“La situazione retributiva – dice in merito Di Caro – soffre condizioni di svantaggio con evidenti sperequazioni contrattuali. Sussistono anche diverse irregolarità contabili che causano ritardi nel pagamento degli stipendi.

I lavoratori dell’Esa, molti dei quali agrigentini – conclude Di Caro – necessitano di risposte concrete sul futuro occupazionale perché, malgrado il governo regionale, continuano ad essere una risorsa per l’agricoltura siciliana”.

A Palermo, in viale del Fante, un’automobile Fiat 600, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro un muro ad angolo con viale Rocca. Una ragazza di 18 anni è morta. Altre tre hanno subito gravi ferite. La deceduta è Carlotta Rosano, alla guida del mezzo, quasi giunta a casa sua, non distante dal luogo dell’incidente, dopo avere trascorso la notte tra sabato e domenica con le amiche. Le tre ferite sono state estratte dalle lamiere dai Vigili del fuoco e soccorse dal 118 all’ospedale Villa Sofia. Sono stati praticati dei tentativi di rianimazione di Carlotta Rosano, ma si sono rivelati inutili. Sul posto per i rilievi stradali hanno lavorato gli agenti della Polizia Municipale.