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“La questione relativa al personale dei gruppi parlamentari riguarda l’ufficio di Presidenza dell’Ars. Voglio rassicurare tutti: stiamo lavorando, abbiamo richiesto delle consulenze, stiamo affrontando la questione in modo molto serio. Fra qualche giorno contiamo di potere fornire delle soluzioni a garanzia di tutti i gruppi, ed anche di chi ci ‘controlla’”. Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, in aula nel corso della seduta del Parlamento regionale, rispondendo a un intervento del capogruppo di “Diventeràbellissima” Alessandro Aricò a proposito del bacino dei “cosiddetti stabilizzati”, composto da circa 80 “dipendenti storici” dei gruppi parlamentari. “Oggi siamo stati ascoltati dalla Corte dei Conti in merito alla questione del personale a disposizione dei gruppi parlamentari – ha detto Aricò – anche del ‘personale stabilizzato’: su questo punto serve chiarezza, abbiamo bisogno di capire il numero minimo di stabilizzati dei quali i gruppi devono dotarsi, questo bacino deve essere tutelato”.

“Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha ottenuto dal governo nazionale i ‘poteri speciali’ per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Sicilia. Ma dove è il piano regionale dei rifiuti?”. Ecco l’interrogativo sollevato dal capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo. Doveroso è sottolineare che l’ex presidente della Regione sostenuto da Lupo ha procrastinato il piano dei rifiuti per oltre tre anni, e non lo ha varato prorogando di volta in volta l’emergenza per sei mesi. Giuseppe Lupo afferma: “Il presidente Musumeci venga in Aula e spieghi perché a distanza di due mesi dal dibattito sull’emergenza rifiuti, il crono-programma dei provvedimenti annunciati resta ancora un libro dei sogni. Vorremmo sapere a che punto è la redazione del piano per la realizzazione delle piattaforme per la raccolta differenziata, il compostaggio ed il conferimento post trattamento, che avrebbe dovuto essere pronto entro il mese di febbraio, ed avere notizie circa le annunciate riforme del settore. E’ urgente definire un realistico programma di interventi perché l’emergenza rifiuti sta crescendo e rischia di esplodere in piena estate ed in piena stagione turistica”.

Col personale in organico il Fondo pensioni della Regione siciliana non e’ piu’ in grado di portare a termini tutti gli adempimenti”. Cosi’ il commissario straordinario del Fondo, Alessandro Ferrara, si e’ rivolto al dipartimento della Funzione pubblica chiedendo aiuto. Servono 37 persone, 17 funzionari e 20 istruttori. Il dipartimento, a firma del dirigente generale Rosalia Pipia, quindi ha diramato una nota ai dipendenti regionali per acquisire la disponibilita’ al trasferimento al Fondo. Un problema quello della mobilita’ interna del personale della Regione sollevato nei giorni scorsi dal presidente Nello Musumeci.

 

Operatori medici aggrediti, non è più una questione di singoli e sporadici casi, ma sta assumendo sempre più i contorni di un fenomeno che non è più tollerabile, perché oltre a minacciare il lavoro di tanti professionisti, rischia di inficiare il diritto alla salute di tutti”. Lo dice Giovanni Migliore, direttore generale dell’Aorn Civico-Di Cristina di Palermo, in merito all’aggressione avvenuta ieri all’Ospedale pediatrico Di Cristina, dove il padre di un neonato ha picchiato quattro medici dopo la morte del piccolo, che era stato operato subito dopo la nascita a causa di una grave forma di tumore. Uno dei medici aggrediti ha riportato un trauma cranico. Il direttore generale annuncia che l’Arnas Civico-Di Cristina “si costituirà parte civile per chiedere giustizia e tolleranza zero nei confronti di chi risponde con la violenza ingiustificata al quotidiano impegno di competenza e sacrificio dei nostri professionisti in difesa dei bambini”.

Presidente Aopi, basta aggressioni in ospedale

“L’ospedale è un presidio di cura e di salute, dovrebbe rappresentare un’oasi per i pazienti e un luogo sicuro per chi vi presta servizio, ma sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza e ad aggressioni ingiustificate e intollerabili”. Lo dice Paolo Petralia, direttore generale dell’Istituto Gaslini di Genova e presidente nazionale Aopi (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani), commentando l’aggressione di ieri all’Ospedale Di Cristina di Palermo, dove il padre di un neonato ha picchiato 4 medici dopo la morte del piccolo, malato terminale. “Il dolore, comprensibile, per la perdita di un figlio – aggiunge Petralia – non giustifica alcuna reazione violenta.
Tanto più che, come emerge, considerate le condizioni del neonato, l’intervento condotto al Di Cristina è stato un disperato tentativo di prolungare una agonia e una morte certa.
Di fatto, però, medici e operatori – a cui va la mia più profonda solidarietà e vicinanza – sono diventati ormai il parafulmine di dolore, disperazione ma anche di episodi di violenza gratuita che non intendiamo più far passare sotto traccia”. “Per questo – conclude il presidente nazionale degli Ospedali Pediatrici – come associazione sosterremo l’iniziativa del collega Giovanni Migliore, direttore generale dell’Aorn Civico-Di Cristina di Palermo, che ha denunciato i fatti accaduti, ma ci uniamo anche nella forte preoccupazione per i gravi rischi che ogni giorno di più si corrono nell’esercizio dell’attività assistenziale, offrendo la nostra disponibilità per contribuire a risposte necessarie e sempre più urgenti”.

A Palermo il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha incontrato l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani. Armani, nell’ambito della purtroppo ricorrente “liturgia degli ottimi propositi”, ha annunciato: “Per la Sicilia c’è un piano di investimenti per 4 miliardi di euro. L’isola non ha bisogno di nuove strade ma di ammodernare quelle esistenti. Abbiamo fatto un’analisi della qualità delle nostre strade ed è venuto fuori che in Italia 10 strade statali erano chiuse, e di queste il 50 per cento si trova in Sicilia”. E Musumeci ha replicato: “La Sicilia ha pagato da troppo tempo per una politica miope, per l’insensibilità dei governi centrali e regionali. Questa stagione deve essere considerata chiusa. Cominceremo lunedì prossimo un tour dell’isola dalla provincia di Enna per una verifica dello stato di salute delle arterie stradali in Sicilia”. Armani ha assicurato che la Agrigento-Caltanissetta sarà completata entro i primi mesi del 2019. “Completare la Agrigento-Caltanissetta entro i primi mesi del prossimo anno è un obiettivo che dovrebbe essere raggiungibile” – sono state le sue parole.

Quanto accaduto ieri sera a Palermo è gravissimo. Si tratta di un fenomeno preoccupante che si verifica ormai quasi quotidianamente e che bisogna comprendere e affrontare”. Lo dice la segretaria della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, commentando l’aggressione subita da un docente dell’istituto comprensivo Abba-Alighieri.

“Proprio per affrontare il tema – aggiunge – abbiamo organizzato un convegno dal titolo ‘Insegnanti: da modelli a bersagli. Recuperare la dignità e il prestigio della professione docente’, in programma per lunedì 16 aprile presso l’Aula Magna ‘Paolo Borsellino’ del liceo classico Giovanni Meli del capoluogo. Insieme ai relatori, sociologi e pedagogisti rifletteremo sulle cause che negli anni hanno portato a questa forma di degenerazione nel rapporto tra i docenti, gli studenti e le loro famiglie. Allo stesso tempo cercheremo di individuare strumenti e soluzioni per tentare di contrastarla, anche dal punto di vista del sindacato”.

Un poliziotto in servizio alla questura di Palermo è stato arrestato dai suoi colleghi, su ordine del Gip, per lesioni aggravate, falsità ideologica e materiale: lo scorso febbraio, in qualità di autista di una volante, dopo un inseguimento per le vie del capoluogo siciliano, aveva bloccato un ciclomotore sul quale viaggiavano due minorenni che non si erano fermati a un precedente controllo. Bloccato il ciclomotore, l’agente nelle fasi del controllo aveva ingiustificatamente procurato lesioni al passeggero del mezzo, risultato privo di assicurazione.
    Il conducente del ciclomotore, un minorenne con precedenti per furto aggravato e rissa, non aveva la patente. All’Agente sono stati contestati anche il mancato sequestro del ciclomotore e la mancata redazione degli appositi verbali di contestazione.
    Le indagini sono state svolte dalla squadra mobile.

I familiari di Aldo Naro, il giovane medico ucciso il 14 febbraio del 2015 nella discoteca Goa di Palermo, contestano la conclusione delle indagini che hanno portato alla condanna a 10 anni di reclusione di Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori nel locale. I familiari hanno pubblicato su Facebook un post e le foto dell’autopsia, con un elenco di traumi documentati dalle immagini. “Davvero – si chiedono – un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre? E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito? Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio”.
   

Le associazioni animaliste Enpa e Leidaa esprimono in una nota grande preoccupazione per la sorte dei cavalli dell’ippodromo “La Favorita” di Palermo. Gli animali, su cui pende un’ordinanza comunale di trasferimento dalla struttura, si trovano in una situazione di grande precarietà con luce e acqua razionate, secondo alcune segnalazioni. Enpa e Leidaa hanno chiesto conferma al Comune di Palermo senza però ricevere alcuna risposta. “Si tratta di una situazione insostenibile – si legge nella nota – che si protrae ormai da troppo tempo e che, come è evidente, mette a serio rischio la salute e il benessere degli animali. Per questo chiediamo al Comune di Palermo di individuare con urgenza un soggetto istituzionale che si faccia carico dell’emergenza e che trovi una via d’uscita in linea con i bisogni e le esigenze etologiche degli equidi”.
    Il problema nasce a seguito dell’interdittiva antimafia disposta dal prefetto a carico del gestore dell’ippodromo, la società Ires. Al provvedimento prefettizio è seguita un’ordinanza del sindaco di Palermo con cui il Comune, oltre a revocare la gestione dell’ippodromo, imponeva lo sgombero dei box che la stessa Ires aveva affittato e dove sono tuttora accuditi circa cento animali. La situazione è paradossale: a breve il Comune dovrebbe indire una gara per identificare il nuovo gestore dell’ippodromo, ma intanto i cavalli della “Favorita” sono senza casa, senza certezze e, forse, con i servizi essenziali ridotti al minimo. “Non è nostra intenzione – spiegano Leidaa ed Enpa – entrare nel merito delle vicende giudiziarie della Ires né del mondo delle competizioni con animali; un mondo rispetto al quale, da animalisti, ci troviamo agli antipodi. Tuttavia non possiamo non essere molto preoccupati per la sorte dei cavalli, per i quali è estremamente difficile trovare una soluzione alternativa rispetto a quella offerta dall’ippodromo palermitano

Sono nove i siti che compongono il percorso arabo normanno riconosciuto dall’Unesco nel Palermitano, come Palazzo Reale e la Cappella Palatina, la Cattedrale, san Giovanni degli Eremiti, la Zisa, la Martorana, san Cataldo, il Ponte dell’Ammiraglio, il duomo e il chiostro sia di Monreale che di Cefalù, ma a questi se ne potrebbero aggiungere altri 5 che presentano dei margini di intervento che non richiedono interventi complessi. Si tratta del Castello a Mare, della Cuba, del Castello di Maredolce con il Parco della Favara, della chiesa di Santa Maria della Maddalena e la Magione. Una prima rosa che farebbe da apripista ad altri siti che però, al momento, presentano criticità che richiedono interventi più complessi e di più lungo respiro. Di questo si è parlato oggi al seminario su come “Accrescere le potenzialità del sito Unesco arabo normanno” all’oratorio dei santi Elena e Costantino, luogo peraltro aperto dalla fondazione Federico II che lo gestisce. Sulla scia di Palermo capitale della cultura 2018 oggi un tavolo di esperti tra accademici, Unesco, Fondazione Federico II, regione e sovrintendenza si è confrontato e su un percorso sul quale c’è la convergenza della direzione dei beni culturali e della sovrintendenza e per affrontare le criticità degli altri siti. Un’ottica condivisa da più parti: “Facciamo le politiche dei piccoli passi, partiamo con una serie di lavori e investimenti da questo gruppo di 5 monumenti per riqualificare il territorio, allargando l’attrattività di questi siti”, è la tesi di Aurelio Angelini, direttore fondazione Unesco Sicilia. Dello stesso avviso Patrizia Monterosso, direttore della fondazione Federico II che ha fatto gli onori di casa all’oratorio: “Questo è il metodo di lavoro giusto, che mostra una sinergia con le istituzioni – ha detto – la nostra cultura chiede di essere svelata non solo a noi adulti ma soprattutto ai giovani. Vedere questa interlocuzione, anche con il mondo dell’associazionismo è la strategia vincente per allargare il riconoscimento dei nostri siti”.