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“Formuliamo il nostro apprezzamento nei confronti dell’impegno di Guardia di Finanza e Procura nissena volto a individuare dipendenti infedeli dell’Urega di Caltanissetta/Enna. Avevamo visto bene quando, nei mesi scorsi, il Governo Musumeci aveva avviato la riorganizzazione degli uffici proprio per evitare i bivacchi nei corridoi. Preso atto infatti di un numero sovrabbondante di dipendenti negli Urega, abbiamo ridotto del 30 per cento gli organici in tutte le province attirandoci persino le contestazioni e il malumore dei sindacati. Tre dei dipendenti che oggi risultano indagati, peraltro, erano già stati trasferiti. Anche gli altri saranno sottoposti a dei provvedimenti, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e chiarisca le responsabilità”.

Lo afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito dell’operazione “Ghost” condotta da Procura e Guardia di Finanza di Caltanissetta. 

“Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione in merito alle ultime dichiarazioni, apprese dalla stampa, secondo le quali il Governo nazionale non sarebbe in grado di assicurare i  termoscanner nei 25 aeroporti nazionali che tornano, da oggi, ad essere operativi a seguito del decreto firmato, in queste ore, dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli e dal ministro della salute Roberto Speranza e chiediamo che vengano invece assicurati tutti i controlli necessari con il coinvolgimento del personale degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF)”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Un’applicazione scrupolosa e attenta dei protocolli sanitari,  finalizzata al contenimento della diffusione del Covid-19, nella fasi di check-in, imbarco e controllo passaporti  – continua Orlando –  è oggi più che mai indispensabile e va semmai implementata   per evitare e scongiurare la tanto paventata seconda ondata di diffusione del virus”.

“Sollecitiamo pertanto – conclude il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani- l’intervento urgente dei ministri dei Trasporti, della Salute, per il Sud e il MISE perchè  vengano assicurati i necessari screening sanitari  su passeggeri e personale aeroportuale e affinchè il trasporto aereo possa tornare alla sua piena operatività in totale sicurezza”.

Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali della Sicilia in condizione di riaprire e riprendere la loro normale attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un aumento delle ore degli specialisti convenzionati interni del territorio. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19 nella Regione Sicilia” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità a Francesco Paolo La Placa – Direttore del Servizio Programmazione Territoriale della Regione Sicilia.

«Anche in Sicilia come nelle altre regioni in questo periodo di lockdown si è accumulato un importante ritardo nelle visite di controllo delle persone affette da patologie croniche, negli screening e nelle nuove diagnosi, un ritardo che ora va colmato facendo subito ripartire la macchina della sanità  – dichiara il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina riassumendo i risultati dell’incontro – I ritardi nelle diagnosi fanno sì che le patologie saranno intercettate a uno stadio più avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Tra le altre criticità riscontrate in Sicilia in questo periodo anche un calo importante dell’aderenza alla terapia, con molti pazienti che hanno autosospeso i farmaci ad esempio in ambito cardiologico. Bisogna riattivare l’attività ambulatoriale in maniera massiccia, ricontattare i pazienti, far capire loro che non bisogna sospendere i farmaci. I centri che avevano in carico i pazienti per valvulopatie devono richiamarli per riprendere le sostituzioni valvolari, specialmente quelle transcatetere che sono quelle maggiormente rimaste indietro.»

Oggi in tutta Italia a livello ambulatoriale sono rimaste sospese 11 milioni di prestazioni specialisiche, che vanno recuperate.

«Il Covid ha accentuato un problema che in parte esisteva da prima. Le liste d’attesa erano già il denominatore comune delle varie regioni – dichiara il Segretario Generale di Sumai Assoprof Antonio Magi – È il momento buono per cominciare a investire seriamente per agevolare la presenza degli specialisti. Gli specialisti che servono li abbiamo, sono già in servizio, se riuscissimo a portarli da 20 a 38 ore avremmo già raddoppiato l’offerta della regione. Ma lo specialista va messo anche in un ambito di equipe in cui le varie figure facciano rete. Solo così il paziente può essere preso in carico in modo efficiente. Una volta uscito dall’ospedale deve trovare sul territorio una rete importante che lo possa seguire.»

Diversi i suggerimenti emersi dall’incontro: nella fase 2 e nelle successive privilegiare l’assistenza al paziente cronico attraverso percorsi dedicati e integrati, quali i PDTA come quelli già esistenti per cardioncologia, scompenso, malattie rare, nei quali deve essere presente personale con adeguate competenze specifiche; ripristinare al più presto le attività degli ambulatori dedicati all’Ipertensione arteriosa e di quelli diabetici, concentrare la gestione dei malati COVID in ospedali specificamente dedicati e strutturalmente separati dalle altre realtà ospedaliere.

Si ritorna sempre di più alla normalità in Sicilia. Visto l’andamento della situazione epidemiologica, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha firmato una nuova ordinanza che, a partire da lunedì, consentirà il riavvio, nell’Isola, di numerose attività economiche e sociali.

In particolare, potranno riaprire: sale giochi, sale scommesse e sale bingo; sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, nonché le fiere e i congressi; centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), centri culturali e centri sociali; comprensori sciistici; servizi ristorazione; attività dei servizi alla persona; stabilimenti balneari e spiagge di libero accesso.

E ancora: commercio al dettaglio; attività ricettive; commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati e mercatini degli hobbisti); uffici aperti al pubblico; piscine; palestre; manutenzione del verde; musei, archivi e biblioteche; strutture ricettive all’aperto (campeggi); rifugi alpini; attività fisica all’aperto; noleggio veicoli e altre attrezzature; informatori scientifici del farmaco; aree giochi per bambini; circoli culturali e ricreativi; formazione professionale; cinema e spettacoli dal vivo; Parchi tematici e di divertimento; sagre e fiere locali; professioni della montagna (guide alpine e maestri di sci) e guide turistiche.

Riguardo ai servizi per l’infanzia e per l’adolescenza, l’attività sarà consentita a decorrere dal 22 giugno, previo decreto attuativo dell’assessore regionale delle Politiche sociali, d’intesa con quello della Salute, da emanarsi entro domenica 21. Tutte le attività consentite, per prevenire il rischio di contagio, devono svolgersi secondo le modalità disciplinate della Linee guida.

Lo svolgimento degli sport di contatto potrà ripartire da sabato 20 giugno, nel rispetto delle disposizioni di prevenzione del contagio previste nell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dell’11 giugno, e previo decreto attuativo dell’assessore regionale dello Sport, d’intesa con quello della Salute, da emanarsi entro giovedì prossimo.

Restano invariate le disposizioni precedenti in materia di prolungamento dell’orario di apertura e rinuncia al giorno di chiusura, mobilità e trasporti, prevenzione sanitaria.

“Il fatto che alcuni tra i principali ospedali di Palermo non abbiano guanti monouso e alcool etilico denaturato per il personale medico e sanitario la dice lunga sullo stato di disattenzione e approssimazione che riguarda il comparto della sanità in Sicilia. Riceviamo segnalazioni su segnalazioni secondo le quali i medici, gli infermieri e il personale sanitario dell’ospedale Civico, Policlinico e Villa Sofia sarebbero costretti ad acquistare in proprio guanti e alcool. L’assessore Razza ne risponda immediatamente”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle componenti della Commissione Sanità all’Ars Antonio De Luca, Salvatore Siragusa, Giorgio Pasqua e Francesco Cappello. “La mancanza di guanti monouso o alcool – spiegano i deputati – in un ospedale è qualcosa di gravissimo che non riguarda la fase emergenziale della gestione del Coronavirus. Non stiamo parlando di mascherine o adeguamenti agli impianti di aerazione, siamo infatti di fronte ad carenza che non ha giustificazioni. Ai medici, agli infermieri e al personale sanitario, stanno arrivando risposte concrete dalle cittadinanza che, grazie ai social, hanno fatto partire una gara di solidarietà per l’acquisto di questi dispositivi di sicurezza. I cittadini però non possono sostituirsi in toto ai manager e alla politica. L’assessore alla Salute Ruggero Razza provveda immediatamente a rifornire gli ospedali del materiale necessario” – concludono.

“C’è poco da fare, quando si trova davanti ad un bivio, Musumeci  prende quasi sempre la strada sbagliata. Il No all’election day in Sicilia è scelta disastrosa che pagheranno di tasca i siciliani”.

Lo afferma il deputato M5S alla Camera, Antonio Lombardo, in relazione alla scelta del presidente della Regione di  fare votare in Sicilia per le amministrative il 4 e il 5 ottobre, quando in tutta Italia le date fissate per le comunali, regionali e per il referendum per il taglio dei parlamentari sono quelle  del 20 e 21 settembre.

“Ancora una volta – afferma Lombardo – in Sicilia si seguono logiche incomprensibili e distaccate dal resto d’Italia, che hanno come unico risultato solo quello di far aumentare i costi a carico dei cittadini, senza, di contro, portare vantaggi  alla Sicilia, anzi costringendo le scuole ad un ulteriore ed inutile stop in un momento di  ripartenza che si preannuncia di per sé  già abbastanza complicato, dopo mesi di chiusura forzata”.

A Palermo sono stati denunciati dalla Polizia gli autori del furto e dei danneggiamenti al ristorante “Castello a Mare” di Natale Giunta. Si tratta di quattro giovanissimi. Quanto accaduto risale allo scorso 10 giugno. Gli agenti hanno scoperto gli autori del raid visionando le immagini registrate sia dalle telecamere del ristorante che da quelle pubbliche nella zona, nei pressi del porticciolo della Cala. Le telecamere hanno testimoniato che i quattro prima hanno bevuto birra a bordo di una barca ormeggiata al porticciolo, e poi, esaurita la scorta alcolica, hanno rotto con una pietra la vetrata del ristorante per rubare una bottiglia di liquore, divertendosi a spaccare altre bottiglie, e causando un danno complessivo di 400 euro circa.

A Palermo i Carabinieri hanno arrestato Maurizio Ruggieri, 28 anni, indagato di tentato omicidio. Sarebbe stato lui ad accoltellare, in via Evangelista Di Blasi, Soufiane Saghir, 23 anni, anche lui palermitano di genitori marocchini. Ruggieri, nel corso di una lite, avrebbe colpito tre volte Saghir con un coltello di 30 centimetri. Uno avrebbe lesionato il polmone. Il ferito è stato trasportato all’ospedale Villa Sofia. Non sarebbe in pericolo di vita. Soufiane Saghir a maggio del 2019 è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti spaccaossa, le bande specializzate nelle truffe alle assicurazioni protagoniste di una serie di orrori.

A seguito delle numerose polemiche insorte, compresa la minaccia della chiusura dei locali pubblici di intrattenimento, il sindaco di Palermo ha modificato l’ordinanza relativa alla movida e al contenimento del contagio covid. Dunque, per i prossimi 30 giorni è vietata per tutti gli esercizi di vicinato la vendita per asporto di bevande alcoliche in contenitori di vetro prima delle 8 e dopo le 20. Tale divieto vale anche per i distributori automatici. Esenti sono però i negozianti che svolgono anche attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato come, a esempio, gastronomie e rosticcerie, che sono autorizzati alla vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione fino alle 24. Dalle 24 all’1.30 è consentita unicamente la vendita per il consumo diretto all’interno dei locali o negli spazi esterni di pertinenza, mentre all’1.30 dovranno interrompersi tutte le attività con la chiusura dei locali.

“Questa emergenza avrebbe dovuto portare ,stando ai proclami del governo nazionale,  ad un forte interessamento per il Sud, tutti hanno indicato  nella ripresa   del Sud la ripartenza  per l’intero paese .
Ebbene nella realtà invece le prime risposte non date vanno nel segno della continuità quella che da sempre vede il meridione  arrancare e abbandonato, temiamo che possa esplodere una vera bomba sociale”.
A dichiararlo è Giovanni Condorelli, Segretario Confederale con delega per il Mezzogiorno.
“Il caso Alitalia che taglia i voli a Trapani, il caro biglietto , le migliaia di lavoratori e lavoratrici  a rischio di Almaviva  –  spiega –  sono già i primi segnali di quello che  sta accadendo e  che potrebbe accadere nelle prossime settimane”.
“Il governo decida e agisca subito –  conclude   Condorelli –   non possiamo più tollerare perdite di tempo, la gente non ce la fa più”.
“Questa emergenza avrebbe dovuto portare ,stando ai proclami del governo nazionale,  ad un forte interessamento per il Sud, tutti hanno indicato  nella ripresa   del Sud la ripartenza  per l’intero paese .
Ebbene nella realtà invece le prime risposte non date vanno nel segno della continuità quella che da sempre vede il meridione  arrancare e abbandonato, temiamo che possa esplodere una vera bomba sociale”.
A dichiararlo è Giovanni Condorelli, Segretario Confederale con delega per il Mezzogiorno.
“Il caso Alitalia che taglia i voli a Trapani, il caro biglietto , le migliaia di lavoratori e lavoratrici  a rischio di Almaviva  –  spiega –  sono già i primi segnali di quello che  sta accadendo e  che potrebbe accadere nelle prossime settimane”.
“Il governo decida e agisca subito –  conclude   Condorelli –   non possiamo più tollerare perdite di tempo, la gente non ce la fa più”.