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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha così commentato quanto avrebbe affermato il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, al quotidiano nazionale “La Stampa”: “Non ho trovato l’sms del presidente Miccichè: lo confesso, l’ho cercato e non l’ho trovato. Ma stiamo parlando del capo del partito del quale ho quattro assessori in giunta, è una tempesta in un bicchiere d’acqua. Ecco perché mi è sembrata stupefacente l’intervista: le polemiche mi hanno solo lasciato stupore, ma niente di più. Non ho assolutamente polemizzato anche perché poi ho saputo che quelle parole non erano vere e non le ha mai dette quelle cose, quindi stiamo parlando del nulla. Sto scrivendo al direttore de ‘La Stampa’ per fare le mie rimostranze, un giornalista non può alterare il significato di una intervista”.

“Non ci bastano. Vogliamo di più”. I sindacati si oppongono alla proposta di rinnovo del contratto dei lavoratori regionali presentata dall’Aran. Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto, del Siad-Csa-Cisal, affermano: “I 3 milioni e 400mila euro promessi dal governo regionale sono insufficienti. Per questo chiediamo che l’Assemblea Regionale approvi un emendamento in Finanziaria che destini circa 7 milioni di euro, non utilizzati per i pensionamenti del triennio 2019-2021, alla riqualificazione del personale regionale. In caso contrario, siamo pronti a scendere in piazza per difendere le legittime aspettative dei dipendenti che da 25 anni attendono risposte concrete”.

La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale su richiesta della Procura, per un valore complessivo di 1 milione e 538mila euro, corrispondente al presunto profitto di reati tributari che avrebbe commesso una nota società di Partinico operante nel settore vitivinicolo e di commercializzazione vini, che negli anni 2017 e 2018 si sarebbe resa responsabile di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele. La finalità dell’ipotizzato meccanismo fraudolento sarebbe stata abbattere illecitamente il reddito imponibile della società. Sono stati denunciati i due amministratori pro-tempore, in concorso con i due amministratori pro-tempore di una seconda società costituita al presunto fine di ricevere i beni immobili della prima società, cosi da ostacolare le operazioni di riscossione da parte dell’amministrazione finanziaria.

“Non ho mai usato questi toni nei loro confronti. Certi toni non mi appartengono”.

Così a LaPresse il presidente dell’Ars e coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Micciché, che smentisce l’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Stampa’.

Per chiarire la questione il coordinatore di Forza Italia in Sicilia ha chiamato sia il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa che il governatore Nello Musumeci.

“Accolgo di buon grado la completa smentita di Gianfranco Miccichè che mi ha telefonato per scusarsi di dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce, in cui come disperata arma finale, attacca Musumeci, me e addirittura Giorgia Meloni con la vetusta accusa di fascismo tanto cara alla estrema sinistra orfana del comunismo. Sono certo che Gianfranco è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica”.

Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa riferendosi all’intervista del leader siciliano di Forza Italia al quotidiano La Stampa in cui tra l’altro gli viene attribuita la frase: Meloni “da fascista qual è si è accodata a La Russa fascista siciliano come Musumeci”.

“Il Presidente dell’Assemblea è incompatibile con ruolo che svolge, che impone sobrietà, equilibrio e senso delle Istituzioni, l’ho detto e continuerò a dirlo in ogni sede, e questo nell’interesse della Sicilia e dei siciliani. Quel che accade oggi determina un punto di non ritorno”.

“Musumeci? Mai più. Guardi…”.

Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia e presidente dell’Ars. “Cinque anni fa subimmo un’imposizione. Ma a condizione che non si ricandidasse”. “Cinque anni a rompere la m….. Ha trasformato i nostri assessori in ascari. A me ne ha tolti tre su quattro…”.

“Musumeci odia partiti, parlamento, stampa. ‘Di lei si occuperanno ben altri palazzì, ha detto a un deputato dell’opposizione. D’altronde è coerente: lui è pur sempre un fascista catanese”. “Palermo è troppo nobile e intellettuale per il fascismo”. Secondo il presidente del parlamento Siciliano Musumeci non lo vogliono neanche i centristi: “Cuffaro e Lombardo sono pronti ad andare con il Pd, se c’è Musumeci”. E…non lo vogliono “nemmeno quelli di Fratelli d’Italia! Siamo tutti matti?”.

Meloni però lo difende. “Da fascista qual è, si è accodata a La Russa, fascista siciliano come Musumeci”. L’accordo sul Comune (di Palermo, ndr) è il viatico per la Regione? “Macchè. Berlusconi mi ha detto: fai la mossa del cavallo e chiudi sul Comune sul loro candidato. Fatto, fregandocene della signora Meloni che ci vuole distruggere tutti. Ma Musumeci non passerà. Mai”. E se Meloni andasse da sola? “E’ fortissima, ma qui non si fanno colpi di mano. Vuole diventare il capo della Destra europea dopo la Le Pen, trattando con quella americana. L’ho vista a Milano. Io ero a Fiuggi nel ’95. Una vera svolta. Fini era più avanti di lei oggi…”. Meloni vuole prendersi la sicilia per poi prendersi l’Italia? “Per prendere la Sicilia servo io”. Come finirà? “La mia sensazione? Lei vuole rompere con il Centrodestra: sapendo che il Premier non lo farà mai, preferisce stare da sola all’opposizione come ora…”.

ITALPRESS (PALERMO)

“Lo scorso anno, complice il cambiamento climatico, l’innalzamento delle temperature e l’attività umana, il territorio siciliano è stato ferito brutalmente da 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐟𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐮𝐧𝐚.

Oggi è massimo lo sforzo per mettere in campo tutte i mezzi disponibili per prevenire nuovi incendi nell’Isola.

Nei mesi scorsi in 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐕 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 abbiamo individuato la necessità di rendere più incisiva la Campagna Antincendio mettendo in sinergia i vari organi competenti nell’attività di prevenzione e contrasto ai roghi attraverso l’istituzione di un ufficio speciale di pronto intervento presso la Presidenza della regione. L’ufficio ha il compito di fungere da 𝐜𝐚𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚 e coordinare le azioni dei molteplici soggetti (corpo forestale, Esa, Protezione civile e associazioni di volontariato) impegnati nella prevenzione dei roghi.

Inoltre la Campagna antincendio quest’anno partirà in anticipo di 15 giorni rispetto al calendario dello scorso anno”.

Lo dichiara l’on. Giusi dsavarino, presidente della IV commissione Ambiente, Territorio e Mobilità.

“E’ più credibile il fatto che Elon Musk acquisti la Scala dei Turchi, che la Regione Siciliana con il suo assessore Cordaro risolva l’annosa vicenda della proprietà di quel sito”. E’ la provocazione lanciata dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro a proposito dell’ancora mancata regolamentazione della proprietà della Scala dei Turchi nell’Agrigentino e della diatriba tra il proprietario Sciabarrà e la Regione Siciliana.

“Da anni – spiega Di Caro – dimostriamo, carte alla mano, la totale inazione della Regione che tramite l’assessore Cordaro non riesce, o non vuole mettere un punto alla questione. Proprio su input del Movimento 5 Stelle, l’Assemblea Regionale Siciliana ha affrontato il caso Scala dei Turchi nel corso di apposite commissioni. Abbiamo più volte incalzato il governo regionale, il parlamento e le parti in causa a regolamentare il sito ma la Regione a guida Musumeci, è invece un fallimento su tutti i fronti. Scala dei Turchi compresa”.

E’ stato arrestato da carabinieri e polizia il presunto omicida di Salvatore Martino, 38 anni, ucciso a Erice il 26 dicembre scorso. Nel carcere “Malaspina” a Palermo è stato trasferito un giovane minorenne. Il cadavere è stato trovato all’interno di un prefabbricato di sua proprietà in contrada Pegno di Erice. Utili alle indagini sono stati i video delle telecamere di sorveglianza, i tabulati telefonici e le tracce biologiche rinvenute. Fondamentale anche il contributo di alcuni cittadini che, con le loro testimonianze, hanno fornito elementi indiziari. L’indagato e la vittima si sarebbero recati insieme nel prefabbricato per consumare dello stupefacente comprato poco prima. Nel corso della nottata sarebbe insorta tra i due una violenta lite per futili motivi. Il minorenne avrebbe colpito ripetutamente la vittima fino a causarne il decesso.

Un mese addietro era stato uno dei dissidenti assieme a Gallo Afflitto, Falcone e La Rocca Ruvolo, che avevano cercato di fare le scarpe in modo tregedioso al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

Oggi, i deputato regionale di Forza Italia e presidente della commissione Bilancio all’Ars, Riccardo Savona, è stato rinviato a giudizio dal gup di Palermo per una presunta truffa sui corsi di formazione professionale che riguarda fondi per 900 mila euro.

Il processo che inizierà il 4 ottobre oltre al politico riguarda sua moglie, Maria Cristina Bertazzo, sua figlia Simona, e i rappresentanti degli enti di formazione “Rises” e “Palermo 2000” Michele Cimino, Nicola Ingrassia e Sergio Piscitello.

Secondo i pm Vincenzo Amico e Andrea Zoppi, gli imputati si sarebbero appropriati di 900 mila euro nell’ambito della formazione professionale.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis.

 

“Nelle ultime ore a tenere banco nel dibattito pubblico sono state le dichiarazioni provocatorie fatte sulla Scala dei Turchi dal privato che detiene la proprietà di una porzione di scogliera.
Ma una cosa sia ben chiara a chi soffre di vuoti di memoria: mai come negli ultimi anni la Scala dei Turchi è stata protagonista di serie azioni di tutela e valorizzazione da parte della Regione Siciliana.
E questo lo dico senza voler fare rivendicazioni ma al solo scopo di ripristinare la verità: è il frutto del nostro costante impegno e della volontà di essere risolutivi ed efficaci.
Abbiamo voluto la riunione della prossima settimana in cui auspichiamo si possa giungere a una soluzione definitiva della questione.
E nel frattempo, ricordiamolo, il GovernoMusumeci ha dapprima finanziato la messa in sicurezza del sito della Scala dei Turchi, per poi destinare altre importanti risorse economiche allo studio dei fenomeni erosivi che ne minacciano la marna, così da progettare gli interventi necessari a contrastarli.
Questa meraviglia naturale che il mondo invidia alla Provincia di Agrigento continuerà ad essere, come è sempre stato, al centro delle nostre attenzioni”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino, presidente IV Commissione Ambiente