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I giudici della terza sezione penale della Corte di Appello di Palermo, ribaltando la sentenza di primo grado del tribunale di Agrigento, hanno disposto l’assoluzione per non avere commesso il fatto nei confronti di quattro persone accusate di aver rubato in casa di un anziano medico. Si tratta di Giuseppe Matina, 51 anni, Amedeo Restivo, 28 anni, Gianluca Stagno, 31 anni, e Jenny Ehing, 28 anni. Tutti erano stati condannati in primo grado ad un anno di reclusione. Il verdetto, però, è stato riformato dalla Corte di Appello che adesso li ha assolti.

La vicenda risale al 2011. Secondo la ricostruzione accusatoria, che però non ha retto al vaglio dibattimentale, i quattro sarebbero entrati in azione utilizzando una scusa: la ragazza, infatti, si sarebbe fatta aprire la porta di casa dal medico dicendo di stare male e di essere incinta. Una volta dentro però all’uomo sarebbero stati sottratti quasi 400 euro. La vittima, nel frattempo deceduta, aveva riconosciuto in foto tre dei quattro imputati ma non è bastato per avere la certezza che fossero stati loro a compiere il furto.

“Sull’escalation senza sosta dei listini dei carburanti dovranno intervenire la magistratura e l’Antitrust”. Così annuncia Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che ha presentato un esposto alle 9 Procure della Repubblica siciliane e all’Autorità garante della concorrenza, chiedendo di indagare sugli abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese. Tanasi afferma: “In questi giorni i listini dei carburanti venduti nei distributori sono letteralmente fuori controllo, con la benzina che in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del + 51,3%. Sono aumenti la cui entità non appare giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, senza contare che benzina e gasolio venduti oggi nei distributori sono stati acquistati mesi fa, a prezzi sensibilmente inferiori. Il rischio è che i rincari dei prezzi alla pompa possano essere dopati da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese. Per tale motivo presentiamo un esposto all’Antitrust e alle 9 Procure di tutta Sicilia, chiedendo di aprire indagini sul territorio con l’ausilio della Guardia di Finanza e accertare eventuali speculazioni e illeciti, alla luce delle possibili fattispecie di aggiotaggio e manovre speculative su merci” – conclude. Aggiunge chi scrive: “Perché il signor Draghi, contro le speculazioni delle compagnie, non impone un tetto massimo al costo del carburante, o non riduce le accise? Anche il ministro Cingolani glielo ha detto, che si tratta di una colossale truffa. Forse il signor Draghi è troppo impegnato a chiudere le televisioni locali. Così questo i cittadini non lo sanno. Come fa Putin in Russia”.

Il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, Giuseppe Lupo, e il vice capogruppo Michele Catanzaro, esprimono sostegno ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali dell’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo, attualmente in agitazione. E affermano: “Abbiamo incontrato i lavoratori e già predisposto un ordine del giorno da presentare in Assemblea per chiedere al governo regionale di accogliere le proposte delle organizzazioni sindacali per la valorizzazione dei lavoratori e per assicurare stabilità gestionale all’ente”.

Tensioni in casa Forza Italia siciliana. Il coordinatore regionale, Gianfranco Miccichè, rilancia: “Non ho nessuna intenzione di dimettermi dalla carica”.

Si tratta di una smentita a fronte di alcune indiscrezioni pubblicate secondo cui il leader siciliano di Forza Italia avrebbe espresso l’intenzione di dimettersi dopo le elezioni Regionali, a seguito della spaccatura all’interno del partito e alle critiche da parte di alcuni esponenti azzurri come l’assessore Marco Falcone che ha definito “ondivaga” la gestione di Miccichè, sollecitando una riorganizzazione del partito. Le divisioni all’interno di Forza Italia sarebbero state innescate dalla riunione che si è svolta sabato sera all’Assemblea Regionale in collegamento telefonico anche con Silvio Berlusconi e in presenza della senatrice Licia Ronzulli, venuta a Palermo per discutere delle prossime elezioni Comunali e Regionali. All’incontro non hanno partecipato alcuni esponenti del partito come gli assessori regionali Marco Falcone, Gaetano Armao e Marco Zambuto.

Nel corso della riunione è stata decisa la candidatura di Francesco Cascio, esponente di Forza Italia, a sindaco di Palermo. Secondo la componente del partito che contesta Miccichè, la candidatura di Cascio sarebbe stata avanzata dall’ex presidente del Senato Renato Schifani, anche lui critico con Miccichè. Il segretario cittadino del partito, Andrea Mineo, afferma invece, in una nota diffusa alla stampa, che è stato proprio Miccichè a proporre alla Ronzulli la candidatura di Cascio

Sistematicamente qualche frangia del partito tenta di sferrare attacchi al coordinatore regionale Gianfranco Miccichè con motivazioni risibili e inconcludenti. Gli stessi che chiedono collegialità poi disertano gli incontri politici collegiali”.

Lo scrivono in una nota i Seniores di Forza Italia di Sicilia.

“Questo ormai periodico attacco strumentale a Miccichè – scrive in una nota il coordinatore regionale Salvatore Sparacino – è diventata, come già detto in altre occasioni, ormai monotona e fastidiosa, oltre ad essere controproducente per tutti perché danneggia il partito siciliano che grazie a Miccichè è risalito a numeri importanti dopo il tragico periodo delle percentuali dello zero virgola. Non è il momento – aggiunge – di riproporre polemiche sterili alla vigilia di importanti competizioni elettorali, ma in un momento così delicato e importante, occorre un forte e chiaro richiamo all’unità di tutti a cominciare da chi, dentro Forza Italia, ricopre importanti ruoli politici e di governo della Sicilia. Chiedere collegialità nelle decisioni e poi non presentarsi agli incontri di partito la dice lunga sulla bontà di queste tesi sostenute da qualcuno. I Seniores di Sicilia – conclude Sparacino – ribadiscono di sostenere convintamente e fortemente l’operato e l’impegno di Gianfranco Miccichè per rafforzare ulteriormente la crescita di Forza Italia in Sicilia”.

Nel gennaio 2020, il Consiglio Comunale di Palermo aveva disposto l’istituzione di due nuove sedi farmaceutiche: una nel quartiere Uditore e l’altra nel quartiere Arenella.
Il Tar Sicilia Palermo, accogliendo il ricorso proposto dalle titolari di una farmacia del quartiere Uditore in prossimità della quale sarebbe stata istituita la nuova farmacia, assistite in giudizio dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, annullava il provvedimento di istituzione della nuova sede farmaceutica nel quartiere Uditore, per la mancata valutazione, da parte del Comune di Palermo, dei necessari pareri dell’ASP e dell’Ordine dei Farmacisti.
Tale sentenza, impugnata in appello dai titolari della nuova farmacia, è stata confermata in secondo grado dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che, pronunciandosi sulla vicenda, ha dichiarato definitivamente l’illegittimità dell’istituzione della nuova farmacia nel quartiere Uditore, condividendo le censure formulate già in primo grado e ribadite in appello dai legali Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, difensori dei titolari della farmacia già esistente e operativa nel quartiere Uditore.
In appello, i legali Rubino ed Impiduglia hanno difatti ribadito come, pur sussistendo, secondo la normativa di riferimento, la competenza del Comune in materia di istituzione e localizzazione delle farmacie, questo non possa prescindere dalla previa acquisizione e valutazione obbligatoria dei pareri dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dell’Ordine dei Farmacisti per l’istituzione di nuove sedi farmaceutiche; sottolineando, altresì, come, nella delibera contestata, non erano state espresse le ragioni che avevano indotto il Comune ad istituire le nuove sedi farmaceutiche proprio nei quartieri Uditore e Arenella anziché altrove.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, condividendo le censure fatte valere in giudizio dalla farmacia appellata difesa dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia in entrambi i gradi di giudizio, ha respinto in toto il ricorso proposto dai titolari della nuova farmacia, confermando di fatto la sentenza di primo grado emessa dal TAR Palermo.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Marianna Musotto, 36 anni, musicista palermitana, indagata per istigazione alla corruzione.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della procura.

Musotto è accusata di avere promesso una tangente da 50mila euro per un evento musicale. Sarebbe stata la somma offerta da un intermediario all’assessore regionale siciliano al Turismo Manlio Messina che, però, non solo ha rifiutato ma ha denunciato tutto e incastrato presunti mandanti e l’intermediaria.

I fatti risalgono all’aprile del 2021 quando un’intermediaria contattò il capo segreteria particolare di Manlio Messina, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Raoul Russo, proponendo un progetto per un evento importante, che prevedeva una sponsorizzazione della Regione per 500mila euro. Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, che nei mesi scorsi hanno effettuato alcune perquisizioni e sequestrato telefonini e computer.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis.

(ANSA).

Come pubblicato, il “concorsone” alla Regione rischia lo stop a seguito di un ricorso al Tar da parte del Cobas-Codir secondo cui non è stata rispettata la normativa della promozione, quindi della progressione di carriera, degli attuali impiegati prima di procedere a nuove assunzioni. Ebbene, adesso replica l’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, che afferma: “I concorsi banditi dalla Regione Siciliana vanno avanti. Per quanto riguarda la riclassificazione del personale già in servizio abbiamo già stanziato delle risorse e le stiamo integrando con ulteriori fondi. Il percorso con l’Aran, per giungere quanto prima alla firma del nuovo contratto dei dipendenti regionali del comparto non dirigenziale, è già stato avviato dal governo Musumeci”.

Il presidente della Regione rimarca ancora una volta il bisogno di progetti per spendere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Musumeci afferma: “Gran parte del Pnrr è denaro in prestito, i nostri figli lo pagheranno nei decenni, non è un regalo di Bruxelles. Servono non per grandi infrastrutture. Alla Sicilia vanno circa 25 miliardi, di cui 2 mld alla Regione: il resto è denaro che non sappiamo dove va. Abbiamo la titolarità solo su di due miliardi, stiamo facendo ricorso ad una assistenza tecnica, con una decina di unità, che ci ha consentito lo Stato, ma non basta. Se dobbiamo essere puntuali con i progetti serve personale tecnico. Alla Regione non si fanno concorsi dal 1991. Abbiamo chiesto a Roma di mettere a disposizione non solo il denaro, ma gli strumenti essenziali per utilizzarlo, altrimenti buona parte dei 25 miliardi tornerà indietro. Speriamo che Roma accetti questa nostra richiesta”.

“Il caro-carburanti, gas ed energia, i prezzi alle stelle delle materie prime, la difficoltà a reperirle e la chiusura degli impianti di produzione strozzati dal caro-bollette rendono impossibile proseguire le attività dei cantieri e costringono le imprese edili siciliane a sospendere tutto e a porre il personale in cassa integrazione per difficoltà di approvvigionamento dei materiali. E’ a rischio la sopravvivenza dell’intero comparto”.
Lo annuncia Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che aggiunge: “Cominceranno le imprese del settore dei lavori stradali, a causa dell’aumento del 600% del costo dell’asfalto, che non rende più sostenibile l’esecuzione di interventi ai prezzi fissati all’atto dell’aggiudicazione dell’appalto. Seguiranno le imprese impegnate nei cantieri del ‘Superbonus 110%’ e del ‘Bonus facciate’ e, quindi, quelle interessate dalle infrastrutture strategiche e dagli appalti finanziati dal ‘Pnrr’. E’ persino a rischio la possibilità di completare le opere del ‘Pnrr’ entro le scadenze concordate con l’Ue”.
“Servono misure vere di emergenza – è il grido d’allarme del presidente dei costruttori siciliani – per salvare dal disastro il settore che più di tutti ha garantito la ripresa del Paese e della Sicilia. Non possiamo più attendere: i prezzi di bitume, acciaio e alluminio sono inarrivabili, tutti gli altri materiali scarseggiano e sono troppo cari; in più, la volatilità delle tariffe di elettricità, gas e carburanti rende insostenibile l’economia dei cantieri e i trasporti”.
Cutrone rivolge un appello al governatore Nello Musumeci, al governo regionale, ai deputati dell’Ars e ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia, affinchè tutti insieme pressino sul governo nazionale e su Camera e Senato perché “siano adottate tutte le necessarie misure per calmierare i prezzi e per compensare adeguatamente gli aumenti intervenuti in fase di avanzamento dei lavori. Non ci bastano le misure varate finora in modo surrettizio e figurativo. Ed è anche necessaria una proroga dei termini del Superbonus 110%: in queste condizioni di difficoltà sarà impossibile completare entro il prossimo mese di giugno il 30% dei lavori nel caso di villette ed edifici unifamiliari”.
“Bisogna aiutare le imprese – conclude Cutrone – ad affrontare i maggiori costi. Il mercato peggiora di giorno in giorno, ormai è fuori controllo. Per questo occorre che le stazioni appaltanti applichino un adeguamento automatico dei prezzi delle forniture e dei materiali ai valori correnti di mercato”.