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 Mentre le imprese siciliane muoiono l’assessorato regionale al Bilancio si permette il capriccio di bloccare nei cassetti 50 milioni di euro. Carte ferme per responsabilità dei funzionari e dei dirigenti in un momento in cui la politica ha fatto la sua parte, l’Irfis anche. Eppure alle imprese viene negato “l’ultimo miglio”. La vergogna dell’assessorato al bilancio si consuma su una misura, la FSC-A: finanziamenti agevolati a tasso zero in favore delle imprese con sede in Sicilia danneggiate dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.

La misura prevede la possibilità di erogare, attraverso l’Irfis, finanziamenti a tasso 0 per un importo fino a 100.000 euro in favore delle imprese che hanno subito un calo del 30% del proprio fatturato nel 2020 e rispetto al 2019.

Emessa e rifinanziata con 50 milioni, la misura sarebbe immediatamente applicabile attraverso uno scorrimento delle graduatorie.

Peccato che le procedure di scorrimento sono bloccate sulle scrivanie dell’assessorato al Bilancio. Malgrado Confindustria Sicilia abbia reiteratamente chiesto e sollecitato l’iscrizione delle somme in bilancio e tutte le attività necessarie per rendere fruibili questi finanziamenti, malgrado abbiamo più e più volte rappresentato che ci sono circa 200 imprese in gravissime difficoltà economiche e in attesa di questa opportunità di finanziamento, malgrado la politica – lo ribadiamo – abbia fatto la sua parte, siamo di fronte a un’inerzia carica di responsabilità.

 

Sicilia, reddito di cittadinanza e lavoro in nero: sul totale nazionale, secondo i dati Inps, è in Sicilia quasi il 20% dei redditi di cittadinanza concessi in Italia, con 153 beneficiari su 1.000. Sopra vi è solo la Campania, con il 23% sul totale nazionale. Poi, i lavoratori in nero in Sicilia superano i 250mila, con un tasso di anomalia del 18,7%. A fronte di ciò sono danneggiate le tantissime attività produttive e dei servizi, e le imprese commerciali regolarmente iscritte presso le Camere di commercio, che subiscono la concorrenza sleale di coloro che assumono in nero, perché, non essendo sottoposti ai contributi assicurativi, a quelli fiscali e a quelli previdenziali, consentono alle loro imprese di beneficiare di un costo del lavoro molto più basso.

L’incombere della siccità, che affligge il nord Italia con il prosciugamento del Po, preoccupa anche in Sicilia, tanto che il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato una riunione tecnica domani, mercoledì 22 giugno, alle ore 18, a palazzo d’Orleans a Palermo. Musumeci afferma: “La crisi idrica che allarma le regioni del Nord Italia per fortuna non presenta gli stessi valori in Sicilia. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a qualunque evenienza. Quello che abbiamo fatto in questi cinque anni per far fronte alla penuria d’acqua, nei centri urbani e nelle campagne, non ha precedenti in termini di iniziative e di risorse stanziate”. All’incontro parteciperanno i direttori dei dipartimenti regionali dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Acqua e dei rifiuti, il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, i vertici dei due Consorzi di bonifica, il direttore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico e il capo della Protezione civile regionale.

Il 21 giugno 1982, da un’iniziativa del ministero della cultura francese, in tutta la Francia, musicisti dilettanti e professionisti invadono strade, piazze e giardini; tre anni dopo, nel 1985, Anno Europeo della Musica, la Festa della Musica prende piede in tutto il mondo diventando un fenomeno sociale: ogni 21 giugno, anche nelle principali città italiane, si registra la partecipazione di artisti di ogni livello e di ogni genere.

L’edizione di quest’anno, che segue il tema “Recovery Sound Green Music economy”, focalizza l’attenzione sul rispetto dell’ambiente.

Poste Italiane, per l’occasione e in concomitanza del suo 160esimo compleanno, ha realizzato una cartolina dall’immagine serigrafata disponibile negli Spazio Filatelia del territorio nazionale e nei due uffici postali con sportello filatelico di Sciacca e Agrigento Centro, al prezzo di 0,90€ l’una, dove fino al 25 giugno è possibile anche richiedere l’annullo speciale.

«Da oggi, Palermo volta pagina. Roberto Lagalla, che sin dall’inizio ha condiviso la nostra azione di governo, saprà guidare la quinta città d’Italia con la stessa competenza e autorevolezza dimostrata da assessore regionale, lavorando senza sosta per risolverne i tanti problemi e le annose criticità. A lui l’augurio di buon lavoro, mio personale e dell’intera giunta regionale».
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Interrogazione all’Ars del gruppo di Attiva Sicilia sul flop del concorso ai centri per l’impiego riservato alla categoria D (laureati). Sarebbe emerso, infatti, che gli idonei sarebbero soltanto circa 200, insufficienti a coprire i 537 posti messi a bando. La notizia riportata dalla stampa trova conferma anche all’assessorato regionale alla Funzione pubblica.

“Nell’interrogazione – spiega Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – chiediamo che per coprire i posti rimasti si possa utilizzare la graduatoria di idonei del concorso in categoria D per il ricambio generazionale dell’Amministrazione regionale, in particolare quelli con profili amministrativi affini. La giurisprudenza sul punto è chiara e prima di pensare all’indizione di un nuovo bando si dovrebbe attingere da ciò che esiste già, trattandosi di bandi della medesima categoria e, per di più, indetti dalla stessa Pubblica amministrazione”.

“Fra l’altro – prosegue Foti – il flop è stato per certi versi aiutato dalla particolare procedura del concorso a causa di una sorta di sbarramento per titoli per l’accesso alla prova scritta. Di solito, invece, i concorsi prevedono una prova scritta aperta a tutti coloro che hanno i requisiti e successivamente una graduatoria nella quale si valutano anche i titoli. Ciò ha precluso ai tanti iscritti al concorso la partecipazione allo scritto, diversamente da quanto avvenuto per il concorso per i Dipartimenti regionali”.

“Intere generazioni – conclude Foti – sono state tenute fuori dalla possibilità di accedere al pubblico impiego e adesso la macchina amministrativa, con un organico ridotto all’osso, ne piange le conseguenze, facendo venir meno il buon andamento che la Pubblica amministrazione deve ai cittadini. Per questo serve una decisione anche urgente che permetta di trovare una soluzione celere e meritocratica a questo flop”.

Dopo le numerose passerelle elettorali mi auguro che l’assessore Razza trovi il tempo per dedicarsi alla sanità siciliana sempre più in difficoltà.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia”, Vice presidente della commissione sanità e Presidente della commissione di verifica e monitoraggio delle leggi all’Ars Carmelo Pullara

Invero, – spiega Pullara – la fotografia dell’attuale realtà sanitaria in Sicilia appare sempre più triste e sbiadita perchè evidenzia infinite criticità dalle liste di attesa, alla prevenzione da “chi l’ha visto”, passando per ospedali che sembrano più cantieri edili tipo “Lego”, monta e smonta, che strutture costruite con una visione, finendo con direzioni aziendali che si trovano a dover decidere tra il far quadrare i conti e l’assicurare una sanità decorosa nelle province di interesse, considerando che i pronto soccorso sembrano da terzo mondo. In questo quadro desolato ci sono i neo precari appesi ad un filo con il rischio di interrompere il rapporto lavorativo dall’oggi al domani e in attesa di continue proroghe, con una ricaduta lavorativa da un lato e assistenziale dall’altra.

In particolare, ricordo all’assessore Razza che il prossimo 30 giugno, per come previsto nell’atto di indirizzo del marzo scorso, andranno a scadere i rapporti di lavoro con il personale addetto alle USCA.

Inoltre ad oggi, – prosegue Pullara – quasi tutte le Aziende sanitarie hanno prorogato il personale tecnico amministrativo e non sanitario al 30 giugno 2022 piuttosto che al 31 dicembre 2022. Ciò è dovuto al fatto che l’atto di indirizzo, del marzo 2022, ha scaricato sulle direzioni aziendali l’intera responsabilità degli eventuali atti di proroga.

Chiedo all’assessore Razza che si attivi, immediatamente, da un lato autorizzando i direttori generali a prorogare almeno fino al 31 dicembre tutto il personale addetto alle USCA, che ricordo a me stesso trattasi di personale medico e sanitario. In aggiunta provveda a dare giusto impulso alle direzioni aziendali per prorogare, fino al 31 dicembre 2022, il personale tecnico amministrativo e non sanitario, in maniera uniforme su tutto il territorio regionale, dimostrando almeno una volta di avere una sanità unica in Sicilia che già sconta un grande gap con la sanità del nord.

Quanto sopra, – conclude Pullara -anche alla luce delle previsioni di cui all’articolo 13, comma 91 della recente legge finanziaria regionale del 14 maggio 2022, che prevede percorsi di stabilizzazione per il suddetto personale,  evitando così, nelle more della valutazione di costituzionalità da parte del governo nazionale, da un lato, la perdita di una chance lavorativa importante per gli interessati, dall’altra, la perdita di personale già formato dalle Aziende sanitarie.

La Corte dei Conti ha condannato tre dirigenti e un funzionario regionali a risarcire per danno all’erario la Regione. Si tratta di Francesco Sucato, Vincenzo Iuculano e Antonella Natoli, tutti dirigenti del Dipartimento regionale dell’Energia tra l’anno 2014 e l’anno 2016, e Silvio Piombino, funzionario dello stesso Dipartimento. Secondo la Guardia di Finanza il danno all’erario ammonta a 3 milioni e 621mila euro, che sarebbe stato provocato dal mancato controllo di numerose procedure di pignoramento eseguite da ex dipendenti della società Multiservizi a danno del bilancio della Regione. La Multiservizi, posta in liquidazione, non ha erogato il Tfr ai propri ex dipendenti, i quali, nel frattempo assunti dalla Sas, hanno attivato procedure di pignoramento aggredendo il bilancio regionale. Tale tipo di procedura si è resa possibile perché, a sua volta, la Multiservizi è stata creditrice nei confronti della Regione siciliana per 5 milioni e 250mila euro. Ebbene, su tali procedure non sarebbe intervenuta alcuna concreta ed efficace azione di monitoraggio, verifica e contrasto da parte degli uffici regionali, e ciò ha comportato un ingiustificato esborso da parte dell’amministrazione regionale di somme molto al di sopra dell’originario credito. Sucato pagherà 1.774.566 euro, Piombino 253.509 euro, Vincenzo Iuculano e Antonella Natoli 543.234 ciascuno.

La Corte d’Appello di Palermo ha ridotto alcune condanne inflitte in primo grado agli imputati nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Street food”, ruotante intorno ad una rete di rifornimento da Palermo e di spaccio di hashish e cocaina tra Menfi, Santa Margherita Belìce e Montevago fino a Poggioreale. A Giuseppe Sanzone, 43 anni, di Menfi, pena ridotta da 5 anni a 2 anni e 2 mesi. A Daniel Tabbone, 26 anni, di Menfi, da 3 anni a 1 anno e 9 mesi. A Kevin Governale, 27 anni, di Santa Margherita Belìce, da 1 anno a 6 mesi.

Incidente stradale mortale a Cefalù, in provincia di Palermo. Lo scontro tra un’automobile Citroen, guidata da un giovane di 22 anni, e uno scooter ha provocato la morte di un uomo di 65 anni, Giovanni Lo Menso. Le indagini, tese a ricostruire la dinamica di quanto e perché accaduto, sono condotte dai Carabinieri. Il motociclista è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale “Giglio”, dove è deceduto a causa delle gravi ferite subite.