Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 24)

L’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima replica alle parole profferite ieri da Gianfranco Miccichè in merito alla candidatura per la presidenza alla regione del centrodestra.

“Per replicare alle polemiche pretestuose, basterebbe solo ricordare a Miccichè il suo entusiasmo in conferenza stampa per Lagalla candidato a sindaco e, dopo poche settimane, uguale entusiasmo per la candidatura di Cascio in ticket con Scoma, poi ritiratosi. Delle altre forze politiche, fratelli d’Italia in testa, si ricordano gli appelli ad unità, e in extremis il coinvolgimento del leader Berlusconi, nel vano tentativo di trovare una logica dove logica non c’è. Forse, se una logica si vuole trovare, è la volontà recidiva di distruggere il centrodestra.
Ma spero convintamente che nei leader nazionali prevalga il buonsenso.”

Consultazioni febbrili e varie correnti di pensiero in relazione alla scelta del candidato a Sindaco di Palermo animano la coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative in programma nel capoluogo siciliano il prossimo 12 giugno. Il Segretario Regionale dell’Udc, Onorevole  Decio Terrana, Responsabile Nazionale Enti Locali del partito, ribadisce la posizione dello schieramento centrista ed invita ad uno sforzo ulteriore le forze politiche alleate al fine di trovare una sollecita ed opportuna convergenza di intenti e programmi in vista di Palermo 2022.
“Il tempo stringe. le criticità da risolvere e le emergenze da affrontare, per rilanciare le sorti di una Palermo svilita e mortificata da una gestione miope e lacunosa figlia di oltre un decennio di governo del centrosinistra, sono davvero molteplici. Ritengo che competenze, passione ed energie – afferma il leader regionale dell’Udc in Sicilia  vadano canalizzate nel modo più virtuoso e produttivo, stilando programmi e piani d’intervento mirati ed oculati, al fine di gettare le basi per un processo di bonifica, riqualificazione e sviluppo del territorio. Bieche logiche partitiche o sterili ragioni di opportunità devono responsabilmente essere messe da parte, il candidato sindaco di un capoluogo di regione non si individua in base ad astrusi ed evanescenti effetti domino legati, tendenzialmente, al mantenimento o all’acquisizione di cariche o poltrone in sede istituzionale.
Apprezziamo in tal senso la netta e coscienziosa presa di posizione da parte di Fratelli d’Italia, che in queste ore ha annunciato il ritiro della candidatura di un soggetto di indubbia statura umana e politica come Carolina Varchi, scelta responsabile e lungimirante finalizzata ad evitare deleterie frammentazioni interne alla coalizione, creando parallelamente i presupposti per il raggiungimento dell’unità in seno al centrodestra che generi i giusti presupposti per una convincente affermazione alle prossime amministrative del 12 giugno a Palermo. L’auspicio è che anche le altre forze politiche e le liste affini alla nostra corrente di pensiero seguano la stessa scia virtuosa tracciata dal partito guidato dall’Onorevole Giorgia MeloniIn linea con quanto affermato dal Segretario Nazionale dell’Udc Italia, Onorevole Lorenzo Cesa, ribadisco che Roberto Lagalla rappresenta il profilo più autorevole, referenziato e qualificato, sotto ogni punto di vista, a svolgere brillantemente il ruolo di Primo cittadino della Palermo che verrà. L’ex assessore regionale all’Istruzione ed alla Formazione Professionale costituisce uomo e politico di inconfutabile spessore, apprezzato unanimemente in ambito accademico, sanitario ed imprenditoriale, depositario di una stima incondizionata e di un consenso crescente nell’universo dell’attivismo e della società civile. 
Da partito moderato, liberale e democratico, siamo concettualmente aperti al confronto, al dialogo ed allo scambio di vedute costruttivo, con ogni forza politica che voglia creare le condizioni per il bene della collettività. 
Tuttavia, non ci siamo mai nascosti, mantenendo linearità, coerenza e chiarezza di idee. Rinnovo il mio invito a tutti gli schieramenti di centrodestra: c’è ancora margine per sedersi attorno ad un tavolo e concertare una sintesi condivisa e ragionevole, che restituisca compattezza e slancio alla coalizione e scongiuri qualsiasi frizione o divisione interna. Ripristinare credibilità e fiducia nel concetto di politica nell’animo degli elettori è uno step imprescindibile per donare nuovamente governabilità e funzionalità alla Pubblica Amministrazione nel capoluogo siciliano, le professionalità in seno alla nostra area politica di riferimento hanno in dote tutti i requisiti per contribuire fattivamente al rilancio di Palermo nel 2022″.

A Palermo ignoti rapinatori, usando un’automobile Fiat Panda come testa d’ariete, hanno sfondato la vetrina di una gioielleria e hanno rubato parecchi oggetti preziosi. E poi sono fuggiti o a piedi o con altri mezzi. E’ accaduto a danno della gioielleria “Corona”, in piazzetta Aldo Moro, a due passi da via Ruggero Settimo e piazzetta Bagnasco, adiacente a via Mariano Stabile. Il bottino è ingente. Indaga la Polizia. Increduli e sbigottiti sono i titolari del negozio.

La Lega insiste, come già ribadito dal segretario regionale Nino Minardo, di concludere adesso un accordo unitario nel centrodestra sulla scelta del candidato sindaco a Palermo, e, subito dopo il voto del 12 giugno, impegnarsi per le Regionali. Fratelli d’Italia invece intende concludere adesso entrambi gli accordi puntando sulla ricandidatura di Musumeci alla presidenza della Regione. Ebbene, a fronte di ciò il leader della Lega, Matteo Salvini, afferma: “Adesso ci sono le elezioni Comunali a metà giugno, e poi le Regionali a novembre e a marzo. Io direi: chiudiamo con coalizioni compatte le elezioni del 12 giugno e poi ragioniamo di tutto il resto. Una cosa per volta. Iniziamo a trovare candidati unitari. Oggi Fratelli d’Italia va da sola in diverse città: a Parma, Viterbo, Catanzaro, Jesolo, Palermo. Scegliamo l’unità del centrodestra, vinciamo le Comunali, e dal giorno dopo chiudiamo tutte le Regionali che ci sono nel 22 e nel 23”.

La crisi senza precedenti causata dal Covid-19 e ora, in aggiunta, quella provocata dalla guerra in Ucraina stanno mettendo a dura prova un tessuto economico costretto a rivedere i propri modelli di business. C’è la necessità di disporre di importanti risorse finanziarie da immettere nel sistema delle imprese, che nel frattempo hanno accumulato sempre più crediti fiscali. È in questo contesto che la cessione di tali crediti diventa uno strumento efficace per generare liquidità immediata. Di questo si è discusso oggi in Sicindustria Palermo, in occasione dell’incontro su “La monetizzazione dei crediti fiscali per le imprese. Focus sulla cessione del credito Iva”, organizzato da Sicindustria e Ordine dei commercialisti di Palermo, in collaborazione con Banca Progetto. “Riuscire a monetizzare i propri crediti fiscali – ha spiegato il presidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno – è per le imprese una possibilità importante per generare liquidità. Il rischio è infatti quello di ritrovarsi con i cassetti fiscali pieni e le casse vuote”. “È anche vero però – ha aggiunto Ernesto Gatto, consigliere dell’Ordine dei commercialisti di Palermo – che l’impresa che sceglie di chiedere l’accredito del rimborso Iva all’Agenzia delle entrate è costretta ad attendere pazientemente la somma sul proprio conto corrente e purtroppo l’esperienza maturata sul campo dimostra che il termine di 90 giorni previsto dalla norma per l’effettuazione del rimborso è puramente ordinatorio e non perentorio, cosicché spesso tale attesa tende a protrarsi ben oltre l’anno con il risultato di penalizzare clamorosamente gli equilibri finanziari delle imprese”. In particolare, secondo il Doing Business 2020, in Germania il tempo necessario per richiedere un rimborso Iva è zero ore contro 10,5 in Francia e 42 in Italia. Sempre in Germania, il tempo per ottenere un rimborso Iva è 5,2 settimane, mentre in Francia è 6,2 settimane e in Italia è 62,6 settimane. “Questi dati – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Palermo, Nicolò La Barbera – sono riferiti al 2018 e differiscono leggermente dai dati ufficiali del dipartimento finanze perché sono calcolati con criteri diversi. Ma in ogni caso essi mostrano il grave ritardo dell’Italia. Il meccanismo della compensazione con il visto del professionista è una ottima soluzione per il recupero del credito, ma nei casi in cui occorre liquidità immediata la strada della cessione del credito può rappresentare una possibilità importante per il mondo imprenditoriale”. Anche perché i numeri sono di tutto rispetto. Le ultime stime riportate da Giorgio Graziani, responsabile Bu Factoring e Crediti fiscali di Banca Progetto, che offre un servizio di monetizzazione pro soluto, parlano infatti di oltre 5 miliardi di euro di crediti Iva vantati dalle imprese in Italia. “In quest’ottica – ha sottolineato Dario Costanzo, presidente della sezione credito e finanza di Sicindustria Palermo – è chiaro che gli istituti di credito giocano un ruolo centrale nel momento in cui accettano di acquistare tale credito, rendendo le somme velocemente disponibili per le aziende che spesso non sono in grado di attendere i tempi imposti loro dalle procedure di evasione delle richieste di rimborso Iva. Questo è ancora più importante perché, con la fine a giugno del Temporary Framework dell’Unione europea, verranno meno le agevolazioni Covid per ottenere credito. Basti pensare che già nel 2021 la quota crediti ottenuta dalle imprese con garanzia statale è scesa del 37%”.

Dopo quasi un anno e mezzo la Regione ancora non paga le imprese edili per lavori eseguiti. L’ultima promessa risale allo scorso mese di settembre in occasione della presentazione del Defr, quando, con sette mesi di ritardo, era stata annunciata la deliberazione dei pagamenti essendo anche stato completato il riaccertamento dei residui passivi. In realtà a tutt’oggi poco o nulla è stato fatto e le imprese non solo non hanno ottenuto le loro spettanze, ma si vedono negare ulteriore credito dalle banche. Purtroppo non ci sono più le condizioni economiche per proseguire l’attività e pagare gli stipendi.
“Apprendiamo ora – dichiara Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – che per ricevere i nostri soldi dobbiamo aspettare ancora che il Parlamento nazionale vari una norma che sblocchi fondi destinati alla Sicilia e previsti dalla nuova Finanziaria 2022. Cioè, la programmazione finanziaria del futuro serve a pagare i debiti del passato, dopo che le amministrazioni hanno appaltato opere senza la necessaria copertura finanziaria, e dopo che non si è riusciti ancora una volta ad approvare il Bilancio della Regione negli ordinari termini di legge nonostante i nostri pressanti richiami al senso di responsabilità. Facciamo appello ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia – prosegue Cutrone – affinché si adoperino per dare una risposta a questa necessità urgente attraverso il varo della norma a favore dei fondi per la Sicilia. Inoltre, è nuovamente in forte ritardo il riaccertamento dei residui passivi dell’esercizio 2021 nonostante l’impegno di farlo in tempi veloci, e anche in questo caso chiediamo, con la forza della disperazione, alla Regione uno slancio di efficienza”.
“E’ finito il tempo delle promesse – conclude Cutrone – . I politici, a qualsiasi livello, non possono permettersi il lusso di lanciarsi nella campagna elettorale senza avere prima prodotto risultati concreti. Davanti a noi non ci sono più anni o mesi, ma pochi giorni prima di essere costretti a dichiarare fallimento. Chi ne ha la responsabilità faccia una volta per tutte il proprio dovere”.

E’ approdata in assemblea, tra mille dubbi tecnici a cominciare dalla tempistica, ossia a pochi giorni dalla scadenza prevista per legge, l’ultima finanziaria del governo Musumeci.

Sono le parole degli onorevoli di “Prima l’Italia”, il Presidente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e vice presidente della commissione sanità all’Ars Carmelo Pullara e la componente della commissione speciale On. Marianna Caronia.

Sul fatto che sia l’ultima almeno noi ne siamo certi.- spiegano  Pullara e Caronia. E non parliamo, pensiamo, a titolo personale, ma parliamo sicuramente quantomeno a nome della maggioranza dei siciliani .

Sarà l’ennesima finanziaria fatta di slogan, promesse e impegni non rispettati, illusioni per le diverse categorie anche particolarmente bisognose.

Infatti, da Presidente e competente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi, insediatasi quasi un anno fa, insieme ai colleghi, abbiamo verificato, a distanza di due/tre anni, un numero di leggi non applicate a partire da quelle previste nella cosiddetta finanziaria di guerra, quella approvata in piena pandemia, risalente al maggio 2020. Due anni fa dicasi due anni, ricordiamo in questo senso: bonus covid per tutti lavoratori sanitari impegnati durante l’emergenza pandemica, sostegni ai dipendenti delle IPAB regionali in collegamento all’emergenza Covid-19, ristori per le famiglie ecc., ovvero anche altre : istituzione dell’Istituto regionale per il credito agevolato (IRCA), stabilizzazione del personale che ha prestato servizio durante l’emergenza da Covid-19, servizi a favore degli studenti con disabilità, promozione del turismo nautico e disciplina dei marina resort, interventi a favore del personale del comparto della formazione professionale; riconoscimento del periodo di partecipazione alla emergenza COVID-19 quale titolo premiale nei concorsi del sistema sanitario regionale, inserimento degli O.S.S. negli organici dei soggetti privati accreditati con il SSR, “Fondo Sicilia – Sezione specializzata per il sostegno finanziario alle famiglie” costituito presso IRFIS-Finsicilia, stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei beni culturali ecc.

Senza tra l’altro pensare che tale attività, evidentemente seguendo ordini precisi, diversi assessori hanno deciso di boicottarla, secondo loro snobbandola con la loro assenza. Di fatto hanno solo dimostrato che non gli interessano le reali soluzioni dei problemi con l’applicazione delle leggi ma solo titoli dei giornali per creare speranze ed illusioni. Ma la gente non è stupida.

Insomma – concludono Pullara e Caronia- ci troveremo a parlare nuovamente di titoli e slogan mentre la Sicilia ed i siciliani aspettano risposte. Altro che minaccia di dimissioni da parte di Musumeci, noi approveremmo una finanziaria con un solo articolo la decadenza del Presidente della regione e della sua giunta nel caso, se  entro sei mesi dall’approvazione di una legge, la stessa non viene applicata.

“Se alla vigilia della discussione dello strumento finanziario della Regione la situazione sembrava gravissima, alla visione delle carte in commissione bilancio i conti della Sicilia sono disastrosi. Manca oltre un miliardo al bilancio. Non si riuscirà ad approvarlo entro il 30 aprile. Nella migliore delle ipotesi si andrà in gestione provvisoria per almeno un altro mese”. A dichiararlo sono i deputati della commissione bilancio del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana Luigi Sunseri e Nuccio Di Paola a margine della seduta convocata per la discussione dello strumento finanziario regionale.

“Le condizioni economiche della Regione – spiegano i deputati – sono gravi. Il governo Musumeci si è dimostrato assolutamente incapace di risanare i conti della nostra regione e non ha portato avanti alcuna riforma per tentare di migliorarne lo stato. La seduta odierna di commissione bilancio è stata sospesa e sarà aggiornata mercoledì” – concludono i deputati.

Il giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Fabrizio Lo Forte, ha assolto, con la formula “perchè il fatto non sussiste”, l’ex presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio, imputato di corruzione elettorale. Assolti anche tutti i coimputati tra cui il senatore Marcello Gualdani. L’inchiesta risale al 2012. Cascio, attualmente candidato a sindaco di Palermo per Forza Italia e Lega, avrebbe promesso pacchi di pasta, forme di formaggio e lavoro per gli “attacchini” impiegati nella campagna elettorale per le Regionali del 2012 in cambio di voti. La Procura di Palermo aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta ma la Procura generale decise di avocarla proponendo la condanna di Cascio a 2 anni di reclusione.

“Non possiamo più aspettare Godot, la campagna elettorale è partita e il nostro candidato, il migliore possibile, é Francesco Cascio. I supposti ulteriori alleati si affrettino nelle decisioni perché Palermo va curata e salvata, e per questo obiettivo serve vincere al primo turno, uniti. La nostra città é alla deriva e agli ultimi posti per qualità della vita a causa dei servizi pubblici allo sbando: cimiteri con bare insepolte, trasporti pubblici inefficienti, riscossione fallimentare e sistema di raccolta dei rifiuti colabrodo. È il momento della svolta e per questo siamo a fianco di Francesco Cascio per amministrare bene Palermo. Come Prima l’Italia ci impegniamo da oggi in una lunga e avvincente campagna elettorale”. Lo ha detto Vincenzo Figuccia, deputato di Prima l’Italia all’Assemblea regionale siciliana, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco di Palermo Francesco Cascio.