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E’ in fase di soluzione il ritardo nell’erogazione degli assegni mensili ai disabili gravissimi in Sicilia.

L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha minacciato i signori a capo delle Aziende sanitarie: “O sbloccate le procedure entro 5 giorni oppure sarete rimossi”. E così i signori a capo delle Aziende sanitarie hanno iniziato a lavorare, invitando i propri uffici amministrativi a lavorare altrettanto per sbloccare subito le prime quattro mensilità, da gennaio ad aprile. Sono state quasi ultimate le procedure di pagamento per i 10mila disabili gravissimi siciliani che da gennaio aspettano l’assegno regionale da 1.500 euro al mese. Bisognerà attendere solo qualche giorno prima che l’importo sia materialmente accreditato sui conti bancari, per i tempi tecnici del bonifico. Lo stesso assessore Razza commenta: “I dati delle Aziende sanitarie, aggiornati al 13 luglio, sono confortanti, e danno merito alle aziende sanitarie della Regione di aver superato con tempestività le difficoltà che hanno impedito a oggi un andamento regolare dei pagamenti degli importi agli aventi diritto, com’è essenziale che avvenga nel rispetto dei malati. Quale rallentamento si registra solo dove non sono stati forniti i documenti o non sono stati sottoscritti i patti di cura”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha sciolto il nodo delle nomine ai vertici di alcune società partecipate di cui il Comune di Palermo è socio unico o di maggioranza. Giuseppe Norata è stato nominato a capo della Rap, l’ex vicepresidente della Regione Michele Cimino è a capo dell’Amat. Giuseppe Butera all’Amg. Confermati Maria Presitigiacomo all’Amap, Antonio Perniciaro a Reset e Franco Randazzo a Sispi. Lo stesso sindaco Orlando afferma: “Nella scelta degli amministratori unici ho voluto attenermi a quei criteri di professionalità, competenza ed esperienza che sono indispensabili nella gestione di aziende pubbliche, proprio perché il carattere pubblico dei servizi essenziali è e rimane l’elemento chiave. Questo elemento di scelta, che è prettamente politico, costituisce uno degli elementi di forza collanti della coalizione di governo della città, fatto proprio da tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura e il mio programma votato dagli elettori”.

I migranti giunti a Pozzallo (Rg) sulle navi Monte Sperone e Protector sono stati tutti sbarcati. Prima i 184 uomini della Protector e successivamente anche i 209 della Monte Sperone. Ora sono al lavoro gli uomini della Prefettura e della Questura per i ricollegamenti dei migranti negli altri paesi europei.
    “Tantissimi casi di scabbia, donne denutrite, molte persone disidratate. Non è un quadro clinico idilliaco ma neanche drammatico”, afferma Khosrow Mansour Sohani, il medico dell’hot spot di Pozzallo che ha visitato i migranti appena arrivati.
    Sohani è un medico di origini egiziane, da anni ormai in Italia, si è laureato in Medicina a Catania ed ha sposato una farmarcista di Vittoria. Ha lavorato tutta la notte e solo intorno alle 9 ha lasciato Pozzallo per recarsi a Ragusa dove ha il suo ambulatorio al Centro Polifunzionale di via Colajanni, una struttura di sostegno ed ausilio per i migranti realizzata dal ministero dell’Interno in collaborazione col Comune di Ragusa

Fiumi di soldi sporchi guadagnati con il traffico di droga sono passati per le sue mani, il “re” del riciclaggio, capace di ripulire denaro illegale e reinvestirlo in una attività lecita. E’ Giuseppe Corona il personaggio chiave dell’inchiesta della Dda di Palermo che oggi ha portato in carcere 24 tra mafiosi, prestanomi ed estortori di diversi clan della città. Quattro persone sono finite ai domiciliari, tra loro il penalista palermitano Nico Riccobene. A 19 indagati è stato notificato il divieto di dimora. L’indagine fotografa la mafia del dopo Riina, in cerca di equilibri, nuovi capi e nuovi business. Corona non è un insospettabile. Il suo nome spunta negli atti di un’inchiesta che, l’anno scorso, portò in carcere i vertici del clan mafioso di Resuttana guidato dai boss stragisti della famiglia Madonia. Condannato a 17 anni per un omicidio commesso dopo una lite per la restituzione di un braccialetto, figlio di un mafioso assassinato, di lui il capomafia Gregorio Palazzotto diceva “é mio fratello”.
   

Blitz della Gdf a Palermo, 24 arresti anche penalista

Avviati in tutta la Sicilia a 42 interventi

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, www.sicilia24h.it

Lavori per oltre cento milioni di euro in Sicilia aggiudicati o sbloccati negli ultimi sei mesi.
    E’ il bilancio della struttura per il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Gli uffici hanno proceduto infatti a dare corso a 42 interventi in tutta l’Isola. In un caso i lavori sono già stati ultimati, mentre in due sono ancora in corso. Cinque le gare aggiudicate, mentre otto sono le procedure in corso di aggiudicazione. Per ventisei interventi, infine, le procedure sono ancora aperte.
    “Non era mai accaduto – afferma il governatore – che in così poco tempo alla Regione Siciliana fossero mandati in appalto progetti per 101,5 milioni di euro. Abbiamo impresso un’accelerazione e di questo voglio ringraziare gli uffici coordinati dall’ingegnere Maurizio Croce per l’impegno profuso.
    Un modello virtuoso che auspico possa essere d’esempio per altre strutture regionali, soprattutto in vista delle scadenze di fine anno sulla spesa dei Fondi europei”.

La Guardia di Finanza sta eseguendo 24 arresti nell’ambito di una inchiesta sulle cosche mafiose palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo.
    Per 19 indagati è stato disposto il divieto di dimora.
    Quattro gli arresti domiciliari: tra questi un noto penalista palermitano.
    L’indagine ha portato alla luce il ruolo di Giuseppe Corona, boss emergente nei nuovi assetti di Cosa nostra orfana di Salvatore Riina, capace di riciclare fiumi di denaro.

Blitz della Gdf a Palermo, 24 arresti anche penalista

Una sessantina di profughi, donne, bambini e persone bisognose di assistenza medica, sono stati fatti sbarcare a Pozzallo dalle due navi della Finanza e di Frontex che li avevano soccorsi in mare. Le due imbarcazioni restano in rada con a bordo il resto dei profughi- circa 400 – che hanno viveri per 24 ore. Nel pomeriggio il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva dato il via libera al trasbordo di 43 donne e 14 minori. Con loro sono scesi anche alcuni uomini, mariti e padri, per non dividere le famiglie.
    “Non sono merci, ma persone”, commenta il sindaco di Pozzallo, preoccupato per chi resta sulle due navi.

Navi ancora in rada a Pozzallo. Sindaco, non sono merci

 

Il governo regionale ha designato il nuovo Consiglio di amministrazione di Riscossione Sicilia, la società partecipata della Regione che si occupa della esazione delle tasse in Sicilia. Il ruolo di presidente è stato affidato all’avvocato Vito Branca, esperto tributarista e già presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Catania. Nel Consiglio di amministrazione sono stati nominati anche il commercialista Massimo Giaconia, fiscalista internazionale e partner dello studio professionale Baker & McKenzie di Milano, e l’avvocato Gaetana Palermo.


“Leggo polemiche pretestuose dei cinquestelle sui rifiuti, ci si lamenta di un mio atteggiamento di chiusura in commissione. 
Non risponde al vero.
Io ho accolto tutte le richieste dei colleghi di tutti i colori politici, ascoltato in commissione tutti, allungato i termini per gli emendamenti di altri sette giorni, fino a lunedì, proprio su richiesta dei colleghi e alla luce delle sollecitazioni avute dalle tante audizioni fatte.
Ho pubblicamente dichiarato, in totale sintonia col presidente Musumeci, di essere disponibile al dialogo con tutte le forze politiche, e l’ho dimostrato coi fatti. Ci dicano piuttosto i M5S se sono in sintonia con loro stessi, e con quanto scritto nel ddl sui rifiuti che hanno presentato in Ars e su cui hanno chiesto l’urgenza, ddl che è del tutto simile a quello del governo, per cui si potrebbe lavorare collaborando in maniera spedita. 
Lo dicano ai siciliani se, come fatto negli ultimi anni, si vuole continuare a mettere la polvere sotto il tappeto e, come temo, in una materia emergenziale, invece di trovare soluzioni si vuole perdere tempo, cercare la polemica politica e rinviare tutto a settembre. 
Noi abbiamo un compito che è quello di risolvere i problemi dei siciliani, senza perderci in chiacchiere e polemiche sterili, di cui i siciliani sono oltremodo stanchi. Un compito che intendiamo onorare.”

L’assessore regionale alla Salute ha messo in guardia le Aziende sanitarie provinciali del rischio commissariamento se non procederanno all’erogazione dei contributi ai malati. In alcuni casi, però, a fermare tutto sarebbero state anomalie nelle istanze. La protesta di Faraone

Le somme dovute per il primo quadrimestre del 2018 sono state in buona parte saldate, ma del domani non c’è ancora alcuna certezza. Si preannuncia rovente l’estate dei disabili gravissimi siciliani, tra erogazioni degli assegni di cura arrivate, nei migliori dei casi, con oltre due mesi di ritardo e tante incognite ancora all’orizzonte. La vicenda è nota, ma adesso ad agitare ulteriormente le acque ci si sono messe le beghe politiche. Il senatore del PdDavide Faraone, padre di una ragazza autistica, da un paio di giorni ha iniziato lo sciopero della fame per accendere i riflettori sull’assistenza sanitaria ai disabili gravissimi in Sicilia, che al momento godono, come previsto da una norma voluta da Rosario Crocetta, di un assegno di cura per garantire l’assistenza domiciliare pari a 1.500 euro al mese.

Ma ad oggi non tutti i beneficiari hanno percepito le somme liberate dall’assessorato regionale alla Salute lo scorso 21 giugno e che adesso le singole Aspdevono tradurre in bonifici alle famiglie. Davanti ai ripetuti disagi manifestati dalle associazioni che rappresentano chi convive ogni giorno con la disabilità e alla protesta di Faraone, ecco che il titolare dell’assessorato alla Salute, Ruggero Razza, ha lanciato qualche giorno fa l’ultimatum ai dirigenti generali delle Asp: priorità assoluta agli assegni oppure entro cinque giorni sarebbero stati commissariati.

Una strigliata che non è passata inosservata nelle aziende sanitarie provinciali e che sembra aver contribuito a dare un’accelerata. È così che dall’Asp di Palermo il direttore Antonio Candela conferma di avere erogato oltre 13 milioni di euro in due tranche, la prima che ha interessato 1640 beneficiari, conclusa il 5 luglio, e la seconda, nella quale sono stati erogati i restanti 575 assegni, chiusa l’11 luglio. Anche all’Asp di Caltanissetta il direttore amministrativo Danilo Palazzoloconferma che sono stati erogati i circa 850 pagamenti, anche in questo caso tra il 6 e il 12 luglio. E ancora, dall’ufficio stampa dell’Asp di Catania informano che «sono state messe in pagamento tutte quelle istanze che non presentavano delle anomalie, come conti correnti sbagliati o intestati a soggetti non titolari della delega». Sulle istanze che presentavano anomalie, invece, l’Asp resta in attesa di ulteriori chiarimenti da parte degli interessati.

In ogni caso, sottolinea Faraone, che resta fermo nel suo sciopero della fame, «il problema non è solo la schizofrenia burocratica delle nove Asp e non riguarda solo i dirigenti. Riguarda anche il governo regionale, perché il nuovo decreto, quello che deve regolare le modalità di accesso ai contributi e le somme da destinare da maggio in poi, non c’è ancora e siamo a luglio. Quindi, mentre ancora si aspettano i soldi fino ad aprile 2018, non sappiamo cosa avverrà da maggio in poi e stiamo o accumulando ritardi su ritardi».