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“Non ho mai usato questi toni nei loro confronti. Certi toni non mi appartengono”.

Così a LaPresse il presidente dell’Ars e coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Micciché, che smentisce l’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Stampa’.

Per chiarire la questione il coordinatore di Forza Italia in Sicilia ha chiamato sia il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa che il governatore Nello Musumeci.

“Accolgo di buon grado la completa smentita di Gianfranco Miccichè che mi ha telefonato per scusarsi di dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce, in cui come disperata arma finale, attacca Musumeci, me e addirittura Giorgia Meloni con la vetusta accusa di fascismo tanto cara alla estrema sinistra orfana del comunismo. Sono certo che Gianfranco è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica”.

Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa riferendosi all’intervista del leader siciliano di Forza Italia al quotidiano La Stampa in cui tra l’altro gli viene attribuita la frase: Meloni “da fascista qual è si è accodata a La Russa fascista siciliano come Musumeci”.

“Il Presidente dell’Assemblea è incompatibile con ruolo che svolge, che impone sobrietà, equilibrio e senso delle Istituzioni, l’ho detto e continuerò a dirlo in ogni sede, e questo nell’interesse della Sicilia e dei siciliani. Quel che accade oggi determina un punto di non ritorno”.

“Musumeci? Mai più. Guardi…”.

Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia e presidente dell’Ars. “Cinque anni fa subimmo un’imposizione. Ma a condizione che non si ricandidasse”. “Cinque anni a rompere la m….. Ha trasformato i nostri assessori in ascari. A me ne ha tolti tre su quattro…”.

“Musumeci odia partiti, parlamento, stampa. ‘Di lei si occuperanno ben altri palazzì, ha detto a un deputato dell’opposizione. D’altronde è coerente: lui è pur sempre un fascista catanese”. “Palermo è troppo nobile e intellettuale per il fascismo”. Secondo il presidente del parlamento Siciliano Musumeci non lo vogliono neanche i centristi: “Cuffaro e Lombardo sono pronti ad andare con il Pd, se c’è Musumeci”. E…non lo vogliono “nemmeno quelli di Fratelli d’Italia! Siamo tutti matti?”.

Meloni però lo difende. “Da fascista qual è, si è accodata a La Russa, fascista siciliano come Musumeci”. L’accordo sul Comune (di Palermo, ndr) è il viatico per la Regione? “Macchè. Berlusconi mi ha detto: fai la mossa del cavallo e chiudi sul Comune sul loro candidato. Fatto, fregandocene della signora Meloni che ci vuole distruggere tutti. Ma Musumeci non passerà. Mai”. E se Meloni andasse da sola? “E’ fortissima, ma qui non si fanno colpi di mano. Vuole diventare il capo della Destra europea dopo la Le Pen, trattando con quella americana. L’ho vista a Milano. Io ero a Fiuggi nel ’95. Una vera svolta. Fini era più avanti di lei oggi…”. Meloni vuole prendersi la sicilia per poi prendersi l’Italia? “Per prendere la Sicilia servo io”. Come finirà? “La mia sensazione? Lei vuole rompere con il Centrodestra: sapendo che il Premier non lo farà mai, preferisce stare da sola all’opposizione come ora…”.

ITALPRESS (PALERMO)

“Lo scorso anno, complice il cambiamento climatico, l’innalzamento delle temperature e l’attività umana, il territorio siciliano è stato ferito brutalmente da 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐟𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐮𝐧𝐚.

Oggi è massimo lo sforzo per mettere in campo tutte i mezzi disponibili per prevenire nuovi incendi nell’Isola.

Nei mesi scorsi in 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐕 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 abbiamo individuato la necessità di rendere più incisiva la Campagna Antincendio mettendo in sinergia i vari organi competenti nell’attività di prevenzione e contrasto ai roghi attraverso l’istituzione di un ufficio speciale di pronto intervento presso la Presidenza della regione. L’ufficio ha il compito di fungere da 𝐜𝐚𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚 e coordinare le azioni dei molteplici soggetti (corpo forestale, Esa, Protezione civile e associazioni di volontariato) impegnati nella prevenzione dei roghi.

Inoltre la Campagna antincendio quest’anno partirà in anticipo di 15 giorni rispetto al calendario dello scorso anno”.

Lo dichiara l’on. Giusi dsavarino, presidente della IV commissione Ambiente, Territorio e Mobilità.

“E’ più credibile il fatto che Elon Musk acquisti la Scala dei Turchi, che la Regione Siciliana con il suo assessore Cordaro risolva l’annosa vicenda della proprietà di quel sito”. E’ la provocazione lanciata dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro a proposito dell’ancora mancata regolamentazione della proprietà della Scala dei Turchi nell’Agrigentino e della diatriba tra il proprietario Sciabarrà e la Regione Siciliana.

“Da anni – spiega Di Caro – dimostriamo, carte alla mano, la totale inazione della Regione che tramite l’assessore Cordaro non riesce, o non vuole mettere un punto alla questione. Proprio su input del Movimento 5 Stelle, l’Assemblea Regionale Siciliana ha affrontato il caso Scala dei Turchi nel corso di apposite commissioni. Abbiamo più volte incalzato il governo regionale, il parlamento e le parti in causa a regolamentare il sito ma la Regione a guida Musumeci, è invece un fallimento su tutti i fronti. Scala dei Turchi compresa”.

E’ stato arrestato da carabinieri e polizia il presunto omicida di Salvatore Martino, 38 anni, ucciso a Erice il 26 dicembre scorso. Nel carcere “Malaspina” a Palermo è stato trasferito un giovane minorenne. Il cadavere è stato trovato all’interno di un prefabbricato di sua proprietà in contrada Pegno di Erice. Utili alle indagini sono stati i video delle telecamere di sorveglianza, i tabulati telefonici e le tracce biologiche rinvenute. Fondamentale anche il contributo di alcuni cittadini che, con le loro testimonianze, hanno fornito elementi indiziari. L’indagato e la vittima si sarebbero recati insieme nel prefabbricato per consumare dello stupefacente comprato poco prima. Nel corso della nottata sarebbe insorta tra i due una violenta lite per futili motivi. Il minorenne avrebbe colpito ripetutamente la vittima fino a causarne il decesso.

Un mese addietro era stato uno dei dissidenti assieme a Gallo Afflitto, Falcone e La Rocca Ruvolo, che avevano cercato di fare le scarpe in modo tregedioso al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

Oggi, i deputato regionale di Forza Italia e presidente della commissione Bilancio all’Ars, Riccardo Savona, è stato rinviato a giudizio dal gup di Palermo per una presunta truffa sui corsi di formazione professionale che riguarda fondi per 900 mila euro.

Il processo che inizierà il 4 ottobre oltre al politico riguarda sua moglie, Maria Cristina Bertazzo, sua figlia Simona, e i rappresentanti degli enti di formazione “Rises” e “Palermo 2000” Michele Cimino, Nicola Ingrassia e Sergio Piscitello.

Secondo i pm Vincenzo Amico e Andrea Zoppi, gli imputati si sarebbero appropriati di 900 mila euro nell’ambito della formazione professionale.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis.

 

“Nelle ultime ore a tenere banco nel dibattito pubblico sono state le dichiarazioni provocatorie fatte sulla Scala dei Turchi dal privato che detiene la proprietà di una porzione di scogliera.
Ma una cosa sia ben chiara a chi soffre di vuoti di memoria: mai come negli ultimi anni la Scala dei Turchi è stata protagonista di serie azioni di tutela e valorizzazione da parte della Regione Siciliana.
E questo lo dico senza voler fare rivendicazioni ma al solo scopo di ripristinare la verità: è il frutto del nostro costante impegno e della volontà di essere risolutivi ed efficaci.
Abbiamo voluto la riunione della prossima settimana in cui auspichiamo si possa giungere a una soluzione definitiva della questione.
E nel frattempo, ricordiamolo, il GovernoMusumeci ha dapprima finanziato la messa in sicurezza del sito della Scala dei Turchi, per poi destinare altre importanti risorse economiche allo studio dei fenomeni erosivi che ne minacciano la marna, così da progettare gli interventi necessari a contrastarli.
Questa meraviglia naturale che il mondo invidia alla Provincia di Agrigento continuerà ad essere, come è sempre stato, al centro delle nostre attenzioni”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino, presidente IV Commissione Ambiente

“Basta. Ora Savona deve fare passo indietro. La Sicilia non può permettersi di continuare ad affidare la commissione Bilancio ad un imputato di accuse molto  gravi come quelle che pendono sulla testa del deputato di Forza Italia, specie alla vigilia dell’approvazione dell’ultima legge di stabilità di questa sciagurata legislatura”.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, a commento della notizia, riportata da  Live Sicilia, del rinvio a giudizio del  presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona, con l’accusa di truffa nell’ambito della formazione professionale.
“Sappiamo bene  – dicono  i deputati 5 stelle – che  tutti devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva, è anche vero pero che non si può sempre e comunque aspettare il terzo grado di giudizio, specie quando si è colpiti da capi d’accusa molto gravi e si occupano posti di grandissima responsabilità. Se vuole, Savona continui a fare il deputato, ma lasci la presidenza della commissione. E l’Ars faccia sentire la sua voce su fatti concreti come questo, e non solo in sterili dibattiti sulla questione morale, ricchi di belle parole ma poveri, poverissimi di fatti”.

“Giustizia è fatta, per ottenere dall’azienda sanitaria provinciale  il pagamento delle somme per le spese di ricovero dei disabili psichici nelle comunità alloggio, il Comune di Favara si è dovuto rivolgere al  Tribunale  di Agrigento che ha condannato l’Asp a rimborsare due milioni e mezzo di euro. É  una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che sancisce un principio chiaro a favore dei Comuni: le Asp  devono compartecipare alle spese per il ricovero in comunità di questi pazienti”.
Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro,  commentando la sentenza del Tribunale di Agrigento dello scorso 27 aprile che condanna l’Asp.
“Nel luglio del 2019 – dice Di Caro –  il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, aveva interrogato il governo Musumeci proprio sul mancato riconoscimento del credito vantato dai Comuni siciliani sulla quota-parte spettante. Ma il nostro atto parlamentare, come spesso accade, è rimasto lettera morta”.
“Questa sentenza  –  continua  il parlamentare regionale – legittima tutti gli altri enti locali che non hanno ancora incassato le somme dovute, a richiederle. Per i tanti Comuni in dissesto o a rischio default queste risorse  sono indispensabili per la continuità dei servizi e per la sopravvivenza delle stesse comunità alloggio”.
“Non è comunque  ammissibile  – conclude il parlamentare agrigentino – che per ottenere quello che è previsto dalle norme e che dovrebbe essere garantito dalla Regione, i Comuni debbano  rivolgersi ai tribunali, innescando  dei ritardi che non giovano a nessuno delle parti coinvolte”.

Il leader regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, Responsabile Nazionale Enti Locali dello schieramento centrista, esprime la propria soddisfazione in seguito alla ritrovata coesione in seno al centrodestra in vista delle amministrative in programma a Palermo il prossimo 12 giugno. Al culmine di una serie di confronti ed un vertice decisivo tra gli stati generali dei partiti che compongono la coalizione, è stato trovato il punto di convergenza in merito al sostegno alla candidatura di Roberto Lagalla, ex assessore regionale all’Istruzione ed alla Formazione professionale, a sindaco del capoluogo siciliano.

In qualità di Segretario regionale dell’Udc mi sono bramosamente speso in una costruttiva opera diplomatica e di mediazione al fine di trovare una sintesi comune e virtuosa nel mero interesse della città di Palermo.
Sono molto soddisfatto dell’intelligenza e dello spirito di servizio con cui le forze politiche in seno alla coalizione di centrodestra sono riuscite a confrontarsi e ritrovare compattezza. Quando si persegue un obiettivo così importante e preminente, ovvero creare i presupposti per restituire lustro, governabilità e qualità della vita ad una città come Palermo, non c’è logica partitica che tenga. Bisogna semplicemente far confluire le proprie energie in una direzione comune: risolvere criticità, emergenze ed incongruenze che avversano e complicano la vita di cittadini ed elettori, ripristinando efficienza e fluidità in seno alla Pubblica Amministrazione. Roberto Lagalla costituisce un profilo di straordinaria levatura, esperienza, competenza e rettitudine morale ne fanno il candidato sindaco ideale per la Palermo del 2022. L’Udc ha indicato un candidato sindaco che si è consacrato un’eccellenza in ogni ambito in cui si è cimentato: sanitario, accademico e politico. Un profilo che concilia acume, stile, professionalità e garbo, emblema di una Palermo vogliosa di tornare ad essere centro nevralgico in chiave turistica, imprenditoriale e culturale”.