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Il gup di Palermo ha condannato all’ergastolo Giuseppe Pecoraro, il benzinaio accusato dell’omicidio del clochard Marcello Cimino, bruciato vivo, a marzo del 2017, mentre dormiva su un giaciglio di fortuna davanti al ricovero di una missione vicina al cimitero dei Cappuccini a Palermo. I legali dell’imputato, gli avvocati Carolina Varchi e Brigida Alaimo, avevano chiesto la sospensione del processo per accertare la capacità di stare in giudizio di Pecoraro che, secondo le due penaliste, non avrebbe avuto la lucidità per affrontare coscientemente il processo. L’istanza, a cui si erano opposti la Procura e il difensore dei familiari della vittima costituiti parti civile, è stata respinta. Arrestato dalla polizia poche ore dopo il delitto grazie alle riprese di una telecamera di videosorveglianza della zona che ha ripreso le fasi del delitto, Pecoraro ha confessato subito, raccontando agli inquirenti di aver ucciso Cimino perché questi insidiava la sua compagna.

Giuseppe Pecoraro, benzinaio di 45 anni, reo confesso dell’omicidio di Marcello Cimino, il clochard arso vivo

Rendere i giovani partecipi e protagonisti dell’attività politica ed amministrativa delle città, non da meri spettatori ma affiancando e vivendo dall’interno ciò che avviene nelle amministrazioni comunali. È questo l’obiettivo con cui Cateno De Luca ha presentato oggi un Disegno di legge regionale per l’istituzione della figura degli “Assessori Junior” nei Comuni di Sicilia.

In sostanza, sarà offerta ai giovani residenti in Sicilia di età compresa fra 18 e 25 anni la possibilità di svolgere un periodo di formazione ed osservazione di dodici mesi nei Comuni, “per renderli consapevoli delle dinamiche che disciplinano la loro vita di componenti della comunità nella quale vivono”.

“Si parla tanto di rinnovamento della classe politica – afferma il deputato di Sicilia Vera – ma è sotto gli occhi di tutti che oggi è forte la necessità non solo di un rinnovamento generazionale fine a sé stesso, ma anche di formare una classe politica competente ed informata.
Cosa allora può essere meglio dell’esperienza e della conoscenza diretta della vita dei Comuni per formare i nostri giovani?”

La proposta di De Luca, che prevede che le competenze acquisite dai giovani nei 12 mesi di formazione siano certificate, non determinerà maggiori costi per la pubblica amministrazione.

Una costruttiva discussione avviata dalla III Commissione presieduta dall’on. Orazio Ragusa oggi ha dato avvio ai lavori per rilanciare l’economia regionale attraverso le ZES. Tra gli obiettivi perseguiti: l’attrazione di investimenti diretti, l’aumento della competitività delle imprese, l’incremento delle esportazioni, la creazione di nuovi posti di lavoro.

 

Ieri mattina presso la Sala Mattarella dell’Ars, si è svolto un incontro tra i membri della Commissione Attività produttive, le molteplici parti sociali e Amministratori locali. Argomento di discussione: le ZES, una straordinaria opportunità per creare nuove opportunità di sviluppo tra cui un credito d’imposta per maxi investimenti fino a 50 milioni, il dimezzamento dei tempi per le autorizzazioni e le riduzione degli oneri amministrativi e istruttori.

 

A fare gli onori di casa, il Presidente, l’on. Orazio  Ragusa: “La nostra volontà è quella di dare a tutti i territori una giusta opportunità. Chiederemo al governo regionale di farsi carico di un’istanza per creare lo spazio in cui calare le ZES”.

 

Molteplici i benefici previsti dall’istituzione delle Zone economiche speciali. “Per comprendere l’importanza di questo strumento e i benefici in termini occupazionali, si può verificare quanto già accaduto in Polonia, dove tra il 2005 e il 2016 nelle ZES sono stati creati oltre 300.000 nuovi posti di lavoro, con una attrazione di investimenti pari a 23 miliardi di euro. Tutto questo può e deve essere replicato in Sicilia”.

 

La superficie complessiva da utilizzare per le ZES in Sicilia è di ben 5mila 580 ettari. Differenti le zone coinvolte, non vincolate dall’obbligo di adiacenza territoriale. Come sottolinea lo stesso Deputato: “Deve partire una proposta condivisa finalizzata a superare la logica che limita l’individuazione delle aree di Palermo e Catania, perché sedi di Autorità portuale. Non possiamo accettare che territori come la fascia del Sud-est  possano essere esclusi dai benefici delle Zes”.

 

Gli fa eco il segretario della III Commissione, l’on. Giovanni Cafeo che aggiunge: “Non bisogna trascurare un aspetto essenziale, ovvero la condivisione territoriale”.

 

Molteplici gli interventi, a cominciare dall’Assessore Regionale delle attività produttive, l’on. Girolamo Turano, il quale, dopo i saluti di rito, ribadisce: “Questo Governo sta lavorando da 5 mesi. Le ZES sono uno strumento importante. Abbiamo già istituito una cabina di regia – con Delibera di giunta regionale n. 145 del 28/03/2018 – per dare risposte e risultati concreti. Tutto il territorio siciliano deve essere coinvolto – conclude Turano – a cominciare dalle autorità portuali”.

 

Un plauso arriva anche dall’on. Giusi Savarino, Presidente della IV Commissione – Ambiente territorio e mobilità, la quale dichiara: “Ringrazio il Presidente Ragusa per il lavoro che ha coinvolto tutti, componenti politici e tutte le parti sociali interessate”.

 

A seguire, i contributi degli invitati all’incontro. Tra questi: l’Avv. Andrea Annunziata, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Catania e Augusta, il quale afferma: “Le Zes sono uno strumento importante, non solo per gli sgravi fiscali previsti”; l’Avv. Cettina Di Pietro, Sindaco del comune di Augusta (SR); l’Avv. Ida Carmina, Sindaco del comune di Porto Empedocle (AG); Giuseppe Carta, Sindaco del Comune di Melilli (SR); il dott. Manlio Girolamo Cardella, Segretario regionale Conf.a.e.l; il dott. Salvatore Messina, Assessore al Bilancio del Comune di Termini Imerese, il quale giudica le ZES “un’opportunità da accogliere come strumento di crescita che non svantaggi nessuno”.

Anche il Vice Presidente della III Commissione, l’on. Angela Foti, dopo l’invito a non accontentarsi di quanto fatto dichiara: “Questo è un inizio”.

 

Conclude l’incontro l’on. Ragusa, il quale come Presidente,  ha inaugurato una stagione di confronto tra le parti politiche e sociali. Il Parlamentare tiene a precisare: “Come Presidente della Commissione Attività Produttive, ho scelto di costituire un tavolo tecnico dedicato a questo argomento. Possiamo diventare un ponte di congiunzione tra le diverse istanze territoriali”.  

 

Per questo ho chiesto la convocazione urgente dei capigruppo per fissare un nuovo termine per la presentazione degli emendamenti in tutte le Commissioni.”

Lo ha dichiarato Cateno De Luca intervenendo poco fa in Aula all’Assemblea Regionale Siciliana, ricordando che solo venerdì scorso la Giunta ha approvato una ulteriore variazione della legge di stabilità e del bilancio, proprio nelle stesse ore in cui scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti al testo precedente.

De Luca si dice “preoccupato perché molte norme nella legge di stabilità hanno una copertura farlocca, affidata a presunti fondi extraregionali di dubbia utilizzazione e per i quali il governo non ha fornito alcuna spiegazione.”

De Luca preannuncia una vera e propria battaglia degli emendamenti e richiama alle proprie responsabilità l’onorevole Micciché: “se il presidente dell’ARS ritiene legittimo questo modus operandi se ne dovrà assumere la responsabilità anche al cospetto di mille emendamenti che presenterò con la medesima modalità di copertura finanziaria utilizzata dal governo. Ritengo utile approvare il bilancio con la correzione da fare per recuperare i 700 MILONI di euro mancanti, rimandando a quando il Governo avrà le idee chiare l’approvazione delle “grandi riforme” che Musumeci continua ad annunciare e sbandierare ai quattro venti.”

“La questione relativa al personale dei gruppi parlamentari riguarda l’ufficio di Presidenza dell’Ars. Voglio rassicurare tutti: stiamo lavorando, abbiamo richiesto delle consulenze, stiamo affrontando la questione in modo molto serio. Fra qualche giorno contiamo di potere fornire delle soluzioni a garanzia di tutti i gruppi, ed anche di chi ci ‘controlla’”. Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, in aula nel corso della seduta del Parlamento regionale, rispondendo a un intervento del capogruppo di “Diventeràbellissima” Alessandro Aricò a proposito del bacino dei “cosiddetti stabilizzati”, composto da circa 80 “dipendenti storici” dei gruppi parlamentari. “Oggi siamo stati ascoltati dalla Corte dei Conti in merito alla questione del personale a disposizione dei gruppi parlamentari – ha detto Aricò – anche del ‘personale stabilizzato’: su questo punto serve chiarezza, abbiamo bisogno di capire il numero minimo di stabilizzati dei quali i gruppi devono dotarsi, questo bacino deve essere tutelato”.

“Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha ottenuto dal governo nazionale i ‘poteri speciali’ per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Sicilia. Ma dove è il piano regionale dei rifiuti?”. Ecco l’interrogativo sollevato dal capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo. Doveroso è sottolineare che l’ex presidente della Regione sostenuto da Lupo ha procrastinato il piano dei rifiuti per oltre tre anni, e non lo ha varato prorogando di volta in volta l’emergenza per sei mesi. Giuseppe Lupo afferma: “Il presidente Musumeci venga in Aula e spieghi perché a distanza di due mesi dal dibattito sull’emergenza rifiuti, il crono-programma dei provvedimenti annunciati resta ancora un libro dei sogni. Vorremmo sapere a che punto è la redazione del piano per la realizzazione delle piattaforme per la raccolta differenziata, il compostaggio ed il conferimento post trattamento, che avrebbe dovuto essere pronto entro il mese di febbraio, ed avere notizie circa le annunciate riforme del settore. E’ urgente definire un realistico programma di interventi perché l’emergenza rifiuti sta crescendo e rischia di esplodere in piena estate ed in piena stagione turistica”.

Col personale in organico il Fondo pensioni della Regione siciliana non e’ piu’ in grado di portare a termini tutti gli adempimenti”. Cosi’ il commissario straordinario del Fondo, Alessandro Ferrara, si e’ rivolto al dipartimento della Funzione pubblica chiedendo aiuto. Servono 37 persone, 17 funzionari e 20 istruttori. Il dipartimento, a firma del dirigente generale Rosalia Pipia, quindi ha diramato una nota ai dipendenti regionali per acquisire la disponibilita’ al trasferimento al Fondo. Un problema quello della mobilita’ interna del personale della Regione sollevato nei giorni scorsi dal presidente Nello Musumeci.

 

Operatori medici aggrediti, non è più una questione di singoli e sporadici casi, ma sta assumendo sempre più i contorni di un fenomeno che non è più tollerabile, perché oltre a minacciare il lavoro di tanti professionisti, rischia di inficiare il diritto alla salute di tutti”. Lo dice Giovanni Migliore, direttore generale dell’Aorn Civico-Di Cristina di Palermo, in merito all’aggressione avvenuta ieri all’Ospedale pediatrico Di Cristina, dove il padre di un neonato ha picchiato quattro medici dopo la morte del piccolo, che era stato operato subito dopo la nascita a causa di una grave forma di tumore. Uno dei medici aggrediti ha riportato un trauma cranico. Il direttore generale annuncia che l’Arnas Civico-Di Cristina “si costituirà parte civile per chiedere giustizia e tolleranza zero nei confronti di chi risponde con la violenza ingiustificata al quotidiano impegno di competenza e sacrificio dei nostri professionisti in difesa dei bambini”.

Presidente Aopi, basta aggressioni in ospedale

“L’ospedale è un presidio di cura e di salute, dovrebbe rappresentare un’oasi per i pazienti e un luogo sicuro per chi vi presta servizio, ma sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza e ad aggressioni ingiustificate e intollerabili”. Lo dice Paolo Petralia, direttore generale dell’Istituto Gaslini di Genova e presidente nazionale Aopi (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani), commentando l’aggressione di ieri all’Ospedale Di Cristina di Palermo, dove il padre di un neonato ha picchiato 4 medici dopo la morte del piccolo, malato terminale. “Il dolore, comprensibile, per la perdita di un figlio – aggiunge Petralia – non giustifica alcuna reazione violenta.
Tanto più che, come emerge, considerate le condizioni del neonato, l’intervento condotto al Di Cristina è stato un disperato tentativo di prolungare una agonia e una morte certa.
Di fatto, però, medici e operatori – a cui va la mia più profonda solidarietà e vicinanza – sono diventati ormai il parafulmine di dolore, disperazione ma anche di episodi di violenza gratuita che non intendiamo più far passare sotto traccia”. “Per questo – conclude il presidente nazionale degli Ospedali Pediatrici – come associazione sosterremo l’iniziativa del collega Giovanni Migliore, direttore generale dell’Aorn Civico-Di Cristina di Palermo, che ha denunciato i fatti accaduti, ma ci uniamo anche nella forte preoccupazione per i gravi rischi che ogni giorno di più si corrono nell’esercizio dell’attività assistenziale, offrendo la nostra disponibilità per contribuire a risposte necessarie e sempre più urgenti”.

A Palermo il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha incontrato l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani. Armani, nell’ambito della purtroppo ricorrente “liturgia degli ottimi propositi”, ha annunciato: “Per la Sicilia c’è un piano di investimenti per 4 miliardi di euro. L’isola non ha bisogno di nuove strade ma di ammodernare quelle esistenti. Abbiamo fatto un’analisi della qualità delle nostre strade ed è venuto fuori che in Italia 10 strade statali erano chiuse, e di queste il 50 per cento si trova in Sicilia”. E Musumeci ha replicato: “La Sicilia ha pagato da troppo tempo per una politica miope, per l’insensibilità dei governi centrali e regionali. Questa stagione deve essere considerata chiusa. Cominceremo lunedì prossimo un tour dell’isola dalla provincia di Enna per una verifica dello stato di salute delle arterie stradali in Sicilia”. Armani ha assicurato che la Agrigento-Caltanissetta sarà completata entro i primi mesi del 2019. “Completare la Agrigento-Caltanissetta entro i primi mesi del prossimo anno è un obiettivo che dovrebbe essere raggiungibile” – sono state le sue parole.

Quanto accaduto ieri sera a Palermo è gravissimo. Si tratta di un fenomeno preoccupante che si verifica ormai quasi quotidianamente e che bisogna comprendere e affrontare”. Lo dice la segretaria della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, commentando l’aggressione subita da un docente dell’istituto comprensivo Abba-Alighieri.

“Proprio per affrontare il tema – aggiunge – abbiamo organizzato un convegno dal titolo ‘Insegnanti: da modelli a bersagli. Recuperare la dignità e il prestigio della professione docente’, in programma per lunedì 16 aprile presso l’Aula Magna ‘Paolo Borsellino’ del liceo classico Giovanni Meli del capoluogo. Insieme ai relatori, sociologi e pedagogisti rifletteremo sulle cause che negli anni hanno portato a questa forma di degenerazione nel rapporto tra i docenti, gli studenti e le loro famiglie. Allo stesso tempo cercheremo di individuare strumenti e soluzioni per tentare di contrastarla, anche dal punto di vista del sindacato”.