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Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale che fa parte di GVM Care & Research, ritorna alle attività con un nuovo CDA e assetto gestionale.

Il nuovo Presidente di Maria Eleonora Hospital è la dott.ssa Eleonora Sansavini, attualmente amministratore delegato dei 5 ospedali GVM in Puglia.

Il dott. Giuseppe Rago ha assunto la carica di Amministratore Delegato.  Il dott. Rago è attualmente amministratore delegato di Casa di Cura Santa Rita da Cascia e della RA Beata Vergine del Rosario, entrambe a Roma.

Come consiglieri tecnici, Il prof. Giuseppe Ferrara, illustre professionista palermitano, che curerà la Direzione Scientifica della struttura, il dott. Giacomo Schinco, attuale coordinatore dei Direttori Sanitari di GVM Care & Research, e l’avv. Emanuele Poggi.

Direttore Sanitario Pro tempore è stato nominato il dott. Vincenzo Sutera, Responsabile del reparto di chirurgia vascolare e già Direttore Sanitario facente funzione di Maria Eleonora Hospital dal 1991 al 1996 e vicedirettore della struttura dal 1996 ad oggi.

“Questa è una struttura che ha un grande prestigio sul territorio per la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare e l’emodinamica e che i palermitani, e non solo, considerano un riferimento per il cuore – dichiara il dott. Giuseppe Rago, neo AD di Maria Eleonora Hospital -stiamo lavorando in stretta sinergia  con l’Assessorato Regionale della Salute e l’ASP di Palermo, che desidero ringraziare per il lavoro svolto a supporto di Maria Eleonora Hospital in questo delicato momento, grazie anche alla collaborazione con il dott. Tommaso Mannone”.

“Il know how e la professionalità del dott. Mannone ci sono stati di grande supporto per completare le attività tecniche – dichiara il dott. Vincenzo Sutera, Direttore Sanitario pro tempore di Maria Eleonora Hospital – L’attività della struttura sarà ripresa in modo graduale, dando la priorità alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare e all’emodinamica, per andare poi a regime in breve tempo”.

“Lo sblocco dei fondi Poc per attuare tante misure della legge di stabilità regionale, per centinaia di milioni, dipende esclusivamente dal governo nazionale, che in queste settimane è concentrato più ad aumentare il debito pubblico dell’Italia che ad aiutare concretamente la Sicilia e il Mezzogiorno. E’ stucchevole che il Pd in Sicilia, per bocca del capogruppo all’Ars Lupo, additi il governo regionale sui ritardi nell’avvio dei provvedimenti della finanziaria regionale che aiutano le piccole e medie imprese, i lavoratori stagionali, le cooperative ed altri settori. E’ del tutto evidente che il governo Conte, di cui il Pd di Lupo è azionista, non si sia ancora seduto e confrontato con il governo Musumeci per attivare i fondi Poc. Lupo si rivolga al suo ministro per il Sud “Anna dai capelli rossi” Provenzano, per chiedere quousque tandem”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.

Un disegno di legge per istituire, in Sicilia, “una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid” e criteri “per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”. E’ la proposta avanzata all’Ars dal capogruppo della Lega, Antonio Catalfamo che oggi all’Ars incassa il via libera alla procedura d’urgenza secondo l’art. 135.
“Con questa procedura speciale si accorciano i tempi di esame del ddl – dichiara il deputato barcellonese – pensato per farci trovare pronti in una eventuale ricaduta. Non bisogna infatti abbassare la guardia e la Sicilia potrebbe diventare la prima Regione Covid-Free anche grazie a quello che predisporremo da ora alle prossime settimane. Siamo consapevoli che questo disegno di legge tocca un argomento molto delicato ma se fino a ora si è fatto bene dobbiamo continuare a tenere i nostri standard elevati. Sappiamo dai primi dati che il plasma dei guariti dalla Sars-Covid 19 è uno strumento in grado di dare risposte ai soggetti più debilitati dal virus. Il nostro disegno di legge punta a istituire una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid e istituisce dei criteri per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”.
Il ddl porta la firma degli altri deputati regionali della Lega Sicilia: Maria Anna Caronia e Orazio Ragusa.

Una seduta d’aula ad hoc alla presenza degli assessori Turano (Attività Produttive), Samonà (Cultura) e Messina (Turismo)”.
L’hanno chiesta oggi al presidente dell’Ars Micciché i deputati del M5S Valentina Zafarana e Nuccio Di Paola per affrontare i problemi irrisolti che rischiano di mettere in ginocchio i settori del turismo, della cultura e del wedding.

In particolare, i deputati chiedono di concertare col governo soluzioni concrete e immediate su turismo, voucher, tour operator e destagionalizzazione.

Da affrontare – dicono i due parlamentari – anche la tematica legata alla ripartenza del settore matrimoni, che attualmente tiene in angoscia migliaia di coppie in attesa di convolare a nozze e il vastissimo indotto di gestori di sale ristoranti, servizi catering, fotografi, operatori video e produttori e venditori di abiti da cerimonia”.   

Il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara ha nominato il prof. Francesco Tulone, responsabile per la provincia di Palermo del comparto Scuola, Istruzione e Formazione. Tulone, ricercatore e docente di Analisi Matematica dell’Università del capoluogo siciliano, ha conseguito il dottorato in Matematica con lunghi periodi di studio all’Università Lomonosov di Mosca, perfezionamento ad Austin (Texas) con la medaglia Fields per la Matematica “Alessio Figalli”. ” Siamo orgogliosi di avere affidato l’incarico al prof. Tulone– dichiara Davide Lercara- certi che il dipartimento con la sua presenza e il suo impegno potrà fornire assistenza e tutela a tutti i lavoratori nel settore della scuola, dell’istruzione e della formazione”. La Confasi, attenta alle esigenze dei lavoratori, è sempre più presente nel territorio  con le sue sedi e i suoi sportelli sindacali di categoria.

 

La giustizia bloccata dall’emergenza coronavirus, le difficoltà a ripartire con protocolli differenti tra i vari tribunali e il rinvio dei processi. Solo a Palermo sono 10.800 i procedimenti penali rinviati nel periodo del lockdown (9 marzo – 11 maggio) ed entro luglio saranno, secondo una stima, circa 20 mila. A tutto ciò si aggiungono le lunghe code che gli avvocati sono costretti a fare in tribunale e l’impedimento nello svolgere anche le azioni più semplici come notificare un atto. E le crescenti difficoltà economiche dei professionisti: solo a Palermo sono stati circa 3 mila (il 60%) a chiedere il bonus coronavirus.

“La giustizia è ferma”: è l’allarme lanciato oggi dall’Organismo congressuale forense in contemporanea in tutta Italia e che ha fatto sentire anche nel capoluogo siciliano la sua voce.
Una conferenza on line con il presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Giovanni Immordino, il delegato alla Cassa Forense del Distretto della Corte di Appello di Palermo, Pietro Alosi, il presidente dell’Unione dei Fori Siciliani Giuseppe Di Stefano , il delegato all’OCF – Organismo Congressuale Forense – del Distretto della Corte di Appello di Palermo Accursio Gallo.

“La giustizia è bloccata – ha detto Immordino – Nonostante l’uso delle tecnologie e la continua ed apprezzata collaborazione con i capi degli uffici giudiziari,  il sistema stenta a ripartire. Come si fa a condannare un imputato a 30 anni senza senza guardare negli occhi i giurati, avvocati e pm? Per non parlare delle code che si formano per entrare nell’ufficio notifiche, con il sistema telematico saltacode non ancora attivato. Chiediamo la possibilità di rientrare nei tribunali, non si capisce perché si possa andare in discoteca e non nelle aule giudiziarie. E non è un problema che riguarda soltanto gli avvocati ma prima ancora tutti i cittadini che hanno bisogno della giustizia”.
Gallo ha sottolineato il fatto che “si è in attesa di provvedimenti del governo. L’autorità centrale ha demandato a quelle locali le decisioni, con la conseguenza che ci sono protocolli differenti in ogni tribunale. Le udienze sono rinviate al 2021, a volte al 2022. Non si sa quando riprenderà la normalità, si dice a settembre ma sembra difficile. Fra l’altro, lavorare in remoto è a volte impossibile per mancanza di strumenti tecnici”.

Per Di Stefano “rendere particolarmente difficile l’accesso alla giustizia è un torto che subiscono i cittadini nell’affermazione dei loro diritti. Va sicuramente salvaguardata la tutela sanitaria ma occorre tornare a lavorare in maniera concreta. È rischioso non amministrare giustizia e non dare risposte ai cittadini: ci saranno altri tribunali che funzioneranno al posto di quelli ufficiali, soprattutto in Sicilia”.

“L’avvocatura è anche in sofferenza dal punto di vista economico – ha spiegato Alosi – La cassa forense ha anticipato le somme del bonus da 600 euro e a Palermo circa il 60% degli avvocati ha richiesto il beneficio, significa 3 mila su 5 mila professionisti”.

“Dieci arresti da parte dei Carabinieri di Palermo in un’operazione contro il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, anche grazie al contributo di due imprenditori che si sono ribellati alle richieste di estorsione, che a seguito di questa indagine si rivela essere ancora un’importante fonte di reddito di Cosa Nostra; più di cinquanta misure cautelari e il sequestro di beni nei confronti del clan Cappello-Bonaccorsi di Catania grazie ad un’azione coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia etnea e portata a termine da centinaia di agenti della Polizia. Colpi duri inferti a chi inquina e distrugge l’economia siciliana e non solo, oltre a macchiare di svariati crimini la nostra società. Avanti così, senza tregua e senza incertezze contro ogni forma di crimine organizzato”.
Così in una nota i componenti del MoVimento 5 Stelle nella commissione parlamentare Antimafia.

I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale, su richiesta Dda, nei confronti di 10 indagati (9 in carcere e 1 ai domiciliari), accusati a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate, furto aggravato, violazione delle prescrizioni imposte dalle misure preventive. L’operazione ‘Teneo’, portata a termine da un pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, rappresenta un nuovo colpo nei confronti del mandamento mafioso di Palermo di San Lorenzo e Tommaso Natale. Finisce di nuovo in carcere Giulio Caporrimo, uscito dal carcere nel 2019 e che avrebbe ripreso il controllo del mandamenti. L’indagine è la prosecuzione di altre operazioni che avevano portato in carcere capi e gregari del mandamento con Francesco Paolo Liga poi affiancato da Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore, l’autista di Totò Riina.

il Sinalp Sicilia chiede un incontro per la definitiva chiusura della precarizzazione dei lavoratori negli enti pubblici regionali.

La Legge di Stabilità 2020/2022 certifica il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori ASU che finalmente dopo 23 anni, hanno diritto ad un futuro e cancellare un’uscita sicuramente “poco felice” di un importante esponente del Parlamento Siciliano che li etichettava non come lavoratori ma soltanto come “sussidiati” quindi non titolari di alcun diritto, pensiero questo che ci lascia veramente perplessi.

La Legge di Stabilità 2020/2022 è l’ennesima norma che vuole mettere chiarezza in un comparto che rasenta la più becera illegalità perpetrata contro esseri umani che hanno la sola colpa di non essere considerati “lavoratori” da quello Stato al quale hanno dato fiducia.

Bisogna mettere la parola fine a 23 anni di illegalità avviando un percorso vero e certo che punti alla riduzione del “bacino” tra fuoriuscita, prepensionamento e stabilizzazione

La politica deve agire concretamente sul comparto e rendersi conto che ormai gli ASU, sempre per un vergognoso assegno sociale di 590 euro mensili e senza alcun euro di contributi versati, hanno sostituito in tutto e per tutto i dipendenti degli enti pubblici presso i quali sono comandati, visto che nel tempo i dipendenti storici sono andati in pensione senza essere sostituiti da nessuno.

L’evidenza dell’ormai cronica carenza di personale negli enti pubblici ha finito con l’assegnare agli ASU un ruolo determinante nel mantenere in piedi servizi di pubblica utilità essenziali per la sopravvivenza del nostro sistema sociale ed economico.

Parecchi uffici pubblici ormai si reggono e continuano ad erogare servizi  solo grazie agli ASU che hanno sostituito in tutto e per tutto gli ormai  dipendenti pensionati.

Non è moralmente ammissibile che lo Stato da un lato combatta, meritoriamente, il lavoro nero in tutte le sue forme e dall’altro di fatto sfrutti “in nero” circa di 5.000 lavoratori ASU presenti in tutta la Sicilia.

Il Sinalp è sempre stato contrario al maldestro tentativo, avallato da alcune organizzazioni, di dividere i lavoratori ASU, mettendoli contro tra di loro, che la Regione Siciliana aveva fatto approvando quell’art. 11 della L.R. n.1 del 22.02.2019 che di fatto regolarizzava la posizione lavorativa solo di 300 ASU lasciando al loro destino tutti gli altri.

Da sempre il Sinalp ritene che la stabilizzazione debba interessare l’intero bacino e il suo crono programma dovrà includere tutti senza esclusione alcuna, e tale è il contenuto della nostra proposta inviata al dipartimento Lavoro ormai da oltre un anno.

Il Sinalp, in rappresentanza degli ASU propri iscritti, ha sempre chiesto al Governo Regionale di emanare norme che risolvano in maniera definitiva la questione, seguendo quanto già fatto dalle altre Regioni che hanno chiuso definitivamente la stagione della precarizzazione.

Purtroppo nella miglior tradizione di sopraffazione, sfruttamento, prevaricazione e vessazione questi lavoratori sono costretti a sobbarcarsi, più degli altri, turni, festivi, e domeniche senza poter vantare alcun diritto, spesso nemmeno quelli sanciti da leggi Nazionali come il diritto alla 104, e quando ottengono qualcosa che li accomuni in qualche modo agli altri dipendenti questo è dovuto esclusivamente alla libera interpretazione e bontà d’animo del responsabile dell’ufficio.

Con l’avvento della tremenda pandemia che ha colpito la nostra Nazione si è sommata un’ulteriore prevaricazione, un nuovo abuso di potere, verso gli ASU.

L’art. 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto “Cura Italia”) stabilisce che fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, , il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni e le amministrazioni pubbliche  sono tenute a limitare la presenza del personale negli uffici assicurando esclusivamente le attività ritenute indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro.

A tal proposito il Dipartimento Regionale del Lavoro con apposita nota prot. n. 15628 del 20 marzo scorso, ha chiarito che sono applicabili le disposizioni del succitato decreto “Cura Italia” anche al personale ASU e PIP con la condizione che detta misura di tutela per il personale ASU è subordinata all’obbligo di recupero dei periodi di non utilizzo.

Resosi conto della vergognosa disparità perpetrata nei confronti degli ASU che vengono ulteriormente offesi e traditi dallo Stato, il Dipartimento Regionale al Lavoro ha invitato gli enti pubblici interessati a valutare, fatta salva la eventuale necessità di impiegarli a supporto di attività indifferibili da rendersi in presenza, la possibilità del loro utilizzo in modalità agile semplificata (cd. home working).

Il Sinalp ha denunciato tale disparità di trattamento ed ha invitato tutti i lavoratori ASU che dovessero essere obbligati al recupero delle ore di non utilizzo a opporsi a tale imposizione e mette a disposizione il proprio ufficio legale per tutelare il diritto all’equiparazione tra lavoratori.

Come sindacato autonomo Sinalp in rappresentanza del comparto ASU chiediamo un urgentissimo confronto in merito a quanto denunciato nella presente nota con gli uffici in indirizzo.

“Le legittime e condivisibili prese di posizione di autorevoli esponenti del nostro partito devono far riflettere tutti. Forse, infatti, le ultime scelte operate in Sicilia non sempre risultano in sintonia con la classe dirigente e col sentire comune del popolo azzurro. Servirebbe maggiore partecipazione e più collegialità, soprattutto per quelle decisioni che devono essere di tipo strategico e non improntate al tatticismo, alle circostanza. Purtroppo, oltre alle numerose defezioni, sempre più frequenti sono le manifestazioni di disagio dei nostri dirigenti che non possono essere derubricate e neppure sottovalutate”. 

Lo dichiara l’on. Marco Falcone, assessore regionale e commissario provinciale di Forza Italia a Catania e provincia.

“Siamo infatti convinti – prosegue l’esponente azzurro – che questo sia il momento più favorevole per mettere in campo una linea politica di ampio respiro che associ, alla prova del buongoverno che stiamo dando alla Regione, un movimentismo sempre più spinto sui territori. Forza Italia deve andare nella direzione di un coinvolgimento via via crescente delle forze produttive e di quelle energie che, per il nostro mondo, rappresentano un valore aggiunto. Riteniamo, quindi – conclude Falcone – che sia giunto il momento di fermarci tutti un attimo per resettare e ripartire con maggiore slancio e vivacità”.