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“Il patto federativo siglato con il Movimento per la Nuova Autonomia è un ulteriore importante tassello del percorso di strutturazione della Lega in Sicilia, che si candida a diventare il partito di riferimento per le forze di centrodestra nell’Isola”.

Lo dichiara Alessandro Anello, responsabile enti locali per la Sicilia occidentale e coordinatore a Palermo, commentando l’accordo sottoscritto a Roma da Matteo Salvini, segretario federale della Lega per Salvini premier, e Roberto Di Mauro, del Movimento per la Nuova Autonomia e vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, alla presenza del senatore Stefano Candiani, segretario regionale della Lega in Sicilia, e del deputato nazionale della Lega, Nino Minardo.

“Vogliamo rivolgerci – continua Anello – a tutte quelle donne e a quegli uomini moderati che ancora oggi rappresentano la maggioranza dell’elettorato di centrodestra. La Lega è un partito serio che a Palermo come in tutta la Sicilia ha bisogno di amministratori altrettanto seri, affidabili. Credibili. Una Lega forte delle proprie idee – conclude Anello – per esprimere nell’Isola un modello politico di sviluppo solido e duraturo nel tempo”.

“Chiediamo chiarezza sul trattamento durante il sequestro dei pescatori di Mazara. Il governo aveva rassicurato tutti sulle loro condizioni dicendo che non erano in carcere e che addirittura era a conoscenza di cosa mangiassero ogni giorno. Non è stato affatto così. Oggi infatti Pietro Marrone, il comandante del ‘Medinea’ ha completamente smentito quanto ci è stato raccontato. I 18 pescatori sono stati trattati da terroristi, chiusi in una gabbia al buio senza avere la minima idea di dove stessero o cosa mangiassero. A questo punto vogliamo che sia fatta chiarezza e che il governo ci dica realmente cosa sia successo in Libia”.

Cosi’ in una nota i deputati della Lega Lorenzo Viviani, Paolo Formentini, Eugenio Zoffili e Alessandro Pagano.

“La pandemia ha praticamente azzerato l’operatività del trasporto aereo, determinando una crisi senza precedenti in un settore nevralgico che occupa in Sicilia quasi 5 mila lavoratori, considerando anche l’indotto. Al Governo regionale abbiamo evidenziato che le misure fin qui prese sono solo a favore delle compagnie aeree, abbandonando a se stesse le società della filiera, dalla gestione aeroportuale all’handling, dal catering alla manutenzione. Senza interventi immediati a sostengo del settore, rischiamo una catastrofe devastante”.
Lo dicono Gaetano Bonavia (Filt Cgil), Antonio Dei Bardi (Fit Cisl), Domenico De Cosimo (Ugl Trasporto aereo) e Gianluca Colombino (Legea Cisal) in una nota congiunta.
“Bisogna attuare modifiche legislative sugli ammortizzatori sociali, finanziare e modificare il regolamento del fondo di solidarietà del trasporto aereo, ristorare le aziende – continuano le organizzazioni sindacali – perché è evidente che gli strumenti ordinari non bastano a fronteggiare la crisi che viviamo, specie in un’Isola come la Sicilia. Chiediamo l’immediata convocazione di un tavolo con la Regione per individuare soluzioni che mettano in sicurezza i posti di lavoro di migliaia di persone”.

“Finalmente, dopo tre mesi, i nostri pescatori sequestrati in Libia sono liberi. Il lavoro diplomatico e l’impegno del Governo, sollecitato anche dalla nostra Associazione, ha dato i suoi frutti. Sarà un Natale di gioia per i marittimi e per le loro famiglie cui porgiamo i nostri sentiti auguri per un futuro di pace e serenità”.

Questo il commento di Leoluca Orlando, presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, che aggiunge: “L’ANCI Sicilia, nei mesi scorsi, ha invitato i sindaci dell’Isola ad organizzare iniziative per i nostri connazionali. Invito che è stato accolto con grande entusiasmo a conferma delle grande solidarietà espressa dall’intero sistema delle autonomie locali”.

“Sul piano di distribuzione e somministrazione dei vaccini in Sicilia ci sia la massima chiarezza e  trasparenza. Per questo abbiamo chiesto un’audizione ad hoc sul tema dell’assessore Razza  al presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo”.
Lo affermano i deputati regionali M5S, componenti della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.
“L’arrivo  dei vaccini – affermano i deputati – è un appuntamento fondamentale nella lotta contro il Covid, è doveroso, pertanto, che, in quanto rappresentanti dei cittadini, i deputati regionali siano messi al corrente delle procedure che ne  regoleranno la distribuzione nel territorio e la somministrazione ai cittadini , per potere dare un contributo alla migliore riuscita possibile delle operazioni” – concludono.

“Fa bene fa la Regione ad organizzare tavoli di confronto con i 390 sindaci dell’Isola in vista della nuova programmazione di fondi strutturali e di investimento europei 2021/2027 destinati alla Sicilia con l’obiettivo di intercettare le concrete esigenze delle comunità locali, ma la realtà dei nostri Comuni è fatta di amministrazioni senza personale con adeguata esperienza nel campo dell’euro-progettazione in grado di concretizzare le dichiarazioni d’intenti. E quando qualche sindaco più intraprendente prova ad avventurarsi nei meandri di un bando, nel 90% dei casi il progetto viene bocciato proprio dalla Regione”.

Lo dichiara Giuseppe Sciarabba, responsabile regionale del Dipartimento fondi strutturali dell’Unione europea della Lega Sicilia, commentando la notizia dell’incontro – il 18 dicembre – organizzato dalla task force creata Dipartimento Regionale degli Enti Locali, in collaborazione con l’Agenzia per la Coesione Territoriale, nell’ambito del “Piano Strategico di Sistema Urbano e Territoriale”.

“Si sente sempre parlare della progettazione con i bandi europei come opportunità per intercettare risorse da destinare concretamente ai Comuni – aggiunge Sciarabba, che è anche direttore del GAL Gruppo di azione locale Terre Normanne – ma quasi mai nessuno che ponga la domanda: i progetti poi chi li fa? Sì perché aldilà delle belle e giuste parole, bisogna anche andare al sodo. Una proposta concreta potrebbe essere quella di svincolare i Comuni dal dovere avere a bilancio le somme destinate all’euro progettazione – conclude Sciarabba – in modo tale da snellire le procedure di affidamento degli incarichi a tecnici qualificati”.

Il 7 giugno del 2017 è stato il giorno dell’operazione anticrimine cosiddetta “Proelio”. Siciliani, compresi agrigentini, e calabresi, sarebbero stati impegnati nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, e nei furti di bestiame tra la Calabria e la Sicilia. L’inchiesta, in particolare, ha ricostruito i legami tra gli esponenti della Cosa Nostra vittoriese e il clan agrigentino dei Fragapane. Ebbene, dopo la sentenza di primo grado, adesso la Corte d’Appello di Palermo ha confermato le condanne inflitte in primo grado tranne che per il collaboratore di giustizia, Giuseppe Quaranta, 51 anni, di Favara, al quale la condanna è stata ridotta da 5 anni e 4 mesi a 4 anni e 6 mesi. Dunque, a Francesco Fragapane, 38 anni, di Santa Elisabetta, sono stati inflitti 20 anni di carcere. Poi, 5 anni di reclusione a Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara. E poi 6 anni a Girolamo Campione, 41 anni, di Burgio. Tre sono stati gli assolti, e l’assoluzione non è stata appellata. Si tratta di Roberto Lampasona, 41 anni, di Santa Elisabetta, Antonino Mangione, 38 anni, di Raffadali, e Antonino Manzullo, 52 anni, di Burgio.

“Ancora una volta dobbiamo registrare come il luogo comune che considera i depositi dei siti museali come semplici magazzini sia duro a morire. Preoccupa molto che questa visione sia portata avanti dall’assessore ai beni culturali della regione siciliana che, con un provvedimento del 30 novembre, rende disponibili all’uso privato i materiali conservati nei depositi dei musei regionali.
Una scelta pericolosa ed avventata. In questo siamo confortati dalle preoccupazioni espresse dal mondo accademico e in particolare contenute in un dettagliato intervento del professore Salvatore Settis.
Preoccupa, in particolar modo, la superficialità con cui ci si approccia ai beni in deposito come se si trattasse di vecchie cantine da “sbarazzare” e dei bene ivi contenuti trattati a modo di cianfrusaglie impolverate. In realtà i depositi sono inestimabili scrigni per le attività di ricerca e di studio, attività che rischierebbero di venir meno con una parcellizzazione dei reperti. Per tacere dei rischi connessi all’esposizione dei reperti in siti non sicuri.
Infine ci pare azzardato assegnare a tirocinanti universitari il compito di stilare gli elenchi dei beni da poter mettere a bando. La valorizzazione del nostro patrimonio non può passare da improvvisazioni né da una mercificazione dello stesso ma da un investimento in ricerca. Chiediamo all’assessore regionale di ritirare il bando e la delibera e di impegnarsi per garantire il massimo sostegno alle attività dei poli museali della nostra regione.
Per questo motivo ho indirizzato due lettere: la prima al presidente della V commissione dell’ars affinché si calendarizzi una approfondita discussione sulla materia, l’altra al ministro Franceschini affinché, pur nel rispetto dell’autonomia regionale, possa intervenire sulla vicenda.”

A breve saranno pubblicati i decreti di finanziamento per l’attivazione dei corsi di formazione professionale relativi all’Avviso 8: ne dà comunicazione l’Assessorato regionale all’istruzione e alla formazione professionale.

Già durante lo scorso mese di agosto, secondo quanto disposto dalla sentenza del CGA Sicilia ed in esito al lungo contenzioso nato nel 2016 durante il precedente governo, era stata pubblicata dal Dipartimento dell’Assessorato la graduatoria finale, sulla base dei criteri fissati dal Giudice amministrativo di appello. Oggi, a seguito dell’ordinanza emessa dal TAR che rigetta il ricorso presentato da un ente di formazione che metteva in discussione il metodo, utilizzato dall’amministrazione regionale per l’attribuzione dei punteggi ai fini della riformulazione della graduatoria, si potrà procedere con la pubblicazione dei decreti di finanziamento. L’attribuzione dei punteggi, infatti, risulta adeguatamente motivata e non contrasta con il principio di progressività enunciato dalla sentenza del CGA. 

«Come confermato dall’ordinanza del TAR, l’amministrazione regionale ha lavorato con trasparenza e coerentemente con quanto stabilito dal CGA. Attestata, quindi, la validità dei criteri adottati per la formulazione della graduatoria, finalmente, potranno essere sbloccati 136 milioni di euro in stallo da quattro anni– spiega l’assessore regionale Roberto Lagalla –  e saranno utilizzati per dare risposta positiva alle numerose attese sociali maturate a riguardo, soprattutto in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19. Prevediamo che i corsi di formazione professionale attivati grazie all’Avviso 8 potranno rivolgersi ad una potenziale platea di circa diecimila giovani e disoccupati siciliani e permetteranno di riassorbire una ulteriore quota di lavoratori non ancora impegnati nel sistema. Inoltre, l’Avviso rappresenta una valida opportunità per coloro che al momento non sono impegnati in percorsi professionali o formativi, i cosiddetti NEET, che in Sicilia ancora oggi rappresentano una considerevole percentuale, oltre il 30%. Infine, l’impiego di 136 milioni di euro contribuirà positivamente al raggiungimento del target di spesa comunitaria previsto per il 2020 per la Regione Siciliana».

Tamponi rapidi anche per i passeggeri in partenza dall’aeroporto di Palermo. La novità scatta oggi ed è su base volontaria. I passeggeri possono scegliere se fare il test antigienico rapido gratuito (15 minuti per avere il referto) prima della partenza, recandosi – con largo anticipo rispetto l’orario del decollo – nell’area Covid-19 test adiacente al parcheggio P3 (ex area Rent a car), un’area di mille metri quadrati, dove venti medici a turno, per tre turni, dell’Asp di Palermo e personale Usmaf, stanno effettuando i test rapidi ai passeggeri in arrivo, dalle 6,30 alle 24.
Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano, giorni fa aveva chiesto al commissario per la gestione dell’emergenza Covid nella provincia di Palermo, Renato Costa, la possibilità di estendere i controlli anche ai passeggeri in partenza, su base volontaria, e puntare decisamente ad avere dall’aeroporto di Palermo voli “Covid free”. 
Oggi è arrivato il via libera dal commissario che ha già attivato le squadre di medici che presidiano l’area Covid test.
“Aggiungiamo un servizio per i viaggiatori, auspicato da tempo da Gesap – afferma Giovanni Scalia, amministratore delegato della società di gestione del Falcone Borsellino – Ad ogni passeggero in partenza, sarà dato modo di scegliere se fare il test rapido gratis. L’obiettivo è continuare a garantire maggiore sicurezza a chi transita dallo scalo aereo palermitano”.
Prima di sottoporsi al test, sarà necessario compilare la modulistica di registrazione/preaccettazione, disponibile anche online al link: https://www.aeroportodipalermo.it/test-covid19-form/ e in formato cartaceo disponibile all’ingresso dell’area covid test. Mediante la compilazione e l’invio online del form di registrazione, sarà possibile abbreviare notevolmente i tempi di attesa per lo screening sanitario. La registrazione non determina la prenotazione. Per effettuare il test, che sarà gratuito, è obbligatorio esibire la carta di imbarco. 
“Dando sempre la priorità ai passeggeri in arrivo – ha spiegato il commissario Renato Costa – si offre la possibilità ai viaggiatori in partenza di potere effettuare il tampone antigienico rapido. L’adesione è, chiaramente, su base volontaria. È un contributo in più che l’intera organizzazione sanitaria siciliana offre al sistema per contenere e limitare i contagi”.
Da domani, 14 dicembre, entra in vigore l’ordinanza del presidente della Regione Siciliana sugli ingressi in Sicilia. Per il rientro in Sicilia bisogna: 
– registrati sul portale www.siciliacoronavirus.it
– esibire il referto negativo di un tampone molecolare a partire da 48 ore prima della partenza.
In mancanza di tampone molecolare all’arrivo in aeroporto, é possibile fare il tampone antigienico rapido nell’area covid test dell’aeroporto di Palermo. Il test bisogna ripeterlo dopo cinque giorni recandosi in qualsiasi Covid drive-in o in aeroporto. Diversamente, c’è l’obbligo di sottoporsi a isolamento fiduciario per dieci giorni, comunicandolo al medico ovvero all’Asp di pertinenza.
I passeggeri sono invitati a leggere attentamente le disposizioni della Regione siciliana 
Per maggiori informazioni si può contattare il numero verde della protezione civile siciliana 800458787.