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È programmato per oggi il monitoraggio epidemiologico del Comune di Villafrati (Pa) per determinare l’eventuale revoca della ‘zona rossa’ istituita sette giorni fa attraverso un’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci.

A condurre la ricognizione sanitaria sarà il Distretto di competenza dell’Asp di Palermo che effettuerà tamponi sugli ospiti della Rsa e sui cittadini in quarantena. Ieri, visto l’esito negativo di tutti i tamponi eseguiti, il governatore – d’intesa con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha disposto la revoca della “zona rossa” per le quattro sedi della Missione “Speranza e carità”. Il divieto di entrata e uscita dalle strutture era stato stabilito lo scorso 19 settembre come misure per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio della città di Palermo.

Oggi, intanto, secondo quanto comunicato al ministero della Salute per la redazione del bollettino giornaliero, il dato dei ricoveri in Sicilia è aumentato complessivamente di sole 4 unità.

Incidente mortale al Rally Valle del Sosio nell’Agrigentino. Una delle autovettura in gara ha perso il controllo ed è finita – stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Sciacca – prima contro un palo e poi contro un albero. A perdere la vita è stato il copilota Salvatore Coniglio, 54 anni, di San Cipirello (Palermo). L’incidente si è verificato lungo la strada provinciale 37, in contrada Favara di Burgio, in territorio di Caltabellotta. Dei rilievi, per ricostruire la dinamica della tragedia, si stanno occupando i carabinieri di Caltabellotta e Sciacca. Illeso il pilota dell’auto che stava partecipando alla tredicesima edizione del rally.

(ANSA)

Il governatore Nello Musumeci è stato nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministro commissario per l’emergenza sanitaria in Sicilia. Lo ha confermato lo stesso presidente della Regione a margine dei lavori su ‘La sanità post Covid-19’ a Catania.
“Stiamo lavorando sul territorio per isolare sul nascere il contagio – ha aggiunto – così non avremo bisogno di un eccessivo numero di posti letto. Abbiamo 30 persone in terapia intensiva, non siamo in emergenza, ma lavoriamo per prepararci al peggio e al Covid hotel per alleggerire gli ospedali. Abbiamo acquistato due milioni di tamponi rapidi perché vogliamo subito individuare il positivo, stiamo andando nelle scuole con i test salivari per evitare ai bambini il fastidio dei tamponi. Stiamo facendo – ha aggiunto – tutto quello che è utile in una fase di costante tensione e attenzione».

“Basta nascondersi dietro ad un dito o ai DPCM nazionali. La capienza di molti stadi siciliani consente la presenza di pubblico nel rispetto delle misure COVID e del distanziamento sociale. La Regione Siciliana si faccia sentire e faccia ogni sforzo possibile come, coraggiosamente, hanno fatto, nel recente passato, altre Regioni”.

“Comprendiamo che la questione relativa all’apertura al pubblico degli stadi non dipende dalla volontà della Regione Siciliana ma è competenza del governo nazionale, che ha ristretto, qualche giorno fa, i margini di intervento per le singole Regioni.

Chiediamo però che il governo Musumeci faccia comunque sentire, in sede di conferenza Stato-Regioni e in vista del DPCM previsto il 15 ottobre, le ragioni del comparto sportivo siciliano, tra i più in sofferenza per l’assenza di pubblico pagante.
Grazie alla vendita degli abbonamenti e dei biglietti per assistere alle partite allo stadio diverse società sportive siciliane, professionistiche e non, sono finora sopravvissute. Non si può contare all’infinito sull’amore di tutti quei tifosi che ad oggi, non hanno ancora richiesto il rimborso degli abbonamenti, occorre immaginare, nel rispetto assoluto della tutela della salute, una riapertura parziale degli stadi al pubblico, con la prevendita di abbonamenti e biglietti. In alternativa, se questa situazione dovesse persistere vanno urgentemente messe in atto misure economiche compensative, anche per le società dilettantistiche, al fine di scongiurare il loro fallimento, non solo sportivo”.

La sig.ra G.R. è titolare di un bar-caffetteria ubicato all’interno di un noto ospedale palermitano.

L’attività è stata avviata nel 1987  con regolare autorizzazione rilasciata dal Questore di Palermo, previa l’acquisizione di tutti i pareri necessari anche di tipo igienico-sanitario.

In relazione alla predetta attività, la titolare del bar, ha presentato una SCIA volta alla classificazione sanitaria dei rischi collegati alle diverse attività già autorizzate precedenza.

Tuttavia, il Comune di Palermo, in relazione al procedimento in questione, sulla base di alcuni rilievi strettamente formali sollevati dall’ASP di Palermo in merito, nel giugno 2020 ha ritenuto di dover avviare il procedimento di revoca dell’autorizzazione dell’attività.

Rispetto all’iniziativa del Comune la Ditta volte ha presentato le proprie difese contestando l’assenza dei presupposti per disporre la revoca di un autorizzazione ultra trentennale.

Senza tenere conto delle difese della titolare del bar, il Comune di Palermo nel mese di settembre ha revocato l’autorizzazione in questione.

Avverso il provvedimento di revoca, la sig.ra G.R., con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha proposto immediatamente ricorso innanzi al TAR Palermo per chiederne l’annullamento previa la sospensione dell’efficacia anche con provvedimento monocratico urgente.

In particolare gli avvocati Rubino e Airo’ hanno sostenuto l’illegittimità dell’operato del Comune poiché oltre a non sussistere nessuna irregolarità sostanziale dopo oltre un trentennio l’autorizzazione del bar non poteva essere revocata o annullata.

In accoglimento dell’istanza cautelare monocratica avanzata dagli avvocati Rubino e Airo’, il Presidente del TAR Palermo Sez. II, ha disposto in via d’urgenza la sospensione del provvedimento di revoca dell’autorizzazione rilevando che: “Considerato che si dispone col provvedimento impugnato la chiusura di un bar-caffetteria … in attività sin dal 1987 ( in virtù della prescritta autorizzazione ) rispetto a cui non è stato mai in precedenza mosso alcun rilievo sul piano igienico-sanitario, né di altra natura, … può intanto accogliersi la domanda di inibitoria monocratica”.

Per effetto del pronunciamento cautelare, il bar potrà rimanere aperto al pubblico fino alla trattazione della domanda cautelare in sede collegiale.

“Autonomia di voto secondo libertà di coscienza”. È il messaggio che i deputati del M5S all’Ars indirizzano ad attivisti e simpatizzanti 5stelle in occasione dei ballottaggi che si terranno in Sicilia la prossima settimana.
“Chiunque – dicono i deputati regionali – dovesse dare indicazioni di voto, non lo farebbe a nome del Movimento 5 stelle”.

Dal palazzo di gusto rinascimentale con le “bugne a guanciale” agli scherzi di un barone eclettico che amava mettere in imbarazzo i suoi ospiti; dal teatrino gioiello dall’acustica perfetta ai gioielli di carta, alle ceramiche dai disegni antichi. Le Vie dei Tesori è al suo secondo weekend, e anche stavolta sarà un susseguirsi di scoperte: volete assaggiare la ricotta appena fatta con qualche goccia di miele? Ve la offriranno i pastori a Noto. Volete salire su una cupola e affacciarvi da un antico camminamento? Ecco pronta Catania. Volete scoprire le tracce di un eccentrico baritono che lasciò il suo palazzo nobiliare per tentare i palcoscenici d’oltreoceano? Allora siete a Scicli. Volete veder nascere sotto i vostri occhi un piatto o un albarello in ceramica smaltata? Siete arrivati a Sciacca. Mai come quest’anno il festival che racconta la Sicilia, privilegia l’esperienza inedita, il luogo nascosto, il palazzo sconosciuto anche agli stessi cittadini. Accanto a Palermo e Monreale (che debutta sabato), con Unicredit come main sponsor e il supporto delle diverse amministrazioni comunali, ecco partire il secondo fine settimana di questa seconda tranche del festival, a CataniaRagusaScicliNoto e Sciacca. Sabato e domenica (10 e 11 ottobre), tra eventi e visite serali, fuori dai circuiti abituali e in stretta collaborazione con le associazioni del territorio.

CATANIA. Il nostro viaggio inizia a Catania dove l’attenzione sarà tutta per un debuttante come Palazzo Scuderi Libertini, affacciato su via Etnea, ma sconosciuto praticamente a tutti: commissionato a Carlo Sada dal cavalier Giuseppe Paternò di Raddusa nel 1875, è l’unico palazzo in città che rimanda nello stile al Rinascimento fiorentino con il suo primo piano rosso-rosa antico. Dentro è intatto, tra affreschi, tappezzerie e arredi d’epoca, e una terrazza affacciata sul giardino interno. Poche le occasioni per visitarlo: apre soltanto questa domenica, poi le ultime due del festival. Questo weekend ci sarà anche un motivo doppio per correre all’impalpabile Bottega Cartura: oltre a scoprire i giochi di carta,  si potrà assistere alle acrobazie preziose dei tre “manianti” che muoveranno diciotto ombre a bastone e a filo, dodici marionette a filo, quattro marotte, due pupi, un burattino (sabato e domenica alle 18,30). Anche la chiesa di San Giuliano è da non perdere: si potrà salire fino alla “lanterna” (sabato dalle 15 alle 18). Una speciale visita teatralizzata degli attori Barbara Gallo e Francesco Bernava, in abiti dell’epoca, ogni sabato alle 19 condurrà alla scoperta della Badia di Sant’Agata, uno dei più sfarzosi esempi del barocco catanese, tra gli spazi solenni dell’aula liturgica e quelli nascosti dietro le grate delle monache. Diverse le passeggiate in programma (si prenotano su www.leviedeitesori.it): si andrà alla ricerca dei luoghi degli scrittori, del quartiere di San Berillo, di miti e leggende (in inglese e con i bambini), ma si arriverà anche sulle Forre laviche di Belpasso e in cima, fino a Randazzo.

RAGUSA E SCICLI. Le due città del Ragusano, e la vicina Noto, si visitano con un unico coupon: un’occasione da non perdere per assaporare lentamente visioni barocche, angoli nascosti, vicoli e palazzi. A Ragusa è tutto un susseguirsi  di bellezza, dal campanile di San Giovanni Battista al retablo in pietra di San Giorgio. Se avete voglia di colori e leggerezza, dovete entrare nella bottega fashion di Damiano Rotella e Biagio Castilletti che vi spiegheranno cosa dei loro carretti ha intrigato talmente tanto Dolce e Gabbana, da convincerli ad affidare una loro linea a Rosso Cinabro; se invece volete scoprire uno dei più imponenti lampadari ancora esistenti, raggiungete Palazzo degli Antoci e fatevi raccontare la residenza dagli stessi proprietari. E non dimenticate i pavimenti intarsiati con maioliche campane di Palazzo la Rocca. Le passeggiate condurranno fuori porta, tra gli “scherzi” e le illusioni che il barone Arezzo De Spuches propinava ai suoi ospiti nei giardini e nel labirinto del Castello di Donnafugata; e nell’inaspettato canyon mediterraneo di Cava Celone. A  SCICLI lo scorso weekend il pubblico si è riversato a Palazzo Beneventano, ma per questo fine settimana non si perderà i “set” del commissario più famoso (dopo il buon Maigret): i “luoghi” di Salvo Montalbano sono ricostruiti nel centro barocco di Scicli, proprio nell’attuale sede del Comune, dove spesso il sindaco lascia le stanze al Commissariato di Vigata. L’unica passeggiata è da non perdere: sulle tracce delle chiesette rupestri che attorniavano il primo borgo di Scicli e che furono risparmiate dal disastroso terremoto del 1693 che rase al suolo il Val di Noto.

NOTO non si deve assolutamente perdere Palazzo Landolina di Sant’Alfano, dove hanno dormito pure re Ferdinando II di Borbone e la regina Maria Teresa d’Austria: si respira aria antica, si passeggia sotto gli affreschi, si rievocano balli e conversazioni leziose tra le pareti dorate. Ma anche Palazzo Trigona, la dimora della potente famiglia dei marchesi di Canicarao e di Dainamare, è da non dimenticare: i salotti ospitano ancora l’ultima, elegante marchesa. Due esperienze diverse ma complementari: se da un lato si può visitare Noto antica, il sito che fu abbandonato dopo il terremoto, tramite un tour interattivo, dall’altro si può raggiungere una delle novità di quest’anno, il Parco dell’Anima dove, alla fine del percorso che si srotola nel verde tra le sculture en plein air, si potrà partecipare ad una degustazione di ricotta, vino e miele con pane di grani antichi: una vera esperienza immersiva nei sapori di una volta, magari osservando un gregge che si muove sornione a pochi metri.

 SCIACCA. Chi ha conservato i coupon di Sambuca e Naro, li può utilizzare per visitare i dieci siti di SCIACCA. Si ritorna anche quest’anno tra gli aranci amari del giardino segreto di palazzo Licata Borsellino (già palazzo Lazzarini) che è stranissimo, inaspettato, inatteso dietro le mura; si cammina sulle tracce dell’antica comunità ebraica, che a Sciacca era veramente imponente e ha lasciato le sue tracce all’Archivio di Stato. Al circolo Garibaldi vi mostreranno una firma autografa dell’”eroe dei due mondi”; e non dimenticate l’appena riaperto Museo del Mare. Ma questa seconda edizione del festival a Sciacca è fatta di mani: quelle degli artigiani ceramisti che, davanti ai visitatori del festival, creeranno piatti, brocche, albarelli colorati. Perizia antica, quella di Salvatore Sabella (che sabato si metterà alla prova con i suoi disegni arditi, quasi futuristi); e di Liborio Palmeri che qualche anno fa arrivò anche ad esporre alla Biennale, e mostrerà la sua arte, domenica. Tre le passeggiate in programma: sabato si parte alla scoperta dell’antica “cadda” e della comunità cresciuta attorno alla sinagoga, che rivivrà tramite dei tableaux vivants; si raggiunge Rocca Nadore, la città fortificata tra Sciacca e Caltabellotta. Domenica tocca a San Leonardo, dove l’associazione Ritrovarsi ha avviato un progetto di rigenerazione urbana dando vita ad un museo en plein air con i lavori di molti street artist.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA. I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi per ciascuno spazio. Istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o negli info point nelle città. Dove la visita non potrà essere condotta in presenza, verrà affidata ad audioguide d’autore, registrate da giovani storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città, e curate dai neonati Amici delle Vie dei Tesori.

“Oggi crescono di quattro unità i ricoveri, aumentano di 259 i positivi. Oltre 7400 tamponi, cui si aggiungono i tamponi rapidi e i test sierologici. È una buona risposta alla strategia di ricerca capillare dei positivi che stiamo affinando giorno dopo giorno. Non mi spaventa che cresca la platea degli asintomatici: più ne cerchiamo, più ne troveremo. È molto importante, invece, che si lavori – come stiamo facendo – sul turnover ospedaliero, che si aprano aree a bassa intensità di cure e che si lavori sugli screening territoriali. E, soprattutto, che ogni cittadino uniformi i propri comportamenti al rispetto delle regole”.
Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

I Segretari generali Agliozzo, Montera e Tango chiedono di essere convocati in V Commissione “Lavoro” “Una legge di più di 13 anni fa, un piano del compianto assessore Sebastiano Tusa e la sentenza dello scorso febbraio della Corte Costituzionale che ha dato loro ragione non sono bastati per mettere fine alla vertenza dei catalogatori della Regione siciliana. Si tratta di lavoratori tutti altamente specializzati, tutti vincitori di concorso e tutti ancora in attesa di transitare definitivamente nei ruoli dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali.

Negli anni hanno ricevuto tante promesse, mai mantenute, e adesso chiedono che la loro situazione venga affrontata seriamente dal governo regionale. Anche perché, assumendo direttamente questo personale, la Regione risparmierebbe quasi 1,4 milioni di euro ogni anno”.

A dirlo sono i segretari generali delle federazioni regionali della Funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango, che hanno siglato una nota, indirizzata a Governo regionale e Assemblea regionale siciliana, per chiedere di essere ascoltati in V Commissione “Lavoro”, guidata dal presidente Luca Sammartino.

“Nel corso dell’ultima audizione, a luglio scorso – è ricordato nella nota – era stato assunto un preciso impegno, quello di istituire, in tempi brevi, un apposito tavolo tecnico da tenersi alla presenza dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Assessorato della Funzione Pubblica e del Personale e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. A fronte di ciò, ha fatto seguito soltanto una richiesta di parere all’Ufficio Legislativo e Legale. Come se non bastasse, è giunta notizia di una possibile richiesta da parte dell’Assessorato dei Beni Culturali alla Servizi Ausiliari Sicilia, che sembrerebbe essere finalizzata, a modificare il contratto di servizio che ad oggi determina le attività svolte da questo personale”. “Troppi punti oscuri in questa vicenda – concludono Agliozzo, Montera e Tango. – È tempo di avere delle risposte e di comprendere quali siano le reali intenzioni di questo Governo in merito ai catalogatori. Basta temporeggiare e chiedere pareri quando la strada è già indicata dagli atti che sono stati prodotti sino a oggi.

Non c’è ragione di tenere ancora nel limbo questi lavoratori, fondamentali, tra l’altro, per la tenuta di alcuni uffici della pubblica amministrazione regionale”.

“Il disastroso risultato elettorale di queste ultime amministrative comunali è un dato innegabile. Un chiaro segnale dei gravi errori politici fatti dal nostro partito. La Lega, primo partito italiano, non può certamente restare indifferente al dato politico dei risultati in Sicilia, soprattutto dopo il largo consenso ottenuto solo un anno fa alle Europee. Un segnale inequivocabile che deve servire a chi guida il partito, per comprendere le dinamiche del territorio siciliano e riorganizzare la struttura locale del partito. Serve un cambio di passo per il bene stesso della Lega”. È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, che stigmatizza il dato elettorale siciliano della Lega uscito dalle urne.

Il nostro segretario regionale, a cui va riconosciuto il merito di aver assolto al difficile compito di creare una struttura organizzata, dove prima non c’era nulla, ha creato le condizioni perché il partito iniziasse a strutturarsi, dando un ordine e delle regole precise di organizzazione. Questo lavoro, però, ha purtroppo distratto da una azione politica sui territori e dalla necessità di affrontare e risolvere i problemi reali dei cittadini siciliani. La struttura messa in piedi si è rivelata troppo rigida e poco permeabile agli appelli di attenzione e coinvolgimento da parte del territorio e molte energie positive non sono state messe nelle condizioni di potersi esprimere. Penso ai vari consiglieri espulsi dopo aver protestato pubblicamente per non aver ricevuto l’attenzione richiesta; ai commissari cittadini che si sono dimessi dal loro incarico non trovando interlocuzioni proficue con il direttivo regionale. Problemi comprensibili quando si crea da zero una struttura, scegliendo tra giovani volenterosi, ma non sempre all’altezza del ruolo assegnato. Però quelle voci occorreva ascoltarle”.

“E fino adesso è mancata una forte affermazione del nostro ruolo in Regione. Abbiamo assunto la responsabilità di governo in un assessorato importante e fortemente simbolico, quale quello dei beni culturali e dell’identità siciliana, ma ancora non abbiamo dato il segnale di discontinuità che i nostri elettori si aspettavano. Quello che i siciliani ci chiedono è rappresentare i loro interessi ad ogni livello e lottare per difenderli. Ritengo che ciascuno di noi possa e debba fare di più per rendere determinante l’azione politica del partito sul territorio regionale”.

“Il successo storico della Lega è sempre consistito nella capacità di ascolto dei territori. Questo vale al nord e deve valere anche al sud ma con una variabile: la Sicilia non è la Lombardia. Qui i linguaggi, i codici di comportamento, le gerarchie dei valori e anche le priorità sono diversi. Nella nostra isola mancano le strade, le infrastrutture, i centri di studio e ricerca di alto livello e i giovani sono costretti ad emigrare per studiare e trovare lavoro.  La Lega in Sicilia non ha ancora fatto propri questi temi, ricalcando troppo ciecamente le linee tracciate dai leader del nord, senza elaborare un proprio progetto per la regione siciliana. Credo che questo sia il principale problema che gli elettori siciliani, in queste amministrative, hanno evidenziato con il loro mancato voto per la Lega. Dobbiamo concentrarci su questo oggi: il nostro progetto per la Sicilia, che affronti i problemi drammatici ed irrisolti del nostro territorio: le infrastrutture, il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’industria e la ricerca, le comunicazioni, la transizione energetica e digitale, la tutela ambientale, il tutto con un semplice e chiaro obiettivo: lo sviluppo economico dell’isola”.

“Parte fondamentale di questo progetto deve essere la realizzazione della piena autonomia, tramite la completa attuazione del nostro Statuto. Una Lega che non persegua l’obiettivo dell’autonomia speciale effettiva e dello sviluppo economico del territorio, in Sicilia non ha alcuna ragione di esistere, né pertanto alcuna possibilità di crescere e consolidarsi”.

“Tutto questo, a mio parere, deve svolgersi nell’alveo di un centrodestra unito, che guardi con fiducia alla grande tradizione moderata della Sicilia, nella quale la Lega può e deve essere un pilastro portante”.

Il nostro segretario regionale, Stefano Candiani ha sempre sostenuto che la guida del partito in Sicilia, appena possibile, avrebbe dovuto essere affidata ad un siciliano. Lo ha detto spesso in privato e dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi. Io credo che i tempi per questo cambio di passo siano maturi, e che se sapremo ascoltare cosa gli elettori hanno voluto dire alla Lega in Sicilia in queste amministrative, potremo partire con un nuovo grande progetto, in un centrodestra vincente, per una Sicilia finalmente protagonista in Italia ed in Europa”.