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Come pubblicato ieri, a Palermo un’operazione antidroga dei Carabinieri nel quartiere Kalsa ha provocato l’arresto di otto indagati. Ebbene, dall’inchiesta è emerso che Ottavio Abbate, detenuto per estorsione nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento, anche dalla prigione avrebbe controllato lo spaccio di droga nello stesso quartiere Kalsa. Lui avrebbe usato schede telefoniche intestate a cittadini del Bangladesh per impartire disposizioni sulle questioni legate al mandamento mafioso, e, in particolare, su somme di denaro che gli sarebbero state dovute. Le richieste di saldo sarebbero state perentorie, da soddisfare senza indugi.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha arrestato 8 indagati di, vario titolo, associazione a delinquere, esercizio abusivo dell’attività assicurativa, accesso abusivo alle banche dati e truffa assicurativa. Nel mirino delle indagini sono state 238 polizze ritenute irregolari. Gli indagati avrebbero indotto a versare i soldi previsti per la stipula della polizza. Poi avrebbero alterato i dati per pagare all’assicurazione un premio minore. Dunque avrebbero intascato la differenza tra quanto versato dal contribuente e quanto realmente incassato dall’assicurazione. In altri casi, dopo avere intascato i soldi, la polizza Rca sarebbe stata annullata immediatamente, cancellando quindi la copertura assicurativa dell’automobile. Per compiere le truffe sarebbero stati usati falsi attestati di residenza dei contraenti nei Comuni che hanno un parametro tariffario più vantaggioso. E sarebbero stati alterati i certificati dello stato di famiglia affinchè il titolare della polizza risultasse convivente con persone rientranti in classi di merito più favorevoli. Effettuati anche accessi non autorizzati alla banca dati dell’associazione nazionale delle imprese assicuratrici. Quattro degli arrestati beneficiano del reddito di cittadinanza.

Nel PNRR della sanità sono stanziati per la Sicilia quasi 800 milioni di euro, un’opportunità irripetibile se fossero spesi efficacemente ed in modo efficiente. Tuttavia, il piano inviato dall’assessore Razza al Ministero, dopo una serie di incomprensioni, scambi di lettere, fughe di notizie tra Assessorato, ARS e uffici romani, sembra più rivolto ad accontentare i clientes, grandi e piccoli, anziché avere una visione complessiva e razionale. Così capita che tra case e ospedali di comunità, molti fondi saranno destinati ad acquisire o costruire nuovi immobili anziché ristrutturare o utilizzare quelli pubblici, che alcuni ospedali finiranno in piccolissimi centri, che una volta completate le strutture non sarà garantita la presenza del personale. Insomma, il Piano regionale che dovrà essere approvato entro giugno, non è detto che migliorerà le condizioni della sanità siciliana.

Intanto, al Policlinico di Palermo emergono scandali ed un uso familistico degli incarichi e delle carriere, in molti ospedali il personale è stremato, i pronti soccorsi sottodimensionati e affidati alla buona volontà di medici ed infermieri, ormai impossibilitati ad utilizzare ferie e ad esercitare i più elementari diritti sul lavoro.  In tutto questo, rimane l’incognita del Covid e delle nuove varianti che, inevitabilmente, ricominceranno a diffondersi e che la sanità regionale dovrà essere pronta ad affrontare. Perciò, sarebbe quanto mai necessario sia stabilizzare i novemila precari che hanno supportato le ASP e i commissariati per l’emergenza, sia prevedere un piano di assunzioni di personale infermieristico e medico, il vero assente dal PNRR riguardante la sanità. Perché possiamo avere le più belle e funzionali strutture ospedaliere e sanitarie, semmai saranno effettivamente realizzate, ma senza nuovo personale in grado di farle operare al meglio, rischiamo solo di costruire centinaia di piccole cattedrali nel deserto, ingolfare gli uffici e affaticare il personale con la riorganizzazione, disorientare i cittadini con i nuovi distaccamenti, senza poi portare dei reali benefici alla popolazione.

Al di là dei nominalismi, infatti, l’obiettivo deve essere quello di aumentare i posti letto negli ospedali, migliorare le condizioni delle degenze, creare dei percorsi di cura per le persone fragili e gli anziani, tagliare le liste d’attesa e avere una sanità pubblica più efficiente. Ma tutto questo si può ottenere solo dando più spazio alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini nella gestione territoriale della sanità, al coordinamento tra comunità locali e i centri decisionali, investendo sul personale e sulle competenze. Invece, oggi più che mai, tutte le decisioni sono accentrate o affidate a direttori generali inamovibili ed impermeabili alle richieste che arrivano dal personale e dal territorio. Insomma o i fondi del PNRR saranno effettivamente spesi per innovare e ristrutturare anche la gestione della sanità (come il cambiamento anche nominalistico sottende) oppure rischiamo di sacrificare questa straordinaria opportunità sull’altare del piccolo ritorno elettoralistico e clientelare, senza migliorare concretamente la vita delle cittadine e dei cittadini siciliani.

I Carabinieri, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo, hanno arrestato ai domiciliari due medici a Palermo: un ex primario di Chirurgia del Policlinico Giaccone, e la figlia, medico chirurgo-plastico all’Azienda Civico. Nel 2019 un medico del Policlinico ha presentato una denuncia segnalando comportamenti illeciti del direttore di un Dipartimento, accusandolo di avere influenzato un concorso universitario per la nomina di un professore ordinario. Sono state avviate le indagini. I concorsi sarebbero stati truccati o tramite i criteri di valutazione oppure carpendo informazioni utili dai componenti delle commissioni o indicando agli stessi componenti i candidati da privilegiare. L’ex primario avrebbe inoltre attestato falsamente la sua partecipazione ad interventi chirurgici, compiuti in realtà da altri medici. E poi, autorizzato a svolgere attività professionale intra-moenia, avrebbe commesso numerosi illeciti appropriandosi di somme di denaro comprese tra i 100 e i 200 euro, ovvero i compensi pagati da 68 pazienti per visite eseguite tra luglio 2019 ed ottobre 2020, senza riversare all’Azienda Sanitaria la percentuale ad essa spettante. E’ stata disposta inoltre l’interdizione dai pubblici uffici per 1 anno, con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altri 11 indagati.

Le condizioni lavorative peggiorano, è necessario investire sul soccorso tecnico urgente( il progetto Sicilia in 72 ore è sicuramente bello, ma a noi sembrano le solite chiacchiere sedative)! Sulla sicurezza e la salvaguardia dei lavoratori e cittadini, investendo su mezzi attrezzature e uomini per l'autonomia totale della Sicilia...... Allo stato attuale, ribadiamo, tante chiacchiere, pochi fatti!
È necessario aumentare l'organico e riclassificare alcune sedi nevralgiche, mettere in condizioni igienico sanitarie altre..... ( vedi Caltagirone, Paternò, Piazza Armerina, da SD3 a categoria massima SD5... Pantelleria, sud Catania e Nord, in condizioni igienico sanitario pessime, così come l'aeroporto di Catania! Indispensabile Investire sui sommozzatori di Catania).
La Repubblica italiana è fondata sul soccorso tecnico urgente, i vigili del fuoco sono il soccorso tecnico urgente! ma a quanto pare i lavoratori Siciliani vengono maltrattati e rimangono, senza buoni pasto, con pagamenti dello straordinario ad elemosina ( quello del cas è Totalmente sparito) ci riempiono di belle parole e speranze ma, di medaglie e pacche sulle spalle ne siamo nauseati e di conseguenza abbiamo dichiarato lo stato di agitazione regionale, l'amministrazione latita e noi agiamo! la regione promette in piena campagna elettorale, ma noi non abbocchiamo! 
Non ci resta che farci sentire!
DOVETE FARE DI PIÙ PER I VIGILI DEL FUOCO.
Meno medaglie, più sicurezza e rispetto!!!!
Carmelo Barbagallo Coordinatore regionale Usb vigili del fuoco Sicilia

Il “caos emerso nelle procedure di rinnovo o mancato rinnovo dei contratti del personale assunto per l’emergenza Covid ormai è chiaro che non è così caotico: si tratta di veri e propri cappi elettorali cui tenere appesi i lavoratori in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative e regionali, soprattutto a Palermo dove le anomalie sono più eclatanti.
Il tutto, evidentemente, senza alcuna programmazione sanitaria e a totale danno del sistema di cura e assistenza, dei malati e dei lavoratori.”
Lo ha detto Marianna Caronia intervenendo oggi in Commissione all’ARS, dove ha in particolare sottolineato “il caso più grave, costituito dall’ospedale Cervello, che sulla carta rimane l’unico Covid Center della città e, paradossalmente, è l’unico ospedale dove si taglia il personale Covid mentre i reparti restano pieni.”
“Se per qualcuno al Cervello non c’è più bisogno di personale specifico per il Covid-19 – conclude Caronia – allora si riattivino al più presto e completamente le attività ordinarie, dalla ginecologia alla neonatologia al brest Center, restituendo così i servizi ai cittadini.
Altrimenti si dica chiaramente, lo dica l’assessorato regionale, che nelle scelte sui rinnovi dei contratti Covid non si è applicato alcun criterio di programmazione sanitaria.”

“Sono molto soddisfatto della riunione di oggi in cui è emersa  l’assoluta voglia di stare uniti, per non gettare alle ortiche la possibilità palese di vincere le elezioni sia a Palermo che a Messina. Nel giro di pochissimi giorni verrà trovata l’intesa sui nomi dei candidati a sindaco”. Così, in una nota, il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, al termine della riunione a Roma con i rappresentanti di altri partiti della coalizione per trovare un accordo sui candidati a sindaco di Palermo e Messina.

La rivolta contro Miccichè da parte dei sette deputati dissidenti rispetto alla linea ufficiale dettata dal leader forzista nell’Isola Gianfranco Miccichè è iniziata alcuni mesi fa. Contro Miccichè si sono schierati, oltre a Gallo che ora è tornato sui suoi passi, Riccardo Savona, Marco Falcone, Margherita La Rocca Ruvolo, Alfio Papale, Stefano Pellegrino e lo stesso Caputo.
Di recente avevano anche firmato un documento a favore di Musumeci in aperto contrasto con la linea di Miccichè: ” La road map politico-amministrativa, tracciata oggi in aula dal presidente Musumeci, impone a tutti noi di fare un scatto in avanti a difesa degli interessi della Sicilia, delle famiglie e delle imprese. Tali iniziative strategiche devono essere affrontate con responsabilità, anteponendo le ragioni del bene comune ai personalismi e ai risentimenti”, avevano detto i sette. Ma, come si apprende, nei prossimi giorni, altri deputati ‘dissidenti’ potrebbero tornare da Miccichè. Nel frattempo due deputati, Nicola D’Agostino e Edy Tamajo hanno deciso di aderire a Fi, così da Sicilia Futura-Italia Viva sono passati a Fi restituendo così la maggioranza al presidente dell’Ars.
adnkronos

E’ stata diffusa a mezzo stampa on line una nota recante la distribuzione dei nominativi dei deputati dell’ARS in seno alle Commissioni legislative permanenti e alla Commissione UE in vista del prossimo rinnovo delle stesse, compilata in ossequio alle designazioni pervenute dai Gruppi parlamentari.

Al riguardo si precisa che si tratta di una bozza ad uso esclusivamente interno – impropriamente distribuita – non attuale in quanto risalente a talune settimane fa.

Essa quindi è da considerarsi una ipotesi di lavoro provvisoria suscettibile di variazioni o modifiche che possono intervenire fino al momento in cui l’Assemblea sarà chiamata a procedere all’elezione delle Commissioni.