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Verrà presentato mercoledì 5 agosto, durante una conferenza stampa a Palazzo Orleans, il bando predisposto dalla Regione Siciliana per mettere a disposizione dei giovani dell’Isola 430 ettari di terreni, attraverso la “Banca della terra”. Alle ore 10.30, nella Sala stampa “Beppe Alfano”, saranno presenti il governatore Nello Musumeci e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera.

“Lampedusa sta di nuovo scoppiando. Al nostro grido d’allarme si aggiunge oggi quello del sindaco. Mi spiace che in una lunga intervista al Corriere il ministro non abbia neppure pronunciato la parola Lampedusa. Eppure è luogo-simbolo in Europa e nel mondo. Quanto ancora si deve attendere per la proclamazione dello “stato di emergenza” su quell’Isola da parte del governo centrale, richiesto da oltre un mese dal Comune e dalla Regione?”.
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

La Regione Siciliana, tramite l’assessorato dei Beni culturali ha apposto il vincolo al marchio “Targa Florio”, dichiarandolo bene di interesse culturale particolarmente importante. A essere vincolate anche le testimonianze materiali costituite da ventidue targhe premio in bronzo e trecento fotografie storiche depositate presso l’Aci di Palermo. La Targa Florio, proprio per l’alto valore storico riconosciuto, dal 26 giugno 2009 è già iscritta nel registro delle Eredità immateriali della Regione al n. 129 del libro delle celebrazioni. Un risultato raggiunto in tempi celeri e in assenza di precedenti a livello nazionale, che ha potuto contare sull’azione rapida e coordinata della sovrintendente di Palermo, Lina Bellanca, della direttrice del Centro regionale catalogo, Selima Giuliano e del loro staff. “Il marchio Targa Florio appartiene alla Sicilia – dichiara con orgoglio l’assessore Alberto Samonà – ed è profondamente radicato nella memoria di tutti, tanto da essere diventato elemento fortemente identitario dell’Isola. Il “Brand Targa Florio” rimane in Sicilia. Da oggi e per il futuro, quindi, l’uso del marchio Targa Florio rimarrà strettamente connesso al territorio siciliano, subordinando eventuali utilizzazioni alla portata culturale e storico-sportiva del suo prestigioso nome. Un provvedimento importante che il governo Musumeci ha ritenuto di dover assumere proprio per sottolineare come il marchio Targa Florio sia connesso inscindibilmente alla Sicilia”. Il “brand” e i beni materiali ad esso collegati saranno, pertanto, sottoposti a precise prescrizioni che ne vincoleranno l’uso. Per quanto riguarda le manifestazioni sportive denominate “Targa Florio” queste dovranno essere disputate esclusivamente sul territorio siciliano sotto l’egida organizzativa dell’Automobile club Palermo. Possibili gare sul territorio nazionale o estero potranno essere consentite solamente dietro autorizzazione del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana e, in ogni caso, essere presentate come “Tributo alla Targa Florio”, quale forma esclusivamente celebrativa della storica gara.

La morte di Refka Dridi, 27 anni tunisina, avvenuta a Palermo ha lasciato tutti sotto choc. La causa della sua morte sarebbe uno choc anafilattico che l’ha tenuta in coma per due giorni dopo che la ragazza aveva mangiato un piatto a base di gamberi di cui era allergica. Una grande perdita per lo chef titolare del ristoranti “I Pupi” di Bagheria Tony Lo Coco che con la moglie ha lasciato un ricordo della ragazza attraverso un lungo post pubblicato su Facebook: “Ogni parola che scriviamo pesa come un macigno dinnanzi un destino talmente beffardo che nel volgere di pochissimo tempo l’ha strappata alla vita. Rimarranno sempre nel nostro cuore il suo sorriso, la sua discreta eleganza, la sua bellezza mediterranea, la solarità dei suoi occhi, la fiducia che il suo sguardo trasmetteva, la voglia di essere brava nello svolgere la sua attività, sempre con precisione e garbo. Noi eravamo legati a lei e lei a noi. Lei continuerà a far parte della famiglia de I Pupi e noi custodiremo la sua presenza nei nostri. Grazie Refka per aver fatto un percorso della tua breve vita accanto a noi. Laura e Tony”. Refka Dridi lascia il compagno e un figlio di soli 8 mesi.

“Non va escluso l’intervento dell’Esercito per prevenire gli incendi in Sicilia. Piangiamo anche un morto tra gli operai forestali impegnati nello spegnimento dei roghi ed ancora in queste ultime ore devastazioni hanno interessato Piazza Armerina dopo i disastri dei giorni scorsi di monte Cofano e della Montagna Grande nel territorio trapanese. E’ il momento di compiere scelte forti. L’origine dolosa dei roghi ormai non viene messa in dubbio dagli inquirenti. Ci troviamo davanti a criminali professionisti che appiccano il fuoco sottovento e la sera ben sapendo che nelle ore notturne non possono volare i canadair. I nostri boschi vanno presidiati perché rappresentano una grande risorsa ambientale ed economica. Occorre ripensare l’intero sistema di gestione boschiva e delle riserve naturali, ponendo l’accento anche sulla vigilanza che non può essere relegata solo agli Enti gestori. Dal depauperamento, per le fiamme, del patrimonio boschivo si creano le condizioni per un aggravamento del dissesto idrogeologico. Per questa ragione credo sia utile chiedere al governo nazionale lo stato di emergenza per aumentare immediatamente la vigilanza con i militari”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, che annuncia una mozione a Sala d’Ercole sul disastro ambientale provocato dai roghi.

La Regione Siciliana dà vita al più imponente investimento in tecnologie sanitarie degli ultimi dieci anni. A disposizione per gli ospedali dell’Isola ci sono 85 milioni di euro. Su input del presidente Nello Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha siglato il decreto che di fatto avvia un radicale processo di innovazione e ammodernamento delle apparecchiature di ‘media tecnologia’ (ecografi, microscopi, tavoli operatori, elettrobisturi, laser chirurgici, angiografi, colonne laparoscopiche, defibrillatori, etc.) in uso quotidianamente negli ospedali siciliani.

Si tratta di risorse destinate a tutte le aziende del Sistema sanitario dell’Isola che permetteranno di sostituire quelle strumentazioni ritenute obsolete e che, soprattutto in alcuni ambiti, consentiranno il prosieguo di una innovazione dell’attività clinica già in atto.

«Questo investimento nelle tecnologie – evidenzia il governatore Musumeci – rientra in un più ampio processo di riqualificazione dell’intero comparto sanitario regionale. Un’azione che, come si ricorderà, abbiamo avviato da subito, ristrutturando moltissime infrastrutture, completandole o addirittura realizzandole ex novo. E’ un ammodernamento complessivo a cui, ovviamente, vanno associate le migliaia di assunzioni con contratto a tempo indeterminato e i tanti concorsi ancora in atto. Sono certo che, al termine della nostra esperienza amministrativa, consegneremo ai siciliani una sanità migliore rispetto a come ci era stata affidata».

L’assessore Razza ha seguito le varie fasi del procedimento amministrative a partire dalla ricognizione condotta nelle varie strutture che ha poi determinato i fabbisogni tecnologici.

«La nostra sanità – dice l’esponente del governo Musumeci -deve fare rima con futuro. L’investimento in tecnologia, assieme allo sviluppo digitale, sono alcune delle componenti di un percorso di rigenerazione che è sotto gli occhi di tutti. Le risorse che abbiamo stanziato sono nella disponibilità delle Aziende. E’ chiaro che vigileremo affinché ciò che è stato immaginato diventi realtà in ogni parte della Sicilia».

Ecco la ripartizione dei fondi in 18 strutture dell’Isola: Asp Agrigento, 3,7 milioni di euro; Asp Caltanissetta, 2,9 milioni di euro; Asp Catania, 5,7 milioni di euro; Asp Enna, 1,9 milioni di euro; Asp Messina, 4 milioni di euro; Asp Palermo, 9,1 milioni di euro; Asp Ragusa, un milione di euro; Asp Siracusa, 2,9 milioni di euro; Asp Trapani, 4,6 milioni di euro; Policlinico Rodolico San Marco di Catania, 3,1 milioni di euro; Policlinico Martino di Messina, 3,3 milioni di euro; Policlinico Giaccone di Palermo, 6,6 milioni di euro; Cefpas di Caltanissetta, 4 milioni di euro; Ospedale Garibaldi di Catania, 6,9 milioni di euro; Ospedale Cannizzaro di Catania, 3,2 milioni di euro; Ospedale Papardo di Messina, 7,7 milioni di euro; Ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo, 6,4 milioni di euro; Ospedale Civico di Palermo, 8 milioni di euro.

Troppe chiacchiere con il Governo centrale e soprattutto con i 5Stelle.

Sul piatto della bilancia le infrastrutture siciliane al centro di ritardi e meriti che hanno acceso violente discussioni tra l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone e, appunto, rappresentanti dei 5Stelle.

Falcone, lo scorso 29 luglio ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Regione, Nello Musumeci che adesso dovrà valutare se accettarle o respingerle.

“Ieri siamo andati in piazza a Messina, per il Ponte e per il futuro della Sicilia – ha dichiarato Falcone – . Altrove, invece, si è consumato uno spettacolo surreale: il tentativo mal riuscito del Governo Conte di deviare l’opinione pubblica dalla Palermo-Catania disastrata, dai cantieri abbandonati come la Palermo-Agrigento e la Caltanissetta-Agrigento. Adesso, però, non hanno più alibi”.

La deputata del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, ha partecipato all’incontro tra il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina e il viceministro dell’Interno e capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, sul tema dei migranti. La deputata siciliana, componente del comitato Schengen, insieme con un nutrito gruppo di deputati regionali e nazionali, ha condiviso la linea del viceministro che mira a una posizione netta verso la Tunisia nel rispetto degli accordi sulle migrazioni. «La visita del viceministro a Porto Empedocle è la dimostrazione che il Governo è vicino alla Sicilia e sta lavorando per risolvere un’emergenza straordinaria. Abbiamo accolto ancora una volta l’appello del sindaco, intervenendo in prima persona. Investiremo a Porto Empedocle per una maggiore sicurezza dei cittadini – aggiunge Cimino – potenziando la videosorveglianza. La nuova nave permetterà inoltre di svuotare la tensostruttura situata al porto, e di risolvere l’emergenza nella cittadina, attraverso altre strutture idonee a fronteggiare quello che sta accadendo». Dopo l’incontro al Comune la deputata si è recata con il viceministro per un sopralluogo nei pressi della tensostruttura situata al porto; in seguito, insieme agli altri deputati Cimino ha fatto visita al prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa.

“Il corpo Forestale, che svolge un servizio di prevenzione, era destinato alla soppressione. Man mano che andavano in pensione non venivano sostituiti. Rivendico al mio governo la decisione di averlo potenziato. Sono, infatti, in fase avanzata di avviamento le procedure per i concorsi”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Nello Musumeci ieri nel corso del sopralluogo ai cantieri di bonifica del fiume Verdura-Sosia. Musumeci  ha ricorso “anche all’ausilio di elicotteri proprio perché intercettare l’incendio può essere una condotta responsabile prima che l’incendio divampi”.

La Sicilia è terra di incendi boschivi e gli amministratori chiedono al Goevrno regionale. Una lotta impari contro veri criminali, i piromani. “Ci vorrebbe uno schieramento di uomini in ogni area boschiva – dice Nello Musumeci – ma questo non si può fare e serve la corresponsabilizzazione di tutti i cittadini nel fare immediate segnalazioni. Il nostro servizio antincendio lavora anche con Vedere & Sentire le strade tagliafuoco. Abbiamo acquistato nuove autobotti e mezzi e l’anno prossimo ne distribuiremo oltre un centinaio ai volontari e quindi si coinvolgeranno anche coloro che non sono pagati per svolgere quest’attività. Io mi auguro che subito dopo l’incendio delle aree boschive si possa avviare la procedura per il rimboschimento. È una procedura lenta, ma noi non abbiamo intenzione di tirarci indietro. Tutti dobbiamo sentirci
corresponsabili in questo processo di tutela del territorio e in particolare delle aree più vulnerabili. Credo che se tutti lo facciamo i delinquenti saranno scoraggiati”.

“Non c’è dubbio che la Sicilia sia messa peggio di molte altre regioni: mancano gli spazi necessari per lo sdoppiamento delle classi, necessario per rispettare le distanze di sicurezza; di conseguenza il personale docente ed Ata; ma soprattutto servono mezzo milione circa di banchi monoposto”. Lo dice il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza.
“Tralasciando ogni commento sui banchi unici tecnologici banco-sedia con le rotelle – aggiunge – di cui al momento la scuola italiana può fare assolutamente a meno, sarebbe opportuno concentrarsi soprattutto sull’esigenza di fornire alle scuole i tradizionali banchi monoposto in sostituzione di tutti quei banchi biposto, che risalgono al periodo della scuola raccontata da Edmondo De Amicis nel romanzo per ragazzi ‘Cuore’. Non è un’esagerazione perché molti di questi hanno ancora il foro per il calamaio, banchi che nella nostra regione rappresentano circa l’80% di quelli in possesso delle scuole”.
“In queste condizioni e visto il poco tempo a disposizione – continua Rizza – ci pare alquanto difficile che la procedura per l’acquisto di 2.5 milioni di banchi avviata dal commissario Arcuri possa andare in porto entro il 14 settembre prossimo, termine fissato dal Miur per l’avvio dell’anno scolastico. Fa rabbia pensare che ci sia voluto così tanto tempo perché il governo si ponesse il problema di come far ripartire il prossimo anno scolastico. Ricordiamo infatti che le attività scolastiche sono state sospese nei primi giorni di marzo. Da allora sono trascorsi quasi 5 mesi e sicuramente si poteva intervenire prima per affrontare una situazione estremamente prevedibile”.
“La pandemia – prosegue – ha fatto emergere tutte le criticità di cui soffre il sistema scolastico italiano. Conseguenze delle scelte politiche scellerate operate dalla riforma Moratti ai tagli disposti da Gelmini e Tremonti, fino alla riforma varata dal governo Renzi. In questi ultimi anni ben 135.000 posti tra docenti e Ata sono stati tagliati”.
“Bisogna cambiare strategia – conclude Rizza – occorre un vero piano di rilancio per riportare il sistema pubblico dell’istruzione nazionale in linea con la media dei grandi Paese Europei, partendo dal rilancio del Meridione dal quale dipende lo sviluppo dell’intero Paese”.