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“Per la prevenzione degli incendi e il controllo del territorio la Regione Siciliana sta lavorando a un progetto che prevede l’installazione di una serie di telecamere ad infrarossi di ultima generazione che prevedono anche la possibilità di anticipare la partenza degli incendi perché questi strumenti, misurando il rialzo della temperatura rispetto a quella generale, sono addirittura in condizioni di comprendere da dove sta partendo il focolaio e quindi consentono poter intervenire in tempo”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo a margine dell’audizione dell’assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente On. Toto Cordaro in merito alla problematica degli incendi nel territorio del Belìce che si è svolta oggi in quarta commissione all’Ars, presieduta dall’On. Giusy Savarino, su richiesta dei sindaci Terre Sicane Unione dei Comuni Terre Sicane composta dai comuni di Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Sambuca di Sicilia e Caltabellotta.

“La Regione – prosegue La Rocca Ruvolo – intende portare aventi questa idea progettuale e l’assessore ha fatto sapere di averne già parlato con il nuovo dirigente del Corpo Forestale nominato il mese scorso nella convinzione che, attraverso i nuovi mezzi tecnologici che sono sul mercato, ci si può muovere in maniera tale da creare una rete di controllo e monitoraggio che, al di là del lavoro importante da fare con i nuovi concorsi del Corpo Forestale, possa comunque permettere di essere più presenti sul territorio per la prevenzione degli incendi. Ringrazio la presidente della commissione Territorio e Ambiente On. Savarino e l’assessore On. Cordaro per la disponibilità al confronto con in sindaci del territorio e le associazioni ambientaliste”.

 “Apprendo dagli organi di stampa che dopo il mio appello per la riapertura del reparto di chirurgia dell’Ospedale Maria Immacolata Longo di Mussomeli, è seguito un comunicato della deputata alla Camera di FdI, la palermitana Carolina Varchi, la quale dalle sue parole, oltre a non conoscere il territorio, dimostra scarsa conoscenza del Decreto Rilancio. Il testo infatti prevede che anche i medici e perfino i non abilitati, siano utilizzati per garantire un supporto, che specie in un periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo, è di vitale importanza. Mi dispiace che sia stata messa in mezzo da qualche suggeritore locale, il quale pur di non far funzionare l’ospedale a pieno regime, andando anche contro la salute dei cittadini, ha messo alla berlina una deputata nazionale, che accettando l’assist, dimostra di non conoscere le leggi e soprattutto l’entroterra nisseno”. A riferirlo è l’on. Michele Mancuso, deputato di Forza Italia all’Ars, a seguito delle dichiarazioni dell’on. Carolina Varchi,  circa l’Asp di Caltanissetta, la quale non utilizzerebbe le somme a disposizione per il rilancio della sanità nel Vallone, secondo criteri prospettici.
“Invito la collega di Fratelli d’Italia – conclude il Parlamentare nisseno – a non lasciarsi abbindolare da certe sirene senza scrupoli. La Direzione strategica aziendale già in passato ha dimostrato grande senso di responsabilità, mettendosi sempre dalla parte del cittadino. Sono certo che anche questa volta sarà così. Basta con le sterili polemiche, stiamo parlando del rilancio di un nosocomio di vitale importanza per una buona fetta di siciliani. Noi siamo per la concretezza ovvero per la riapertura del reparto di chirurgia, a cui si spera a breve, segua quello di pediatria. Il resto, come le polemiche di certa politica, sono aria fritta che francamente è fuori luogo”.

“Il presidente Musumeci ha forse timore di consegnare la sua relazione semestrale cinque giorni prima al parlamento regionale? Di cosa ha paura? Musumeci dovrebbe non avere difficoltà alcuna a redigere e consegnare la relazione sul suo operato al parlamento dato che ha fatto poco o nulla per migliorare la vita dei siciliani”. A dichiararlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Pasqua a proposito della mancata consegna all’Ars della relazione semestrale che il presidente della Regione era tenuto a presentare cinque giorni prima a Sala D’Ercole rispetto al discorso ufficiale che dovrà tenere nella seduta del 1 luglio. “La consegna della relazione prima annunciata e poi smentita dai fatti – spiega Pasqua – pone un problema molto semplice che non riguarda solo il regolamento dell’Ars ma una questione sostanziale: Senza la visione preventiva della relazione infatti, le opposizioni non possono valutarne il contenuto” – conclude il capogruppo M5S all’Ars.

“Sin da ora rivolgo l’invito alla delegazione Unwto dell’Onu di venire in Sicilia. L’esclusione della nostra Isola dal programma originario – sono certo – è solo frutto di una svista o dettata dalla ristrettezza di tempo. Non si potrebbe capire l’Italia, infatti, senza vedere la Sicilia. È qui la sintesi di tutto. Saremo, quindi, lieti di accogliere gli ospiti e accompagnarli nel loro giro, alla scoperta delle testimonianze più significative di una Terra che fu culla di civiltà nel Mediterraneo».
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nel giorno in cui il segretario generale dell’Unwto Zurab Pololikashvili, accompagnato dal direttore Europa dell’organizzazione, Alessandra Priante, saranno in Italia per lanciare il #RestartTourism mondiale con l’obiettivo di far ripartire in sicurezza questo settore così vitale e determinante dell’economia italiana e mondiale.

“Le stabilizzazioni di Asu ed ex contrattisti negli enti locali sono indispensabili, così come le nuove assunzioni che dovrebbero colmare i vuoti nelle piante organiche, ma i problemi sull’interpretazione dell’ultima circolare della Funzione pubblica e logiche esclusivamente ragioneristiche rischiano di danneggiare gli enti, che non possono erogare servizi efficienti, e quindi i cittadini. Come Csa-Cisal chiediamo al Governo nazionale e a quello regionale di intervenire immediatamente”. Lo dice Giuseppe Badagliacca del Csa-Cisal.
“I Comuni siciliani si sono ritrovati a dover fronteggiare l’emergenza Covid con organici all’osso e dipendenti a tempo parziale – spiega Badagliacca – Bisogna voltare pagina e abbandonare vecchi paletti contabili che non rispondono più alle esigenze di questo momento storico: servono regole più flessibili per chiudere definitivamente con la stagione del precariato e consentire le stabilizzazioni e i passaggi a tempo pieno. Serve poi un intervento per gli enti in dissesto e pre-dissesto, consentendo anche a questi di poter assumere, perché alla fine il conto più salato lo pagheranno i lavoratori incolpevoli e i cittadini che, pagando le tasse, esigono servizi”.

‘Attribuire l’attività di promozione e valorizzazione delle tradizioni e dell’identità siciliana alla Presidenza della Regione è la classica pezza peggiore del buco. Cambiare il nostro ordinamento per rimediare ad una scelta infelice di Musumeci, senza valutarne gli effetti, è contro ogni principio di buon senso e non contribuisce certo all’efficientamento della macchina amministrativa, anzi”.
Lo affermano i deputati M5S, Gianina Ciancio e Salvo Siracusa, componenti della commissione Affari istituzionali dell’Ars che dovrà esaminare il disegno di legge di Attiva Sicilia, che mira a scorporare la delega all’identità siciliana dall’assessorato ai Beni culturali per consegnarla nelle mani del presidente delle Regione, “per – dicono i deputati – mettere a tacere le grandi polemiche che sono seguite alla nomina del leghista Samonà all’assessorato dei Beni culturali”.
“Le Leggi- continua Ciancio- si fanno generiche ed astratte e non sulla base degli umori del momento e di ragionamenti estemporanei, legati alle dinamiche politiche di questo o di quel governo”.
“È assurdo – aggiunge la deputata Stefania Campo – componente 5 stelle della commissione Cultura – pensare di tranciare uno dei bracci di un unico corpo, al solo scopo di dare furbescamente un aiuto ad un governo in difficoltà politica, mediatica e di relazione con i siciliani.
“È – chiaro – continua la deputata – lo scopo di togliere le castagne dal fuoco a Musumeci da parte dei nostri colleghi, che con tempestività si sono fatti trovare al posto giusto nel momento giusto. Poco importa, a noi sta a cuore sottolineare l’irragionevolezza della proposta, che punta a frazionare ciò che fra qualche anno dovrà essere ricomposto, come cocci di un vaso preziosissimo gettato a terra per goffagine”.

“Continuo a ricevere centinaia di segnalazioni di viaggiatori letteralmente beffati dalle compagnie aeree. In queste settimane è diventata una pratica sistematica da parte dei vettori infatti accettare la prenotazione dei voli e quindi i pagamenti e comunicare poche ore dopo la cancellazione del volo. Bruxelles faccia chiarezza e tuteli i viaggiatori”. A dichiararlo è l’europarlamentare siciliano Ignazio Corrao che ha depositato una interrogazione alla Commissione Europea in cui denuncia “le pratiche scorrette e illegittime praticate da qualche mese dalle Compagnie aeree che hanno lasciato a terra migliaia di passeggeri”.

“Dal 3 giugno 2020 – spiega Corrao – i passeggeri stanno subendo il danno e anche la beffa. Intanto siamo di fronte al perdurare del mancato rimborso del prezzo del biglietto cancellato causa Covid da parte dei vettori aerei, in aperta violazione del regolamento comunitario CE 261/2004, cui si aggiungono ulteriori condotte illegittime dal 3 giugno, data cioè di riapertura dei voli. Le Compagnie aeree infatti consentono di prenotare i voli sui propri siti e tramite le agenzie, salvo poi cancellarli dopo qualche giorno e in alcuni casi, addirittura, dopo qualche ora adottando come giustificazione causa Covid”.

“Si tratta – sottolinea Ignazio Corrao – di condotte che meritano approfondita istruttoria e che non sono certamente legate alla pandemia ma a strategie commerciali e probabilmente a escamotage per fare liquidità. Se queste ipotesi dovessero trovare riscontro si tratterebbe di una vera e propria pratica scorretta lesiva dei diritti dei passeggeri. Chiarito che la sola offerta del voucher non rimborsabile è contraria alla normativa europea, serve una presa di posizione immediata della Commissione Europea per tutelare i viaggiatori anche da questa ennesima furbata commerciale” – conclude Corrao.

Verifica antimafia non solo sull’impresa, ma anche su eventuali titolari di immobili e terreni dove si svolgeranno le attività oggetto dell’autorizzazione, con controlli capillari anche sui cosiddetti provvedimenti ampliativi. È una delle importanti novità introdotte dall’Intesa per la legalità siglata dall’assessorato regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità con le nove prefetture dell’Isola. Un documento innovativo a livello nazionale che in Sicilia accende i riflettori per la prima volta su tutta la filiera delle imprese, per assicurare “lo scrupoloso rispetto delle prescrizioni della normativa di contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto di tipo mafioso”.

L’iniziativa del governo Musumeci si inserisce in un quadro di azioni messe in campo per contrastare e prevenire infiltrazioni criminali. In particolare l’intesa siglata dall’assessore Alberto Pierobon è rivolta ai settori dei rifiuti, dell’energia e comunque afferenti alle attività dell’assessorato.

Pierobon al suo insediamento ha istituito un comitato per la legalità, con funzioni consultive e di supporto, composto da personalità indipendenti che ricoprono, o hanno ricoperto, incarichi nelle magistrature, nelle forze di polizia, nelle Università e, in generale, presso istituzioni pubbliche o private, occupandosi di tematiche afferenti la legalità, la trasparenza e l’efficienza.

Sono stati inoltre istituiti l’agenda pubblica consultabile on line sul sito della Regione e il Registro pubblico dei soggetti che svolgono, anche professionalmente, attività di rappresentanza di interessi particolari.
L’Intesa per la legalità ha l’obiettivo di potenziare il protocollo Dalla Chiesa recepito nel 2011, espandendo i controlli a tutta una serie di altri provvedimenti oltre alle autorizzazioni, al fine di “prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici di lavori, nei procedimenti concessori o autorizzatori, nella gestione dei servizi di pubblica utilità e nelle forniture”, fino alle “ipotesi di incentivazione economica attraverso risorse pubbliche, specialmente nelle attività considerate maggiormente a rischio”.

Saranno rafforzati “il flusso informativo dei dati relativi alle imprese, le verifiche per via telematica, gli obblighi relativi ai subappalti, i controlli verso chi accede ai cantieri e il rispetto delle norme sul lavoro e la tracciabilità dei flussi finanziari”.

L’Intesa prevede inoltre che il regime dell’informazione antimafia, di cui all’articolo 91 del Codice antimafia, sia esteso “a tutti soggetti appartenenti alla filiera delle imprese, nonché ai proprietari o ai titolari di altro diritto reale o di godimento sui beni immobili sui quali insisteranno le opere e le attività oggetto di autorizzazione, abilitazione o concessione. Sono assoggettati al predetto regime anche i cosiddetti “provvedimenti ampliativi” e tutte le fattispecie contrattuali, di appalto e di sub-contratti, indipendentemente dal loro importo, oggetto, durata nonché da qualsiasi condizione e modalità di esecuzione”.

Al contempo l’assessore Pierobon ha diramato un apposito atto di indirizzo al dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti e al dipartimento regionale dell’Energia, per garantire la massima diffusione dell’intesa sottoscritta, nonché la sua immediata attuazione.

“Stiamo valutando di ripristinare a stretto giro la capienza originaria degli aliscafi per assicurare, così, di nuovo a pieno regime i collegamenti fra la Sicilia e le Isole minori. Preso atto, infatti, del crescere della domanda turistica e di mobilità e del disagio sempre più pesante per abitanti, imprese e visitatori, abbiamo già autorizzato in questo fine settimane delle corse aggiuntive su Ustica e Isole Egadi. Il prossimo e imminente passo sarà il pieno recupero della capacità di linee e mezzi, così come già avvenuto in altre parti d’Italia, anche alla luce del rallentamento dell’epidemia da Covid 19 che è ormai un dato di fatto”.

Lo dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone, a seguito dell’appello di Federalberghi Isole minori.

Lo scorso 23 giugno il blitz dei Carabinieri cosiddetto “Teneo” ha provocato l’arresto in carcere dei presunti vertici del mandamento di San Lorenzo a Palermo. Oggi, ancora i Carabinieri del Comando provinciale sono stati impegnati nell’esecuzione di un provvedimento di fermo per 11 persone tra ex e nuovi capi e gregari del mandamento di San Mauro Castelverde, regno incontrastato della famiglia Farinella: il nonno Giuseppe Farinella, morto in carcere nel 2017, il figlio Domenico, già detenuto parecchi anni e poi libero, e il nipote Giuseppe che avrebbe gestito le sorti del mandamento tra le province di Palermo e Messina. Le persone fermate nell’operazione cosiddetta “Alastra” sono indagate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento, in Sicilia, Lombardia e Veneto.