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Dal 27 aprile al 3 maggio cinque tappe tra Nebrodi e Madonie

Il Giro della Sicilia in bicicletta alla scoperta del territorio in 5 tappe è questo lo scopo della manifestazione “Giro di Sicilia 2018” – un Mare di Montagne che inizierà il 27 aprile per concludersi il 3 maggio. Il Giro di Sicilia è la prima ciclo sportiva a tappe della Sicilia ed è una manifestazione organizzata dal GS Mediterraneo sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana. Nelle varie tappe si alternano tratti cicloturistici alternati e cronometrati. L’obiettivo del Giro è quello di far conoscere attraverso il ciclo turismo aree di pregio naturalistico della Sicilia con le relative eccellenze delle produzioni agroalimentari ed artigianali e, nel contempo, assicurare ai partecipanti l’aspetto agonistico che verrà svolto in piena sicurezza attraverso prove cronometrate in salita. Il territorio che verrà attraversato, in questa prima edizione, è costituito dal Parco Naturalistico dei Nebrodi e dal Parco Naturalistico delle Madonie. Le tappe partiranno e termineranno dal Pollina Resort (PA) che sarà la base logistica e alberghiera dell’edizione 2018. Ogni anno il Giro si focalizzerà su un territorio, quest’anno quello madonita e dei nebrodi, in modo tale che nell’arco di un quadriennio si possa far conoscere ai tanti appassionati l’intera Sicilia.

In Sicilia inizia anzitempo, con due mesi di anticipo rispetto alla data dal 10 giugno, la campagna di prevenzione anti-incendi. Quest’anno saranno 15 i mezzi aerei a disposizione nell’Isola per fronteggiare gli incendi nella stagione estiva. Il presidente della Regione, Nello Musumeci e il responsabile della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, hanno presentato il piano in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans. E Musumeci, tra l’altro, afferma: “E’ motivo particolare di soddisfazione poter dire al capo della Protezione civile che noi quest’anno abbiamo anzitempo avviato e predisposto tutti gli atti perché la stagione estiva antincendio possa essere gestita senza patemi d’animo, senza farci cogliere impreparati a un appuntamento che, speriamo almeno quest’anno, possa essere accompagnato da maggiore fortuna rispetto agli ultimi anni”.

Tribunale dovrà valutare nuovamente compatibilità con carcere

Marcello Dell’Utri

La corte di Cassazione ha oggi annullato l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che il 5 dicembre 2017 aveva giudicato compatibili con il carcere le condizioni di salute di Marcello Dell’Utri. Lo rendono noto i legali dell’ex parlamentare Simona Filippi e Alessandro De Federicis. ”Ora la Cassazione – spiegano – invierà per un nuovo esame gli atti al Tribunale di Sorveglianza che dovrà rivalutare la compatibilità delle condizioni di Dell’Utri con il regime carcerario”.
    Dell’Utri, affetto da cardiopatia, diabete e tumore alla prostata, dopo un ricovero al Campus Biomedico è tornato da pochi giorni nel carcere di Rebibbia.

 “Prima di fare fuoco di sbarramento contro l’ipotesi Pd-M5S bisogna confrontarsi”. Lo dice Giuseppe Lumia, esponente dell’area Emiliano Fronte Dem.
“Il confronto serrato sui temi utili al Paese – aggiunge – è la bussola su cui orientare la futura decisione. Solo dopo il dialogo, solo dopo una verifica anche interna in Direzione o in Assemblea si possono assumere decisioni di tale portata, compresa quella se stare all’opposizione o meno”.

Gli uffici stanno definendo l’assemblaggio dei testiStamane era stata rinviata alle 20 la sedutra dell’Ars sulla manovra finanziaria e stasera è stato deciso di farla slittare alle 16 di domani: manca il testo con le tabelle perché gli uffici non hanno fatto in tempo ad assembleare tutti i documenti. “Gli uffici – ha detto stamane Miccichè – ci hanno assicurato che la manovra sarà consegnata alle 18. Se arriva alle 20 la incardiniamo, altrimenti se ne parlerà domani ma spero non accada perché i tempi sono stretti”. Invece è accaduto. Il rinvio della seduta fa saltare il timing definito dalla conferenza dei capigruppo la scorsa settimana. Da domani i deputati avranno 24 ore di tempo, come prevede il regolamento, per presentare gli emendamenti; quindi, l’esame della manovra in aula potrebbe cominciare giovedì prossimo, con un ritardo di un giorno, a meno che l’Assemblea non deciderà di lavorare il 25 aprile, a differenza di quanto era stato stabilito in capigruppo. Insomma, i tempi sono davvero strettissimi. L’esercizio provvisorio scade il 30 aprile. 

Il pubblico ministero al processo cosiddetto “trattativa”, appena conclusosi in primo grado in Corte d’Assise a Palermo, Nino Di Matteo, interviene dopo l’emissione della sentenza, e afferma: “Quello che mi ha fatto più male è che rispetto alle accuse di usare strumentalmente il lavoro abbiamo avvertito un silenzio assordante, e chi speravamo ci dovesse difendere è stato zitto. A partire dall’Anm e il Csm. Il verdetto conferma in pieno la tesi dell’accusa: mentre esplodevano le bombe mafiose pezzi delle istituzioni scendevano a patti con i clan. Gli ufficiali dei carabinieri sono stati condannati per avere svolto un ruolo di mediazione delle richieste della mafia nel ’92 quindi rispetto ai governi della Repubblica presieduti da Amato e Ciampi, mentre Dell’Utri è stato condannato per avere svolto il medesimo ruolo nel periodo successivo a quando Berlusconi è diventato premier. È un fatto oggettivo. È ovvio che noi abbiamo agito verso soggetti che ritenevamo coinvolti sulla base di un quadro probatorio solido, ma non pensiamo che i Carabinieri abbiano agito da soli. Non abbiamo avuto prove concrete per agire contro livelli più alti ma pensiamo che i Carabinieri siano stati mandati e incoraggiati da altri. Servirebbe un pentito di Stato che facesse chiarezza piena. Di certo, la sentenza è precisa e ritiene che Dell’Utri abbia fatto da cinghia di trasmissione nella minaccia mafiosa al governo anche nel periodo successivo all’avvento alla Presidenza del Consiglio di Berlusconi. In questo c’è un elemento di novità. C’era una sentenza definitiva che condannava Dell’Utri per il suo ruolo di tramite tra la mafia e Berlusconi fino al ’92. Ora questo verdetto sposta in avanti il ruolo di tramite esercitato da Dell’Utri tra Cosa nostra e Berlusconi”.

Dopo una difficile ed impegnativa riunione della Direzione Regionale del Sinalp Sicilia, all’unanimità è stata approvata la linea d’intervento promossa dal Segretario Nazionale del Comparto Scuola e Formazione, Dr. Gaetano Giordano.
Si prende atto del totale immobilismo messo in campo della Politica Siciliana nel voler realmente risolvere l’ormai incancrenita questione dei lavoratori della Formazione Professionale e degli Sportelli multifunzionali.
Più volte il SINALP ha denunciato il totale scollamento tra il mondo politico, i lavoratori e la società Siciliana.
Assistiamo ad una deriva di totale sfacelo del sistema economico e sociale siciliano e di contro nessuna vera proposta che possa invertire la rotta dando inizio alla ripresa della nostra regione.

Durante la Direzione Regionale il Dr. Giordano ha evidenziato tutto il percorso storico che ha portato alla distruzione del comparto, ha analizzato tutti i pallidi ed eterei tentativi proposti e messi in campo dai vari Assessori succedutisi nel tempo evidenziandone la mancanza di vere e proprie soluzioni capaci di far riprendere la rotta al mondo della formazione.
Si è voluto colpire un sistema marcio, a causa principalmente della politica che lo ha usato sostanzialmente per fini elettoralistici, ma il solo e vero risultato è stato la messa al bando di ben 1800 lavoratori che dall’oggi al domani si sono ritrovati disoccupati, senza alcun reddito, senza alcuna speranza e prospettiva e con la certezza che sono stati usati dalla politica come l’unico e solo capro espiatorio di un comparto diventato ingombrante e scottante politicamente e penalmente.
Questi lavoratori sono stati maltrattati, umiliati, denigrati, sono stati derubati della dignità di uomini e come gli agnelli condotti al macello hanno percorso il “cammino verso il Golgota” per il loro annientamento anche fisico, visto che parecchi di loro, pur di non perdere l’ultimo barlume di dignità e rispetto per se stessi e le loro famiglie, hanno messo in atto l’extrema ratio, il suicidio, gridando al mondo indifferente la loro disperazione.
Consapevoli di tutto quanto illustrato la Direzione Regionale ha approvato la linea di intervento proposta dal Segretario Nazionale del comparto Scuola e Formazione Dr. Gaetano Giordano nella speranza che possa scuotere l’apatia, la noncuranza e la totale indifferenza di fatto mostrata dai nostri politici che rimangono fermi solo a semplici proclami senza alcuna vera e concreta soluzione.
Il Sinalp Sicilia è pronto ad un vero confronto con l’attuale Governo per una soluzione reale che ridia dignità a 1800 lavoratori.

LA GIUNTA DELLA CIA SICILIA INCONTRA L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA BANDIERA. CASTAGNA: “VIA LIBERA A UN TAVOLO TECNICO PER SUPERARE LE ANOMALIE DELLE PRATICHE BLOCCATE E PER LA RIVISITAZIONE DEL PSR

“L’apertura di un tavolo tecnico di confronto e condivisione con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’assessorato regionale all’Agricoltura e di Agea per dare risposte ai problemi che sono tecnicamente da risolvere”. Questa è la proposta lanciata, ieri, nel corso dell’incontro tra la Giunta di Cia Sicilia con l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera e il dirigente generale del dipartimento regionale per l’Agricoltura Carmelo Frittitta.
“Accogliamo positivamente l’impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura per sbloccare i pagamenti Agea che riguardano la misura 13 automatizzata (indennità compensativa annualità 2017) – dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia Sicilia – e auspichiamo che ci sia la stessa solerzia per le altre misure che sono ancora bloccate”. “Inoltre – continua Castagna – registriamo il pressing continuo dell’assessore su Agea per ottenere più risultati che vede le organizzazioni agricole al suo fianco. Il nuovo Psr, attraverso un tavolo di concertazione, sarà rimodulato allo scopo di spostare delle risorse sulle misure più prettamente agricole. Il tavolo tecnico – conclude Castagna – sarà aperto per superare, con il contributo delle organizzazioni agricole, le anomalie delle pratiche bloccate”.

 

 

 

 

Le associazioni degli studenti dell’Universita degli Studi di Palermo scrivono alla II Commissione Bilancio all’ARS, che si riunirà stamattina, per chiedere di stralciare la proposta di emendamento alla prossima finanziaria con la quale viene sancito un taglio di oltre un milione di euro per gli enti regionali per il diritto allo studio e per i consorzi universitari.

 “E’ mortificante assistere ad un tale depotenziamento dei fondi da destinare al Diritto allo Studio e ai Consorzi Universitari. La Regione Sicilia non può permettersi, ancora una volta, di voltare le spalle ai suoi Studenti. In qualità di Rappresentanti degli Studenti in Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione presso l’Università degli Studi di Palermo abbiamo deciso di inoltrare una richiesta a tutti i componenti della II Commissione Ars – Bilanci-chiedendo di votare contro gli emendamenti, di cui si discuterà durante la seduta prevista per questa mattina, i quali prevedono, nello specifico, tagli equivalenti a:

a)1,8 milioni di euro al capitolo di bilancio relativo agli Enti Regionali per il Diritto allo Studio Universitario;

b)572mila euro al capitolo di bilancio relativo ai Consorzi Universitari che gestiscono i poli decentrati degli Atenei.

E’ impensabile che si continui ad investire in altri settori dimenticandosi di avviare una seria mole di investimenti nell’ambito della formazione, ad oggi, tra i più carenti dell’intero comparto regionale. Chiedo pertanto all’Assessore all’Istruzione alla Formazione Professionale, proveniente dal mondo accademico e conoscitore quindi delle problematiche avvertite dall’intera popolazione studentesca , come i tagli previsti nella nuova legge finanziaria possano migliorare lo stato di salute dei Consorzi Universitari e degli Ersu. Per anni i Consorzi Universitari hanno rivestito un ruolo di primaria importanza sia per gli studenti che per il territorio permettendo così a diversi ragazzi di poter frequentare i corsi senza gravare sul bilancio familiare e rappresentando per l’intero panorama provinciale, una seria opportunità di rilancio oltre che di innovazione.

Non riusciamo a comprendere il perchè il Governo Regionale decida di disinvestire nel futuro nella nostra regione, nelle sue giovani menti, correndo il rischio di rendere meno attrattive le nostre Università a discapito di altri atenei siti in Regioni molto più virtuose della nostra, vista l’assenza di una adeguata rete di trasporti(che andrebbe implementata) e di sicure garanzie sull’erogazione delle borse di studio per gli studenti meritevoli e privi di mezzi. Il nuovo metodo di riparto del Fondo Integrativo Statale attuato del Miur vede finalmente cambiare il trend per quanto riguarda il finanziamento degli enti per il diritto allo studio soprattutto del sud lasciando intravedere la possibilità di cancellare l’abominio della figura dello studente idoneo non beneficiario. Tagliare i fondi da destinare agli Ersu proprio adesso sarebbe dunque un errore.

Non ci rassegneremo mai all’idea di un sistema in cui si trovino tempo e risorse per tutto eccetto che per gli studenti E’ bene che gli organi di governance rivedano le proprie scelte votando contro gli emendamenti e pensino piuttosto a come rilanciare questa Regione, intervendo nell’ambito del Diritto allo Studio, al più presto, con l’elaborazione di una nuova legge capace finalmente di mettere in primo piano le esigenze e le priorità di tutti gli studenti.”