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Una comunità che riparte insieme. E che insieme si ripensa, trovando forme e modi appropriati per affrontare le sfide del futuro

E’ questo l’obiettivo che si pone l’assemblea provinciale del Partito Democratico di Palermo che si riunirà venerdì 3 luglio alle 17,30, presso il Circolo Canoisti Tecnonaval all’Arenella.

Si tratta del primo evento che si svolgerà in presenza e in modalità Covid safe: il PD riunirà i componenti eletti dell’assemblea provinciale, nel rispetto delle norme di distanziamento fisico.

Sarà inoltre possibile seguire lo streaming dell’evento sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/PartitoDemocraticoPa

L’evento di venerdì è l’ultimo atto della lunghissima fase congressuale che ha visto impegnati tutti gli iscritti del PD della provincia di Palermo. Il Congresso, infatti, ha avuto inizio nel mese di febbraio, ma si è subito interrotto per via del lockdown dovuto al Covid19.

A giugno le attività sono riprese da remoto con i congressi di circolo. Sono stati così eletti i 40 segretari e i direttivi che guideranno sul territorio il PD.

Rosario Filoramo, candidato unitario alla carica di segretario provinciale esprime soddisfazione per la partecipazione degli iscritti, che seppur in condizioni assolutamente nuove per il PD, nonostante il  distanziamento, hanno saputo sviluppare un dibattito di altissima qualità. “ Abbiamo rinnovato quasi interamente la classe dirigente dei circoli, eleggendo tantissime donne e giovani alla guida dei circoli “–dichiara Filoramo. “ Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo partito, ad una nuova partenza”- continua Filoramo . “A Palermo il più giovane segretario eletto, Giorgio Corso, ha solo  vent’ anni, mentre alla guida dei circoli della prima circoscrizione e dell’ottava circoscrizione sono state elette due donne: Tiziana Calabrese e Adriana Palmeri”. “Il PD sta costruendo, in un clima di coesione e unità, una grande comunità politica, in grado di offrire ai cittadini della Città metropolitana di Palermo una proposta di governo forte, affidabile ed innovativa. Per fare ciò, il PD aprirà un dialogo permanente con tutte le forze politiche progressiste e con il vasto tessuto associativo che si oppongono al sovranismo ed al populismo.”

Nella relazione del presidente della Regione Nello Musumeci relativa ai primi trenta mesi di attività svolta, il capo del Governo siciliano si è soffermato anche sulla questione rifiuti. A tal proposito ha detto: “Il sistema dei rifiuti in Sicilia è stato basato su un perverso intreccio tra politica, burocrazia e imprenditoria privata: con la complicità di certa politica e di certa burocrazia corrotta è nato un oligopolio che ha gestito l’80% del sistema. Tutto ciò è stato agevolato da uno stato emergenziale che si è protratto per circa 20 anni”.

 

«Posso con orgoglio affermare che parecchi obiettivi sono stati raggiunti e che altri attendono di essere attuati nella seconda metà di questa legislatura. Inutile dire che sui nostri intenti giocherà un peso la terribile epidemia che ha colpito il nostro Paese».
Così il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha introdotto a Sala d’Ercole la sua relazione di metà mandato al Parlamento. Un intervento di cento minuti nel corso del quale sono stati trattati e citati tutti i rami dell’amministrazione di Palazzo Orleans.
«Il mio pensiero torna alle 281 vittime del Coronavirus in Sicilia e alle loro famiglie inerti e inermi nel loro dignitoso dolore per aver dovuto persino rinunciare a un semplice funerale – ha aggiunto -. Questa epidemia, non ancora sconfitta, ha prodotto anche in Sicilia effetti disastrosi che pagheremo per molto tempo ancora ed è troppo presto per calcolare il danno sulla fragile economia della nostra isola. Bisogna attendere almeno la fine dell’anno» – ha detto il governatore. Poi Musumeci è entrato nella vivo della relazione illustrando il bilancio dell’attività del governo dall’insediamento ad oggi. «Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha ricordato – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre». Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato attenzione al patrimonio immobiliare,individuando 150 beni da dismettere.
«Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche». Nello Musumeci ha ricordato la recente istituzione da parte del ministero per il Sud delle Zes, le Zone economiche speciali.
«Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha proseguito – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici». A questo punto il governatore si è congratulato con il neo assessore Alberto Samonà ai Beni culturali per «la sua competenza, la sua sobrietà e per il suo entusiasmo».
E ancora il presidente della Regione ha sottolineato l’attenzione per il territorio e l’ambiente: «Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua» – ha detto. Poi l’affondo sul tema dei rifiuti in Sicilia con la ferma volontà di “scongiurare” il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche. In questi anni, ha sottolineato Musumeci, si è assistito a «una emergenza che serve soltanto a personaggi contigui alla mafia e a burocrati infedeli», che ha dato vita a un “intreccio perverso” di interessi e a “un pericoloso oligopolio che controlla circa l’80 per cento del trattamento dei rifiuti». In questo quadro, ha aggiunto, la politica ha avuto un ruolo “assente e talvolta acquiescente”. Il governatore ha ribadito, al contrario, che dal 2017 la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16 per cento al 42 per cento, e dunque da “meno rifiuti in discarica e meno introiti per privati”.
Musumeci ha poi parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid 19. Poi ha ricordato l’assunzione di circa 7.500 operatori della sanità siciliana, ed ha assicurato l’impegno per la stabilizzazione, nello stesso settore, di circa 250 precari storici, confermando anche che il governo sta valutando la possibilità di realizzare un ospedale a Lampedusa, isola definita “avamposto d’Europa”.
Nella relazione c’è stato spazio anche per un elenco di interventi per i porti siciliani e per le infrastrutture avviato dal governo regionale. Il governatore ha poi annunciato l’impegno del suo governo per modernizzare la Sicilia con la realizzazione di un porto hub capace di intercettare il traffico commerciale nel Mediterraneo e il necessario avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. In conclusione il ringraziamento al personale sanitario, ai volontari, alle forze armate, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutta la comunità siciliana che «mai come in occasione dell’emergenza Coronavirus ha saputo essere ossequiosa delle regole a difesa della propria salute e di quella degli altri».
Infine, dopo aver citato Giuseppe Mazzini con il suo storico ammonimento “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e ricordato l’esempio dei presidenti della Regione Rino Nicolosi e Piersanti  Mattarella, ha lanciato un appello al Parlamento e alle forze politiche: «Serve un clima meno avvelenato, un linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo. Lo dico a tutti e, per primo, a
me stesso, senza pregiudizi né preconcetti. Ognuno nel proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il dovere di cambiare la Sicilia e per farlo abbiamo ancora del tempo davanti, sciuparlo sarebbe un suicidio».

Arrestato nell’ambito della recente operazione che ha sconvolto la sanità siciliana, ma la Regione impegna oltre 51.000 euro per liquidare ad Antonino Candela i compensi relativi al suo incarco come coordinatore dell’emergenza coronavirus.

“Definire questa operazione una vergogna è certamente un eufemismo”, lo affermano i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca. “Già – dicono – la nomina di questa persona, come coordinatore dell’emergenza anti-covid era stato un errore madornale di Musumeci, si eviti di aggiungere errore ad errore”.

“Il provvedimento – afferma Cappello – va ritirato in autotutela. Il segnale che arriverebbe ai cittadini sarebbe veramente disastroso”.

Il coronavirus ha costretto le persone a rivedere le proprie abitudini in base alle nuove regole di comportamento, che portano cambiamenti concreti nella vita di tutti i giorni. Con l’arrivo dell’estate anche i gestori degli stabilimenti balneari si sono dovuti adeguare alle nuove linee guida decise il 25 maggio scorso durante la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in coerenza con le indicazioni definite a livello nazionale (Decreti, documenti tecnici Inail e ISS): le linee guida sono poi state recepite da ciascuna Regione tramite apposite ordinanze, con conseguenti adattamenti. I cambiamenti strutturali imposti agli stabilimenti hanno generato nuovi costi o porteranno a mancati guadagni rispetto agli anni precedenti. Altroconsumo ha quindi realizzato un’inchiesta per indagare quali siano i nuovi accorgimenti adottati nei lidi italiani e che variazione tariffaria hanno comportato.

LE MISURE DELLA NUOVA NORMALITÁ: TUTTI GLI STABILIMENTI HANNO DEDICATO A OGNI OMBRELLONE ALMENO 10MQ DI SPAZIO

In primo luogo Altroconsumo ha chiesto ai gestori intervistati quali siano le misure adottate per garantire la protezione dei propri clienti e dello staffNessuno ha istallato i divisori in plexiglass sulla spiaggia ma in tutti i lidi sono rispettate le distanze fra gli ombrelloni (minimo 10mq di spazio per ognuno). Sotto l’ombrellone ai clienti è permesso di non indossare la mascherina, ma è obbligatorio utilizzarla al bar della spiaggia o quando si interagisce con altre persone. In alcuni bagni è stata chiusa l’area giochi per i bambini e in altri l’ingresso è stato contingentato. Inoltre, in alcuni lidi non è possibile ricevere ospiti esterni allo stabilimento (alcuni di questi non lo permettevano nemmeno in precedenza).

In merito agli spazi da destinare a ogni ombrellone, dall’indagine emerge che in alcune località non sono stati effettuati cambiamenti, come a Cervia dove i bagnanti dispongono di uno spazio fra i 12 e i 25mq per ombrellone come negli anni precedenti. Nella classifica per il maggior spazio dedicato a ogni ombrellone, troviamo al secondo posto Castiglione della Pescaia (10-18mq), seguito da Anzio, Porto Recanati, Litorale Palermitano (10-16mq), e, infine, Finale Ligure (10-12mq) e la Penisola Sorrentina (n.d), dove i lidi coinvolti nell’indagine hanno dichiarato di rispettare le linee guida indicate dalle ordinanze, senza condividere i dati specifici (se ne deduce quindi che rispettino i 10mq minimi).

Probabilmente i pieni poteri di cui potrà predisporre a suo piacimento stanno già cominciando a dargli alla testa, qualcuno, comunque, dica a Musumeci che non è l’imperatore e che questo Parlamento merita rispetto”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, che oggi hanno abbandonato sala d’Ercole in occasione della presentazione della relazione dell’attività di governo da parte del presidente della Regione.

La mancata trasmissione in anticipo del documento ai deputati, come previsto dal regolamento – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra pazienza e l’ennesima prova dell’assoluta mancanza di riguardo di Musumeci nei confronti di questa istituzione, che, tra l’altro, ormai diserta sistematicamente. È più che evidente l’intento del presidente di evitare il confronto coi deputati e di dare il via all’ennesima celebrazione del nulla senza contraddittorio. Sono tantissime le cose di cui sarebbe piaciuto chiedergli conto e ragione. Speriamo che ce ne sia data occasione in futuro, ma a questo punto ormai non ci meravigliamo più di nulla”.

“L’Ufficio scolastico regionale ha annunciato di voler fare a meno di oltre 2 mila operatori che da 25 anni assistono gli alunni disabili in Sicilia nelle scuole di ogni ordine e grado: diciamo no alle nuove assunzioni, se queste comportano il sacrificio di chi da oltre due decenni garantisce i servizi. L’assessore Scavone ha promesso un incontro al più presto e noi rimarremo vigili. Bene invece il via libera ai centri estivi per la Città metropolitana di Messina”. Lo dicono Clara Crocè, Gianluca Cangemi e Nicola Scaglione della Fiadel-Cisal, sindacato che oggi ha tenuto un sit-in di fronte l’assessorato regionale al Lavoro a Palermo.

“Questa mattina, dopo il presidio, siamo stati ricevuti dall’assessore regionale Antonio Scavone insieme al deputato regionale Danilo Lo Giudice – spiegano Crocè e Cangemi – e se non possiamo che essere soddisfatti per l’autorizzazione alla Città metropolitana di Messina dei centri estivi per i ragazzi disabili, cosa che consentirà a un centinaio di operatori di tornare in servizio dopo il lockdown, dall’altro siamo preoccupati per gli oltre 2 mila lavoratori in tutta la Sicilia. L’Ufficio scolastico regionale ha infatti deciso di non richiamare a settembre chi da 25 anni opera nelle scuole ma di impiegare personale non qualificato, ricorrendo addirittura a nuove assunzioni. Uno schiaffo in faccia a chi in questi anni ha assicurato i servizi pur fra mille difficoltà. Scavone ha garantito la convocazione di un tavolo tecnico con l’Ufficio scolastico e tutti i sindacati e ha comunicato di aver chiesto a tutti gli enti locali una mappatura completa degli operatori e dei bisogni. Fiadel-Cisal sensibilizzerà i parlamentari regionali e nazionali e farà sentire con forza la propria voce per evitare questo scempio”.

“Si apprende, da organi di stampa, della parziale chiusura del Centro trasfusionale dell’Ospedale Barone Lombardo di Canicattì, garantendo, fino al mese di settembre, la sola funzionalità del presidio specialistico nel turno antimeridiano (ore 8/14). Il provvedimento è stato disposto dalla Direzione generale e sanitaria dell’ASP di Agrigento, sulla base di presunte carenze di personale medico rispetto all’effettivo fabbisogno dell’Unità, che ove non reintegrate preluderebbero alla chiusura definitiva del Centro trasfusionale;
Considerato che, il Centro Trasfusionale di Canicattì riveste un’importanza strategica rispetto alla fornitura di plasma agli Ospedali di Licata, Agrigento e Sciacca ed, in generale, anche a vantaggio di centri dell’hinterland nisseno, dimostrandosi una struttura altamente operativa ed efficacemente inserita nella rete ospedaliera approvata dal Governo regionale; preso atto che, l’interruzione, sebbene parziale, del trentennale servizio trasfusionale di Canicattì mette gravemente a rischio la vita dei tanti cittadini del descritto comprensorio, costretti, in caso di necessità, a tempi di percorrenza maggiori per raggiungere l’Ospedale di Agrigento. Non sfugge evidenziare che il ricorso a terapie trasfusionali non accade di rado ed è frequente nel corso di interventi chirurgici, traumi di particolare gravità conseguenti ad incidenti stradali, il cui esito potrebbe essere irrimediabilmente compromesso in caso di ritardi nella reperibilità delle sacche di plasma.
Rilevato che, i dati circa le produzioni di sacche di plasma descrivono quantità tanto elevate da consentire non soltanto il soddisfacimento del fabbisogno riferibile all’intero comprensorio agrigentino ma, grazie agli elevati quantitativi di eccedenze che, a titolo esemplificativo, nel corso del 2019 ammonterebbero ad oltre 5000 unità, garantirebbero importanti flussi anche ad ospedali come il Cervello di Palermo ovvero il Giglio di Cefalù, attestandosi a presidio di indiscussa importanza; preso atto, inoltre delle recenti iniziative, a tale proposito, assunte dal Comitato civico “Pro Ospedale”, interessando il Prefetto di Agrigento circa i risvolti sulla sicurezza ed incolumità della cittadinanza compromessa dalla parziale chiusura del Centro trasfusionale e più in generale da alcune importanti criticità del nosocomio canicattinese. Per sapere quali urgenti iniziative intendano assumere a garanzia della piena operatività del Centro trasfusionale, richiamando le anzidette direzioni dell’ASP, generale e sanitaria, a rivedere il provvedimento di parziale chiusura, implementandone la continuità lungo l’arco dell’intera giornata”.
L’interrogazione viene scritta dal gruppo Autonomisti On. Roberto Di Mauro, On. Carmelo Pullara e On. Giuseppe Compagnone.

“Per la prevenzione degli incendi e il controllo del territorio la Regione Siciliana sta lavorando a un progetto che prevede l’installazione di una serie di telecamere ad infrarossi di ultima generazione che prevedono anche la possibilità di anticipare la partenza degli incendi perché questi strumenti, misurando il rialzo della temperatura rispetto a quella generale, sono addirittura in condizioni di comprendere da dove sta partendo il focolaio e quindi consentono poter intervenire in tempo”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo a margine dell’audizione dell’assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente On. Toto Cordaro in merito alla problematica degli incendi nel territorio del Belìce che si è svolta oggi in quarta commissione all’Ars, presieduta dall’On. Giusy Savarino, su richiesta dei sindaci Terre Sicane Unione dei Comuni Terre Sicane composta dai comuni di Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Sambuca di Sicilia e Caltabellotta.

“La Regione – prosegue La Rocca Ruvolo – intende portare aventi questa idea progettuale e l’assessore ha fatto sapere di averne già parlato con il nuovo dirigente del Corpo Forestale nominato il mese scorso nella convinzione che, attraverso i nuovi mezzi tecnologici che sono sul mercato, ci si può muovere in maniera tale da creare una rete di controllo e monitoraggio che, al di là del lavoro importante da fare con i nuovi concorsi del Corpo Forestale, possa comunque permettere di essere più presenti sul territorio per la prevenzione degli incendi. Ringrazio la presidente della commissione Territorio e Ambiente On. Savarino e l’assessore On. Cordaro per la disponibilità al confronto con in sindaci del territorio e le associazioni ambientaliste”.

 “Apprendo dagli organi di stampa che dopo il mio appello per la riapertura del reparto di chirurgia dell’Ospedale Maria Immacolata Longo di Mussomeli, è seguito un comunicato della deputata alla Camera di FdI, la palermitana Carolina Varchi, la quale dalle sue parole, oltre a non conoscere il territorio, dimostra scarsa conoscenza del Decreto Rilancio. Il testo infatti prevede che anche i medici e perfino i non abilitati, siano utilizzati per garantire un supporto, che specie in un periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo, è di vitale importanza. Mi dispiace che sia stata messa in mezzo da qualche suggeritore locale, il quale pur di non far funzionare l’ospedale a pieno regime, andando anche contro la salute dei cittadini, ha messo alla berlina una deputata nazionale, che accettando l’assist, dimostra di non conoscere le leggi e soprattutto l’entroterra nisseno”. A riferirlo è l’on. Michele Mancuso, deputato di Forza Italia all’Ars, a seguito delle dichiarazioni dell’on. Carolina Varchi,  circa l’Asp di Caltanissetta, la quale non utilizzerebbe le somme a disposizione per il rilancio della sanità nel Vallone, secondo criteri prospettici.
“Invito la collega di Fratelli d’Italia – conclude il Parlamentare nisseno – a non lasciarsi abbindolare da certe sirene senza scrupoli. La Direzione strategica aziendale già in passato ha dimostrato grande senso di responsabilità, mettendosi sempre dalla parte del cittadino. Sono certo che anche questa volta sarà così. Basta con le sterili polemiche, stiamo parlando del rilancio di un nosocomio di vitale importanza per una buona fetta di siciliani. Noi siamo per la concretezza ovvero per la riapertura del reparto di chirurgia, a cui si spera a breve, segua quello di pediatria. Il resto, come le polemiche di certa politica, sono aria fritta che francamente è fuori luogo”.