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“Il dibattito sulla rappresentanza femminile nella Giunta regionale ancora una volta viene affrontato, spesso anche con toni e parole decisamente poco istituzionali ed oltre i limiti della volgarità, senza centrare il vero nodo che è quello della disparità di opportunità offerte alle donne e alle ragazze in Italia e soprattutto in Sicilia.

La rappresentanza parlamentare e nelle istituzioni di Governo rispecchia infatti la gravissima e diffusa disparità nel diritto di accesso delle donne ai servizi, all’istruzione, al mondo del lavoro.
Per questo sono convinta che il tema vada affrontato in modo organico, ripensando a livello regionale il sistema del welfare, dei servizi alla famiglia, delle opportunità di studio e lavoro per le donne e le ragazze. Certamente anche ma non solo a livello di rappresentanza istituzionale.
In questa direzione proporrò un dibattito ed un confronto nelle prossime settimane, affinché in questa legislatura, con un apposito disegno di legge che intendo proporre, si possano individuare soluzioni e strumenti per superare un gap che certamente mortifica la presenza femminile ad ogni livello e in ogni ambito della società.”
Lo dichiara la deputata regionale Marianna Caronia.

“La parità di genere in politica è cruciale per la Democrazia. La scelta del presidente Musumeci è deplorevole. Parità e competenza sono i pilastri fondamentali della politica nazionale e locale. Come per le donne la richiesta di competenza vale anche per gli uomini. Parità appunto”. Così Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva e Segretario della Commissione sul femminicidio.
“Purtroppo in Italia siamo molto in ritardo rispetto ai paesi europei e in alcune zone del paese il divario negativo è ancora più marcato. In termini di opportunità di lavoro, di parità salariale per iniziare. Per questo la politica può fare molto se esprime una visione e se attua delle pratiche paritarie. Evidentemente il Presidente della Regione Sicilia non ha ancora chiaro che una delle possibilità di ripartenza è legata proprio alla parità nelle istituzioni. La parità di genere è una risorsa straordinaria per il sistema economico oltre che sociale e volano di crescita per ogni società.
Purtroppo ci sono ancora politici prigionieri di stereotipi e luoghi comuni del passato che rallentano l’evoluzione dell’Italia”, conclude la Conzatti

“Dal governo Conte un colpo basso nei confronti della Sicilia con un’azione di soppiatto che oggi individua la nostra regione quale sito per il deposito di rifiuti radioattivi. Niente di più grave poteva inaugurare l’anno, dopo mesi di ansie e preoccupazioni a causa della pandemia. La Sicilia non sarà mai una terra dei fuochi come la vorrebbe questo governo che ha fatto elaborare ad una società di Stato, Sogin, la mappa dei siti dove allocare le scorie radioattive. Sono certa che si leverà una protesta di tutti i siciliani per dire no a questa follia. Sono coinvolte quattro aree nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta con i comuni di Trapani, Calatafimi Segesta, Castellana Sicula, Petralia Soprana e Butera. Se serve proporrò l’indizione di un referendum regionale per far sentire il no unanime dei cittadini contro tale ipotesi. Sorprende che questo piano sia stato elaborato in sordina, senza alcun coinvolgimento dei territori. Per di più l’individuazione dei siti mostra la totale noncuranza delle specificità dei luoghi, Trapani è una città d’arte che si candida a Capitale italiana della cultura per il 2022; Calatafimi Segesta è città dove insiste una delle più importanti aree archeologiche della Sicilia con il tempio e il teatro greco visitati da turisti di tutto il mondo. Nella stessa area sono presenti preziose acque termali su cui bisogna costruire il futuro economico di tutto questo territorio; Castellana Sicula è la porta naturale del Parco delle Madonie, area protetta a ridosso degli impianti sciistici di Piano Battaglia e luogo di coltivazioni biologiche come i grani antichi e il pomodoro siccagno, che per la salubrità dell’aria e del sottosuolo, hanno conquistato i mercati internazionali; Petralia Soprana è città medievale con una storia secolare ed è ricca di beni culturali e monumentali; Butera, infine, è città risalente all’XI secolo con contaminazioni Arabo Normanne e deve il nome a Ruggero I. Chi pensa di trasformare la Sicilia in una Chernobyl ha il disprezzo di quanti vi abitano e sappia che i cittadini si opporranno con tutte le forze”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Non si placano le polemiche per la mancanza di donne nella giunta regionale dopo la fuoriuscita di Bernardette Grasso. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, garantisce che si tratta solo di un’assenza temporanea, e afferma:

“Sono un convinto assertore del valore che la donna rappresenta anche nella politica. E sono d’accordo con chi reputa il sistema delle “quote” una sorta di recinto che spesso penalizza il merito e, a volte, legittima l’ipocrisia. L’assenza di rappresentanza femminile nella Giunta di governo, a seguito della sostituzione dei due assessori (di cui una donna) richiesta da Forza Italia, è solo momentanea. Come è noto, ho chiesto alle forze politiche della coalizione di far sì che la parità di genere sia non solo predicata ma anche praticata. Mi attendo, quindi, già a breve atti e scelte conseguenziali. Ma il tema ripropone – inutile nasconderlo – l’insoluto problema della selezione della classe dirigente politica in Sicilia. Siamo ancora lontani dagli obiettivi per realizzare pienamente un sistema di pari opportunità, nel quale fermamente credo”.

Il M5S all’Ars torna a chiedere chiarezza sul piano vaccini in Sicilia per evitare confusione e corsie preferenziali a personale non impegnato in prima linea nella lotta al Covid o non a rischio.

“È fondamentale – affermano i deputati 5 stelle, componenti della commissione Salute dell’Ars, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca – che l’assessore Razza venga in commissione  a comunicare i criteri per la somministrazione del vaccino, che onestamente non sono per nulla chiari, considerato che abbiamo avuto notizia di assurdi  sconfinamenti rispetto alle direttive nazionali. Abbiamo già chiesto la convocazione dell’assessore in commissione Salute e attendiamo risposte”

“Esprimiamo forti perplessità sulle condizioni di sicurezza delle 831 istituzioni scolastiche siciliane in vista dell’imminente riapertura”. Lo scrivono in una nota congiunta le organizzazioni sindacali siciliane di Flc Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, tra l’altro escluse dalla quasi totalità dei tavoli prefettizi che si sono riuniti per decidere e valutare la situazione in cui si trovano le scuole in vista dell’imminente avvio delle lezioni previste per l’8 gennaio.

“Chiediamo un immediato confronto con le istituzioni – aggiungono – col presidente Musumeci, con gli assessori all’istruzione, ai trasporti e alla sanità e con il direttore generale dell’Usr Sicilia, per approfondire le reali condizioni delle scuole, alla luce di un’emergenza sanitaria che è ancora altissima, considerato il numero elevato di decessi e di contagiati delle ultime giornate”.

“In Sicilia gli studenti sono più di 700.000, di cui più di 240.386 delle scuole secondarie di II grado – continuano i sindacati – mentre 831 sono invece le istituzioni scolastiche articolate in 4.102 sedi. A tal proposito tante sono le domande alle quali bisogna dare una risposta: le 4.102 sedi sono tutte sicure? Il sistema dei trasporti, le cui criticità son ben note a tutti, è in grado di garantire quei parametri minimi di sicurezza che riguarderanno decine di migliaia di studenti? Siamo sicuri che l’articolazione dell’avvio e della fine delle attività in diversi turni, utilizzando tra l’altro gli stessi mezzi, sia la soluzione ottimale?”.

“Abbiamo il timore che si possa riproporre la stessa situazione dell’ottobre scorso – proseguono – quando l’avvio del nuovo anno scolastico, dopo la lunga pausa estiva, ha contribuito a generare la seconda ondata ancora oggi in corso. Molti esperti e addetti ai lavori prevedono, dopo il 15 gennaio, una terza ondata che pare possa essere ancora più aggressiva delle prime due”.

“Attendere qualche ulteriore giorno prima di riaprire le scuole, attivare una cabina di regia regionale, oltre a dei tavoli di coordinamento provinciale con la presenza delle parti sociali – concludono – ci sembra una scelta coraggiosa e coscienziosa, non solo per non rendere vani tutti i sacrifici fatti in queste lunghe settimane, ma soprattutto per salvaguardare gli studenti, il personale scolastico e di riflesso tutte le famiglie che in qualche modo ruotano intorno al mondo della scuola”.

“La ripresa delle lezioni a scuola deve realizzarsi in piena sicurezza – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato della Lega all’Ars e coordinatore provinciale del partito. Sarebbe intollerabile – prosegue – che si ripetesse quanto accaduto negli scorsi mesi dove le famiglie e la comunità scolastica tutta, sono state gettate nel marasma degli Usca e i docenti costretti a lavorare in una trincea di incertezze. Il ministro Azzolina continua ad insistere circa l’urgenza di una ripresa delle attività curriculari. Siamo d’accordo soltanto nella misura in cui il governo equipaggi di tutti i servizi ogni singolo attore coinvolto. Corpo docenti, personale ata, famiglie e studenti, esigenze che si declinano nella rapida opportunità di vaccinare il personale, nell’urgenza di potenziare il trasporto pubblico locale e di garantire spazi e locali idonei. Le stesse mamme delle quali ho raccolto le preoccupazioni, vanno rassicurate in ordine ad una ripresa costante e sicura. Per cui, contro ogni forma di slogan governativo, chiediamo che la riapertura delle scuole assuma nella forma e nella sostanza queste priorità, altrimenti è strumentale parlare di diritto allo studio”

“Quanto sta accadendo non è accettabile. Occorre muoversi ed agire in ossequio a quelle che sono le rigide indicazioni ministeriali”. Fp Cgil Sicilia prende posizione attraverso una nota indirizzata all’Assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza.

“Lo abbiamo fatto spinti dal dovere morale e sindacale rispetto ad un tema di eccezionale rilevanza socio-sanitaria – affermano il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, e il Responsabile regionale dei Medici, Mimmo Mirabile – siamo tempestati da segnalazioni, connotate da disagio e malumore, di numerosi operatori della sanità siciliana in merito alle dinamiche che stanno caratterizzando la conduzione della campagna vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19.  Già alcune perplessità, a parte qualche gesto simbolico, erano sorte in occasione del V- day – sottolineano Agliozzo e Mirabile –  ma via via il quadro complessivo ha subito un’evoluzione che non può trovarci assolutamente concordi. Nei giorni a seguire, infatti, anzichè concentrare, esclusivamente, le risorse sulla protezione del personale dedicato a fronteggiare l’emergenza pandemica e sui soggetti più fragili (operatori sanitari e sociosanitari del personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani) in diverse Aziende,  – evidenziano ancora Gaetano Agliozzo e Mimmo Mirabile – ci viene segnalata l’effettuazione di numerose vaccinazioni a personale che non sta in prima linea e che sicuramente non è il più esposto al contagio.  Quello  che sta avvenendo non è tollerabile. Riteniamo debbano essere applicate le indicazioni ministeriali secondo rigidi protocolli di priorità e trasparenza che assicurino, lo ribadiamo, la vaccinazione prioritariamente ai soggetti e agli operatori maggiormente a rischio e secondo corretta programmazione (inclusi i MMG e i PLS ). E evidente che non basta l’azione, generosa e meritoria, del personale attualmente impegnato nelle attività vaccinali, ma necessita di una governance. Serve istituire una cabina di regia che coordini le operazioni nel territorio siciliano e determini – concludono Agliozzo e Mirabile – una puntuale applicazione di indicazioni e protocolli con una implementazione nella somministrazione dei vaccini che in atto procede a rilento in ambito regionale”.

“Mi sembra una polemichetta radical chic su un maschilismo inesistente” così il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia risponde alle critiche e alle richieste di dimissioni a proposito delle sue parole sulla mancanza di donne nella giunta Musumeci.
”Con una sorella consigliera comunale – continua Figuccia – dubito si possa sostenere  che io sia contro  l’impegno delle donne in politica. Francamente non comprendo in che cosa si concretizzi il maschilismo nel sostenere che le donne  vanno supportate non perché donne ma perché sono brave”.
“L’isterismo di una certa sinistra da salotto che spesso utilizza le donne come elemento decorativo mi conferma che le mie parole hanno toccato nel vivo un’ ipocrisia generalizzata che vuole le donne specie protetta e non protagoniste di una parità incentrata sul merito. Tuttavia alla loro cattiveria  rispondo con un sorriso” conclude il deputato regionale.

Con un appello che ha fatto il giro della Sicilia, cinquecento donne chiedono le dimissioni di Vincenzo Figuccia, deputato leghista all’Assemblea regionale siciliana, che è intervenuto nei giorni scorsi con “una frase violenta e maschilista” sulla mancanza di donne nel rimpasto della Giunta guidata da Nello Musumeci.

“Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie. E soprattutto come lo usano per il bene dei siciliani”, aveva esternato il deputato della Lega.  “Una caduta di stile che dimostra – scrivono nella lettera il gruppo di siciliane, che raccoglie studentesse e professoresse, attrici, professioniste, attiviste e giornaliste – l’arroganza al potere, l’avidità e l’ignoranza di chi si crede impune”.

L’affermazione di Figuccia è “la conferma, ancora una volta, di una subcultura presente oggi in una parte della politica, quella più violenta e conservatrice che crede ancora che il potere di decidere della vita degli altri deve essere maschio”.

Per le firmatarie dell’appello l’esclusione di donne dal Governo regionale è “una notizia desolante” che fa cominciare “nel peggiore dei modi” il nuovo anno per la Sicilia, ma è “al passo con quanto emerge ogni giorno da notizie e dati statistici. Non dimentichiamo che – scrivono ancora il gruppo di donne – dal 1947, a sedere sugli scranni di Sala d’Ercole sono state appena 46 donne sul totale degli 811 deputati eletti all’Assemblea. Poco più del 5 per cento. La nostra Isola è ultima per disponibilità di posti al nido (meno di 10 bambini su 100) e al tempo pieno (meno di 6 bambini su 100). E fanalino di coda su scala europea per occupazione femminile. Anche in Sicilia abbiamo più laureate e diplomate rispetto ai coetanei uomini, eppure quasi 8 donne su 10 non lavorano”. “Solo la rappresentanza politica di una diversità di genere, etnia, religione, orientamento sessuale, provenienza geografica, lingua, opinione politica, condizione personale e sociale – concludono – può realmente migliorare il mondo in cui viviamo. Non basteranno le scuse, non stavolta. Il leghista Figuccia si dimetta”.