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Sono 33 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore: 7 in  rispetto alla giornata di ieri. È quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Cinque sono migranti. C’è anche una nuova vittima,  in provincia di Siracusa, che fa salire il totale a 287 dall’inizio dell’epidemia, e si registrano 5 pazienti guariti.
Al momento nell’Isola i contagiati sono 1.152: di questi 71 sono ricoverati in ospedale e dieci hanno dovuto fare ricorso alla terapia intensiva. L’incremento dei tamponi nelle ultime 24 ore e’ stato di 4.210.

La divisione fra le province mostra 6 casi a Catania, 2 a Messina, 8 ciascuno a Palermo e Trapani, 7 a Siracusa, compresi 5 migranti, e uno ciascuno a Caltanissetta e Agrigento.

“Sostegno pieno a Matteo Salvini per denunciare l’intero Governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina se i migranti in rotta verso Palermo a bordo nella nave Ong Sea Watch 4 metteranno piede sul suolo italiano”.

Lo dichiara Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo: “È un governo, quello con in testa Conte e Lamorgese – aggiunge Anello – responsabile di avere innescato nuovamente il business dei trafficanti di uomini. La Sicilia sta pagando il prezzo più alto, trasformata di fatto nel campo profughi d’Europa. Adesso ci mancavano solo quegli invasati dell’accoglienza amici della speronatrice Carola Rackete, che con un nuovo equipaggio stanno trasportando 353 immigrati clandestini potenzialmente pericolosi per la sicurezza sanitaria pubblica come contagio da coronavirus. Al loro arrivo a Palermo – conclude Anello – magari ci sarà anche il “prego accomodatevi” del sindaco pro-migranti Leoluca Orlando, fresco di sfiducia ma ancora non del tutto neutralizzato, che è stato tra i testimonial del varo di questo barcone talebano costato ben 1,3 milioni di euro”.

Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura. Proprio ieri pomeriggio, il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda. Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. «Auspico – dice il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni».

 “In linea di principio sono assolutamente favorevole al taglio dei parlamentari, perché questo snellirebbe i lavori d’aula di Camera e Senato. Per il resto non credo sia un tema prioritario per il Paese e lascio ai Cinquestelle e al PD le discussioni banali e demagogiche. Migliaia di Siciliani aspettano ancora la cassa integrazione, tanti hanno perso il lavoro e molti rischiano di non ritrovarlo. La maggioranza del Governo giallorosso perde tempo su sterili dibattiti. Farebbero meglio a concentrasi sui temi economici e del lavoro. In sintesi questo referendum è una grande minchiata”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc. “Il mio appello ai cittadini? È arrivato il tempo – prosegue Figuccia – che il “vaffa” venga rivolto ai Cinquestelle, non andando a votare, tanto l’esito è scontato anche se si recherà ai seggi una bassissima percentuale di persone”.

Ci sono 26 nuovi positivi al coronavirus in Sicilia. Lo si legge sul report quotidiano del ministero della Salute e dell’istituto superiore di sanita’.

La Regione Siciliana informa che due dei 26 sono migranti ospiti dei centri di accoglienza di Lampedusa e Catania. Al momento in Sicilia ci sono 1.125 positivi, di cui dieci in terapia intensiva. L’incremento del numero dei tamponi nelle ultime 24 ore e’ stato di 1.315.

In tantissimi all’iniziativa promossa a Portella della Ginestra dal parlamentare dell’Udc in tandem con il Sifus, sindacato per la stabilizzazione. Operatori forestali, precari, operatori socio sanitari, piccoli imprenditori, licenziati. La frazione a pochi passi da Piana degli Albanesi che fu teatro di sangue diventa un nuovo spaccato di protesta “non più contro i latifondisti come allora – afferma Figuccia – ma contro i poteri forti di oggi. Le nostre armi – dice – sono ghirlande di fiori, è la nostra onestà che oggi depositiamo ai piedi di quest’ altare laico che merita rispetto come meritano rispetto queste centinaia di lavoratori, vessati dalle nefandezze romane. E quest’oggi siamo qui ad opporci a questo modus operandi che vede Roma padrona soppiantare sistematicamente i nostri sacrosanti diritti. Oggi, peraltro, diciamo no alle sterili polemiche di chi tra chiacchiere e distintivi vuole privatizzare intellettualmente ed ideologicamente un sito che è emblema di ricerca di giustizia e di verità, un sito che è di tutti”.

“Bene la convocazione del presidente Regione Siciliana e del sindaco di Lampedusa da parte del premier Giuseppe Conte. Si avvii una fase operativa e di coordinamento. Solo così potremmo pretendere attenzione e fatti concreti dagli altri paesi europei e dall’Europa stessa”.

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao a proposito della convocazione, da parte del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e del sindaco di Lampedusa Totò Martello su questione sbarchi nell’isola delle Pelagie.

“L’emergenza migranti in Sicilia sarà al centro di un incontro fissato per mercoledì a Roma, a Palazzo Chigi, con il premier Conte. Me lo ha comunicato poco fa lo stesso presidente del Consiglio, chiamandomi al telefono. L’incontro sarà tecnico-operativo”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
“È stato quindi raccolto – prosegue il governatore – l’ennesimo invito che  ho rivolto ieri al premier per un confronto. Al governo centrale porteremo le ragioni che hanno animato e continuano ad animare il nostro impegno, per dare finalmente una priorità a questa infinita emergenza sanitaria e umanitaria che si consuma in Sicilia, dopo un decennio di silenzi e omissioni di Roma e Bruxelles”.

A seguito dei continui sbarchi a Lampedusa e del sovraffollamento dell’hotspot, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro Luciana Lamorgese hanno deciso di ricorrere all’utilizzo di ulteriori tre navi, in aggiunta alle due già operanti, per la sorveglianza sanitaria dei Migranti irregolari in arrivo.

“La prima nave, individuata con una procedura d’urgenza avviata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, d’intesa con il Viminale, arriverà a Lampedusa entro domani notte – fa sapere il Viminale – Le due ulteriori navi saranno operative al massimo entro mercoledì prossimo, al termine della procedura di gara bandita lo scorso venerdì che prevede, già domani, alle ore 10, la scadenza del termine per la presentazione delle relative manifestazioni e l’aggiudicazione della gara nella stessa giornata”. “Per ridurre il sovraffollamento dell’hotspot di Lampedusa, in nottata arriverà sull’isola la nave Dattilo della Guardia costiera che imbarcherà domani mattina 200 migranti,  continua il ministero.

Nel frattempo la prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento, con le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, di 128 dei 1.526 Migranti che si trovano sull’isola di Lampedusa. I 128 che partiranno in serata sono ospiti dell’hotspot e per tutti loro e’ arrivato l’esito negativo del tampone.

Domani sarò a Portella della Ginestra nel territorio di Piana degli Albanesi, in quello che è un luogo simbolo di stragi perpetrate in Sicilia, un luogo simbolo della negazione del diritto al lavoro e delle ingiustizie subite da tanti siciliani onesti”.
Inizia così la stoccata di Figuccia in risposta alla nota con la quale i vertici palermitani CGIL-FLAI stamane polemizzano con la scelta del parlamentare regionale di avviare una marcia dal “luogo simbolo” a pochi passi da Piana degli Albanesi. Sarò lì – dice Figuccia – per rivendicare la libertà della mia terra dallo strapotere di Roma e con noi tanti operatori impegnati nel settore della tutela dei boschi e dell’ambiente. Alla CGIL voglio ricordare che nessuno può sentirsi padrone di quel sito o depositario di verità a tutela della memoria e del ricordo delle vittime delle stragi. Io stesso nei mesi scorsi, presentai un’interrogazione parlamentare per conoscere la verità sulle stragi che hanno segnato quel luogo. Pertanto, invito tutti ad abbassare i toni nell’auspicio che la tutela dei diritti dei lavoratori sia un tema riconosciuto trasversalmente senza toni di fazioni ed inutili strumentalizzazioni. Alla CGIL infine dico: in questi 70 anni hanno fatto solo passerelle e non mi sembra che lavoratori abbiano avuto alcun riscontro da quelle che sono state chiacchiere e passerelle”. Netta la posizione del Sifus con le dichiarazioni rilasciate dalla dirigente Tiziana Ferrara: “Il SIFUS  – afferma – vuole fermarsi ad onorare i fratelli caduti a Portella della Ginestra e da quel luogo impregnato di grida per una giustizia sociale rivendicata:ribadire il concetto di lotta per il diritto al lavoro e alla stabilizzazione i quali, sono attuali più che mai. Oggi – prosegue – è necessario portare avanti i nostri principi cardine che sono in primo luogo la dignità lavorativa, parità di diritti ed equità, senza dimenticare l’ultima violenza perpetrata ai danni dei forestali che si consuma nella richiesta di restituzione degli arretrati contrattuali e che pende come una spada di Damocle.
Incontriamoci domani 31 agosto laddove è sparso il sangue dei nostri fratelli. Per onorare loro ed il nostro diritto al lavoro.
Incontriamoci a Portella della Ginestra, dove la storia ha scritto una pagina di lotta”
Ad intervenire sulla vicenda anche Maria Concetta Mandala’, referente del SIFUS per Piana degli Albanesi: “Portella della Ginestra – dice – costituisce una ferita ancora aperta, non soltanto nel cuore di Piana degli Albanesi, ma in chiunque creda a quel “diritto al lavoro” costituzionalmente tutelato,  che non può e non deve restare un privilegio di pochi,  confinato e incatenato a 73 anni di segreto di stato.  Scelgo Portella e scelgo di far partire da Portella il progetto Lasi per la concreta stabilizzazione degli operai forestali”.