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“Gli arresti delle ultime ore sono una bomba a ridosso delle urne e non possono non turbare le coscienze dei palermitani a qualche giorno dal voto che può decidere le sorti di Palermo e del loro futuro per i prossimi anni. Premesso che tutti devono essere considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio, fatti del genere devono però indurre nei cittadini profondissime riflessioni per evitargli di fare scelte sbagliate che rischiano di farci ripiombare in un nano secondo nella Sicilia di 30 anni fa”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Nuccio Di Paola a commento dell’arresto del candidato di Forza Italia Polizzi e del boss Sansone.

“Tentare di vincere le elezioni è un fatto lecito e perfino dovuto – continua Di Paola – farlo senza passare ai raggi x dal punto di vista etico chi ci si mette accanto non lo è affatto. Il M5S, nato anche per combattere la mafia e i comportamenti opachi nella gestione della cosa pubblica, è sempre stato severissimo nella scelta dei candidati, sarebbe auspicabile che lo fossero anche le altre forze politiche. Gli interessi economici in campo in questo periodo, per via degli innumerevoli fondi che stanno arrivando al Sud e alla Sicilia, sono enormi e non possiamo assolutamente permettere queste risorse vengano gestite da mani sbagliate”.

“Che l’Ast fosse un bancomat del consenso al servizio della politica siciliana non lo scrive solo la Commissione antimafia: lo confermano le intercettazioni a carico di Polizzi, candidato di Forza Italia a sostegno di Lagalla, arrestato per voto di scambio. E’ imbarazzante che il governo Musumeci non abbia sentito l’obbligo morale in questi mesi di sollevare dall’incarico l’intero consiglio d’amministrazione dopo l’inchiesta giudiziaria della procura di Palermo: nessuno stupore che i nomi di alcuni di quegli amministratori ce li ritroviamo adesso anche in questa nuova indagine.”

La Polizia ha arrestato per scambio elettorale politico-mafioso Pietro Polizzi, uno dei candidati di Forza Italia al Consiglio comunale di Palermo alle Amministrative di domenica prossima. Secondo la Procura, per essere eletto avrebbe stretto un patto con i boss dell’Uditore, i costruttori Sansone, e gli storici alleati del capomafia Totò Riina, che ospitarono in una delle loro ville nell’ultimo periodo della latitanza. E’ stato arrestato anche Agostino Sansone, fratello di Gaetano, proprietario della villa di Via Bernini in cui Riina dimorò fino al giorno dell’arresto. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Risalirebbe al 10 maggio l’incontro tra l’aspirante consigliere e Sansone durante il quale i due avrebbero stretto l’accordo. Sansone è stato intercettato e gli inquirenti hanno ascoltato in diretta la promessa di appoggio alle prossime elezioni Comunali in cambio dell’assicurazione del sostegno da parte del politico.

“La proclamazione dello stato di agitazione delle marinerie della Sicilia, con contestuale richiesta di incontro urgente al Presidente della regione è la riprova dell’assoluta inefficacia ed inconcludenza del governo Musumeci anche sui temi della marineria.

Infatti due delle tre rivendicazioni riguardano la non applicazione di norme regionali regolarmente approvate dal Parlamento una delle quali datata nel tempo. In particolare, le erogazioni delle indennità spettanti alle imprese di Pesca con riguardo all’immediato pagamento delle indennità COVID‐19 di cui alla misura 1.33 le cui graduatorie sono già pubblicate da tempo e la definizione dell’iter relativo al contributo “caro gasolio” di cui alla Legge di Bilancio 2022 per un importo di €uro 10 milioni.

La terza, rivendicazione ”l’avvio  dell’applicazione  dell’art.  32  dello  Statuto  della  Regione  Siciliana  in  favore  delle  attività produttive, tenuto conto che in Sicilia si raffina oltre il 40% dei prodotti petroliferi” riguarda l’assoluta incapacità di questi quattro anni e mezzo di governo Musumeci di aver saputo dimenticare l’applicazione dello statuto della regione siciliana.

Non vorremmo che ulteriori false speranze, ovvero avere condotto fino ad oggi l’applicazione di queste leggi a ridosso delle elezioni amministrative e regionali, sia finalizzato ad una strumentalizzazione dei bisogni e difficoltà di una categoria per altro portante dell’economia siciliana.

Nella qualità di Presidente della Commissione di indagine e monitoraggio delle leggi, attenderò l’esito dell’incontro, previsto per oggi, e qualora non si dovesse arrivare a nulla di concreto, entro il mese di giugno, in accordo con le associazione di categorie e ai rappresentanti delle marinerie nonché delle istituzioni locali, convocherò il governo regionale in commissione e se fosse necessario chiederò un apposita seduta dell’assemblea. Fatti e non parole”.

Sono le parole del Presidente della commissione speciale di indagine e verifica delle leggi l’onorevole di “Prima l’Italia” Carmelo Pullara.

L’ex presidente del Consiglio, e coordinatore nazionale del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è intervenuto a Palermo a sostegno del candidato sindaco progressista, Franco Miceli. Conte, tra l’altro, si è soffermato sul reddito di cittadinanza, attuale oggetto di aspre polemiche. E ha affermato: “In un Paese con una povertà dilagante si pensa di rimuovere il reddito di cittadinanza che è una misura di sostegno alla povertà orientata a favorire l’incontro con l’occupazione. Dobbiamo mantenerla e dobbiamo presidiarla. Io trovo indegno che una certa politica, non tutta, concentri gli sforzi per rimuovere questa misura assolutamente necessaria. Anzi dobbiamo lavorare per allargare il fronte e introdurre anche il salario minimo. Ci sono dei lavoratori poveri che hanno paghe da fame, lo diciamo da parecchio e come Movimento 5 Stelle siamo più determinati che mai ad approvare il salario minimo. In Europa lo stanno facendo, c’è una direttiva e alcuni Paesi già lo hanno. Introdurlo anche in Italia è necessario e doveroso”.

A Palermo un atto oltraggioso è stato perpetrato contro la Camera del Lavoro “Giovanni Orcel” della Cgil. Nottetempo ignoti hanno imbrattato le porte di ingresso della sede del sindacato, in via Meli, con scritte offensive: “Sindacati nazisti, Landini nazista”. Il segretario della Cgil di Palermo, Mario Ridulfo, ha avvisato la Digos e reso a disposizione della questura di Palermo i video delle telecamere di sorveglianza. E commenta: “Questi episodi indicano che stiamo vivendo un momento di tensione sociale in Italia e a Palermo, anche per via delle elezioni. Non è la prima Camera del lavoro in Italia che viene colpita e, senza dubbio, tutto questo non ci farà arretrare dalle nostre posizioni e, soprattutto, non ci fermerà nel lavoro di andare incontro alle esigenze dei lavoratori e dei cittadini”.

Contrabbando di sigarette tra Palermo e Napoli. Sono 14 le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza di Palermo: 3 arresti in carcere, 8 ai domiciliari, e ad altri 3 indagati è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato beni per oltre 2 milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, cosiddetta Duty free 2. Agli indagati si contestano i reati di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette. La banda avrebbe gestito i “banchetti di vendita” nelle zone di Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio, Ballarò, Sperone e dello Zen. L’organizzazione sarebbe stata gerarchicamente strutturata e radicata a Brancaccio. Le persone in carcere sono due palermitani, il capo del gruppo e il suo vice, e un napoletano fornitore delle sigarette e punto di contatto con i broker stranieri.

“Il reddito di cittadinanza ‘è una conquista civile certamente da migliorare e da difendere’, che ‘ha contribuito alla tenuta sociale, soprattutto in una delle fasi più complicate della nostra storia recente’. Parola di Roberto Lagalla, candidato a sindaco di Palermo di quel centrodestra, che, con Giorgia Meloni in testa, vuole abolire questa misura di civiltà introdotta dal Movimento 5 Stelle che nel capoluogo siciliano sta aiutando concretamente 67.200 famiglie per un totale di circa 178.500 persone. È evidente che chi vive nel Palazzo non ha idea di che cosa accade ogni giorno sui territori. La propaganda è una cosa, la vita reale un’altra”. Lo afferma in una nota Davide Aiello, deputato palermitano del M5S componente della commissione Lavoro.

La Perla del Tirreno, ossia Cefalù, ridente città turistica, è stata sconvolta dalla notizia della morte di una propria figlia molto conosciuta in città.

Si tratta di Roberta Macaione, 39 anni, la quale ieri mentre viaggiava a bordo della propria moto lungo la statale 113 assieme al figlio di 6 anni. Ad un certo punto, nei pressi di Mazzaforno, per cause che sono in corso di accertamento la 39enne è stata travolta da un’auto che veniva in senso contrario. L’impatto è stato violentissimo e gli occupanti della moto, mamma e figlio, sono stati sbalzati via.

Arrivati i soccorsi la donna è stata trasportata in ospedale, ma ogni tentativo è stato vano; Roberta Macaione è spirata qualche minuto dopo il suo arrivo al nosocomio.

Miracolosamente illeso il proprio figlioletto.

Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, una volta appresa la notizia si è stretto nel dolore dei familiari con un post sui suoi social: “L’amministrazione comunale, a nome della città, si unisce al dolore della famiglia per la perdita della nostra giovane concittadina”.

Un bambino di 7 anni è ricoverato in gravissime condizioni dopo essere caduto in una piscina a Villagrazia di Carini, sul litorale palermitano. L’allarme è stato lanciato da un residente che si è accorto del bimbo galleggiare a faccia in giù nella piscina del Parco degli Ulivi. Un’ambulanza del 118 lo ha trasferito all’ospedale Villa Sofia. Le sue condizioni sono definite disperate dai sanitari. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Carini che hanno avviato le prime indagini.