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La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) sarà in missione in Sicilia occidentale da martedì 22 a giovedì 24 settembre 2020. L’obiettivo è svolgere sopralluoghi per approfondire le criticità relative alla depurazione delle acque reflue, tema su cui la Commissione sta conducendo un’inchiesta. I sopralluoghi saranno dedicati a siti interessati da procedure di infrazione europee per depurazione carente o mancante e a impianti industriali significativi. Nella giornata di martedì 22 settembre, la Commissione svolgerà un sopralluogo al depuratore di Marsala, a cui seguiranno, mercoledì 23, quelli ai depuratori di Bocca Arena a Mazara del Vallo e di Acqua dei Corsari a Palermo. Nella stessa giornata, sono previsti sopralluoghi anche a Fontanelle (Agrigento) e alla foce del fiume Oreto. Giovedì 24 settembre la Commissione svolgerà inoltre un sopralluogo al depuratore di Santa Flavia a Porticello. Parteciperanno alla missione la deputata Caterina Licatini (M5S) e i senatori Luca Briziarelli (Lega) e Andrea Ferrazzi (PD), vicepresidenti della Commissione, Pietro Lorefice (M5S) e Fabrizio
Trentacoste (M5S). «La Sicilia si sta lasciando alle spalle un’altra estate di oltraggi al proprio mare. Una situazione inaccettabile, fatta di impianti vetusti che non depurano e altri nuovi mai entrati in funzione, scarichi abusivi e interi agglomerati senza rete fognaria. La struttura del commissario straordinario alla depurazione sta lavorando per risolvere le criticità, fronteggiando ritardi, lentezze e carenza di risorse. In questo quadro, la Commissione prosegue con decisione il suo lavoro di approfondimento, con l’obiettivo di dare il proprio contributo perché si arrivi il prima possibile a una piena salvaguardia del mare siciliano, risorsa fondamentale per gli ecosistemi e l’economia dell’isola», dichiara il Presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Oltre milleduecento (1256) presenze all’Hotspot di Lampedusa. Ancora ammassati, di nuovo. Lo Stato ha rivendicato in ogni sede la sua competenza, ma continua a non esercitarla fino in fondo. Segnalo che non mi risulta che nessuno degli interventi segnalati dalla taskforce regionale sia stato eseguito per adeguare la struttura alla fase di emergenza sanitaria in corso. E anche l’iniziativa diplomatica, di cui ci ha parlato a Roma il ministro Lamorgese, non ha prodotto alcun effetto. Il fenomeno degli sbarchi in Sicilia è affidato al clima, non alla politica. Se c’è brutto tempo si rallenta, con il bel tempo si arriva a flusso continuo. Se non bastassero i barchini, le navi quarantena sono piene di persone portate dalle Ong. Anche in questo il governo non ha voluto raccogliere la nostra proposta. Avevamo detto una cosa di buon senso: se la Sicilia deve gestire gli sbarchi autonomi, non può sopportare anche quelli programmati dalle Ong, che andrebbero quindi destinati in altri porti europei. Risultato: navi piene e hotspot stracolmi. Con rischio di contagio per chi arriva, per gli operatori e per la collettività.
Sono trascorsi molti giorni dalla mia ordinanza ed oggi posso serenamente dire che: alle parole non sono seguiti i fatti; che l’Europa non guarda alla Sicilia e al Mediterraneo; e che il governo nazionale preferisce polemizzare con il presidente eletto dai siciliani, piuttosto che avere l’umiltà di riconoscere ritardi e omissioni. Una cosa è certa: ho il dovere di intervenire. E niente e nessuno potrà intimidirmi o farmi desistere dal dovere di tutelare la salute di tutti.

I progressi registrati nella tecnologia endovascolare e le innovazioni procedurali dal 1977, anno della prima angioplastica coronarica, ad oggi hanno contribuito a determinare un salto di qualità nelle procedure di emodinamica, rendendo il trattamento di queste patologie sempre più performante, mininvasivo e sicuro.

In quest’ottica, vi sono innovazioni che rappresentano un unicum nella Cardiologia Interventistica come la TEVAR (acronimo di Thoracic EndoVascular Aneurysm Repair), un’alternativa mininvasiva alla chirurgia per il trattamento delle patologie dell’aorta toracica, quali aneurismi e dissezioni. Maria Eleonora Hospital, Ospedale di Alta Specialità a Palermo, è tra i pochi centri in Sicilia a proporre questo tipo di procedura, che consente di intervenire su pazienti molto gravi senza ricorrere alla chirurgia open, che comporterebbe un rischio elevato, e permette di abbassare notevolmente l’indice di mortalità, di morbilità e del tasso di paraplegia rispetto alla chirurgia tradizionale.

Come dimostra il caso del paziente di 44 anni, giunto in ospedale in condizioni estremamente gravi e sottoposto a intervento con tecnica TEVAR, che è stato dimesso dopo soli dieci giorni di degenza e oggi conduce una vita normale.

“Il paziente, con una storia di ipertensione arteriosa importante e una familiarità per malattia cardiovascolare, è arrivato da noi dopo che, nell’ospedale dove era giunto tramite chiamata al 118, era stato sottoposto ad angio tc che evidenziava una dissecazione aortica di tipo B con ampio ematoma della parete dell’aorta discendente toracica – spiega il prof. Amerigo Stabile, del Dipartimento di Cardiologia Clinica ed Interventistica a Maria Eleonora Hospital –. Una volta arrivato presso la nostra struttura, e previo consulto con l’équipe di Cardiochirurgia reso necessario dalle condizioni precarie del paziente e dall’elevato rischio di complicanza neurologica, si è deciso di sottoporlo a TEVAR per l’applicazione di due endoprotesi dell’aorta toracica”.

Il paziente ha risposto molto bene alle terapie e, dopo circa quattro giorni in Terapia Intensiva, è stato trasferito in reparto e nel giro di dieci giorni è stato dimesso in buone condizioni generali con la sola prescrizione di un breve ciclo di riabilitazione ambulatoriale. Oggi ha ripreso a pieno le sue attività.

“Un risultato impensabile con la chirurgia tradizionale – spiega ancora il prof. Stabile –, si pensi solo che queste patologie sono gravate da un tasso di mortalità immediata del 25%, oltre a un ulteriore 50% entro le prime 24 ore dall’evento. Ma, una volta che si esegue l’endoprotesi, la prognosi a distanza di anni è assolutamente favorevole. Abbiamo pazienti trattati 5 o 6 anni fa che godono di ottima salute”.

 

Maria Eleonora Hospital non è nuova a procedure chirurgiche mininvasive all’avanguardia, come la TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), una tecnica operatoria che consente di applicare o sostituire protesi cardiache in sostituzione delle valvole aortiche danneggiate dalla malattia stenotica (restringimento) con minimo o senza taglio chirurgico e senza fermare l’attività del cuore.

In base alle condizioni del paziente e delle valutazioni del chirurgo, l’intervento può avvenire tramite una minima incisione di soli 4-5 centimetri a livello dello spazio intercostale, e in questo caso si parla di TAVI Transapicale, o con l’introduzione di cateteri attraverso i quali si inserisce protesi biologica, inseriti direttamente dall’arteria femorale (TAVI Transfemorale).

La mininvasività del trattamento chirurgico fa sì che la TAVI sia l’approccio terapeutico più indicato in caso di pazienti fragili, in età avanzata o con comorbilità, che mal sopporterebbero l’intervento classico.

“La TAVI nasce come tecnica interventistica ideale per pazienti ad alto e medio rischio – spiega il dott. Amerigo Stabile – ma oggi l’indicazione a questa procedura si sta allargando anche a pazienti a basso rischio, per gli indubbi vantaggi di un approccio così poco invasivo, sia in termini di esiti sia in termini di durata dell’ospedalizzazione e recupero post operatorio. Lo scorso anno abbiamo eseguito circa 50 interventi con indice di complessità alto e mortalità pari allo 0%”.

In tutti i casi, la degenza è di 48 ore, a fronte dei 5 giorni richiesti per un intervento tradizionale. Inoltre, con la TAVI i pazienti non necessitano di preparazione da sala operatoria, né di terapia intensiva o post intensiva.

Sono saliti a 103 i positivi al Covid 19 nella Missione Speranza e Carità fondata dal missionario laico Biagio Conte. Ieri i positivi erano 39, oggi ne sono stati riscontrati altri 64 dopo l’esito dei tamponi processati dall’Asp di Palermo che sta continuando ad eseguire i test nelle quattro strutture palermitane. L’andamento dei contagi è tenuto sotto osservazione dalla prefettura che oggi ha convocato una riunione per fare il punto sulla situazione. Ieri il presidente della Regione Nello Musumeci ha dichiarato zona rossa i quattro centri gestiti dalla Misione che accolgono indigenti, migranti, senza tetto e donne in difficoltà.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presenziera’ oggi pomeriggio al Palazzo di Giustizia di Palermo al seminario sul tema “Deontologia e professionalita’ del magistrato. Un binomio indissolubile” dedicato alla memoria di Rosario Livatino nel trentennale del barbaro omicidio, organizzato dall’Anm e dalla sede territoriale di Palermo della Scuola Superiore della Magistratura. Prima dell’inizio dei lavori il Capo dello Stato fara’ una breve visita sempre all’interno del Palazzo al “Museo Falcone Borsellino”, gestito dall’Anm Palermo con la collaborazione della Fondazione Progetto Legalita’ Onlus presieduta dall’ex magistrato Leo Agueci, che “racconta” gli anni piu’ intensi vissuti dal pool antimafia e il lavoro di Falcone e Borsellino. Interverranno al seminario don Giuseppe Livatino, postulatore diocesano della causa di canonizzazione di Rosario Livatino; Gaetano Silvestri, presidente emerito della Corte Costituzionale; Margherita Cassano, Primo presidente aggiunto della Corte di Cassazione; e Guido Raimondi, presidente di sezione della Corte di Cassazione e gia’ presidente della Corte Europea dei diritti dell’uomo. I lavori saranno moderati dal giornalista Felice Cavallaro.

Il Sinalp Sicilia, assieme alle altre OO.SS. rappresentative del comparto dei lavoratori precari Forestali, ha partecipato all’ennesimo tavolo tecnico convocato dagli Assessori all’Agricoltura  On. Bandiera ed al Territorio On. Cordaro.

Il Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone, nel suo intervento, ha voluto sottolineare la sicura volontà dei due Assessori a formulare finalmente una riforma del comparto con la conseguenziale stabilizzazione dei lavoratori, e per questo ha voluto ringraziarLi per quanto stanno cercando di fare.

Purtroppo a fronte di questa legittima e sicura volontà a trovare una soluzione definitiva alla vergognosa condizione in cui si trovano questi lavoratori, i fatti non offrono una certezza che l’obiettivo sia raggiunto in tempi ragionevoli.

In questa riunione è emerso l’ennesimo ostacolo oggettivo alla soluzione dei forestali, una sentenza che ha bocciato la riforma dei forestali sardi che sulla falsariga dei forestali siciliani stanno lottando per aver riconosciuto il loro diritto alla stabilizzazione.

Questa sentenza di fatto obbliga la Regione Sarda a bandire un concorso pubblico attraverso il quale poter raggiungere l’agognata stabilizzazione.

Il Sinalp certamente rispetta le motivazioni addotte nella sentenza in questione, ma fa presente che ci troviamo di fronte a forestali che hanno un’età media di circa 55 anni, e che da ormai 20/30 anni vengono sfruttati dalla Regione Siciliana con assunzioni part time ( 78ottisti, 101unisti, e 151unisti).

Questi lavoratori hanno letteralmente dato la vita per svolgere il loro lavoro e vogliamo ricordare nuovamente l’ultimo forestale in ordine di tempo, il Sig. Paolo Todaro, morto a 67 anni all’inizio del mese di Agosto 2020 mentre tentava di spegnere un incendio lavorando con temperature di oltre 40 gradi.

Questo lavoratore a 67 anni era ancora sul posto di lavoro da precario perché ancora non aveva ottenuto l’agognata stabilizzazione che sembra essere sempre di più irrangiungibile.

Il Sinalp, a nome del suo Segretario Regionale, ancora una volta invita i due Assessori competenti per la materia a fare presto perché questi uomini e donne hanno il diritto ad essere riconosciuti come lavoratori della Regione Siciliana.

I lavoratori forestali non possono più attendere ed il Sinalp è con loro nelle battaglie, anche legali, che in questi ultimi tempi si stanno moltiplicando per affermare i loro diritti di lavoratori, e ci complimentiamo con l’On. Vincenzo Figuccia per aver capito il danno economico che stava creando la Sentenza della Cassazione sula questione dei su­per­minimi che i forestali avrebbero dovuto restituire in quanto somme indebitamente percepite.

Il suo intervento sulla questione al Parlamento Siciliano ha “costretto” la Giunta a deliberare una norma correttiva del problema disinnescando sul nascere una triste violenza che si stava abbattendo sui forestali.

Oggi la Sicilia sta vivendo un momento tragico che, aggravato anche dalla pandemia, sta distruggendo il suo fragile tessuto socio-economico costringendo imprese a chiudere per mancanza di utili e lavoratori ad emigrare per cercare un futuro più sereno fuori dalla loro terra. Perdere l’indotto che i quasi 20.000 forestali riescono ad alimentare e mantenere significherebbe dare un colpo mortale alla nostra terra.

Confcommercio Palermo, assistita dall’avvocato Gaetano Fabio Lanfranca, vince un’importante battaglia per la legalità. A seguito dell’esposto presentato nel 2017 alla Procura con cui si denunciavano false affiliazioni all’associazione Confimpresa Euromed, la terza sezione penale del Tribunale di Palermo ha condannato a sette mesi di reclusione, pena sospesa, il suo legale rappresentante Alessio Lattuca.

“Il Tribunale – afferma l’avvocato Lanfranca – ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni esposte da Confcommercio Palermo e la sussistenza delle gravissime falsificazioni messe in atto dall’imputato in occasione delle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Palermo ed Enna”.

“Riteniamo importante – dice la presidente Patrizia Di Dio che aveva firmato l’esposto – che si sia fatta chiarezza su un sistema palesemente inquinato che, senza il nostro intervento, avrebbe assegnato seggi illegittimi nel consiglio della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. La falsità di certi atti presentati alla vigilia era evidente, come è evidente che nessuno, a parte noi, ne ha controllato la regolarità”.

Alcuni vizi di sistema erano già stati censurati con il ricorso di Confcommercio al Tar Sicilia. “Con l’impugnazione  – ricorda l’avvocato Alessandro Dagnino, patrocinante la causa – Confcommercio chiese l’annullamento del Decreto dell’assessore alle Attività produttive che assegnò i seggi alle singole associazioni, segnalando evidenti errori di calcolo nell’attribuzione dei seggi”. Proprio questi errori portarono a una riduzione del “peso” dell’associazione all’interno del consiglio camerale.

I fatti, tre anni fa, fecero scalpore. In prossimità delle elezioni della Camera di Commercio di Palermo ed Enna, l’associazione Confimpresa Euromed autocertificò di avere un enorme “pacchetto” di aziende iscritte, che gli consentì di ottenere sei seggi in consiglio sui 33 totali.

Una forza associativa piuttosto “sospetta”, tanto che Confcommercio chiese l’accesso agli atti, scoprendo che tra le imprese iscritte ce n’erano tantissime che non avevano mai avuto nessun rapporto con essa: tra queste, addirittura, l’azienda della stessa presidente Di Dio e le imprese di alcuni membri della Giunta di Confcommercio all’oscuro di tutto.

“Irregolarità lampanti – continua la Di Dio – che tendevano a viziare la reale rappresentatività delle associazioni. La sentenza del Tribunale, unitamente ai fatti che negli ultimi anni hanno riempito le cronache giudiziarie, dovrebbe indurre tutti a riflettere sulle criticità delle modalità elettive del sistema delle Camere di commercio siciliane nonché sull’efficacia della loro attività, oggi centrata più sul reperimento di risorse per il pagamento delle pensioni ai propri dipendenti – un caso unico tra gli enti pubblici – che della qualità dei servizi da garantire alle imprese. Fin quando non saranno affrontati questi nodi continueremo a rivendicare la scelta, assunta lo scorso anno, di dimetterci da rappresentanti del consiglio e della giunta della Camera di Commercio di Palermo ed Enna”.

La Regione siciliana invia i commissari per sopperire alla mancata approvazione del bilancio consuntivo 2019. Il servizio 3, ufficio ispettivo dell’assessorato Autonomie Locali e Funzione Pubblica, ha inviato gli atti di nomina dei commissari ad acta regionali che stanno per insediarsi.

I commissari ad acta inviteranno le giunte municipali e i consigli comunali dei centri inadempienti ad approvare al più presto gli atti finanziari che avrebbero dovuto essere propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione per il 2020.

Tra le cause dei ritardi c’è l’emergenza coronavirus. Motivo per cui i comuni sono stati autorizzati ad approvare i bilanci di previsione entro il prossimo 30 settembre.

Questo il lungo elenco dei comuni (tra parentesi il nominativo del commissario nominato):

Agrigento (Messina Carmelo)

Alessandria della Rocca (Abbinanti Enzo)

Bivona (Cocco Giovanni nt 1962)

Calamonaci (Cocco Giovanni nt 1965)

Campobello di Licata (Abbinanti Enzo)

Canicattì (Cocco Giovani n. 1962)

Castrofilippo (Leonelli Daniela)

Cianciana (Scafidi Giovanni)

Comitini (Leonelli Daniela)

Grotte (Riela Francesco)

Joppolo Giancaxio (Mstrolembo Domenico)

Lampedusa e Linosa (Ganci Girolamo)

Licata (Sajeva Angelo)

Lucca Sicula (Messina Carmelo)

Menfi (D’Amato Fiippa)

Montallegro (Panzeca Antonella)

Naro (Cocco Giovanni n. 1965)

Palma di Montechiaro (Ganci Girolamo)

Racalmuto (D’Amato Filippa)

Raffadali (Garofalo Antonio)

Ravanusa (Riela Francesco)

Realmonte (D’Amato Filippa)

Ribera (Mastrolembo Domenico)

Sambuca di Sicilia (Cocco Giovanni 1965)

San Giovanni Gemini (Garofalo Antonio)

Sant’Angelo Muxaro (Riela Francesco)

Santa Elisabetta (Abbinati Enzo)

Santa Margherita Belice (Leonelli Daniela)

Santo Stefano Quisquina (Scafidi Giovanni

Sciacca (Abbinati Enzo)

Siculiana (Sajeva Angelo).

Si tratta di un provvedimento scaturito dalla mancata adozione entro il 30 giugno 2020 del conto consuntivo 2019 per cui l’assessorato regionale ha disposto l’invio di commissari ad acta che inviteranno le giunte municipali e i consigli comunali dei centri inadempienti ad approvare al più presto gli atti finanziari che avrebbero dovuto essere propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione per il 2020. A causare i ritardi sarà stato l’arrivo del coronavirus che ha distolto gli enti locali dall’attività finanziaria. Tanto è vero che i comuni sono stati autorizzati ad approvare i bilanci di previsione entro il prossimo 30 settembre.

“Lo abbiamo sempre sostenuto: il Coronavirus ha creato un’emergenza nell’emergenza, soprattutto tra gli ultimi che, proprio per la loro condizione, vanno maggiormente tutelati. Ecco perché stiamo seguendo con grande attenzione quanto sta accadendo nella Missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte. Ho chiesto da subito all’Asp di Palermo di attivare ogni iniziativa utile per evitare il propagarsi del contagio fra gli ospiti di queste strutture e, per quanto di competenza, di assicurare ogni sostegno assistenziale”.
Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Come è noto, l’Azienda sanitaria del capoluogo, dopo l’accertamento di alcuni casi positivi, ha già provveduto a effettuare un’azione di contact tracing, sottoponendo a tampone quanti sono entrati in contatto con le persone contagiate.
Per garantire l’osservanza di tutte le misure necessarie di prevenzione, l’Asp ha quindi inviato due gruppi tecnici e quattro squadre Usca, che stazionano H24 in ciascuna delle maggiori comunità della Missione di Biagio Conte con l’obiettivo di sottoporre a tampone rapido circa un migliaio di persone.
Fra le criticità emerse, invece, c’è l’identificazione degli ospiti, per questo motivo è stato chiesto anche il supporto da parte dei Nas.
L’ Asp ha infine fatto sapere che per i cittadini positivi asintomatici, riscontrati grazie al conctat tracing effettuato dai sanitari, vengono attivate tutte le procedure di accoglienza presso il Covid Hotel San Paolo di Palermo.

 

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha incontrato a Palermo i rappresentati dei sindacati delle forze di polizia (che dispongono di un proprio servizio sanitario interno) proponendo una serie di azioni per contrastare il contagio da Covid-19.
In particolare, per quanto riguarda la situazione nei penitenziari e negli istituti di correzione della Sicilia, dove complessivamente sono impiegati circa 4mila agenti, è stato rilevato che al momento i soggetti riscontrati positivi al Coronavirus sono riconducibili ad una percentuale decisamente contenuta e circoscritta al Palermitano. L’assessorato alla Salute si è messo a disposizione assicurando una fornitura di tamponi rapidi da destinare al personale della polizia penitenziaria che opera nell’Isola.
Nel corso dell’incontro sono state inoltre analizzate le necessità da estendere ai detenuti. In particolare, l’assessore Razza ha chiesto ai sindacati di farsi portavoce affinché venga avviata una interlocuzione con il Dap per immaginare ogni misura necessaria a scongiurare possibili contagi. Fra le iniziative proposte dall’esponente del governo Musumeci per l’intera popolazione carceraria, quindi, anche una massiccia azione della campagna vaccinale anti-influenzale che prenderà il via a breve.
Razza, infine, ha dato la propria disponibilità ai rappresentanti sindacali delle forze di polizia di poter fruire dei servizi di prevenzione anti-Covid della Regione Siciliana, così ha anticipato che segnalerá tale opportunità ai vertici territoriali.