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L’ottimo risultato ottenuto in Sicilia dalla Lega nelle recenti elezioni politiche, non fa altro che confermare il grande potere di penetrazione che il nostro partito e Matteo Salvini hanno avuto sull’elettorato della nostra regione. Sarebbe stato impensabile fino a qualche mese fa che la Lega divenisse il quarto partito siciliano.
Questo successo si deve alla chiarezza e bontà politica delle proposte della Lega, che si pone come unico argine al pressapochismo del Movimento 5 Stelle con un progetto basato su risposte concrete a problemi concreti e quotidiani delle nostre comunità: il ripristino dei controlli sui confini, l’introduzione di una politica dei respingimenti in mare, la difesa del lavoro e la promozione di nuova occupazione, l’introduzione di una sola aliquota del 15% (Flax Tax) sul reddito di persone e di aziende, oltre alla particolare attenzione sui problemi della disabilità e l’emanazione di una nuova legge sulla legittima difesa.
Tutti punti cardine di un programma che ha trovato vera condivisione da parte dei siciliani che lo hanno premiato con un lusinghiero risultato elettorale portando a Roma parlamentari leghisti siciliani che saranno garanzia dei diritti e delle necessità dei siciliani.
Adesso credo non sia più procastinabile un confronto politico con il Presidente della Regione e con le forze del Centrodestra siciliano, perché sia data la giusta rappresentatività e responsabilità di governo alla quarta forza politica dell’isola.”
 
Lo dichiara Antonino Rizzotto, deputato regionale della Lega, commentando il risultato elettorale del suo partito in Sicilia.

A Giancarlo Cancelleri ancora brucia la sconfitta. Musumeci e DiventeràBellissima il valore aggiunto delle scorse Regionali. Non rispondiamo alle provocazioni ma solo ai siciliani, attraverso azioni concrete e non con chiacchiere elettorali».

Lo scrive in un tweet Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, in risposta a Cancelleri il quale ha sostenuto che Musumeci gli fa schifo.

Le elezioni Politiche e i commenti post voto. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, del Partito Democratico, afferma: “Ogni elezione ha una storia a sé in Italia: otto mesi fa a Palermo ho stravinto le elezioni comunali, 4 mesi fa ha stravinto il centrodestra, oggi ha stravinto il Movimento 5 Stelle. Ogni elezione trova le sue ragioni in un governo che si approva (come nel mio caso in cui sono stato riconfermato) o che si vuol cambiare (come nel caso dell’esperienza negativa del governo Crocetta) e adesso di un quadro politico nazionale che vede affermarsi due grandi forze politiche: Movimento 5 Stelle nel Sud e la Lega nel Nord. Il mio invito al Pd è quello di cambiare per dare risposte alla gente. I governi Gentiloni e Renzi hanno fatto grandi cose per il Sud, forse nessun governo aveva fatto così tanto, ma forse non si è comunicato e poi bisognava dare risposte alle emergenze del Sud contrastando la disoccupazione giovanile e la disoccupazione degli ultra 35enni”.

Le elezioni Politiche e i commenti post voto. Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima all’Assemblea Regionale, afferma: “Analizzando i risultati in Sicilia delle elezioni nazionali, c’è la dimostrazione della grande impresa conseguita alle scorse Regionali dal Centrodestra. Ciò è stato possibile grazie ad una coalizione forte e coesa, attorno a un candidato credibile e capace come Nello Musumeci che ha rappresentato un fondamentale valore aggiunto, così come la lista di Diventerà Bellissima. Le nostre liste allora furono più competitive, concepite dalla base e dai territori, e in tal modo si riuscì ad arrestare l’avanzata grillina. Inoltre, stavolta è stata penalizzante per il centrodestra anche l’assenza di un’univoca candidatura alla carica di premier. E nei grandi numeri ottenuti dai grillini nel Meridione ha influito in maniera determinante la promessa del fantomatico reddito di cittadinanza, capace di attrarre consenso elettorale in una realtà dove la disoccupazione giovanile è tra le più alte dell’intera Europa. La nostra coalizione dovrà ora fare tesoro di questa esperienza, potendo contare su un governo regionale che ha, dai programmi alle competenze, tutte le carte in regola per dare risposte concrete ai siciliani”.

 – “Condividiamo la scelta di questo governo di portare avanti un confronto con le parti economico sociali su temi strategici per il futuro dei siciliani. Penso, infatti, che per tornare a far crescere il tessuto produttivo di questa regione sia necessario il contributo di tutti e ciascuno, per la propria parte, è chiamato a collaborare affinché dalle parole si passi ai fatti”. È questo il commento del presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, che stamattina ha partecipato a Villa Malfitano, a Palermo, al confronto tra Governo e Organizzazioni imprenditoriali sui contenuti del Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il triennio 2018-2020.

“Occorre innanzitutto – ha detto Catanzaro – che il tasso di crescita del Pil regionale sia superiore al 2% in media d’anno per i prossimi 5 anni e che, a sostenere la crescita, siano i comparti produttivi (agricoltura, industria, costruzioni, artigianato, turismo e servizi). La Sicilia, infatti, per recuperare il ritardo deve correre più del resto d’Italia. Per questo Governo e Parlamento siciliano possono, e auspichiamo che lo facciano, definire finalità e tempi degli interventi previsti e verificare periodicamente il raggiungimento degli obiettivi. Per competere e creare benessere sociale è necessario stimolare gli investimenti, pubblici e privati, e rendere più agevole e semplice investire in Sicilia. Solo così le imprese potranno assolvere al loro ruolo di creare ricchezza e redistribuirla attraverso l’occupazione e il gettito garantito alle casse pubbliche tramite le imposte versate”.

A Palermo la consegna ai seggi di schede elettorali per il Senato sbagliate, perchè relative ad un altro collegio, ha costretto la Prefettura a disporre l’immediata ristampa di duecentomila schede e la loro consegna entro domattina per poter cominciare regolarmente le operazioni di voto. Secondo quanto ha chiarito in serata una nota della Prefettura, “a seguito di un’attenta verifica della distribuzione delle schede elettorali in diversi seggi della città di Palermo, si è riscontrata una difforme collocazione di talune sezioni elettorali nell’ambito dei collegi senatoriali”.

A questo punto, “il Prefetto ha disposto l’immediata ristampa delle schede per garantire la regolarità del voto”. Domattina toccherà al comune di Palermo garantire la “tempestiva distribuzione delle schede elettorali prima dell’apertura dei seggi”.

In particolare, nei seggi di Palermo erano state consegnate schede valide per il collegio senatoriale di Bagheria. L’errore, che riguarda il collegio dove fra gli altri è candidato il presidente del Senato, Pietro Grasso, è legato alla nuova definizione dei collegi stabilita con l’ultima legge elettorale. Alcuni quartieri di Palermo sono stati inseriti erroneamente nel collegio senatoriale numero 2 invece che nel numero 1.

Alla consegna delle schede ai seggi ci sono state quindi diverse segnalazioni da parte di candidati e rappresentanti di lista, giunte da quartieri come l’Uditore e la Libertà. Gli uffici elettorali inizialmente confermavano la corretta distribuzione delle schede, poi ci si è accorti dell’errore di perimetrazione dei nuovi collegi, anche se non è stato chiarito se il problema sia dipeso dal Comune o dalla Prefettura.

Nel frattempo, le schede sbagliate erano state comunque predisposte per il voto. In serata, infine, la nota della Prefettura ha confermato l’esistenza del problema e quindi la decisione della ristampa notturna. A seguito della decisione, tutte le schede già predisposte dovranno essere ritirate e distrutte, ed al loro posto dovranno essere predisposte quelle stampate nella notte. Non si esclude che questo possa provocare qualche ritardo nell’apertura delle sezioni elettorali.

Chiusura della campagna elettorale nazionale a Palermo per Pietro Grasso. Il leader di Liberi e Uguali, infatti, sarà alle 18 in piazza Verdi per il comizio conclusivo prima dell’apertura delle urne di domenica prossima. Insieme a Grasso saranno sul palco Rossella Muroni, Pippo Civati, Anna Falcone, Nicola Fratoianni, Roberto Speranza e Claudio Fava. Previste le esibizioni musicali di 12BBR, Davide Shorty & Straniero Band, Tre Terzi e Akkura.

Rynair annuncia che Trapani Birgi non tornerà ad essere la prossima estate una base operativa della compagnia low cost irlandese. “Ryanair – si legge nel sito ufficiale della compagnia – ha confermato oggi che la sua ex base a Trapani (chiusa a ottobre 2017) non sarà riaperta a seguito della decisione dell’aeroporto di Trapani di annullare il bando di gara per la promozione delle rotte. Purtroppo, questo si tradurrà con la perdita di 18 rotte, circa 1,1 milioni di passeggeri all’anno e 820 posti di lavoro in loco”. “Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e sono moderatamente ottimista: neppure Treviso è base operativa nonostante i tre milioni di passeggeri in transito con Ryanair”, dice Paolo Angius, neo presidente del Cda dell’Airgest, la scoietà che gestisce lo scalo trapanese. Ryanair annuncia che garantirà solo quattro tratte per la prossima stagione (Baden Baden, Milano Bergamo, Francoforte Hahn e Praga), ma Airgest auspica di sopperire il minore flusso con voli charter.

EP: Approvata in Commissione ambiente la normativa europea che stabilisce le nuove regole Ue

La Via (Ppe) “Sicilia: cogliere questo momento per costruire infrastrutture idonee”

L’Europa guarda sempre al futuro e dà una sterzata decisiva al “sistema rifiuti”, in buona parte carente, inadeguato, anacronistico rispetto alle sfide del futuro. Approvato il pacchetto di quattro Direttive, gli obiettivi si fanno sempre più stringenti e chiamano a una inderogabile responsabilità sociale che porterà molteplici vantaggi, per l’ambiente, come per la creazione di nuovi posti di lavoro. “L’economia circolare – ha commentato Giovanni La Via, eurodeputato del Ppe, soddisfatto per il raggiungimento di questo nuovo traguardo- non è il futuro. E’ il presente. Già da tempo diversi Stati dell’Unione si sono attivati per allinearsi ai parametri europei, anche se indicare una strategia comune e ottimale per 28 Paesi che si basano su economie e metodi di smaltimento diversi, non è stato facile. Purtroppo ancora molti restano indietro. Penso all’Italia, con la Sicilia che fino ad oggi non è stata capace di individuare alternative moderne ed efficaci al conferimento in discarica, che oggi si attesta all’80%: una percentuale enorme, lontanissima da quel 10% che l’Europa chiede entro il 2030. Il “modello Sicilia” ha viaggiato in controtendenza, per l’incapacità di finanziare e implementare le infrastrutture di trattamento dei rifiuti. Le discariche sono al collasso. Non possiamo protrarre una situazione nociva per l’ambiente e per la salute dei cittadini, e per questo propongo di cogliere questo momento per progettare e costruire le infrastrutture idonee per lo smaltimento dei rifiuti”, continua La Via.
Ma vediamo più in dettaglio cosa prevede il pacchetto rifiuti, sicuramente, “uno sforzo notevole di adeguamento agli obiettivi indicati, ma premianti in termini di occupazione, oltre che ovviamente per i benefici per la salute del pianeta”. Nell’accordo è stato previsto che entro il 2025 si raggiunga il 55% di riciclaggio, entro il 2030 il 60%, e nel 2035, il 65% (per raggiungere la quota del 2035 occorre che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75%, oggi la media nazionale è del 52,5%) e come detto, il 10% per il conferimento in discarica. Con l’80% la Sicilia è seconda solo al Molise (90%), ed è seguita da Calabria (58%), Umbria (57%), Marche (49%) e Puglia (48%). “Per avviare un circolo virtuoso, e invertire la tendenza – commenta La Via – bisogna gettare le basi per un nuovo approccio, proprio a partire dall’idea del rifiuto: non uno scarto, bensì una risorsa. Un ambiente e un’economia ecosostenibile, devono orientare le scelte e il nostro impegno quotidiano, prima che sia troppo tardi: i risparmi, in termini di costi e risorse saranno la cartina di tornasole di una prassi moderna, di una educazione al rispetto dell’ambiente. Per ottenere un risultato importante il primo passo è la prevenzione, attraverso un’opera di sensibilizzazione che motivi realmente le scelte e le abitudini comuni”, aggiunge l’eurodeputato, che in questi anni ha portato avanti un’altra battaglia – contemplata dalla normativa – contro lo spreco alimentare, che è in primis di ordine etico, anche se difficile da quantificare. La procedura si concluderà in primavera, con l’approvazione finale da parte della plenaria dell’europarlamento e del Consiglio dell’Ue, che ha già dato il via libera a livello di Coreper (Comitato dei Rappresentati permanenti) all’accordo raggiunto dalle tre Istituzioni in sede di “trilogo”. 

La Procura di Termini Imerese ha chiesto il rinvio a giudizio per  Il primo cittadino di Bagheria, Patrizio Cinque, accusato di turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio e omissione di atti d’ufficio inerenti  all’affidamento del servizio dei rifiuti, alla gestione del palasport e a casi di abusivismo edilizio, con il coinvolgimento di politici, imprenditori e dipendenti comunali. L’udienza preliminare è stata fissata per l’11 aprile davanti al Gup Claudio Emanuele Bencivinni, altri 24 imputati.

L’inchiesta nacque nel 2015, in seguito alla denuncia del dirigente comunaleLaura Picciurro, avente per oggetto la  ditta Tech del servizio di raccolta e trasferimento dei rifiuti in discarica e negli impianti di recupero per un importo di 3 milioni di euro. La dirigente Picciurro denunciò alcune irregolarità nell’assegnazione di somme alla società subentrata Coinres.  Del caso se ne occupò la Commissione antimafia che interrogò sia Patrizio Cinque sia la dirigente Laura Picciurro.

L’indagine della procura guidata da Ambrogio Cartosio riguarda la gestione degli appalti nel settore dei rifiuti, in particolare alla gara per il noleggio degli automezzi; l’affidamento della gestione del palazzetto dello sport ed, infine, una serie di abusi edilizi, riguardanti il cognato del primo cittadino.

Nel 2015, subito dopo aver ricevuto la notizia di un inizio indagine nei suoi confronti, il Sindaco Patrizio Cinque, si sospese dal Movimento 5 Stelle dichiarando: “ho deciso di autosospendermi dal Movimento 5 Stelle. È così che ritengo debba comportarsi un amministratore. Il movimento è la mia seconda pelle e non posso permettermi che venga colpito. Quindi che colpiscano me ma lascino in pace il Movimento 5 Stelle”.

Patrizio Cinque sarà difeso dagli avvocati Antonio Di Lorenzo eVincenza Scardina che  avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o per proporre memorie o atti o l’acquisizione di nuove prove.