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“Apprendiamo di una lettera dai toni abbastanza inusuali dell’ex direttore di Panorama, Giorgio Mulé, oggi parlamentare, che lamenta di  essere stato convocato dalla Commissione che presiedo senza conoscere preventivamente il tenore delle domande che gli verranno sottoposte né, afferma, il contenuto dell’informativa di polizia in cui è citato il suo rapporto con il signor Montante. Informativa, vale la pena ricordare, integralmente riportata da decine di testate: tanto da aver indotto l’ordine dei giornalisti della Sicilia e della Lombardia a valutare la posizione dei propri iscritti attivando i consigli di disciplina. Non comprendiamo le ragioni del turbamento dell’on. Mulè; siamo certi che nel corso dell’audizione avrà modo, serenamente, di fornire osservazioni, valutazioni e fatti sicuramente utili al lavoro della nostra Commissione.”

Lo dichiara Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale contro la mafia e la corruzione.


“Il nostro lavoro – ricorda il Fava – non si vuole sostituire o sovrapporre al lavoro della Magistratura ma si è posto l’obiettivo di indagare sulle distorsioni dei processi politici e su un sistema che ha pesantemente condizionato la vita della nostra regione. Ogni contributo per ricostruire questo sistema sarà per la Commissione antimafia prezioso”.

Obiettivo Lodato de La Sicilia,lo dice Avola al processo Ciancio

Palazzo di Giustizia di Catania, foto esterno della sede del Tribunale, www.sicilia24h.it 

Cosa nostra a Catania all’inizio degli anni Novanta aveva progettato di uccidere il giornalista Andrea Lodato, de La Sicilia, perché “aveva parlato male di Benedetto Santapaola”. Lo ha detto il pentito Maurizio Avola nel processo, a Catania, per concorso esterno all’associazione mafiosa, all’editore Mario Ciancio Sanfilippo. Avola, ‘sicario’ della ‘famiglia’ Santapaola, avrebbe avuto l’incarico dal nipote del capomafia, Aldo Ercolano, e dal suo luogotenente Marcello D’Agata. Ma il progetto saltò e il ‘pentito’ non seppe il perché. La ‘famiglia’ Santapaola da tempo aveva “problemi col giornale che si stava comportando male nei nostri confronti, ci stava dando disturbo”, ha aggiunto Avola, che poco prima aveva definito il direttore un “amico” della cosca. E’ stato invece più volte ‘contestato’, sia dal Pm Antonino Fanara sia dalla difesa, con gli gli avvocati Carmelo Peluso e Francesco Colotti, l’ex reggente del clan dei Laudani, Pippo Di Giacomo, che ha ‘ribaltato’ dichiarazioni già verbalizzate.

Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati dopo le minacce e gli insulti comparsi sui social nei confronti del Capo dello Stato. Si tratta di Manlio Cassarà, Michele Calabrese e Eolisa Zanrosso.
    La Procura di Palermo li accusa di attentato alla libertà del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica, reati puniti fino a 15 anni di reclusione. L’inchiesta, aperta ieri, non è più a carico di ignoti. La Digos ha identificato gli autori dei post ingiuriosi accertando che non si trattava di fake. Decine di altre frasi minacciose apparse su altri profili sono al vaglio dei magistrati.
   

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

La preparazione degli autisti/soccorritori del 118 deve essere impeccabile, perché il loro compito è indispensabile per la tutela della salute pubblica”. Così la deputata all’Ars Rossana Cannata, che ha presentato un’interpellanza parlamentare all’Assessorato regionale della Salute e a quello dell’Istruzione e Formazione, affinché si provveda a migliorare – con corsi di formazione e aggiornamento – il ruolo dei soccorritori del Primo Intervento. 

L’interrogazione, oltre che da Cannata, prima firmataria, è stata siglata anche da altri quattro deputati dell’Assemblea regionale siciliana: Calderone, Gallo, Genovese e Mancuso. 

“Chiedo di proporre – spiega Cannata – la programmazione per il primo corso di formazione professionale rivolto agli autisti/soccorritori del 118, operatori tecnici dell’emergenza/urgenza. È fondamentale che questi ultimi acquisiscano le dovute competenze e professionalità tramite la formazione e l’aggiornamento, per garantire in modo ottimale tutte le prestazioni di soccorso precoce e manovre salvavita: il servizio prestato dai suddetti è all’apice della catena della sopravvivenza”.
“Apprezzando l’impegno in questi mesi dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – conclude Cannata – sono certa che quest’ultimo interverrà in modo autorevole sulla proposta da me avanzata nell’interpellanza sopracitata”.

Approvato all’unanimità in IV Commissione il piano stralcio sui rifiuti.
Da troppi anni la Sicilia attende l’approvazione di questo importante strumento che consente sia di pianificare una strategia unitaria di gestione e raccolta dei rifiuti, sia di pianificare per ogni provincia l’impiantistica necessaria al corretto smaltimento dei rifiuti, sbloccando anche i progetti giacenti nei dipartimenti. Abbiamo posto le basi affinche’ la Sicilia possa accedere ai fondi europei.
Sotto impulso della Commissione che Presiedo, il Governo ha accolto con favore la proposta di dare priorità nella concessione delle autorizzazioni, agli impianti pubblici, che dovranno essere necessariamente presenti in ogni Provincia! È la fine dei monopoli. 
Esprimo profonda soddisfazione per questo importante risultato raggiunto in pochi mesi, un risultato che mette ordine al caos che da troppi anni vige sulla materia, questo caos ha consentito a qualcuno di fare caccia grossa e purtroppo sui rifiuti non mancano i predatori.
Ringrazio il Presidente Musumeci perché ogni giorno conferma con i fatti che il cambiamento è già iniziato, perseguendo alacremente l’impegno preso con i Siciliani di rendere la Sicilia bellissima.

“Il fatto che al coro della destra italiana si stiano unendo in queste ore nell’insulto al Presidente Mattarella e all’Italia personaggi del calibro di Steve Bannon, Marine Le Pen e Nigel Farage, la dice lunga su cosa stava e stia davvero avvenendo.

La destra più violenta, razzista, xenofoba e guerrafondaia si è unita per proseguire il proprio attacco ai sistemi democratici in Europa.

Se non stupisce la posizione della destra leghista, lascia perplessi la facilità con cui anche il Movimento 5 Stelle si sia subito omologato, silenziando quelle voci e quelle storie che nulla hanno a che vedere con chi non nasconde le proprie simpatie fasciste e naziste. La scompostezza e violenza delle posizioni assunte dai rappresentanti del partito a 5 stelle è augurabile – per i suoi tanti elettori antifascisti e non xenofobi – che siano soltanto l’ennesima conferma di ingenuità e frutto della tardiva comprensione di essere caduti in una trappola.

Al di là della ovvia considerazione che il Presidente Mattarella ha agito e sta agendo nel pieno rispetto della nostra Carta Costituzionale, ed in particolare delle proprie prerogative e dell’articolo 92, non si può non sottolineare che egli sta compiendo quanto di più alto è richiesto ad un Presidente della Repubblica: tutelare i valori ed il sistema democratico fondanti della nostra Repubblica, da qualsiasi attacco interno o esterno che sia.

Appunto la reazione scomposta e violenta della destra neofascista nazionale ed internazionale dimostra la correttezza dell’operato di Mattarella.”

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per risalire agli autori delle minacce e degli insulti rivolti, negli ultimi giorni, sui social al Capo dello Stato Sergio Mattarella. L’inchiesta al momento è a carico di ignoti. Decine i post diffamatori e intimidatori comparsi su Facebook e Twitter.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

Dopo quasi un anno dalle dimissioni del Presidente Agen, l’Assemblea di Confcommercio Sicilia ha eletto Presidente Regionale Francesco Picarella, albergatore, già Presidente di Confcommercio Agrigento e Vice Presidente Vicario Gianluca Manenti, imprenditore, già Presidente di Confcommercio Ragusa.

La nuova Presidenza, ha tra le priorità quello di incontrare il Governo regionale sul tema degli aiuti alle imprese, delle infrastrutture strategiche, del credito delle PMI e della velocizzazione della spesa dei Fondi Comunitarie. 

Conte rinuncia all’incarico, salta il governo giallo-verde

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla ai giornalisti al Quirinale, Roma, 27 maggio 2018.

Giuseppe Conte ha rinunciato all’incarico, salta così il governo giallo-verde. Parla il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul no a Savona all’Economia per difendere ‘l’Italia nell’euro’. ‘Sui ministri non posso subire imposizioni, devo difendere i risparmi degli italiani’. Ora un governo del presidente. Il capo dello Stato convoca per domani al Colle l’economista Carlo Cottarelli. L’iniziativa è stata accolta dall’ira di Salvini, Di Maio e Meloni. ‘Mai servi’, dice il leader della Lega. Mentre M5s e FdI evocano la messa in stato di accusa per il capo dello Stato. “In bocca al lupo a Cottarelli? In bocca al lupo a chiunque. E soprattutto all’Italia. L’importante è cercare di far bene al Paese”, ha detto Conte in serata. Paolo Gentiloni esprime solidarietà al Colle: ‘Ora salviamo il Paese’.

Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, “ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti”, ha detto il Capo dello Stato dopo la rinuncia di Conte. “Io devo firmare” i decreti per le nomine dei ministri “assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione”, ha affermato ancora Mattarella. “L’incertezza della nostra posizione nell’Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L’aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani”, con un rischio anche per i mutui. La decisione di non accettare il ministro dell’Economia “non l’ho presa a cuor leggero”, ha spiegato Mattarella parlando al Quirinale, ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere. 

L’INTERVENTO DI MATTARELLA 

LE PAROLE DI GIUSEPPE CONTE – Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato“, ha detto Conte parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato. “Come vi è stato anticipato ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento” e “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”, ha detto ancora Conte. “Vi assicuro – ha concluso – che ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato

Il generale dei carabinieri Mario Mori, 

Se fossi stato io sarei un folle ad aver organizzato un affare simile, non dovrei andare in carcere ma in una clinica neuro-psichiatrica”. Lo ha detto il generale Mario Mori durante il faccia a faccia di Giovanni Minoli in onda oggi su La7, commentando la sentenza della Corte d’assise di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia che lo ha condannato a 12 anni di reclusione.
    “Sono le stesse carte, le stesse vicende e gli stessi testimoni del processo di favoreggiamento a Provenzano in cui sono stato assolto – ha aggiunto – Mi sono innervosito e poi ho deciso di continuare a difendermi. Penso che sia un processo che ormai è debordato dal campo penale per entrare in quello che è storico-ideologico. Qui si fa l’analisi di un periodo storico più che esaminare le colpe di qualche imputato”