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La Regione Siciliana, inadempiente nei confronti della ditta esecutrice dei lavori dell’ultima rata dei lavori, di 445mila euro, il 15% del costo totale dell’opera, dovrà restituire un immobile di Librino a Catania dove da anni abitano personale delle forze dell’ordine e loro famiglie. Lo rende noto il Sunia ricostruendo la vertenza. Nel 2010 la Fasano Costruzioni sita in giudizio la Regione che nel febbraio 2013 è stata condannata, con sentenza definitiva per il mancato ricorso in appello, alla restituzione dell’immobile. Deve inoltre all’impresa 1.600.000 euro, per il lucro mancato, e 18.000 euro per ogni mese di ritardo nella consegna dei locali, oltre le spese legali: “un totale – fa i conti il Sunia – di oltre 5.000.000 di euro, 10 volte quindi rispetto all’insolvenza di 450.000 euro che ha portato la Regione Sicilia a perdere la proprietà dell’immobile”. Il sindacato degli inquilini ha chiesto un incontro al governatore Nello Musumeci e al presidente dell’Antimafia Claudio Fava.
   

Il governo regionale trovi una soluzione immediata per
scongiurare che i lavoratori Pip ed Asu rimangano già da questo mese senza stipendio a causa del mancato rinnovo della convenzione tra Regione e Inps.

Per questo personale che presta servizio nei Dipartimenti, nelle Aziende sanitarie, nei Comuni, nei Poli museali e in diversi uffici regionali serve una presa di coscienza da parte del governo Musumeci che includa anche la possibilità di internalizzare il servizio di pagamento delle spettanze di questi lavoratori.

Migliaia di famiglie siciliane rischiano di non avere la certezza del reddito proprio per le controversie registrate in questi mesi. Si ponga fine a questa situazione che rischia di diventare dramma per migliaia di siciliani”. Lo afferma Edy Tamajo, deputato regionale di Sicilia
Futura.

Il presidente di Eicma Antonello Montante.
Pronuncia Riesame Caltanissetta, confermate altre misure

Resta in carcere l’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, mentre sono stati revocati gli arresti domiciliari all’imprenditore di Caltanissetta Massimo Romano, al quale il Tribunale del riesame ha applicato il divieto di dimora nella città. Arresti domiciliari confermati anche per l’ex capocentro Dia di Palermo, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata e per Diego Di Simone, il poliziotto poi passato a ricoprire il ruolo di responsabile della sicurezza di Confindustria. Così hanno deciso i giudici del Tribunale del riesame nel valutare i ricorsi presentati dagli indagati nell’inchiesta “Double face”, con cui la Squadra mobile ha fatto luce sui presunti intrecci tra l’imprenditore Montante e diversi componenti delle forze dell’ordine che gli avrebbero fornito informazioni riservate in cambio di favori.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci
”Fino a realizzazione nuovi impianti e discariche”

“L’emergenza rifiuti in Sicilia durerà ancora un anno, fino a quando non saranno realizzate le nuove discariche e nuovi impianti. Dobbiamo correre contro il tempo”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Non possiamo affrontare una gestione ordinaria – ha concluso – Molto è determinato dal basso tasso di raccolta differenziata, gli impianti sono pochi e non riescono a smaltire i rifiuti indifferenziati. Purtroppo dal ministero dell’Ambiabte non abbiamo avuto grande disponibilità. Il commissariamento dato due mesi fa non ci dà grandi poteri speciali”.
   

Aveva 82 anni. Guidò anche l’Antitrust dal ’90 al ’97

 E’ morto ieri sera a Roma all’età di 82 anni Giacinto Militello. Fu segretario confederale della Cgil nel periodo in cui Luciano Lama guidava il sindacato.
    Presidente dell’Inps dall’85 all’89 e a capo dell’Antitrust dal ’90 al ’97. E’ stato autore di numerosi saggi di economia e politica, uno degli ultimi analizzava la prospettiva liberalsocialista e il futuro della sinistra in Italia.
    Da giovane fu presidente dell’Ugi, Unione goliardica italiana. Da sempre su posizioni di sinistra, per Militello si prospettò un impegno come segretario regionale siciliano del Pci dopo l’assassinio di Pio La Torre, avvenuto il 30 aprile ’82; ma l’ipotesi non si concretizzò.
    Militello lascia la moglie e due figli. Sarà sepolto nel cimitero di Montemaggiore Belsito, nel Palermitano, dove era nato.

Le segreterie scolastiche hanno ricevuto gli elenchi con i nomi. Parte la caccia al prof

Saranno resi noti il 5 giugno dalle ore 12 sul sito del Miur i nomi di chi comporrà le commissioni di maturità ma intanto le segreterie scolastiche hanno ricevuto gli elenchi con i nominativi e gli studenti si stanno già attivando per scoprire quante più informazioni su di loro, soprattutto sugli esterni. Skuola.net ha chiesto ai ragazzi come si organizzeranno: 1 su 3 aspetterà con pazienza la pubblicazione on line, mentre gli altri si daranno da fare già prima. Una delle principali attività che, alla vigilia di ogni maturità, gli studenti mettono in campo, infatti, è la ricerca spasmodica di informazioni su chi li dovrà giudicare senza conoscerli: i commissari esterni.

Tradizione vuole che, a poche settimane dall’esame di Stato, il ministero dell’Istruzione pubblichi sul proprio sito Internet e comunichi a ogni scuola i nomi dei professori che comporranno le commissioni. È quello il giorno in cui partono ufficialmente le ‘indagini’. Un dato confermato anche quest’anno: il 4 giugno, le segreterie hanno avuto accesso agli elenchi dei commissari. E, quasi in tempo reale, sui social network si sono moltiplicate le fughe di notizie, con immagini di presunte liste e richieste d’informazioni da parte dei maturandi. Una volta consegnati alle scuole, domani il Miur renderà pubblici quegli elenchi anche su Internet: per questo i ragazzi non sembrano avere tutta questa fretta. Almeno così ha risposto un terzo dei 7500 maturandi intervistati da Skuola.net. E gli altri? Curiosi sì, ma senza farsi prendere dall’ansia: solo il 17% è andato personalmente in segreteria per avere la lista, senza aspettare la pubblicazione online, mentre il 18% ha demandato il compito ai rappresentanti di classe. Ma la fetta più ampia – il 32% – attenderà pazientemente che il Miur la diffonda via Internet. Anche se, quando tutto sarà messo nero su bianco, lo scenario cambia. È in quel momento che partirà la ‘caccia al commissario’. Perché, una volta entrati in possesso di quei nomi, l’istinto investigativo dei ragazzi torna a farsi vivo. Oltre l’80% degli studenti sostiene che inizierà a scandagliare fonti personali e risorse web per cercare di capire il più possibile chi sono quegli sconosciuti: il 62% se ne occuperà in prima persona, il 21% si farà informare dai compagni di classe. Appena il 17% dichiara che non farà nulla.

Tra le notizie fondamentali da sapere sul conto dei commissari esterni, al primo posto ci sono, senza alcun dubbio, eventuali stranezze e fissazioni (30%). Molto ambite pure le domande più frequenti che fanno alle interrogazioni (25%). Segue il livello di severità con cui assegnano i voti (15%). Interessa meno la personalità (14%). Il canale preferito per avere questi dati restano i propri docenti (31%), ma anche la pista ‘tech’ è molto battuta, con due scuole di pensiero a confronto: il 26% si affiderà a un social network, il 20% ai siti internet specializzati per studenti. Solamente il 6% resta legato agli stratagemmi del passato e andrà direttamente nella scuola dove insegnano i prof esterni. E se fino allo scorso anno la piattaforma maggiormente consultata (quasi l’unica) era Facebook, oggi si fa largo un nuovo protagonista: Instagram. È un vero boom quello registrato dall’attuale re dei social: se nel 2017 lo usava come strumento d’indagine un misero 2%, ora lo adotterà ben il 14%. Resiste il primato di Fb (verrà utilizzato dal 68% dei maturandi che sceglieranno la modalità di ricerca ‘social’) ma con un evidentissimo calo (dodici mesi fa erano addirittura l’84%).

Polizia di stato, carabinieri e guardia costiera effettuano controlli e perquisizioni 

Arrestati sei cittadini dello Sri Lanka

La polizia di Stato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, ha arrestato i cittadini srilankesi, di etnia Tamil, Mary Amalanayaki Bosco Chandrakumar, Chandrakumar Anthiresu Bosco, Anton Nitharsan David Anton Winsilo, Prashanth Chandrasegaram, Jerade Alosius Alphonse e Dukeshikanth Edwerd Selvarasa, accusati di far parte a vario titolo di un’associazione finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con l’aggravante delle transnazionalità. Le attività d’indagine, condotte dalla Squadra Mobile di Palermo, hanno preso avvio dopo l’arresto di due cittadini srilankesi, il 31 dicembre del 2016 dalla polaria all’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo. I due avevano documenti di identità falsi, con i quali stavano tentando di imbarcarsi su un volo diretto a Londra.

Critiche da opposizione e associazioni sul nuovo titolare del ministero della Famiglia e della Disabilità dopo una sua intervista nella quale sottolineava che a suo avviso ‘le famiglie arcobaleno non esistono’.

 

Incentivare le nascite e disincentivare gli aborti; sostenere la famiglia, che è “quella naturale”, mentre le famiglie arcobaleno “per la legge non esistono”. Così il neoministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, oggi intervistato da Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Avvenire e Gazzettino.

Parole bocciate dall’opposizione e dalle associazioni per i diritti gay. “Trovo gravissimo – dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà – che un ministro della Repubblica neghi la realtà, anche se ne capisco la funzione reazionaria e oscurantista. Negare l’esistenza di chi chiede diritti e riconoscimento equivale a voler oscurare dei cittadini, silenziarli, relegarli fuori dal dibattito politico e sociale”.

“Se c’era una cosa ‘moderna’ che la nostra Repubblica aveva messo in campo negli ultimi trent’anni era il Ministero alle Pari Opportunità. La sua assenza nella compagine di governo, assimila questo neonato mandato a quelli del vecchio pentapartito. Il premier vuole un Governo del cambiamento? Allora assegni la delega alle Pari Opportunità, investa sulle politiche dell’uguaglianza, risolva le diseguaglianze e le discriminazioni”, commenta l’Arcigay.

E sulle quali, inoltre, è freddo anche il neo ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini.  “Fontana è libero di avere le sue idee” – sottolinea Salvini parlando a Fanpage.it – ma “non sono priorità e non sono nel contratto di governo”. Così il neo-ministro dell’Interno, Matteo Salvini smentisce, in un’intervista a Fanpage.it, il ministro della Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana, per il quale in un’intervista le famiglie gay “non esistono”.

E mentre monta la polemica è lo stesso Fontana a respingere al mittente le accuse: ‘”Non è stato previsto nulla sul ‘contratto’ tra Lega e M5s – sottolinea ripetendo quanto detto da Salvini – evidentemente è una polemica strumentale tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e tifo Hellas Verona di calcio”.

E lo stesso Salvini puntualizza: “Non ho nessuna intenzione di rivedere leggi del passato come l’aborto e le unioni civili: da papà sono convinto che i figli devono avere un papà e una mamma ma la questione delle famiglie non è all’ordine del giorno di questo governo, ci hanno votato per avere meno immigrati e più sicurezza”. “Detto questo – ha aggiunto – ognuno ha le sue idee e non deve essere lapidato per questo”

 

L’imprenditore nisseno Antonello Montante, 55 anni, attualmente detenuto nel carcere Malaspina di Caltanissetta, chiede ai giudici del Riesame di tornare in libertà e lo fa attraverso i suoi legali, Giuseppe Panepinto e Nino Caleca; la discussione del ricorso è fissata per martedì prossimo.

Montante è accusato di associazione a delinquere, finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, e corruzione: avrebbe cercato di ottenere informazioni riservate su coloro che considerava suoi avversari e sul pentito Salvatore Dario Di Francesco.

Inizialmente, per l’imprenditore, erano stati previsti gli arresti domiciliari, ma successivamente il gip Maria Carmela Giannazzo ha disposto la detenzione dietro le sbarre visto che Montante avrebbe fatto entrare in casa persone non autorizzate e anche per i suoi presunti tentativi di far sparire materiale informatico che poteva essere utile alle indagini.