Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 153)

“Nonostante l’inizio dell’anno scolastico sia stato scaglionato per i 717.000 studenti siciliani, sono tante le criticità che il Ministero dell’istruzione deve ancora risolvere. La maggior parte delle 831 scuole presenti in Sicilia sono a corto di personale tra docenti e Ata, è corsa contro il tempo per adeguare i locali dei 4.000 plessi scolastici alle esigenze di sicurezza imposte dal covid, mentre sono solo poche centinaia i banchi monoposto arrivati”. Lo dichiara il segretario della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza.

“Sebbene il Ministero continui a parlare di decine di migliaia di immissioni in ruolo – spiega – la realtà è che in questa prima fase mancheranno nelle nostre scuole moltissimi docenti. Avevamo chiesto un concorso straordinario per titoli destinato a docenti precari con almeno 36 mesi di servizio per garantire l’avvio del nuovo anno scolastico. Invece ci scontriamo con una situazione ben diversa e drammatica poiché i concorsi ordinari e straordinari ancora devono essere avviati. Mentre il nuovo sistema di reclutamento dei precari, le cosiddette GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), registra migliaia di errori che ne hanno paralizzato l’utilizzo”.

“Rispetto ai banchi monoposto – aggiunge Rizza – che arriveranno forse a fine di ottobre, dei 400.000 richiesti in Sicilia ne sono arrivati solo un centinaio. Addirittura a livello nazionale sono stati consegnati poco meno del 10% dei 2,5 milioni previsti dal CTS del commissario straordinario Arcuri. Come se non bastasse non è stato ancora completato il percorso di recupero dei locali scolastici. In molte scuole i lavori di edilizia leggera sono ancora in corso e il tanto auspicato sdoppiamento delle classi non è stato raggiunto in molte scuole che registrano la presenza di classi con circa 30 alunni”.

“Preoccupante anche il tema dei trasporti – aggiunge – che penalizzerà soprattutto gli studenti pendolari, i quali dovranno fare i conti con mezzi non sufficienti e con parametri di sicurezza allarmanti considerata la capienza consentita dell’80%”.

“Infine – conclude il segretario – il problema della misurazione a scuola della temperatura. Molti genitori temono che altri possano mandare i figli a scuola con febbre, mal di pancia e mal di gola, e quindi chiedono che il controllo venga fatto a scuola. Le linee guida nazionali sono chiare nel disporre che la temperatura vada misurata a casa, ma alcune regioni stanno optando per la rilevazione all’ingresso delle scuole. Noi riteniamo che le scuole non siano in grado di garantire questo controllo per due semplici ragioni. Non ci sono le risorse per consentire l’acquisto di questi strumenti, il personale non è sufficiente in considerazione del fatto che gli istituti contano un numero elevato di studenti che va da un minimo di 600 a punte di oltre 1.500 e per espletare una procedura del genere occorrerebbero ore”.

Per chi subì danni provocati dalle forti precipitazioni dell’autunno 2018, in arrivo centinaia di migliaia di euro per il settore abitativo nella provincia di Agrigento. Tutto è contenuto in un decreto firmato dal dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile che destina complessivamente oltre 4,5 milioni di euro per i danni subiti da privati e imprese in quasi tutte le province della Sicilia a causa di un’ondata di maltempo straordinaria che si abbattè sull’Isola a cavallo tra ottobre e novembre, portando ad esondazioni e crolli. Per il settore abitativo si tratta di fondi che ammontano a oltre 2,35 milioni di euro (121 beneficiari), mentre le attività produttive riceveranno complessivamente poco più di 2,27 milioni di euro (54 nominativi). L’aiuto concesso è pari all’80% per cento dell’importo totale dei lavori. Sono interessate, per il settore abitativo, le province di: Agrigento, Catania, Enna, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani; per le attività produttive quelle di: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. La disposizione e gli elenchi sono pubblicati sul portale istituzionale della Regione Siciliana.

Oggi siamo qui a piazza Pretoria per la sfiducia al sindaco Orlando. Staremo qui, nel cuore di una Palermo sofferente per smascherare quei consiglieri comunali che non vogliono liberare la città, quei cambia-casacca che scappano dalla disperazione dei cittadini per salvare la propria poltrona”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc. “Il verdetto di questa sindacatura è incontrovertibile – prosegue Figuccia- e non ci vorranno certo altri due anni per attestare il disastro targato Orlando che ha fatto scivolare Palermo nel degrado più assoluto. Negli scorsi mesi, gli indici di gradimento dei sindaci di tutta Italia – continua Figuccia –  hanno visto “il sindaco che lo sa fare” ultimo in classifica, basta tanto per prendere atto della delegittimazione popolare che rende Orlando incompatibile con Palermo e con i palermitani. Anni di passerelle per trovarci sempre tra montagne di rifiuti e sporcizia. Per lui e per i suoi giannizzeri – conclude – non resta molto da fare se non i pacchi e appendere la fascia tricolore al chiodo”.

In Sicilia, nelle ultime 24 ore, sono 61 i nuovi positivi al Coronavirus, a fronte di 2.726 tamponi effettuati, su un totale di 400.678 da inizio pandemia. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il totale delle persone attualmente positive in Sicilia arriva a 1.793 mentre si è  registrato un decesso così specificato dall’agenzia Italpress: la persona deceduta era di Catania ma che il decesso è avvenuto a Messina, dove si trovava ricoverato. Il paziente presentava comorbilità.

I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 5.241. Le persone al momento ricoverate con sintomi, in regione, sono 120 (+4), di cui 17 in terapia intensiva, mentre sono 1.656 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.158. La Regione Siciliana comunica inoltre che, dei 61 nuovi positivi, 3 sono migranti.

Il matrimonio si è trasformato in un incubo. Durante il banchetto la sposa è stata investita in faccia dal flambé, un procedimento di cottura a cui si aggiunge liquore in una padella calda per creare una fiammata. E’ successo in una sala trattenimenti di Trabia, nel Palermitano.
Lo sposo di Partinico è stato il primo ad intervenire e cercare di spegnere le fiamme. La giovane, originaria di Borgetto, è stata ricoverata al centro grandi ustioni dell’ospedale Civico di Palermo. L’incidente è avvenuto subito dopo l’entrata della coppia in sala, durante il classico flambé di benvenuto. Dopo essersi posizionati davanti al banco per la foto di rito, il maître ha iniziato ad armeggiare sul padellone. Dopo aver acceso però è partita una fiammata che ha colpito in pieno volto la sposa. Le fiamme si sono propagate sul capo e sul vestito.

Un’ambulanza ha poi trasportato  in ospedale la neo sposa che ha riportato ustioni al viso e sulla porzione superiore del corpo. Sull’episodio adesso indagano i carabinieri.

La figlia di una donna morta in ospedale a Palermo denuncia la scomparsa delle fede nuziale del genitore. E’ successo a Palermo. A raccontarlo ai carabinieri della compagnia di San Lorenzo una donna che ha presentato una denuncia contro ignoti: «Mia mamma Rosalia è morta la settimana scorsa. Ci ha lasciati nel tragitto tra la sua casa e l’ospedale Cervello. Nella busta con i suoi effetti personali che ci hanno consegnato alcune ore dopo non c’erano le fedi nuziali. Un dolore che si aggiunge al dolore. Non vogliamo accusare nessuno, non ci interessa dare colpe. Però queste cose non devono accadere».

L’episodio è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 settembre. «Mi madre aveva 82 anni e stava bene. Da qualche giorno aveva un po’ di affaticamento. Abbiamo chiamato i sanitari del 118 che l’hanno portata in ospedale in ambulanza – racconta la figlia – Non appena siamo arrivate in ospedale il medico ci ha detto che mia madre era morta. Era in una stanza per gli accertamenti di rito e noi non abbiamo potuto raggiungerla per i divieti che ci sono per il Coronavirus».

“La mia vita e il mio impegno politico sono sempre stati guidati da una convinta ispirazione cristiana. Servono realismo e buon senso per affrontare e avviare a soluzione la triste questione dei migranti che perdura da anni e che non ammette più distrazioni da parte di alcuno, a cominciare dall’Unione europea. Compito del presidente della Regione è quello di garantire la salute di tutti, nel rispetto delle leggi e della dignità umana”.

Lo dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci dopo avere incontrato a Palazzo d’Orleans il Vescovo della Diocesi di Cefalù Marciante.

“La notizia che un dipendente del centro regionale per l’impiego di Palermo sia positivo al Covid-19 desta grande preoccupazione, ma conferma i timori che già lo scorso agosto avevamo segnalato al Dipartimento della Funzione pubblica di Roma: la decisione del Governo Musumeci di far rientrare tutti i lavoratori in servizio, senza adottare ogni misura necessaria a evitare i contagi, espone i siciliani a enormi rischi.

Ci auguriamo che adesso il presidente Musumeci cambi rotta e torni a confrontarsi con i sindacati, a tutela della salute di migliaia di dipendenti”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal, commentando la notizia di un dipendente regionale risultato positivo al Covid-19.

“La sanificazione dei locali di Palermo arriva tardi ed è solo una goccia nel mare – continuano Badagliacca e Lo Curto – I centri per l’impiego di tutta la Sicilia a breve saranno presi d’assalto per Garanzia Giovani, vogliamo sapere se in questi mesi sono state fatte le sanificazioni, se sono stati redatti tutti i Documenti di valutazioni rischi, se in tutte gli uffici regionali, dai centrali ai periferici, sono rispettate le distanze e ci sono barriere di protezione, mascherine e gel. I lavoratori regionali, offesi a più riprese da questo Governo, hanno il diritto di non essere esposti al contagio”.

Stop momentaneo nelle Aziende sanitarie e ospedaliere ai concorsi “già avviati o comunque in itinere – fatta esclusione dell’implementazione degli organici carenti e delle attività connesse all’emergenza pandemica – anche finalizzati all’attribuzione della direzione di unità operative complesse”. Lo prevede un vademecum anti-propaganda firmato dall’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, e trasmesso alle Asp e per conoscenza alle 14 Procure dell’isola.

Questo perché, scrive Razza nel documento, nelle prossime elezioni del 4 e 5 ottobre “potrà verificarsi che siano presenti nelle liste elettorali dipendenti del Servizio sanitario regionale e delle strutture private convenzionate”.
Così per “tenere del tutto estraneo alla contesa il sistema sanità” si sospendono i concorsi. Nel provvedimento, firmato anche dal dirigente generale Mario La Rocca, l’assessore sollecita le Asp a trasmettere un codice di comportamento per la campagna elettorale, rispettando cinque regole: nessuna inaugurazione di reparto; le attività sanitarie non potranno (né dovranno) essere turbate da iniziative di carattere propagandistico, ivi compresa la organizzazione di riunioni ed incontri; nessun nuovo contratto; vietato diffondere “santini”; si invitano i candidati, a richiedere un periodo di aspettativa e/o di usufruire dei giorni di permesso per la durata della campagna elettorale.

Sono 44 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Attualmente ci sono 1.747 positivi di cui 116 ricoverati in ospedale, 18 in terapia intensiva e 1.613 in isolamento domiciliare, per un totale di 5.180 casi dall’inizio dell’epidemia. Sei sono i guariti, che salgono a 3.144. I tamponi eseguiti sono 4.002. I 44 nuovi positivi sono cosi’ divisi: 6 ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 8 a Catania, 2 a Enna, 14 a Palermo, 4 Ragusa, 1 Siracusa e 6 a Trapani. I decessi dall’inizio della pandemia restano 289.