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L’ex primario di Uroginecologia di Villa Sofia è stato arrestato nel novembre 2017 dopo la denuncia presentata da una paziente, una tunisina di 28 anni dalla quale avrebbe preteso dei favori sessuali

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Il ginecologo Biagio Adile è stato sospeso a tempo indeterminato, non lavora e quindi non può reiterare il reato. E’ questo il motivo per cui la seconda sezione del tribunale, presieduta da Lorenzo Matassa, ha rimesso in libertà il medico finito ai domiciliari con l’accusa di avere abusato di una paziente migrante da lui seguita per alcune gravi patologie.

Adile era primario di Uroginecologia di Villa Sofia. E’ stato arrestato nel novembre 2017 dopo la denuncia presentata da una ragazza tunisina di 28 anni dalla quale avrebbe preteso dei favori sessuali per quanto era riuscito a fare per la sua situazione clinica. Al centro dell’indagine una registrazione che la donna ha fatto con il cellulare e che incastrerebbe lo specialista. La vittima della presunta violenza, arrivata a Palermo e ospite di una casa famiglia della provincia, si era rivolta ad Adile che si è messo a sua disposizione riuscendo finalmente a trovare una cura per risolvere suo problema. Due gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori, uno nello studio privato del primario e l’altro nel reparto di Villa Sofia. Adile ha sempre respinto ogni accusa. 

La Procura di Palermo ha riaperto l’inchiesta sul furto della Natività del Caravaggio, celebre quadro rubato la notte del 17 ottobre del 1969 nell’oratorio di San Lorenzo .
    I pm del capoluogo hanno indagato per anni sulla vicenda – l’opera è nella top ten delle più ricercate dall’Fbi – ma l’indagine è stata sempre archiviata. Recentemente nuovi input agli inquirenti sono stati dati dall’attività svolta dalla commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Il fascicolo, assegnato all’aggiunto Marzia Sabella e al pm Roberto Tartaglia – sarebbe ancora a carico di ignoti.

 

 

Incontro con l’assessore regionale al territorio Cordaro

Migrants on a rubber dinghy are approached to be rescued by the vessel Responder, run by the Malta-based NGO Migrant Offshore Aid Station (MOAS) and the Italian Red Cross, in the Mediterranean sea, Thursday, Nov. 3, 2016. Accordant to MOAS 147 people, of which 20 women, were rescued. (Francesco Malavolta/MOAS via AP) [CopyrightNotice: Francesco Malavolta]

Le associazioni Centro Pio La Torre, Laboratorio Zen Insieme, Donne di Benin City, l’Arci, il Comitato per la Casa e i sindacati Cigl, Cisl e Uil hanno incontrato questa mattina l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Salvatore Cordaro, per rappresentare la loro posizione contraria alla realizzazione di un hotspot per i migranti nel quartiere palermitano dello Zen.
    Nel corso dell’incontro le associazioni hanno ribadito come le periferie di Palermo vadano risanate a partire dai bisogni delle persone che le abitano, rilanciandone lo sviluppo locale e favorendo l’inclusione sociale. Hanno inoltre proposto che i 47 ettari del fondo San Gabriele sul quale dovrebbe essere realizzato l’hotspot siano trasformati in orti urbani da affidare ai cittadini per renderli fruttuosi e valorizzare l’area dal punto di vista ambientale, culturale e associativo.
    L’assessore ha sottolineato come la sua posizione sia “tendente ad accogliere l’indirizzo del consiglio comunale di Palermo che ha deliberato la contrarietà alla realizzazione dell’hotspot.
    Tuttavia ci sono dei passaggi tecnici da realizzare, tra cui quello fondamentale del Cru (Consiglio regionale dell’urbanistica) che ancora non è stato convocato perché manca la comunicazione ufficiale da parte del Comune della decisione del consiglio e della relativa documentazione a corredo della decisione”. “Va ricordato – ha concluso Cordaro – che il ministero per ragioni particolarmente specifiche può imporre la realizzazione.
    Parlerò con il neo-ministro dell’Interno, Salvini, per capire quale sia l’orientamento del nuovo governo”.

Migranti: Minniti, no a ‘pacchia finita’

L’intervento dell’ ex ministro dell’interno Marco Minniti al seminario. Le nuove frontiere dell’immigrazione.  Verso percorsi di legalità, inclusione e sicurezza,  a Catania, 16 giugno 2018.

Aquarius azzardo politico e umanitario,non c’è emergenza sbarchi

“Non posso dire a minorenne non accompagnato ‘la pacchia è finita’, non capirebbe, perché non ci può essere cosa più drammatica che lasciare la propria famiglia.
    Le migrazioni sono un business? No. Può esserci malaffare? Sì. E tuttavia definire le migrazioni un business significa non aver capito bene quello che abbiamo di fronte. Si può dire, parlando dell’immigrazione, ‘la pacchia è finita?’ No”. Lo ha detto l’ex ministro del Interno Marco Minniti a un convegno su migrazioni a Catania promosso dall’associazione di magistrati Area Dg. Parlando della nave Aquarius di Sos Mediterranee con a bordo personale di medici senza frontiere in viaggio verso Valencia, Minniti ha detto che “considera la vicenda un azzardo politico ed umanitario poiché non c’è una ragione per vietare gli approdi per una questione semplicissima: non c’è una emergenza di sbarchi in questo momento nel nostro Paese”.
   

Migranti:de Raho,no Pg ostacolo indagini

L’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho al seminario. Le nuove frontiere dell’immigrazione. Verso percorsi di legalità, inclusione e sicurezza, a Catania, 16 giugno 2018.

‘Disordine’ in interventi rende difficile contrasto trafficanti

 “L’esperienza acquisita nel contrasto al traffico umano è vasta, e le Procure siciliane e del sud Italia sono state in grado di portare avanti indagini particolarmente significative. Quello che rende difficile il contrasto alle organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti è il ‘disordine’ negli interventi. Questo determina l’impossibilità di avere appartenenti alla polizia giudiziaria sulle nave che vanno a recuperare i migranti”. Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho.
   

Migranti: Crimi, stretta su Ong

Il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi 

Sottosegretario, governo sta intervenendo su loro utilizzo

“Anche in queste ore ci sono delle navi italiane che hanno raccolto migranti e che arrivano nei porti. Il governo italiano sta facendo una stretta sull’utilizzo delle Ong, sul modo in cui stanno intervenendo, incrementando le aspettative ed alimentando il traffico di esseri umani. Questo é un meccanismo che ha fatto cambiare completamente la strategia ed è su quello che stiamo intervenendo”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Crimi (M5s), a margine di un convegno a Catania di Area Dg su “Le nuove frontiere dell’immigrazione”.
   “La pacchia è finita per chi specula sui migranti” per quelli che “sui 600 migranti” a bordo dell’Aquarius che vanno a Valencia “avrebbero lucrato 600mila euro al mese chissà per quanto tempo”, ha aggiunto Crimi. C’è un albergatore che non ha potuto accogliere 50 persone per un mese – ha aggiunto – una cooperativa che non ha avuto un appalto. E’ questo che dobbiamo bloccare in Italia. La pacchia è finita per chi ha speculato”. 

Tavoli in loggiato di fronte cappella Palatina, ospiti pagano

Una cena a pagamento con tavoli apparecchiati con tovaglie bianche sono stati allestiti lungo il loggiato davanti agli uffici di alcuni gruppi parlamentari e di fronte alla cappella Palatina, nel piano del Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano. I commensali per l’evento di questa sera, circa 300, sono i soci e gli aderenti ad Anita, l’associazione nazionale imprese trasporti automobilistici di Confindustria, che hanno ottenuto l’ok per una visita riservata nella dimora che fu di Federico II.
    Come da richiesta inoltrata dalla Fondazione “Federico II” alla Presidenza dell’Ars e all’ufficio di questura che hanno dato l’autorizzazione, la cena si sarebbe dovuta svolgere nei giardini reali all’esterno del Palazzo ma a causa del maltempo è stato deciso di sistemare i tavoli nel loggiato. L’evento è stato richiesto per oggi, dalle 18 alle 24.

A sud di Lampedusa saranno trasferiti su motovedetta G.Costiera

Sbarcheranno in Italia i 42 migranti salvati dalla nave Trenton della Marina americana davanti alle coste libiche, superstiti di un naufragio che ha causato la morte di altre 12 persone. La Trenton, a quanto si apprende, arriverà in prossimità di Lampedusa domenica mattina e dall’isola si muoverà un mezzo della Guardia costiera italiana che recupererà i 42 per trasferirli in un porto ancora da assegnare.
   

 

Il patto dell’arancino non diventi un’intossicazione generale. Calare nel dibattito politico i risultati di ogni tornata elettorale diversa dalle elezioni regionali non fa bene al cammino istituzionale del centrodestra in Sicilia. E non lo fa soprattutto, se esso diventa alibi per attaccare il complesso percorso di risanamento che si è prospettato a tutti i soggetti della coalizione ed in primis al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che rappresenta il garante tra la politica e i cittadini. È spiacevole leggere le ultime dichiarazioni critiche del presidente dell’Ars, tranne che egli non sia pronto a prenderne le distanze come Macron al culmine di una crisi diplomatica. Mi sembra di trovarmi davanti ad un Giano bifronte se confronto l’uscita compiacente di Miccichè dopo l’approvazione della Finanziaria con le infelici interviste delle ultime ore. Cosa è accaduto in meno di due mesi per far cambiare atteggiamento al commissario regionale di Forza Italia? E in aula cosa è disposto a dimostrare nei fatti e negli atti il suo partito per dare l’idea di un gruppo politicamente efficiente? Alimentare implicitamente certi interrogativi non rende onore all’impegno istituzionale di Miccichè che riconosco non essere un destabilizzatore. Ritroviamo responsabilmente lo spirito di coalizione sulle grandi questioni che riguardano i siciliani, e prestiamo meno il fianco alle piccole discussioni di vicinato politico.

Roberto La Galla
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 I risultati delle elezioni amministrative, in provincia di Agrigento, portano nuove adesioni a IdeaSicilia. Si tratta di Giuliana Miceli, neo eletta al consiglio comunale di Ravanusa e di Graziella Caro, per il consiglio comunale di Montallegro, che hanno deciso ufficialmente di aderire al movimento politico fondato da Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla formazione professionale dell’attuale governo regionale.

 

A Giuliana Miceli e a Graziella Caro rivolgo il mio benvenuto nel movimento e i migliori auguri di buon lavoro. La loro adesione è certamente un segnale importante, che conferma il radicamento territoriale di IdeaSicilia nella provincia di Agrigento. Certo del loro impegno e della loro determinazione nel farsi portavoce delle istanze civiche, ritengo che potranno contribuire ad un progetto politico che continua a crescere all’insegna della moderazione e in piena sinergia con il governo regionale”, lo dichiara Roberto Lagalla.​

Angelino Alfano torna a fare l’avvocato. L’ex leader di Ap, al governo per dieci anni consecutivi con vari incarichi tra cui quello di Guardasigilli, ieri ha ripreso il tesserino che gli è stato consegnato dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Agrigento, Vincenzo Avanzato, e che gli era stato sospeso, come prevede la legge per incompatibilità con la carica di ministro.
    “Riparto da dove ho iniziato e da come ho iniziato”, sono state le uniche parole, come scrivono alcuni quotidiani, di Alfano che si è recato negli uffici dell’Ordine al primo piano del Tribunale di Agrigento senza scorta e senza staff al seguito come accadeva in passato. Alfano sarà associato allo studio della moglie Tiziana Miceli, specializzata in diritto civile, ma secondo indiscrezioni l’ex ministro starebbe allestendo uno studio a Milano.