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L’assessore regionale dell’Ambiente Toto Cordaro, nella qualità di autorità ambientale nell’Isola, ha firmato stamane il decreto con il quale viene dato il via libera al Piano regionale per l’amianto. Un ulteriore passo in avanti per rendere operativo uno strumento atteso da 28 anni. Nelle scorse settimane il documento aveva ricevuto il parere favorevole della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali dell’assessorato, presieduta dal professore Aurelio Angelini. Ultimo passaggio, adesso, sarà la trasmissione alla Protezione civile regionale che potrà così procedere con le previsioni che ha fatto per quanto riguarda stoccaggio, smaltimento e trattamento dei rifiuti speciali.
Il Piano, fortemente voluto dal governo Musumeci, consentirà di intensificare la lotta contro lo smaltimento irregolare e bonificare moltissime aree della Sicilia. Ogni ente locale dovrà varare, a sua volta, un proprio Piano e potrà avvalersi del lavoro svolto dalla Regione che mapperà, anche tramite foto satellitari, la presenza di potenziali manufatti in amianto anche per evitarne la rimozione in maniera arbitraria: un rischio per la salute e per le salatissime multe.Tra gli aspetti principali del documento anche le informazioni epidemiologiche aggiornate, le ipotesi sul fabbisogno e le tipologie tecnologiche degli impianti, i criteri di localizzazione e la definizione degli scenari nel breve, medio e lungo periodo.

Calendarizzare al più presto in Conferenza dei capigruppo all’Ars la trattazione del tema dell’attuazione dello Statuto siciliano e di conseguenza delle maggiori risorse che spettano alla Sicilia. Lo chiede il gruppo di Attiva Sicilia, in una lettera indirizzata al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè.

“L’obiettivo è quello di trovarsi pronti in occasione dei lavori della Commissione Paritetica che proprio in questo mese dovrebbe affrontare la discussione sulle norme di attuazione dello Statuto e probabilmente le esiterà”, spiegano i deputati di Attiva Sicilia, Matteo Mangiacavallo, Angela Foti, Elena Pagana, Valentina Palmeri e Sergio Tancredi.

“La questione è di importanza fondamentale – sottolineano – perché da queste norme dipendono le reali opportunità di sviluppo della Sicilia. La nostra regione non merita ancora di stare con il cappello in mano, elemosinando risorse dallo Stato, attraverso accordi utili solo a tamponare emergenze, chiediamo un riconoscimento strutturale delle risorse commisurate alle funzioni attribuite. La questione siciliana riguarda l’Italia intera, un passo decisivo per colmare il divario economico e sociale fra Nord e Sud”.

Se a settembre la sentenza di I grado del TAR aveva stabilito che l’aumento della Tari disposto nel 2018 dal Comune di Campobello nell’Agrigentino, era illegittimo, oggi anche il secondo grado del CGA conferma che quanto denunciava il Movimento 5 Stelle era esatto. I cittadini di Campobello adesso meritano la restituzione delle somme a questo punto indebitamente incassate dal Comune a causa di una scelta scellerata del primo cittadino”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e Francesco Cappello a proposito della della sentenza di II grado del Consiglio di Giustizia Amministrativa che boccia deliberazione comunale con la quale il comune di Campobello di Licata nell’Agrigentino aveva stabilito nel 2018 un aumento del 30 per cento della tariffa della tassa sui rifiuti (TARI). “È il 28 Marzo 2018 – ricostruiscono i deputati – quando gli attivisti del Meetup 5 stelle Campobello di Licata assistono e trasmettono la diretta della seduta consiliare in cui si è votato all’unanimità l’aumento del costo della tari per circa il 30%. Un aumento che ha messo fortemente in crisi le famiglie e le attività commerciali della comunità.
Così con il gruppo locale del Movimento 5 Stelle coordinato da Giuseppe Sicilia, Roberto Casuccio, Salvatore Gravotta e Davide Lo Leggio e dal senatore Rino Marinello, abbiamo portato avanti un’azione legale contro tale delibera portando quindi il Comune di Campobello in Tribunale. Morale, oggi anche il CGA ci ha dato ragione dopo che il TAR aveva annullato gli atti comunali impugnati, riconoscendo le ragioni dei ricorrenti. Nel caso di specie, il Comune di Campobello di Licata dovrà prendere atto di quanto stabilito anche in questa sentenza, trovando il modo di restituire le somme ai cittadini. Siamo stati al fianco della cittadinanza e abbiamo vinto. Un modello virtuoso di partecipazione dal basso che contiamo di estendere in tutta la Sicilia” – concludono i deputati.

La Sicilia da oggi è tra le prime regioni d’Italia ad essere ‘plastic free’. Grazie alla legge del Movimento 5 Stelle approvata oggi a sala d’Ercole scatta nell’isola il divieto per la Regione, gli enti regionali, istituti ed aziende soggette alla vigilanza della Regione di utilizzare contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o bevande nelle mense”.

“L’obiettivo – precisa il deputato Giampiero Trizzino, primo firmatario della legge – è mettere al bando la plastica da tutte le amministrazioni di pertinenza della Regione e sostituirla con materiali biodegradabili e quindi non inquinanti, proponendo comportamenti virtuosi da parte di chi opera negli enti”.

“Proponiamo – continua  Trizzino – un modello virtuoso che possa diffondersi in ogni diramazione dell’amministrazione regionale e che rappresenti un contributo concreto alla riduzione di rifiuti e delle materie plastiche che stanno letteralmente soffocando il pianeta.  Contiamo che il modello previsto dalla  legge possa essere replicato in tutta l’isola, con effetti sicuramente positivi per l’ambiente”.

“Sono contento – conclude Trizzino – che alla a legge abbiano contribuito favorevolmente tutti i partiti, rendendola trasversale e dimostrando in questo modo che quello della lotta alle plastiche è un tema molto sentito e che andava assolutamente affrontato”

Grazie a due articoli della deputata Stefania Campo, la legge riserva una particolare attenzione anche all’uso delle plastiche in agricoltura, mediante  un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria degli agricoltori siciliani maggiormente rappresentative e l’associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili per favorire l’impiego di bioteli e di altri materiali compostabili in agricoltura.

“Grazie a fondi extraregionali – dice la deputata – sono previsti contributi per  l’utilizzo di bioteli e materiale bioplastico e compostabile per la copertura degli insediamenti serricoli”.

Il comitato organizzatore , il sindaco di Chiusa Sclafani e la direzione gara hanno diffuso un comunicato stampa per illustrare nei dettagli la tragedia avvenuta ieri mattina durante lo svolgimento del Rally del Sosio. .

“La manifestazione si stava svolgendo regolarmente secondo programma, quando, alle 9:45, sono stato contattato dal direttore di gara che mi ha comunicato che sulla seconda speciale in programma, denominata Caltabellotta, era accaduto un incidente grave, con conseguenze mortali per il copilota – ha detto Francesco Di Giorgio sindaco del comune di Chiusa Sclafani ente organizzatore – mi sono immediatamente recato sul posto dell’incidente dove sono arrivato dopo circa dieci minuti. Di comune accordo con la direzione gara, in segno di lutto abbiamo deciso di interrompere la manifestazione”.

Il direttore di gara ha successivamente illustrato la dinamica dell’accaduto.

“La Prova Speciale n. 2, denominata “Caltabellotta 1”, è iniziata secondo l’orario previsto alle ore 09.04 – ha detto il direttore di gara Michele Vecchio – iI concorrente n. 32 ha impegnato la prova speciale alle ore 09.41 rispettando la cadenza temporale prevista nella tabella di marcia ad esso consegnata. Alle ore 09.42, in seguito all’uscita di strada della vettura Renault Clio Williams n°32 condotta da Vito Parisi e Salvatore Coniglio, il commissario di percorso preposto alla postazione 3 km. 1,08 ha richiesto l’interruzione della prova speciale e l’invio in postazione di team di decarcerazione e ambulanza – ha proseguito Vecchio – con immediatezza, la direzione gara, avvalendosi del coordinamento sanitario della dottoressa Zinella Ferraro, medico capo del servizio sanitario, alle ore 9:43 ha chiesto al capo prova Giovanni Badagliacca, di inviare sul luogo dell’incidente il mezzo di decarcerazione, l’ambulanza ed il carro attrezzi.

Il servizio tracking system ha confermato che la vettura era ferma fuori strada senza aver lanciato alcun segnale di SOS. Alle ore 9:44 è giunto sul posto il mezzo di decarcerazione che, costatata la presenza della vettura capottata fuori dalla sede stradale, ha repentinamente prestato il proprio soccorso. Successivamente giunta sul posto anche l’ambulanza, il medico di bordo ha richiesto, per potere operare, che la vettura venisse capovolta. Lo stesso ha subito constatato l’assenza di parametri vitali del secondo conduttore Coniglio Salvatore. Alle ore 9.45 – ha concluso il direttore – insieme al medico capo del servizio mi sono recato sul luogo dell’incidente”.

Al momento dell’interruzione in testa alla gara c’erano su una Skoda Fabia R5 Alessio Profeta e Sergio Raccuia.

È programmato per oggi il monitoraggio epidemiologico del Comune di Villafrati (Pa) per determinare l’eventuale revoca della ‘zona rossa’ istituita sette giorni fa attraverso un’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci.

A condurre la ricognizione sanitaria sarà il Distretto di competenza dell’Asp di Palermo che effettuerà tamponi sugli ospiti della Rsa e sui cittadini in quarantena. Ieri, visto l’esito negativo di tutti i tamponi eseguiti, il governatore – d’intesa con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha disposto la revoca della “zona rossa” per le quattro sedi della Missione “Speranza e carità”. Il divieto di entrata e uscita dalle strutture era stato stabilito lo scorso 19 settembre come misure per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio della città di Palermo.

Oggi, intanto, secondo quanto comunicato al ministero della Salute per la redazione del bollettino giornaliero, il dato dei ricoveri in Sicilia è aumentato complessivamente di sole 4 unità.

Incidente mortale al Rally Valle del Sosio nell’Agrigentino. Una delle autovettura in gara ha perso il controllo ed è finita – stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Sciacca – prima contro un palo e poi contro un albero. A perdere la vita è stato il copilota Salvatore Coniglio, 54 anni, di San Cipirello (Palermo). L’incidente si è verificato lungo la strada provinciale 37, in contrada Favara di Burgio, in territorio di Caltabellotta. Dei rilievi, per ricostruire la dinamica della tragedia, si stanno occupando i carabinieri di Caltabellotta e Sciacca. Illeso il pilota dell’auto che stava partecipando alla tredicesima edizione del rally.

(ANSA)

Il governatore Nello Musumeci è stato nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministro commissario per l’emergenza sanitaria in Sicilia. Lo ha confermato lo stesso presidente della Regione a margine dei lavori su ‘La sanità post Covid-19’ a Catania.
“Stiamo lavorando sul territorio per isolare sul nascere il contagio – ha aggiunto – così non avremo bisogno di un eccessivo numero di posti letto. Abbiamo 30 persone in terapia intensiva, non siamo in emergenza, ma lavoriamo per prepararci al peggio e al Covid hotel per alleggerire gli ospedali. Abbiamo acquistato due milioni di tamponi rapidi perché vogliamo subito individuare il positivo, stiamo andando nelle scuole con i test salivari per evitare ai bambini il fastidio dei tamponi. Stiamo facendo – ha aggiunto – tutto quello che è utile in una fase di costante tensione e attenzione».

“Basta nascondersi dietro ad un dito o ai DPCM nazionali. La capienza di molti stadi siciliani consente la presenza di pubblico nel rispetto delle misure COVID e del distanziamento sociale. La Regione Siciliana si faccia sentire e faccia ogni sforzo possibile come, coraggiosamente, hanno fatto, nel recente passato, altre Regioni”.

“Comprendiamo che la questione relativa all’apertura al pubblico degli stadi non dipende dalla volontà della Regione Siciliana ma è competenza del governo nazionale, che ha ristretto, qualche giorno fa, i margini di intervento per le singole Regioni.

Chiediamo però che il governo Musumeci faccia comunque sentire, in sede di conferenza Stato-Regioni e in vista del DPCM previsto il 15 ottobre, le ragioni del comparto sportivo siciliano, tra i più in sofferenza per l’assenza di pubblico pagante.
Grazie alla vendita degli abbonamenti e dei biglietti per assistere alle partite allo stadio diverse società sportive siciliane, professionistiche e non, sono finora sopravvissute. Non si può contare all’infinito sull’amore di tutti quei tifosi che ad oggi, non hanno ancora richiesto il rimborso degli abbonamenti, occorre immaginare, nel rispetto assoluto della tutela della salute, una riapertura parziale degli stadi al pubblico, con la prevendita di abbonamenti e biglietti. In alternativa, se questa situazione dovesse persistere vanno urgentemente messe in atto misure economiche compensative, anche per le società dilettantistiche, al fine di scongiurare il loro fallimento, non solo sportivo”.