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La Giunta Regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha 
approvato all’unanimità il finanziamento, per oltre quattro milioni di euro, del ripascimento del litorale in erosione di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento. Il provvedimento è stato deliberato nella riunione convocata nella città dei Templi in occasione della Festa dell’Autonomia Siciliana. 
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale Mariella Ippolito. 
“Voglio ringraziare l’onorevole presidente Nello Musumeci – ha commentato Ippolito – per l’interesse prestato ad un sito di grande bellezza naturalistica 
e pregio storico quale è la costa di Cattolica Eraclea. La forte sensibilità istituzionale di questo Governo ha permesso di intervenire con determinazione a 
tutela della spiaggia di Eraclea Minoa, e di conseguenza della flora circostante. Un segnale importante che risolleva cattolicesi e turisti dalle ultime preoccupazioni di vedere cancellato impotenti un litorale tra i più suggestivi del Mezzogiorno”.https://youtu.be/UUWG6VL-1kA

 

“Finalmente si inizia a squarciare il velo d’ipocrisia di un’antimafia di facciata dietro la quale si celava un sistema di intrighi di potere volto ad asservire ad interessi privati le istituzioni.”
Ad affermarlo, Giuseppe Ciminnisi, responsabile nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”, riferendosi all’arresto di Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine.
“L’arresto di Montante, purtroppo, vede coinvolti esponenti delle forze dell’ordine, i cui comportamenti contestati dalla magistratura, rischiano di minare seriamente il rapporto di fiducia che deve esistere tra i cittadini e le istituzioni. È proprio nel momento in cui – prosegue Ciminnisi – le indagini più recenti hanno finito con il riguardare i piani alti della politica, del movimento antimafia, dell’imprenditoria, delle forze dell’ordine ma anche della stessa magistratura, che sento la necessità di invitare quanti ancora credono nei principi di legalità che ci hanno visti uniti nel corso degli anni, a non demordere e a prendere le distanze da tutti quei soggetti ai quali con troppa facilità è stata consegnata la patente di “antimafiosi doc”, mentre erano in realtà intranei a sistemi di favori e privilegi che nulla hanno a che spartire con quanti hanno pagato con il proprio sangue o con quello dei propri cari la lotta alla mafia.
A nome mio e di tutti coloro che rappresento, voglio dunque esprimere gratitudine ai magistrati e agli appartenenti alle forze dell’ordine che, incuranti delle icone sacre di quest’antimafia che non ha ragione di esistere, stanno coraggiosamente indagando quella zona grigia che solo fino a poco tempo fa era impensabile potesse essere messa sotto accusa.

 

Assolta in primo grado per incapacità di intendere e volereIl sostituto procuratore generale di Palermo Emanuele Ravaglioli ha chiesto la condanna a 21 anni e due mesi di carcere di Valentina Pilato, la giovane palermitana che, a novembre del 2014, abbandonò la figlia, appena partorita, in un cassonetto, uccidendola. In primo grado la donna era stata dichiarata incapace di intendere e di volere e assolta dalla corte d’assise di Palermo. Il dibattimento di secondo grado si “gioca” tutto sulle perizie psichiatriche. Per i consulenti della difesa la Pilato non era in sé quando gettò, dopo averla partorita in casa, la neonata. Si liberò della bimba come si fa di “un oggetto pericoloso che la mente della madre si rifiuta di considerare un figlio”, hanno sostenuto gli esperti per i quali la Pilato avrebbe un disturbo grave dell’umore che si “accompagna a vissuti dissociativi e paranoidei”. Di diverso avviso i consulenti nominati dal gip in incidente probatorio che, pur ammettendo l’esistenza di un “disturbo di adattamento”, ne hanno sostenuto la lucidità.

E’ ricetta imprenditore che di Crocetta diceva, è un cretino

L’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, arrestato ieri per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, teneva molto ad avere rapporti con i giornali e per mantenerli la sua ricetta era quella di dare soldi per la pubblicità così “non rompono i coglioni”.
    In una intercettazione inserita nell’ordinanza del gip di Caltanissetta che coinvolge 22 persone, l’imprenditore stigmatizza il comportamento dell’allora governatore Rosario Crocetta che aveva azzerato l’ufficio stampa della Regione, mandando a casa 22 giornalisti. “E’ un cretino… un coglione di dimensioni cosmiche”, dice Montante parlando mentre è in auto.
    “E’ pazzesco – aggiunge- un governo si mantiene con la comunicazione”. E dice cosa farebbe lui al posto di Crocetta: “Subitu subitu… chiamassi a società a Milano… facci la sponsorizzazione…. E’ la norma come fanno gli americani…
    tutti no? Vacci, dunici due milioni e quattrocento mila euro all’anno e non rompono i coglioni… capisti? Di pubblicità no di attività”.

Si tratta di Maria Fascetto Sivillo. Il giudice è sotto processo a Messina per una presunta tentata concussione nei confronti di Riscossione Sicilia per la cancellazione di alcune cartelle esattoriali

Catania, busta con escrementi recapitata a giudice del Tribunale
 
 

 

 

 Una busta contenente un foglio di carta bianco sporco di escrementi è stata fatta recapitare sabato scorso ad un magistrato della sesta sezione civile del Tribunale di Catania, Maria Fascetto Sivillo, che l’ha consegnata ai carabinieri, ai quali ha presentato una denuncia – querela sull’accaduto.

Lo ha reso noto il legale del magistrato, l’avvocato Giuseppe Lipera. L’esposto è stato presentato anche al procuratore generale della Repubblica presso la suprema corte di Cassazione, al Csm, al presidente della Corte di appello di Catania, al procuratore generale della Repubblica presso la corte di appello di Catania, al presidente del tribunale etneo ed al procuratore della Repubblica di Catania, al capo della sezione polizia giudiziaria Carabinieri presso la procura etnea ed al questore

La busta, con l’indicazione manoscritta della destinataria e dell’indirizzo, con apposto un timbro postale del 7 maggio scorso e senza indicazione del mittente, è stata trovata dal magistrato sulla scrivania del suo ufficio di Via Crispi.

Maria Fascetta Sivillo è stata rinviata a giudizio dal gip di Messina Simona Finocchiaro per tentata concussione continuata con l’accusa di aver esercitato pressioni sul dirigente di Enna di Riscossione Sicilia per cancellare procedure esecutive nei suoi confronti. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 20 giugno.

Sono state apportate alcune modifiche a fronte della proposta del governo. E’ stata approvata la costituzione del Super Irfis, frutto della fusione di Ircac e Crias. In riferimento invece all’accorpamento degli Iacp, gli Istituti autonomi case popolari, in un’unica Agenzia regionale per la casa, tale riforma non è stata approvata in Commissione. Vi è però un accordo di maggioranza per riproporre la stessa riforma tramite un maxi emendamento che sarà direttamente sottoposto all’esame dell’Assemblea, da domani pomeriggio, mercoledì, in poi. Allo stesso modo non è stata approvata la soppressione dell’Esa in ragione dell’intenzione di un emendamento o di un disegno di legge autonomo prossimo venturo. Pertanto, delle tre riforme caratterizzanti il “collegato”, la Commissione ne ha approvata soltanto una. Adesso sarà l’Assemblea ad esaminare e ad approvare definitivamente il testo.

Avrebbero fatto parte della catena delle fughe di notizie

Nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante vi sarebbero complessivamente 22 indagati, alcuni dei quali non raggiunti da alcun provvedimento, accusati di aver fatto parte della catena delle fughe di notizie. Tra di loro l’ex presidente del Senato Renato Schifani; l’ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi); Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi; Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia.

L’assessore al Turismo e Spettacolo della Regione Sandro Pappalardo ha partecipato all’avvio del 54esimo ciclo di rappresentazioni classiche nel teatro greco di Siracusa curato dalla Fondazione Inda.
Il ricco calendario di rappresentazioni prevede sei produzioni e 56 repliche per arrivare sino al 18 luglio, con una breve interruzione dal 24 al 29 giugno. Eracle di Euripide per la regia di Emma Dante ha aperto la stagione ed ha fatto registrare la presenza di 4 mila spettatori.

“Respirare cultura a pieni polmoni – dichiara l’assessore Pappalardo – in un luogo pieno di magia e di sacrale rispetto per la grande storia che ha alle spalle è una emozione unica. Siracusa e il suo teatro greco sono la cornice di un ciclo, come sempre, di alto livello di rappresentazioni classiche messo in campo dall’Inda. I numeri testimoniano il successo con oltre 140mila spettatori nel 2017. Il mio impegno sarà quello di sostenere e valorizzare questo grandissimo ricevuto soltanto trascuratezza. Adesso occorre invertire la rotta, e punterò con decisione a rafforzare un ciclo di spettacoli che segna l’identità, la tradizione e la cultura di una regione meravigliosa”.

Investite a Palermo, automobilista fugge ma viene rintracciato

Anna Maria La Mantia, 63 anni, e la figlia, Angela Merenda, 43 anni, sono state investite da un’auto e uccise la scorsa notte a Palermo. Una Fiat Punto in via Fichidindia, nella periferia est della città, le ha travolte mentre stavano attraversando la strada. La madre è morta sul colpo, la figlia all’ospedale Civico dove era stata portata dai sanitari del 118. Il pirata della strada, fuggito dopo l’investimento, è stato individuato e si troverebbe nella caserma dei vigili urbani.