Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 144)

“L’Italia resterà sempre nell’Ue”. “Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano”

“Il presidente della Repubblica mi ha conferito l’incarico di formare il governo, incarico che ho accettato con riserva. Se riuscirò a portare a compimento l’incarico esporrò alle Camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza”. E’ il primo discorso del premier incaricato Giuseppe Conte, al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’INTERVENTO DI CONTE

Con il presidente della Repubblica abbiamo parlato della fase impegnativa e delicata che stiamo vivendo e delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole. Così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione internazionale ed europea dell’Italia”, prosegue. “Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria: è mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta l’interesse nazionale”. “Fuori da qui c’è un Paese che giustamente attende la nascita di un esecutivo e attende delle risposte. Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento”, sottolinea.

“Il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo, a cui anche io ho dato il mio contributo, rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani. Lo porrò a fondamento dell’azione di governo nel pieno rispetto delle prerogative che la Costituzione attribuisce al presidente del Consiglio dei ministri e nel rispetto delle altre previsioni e regole costituzionali. Il mio intento è dar vita a un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi. Sono professore e avvocato, nel corso della mia vita ho perorato le cause di tante persone e mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani in tutte le sedi europee e internazionali, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri Paesi”. “Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano. Sono disponibile a farlo senza risparmiarmi, con il massimo impegno e la massima responsabilità”, conclude il premier incaricato. “Nei prossimi giorni tornerò dal presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e in caso di esito positivo per sottoporgli le proposte relative alla nomina dei ministri. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare sul serio. Grazie a tutti”, conclude.

 

“Ribadiamo la preziosa collaborazione con il Comando dei  Carabinieri per la Tutela del Lavoro, specie in una giornata come  l’anniversario della strage di Capaci in cui il valore della legalità rimane la bussola sociale su cui muoversi ogni giorno”. Lo ha detto l’assessore regionale 
del Lavoro Mariella Ippolito nel corso di un incontro istituzionale con il Generale Nicodemo Macrì, ricevuto nel Dipartimento di via Praga. Lotta al sommerso, potenziamento dei controlli, formazione e sensibilizzazione a favore  dell’economia siciliana sana sono solo alcune delle questioni affrontate da Ippolito e Macrì che hanno scoperto le loro comuni origini nissene. “Il diritto al lavoro – ha concluso l’assessore Ippolito – passa dal rispetto di regole 
certe che non possono disumanizzare il mercato economico nonostante la fase  critica che sta attraversando specie in Sicilia”. All’incontro istituzionale ha preso parte anche il tenente colonnello dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro Pierluigi Buonomo.

L’ex assessore regionale agli Enti Locali, Luisa Lantieri, del Partito Democratico, è stata eletta alla carica di vicepresidente vicario della commissione Antimafia all’Assemblea Regionale. In proposito interviene il capogruppo del Partito Democratico a Sala d’Ercole, Giuseppe Lupo, che afferma: “Da parte mia e dei parlamentari del Pd, i più sinceri auguri di buon lavoro. Far parte della presidenza della commissione Antimafia significa occupare un ruolo di responsabilità, anche per i compiti istituzionali della commissione. Siamo certi che Luisa Lantieri saprà portare avanti il suo lavoro con dedizione e impegno”.

A bordo mille ragazzi che hanno viaggiato tutta la notte partendo da Civitavecchia dopo il saluto del capo dello stato Sergio Mattarella

“Il 23 maggio è una data che non si può dimenticare, viene ricordata ogni anno la data del vile attentato di Capaci. Da allora si è sviluppato un movimento di reazione civile prezioso e importante, contro la mafia che ha ottenuto risultati importanti ma che richiede ulteriori impegni”. Così il capo dello Stato Sergio Mattarella alla partenza della Nave della Legalità.

La lotta alle mafie è “un impegno da riaffermare per sradicare questo fenomeno da tutti i territori del paese”, ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella alla partenza della Nave della Legalità.” “La presenza della mafia ostacola lo sviluppo economico, frena le possibilità di lavoro, condiziona possibilità di vita sociale, riduce la liBertà di ciascuno per questo è importante la testimonianza che state portando oggi e con la giornata di domani e le significative manifestazioni che ci saranno”.

Con Falcone e Borsellino Mattarella ha ricordato “gli angeli custodi, quei ragazzi che tutelavano anche la nostra libertà, quei giovani hanno tutelato, difeso, garantito la vostra libertà crescita, il vostri futuro, li ricordiamo con riconoscenza e affetto, ringraziando i loro familiari”. Così il capo dello Stato Sergio Mattarella parlando ai giovani che stanno per imbarcarsi sulla Nave della Legalità. “La solidarietà si deve trasformare in impegno come voi ragazzi state facendo con questa vostra traversata: un impegno di tutti contro le mafie, dell’intera comunità nazionale non solo delle forze dell’ordine e della magistratura. La vostra presenza rappresenta tutti noi: buona traversata ragazzi”. Al termine dell’intervento il capo dello Stato ha stretto le manie e si è fatto fotografare insieme a numerosi studenti e ai loro docenti.

A bordo della Nave si sono oltre mille ragazze e ragazzi che arriveranno, la mattina del 23 maggio, a Palermo per le celebrazioni in occasione del XXVI anniversario delle Stragi di Capaci e di via d’Amelio. Gli studenti troveranno a bordo un “equipaggio” speciale composto da 50 giovani dell’Università degli Studi di Milano accompagnati dal loro docente, il prof. Nando Dalla Chiesa, e parteciperanno a momenti di riflessione e attività sul tema della lotta alla criminalità organizzata. Sulla nave dibatterà con i ragazzi anche Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino. Il viaggio è reso possibile grazie alla collaborazione con Grandi Navi Veloci (GNV), società del Gruppo MSC.

Le celebrazioni istituzionali il 23 mattina si terranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra. Alle manifestazioni parteciperà il Presidente della Camera, Roberto Fico, che sarà presente a Palermo. L’Aula Bunker dell’Ucciardone, al cui interno sarà allestita la mostra fotografica realizzata dall’agenzia di stampa ANSA “L’eredità di Falcone e Borsellino”, ospiterà la cerimonia istituzionale che sarà trasmessa in diretta su Rai Uno dalle 10 alle 13.

Interverranno, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il rappresentante del Federal Bureau of Investigation (FBI) John Brosnan, la presidente della Fondazione Falcone e sorella di Giovanni, Maria Falcone, due dei magistrati protagonisti del Maxiprocesso, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala, rispettivamente giudice a latere e pubblico ministero dello storico processo contro Cosa Nostra istruito da Falcone e Borsellino.

Durante la cerimonia, Franco Gabrielli, Maria Falcone e Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Falcone, premieranno le studentesse e gli studenti vincitori del concorso “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, mentre il coro dell’Istituto Comprensivo “Sperone Pertini” di Palermo intonerà il brano rap dal titolo “In questa città”, preparato per l’occasione. I primi classificati avranno l’opportunità di volare negli Stati Uniti, dal 23 al 30 giugno, per un viaggio della legalità tra Washington e New York che li porterà anche a Quantico, sede dell’Accademia dell’FBI. Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città.

    Il “no” alle mafie verrà inoltre rilanciato in 10 Regioni da migliaia di studentesse e studenti in una sorta di “staffetta” a distanza. A coordinare le attività nelle città coinvolte saranno gli Uffici Scolastici Regionali. Complessivamente oltre 70.000 ragazze e ragazzi sono coinvolti in tutta Italia nelle iniziative di #PalermoChiamaItalia promosse dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. Nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio, dopo le celebrazioni nell’Aula Bunker, le manifestazioni proseguiranno con i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia: il primo si muoverà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci. La giornata si concluderà con una messa, alle ore 19, presso la Chiesa di San Domenico, in ricordo delle vittime di mafia.

A partenza Nave Legalità, mafia ostacola sviluppo e vita sociale

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Civitavecchia dove salperà la Nave della Legalità con mille giovani a bordo, 22 maggio 2018.

 “Il 23 maggio è una data che non si può dimenticare, viene ricordata ogni anno la data del vile attentato di Capaci. Da allora si è sviluppato un movimento di reazione civile prezioso e importante, contro la mafia che ha ottenuto risultati importanti ma che richiede ulteriori impegni”. Così il capo dello Stato Sergio Mattarella alla partenza della Nave della Legalità. La lotta alle mafie è “un impegno da riaffermare per sradicare questo fenomeno da tutti i territori del paese”, ha aggiunto il capo dello Stato. “La presenza della mafia – ha detto Mattarella- ostacola lo sviluppo economico, frena le possibilità di lavoro, condiziona possibilità di vita sociale, riduce la liBertà di ciascuno per questo è importante la testimonianza che state portando oggi e con la giornata di domani e le significative manifestazioni che ci saranno”.

Una foto di scena del film ” Ultimo tango a Parigi” con Maria Schneider e Marlon Brando, del regista Bernardo Bertolucci.
L’attrice francese Maria Schneider, è morta stamani a Parigi dopo una lunga malattia, aveva 58 anni.

Non conforme a normative” social.Nel ’76 film condannato a rogo

La pagina Facebook del cinema Rouge et Noire di Palermo, che proietta “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci, nella versione restaurata, è stata oscurata per iniziativa di Fb in quanto “l’immagine non è conforme alle normative” del social network, si legge nella notifica giunta ai titolari della sala cinematografica.
    Sulla pagina del Rouge et Noire era stata postata la locandina del film, che ritrae Marlon Brando e Maria Schneider accovacciati sul pavimento, senza vestiti ma ritratti di fianco.
    Da lunedì 21 maggio, la versione restaurata del film in 4k è in oltre 150 copie nei cinema di tutta Italia. Ultimo Tango a Parigi, uscito nel ’72, è un film ‘maledetto’: venne censurato, processato, persino condannato al rogo nel ’76. La corte di Cassazione quell’anno obbligò la distruzione di tutti i negativi dell’opera e lo stesso Bertolucci venne privato dei diritti politici per 5 anni per “offesa al comune senso del pudore”. La censura riabilitò il film nell’87 permettendo una nuova distribuzione.

Ordinanza di custodia per 11 tra boss e gregari cosca Noce

Le mani della mafia erano arrivate anche sulla festa religiosa rionale del sacro Cuore di Gesù studiata e gestita da Cosa Nostra per raccogliere quanto più denaro possibile da destinare agli uomini d’onore e ai familiari dei detenuti mafiosi. E’ l’ultimo capitolo della gestione del racket, tra sacro e profano, emerso dall’inchiesta della dda di Palermo culminata nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di 11 tra boss, gregari ed estortori del clan Noce di Palermo.
    Dall’inchiesta, condotta dalla polizia, è emerso che i venditori ambulanti ammessi a montare le bancarelle nella zona della festa erano costretti a versare nelle casse mafiose l’intero ricavato delle vendite. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono in corso numerose perquisizioni e sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro di diversi beni mobili e immobili riconducibili agli indagati. Dalle indagini è emerso, tra l’altro, che i vertici della famiglia mafiosa della Noce esercitavano un capillare controllo del territorio attraverso l’imposizione del pizzo. Chi non si piegava alle richieste del clan era colpito da pesanti ritorsioni: come nel caso di un commerciante a cui fu incendiata la casa per non voleva sottomessi al racket

 

 

Un uomo di 29 anni, Dino Salvato, è stato ucciso a Palermo con colpi di pistola al volto. Il cadavere è ancora in strada, in fondo Picone, a poca distanza dal centro del missionario laico Biagio Conte, alla periferia ovest della città. Salvato aveva piccoli precedenti penali. Sul posto ci sono la polizia e il medico legale che sta effettuando i primi esami sul corpo. Una folla è scesa in strada dopo la sparatoria. I parenti della vittima, disperati, piangono e urlano di dolore. Gli agenti sono impegnati a mantenere l’ordine

Responsabilità politiche,quelle penali le accerterà la giustizia

Leggendo gli atti redatti dai magistrati nisseni, pubblicati sui quotidiani, vien fuori l’immagine di uno ‘Stato incapace’ per le condotte o le omissioni dei suoi organi al vertice: e su tutto questo il ‘silenzio'”. Lo afferma, in una nota, il magistrato Nicolò Marino, ex assessore regionale all’Energia della giunta Crocetta, parte lesa nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sul cosiddetto “sistema Montante”.
    “Qui non si tratta delle responsabilità penali di cui si occuperà la competente autorità giudiziaria – aggiunge Marino -.
    Qui sono in gioco responsabilità amministrativa, politica, disciplinare, morale di magistrati, uomini di vertice delle forze dell’ordine, ministri, politici e, consentitemi, dei vertici pregressi e attuali della Confindustria. E lo Stato ancora tace”.

In data 17 Maggio 2018 presso la sede Nazionale della Confederazione Uil sita in via Lucullo nr. 6 in Roma, ha avuto luogo il 1° Congresso Nazionale del Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti, a cui hanno preso parte oltre 100 delegati di tutta Italia.
Nel corso del congresso, la relazione introduttiva del Segretario Generale Nazionale Antonio ALLETTO ha aperto i lavori del convegno sul tema “Sicurezza e Rappresentanza nel terzo millennio”, sottolineando che per garantire sicurezza, giustizia e legalità necessitano risposte concrete da parte della politica, attraverso la separazione del comparto sicurezza da quello della difesa e precise regole d’ingaggio per tutte le forze dell’ordine,per un reale processo di cambiamento anche nel modo di fare Sindacato puntando ad una maggiore incisività dell’azione sindacale per dare risposte, sugli annosi temi della previdenza complementare e del sincronico regolamento di disciplina, alla categoria.
Di particolare rilevanza è stato l’intervento del Segretario Nazionale Benedetto ATTILI tesoriere nazionale della Confederazione Uil che ha voluto ribadire l’importanza dei temi della sicurezza nel nostro paese e la necessità di avviare un percorso condiviso nell’ottica dei valori confederali della Uil con tutte le categorie del settore in un unico comparto sicurezza. A conclusione dei lavori congressuali, dopo aver eletto gli organismi statutari Nazionali è stato riconfermato ad unanimità alla guida del Movimento il Segretario Generale Nazionale Antonino ALLETTO.
Alletto ha chiamato al suo fianco la nuova squadra che lo coadiuverà per i prossimi quattro anni in segreteria nazionale, composta dai Segretari Nazionali, Vittorio COSTANTINI proveniente dalla struttura di Palermo e Giovanni D’ALESSANDRI proveniente dalla struttura di Roma.
Alletto, a conclusione dei lavori, ha ribadito la necessità di un sindacato forte nella Polizia di Stato che si riconosca nei valori fondanti della Uil e che sappia esprimere le reali esigenze degli Operatori di Polizia auspicando un tavolo programmatico comune con i colleghi della Uil Polizia Penitenziaria e della Uil Vigili del Fuoco.