Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 142)

Fiumi di soldi sporchi guadagnati con il traffico di droga sono passati per le sue mani, il “re” del riciclaggio, capace di ripulire denaro illegale e reinvestirlo in una attività lecita. E’ Giuseppe Corona il personaggio chiave dell’inchiesta della Dda di Palermo che oggi ha portato in carcere 24 tra mafiosi, prestanomi ed estortori di diversi clan della città. Quattro persone sono finite ai domiciliari, tra loro il penalista palermitano Nico Riccobene. A 19 indagati è stato notificato il divieto di dimora. L’indagine fotografa la mafia del dopo Riina, in cerca di equilibri, nuovi capi e nuovi business. Corona non è un insospettabile. Il suo nome spunta negli atti di un’inchiesta che, l’anno scorso, portò in carcere i vertici del clan mafioso di Resuttana guidato dai boss stragisti della famiglia Madonia. Condannato a 17 anni per un omicidio commesso dopo una lite per la restituzione di un braccialetto, figlio di un mafioso assassinato, di lui il capomafia Gregorio Palazzotto diceva “é mio fratello”.
   

Blitz della Gdf a Palermo, 24 arresti anche penalista

Avviati in tutta la Sicilia a 42 interventi

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, www.sicilia24h.it

Lavori per oltre cento milioni di euro in Sicilia aggiudicati o sbloccati negli ultimi sei mesi.
    E’ il bilancio della struttura per il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Gli uffici hanno proceduto infatti a dare corso a 42 interventi in tutta l’Isola. In un caso i lavori sono già stati ultimati, mentre in due sono ancora in corso. Cinque le gare aggiudicate, mentre otto sono le procedure in corso di aggiudicazione. Per ventisei interventi, infine, le procedure sono ancora aperte.
    “Non era mai accaduto – afferma il governatore – che in così poco tempo alla Regione Siciliana fossero mandati in appalto progetti per 101,5 milioni di euro. Abbiamo impresso un’accelerazione e di questo voglio ringraziare gli uffici coordinati dall’ingegnere Maurizio Croce per l’impegno profuso.
    Un modello virtuoso che auspico possa essere d’esempio per altre strutture regionali, soprattutto in vista delle scadenze di fine anno sulla spesa dei Fondi europei”.

La Guardia di Finanza sta eseguendo 24 arresti nell’ambito di una inchiesta sulle cosche mafiose palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo.
    Per 19 indagati è stato disposto il divieto di dimora.
    Quattro gli arresti domiciliari: tra questi un noto penalista palermitano.
    L’indagine ha portato alla luce il ruolo di Giuseppe Corona, boss emergente nei nuovi assetti di Cosa nostra orfana di Salvatore Riina, capace di riciclare fiumi di denaro.

Blitz della Gdf a Palermo, 24 arresti anche penalista

Una sessantina di profughi, donne, bambini e persone bisognose di assistenza medica, sono stati fatti sbarcare a Pozzallo dalle due navi della Finanza e di Frontex che li avevano soccorsi in mare. Le due imbarcazioni restano in rada con a bordo il resto dei profughi- circa 400 – che hanno viveri per 24 ore. Nel pomeriggio il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva dato il via libera al trasbordo di 43 donne e 14 minori. Con loro sono scesi anche alcuni uomini, mariti e padri, per non dividere le famiglie.
    “Non sono merci, ma persone”, commenta il sindaco di Pozzallo, preoccupato per chi resta sulle due navi.

Navi ancora in rada a Pozzallo. Sindaco, non sono merci

 

Il governo regionale ha designato il nuovo Consiglio di amministrazione di Riscossione Sicilia, la società partecipata della Regione che si occupa della esazione delle tasse in Sicilia. Il ruolo di presidente è stato affidato all’avvocato Vito Branca, esperto tributarista e già presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Catania. Nel Consiglio di amministrazione sono stati nominati anche il commercialista Massimo Giaconia, fiscalista internazionale e partner dello studio professionale Baker & McKenzie di Milano, e l’avvocato Gaetana Palermo.


“Leggo polemiche pretestuose dei cinquestelle sui rifiuti, ci si lamenta di un mio atteggiamento di chiusura in commissione. 
Non risponde al vero.
Io ho accolto tutte le richieste dei colleghi di tutti i colori politici, ascoltato in commissione tutti, allungato i termini per gli emendamenti di altri sette giorni, fino a lunedì, proprio su richiesta dei colleghi e alla luce delle sollecitazioni avute dalle tante audizioni fatte.
Ho pubblicamente dichiarato, in totale sintonia col presidente Musumeci, di essere disponibile al dialogo con tutte le forze politiche, e l’ho dimostrato coi fatti. Ci dicano piuttosto i M5S se sono in sintonia con loro stessi, e con quanto scritto nel ddl sui rifiuti che hanno presentato in Ars e su cui hanno chiesto l’urgenza, ddl che è del tutto simile a quello del governo, per cui si potrebbe lavorare collaborando in maniera spedita. 
Lo dicano ai siciliani se, come fatto negli ultimi anni, si vuole continuare a mettere la polvere sotto il tappeto e, come temo, in una materia emergenziale, invece di trovare soluzioni si vuole perdere tempo, cercare la polemica politica e rinviare tutto a settembre. 
Noi abbiamo un compito che è quello di risolvere i problemi dei siciliani, senza perderci in chiacchiere e polemiche sterili, di cui i siciliani sono oltremodo stanchi. Un compito che intendiamo onorare.”

L’assessore regionale alla Salute ha messo in guardia le Aziende sanitarie provinciali del rischio commissariamento se non procederanno all’erogazione dei contributi ai malati. In alcuni casi, però, a fermare tutto sarebbero state anomalie nelle istanze. La protesta di Faraone

Le somme dovute per il primo quadrimestre del 2018 sono state in buona parte saldate, ma del domani non c’è ancora alcuna certezza. Si preannuncia rovente l’estate dei disabili gravissimi siciliani, tra erogazioni degli assegni di cura arrivate, nei migliori dei casi, con oltre due mesi di ritardo e tante incognite ancora all’orizzonte. La vicenda è nota, ma adesso ad agitare ulteriormente le acque ci si sono messe le beghe politiche. Il senatore del PdDavide Faraone, padre di una ragazza autistica, da un paio di giorni ha iniziato lo sciopero della fame per accendere i riflettori sull’assistenza sanitaria ai disabili gravissimi in Sicilia, che al momento godono, come previsto da una norma voluta da Rosario Crocetta, di un assegno di cura per garantire l’assistenza domiciliare pari a 1.500 euro al mese.

Ma ad oggi non tutti i beneficiari hanno percepito le somme liberate dall’assessorato regionale alla Salute lo scorso 21 giugno e che adesso le singole Aspdevono tradurre in bonifici alle famiglie. Davanti ai ripetuti disagi manifestati dalle associazioni che rappresentano chi convive ogni giorno con la disabilità e alla protesta di Faraone, ecco che il titolare dell’assessorato alla Salute, Ruggero Razza, ha lanciato qualche giorno fa l’ultimatum ai dirigenti generali delle Asp: priorità assoluta agli assegni oppure entro cinque giorni sarebbero stati commissariati.

Una strigliata che non è passata inosservata nelle aziende sanitarie provinciali e che sembra aver contribuito a dare un’accelerata. È così che dall’Asp di Palermo il direttore Antonio Candela conferma di avere erogato oltre 13 milioni di euro in due tranche, la prima che ha interessato 1640 beneficiari, conclusa il 5 luglio, e la seconda, nella quale sono stati erogati i restanti 575 assegni, chiusa l’11 luglio. Anche all’Asp di Caltanissetta il direttore amministrativo Danilo Palazzoloconferma che sono stati erogati i circa 850 pagamenti, anche in questo caso tra il 6 e il 12 luglio. E ancora, dall’ufficio stampa dell’Asp di Catania informano che «sono state messe in pagamento tutte quelle istanze che non presentavano delle anomalie, come conti correnti sbagliati o intestati a soggetti non titolari della delega». Sulle istanze che presentavano anomalie, invece, l’Asp resta in attesa di ulteriori chiarimenti da parte degli interessati.

In ogni caso, sottolinea Faraone, che resta fermo nel suo sciopero della fame, «il problema non è solo la schizofrenia burocratica delle nove Asp e non riguarda solo i dirigenti. Riguarda anche il governo regionale, perché il nuovo decreto, quello che deve regolare le modalità di accesso ai contributi e le somme da destinare da maggio in poi, non c’è ancora e siamo a luglio. Quindi, mentre ancora si aspettano i soldi fino ad aprile 2018, non sappiamo cosa avverrà da maggio in poi e stiamo o accumulando ritardi su ritardi».

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, su delega della Procura, hanno sequestrato tre imprese, oltre che 66 immobili (fra cui una villa con piscina, appartamenti e terreni), 19 auto, 36 rapporti bancari e 5 polizze vita, per un valore di quasi 21 milioni di euro. Destinatario del sequestro è Pietro Formoso, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno e con precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona. Più collaboratori di giustizia lo hanno indicato come ‘uomo d’onore’ della famiglia mafiosa di Misilmeri (Palermo), legato da stretti vincoli di amicizia all’ex capo del mandamento Benedetto Spera. Avrebbe accumulato una fortuna grazie al traffico di droga. Formoso è stato recentemente arrestato per mafia su indagini coordinate dalla Dda di Palermo ed eseguite dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, nonché dai Carabinieri di Palermo e Bagheria. Le indagini patrimoniali hanno accertato che Formoso si sia servito di prestanomi a cui ha intestato le aziende che si occupano di commercio all’ingrosso di carne ed un’impresa attiva nel comparto delle vendite di fabbricati e terreni, oltre che un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario.

  Le aziende sequestrate nel settore delle carni sono la ditta “ZAR CARNI” e la “ZAR CARNI S.r.l.”, divenute leader nel commercio all’ingrosso, intestate formalmente a Stefano Zarcone, ritenuto prestanome di Formoso. Quest’ultimo ha esercitato la propria influenza sulle dinamiche imprenditoriali anche attraverso il figlio Antonio, assunto come dipendente con mansioni di contabile.
Le analisi effettuate durante le indagini hanno, in particolare, permesso di collegare temporalmente le fortune economiche delle aziende alle iniezioni di capitali freschi provenienti dai presunti traffici illeciti di Formoso ed all’inserimento delle stesse, che sembravano essere piccole realtà economiche ormai in grave crisi, nell’ambito delle imprese vicine a “cosa nostra”.
Sul versante immobiliare è stata sequestrata la “ARCURI IMMOBILIARE S.r.l.”, formalmente intestata a Davide Arcuri.
Le tre società sottoposte a sequestro sono state già affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo.

Come pubblicato ieri, la Regione ha informato i sindaci siciliani che decadranno dalla carica se entro il 31 luglio non concludono i contratti a spese del Comune con le società abilitate per il trasporto dei rifiuti fuori Sicilia. E ciò qualora nel relativo Comune non si raggiunga almeno la soglia del 30 per cento di differenziata. In proposito interviene il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo, che afferma: “I cittadini non possono pagare il costo dell’invio dei rifiuti all’estero. Il presidente della Regione Siciliana non si lavi le mani come Ponzio Pilato, scaricando sui sindaci costi e responsabilità dell’emergenza rifiuti con grave danno per i cittadini. Musumeci revochi piuttosto la disposizione che prevede il commissariamento degli organi dei Comuni nel caso di mancata comunicazione entro il 31 luglio della modalità di trasferimento dei rifiuti oltre confine”.

VIII Festival Internazionale Palermo Classica Ouverture
“Musiche dall’Isola” – Sicilia fra suoni antichi e panorami orchestrali
Di Francesco Maria Martorana

Il concerto introduce la nuova stagione di Palermo Classica, 8° Festival Internazionale Arte & Musica. Ideato da Francesco Maria Martorana, le “Musiche dall’Isola” raccontano una terra, la Sicilia, e il suo porto, Palermo – Capitale Italiana della Cultura 2018. La compagnia musicale Tango Disìu, ambasciatori del Mare e messaggeri di conoscenze lontane fra antichi suoni della musica siciliana, unito a panorami orchestrali segnano il punto d’approdo – di mare, di terra o dell’anima – un luogo d’incontro per eccellenza; per la musica e per la Vita. Su testi, musiche e memorie dal “Corpus di musiche popolari siciliane” di Alberto Favara e composizioni originali di Ignazio Buttitta, Rosa Balistreri, Francesco Maria Martorana, Alessio Tarantino, Marco Martorana, Gaetano Motisi, Michelangelo Balistreri, Francesca Amato, Giampiero Amato, Nino Nobile, Roberta Sava, Paolo Zarcone, Andrea Mancuso, Mario Cascio

Francesco Maria Martorana, Direttore Artistico
Alfio Antico, Special Guest
Giuseppe Vasapolli, Orchestrazioni
Mauro Visconti, Direttore
Tango Disìu – le Musiche dei Porti, Gruppo

All’EVENTO sarà  partecipe il cantautore musicista Gianpiero Amato  parte integrante del primo CONCERTO assolutamente INEDITO con la “Compagnia Tango Disìu” dove la nostra musica popolare Siciliana AUTENTICA (con gli strumenti tipici tradizionali) , incontrerà l’Orchestra Classica Sinfonica all’interno della rassegna “Palermo Classica”

Giampiero Amato
Fisarmonica
WWW.SICILIA24H.IT
ElisaCarlisi PH

per info e dettagli www.palermoclassica.it

#siciliantòcori #musicapopolaresiciliana #compagniatangodisìu #OrchestraClassicaSinfonica #PalermoClassica2018 #PalermoCapitaleCultura2018