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Semaforo verde in commissione Bilancio all’Ars per l’erogazione  ai lavoratori della Formazione professionale degli arretrati dagli anni 2012 al 2015. Questo grazie  all’inserimento  di  15 milioni di euro nell’apposito  fondo di garanzia”.
“Si tratta – affermano  i deputati 5 stelle della commissione Lavoro,  Damante,  Di Caro, Di Paola e Schillaci  di un primo grande ristoro e di una grande boccata d’ossigeno per tanti siciliani senza un contratto con enti di formazione e senza coperture economiche, in un momento storico difficilissimo.  Un risultato  di rilievo, che premia il lavoro fatto dalla V  commissione. Ora la passa all’aula per il sì definitivo”

“Il rinvio delle elezioni amministrative in 61 comuni della Sicilia per l’emergenza coronavirus non giustifica la proroga del mandato per ulteriori sei mesi a sindaci e consigli comunali in scadenza. Le cariche elettive durano cinque anni e non sono ammesse proroghe. La Regione potrà nominare commissari straordinari in tutti gli Enti interessati fino allo svolgimento delle elezioni previste in autunno. Sono pretestuose le ragioni di chi pensa che l’emergenza Covid-19 giustifichi tale proroga, il commissario dovrà e potrà svolgere le stesse funzioni legate all’ordinaria amministrazione che in teoria resterebbero previste per le attuali amministrazioni. Nessuno pensi di approfittare di questa inedita condizione per privare i cittadini del legittimo esercizio dei diritti democratici. Voglio, inoltre, precisare che il costo dei commissari non farà aumentare la spesa a carico della finanza pubblica, poiché con la cessazione di Giunte e Consigli comunali verranno sospese le indennità di carica spettanti agli amministratori locali, sicuramente per un importo superiore”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, che ha presentato un emendamento che verrà esaminato nella sessione di bilancio dell’Ars con il ddl 731.

“No a commissari nei Comuni  dopo la scadenza dei loro mandati.  In questo momento di emergenza dare continuità amministrativa è fondamentale. Faremo di tutto, nel corso dell’approvazione della Finanziaria, per non fare passare norme dal sapore squisitamente opportunistico, che, cavalcando  l’emergenza del Covid-19,  tendono a privilegiare commissari nominati a sindaci democraticamente eletti”.
Lo dicono i deputati del M5S all’Ars.

“Esistono ragioni di sicurezza, di ordine pubblico e di buon senso per dire no al rientro di alcuni detenuti pericolosi nei luoghi dove vivevano e dove hanno commesso gravi reati. Ecco perché certe decisioni lasciano sbigottiti. E l’incredulità che provano alcuni magistrati, da sempre in prima linea, è la stessa che sta provando la gente comune. Se proprio si rende necessario assegnare agli arresti domiciliari personaggi mafiosi di spessore, allo scopo di decongestionare le carceri in questo periodo di epidemia, si prendano assolutamente in considerazione soluzioni diverse”.
Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, alla luce dei casi Bonura, Iannazzo, Sansone e, per ultimo, Zagaria. Tutti detenuti condannati per mafia che hanno lasciato la cella in considerazione del loro stato di salute raggiungendo le rispettive abitazioni.
Il governatore siciliano si rivolge al premier Conte e ai ministri dell’Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede, affinchè si valutino misure alternative alla scarcerazione.
Per Musumeci “la Sicilia è una terra che oltre ad avere pagato un altissimo tributo al potere mafioso, in termini di vite spezzate e di sviluppo negato, non può assolutamente correre il rischio che il ritorno a casa di alcuni boss, sia pure con tutte le restrizioni e i controlli del caso, riaccenda chissà quali dinamiche di potere all’interno delle organizzazioni criminali”.

“Credo siano oramai maturi i tempi per consentire, nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie volute dal Governo, la vendita di cibo da asporto, da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigianali. La vendita per asporto dovra’ essere effettuata previa ordinazione on line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano previo appuntamento, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e, consentendo nel locale la presenza di un cliente per volta ed assicurando che permanga nel locale il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento del prodotto ordinato”. E’ quanto contenuto nella mozione che il Gruppo Parlamentare di Forza Italia all’Ars ha presentato per essere sottoposta al voto parlamentare.
“Da più parti sono pervenute in Commissione Parlamentare Attività Produttive – dichiara il deputato regionale di Forza Italia Mario Caputo, primo firmatario della mozione diretta al Presidente della Regione e all’Assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano e all’Assessore alla Salute Ruggero Razza –  richieste da parte dei rappresentanti delle categorie commerciali , in quanto vi e’ un continuo aumento di richieste di cibi cucinati o pronti da consumare a domicilio, per effetto della forzata permanenza in casa imposta o raccomandata per il contenimento del virus . E’ evidente che l’autorizzazione di tali attivita’ – poste in essere nel rigoroso rispetto delle normative igieniche – assicurerebbe un piccolo ma in questo momento storico fondamentale ristoro per le aziende artigianali del settore alimentare che vivono un momento drammatico”.
La ripresa delle vendita da asporto, ovviamente, troverebbe applicazione anche per le gelaterie, non solo per la loro intima natura di commercio take away ma soprattutto, da una prospettiva empirica, per la natura di commercio stagionale, sempre nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie già vigenti.
“Le Regioni Toscana e Veneto – conclude il Parlamentare – hanno recentemente  emesso ordinanze di autorizzazione di tali attività, non ancora consentite in Sicilia. Credo che rilanciarle darebbe un graduale ma concreto segnale a tutela del settore commerciale , artigianale e alimentare”.

Esenzione del bollo auto per i veicoli inferiori a 1.400 cc. , esonero tasse delle concessioni governative regionali, dei ruoli istituzionali ed irrigui emessi dai Consorzi di bonifica e del canone per le concessioni demaniali marittime (quest’ultimo nel 2021 sarà ridotto del 50 per cento). Questo il contenuto dell’emendamento di riscrittura dell’art. 6 della finanziaria, varato oggi dopo l’esame da parte della commissione Bilancio di oggi all’Ars. L’emendamento, nel quale confluiscono una serie di proposte avanzate anche dal Movimento 5 Stelle, è stato condiviso e approvato in modo trasversale.

“Abbiamo spinto le altre forze politiche – commenta il deputato Nuccio Di Paola – a trovare dei fondi per dare risposte immediate, in modo tale da esonerare da tasse regionali tutti quei siciliani che al momento stanno vivendo grandi difficoltà economiche dovute all’emergenza sanitaria in corso. Vedremo in aula se il governo vorrà dare risposte immediate ai siciliani e non vane promesse”.

 

Varato, inoltre, un emendamento presentato dalla deputata regionale del M5S e vice presidente dell’Ars, Angela Foti, che prevede la semplificazione amministrativa per le modifiche strutturali nei lidi balneari con lo scopo di aumentare sicurezza e distanze. “Insieme all’esonero dal pagamento del canone demaniale – commenta Foti – abbiamo ritenuto importante assicurare ai gestori dei lidi un percorso amministrativo più semplice per le autorizzazioni alle modifiche strutturali, come la costruzione di una passerella negli scogli e altri accorgimenti per garantire sicurezza ai fruitori, nell’auspicio che la stagione possa riprendere e che l’economia turistica e i livelli occupazionali vengano mantenuti il più possibile”.

“La situazione finanziaria dei comuni siciliani a seguito delle necessarie misure  messe in atto dal Governo nazionale e dal Governo regionale per contenere la diffusione del Covid-19 è gravissima, ma lo è ancor di più quella dei comuni  delle Isole minori a causa della penalizzante condizione di insularità”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente dell’ANCI Sicilia intervenendo a sostegno dei sindaci di Favignana, Lampedusa, Malfa, Pantelleria, Santa Marina Salina, Lipari e Ustica che hanno rivolto, in queste ore, un appello al presidente Conte e al presidente Musumeci per sollecitare interventi  normativi e finanziari in favore delle Isole minori.

“Bisogna tenere presente – conclude Orlando- che il settore del turismo, su cui si basa prevalentemente l’economia di questi territori, è in forte crisi e serve, quindi, un cambio di passo da parte del Governo nazionale e della Regione per trovare soluzioni mirate anche su questo fronte, in previsione di una stagione turistica che assume sempre di più i contorni del disastro annunciato”.

“Il governo regionale ha decretato la morte dello sport in Sicilia: non ci sono in finanziaria risorse per questo settore. Nell’apposito capitolo di bilancio vediamo ancora 1,5 mln € per la sola Lr 8/78, contro i 4,5 dell’anno precedente, mentre nella finanziaria all’esame non c’è neanche un euro. Le risorse, già ridotte a un terzo, sono adesso azzerate. Nessuno stanziamento previsto per la legge 31/84 sugli aiuti allo sport di vertice. Una prospettiva angosciante e incredibile”. A dichiararlo è Roberta Schillaci, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che riferisce ancora di aver appreso “attraverso l’assessore Armao che ulteriori somme potranno essere stanziate dopo l’accordo Stato-Regioni. Ma questo significa navigare tra enormi dubbi. Intanto i tantissimi siciliani che fanno sport e vivono con lo sport, tra atleti, allenatori, maestri, preparatori, società, resteranno a secco e non potranno fare alcuna programmazione delle proprie attività. Tutto questo avviene proprio in un momento mentre mentre tutti guardiamo a una ripresa post-emergenza e sappiamo bene quanto l’attività sportiva sia strategica e importante per ragazzi e adulti, rimasti a casa per così tanto tempo. Come se non bastasse, il governo regionale determina il piano di riparto dei contributi per le attività sportive – al quale noi ci opporremo – concedendo solo una percentuale dell’80 per cento e trattenendo il 20 per cento riservato alle nuove richieste, che in una situazione di emergenza difficilmente arriveranno. Questo è inaccettabile, oltre a essere in contraddizione con la Lr 8/78”, conclude Schillaci.

Il rinvio delle elezioni amministrative in 61 comuni della Sicilia per l’emergenza coronavirus non giustifica la proroga del mandato per ulteriori sei mesi a sindaci e consigli comunali in scadenza. Le cariche elettive durano cinque anni e non sono ammesse proroghe, per questa ragione ho presentato un emendamento al ddl 731 che sancisce la fine naturale delle consiliature e impone alla Regione la nomina dei commissari nei comuni. La Regione potrà nominare commissari straordinari in tutti gli Enti interessati fino allo svolgimento delle elezioni previste in autunno. Sono pretestuose le ragioni di chi pensa che l’emergenza Covid-19 giustifichi tale proroga, il commissario dovrà e potrà svolgere le stesse funzioni legate all’ordinaria amministrazione che in teoria resterebbero previste per le attuali amministrazioni. Nessuno pensi di approfittare di questa inedita condizione per privare i cittadini del legittimo esercizio dei diritti democratici. Voglio, inoltre, precisare che il costo dei commissari non farà aumentare la spesa a carico della finanza pubblica, poiché con la cessazione di Giunte e Consigli comunali verranno sospese le indennità di carica spettanti agli amministratori locali, sicuramente per un importo superiore.”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Gli assessori regionali Armao e Grasso esultano perché il 60 percento del personale della Regione Siciliana è in smart working. E’ evidente però che la Regione non riesce a coordinare i suoi 13 mila dipendenti dato che migliaia di aziende aspettano la Cassa Integrazione in deroga che è di competenza proprio dell’amministrazione di questa Regione e le cui istruttorie sono in fortissimo ritardo”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle all’Ars Nuccio Di Paola che replica così all’esultanza dei componenti dell’esecutivo Musumeci, Armao e Grasso, sull’alta percentuale di personale regionale in Smart Working rispetto alle altre regioni d’Italia. “Mentre le aziende sono al collasso – sottolinea Di Paola – Armao e Grasso sono felici di qualcosa. OK allo smart working ma vengano dedicati più dipendenti a lavorare alle istruttorie della cassa integrazione. Armao, Grasso, Musumeci, Scavone e la macchina amministrativa che dirigono devono far arrivare soldi alle persone perché fuori dai palazzi regionali la gente non ha come fare la spesa” – conclude Di Paola.