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“Mai come in questo momento che numerose indagini, a Trapani, nel nostro territorio lambiscono, coinvolgono e in taluni casi travolgono politici e amministratori, rimarcare di essere e restare garantisti non ci esime dall’assumere una posizione chiara rispetto alla questione morale che non può restare confinata alle sole affermazioni di principio. Il tema richiama all’impegno di rappresentare con le condotte personali, le scelte compiute, gli atti amministrativi, le frequentazioni, la ricerca del consenso, un modo di essere, inequivocabile, chiaro, trasparente e assolutamente immune da logiche clientelari o peggio di prossimità a sistemi e ambienti illeciti. Quando i giornali pubblicano la foto di un deputato che abbraccia e bacia un mafioso non si può che sentirsi invadere dal disgusto e dalla indignazione. Eppure bisognerebbe riflettere su due banali considerazioni: la prima è interna alla politica e riguarda le scelte operate dai segretari dei partiti troppo attenti al consenso e assai meno alla qualità del soggetto da candidare; la seconda riguarda i cittadini che assai meno degli stessi partiti sono interessati alle qualità del soggetto da votare. Più volte ho criticato i metodi di selezione della classe dirigente.

Più volte e recentemente anche in un dibattito in Ars ho dichiarato e denunciato che in politica la mediocrità è elevata a valore e la furbizia è più importante dell’intelligenza. Questo perché il sistema (clientelare, affaristico e ovviamente anche quello mafioso) ha bisogno di garanzie per potersi riprodurre. E tali garanzie si trovano nel qualunquismo morale, in chi non opera distinzioni tra bene e male se non in funzione della categoria dell’utile. Purtroppo i fatti che accadono nel nostro territorio, le inchieste, gli arresti, le misure cautelari, fanno male direi paradossalmente a chi è estraneo a queste condotte, perché senza se e senza ma con altrettanto qualunquismo morale è facile inquinare anche le acque limpide e buttare dentro lo stesso contenitore dei rifiuti l’erba fresca con quella secca.

Questo dato ha consentito ai populismi di destra e di sinistra di colpire nel segno del disgusto acritico e acefalo tutti quelli che sono abituati a fare di tutta l’erba un fascio e troppo spesso si vedono coloro che adoravano il santo nella speranza di ottenere una grazia essere i primi a vomitargli contro con assoluta ferocia. Nell’uno e nell’altro caso la politica ne esce con le ossa rotte e poiché è difficile stabilire chi sono i buoni e chi i cattivi, bisogna adoperarsi con attenzione perché qualcosa cambi e cambi davvero. Abbiamo visto vincere sindaci con slogan che inneggiavano all’essere perbene, come se questa condizione piuttosto che costituire un dato ovvio, scontato e comune a chiunque (dallo scienziato all’uomo della strada) dovesse al contrario garantire il buon governo e adeguate azioni di sviluppo. Abbiamo visto sventolare la bandiera della legalità da parte di soggetti che hanno utilizzato quella bandiera come una maschera dietro la quale nascondere il più vile dei tradimenti, commettere abusi, truffe e favorire illeciti interessi. Rispetto a tutto ciò, da garantisti riteniamo tuttavia che c’è un tempo per ogni cosa e sebbene si sia consapevoli che anche nella magistratura gli uomini fanno la differenza e nessuna istituzione sia oggi immune da situazioni che generano inquietudine, crediamo che sia inevitabile e non solo opportuno chiedere a chi si trova nell’impossibilità di garantire una serena azione amministrativa di tirarsi indietro con rispetto anche di se’ per potersi difendere nel modo migliore e avere il tempo per dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli contestano”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, in un post pubblicato sul suo profilo facebook.

“Nonostante i roboanti annunci, il Decreto Semplificazioni del Governo Conte ha dimenticato la Sicilia escludendo il Ponte sullo Stretto dalle grandi opere pubbliche di cui avrebbe bisogno l’intero Paese. Una scelta miope e profondamente sbagliata che dimostra, ancora una volta, come a Roma si usino due pesi e due misure fra il Nord e il Sud”. Lo dice il segretario della Cisal Sicilia Nicola Scaglione.

“A che serve ammodernare la Palermo-Catania-Messina o portare l’alta velocità al Sud – si chiede Scaglione –  quando poi bisogna fermare tutto per usare i traghetti? Il Ponte sullo Stretto costerebbe appena quattro miliardi di euro, una cifra nettamente inferiore a quelle di altre opere che invece si realizzeranno nelle altre regioni, e gli stanziamenti europei del Recovery Fund  rappresentano l’ultima, vera chance di costruire un’infrastruttura che collegherebbe in modo stabile e veloce la Sicilia al resto d’Europa, rendendola realmente il punto di contatto fra i continenti e ponendola al centro del commercio internazionale. Chiediamo al presidente Musumeci di far sentire la voce del Governo regionale e di reclamare con forza la realizzazione del Ponte, ma ci appelliamo anche ai deputati e senatori eletti nella nostra Regione: i siciliani sono stanchi di promesse tradite e questa è un’opportunità unica di sviluppo che non possiamo perdere”.

“La relazione sull’attività del governo Musumeci, sollecitata dai gruppi di opposizione, ci ha permesso di conoscere con dovizia di particolari le cose buone che l’esecutivo ha fatto in due anni e mezzo di legislatura in tanti settori. Dispiace che qualcuno, strumentalmente, volesse trasformare l’aula parlamentare in un tribunale per giudicare fatti che sono oggetto delle indagini della magistratura e che riguardano settori come quello dei rifiuti e della sanità. Questo governo non deve rispondere di alcunché poiché si tratta di questioni che sono emerse durante la gestione Crocetta targata Pd e corroborata dalla stampella dei Cinquestelle. Nessuno poteva prevedere che soggetti dall’apparente profilo di grande valore morale, potessero macchiarsi di colpe tanto gravi così come appare dalle attuali indagini. Prova ne sia che persino il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito un’altissima onorificenza a quel Candela che il presidente Musumeci ovviamente ignaro ha posto a capo del coordinamento per l’emergenza Covid-19. Il dibattito sull’attività del governo Musumeci, però, ci dà la possibilità di apprezzare il lavoro nel settore dei rifiuti posto in essere dall’assessore Pierobon, che con la sua azione sta facendo ordine in un mondo dove regnava la confusione e il malaffare. Questo governo regionale ha acceso le luci negli ambienti rimasti oscuri e da cui vediamo fuggire orridi scarafaggi per l’opera di trasparenza e legalità di cui è intrisa l’azione amministrativa. Voglio, infine, sottolineare come il lavoro del presidente Nello Musumeci sia stato sempre improntato alla concretezza ed all’operatività, con un agire silenzioso e produttivo, di chi non ama i riflettori ma con ordine e pazienza programma e trova soluzioni ai tanti problemi. La visione politica di Musumeci non viene annunciata nelle piazze né con il megafono nè con i vaffaday che sono propri delle opposizioni con cui ci confrontiamo ogni giorno. Sull’opera di moralizzazione e riduzione della spesa pubblica vorrei che i Cinquestelle avessero il coraggio di tacere considerato il moltiplicarsi quotidiano di poltrone e consulenti ad opera del loro governo nazionale, scandalosamente evidente a tutti gli italiani”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Salvatore Lentini aderisce al gruppo Ora Sicilia. L’ex deputato regionale di Fratelli d’Italia rafforza la formazione parlamentare costituita all’Assemblea Regionale Siciliana nell’estate del 2019 da Luigi Genovese, Luisa Lantieri e Daniela Ternullo, che danno il benvenuto, insieme agli onorevoli Pippo Gennuso e Tony Rizzotto, al nuovo tassello di un progetto politico che mira all’espansione dell’area moderata a sostegno del governo Musumeci: «Accogliamo con grande entusiasmo – dichiarano gli esponenti di Ora Sicilia – l’ingresso di Totò Lentini nella nostra squadra. Un autentico rappresentante del popolo, da sempre vicino alle fasce più deboli del tessuto sociale palermitano, che vanta grande esperienza e potrà pertanto apportare indiscusso valore e nuova linfa alla crescita di un’idea di Sicilia che oggi, grazie all’adesione del collega, continua a crescere trovando un nuovo, fondamentale sbocco nel capoluogo regionale. Siamo convinti – concludono – che l’adesione di Totò Lentini ci permetterà di solidificare ulteriormente l’impalcatura progettuale del nostro giovane contenitore politico, calibrato sin dalle sue origini sulle peculiarità logistiche, economiche, statutarie, sociali e culturali della Sicilia».

L’ingresso in Ora Sicilia di Salvatore Lentini genera, inoltre, l’archiviazione della richiesta di costituzione in deroga del gruppo parlamentare, questione dibattuta in queste settimane dal Consiglio di Presidenza all’Ars. L’adesione del quarto componente, infatti, ristabilisce il numero minimo di deputati previsto, per la costituzione e il mantenimento di un gruppo parlamentare, dall’articolo 23 del regolamento interno dell’assemblea.

Solo chiacchiere, tante chiacchiere, e zero riforme. Peccato che la Sicilia si governi con i fatti e non con le parole. Musumeci deve andarsene, per il bene dei siciliani”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Pasqua, che assieme agli altri 14  deputati 5 stelle ha messo nero su bianco la mozione di sfiducia al presidente della Regione,  già annunciata qualche giorno fa in aula e che oggi sarà  presentata agli uffici dell’Ars.

Dalla catastrofica gestione della cassa integrazione in deroga,  al disastro del settore rifiuti; dalla mancata redazione dei piani di rientro del disavanzo, alla scriteriata gestione dei fondi europei, a quella, altrettanto fallimentare, delle partecipate; dalle nomine sbagliate, alla totale assenza delle tanto strombazzate riforme: l’azione dell’esecutivo Musumeci, secondo i parlamentari 5 stelle,  è stata un rosario di fallimenti, una litania ininterrotta di tracolli, messi nero su bianco dal Movimento in otto pagine A4, ai sensi dell’articolo 10 dello statuto della Regione Siciliana.

“In Aula – afferma Pasqua – Musumeci, la scorsa settimana, ha fatto una sorta di autocelebrazione del nulla, peccato che la Sicilia che ha tratteggiato non esista nella realtà, e basta soltanto guardarsi attorno per potersene rendere conto”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso ricolmo delle intollerabili inefficienze del governo Musumeci è stata la consegna, fatta dal presidente della Regione, dell’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana alla Lega, “un partito – affermano i deputati 5 stelle –  che da sempre mortifica ed oltraggia il popolo siciliano. L’operazione è stata realizzata  in base a mere convenienze politiche e a interessi che poco hanno a che vedere con l’interesse per il nostro patrimonio monumentale e artistico, e nonostante le reiterate e numerose  proteste sollevate  da tanti siciliani, etichettati da Musumeci come un gruppetto di poveretti con problemi personali e familiari”.

“Tutto questo – dice Pasqua  – a brevissima distanza dallo scandalo che ha travolto, con numerosi arresti,  la sanità siciliana, evidenziando altre nomine sbagliatissime operate dall’esecutivo Musumeci, quelle di Candela e Damiani, colpevolmente collocati in posti chiave della sanità dell’isola, quando all’interno dello stesso esecutivo le perplessità su questi nomi non dovevano essere poche, visto che il primo era stato escluso dal novero dei manager della sanità e il secondo non doveva aver brillato ai vertici di quella Centrale unica di committenza che lo stesso governo giudicava fallimentare, tanto da volerla delocalizzare”.

“Anche volendoci sforzare – dicono i deputati del M5S  sottoscrittori della mozione – al giro di boa della legislatura non troviamo veramente nulla di buono  tra le cose realizzate, né c’è traccia delle riforme tanto  strombazzate da Musumeci in campagna elettorale. In compenso sono tantissime le enormi criticità evidenziate dall’azione e dall’inazione del governo, delle quali, per praticità, abbiamo elencato solo le più importanti ed evidenti”.

Queste le principali motivazioni alla base della sfiducia.

Assessorato ai Beni culturali e all’identità siciliana alla Lega. 

L’avere regalato ad un partito che ha sempre snobbato e dileggiato i siciliani l’assessorato che più di ogni altro rappresenta le radici della cultura isolana è inaccettabile per il M5S, come per tantissimi siciliani, che hanno protestato a gran voce ed avviato anche diverse petizioni on line per chiedere le dimissioni di Musumeci. “Il governatore- dicono i deputati -non solo ha fatto orecchie di mercante, ma anche avuto parole offensive per coloro che hanno manifestato il proprio legittimo disappunto”. Le recenti dichiarazioni di Salvini, secondo cui la Lega avrà il compito di gestire le Sovrintendenze del mare e quelle provinciali, secondo il M5S, dimostrano inoltre come il Carroccio stia puntando ad uno degli snodi chiave del potere della Regione.

Nomine Candela e Damiani, due clamorosi scivoloni.

Non c’è dubbio, secondo il M5S, che le nomine di Candela e Damiani, due tra le principali figure  travolte dal recente scandalo che ha investito la sanità siciliana, siano un clamoroso scivolone del governo Musumeci. E questo nonostante all’interno dell’esecutivo non  dovrebbero essere mancate le motivazioni a cassare queste figure. Infatti non si spiegherebbe altrimenti l’esclusione di Candela dal giro di nomine dei direttori generali, mentre Damiani, prima di approdare al timone dell’Asp di Trapani, non deve aver brillato ai vertici della Cuc, struttura della quale il governo Musumeci meditava la delocalizzazione per inefficienza.

Disastro della cassa integrazione in deroga e mancato avvio concorsi per potenziamento centri per l’impiego.

I clamorosi ritardi della cassa integrazione in deroga hanno rappresentato un vero e proprio calvario per i siciliani, che hanno dovuto aspettare molto di più dei lavoratori delle altre regioni per riscuotere quanto loro dovuto. Basti pensare che la Sicilia è stata la diciottesima regione italiana ad inviare all’Inps i flussi e che la lavorazione delle pratiche ha viaggiato sempre a ritmi lentissimi e, pertanto, inaccettabili. A velocizzare la lavorazione delle pratiche, secondo il M5S, avrebbe potuto contribuire  il personale previsto per il potenziamento dei centri per l’impiego, se solo i concorsi relativi (che avrebbero potuto determinare ben 1135 assunzioni in una terra affamata di lavoro) fossero stati portati a compimento, come avvenuto in altre Regioni.

Piano rifiuti inadeguato e ricco di criticità.

Una delle principali criticità del  piano rifiuti presentato da Musumeci nel 2018 è quella di essere legato a quanto previsto in un ddl mai approvato dall’Ars e non, come dovrebbe essere,  a precise normative vigenti. Il piano, inoltre, non contiene alcuna determinazione in tema di prevenzione e riduzione dei rifiuti, di gestione di rifiuti speciali e di bonifiche e si caratterizza per l’assenza di una vera pianificazione impiantistica, E’ vago, inoltre, sugli inceneritori, la cui realizzazione non viene esclusa. A ciò va aggiunta l’assenza di un piano regionale di gestione dei rifiuti urbani aggiornato.

Spalmatura disavanzo certificato da Corte dei conti non credibile.

Il governo Musumeci non si è mai mostrato credibile agli occhi del governo centrale sul versante della spalmatura del disavanzo certificato dalla Corte dei Conti (1 miliardo e 26 milioni circa) per l’esercizio finanziario 2018 e definito dalla magistratura contabile  il più alto della serie storica in contabilità armonizzata.  Per tale disavanzo, lo Stato, con decreto legislativo n.158 del dicembre 2019, ha concesso alla Regione Siciliana , evitandone il default,   la spalmatura in 10 anni, a condizione che venissero sottoscritti impegni precisi per il rientro. Tale periodo  poteva essere ridotto a tre anni, qualora Stato e Regione avessero sottoscritto un accordo contenente specifici impegni di rientro. Nonostante tale prescrizione il governo Musumeci non ha mai varato un piano di riforme tale da far intendere al governo nazionale la reale volontà di sanare il bilancio.

Gestione fallimentare delle società partecipate.

L’operato del governo Musumeci in ordine alla gestione delle società partecipate è privo di coerenza sotto l’aspetto finanziario, economico e patrimoniale, ma, soprattutto, è inidoneo ad assicurare una efficiente programmazione strategica, sia nel breve che nel lungo periodo. La Regione continua, infatti, a rimanere vincolata ad inutili logiche di soccorso finanziario, sganciate da serie valutazioni sull’effettiva capacità delle società a rimanere nel mercato e a realizzare condizioni di equilibrio economico. Allo stesso tempo, come evidenziato dalla Corte dei Conti, non è stata mai compiuta un’analisi in ordine ai contributi erogati dalla Regione, non sempre in linea con il dettato normativo. Il giudice contabile ha, altresì, messo in luce, in più occasioni, come le società partecipate dalla Regione si siano dimostrate geneticamente prive di sostenibilità economica.

Fondi europei, macchina ferma.

Il governo Musumeci non ha saputo mettere in moto la macchina dei fondi europei, raggiungendo con enormi difficoltà i target di spesa minimi alla fine di ogni anno, e non riuscendo ad utilizzare pienamente l’unico volano di sviluppo della Sicilia. Ogni anno sono stati raggiunti, con enormi difficoltà e con sotterfugi tecnici, i target di spesa annuali minimi. Per il PO Fers la spesa certificata dalla Sicilia è stata di appena il 28,47% della dotazione, mentre  per il PO FSE di appena 23,35%. La spesa dei fondi europei è ferma al dicembre del 2019 e non si spiega il perché quella poca spesa certificata avviene sempre e solo a dicembre. Su 1.216.500.000 euro di finanziamento dell’asse relativo all’innovazione e alla ricerca, solo il 5% della dotazione prevista è stato speso. Per molte somme non spese non c’è nemmeno impegno di spesa, cioè non si è attuata nessuna procedura per utilizzarle. Un quadro per nulla positivo che sarebbe addirittura peggiore se  le percentuali di quanto speso fossero depurate dai progetti ‘retrospettivi’, che vengono utilizzati come un mero ‘artificio contabile.

Disco verde all’Ars per la norma che autorizza dopo 25 anni di attesa lo sblocco dei concorsi pubblici per esami del personale non dirigenziale a tempo indeterminato, equiparato nei gradi e nelle funzioni ai pari livello del Corpo Forestale Regionale.

“Sin dalle prime valutazioni in Commissione Affari Istituzionali è parso evidente che la carenza di organico in dotazione al Corpo Forestale arreca criticità, in particolar modo ai distaccamenti territoriali, in cui il personale non riesce a coprire il controllo del territorio. Ciò amplifica le problematiche per la gestione e il contrasto agli incendi boschivi. Per tale motivo, dopo tanti anni di stallo, finalmente sarà possibile tornare ad assumere anche in questo comparto regionale, dimostrando un’inversione di marcia rispetto al passato”. Lo afferma il Presidente della Commissione Affari Istituzionale all’Ars, on. Stefano Pellegrino, del gruppo parlamentare di Forza Italia, il quale ha seguito sin dall’inizio l’iter dei lavori, in sinergia con l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, on. Toto Cordaro.

“Ringrazio anche l’Assessore regionale alla Funzione Pubblica, on. Bernardette Grasso, la quale ha proposto una norma che consentirà il comando dei guardia parchi presso il Corpo Forestale. Ciò permetterà – conclude il Presidente Pellegrino – di utilizzare questi ultimi anche nella campagna Antincendio della Provincia di Messina oltre che una maggiore vigilanza in tutto il territorio del Parco dei Nebrodi”.

L’accesso al Corpo mediante concorso pubblico è subordinato al superamento di un corso di formazione professionale secondo i criteri definiti da apposito decreto dell’Assessorato Regionale del Territorio e Ambiente.

In provincia di Palermo, nel territorio di Partinico, i Carabinieri hanno scoperto una piantagione di marijuana in un pescheto incolto ed abbandonato in contrada Bosco-Falconeria. Sono state contate 6.270 piante di cannabis, alte circa 70 centimetri, nascoste in mezzo alla vegetazione.

La coltivazione è stata dotata di un impianto di irrigazione realizzato attraverso un profondo pozzo artesiano con una pompa di sollevamento allacciata abusivamente alla rete elettrica pubblica. Sono in corso le indagini.

Interventi e reazioni a seguito del perdurante stato di ancoraggio in rada a Porto Empedocle della nave per la quarantena dei migranti “Moby Zazà. Matteo Salvini ha dichiarato: “Se ci fossi stato io al governo mi avrebbero sicuramente mandato a processo, ma, purtroppo, oggi l’Italia, con questo governo, torna ad essere il campo profughi d’Europa, ha calato le braghe, è tornato ad essere complice dei criminali, dei trafficanti di esseri umani”.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, conferma la linea del governo Musumeci, e afferma: “Sarò chiaro ancora una volta, nessuno può scendere se non dopo l’esito del tampone, se ne facciano una ragione quelli della Ong: la salute, dei nostri concittadini e dei migranti viene prima di tutto”.

Per il neo segretario nazionale della Uil, Pierpaolo Bombardieri la questione meridionale diventa centrale per rilanciare lo sviluppo economico del Paese, oggi duramente colpito dalla pandemia. E lo ha ribadito nel corso del suo insediamento difronte al Consiglio Confederale Nazionale, alla presenza  del Premier Giuseppe Conte e dei  ministri Gualtieri, Provenzano e Catalfo. Partendo dalla sua amata terra, la Calabria,  Bombardieri con impegno e sacrificio è stato eletto all’unanimità segretario generale della UIL, dopo esserne stato segretario aggiunto per tanti anni a fianco del siciliano Carmelo Barbagallo. Per Bombardieri “il Mezzogiorno e la risoluzione dei problemi del Sud saranno per noi la cartina di tornasole con la quale valuteremo Governo e controparti“. La sua segreteria sarà all’insegna del solco della continuità ” pur se cambia il timoniere la rotta resta la stessa”. Lo stesso ama definirsi “Meridionale e Meridionalista”, e oggi più che mai legato al Sud, ai suoi territori e alla sua gente, un popolo che ha più esigenze e più bisogno di interventi nelle infrastrutture e nello sviluppo. “Pertanto– continua- servono investimenti primari nei diversi settori: sanità, servizi sociali, rete di comunicazione, ferrovie e le infrastrutture digitali, per far crescere l’intero Paese”. Il neo segretario generale è già al lavoro, con la solita grande tenacia che lo ha accompagnato in tutti questi anni di militanza sindacale, impegnato, soprattutto, come detto, sui temi legati al Meridione, perché il Sud, secondo tutti i dati macro economici, ha bisogno di lavoro, di sviluppo e di cultura per uscire da questa depressione e degrado profondi che hanno azzerato secoli di patrimonio culturale- artistico e di civiltà.

E come è solito affermare spesso nei suoi interventi, Pierpaolo Bombardieri “nulla sarà come prima  e quindi abbiamo la necessità di cavalcare il cambiamento, passando da una cultura dell’io  alla cultura del  noi”,  persuadendo, come uomo keynesiano,  le persone non solo ad accettare le nuove idee, ma anche ad abbandonare le vecchie, per proiettarsi nel futuro all’indomani della emergenza pandemica che ha cambiato i nostri stili di vita e l’economia globale.

Ridurre il divario delle conoscenze digitali e promuovere la diffusione di strumenti e piattaforme per la didattica a distanza. E’ questo l’obiettivo dell’accordo siglato da Regione Siciliana e Fastweb con il quale la società di telecomunicazioni mette a disposizione dell’Amministrazione e degli insegnanti delle scuole primarie e secondarie il percorso di formazione online “Didattica a distanza: video tutorial per orientarsi fra app e piattaforme”. Il corso di video lezioni, realizzato da Fastweb su impulso di Regione Siciliana, è disponibile gratuitamente anche per i docenti degli istituti scolastici di tutta Italia sul sito di Fastweb Digital Academy (www.fastwebdigital.academy).

Il corso nasce dalla volontà congiunta di Regione Siciliana e di Fastweb, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, di fornire agli insegnanti un percorso formativo semplice, pratico e concreto per orientarsi agilmente tra le proposte digitali per la didattica a distanza. Il lockdown in seguito alla pandemia da COVID-19 ha infatti modificato radicalmente le metodologie di insegnamento di scuole ed istituti scolastici di ogni ordine e grado rendendo necessaria da parte del corpo docente la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti digitali.

«Siamo orgogliosi di aver collaborato con Regione Siciliana alla realizzazione di questo importante progetto che ha l’obiettivo di aiutare gli insegnanti ad acquisire le competenze digitali necessarie per consentire il normale svolgimento della didattica anche a distanza. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di mettere a disposizione il corso di video lezioni anche per gli insegnanti di tutta Italia» ha dichiarato Roberto Chieppa, Chief Marketing & Customer Experience Officer di Fastweb.

«La scuola sta affrontando una sfida estremamente complessa e ritengo sia dovere del governo regionale assicurare le migliori condizioni possibili per continuare ad affrontarla. Attraverso questa iniziativa, grazie al supporto di un’azienda come Fastweb, cercheremo di supportare ulteriormente, rispetto a quanto fatto sino ad oggi, gli insegnanti nell’utilizzo dei programmi di didattica digitale. Quest’ultima, pur non sostituendosi a quella tradizionale, può offrire importanti opportunità metodologiche e di approfondimento, consentendo di elevare opportunamente gli standard qualitativi dei processi di insegnamento, anche in vista della ripresa e della riorganizzazione delle attività didattiche», ha dichiarato Roberto Lagalla, assessore all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Siciliana, che, in questi giorni, ha provveduto a richiedere all’USR di Sicilia di condividere e diffondere l’iniziativa presso le scuole di ogni ordine e grado.

Il corso realizzato da Fastweb Digital Academy, la scuola per le professioni digitali fondata a Milano da Fastweb e Fondazione Cariplo con l’obiettivo di accelerare l’incontro tra i giovani e il mondo del lavoro e di favorire la crescita delle competenze digitali dei lavoratori, è tenuto da Gianluigi Bonanomi, giornalista e formatore digitale, ed è composto da cinque video tutorial della durata di circa otto minuti ciascuno.

Nella prima lezione vengono presentate alcune tra le piattaforme più utilizzate per la realizzazione di video lezioni come Google Meet, Zoom, Teams, Webex e Jitsi e vengono esaminate le loro principali caratteristiche e funzionalità mentre il secondo tutorial presenta alcune tra le piattaforme più utilizzate per la gestione dalla didattica come G Suite, Office 365 e WeSchool, evidenziandone potenzialità e caratteristiche. Nella terza video pillola vengono invece presentati strumenti come Facebook Gruppi e Whatsapp Gruppi in grado di migliorare l’interazione tra le community delle aule scolastiche mentre il quarto tutorial è dedicato agli applicativi come Kahoot, Padlet e Buncee in grado di rendere più interattiva e fruibile l’esperienza di apprendimento a distanza per gli studenti. Il quinto ed ultimo video conclude il percorso formativo spiegando alcune delle principali tecniche per rendere più accattivanti e coinvolgenti le presentazioni digitali utilizzando strumenti come Prezi e PowerPoint. Per ogni video tutorial è disponibile il relativo manuale di approfondimento ed è possibile interrompere in qualsiasi momento la visione della lezione e rivedere il contenuto o i contenuti precedenti in qualsiasi momento.

Al termine del percorso un test certifica la partecipazione al corso e il livello di competenze digitali acquisite. Al superamento del test viene inoltre rilasciato un open badge, applicabile anche al proprio profilo Linkedin.