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“Il Governo continua ad ignorare il grido d’allarme del comparto turistico italiano, una risorsa fondamentale dell’economia del Paese completamente abbandonata da questo esecutivo. I numeri di queste settimane confermano una situazione assai peggiore rispetto a tutte le previsioni, ulteriormente complicata dall’atteggiamento del Governo del tutto incapace di mettere in campo risposte adeguate, a cominciare dal ‘bonus vacanze’, misura inutile se non dannosa, che nulla fa per evitare il tracollo del sistema turistico italiano”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato che, assieme al capo delegazione del partito di Salvini, Marco Campomenosi, ha presentato su questo tema un’interrogazione alla Commissione Europea.

“A tutto ciò si aggiunge il grave ritardo sul fronte Alitalia, che avrebbe bisogno di essere pienamente operativa, potenziata e presente su tutti i territori, in particolar modo sulle isole Sicilia e Sardegna, per garantire collegamenti turistici adeguati, mentre ancora non si vede nemmeno lontanamente l’ombra del piano industriale. Con Marco Campomenosi – aggiunge l’europarlamentare – abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione europea su Alitalia, per chiedere quali requisiti specifici debbano essere rispettati dal piano industriale per garantire il rispetto del vigente quadro legislativo europeo in materia di concorrenza e di aiuti di Stato, tutelando al contempo i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori, nonché modalità, condizioni e tempi necessari per la newco a ottenere il rilascio della licenza necessaria. Da Ue e Governo servono risposte concrete, subito”.

 

 

 

 

 

 

 

Il Tribunale di Palermo ha condannato a oltre un secolo di carcere 15 presunti affiliati ai clan di Brancaccio, un tempo capeggiato dai boss stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e di Corso dei Mille. 20 anni di carcere sono stati inflitti a Vincenzo Vella, 18 a Giuseppe Caserta, 17 ciascuno per Claudio D’Amore e Giovanni Lucchese, 16 anni a Cosimo Geloso. Poi le pene minori: Pietro Clemente due anni, Marcello La Cara un anno e otto mesi, Vincenzo Passantino sei mesi come Salvatore Scafidi, Michele Rubino 8 mesi, Francesco Paolo Saladino 2 anni. E poi Maurizio Stassi, Francesco Tarantino e Tiziana Li Causi un anno e 6 mesi ciascuno. Assolti Paola Carini, Stefano Marino, Giovanni Di Pasquale, Paiva Isabel Christine de Oliveira, Filippo Rotolo, Pietro Rovetto, Alfonso Domenico Imperiale, e Antonio Ingo.

Dopo 40 giorni Fratel Biagio Conte, il missionario laico fondatore della Missione Speranza e Carità di Palermo, ha deciso di sospendere il digiuno e di rientrare in una delle sedi della sua organizzazione che assiste oltre un migliaio di indigenti. Fratel Biagio Conte spiega: “Ho sentito nel cuore il buon Dio che mi invita a portare questo messaggio di Pace e di Speranza a questa umanità tanto travagliata, tanto sofferente, ma ho anche sentito nel cuore di riguardarmi il ‘fratello corpo’. Sto rientrando con il cuore pieno di speranza, sento di portarla e donarla a tutti e di continuare a portare a tutti questo messaggio di Pace e di Speranza, affinché questa società possa migliorare”. Fratel Biagio ha trascorso questi 40 giorni in una grotta tra le montagne di Palermo, in preghiera e in digiuno per essere solidale con le famiglie disagiate e le persone più fragili della società. Ha lanciato appelli alle istituzioni, alla Chiesa e a tutte le religioni, ai responsabili dei mezzi di informazione invitandoli ad adoperarsi ciascuno per la propria parte “al fine di – ha ripetuto – cambiare radicalmente questa società in modo da non lasciare nessuno indietro”.

Il procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, a conclusione della requsitoria, ha chiesto la condanna all’ergastolo a carico del boss palermitano di Brancaccio Giuseppe Graviano e per Rocco Santo Filippone, presunto esponente della cosca Piromalli di Gioia Tauro, imputati nel processo cosiddetto “‘Ndrangheta stragista”. Graviano e Filippone sarebbero i mandanti dell’omicidio dei due carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, uccisi il 18 gennaio del 1994 sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, e dei tentati omicidi a danno di altre due pattuglie dell’Arma tra il 1993 e il 1994.

A Palermo, nel rione dei Danisinni, un violento scontro tra famiglie, culminato in una sparatoria, è stato scatenato da un banale incidente stradale. Sono state arrestate dai Carabinieri tre persone: Antonino Gargano, 42 anni, Davide Gargano, 38 anni, e Gianluca Giordano, 28 anni. All’autorità giudiziaria risponderanno di rissa, lesioni personali, deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da sparo.

In riferimento alle dichiarazioni e dell’Onorevole Pullara, in merito alle vicenda processuale relativa all’Avviso 8, in materia di formazione professionale, l’assessore regionale Roberto Lagalla dichiara:

“Con riferimento alla interrogazione relativa all’avviso 8, vorrei tranquillizzare l’onorevole Pullara in ordine al pieno rispetto, da parte dell’assessorato all’istruzione e formazione professionale, della sentenza recentemente disposta dal CGA Sicilia, in esito ad un lungo contenzioso nato nel 2016 e in nessun modo ascrivibile alla responsabilità di questo Governo. Entro i 60 giorni fissati dal dispositivo, il competente dipartimento dell’assessorato provvederà regolarmente a redigere la nuova graduatoria, sulla base dei criteri fissati dal Giudice amministrativo di appello. Deve infine precisarsi che è destituita da ogni fondamento la sussistenza attuale di ogni e qualsiasi forma di commissariamento, dal momento che quest’ultimo si istaurerebbe solo in caso di inadempimento assessoriale nei previsti 60 giorni. Di certo il Governo provvederà a riscontrare formalmente l’interrogazione dell’onorevole Pullara, con maggiore e più dettagliata descrizione degli eventi e dei contenziosi succedutisi negli anni, così da assicurare all’interrogante una più profonda e matura  conoscenza dei fatti”.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars esprime solidarietà alla deputata M5S alla Camera,  Azzurra Cancelleri, vittima, a quanto si apprende dalla stampa,  assieme al marito  Santino Lo Porto, di un tentativo di ‘mascariamento’ che sarebbe stato messo in atto dal sindaco di Santa Caterina  di Villarmosa allo scopo di screditare la coppia sui social.

Episodi vigliacchi come questo – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – non fanno altro che confermare come l’attività dei portavoce M5S, sempre al servizio della collettività,  sia spesso una spina nel fianco, da togliere con tutti i mezzi possibili, per chi opera nel torbido.  Ad Azzurra e Santino  vadano la nostra vicinanza e il nostro caloroso abbraccio”.

“Le vicende di Erice legate ad indagini della magistratura per le quali prendo atto delle opportune dimissioni del sindaco, possono aprire inediti scenari sotto il profilo della governance territoriale. Torna di assoluta attualità il tema della unificazione dei due comuni di Erice e Trapani che sono e costituiscono un unicum territoriale ad oggi ancora assurdamente separato. Questa proposta di cui si parla da tanto tempo costituirebbe una ovvia opportunità per dare linearità all’azione amministrativa a favore dei cittadini dei medesimi comuni. Oggi questa idea trova un’ulteriore legittimazione alla luce della possibilità che il comune di Trapani possa essere privato di una vasta porzione di territorio e di una consistente fetta di popolazione se, come sembra, il parlamento regionale darà voto favorevole al ddl che istituisce il comune autonomo di Misiliscemi. Non vorrei tuttavia dare l’impressione che si tratti di una mera compensazione, quanto piuttosto di una necessità da sempre avvertita dai cittadini trapanesi ed ericini. Del resto ad Erice vetta abitano ormai poco più di duecento persone, mentre il resto della popolazione vive di fatto a Trapani. Un accorpamento dei territori in un unico Comune consentirebbe un indubbio vantaggio anche per il miglioramento dei servizi per i cittadini. È incredibile pensare che oggi nessuno nasce a Trapani nonostante vi abiti, poiché l’ospedale si trova nel territorio di Erice. Così come è assurdo che molte abitazioni hanno un doppio ingresso, su due vie di cui una in territorio di Trapani e l’altra in territorio di Erice, con la conseguenza che nascono anche problematiche di origine impositiva, fiscale e di funzionalità ed efficacia dei servizi. Questa assurda situazione che si trascina da anni, deve trovare risoluzione definitiva. Auspico uno scatto di orgoglio della politica affinché si possa giungere alla fusione territoriale e per questo annuncio la presentazione di un disegno di legge già nei prossimi giorni per semplificare il lungo e complesso iter attualmente previsto dalla vigente normativa, lo stesso che ha seguito con successo fino ad oggi il comitato per la costituzione del comune di Misiliscemi”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Va fermato il recupero degli arretrati ai lavoratori forestali siciliani. A dirlo sono i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nell’isola, Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino, che hanno inoltrato all’amministrazione regionale una formale diffida legale nel proseguire nel prelievo delle somme a suo tempo corrisposte ai lavoratori. “Questo recupero non ha fondamento giuridico” affermano Manca, Russo e Marino che aggiungono: “Dopo il nostro atto formale è stato convocato per il prossimo 17 luglio, alla presenza dell’assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro e di Edy Bandiera, assessore regionale all’Agricoltura, il comitato paritetico regionale”.

Nel maggio 2017, la Commissione Elettorale Circondariale ammetteva il candidato Francesco Giunta alla competizione per l’elezione del sindaco di Termini Imerese, nonostante quest’ultimo avesse riportato – a seguito di patteggiamento – una condanna a mesi sedici di reclusione per i reati di truffa e falso

La Commissione Elettorale Circondariale, invero, aderiva alla tesi prospetta – con apposito parere –   dall’avv. Gaetano Armao, attuale Vice presidente della Regione Sicilia e Assessore  all’Economia.

In particolare, con tale parere, l’avv. Gaetano Armao aveva sostenuto che, ai sensi della legge Severino, l’incandidabilità opererebbe solo per coloro che  abbiano riportato una condanna superiore a sei mesi per e ai quali  fosse stata contestata l’aggravante di cui  all’ art. 61 n. 9 del codice penale  (ossia “avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio…”);  tale aggravante non sarebbe, di contro,  stata applicata – in sede di condanna – all’avv. Giunta.

Per effetto dell’ammissione del candidato Giunta alla competizione elettorale lo stesso partecipava al primo turno elettorale – tenutosi in data 11 giugno 2017 – concorrendo con altri 4 candidati Sindaco e segnatamente i candidati Vincenzo Fasone,  Armando Di Liberto, Pietro Sorce  e Giuseppe Maria Preti.

In esito al primo turno elettorale, il candidato Giunta e il candidato Fasone venivano ammessi al turno di Ballottaggio.

In esito al turno di ballottaggio, il candidato Giunta risultava essere il candidato più votato con 4.962 voti, conseguendo 116  voti in più rispetto al candidato Fasone al quale venivano assegnati n. 4.846 voti.

Pertanto, con ricorso proposto innanzi al Tribunale di Termini Imerese il sig. ri Vincenzo Fasone, -candidato alla carica di Sindaco – il prof Curreri Salvatore, l’On.le  Francesco Piro e il sig. Michele Ciofalo, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, – chiedevano  che venisse dichiarata l’incandidabilità dell’avv. Francesco Giunta.

In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che l’avv. Giunta – per effetto delle condanna a sedici mesi allo stesso inflitta per reati di truffa e falso – fosse incandidabile alla Carica di Sindaco e andasse, pertanto, dichiarato decaduto in applicazione della legge Severino.

Nelle more del giudizio (e segnatamente nel marzo 2019), l’avv. Giunta – dopo aver ricevuto, nell’ambito di un procedimento penale, un avviso di garanzia –  rassegnava le proprie dimissioni dalla Carica di Sindaco di Termini Imerese.

La Corte d’Appello di Palermo – Presidente Antonio Novara, Relatore Dott. Antonino Di Pisa -, con sentenza del 10 luglio 2020, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere – essendo ormai intervenute le dimissione dell’avv. Giunta -, ma ha allo stesso tempo rilevato che ,“ se non fossero sopravvenute le dimissioni e non fosse, di conseguenza, venuta meno la materia del contendere, avrebbe dovuto ritenersi sussistente l’ipotesi di incandidabilità di Giunta Francesco alla carica di Sindaco”,

In particolare, la Corte d’Appello, aderendo alle tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha rilevato che la Legge Severino non si limita a prevedere l’incandidabilità dei soli soggetti condannati – a pena superiore ai sei mesi –   per i reati aggravati ex art 61 n. 9,  ma reca  una norma di chiusura comprendente tutti i reati che risultino, comunque, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio.

Dunque, la Corte d’Appello, smentendo gli assunti contenuti nel sopracitato  parere dell’Avv. Gaetano Armao, ha ritenuto che i numerosi reati di truffa e di falso commessi dal Giunta quale mandatario della Siae (e oggetto di una condanna a 16 mesi di reclusione), rientrino tra le cause di inacndidabilità previste dalla  legge Severino.

La Corte d’Appello di Palermo ha, inoltre, condannato l’Avv. Giunta (in solido con i sig.ri Licia Fulllone, Giuseppe Di Blasi e Rosa Lo Bianco-  ex assessori e consiglieri) al pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio liquidate in complessivi euro 6.000 oltre accessori.