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Pentole, fornelli e piastre nei pressi Santuario colonia greca

 I resti di un’antica focacceria. E’ la nuova scoperta archeologica nell’antica colonia greca a Himera nel Palermitano avvenuta, durante la campagna di scavi realizzata dall’università di Berna, grazie alla convenzione con il polo regionale di Palermo per i parchi e i musei archeologici, che, a partire dal 2012, ha riportato alla luce alcune aree sacre che verranno indagate ulteriormente nei prossimi anni. Quest’ultima ricerca si è concentrata su uno degli spazi con tre altari dove si svolgevano i riti legati a funzioni religiose e alla preparazione e conservazione del cibo.
    È stato portato alla luce un vano adibito a dispensa per derrate alimentari – vino, frumento, acqua, olio. Con fornelli, marmitte e pentole che fanno supporre siano stati utilizzati per la preparazione di pizze e focacce per un numero elevato di persone che frequentavano il santuario

Ridiscutere Ceta e pure trattati con Marocco e Tunisia

“Basterà iniziare a dire qualche no ai tavoli europei e internazionali, come abbiamo cominciato a fare: il Ceta va rivisto per non abbassare il prezzo di grano e carne italiani. Dobbiamo rivedere i trattati con Marocco e Tunisia, che riguardano arance e olio. Ce lo siamo detti per anni come forza di opposizione e ora dobbiamo dettare le regole.
    Spero che si possa lavorare con gli altri Paesi per far sì che i nostri prodotti possano andare all’estero”. L’ha detto a Catania il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.
   

Nove le donne, una incinta. Mesi in Libia, ‘subito torture’

Quindici migranti sono arrivati ieri sera a Lampedusa a bordo di una piccola imbarcazione e sono stati soccorsi da una motovedetta della Guardia costiera a poche miglia dall’isola. I migranti, 6 uomini e 9 donne di cui una incinta, hanno detto di essere salpati dalla Tunisia. Quattro sono nordafricani mentre gli altri 11 provengono dal Congo e dalla Costa d’Avorio e hanno raccontato di aver trascorso tra gli 8 e i 10 mesi in Libia, dove hanno subito torture, prima di trasferirsi in Tunisia per affrontare la traversata. I migranti sono stati trasferiti nell’hotspot di Lampedusa.
   

 

Con avviso pubblico n.4/2017 l’Amministrazione regionale indiceva una procedura selettiva per la presentazione di candidature per l’attuazione dell’offerta formativa di Istruzione Tecnica superiore in Sicilia. Alla selezione avrebbero potuto partecipare gli organismi denominati ITS aventi natura di fondazioni costituende composte da un’istituzione scolastica e da altri soggetti tra cui anche un organismo di formazione professionale.E con riferimento ai requisiti di tali ultimi soggetti l’avviso richiedeva che gli stessi “di norma” fossero ubicati nella provincia sede della fondazione ; non potendosi in nessun caso fare discendere da una tale formulazione letterale una connessa prescrizione sanzionatoria consistente nell’esclusione dalla procedura selettiva per l’ipotesi di ubicazione dell’ente in provincia diversa rispetto a quella della fondazione. L’Istituto Scolastico “Filippo Re Capriata” con sede in Licata e la Green Life società cooperativa sociale con sede in Agrigento avevano partecipato alla selezione ; l’ente Green Life nelle more era stato accreditato ed aveva la propria sede direzionale sita in Palermo,Via Giuseppe Terragni. L’Amministrazione Regionale ha ritenuto inammissibile l’istanza di ammissione assumendo che l’ente in questione fosse sprovvisto del requisito di ammissione inerente la sede avendo la sede operativa in Palermo Via Terragni e non risultando nessuna sede di erogazione con ubicazione nella provincia di Agrigento sede della costituenda Fondazione. L’ente ha allora proposto un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, contro l’Assessorato Regionale dell’Istruzione, per l’annullamento,previa sospensione, del provvedimento di esclusione dalla selezione. In particolare gli avvocati Rubino e Alfieri hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo del l’eccesso di potere,atteso che l’avviso non onerava i soggetti partecipanti ad avere necessariamente una sede di erogazione nell’ambito provinciale della sede della fondazione. Il TAR Sicilia,Palermo,Sezione Prima, condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto la richiesta di sospensiva, disponendo l’ammissione con riserva della costituenda fondazione alla selezione.Pertanto,per effetto della sospensiva emessa dal TAR, la costituenda fondazione partecipera’ con riserva alla selezione in questione

Un percorso di formazione per favorire l’inclusione. Il progetto dello Sprar Don Bosco 2000 ha sollevato le critiche di alcuni studenti di Beni culturali. «È impensabile che ragazzi appena scolarizzati rubino loro il posto», rispondono dall’organizzazione

 

«Dopo tutto quello che ho passato, non avrei mai pensato di fare un tirocinio in un museo. Il mio compito è quello di mantenere in ordine le sale e pulire le vetrine espositive con la guida di un tutor». Sorride il giovane Fode, originario del Senegal, mentre racconta a MeridioNews l’attività che svolge per il museo archeologico di Aidone. Anche il maliniano Suleman, che arriva da un centro per minori non accompagnati di Catania, è stato accolto nello Sprar tre anni fa. Lui, invece, supporta gli addetti alla manutenzione del verde pubblico nell’area archeologica di Morgantina, insieme ad altri quattro ragazzi. «È un lavoro delicato – dice – perché questa è una città antica e importante». 

Suleman e Fode sono due dei sei richiedenti asilo dello Sprar Don Bosco 2000 di Aidone impegnati, da giugno, nelle attività di supporto alla manutenzione del museo e dell’area archeologica di Morgantina. «Il tirocinio formativo, dalla durata di cinque mesi, è frutto di una convenzione tra l’associazione Don Bosco 2000 e il museo archeologico di Aidone – spiega Monica Camiolo, educatrice e referente per l’orientamento al lavoro del centro Sprar – Lo scopo è quello di favorire l’integrazione e l’inclusione sociale attraverso dei percorsi di formazione. Tutti i ragazzi, seguiti da un tutor, ricevono un rimborso che è a carico dell’associazione mentre l’ente beneficiario, il museo, non versa nessuna quota».

Dopo l’annuncio pubblicato dal direttore del museo sulla pagina Facebook, sono arrivate le polemiche nei commenti lasciati da alcuni laureati in Beni culturali senza un impiego. «Io che ho una laurea in Beni culturali – commenta Giuseppe– non ho avuto la stessa opportunità». «Dare un posto ai migranti nei musei, che siano pagati o no – interviene Massimiliano – è uno schiaffo e una ingiustizia nei confronti di chi ha studiato e per poterci lavorare». Poi c’è chi, come Marcella «oltre alla Laurea in Beni culturali e archeologici, ho anche una qualifica come addetto alla manutenzione e gestione dei servizi museali e archeologici, ma – lamenta – sono a casa».

Le critiche, però, arrivano senza che si conoscano bene i fatti. «I nostri ragazzi sono appena scolarizzati – chiarisce la responsabile del centro Sprar, Roberta La Cara – È impensabile che possano occupare una posizione che spetterebbe a un laureato o specializzato. Il tirocinio è uno strumento per garantire ai richiedenti asilo una formazione da spendere una volta fuori dallo Sprar».

A chiarire la vicenda, interviene anche il direttore del museo. «Ho ampiamente risposto ai commenti – spiega Concetto Biagio Greco – postando due video del filosofo Diego Fusaro in cui emerge qual è la reale problematica dell’immigrazione che non si può racchiudere nella logica deviante del migrante nemico che ruba il lavoro agli italiani. Il vero nemico – sottolinea – è il potere a cui giova mantenere un livello di scontro verticale tra disoccupati italiani e migranti evitando che raggiunga un conflitto orizzontale verso i signori della finanza». In questo modo si perdono di vista i veri responsabili e si addita lo straniero come la causa di tutti i problemi. «Come si fa a non rendersi conto delle politiche colonialiste – si chiede il direttore del museo – che da secoli sfruttano i loro Paesi di provenienza costringendo queste persone a fuggire?».

Da parte del museo, per altro, non c’è stata nessuna assunzione. «Abbiamo accettato la proposta dello Sprar di avviare questi tirocini formativi a costo zero per il museo – precisa il direttore – utilizzando un’opportunità che la legge ci mette a disposizione. I ragazzi ci danno una mano svolgendo piccole mansioni. In un momento storico ostile, in cui le diversità culturali sono quotidianamente messe al bando da fatti di intolleranza e odio – conclude Greco – dare la possibilità a questi ragazzi di integrarsi sul territorio diventa un modo per restare umani».

Relazione su rendiconto generale per l’esercizio 2017

Il bilancio della Regione siciliana dovrà essere sottoposto ad una “apposita manovra correttiva”. Si legge nella relazione del giudice della Corte dei Conti per la Sicilia Francesco Albo, sul rendiconto generale per l’esercizio 2017. Albo ha segnalato nel suo intervento una serie di criticità del documento contabile e ha parlato di un “peggioramento del risultato di amministrazione rispetto al 2016”. La relazione descrive anche il “peggioramento della situazione contabile” degli enti locali siciliani questo peggioramento finisce, secondo Albo, per pregiudicare “il mantenimento degli equilibri di bilancio”

L’invito al dialogo che i carabinieri fecero arrivare al boss Totò Riina dopo la strage di Capaci sarebbe l’elemento di novità che indusse Cosa nostra ad accelerare i tempi dell’eliminazione di Paolo Borsellino. Lo sostengono i giudici della corte d’assise di Palermo che hanno depositato le motivazione della sentenza sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.”Ove non si volesse prevenire alla conclusione dell’accusa che Riina abbia deciso di uccidere Borsellino temendo la sua opposizione alla ‘trattativa’ conclusione che peraltro trova una qualche convergenza nel fatto che secondo quanto riferito dalla moglie, Agnese Piraino Leto, Borsellino, poco prima di morire, le aveva fatto cenno a contatti tra esponenti infedeli delle istituzioni e mafiosi, – scrivono – in ogni caso non c’è dubbio che quell’invito al dialogo pervenuto dai carabinieri attraverso Vito Ciancimino costituisca un sicuro elemento di novità che può certamente avere determinato l’effetto dell’accelerazione dell’omicidio di Borsellino”


Depositate le motivazione della sentenza del processo

 

Alle 16,58, ora della strage di via D’Amelio, a Palermo, alcune centinaia di persone presenti per le manifestazioni dell’anniversario, hanno osservato un minuto di silenzio nella strada dove il 19 luglio di 26 anni fa, Cosa Nostra ha assassinato il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti della polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, che facevano parte della sua scorta. Poi sono stati suonati il Silenzio e l’inno di Mameli cui è seguito un lungo applauso. Molti giovani hanno alzato verso l’alto la mano che teneva l’agenda rossa simbolo della richiesta di verità e giustizia sulla strage. “Mio fratello è stato sacrificato sull’altare della trattativa. Se fosse stato ucciso dal ‘nemico’ non ci sarebbe una via D’Amelio.
    Non saremmo qui con queste agende rosse a chiedere verità e giustizia” ha detto Salvatore Borsellino il fratello di Paolo.
   

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (D), in via D’amelio per commemorare in cui fu ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli agenti
Giovani hanno alzato verso l’alto la mano con agenda rossa

Ministro Bussetti tra i ragazzini con Orlando e sorella Paolo

Via Mariano D’Amelio, 26 anni dopo la strage che uccise il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e gli agenti della polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, e distrusse strada auto e palazzi, si è trasformata in un ”campus” per bimbi con attività ricreative, giochi, letture con l’iniziativa ”Coloriamo via D’Amelio” in occasione dell’anniversario dalla strage. Centocinquanta bambini di sei scuole hanno partecipato anche a laboratori nell’ambito del progetto ‘Lo sport è un diritto per tutti’. Tra i bambini si vedono le sagome del ministro dell’Istruzione ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, del sindaco Leoluca Orlando, e di Rita Borsellino. ”Verità e giustizia – ha detto il ministro – sono valori importanti per la vita dell’uomo. A questi si aggiunge la ricerca della libertà personale. Ricordiamo oggi questa tragedia che ha un valore simbolico forte che vuole trasmettere ai ragazzi dei valori importanti”.

Assessore Roberto Lagalla

L’assessore Roberto Lagalla rassicura: “Entro una settimana tutto pronto per l’avviso 2. E la recente sentenza del Tar interessa soltanto l’avviso 8”. Ancora più nel dettaglio, il responsabile della Pubblica Istruzione e della Formazione Professionale in Sicilia precisa: “Domani venerdì terremo un incontro con sindacati e associazioni datoriali con i quali abbiamo percorso già molta strada in vista di un accordo che prevede le tutele così come riconosciute da un articolo dell’ultimo Collegato alla Finanziaria: le assunzioni insomma dovranno avvenire attraverso l’albo dei lavoratori. Le uniche eccezioni saranno quelle che riguardano i lavoratori iscritti all’albo negli anni successivi al 31 dicembre del 2009 e quelle professionalità richieste dagli enti e non presenti tra quelle dei lavoratori dell’albo dei formatori. Dopo l’incontro di domani, lavoreremo alla circolare applicativa in modo che si operi in modo omogeneo e per evitare fughe in avanti. Per la circolare credo servirà un’altra settimana. A quel punto, è tutto pronto. Toccherà agli enti. Inoltre, la recente sentenza del Tar interessa, e ha di fatto salvato, l’avviso 8, chiedendo al governo di modificare la graduatoria. Questa sentenza non ha nulla a che vedere con l’avviso 2, quello col quale stiamo riavviando i corsi. Della pronuncia del Tar adesso valuteremo le ricadute e quindi la tempistica. Una cosa è certa: questi corsi non potranno sovrapporsi a quelli dell’avviso 2 che partiranno tra poco. Al momento, quindi, concentriamoci sul nuovo avviso. Poi, quando questo sarà concluso, potrà ‘ripartire’ anche l’avviso 8”.