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“Basta. Ora Savona deve fare passo indietro. La Sicilia non può permettersi di continuare ad affidare la commissione Bilancio ad un imputato di accuse molto  gravi come quelle che pendono sulla testa del deputato di Forza Italia, specie alla vigilia dell’approvazione dell’ultima legge di stabilità di questa sciagurata legislatura”.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, a commento della notizia, riportata da  Live Sicilia, del rinvio a giudizio del  presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona, con l’accusa di truffa nell’ambito della formazione professionale.
“Sappiamo bene  – dicono  i deputati 5 stelle – che  tutti devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva, è anche vero pero che non si può sempre e comunque aspettare il terzo grado di giudizio, specie quando si è colpiti da capi d’accusa molto gravi e si occupano posti di grandissima responsabilità. Se vuole, Savona continui a fare il deputato, ma lasci la presidenza della commissione. E l’Ars faccia sentire la sua voce su fatti concreti come questo, e non solo in sterili dibattiti sulla questione morale, ricchi di belle parole ma poveri, poverissimi di fatti”.

“Giustizia è fatta, per ottenere dall’azienda sanitaria provinciale  il pagamento delle somme per le spese di ricovero dei disabili psichici nelle comunità alloggio, il Comune di Favara si è dovuto rivolgere al  Tribunale  di Agrigento che ha condannato l’Asp a rimborsare due milioni e mezzo di euro. É  una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che sancisce un principio chiaro a favore dei Comuni: le Asp  devono compartecipare alle spese per il ricovero in comunità di questi pazienti”.
Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro,  commentando la sentenza del Tribunale di Agrigento dello scorso 27 aprile che condanna l’Asp.
“Nel luglio del 2019 – dice Di Caro –  il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, aveva interrogato il governo Musumeci proprio sul mancato riconoscimento del credito vantato dai Comuni siciliani sulla quota-parte spettante. Ma il nostro atto parlamentare, come spesso accade, è rimasto lettera morta”.
“Questa sentenza  –  continua  il parlamentare regionale – legittima tutti gli altri enti locali che non hanno ancora incassato le somme dovute, a richiederle. Per i tanti Comuni in dissesto o a rischio default queste risorse  sono indispensabili per la continuità dei servizi e per la sopravvivenza delle stesse comunità alloggio”.
“Non è comunque  ammissibile  – conclude il parlamentare agrigentino – che per ottenere quello che è previsto dalle norme e che dovrebbe essere garantito dalla Regione, i Comuni debbano  rivolgersi ai tribunali, innescando  dei ritardi che non giovano a nessuno delle parti coinvolte”.

Il leader regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, Responsabile Nazionale Enti Locali dello schieramento centrista, esprime la propria soddisfazione in seguito alla ritrovata coesione in seno al centrodestra in vista delle amministrative in programma a Palermo il prossimo 12 giugno. Al culmine di una serie di confronti ed un vertice decisivo tra gli stati generali dei partiti che compongono la coalizione, è stato trovato il punto di convergenza in merito al sostegno alla candidatura di Roberto Lagalla, ex assessore regionale all’Istruzione ed alla Formazione professionale, a sindaco del capoluogo siciliano.

In qualità di Segretario regionale dell’Udc mi sono bramosamente speso in una costruttiva opera diplomatica e di mediazione al fine di trovare una sintesi comune e virtuosa nel mero interesse della città di Palermo.
Sono molto soddisfatto dell’intelligenza e dello spirito di servizio con cui le forze politiche in seno alla coalizione di centrodestra sono riuscite a confrontarsi e ritrovare compattezza. Quando si persegue un obiettivo così importante e preminente, ovvero creare i presupposti per restituire lustro, governabilità e qualità della vita ad una città come Palermo, non c’è logica partitica che tenga. Bisogna semplicemente far confluire le proprie energie in una direzione comune: risolvere criticità, emergenze ed incongruenze che avversano e complicano la vita di cittadini ed elettori, ripristinando efficienza e fluidità in seno alla Pubblica Amministrazione. Roberto Lagalla costituisce un profilo di straordinaria levatura, esperienza, competenza e rettitudine morale ne fanno il candidato sindaco ideale per la Palermo del 2022. L’Udc ha indicato un candidato sindaco che si è consacrato un’eccellenza in ogni ambito in cui si è cimentato: sanitario, accademico e politico. Un profilo che concilia acume, stile, professionalità e garbo, emblema di una Palermo vogliosa di tornare ad essere centro nevralgico in chiave turistica, imprenditoriale e culturale”.

Sono iniziati i concorsi nella Sanità in Sicilia. A termine le assunzioni saranno 433, quasi tutte a tempo indeterminato. Ciò è frutto della revisione delle piante organiche nelle Aziende sanitarie provinciali e negli ospedali, secondo una manovra approvata dalla giunta Musumeci nel dicembre scorso come ultimo atto dell’anno, e che adesso i direttori delle Aziende sono impegnati ad attuare con una raffica di bandi. La parte del leone delle assunzioni è nelle Aziende sanitarie di Trapani ed Enna, con in palio rispettivamente 119 e 112 posti, tutti a tempo indeterminato.

“A seguito delle interlocuzioni tra i candidati a sindaco per la città di Palermo Francesco Cascio, Roberto Lagalla e Totò Lentini, unitamente alle forze politiche del centro destra che li sostengono, è stato deciso di comune accordo di dare vita ad un incontro che si terrà domani alle ore 12,30 per trovare, con spirito unitario, una sintesi ed addivenire ad una unica candidatura a sindaco”.

Via alle prove scritte per gli 88 funzionari da assumere per il ricambio generazionale della Regione Siciliana.

Fissata per il 17 maggio la procedura di selezione con la prova scritta per il primo dei sei profili a concorso, ovvero i 22 funzionari amministrativi, categoria D.

La prova scritta del concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento a tempo indeterminato, per 22 unità di personale a tempo pieno ed indeterminato, si svolgerà il giorno 17 maggio, in due sessioni giornaliere, con convocazione dei candidati alle ore 10 (sessione mattino) e alle ore 15 (sessione pomeriggio) nelle tre sedi: a Palermo, nella Tendostruttura di Via Giuseppe Lanza di Scalea, per tutti i candidati residenti nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani; a Catania, al Palaghiaccio di Viale Kennedy per i candidati residenti nelle province di Catania e Messina; e a Siracusa, nel Centro Fiera del Sud di Viale Epipoli per i candidati che risiedono nelle province di Siracusa, Enna, Caltanissetta, Ragusa e nelle altre regioni italiane o paesi esteri.

A Palermo, per truffe a danno dello Stato e falso in atto pubblico, la Squadra Mobile ha arrestato ai domiciliari l’ex consigliere comunale di Palermo, Giulio Cusumano, e il cantante Alessio Scarlata, nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Cala il sipario”, coordinata dalla Procura e avviata dopo la denuncia di un funzionario del Comune di Palermo il quale ha raccontato di avere subito pressioni e intimidazioni da parte dei due per favorire associazioni teatrali e culturali a loro amiche nel settore del teatro palermitano. Sono indagate a vario titolo altre 15 persone, tra cui rappresentanti legali e referenti di associazioni teatrali e culturali. Tramite documenti taroccati e pressioni indebite sarebbero stati ottenuti finanziamenti di settore illecitamente.

“Gli appelli di Cascio e Lagalla non ci lasciano indifferenti. La presenza della nostra coalizione politica è tesa a dare un buongoverno alla città di Palermo e ai suoi cittadini. Non nascondiamo le difficoltà che emergono dalle contrapposizioni in atto che possono essere ripensate solo attraverso un percorso lineare e chiaro. Ci incontreremo nelle prossime ore per fare una proposta che possa tenere conto delle ragioni che uniscono anziché quelle che dividono”.

 Lo scrivono in una nota i rappresentanti dei partiti di centrodestra che sostengono la candidatura a sindaco di Palermo di Francesco Cascio.

“Si sta discutendo ora la legge di bilancio all’assemblea regionale siciliana.
Inammissibile un aumento di spesa per la manutenzione dei giardini con annesse fontane che sono presenti di fronte al Palazzo D’Orleans e su altre voci di bilancio a scapito di una notevole riduzione sui capitoli di spesa per i servizi aggiuntivi a favore dei disabili e parliamo di assistenza alla comunicazione, del servizio igienico personale ed ancor peggio dell’assegno di cura per i disabili gravi e gravissimi”.

E’ il commento dell’onorevole di “Prima l’Italia” e Presidente della commissione speciale di indagine e monitoraggio delle leggi Carmelo Pullara.

“Tutto questo a fronte di un blocco della spesa pari a un miliardo circa.
Oggi ritengo – spiega Pullara – che sia inconcepibile ed assurdo che a farne le spese siano sempre i più deboli ossia i bambini disabili che hanno il sacrosanto diritto di poter frequentare la scuola come tutti gli altri bambini e i disabili gravi e gravissimi che hanno il diritto ad una vita dignitosa.
Queste decurtazioni dimostrano che il governo non è stato in grado di saper gestire i tagli salvaguardando le necessità primarie.
Queste non solo le risposte che vogliono i Siciliani.
Proporrò – conclude Pullara -nella imminente finanziaria un emendamento per aumentare le somme riservate a questi servizi per ripristinare gli importi già previsti nello scorso anno e per i quali avevamo fatto innumerevoli battaglie.

“Anche domani Primo Maggio ci saranno centri commerciali e supermercati aperti grazie alla norma iperliberista votata da centrodestra e PD ai tempi del governo Monti.
Una vergognosa legge sul commercio che Lega e M5S avevano promesso di abolire ma che dopo 5 anni è ancora lì nonostante le proteste sindacali.
Questa liberalizzazione selvaggia che non c’è in altri paesi dell’UE ha consentito l’ipersfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori della grande distribuzione, ma anche una concorrenza sleale nei confronti del piccolo commercio e degli esercizi di vicinato.
Purtroppo oggi lavoratrici e lavoratori sono molto ricattabili e tutti sanno che sono costretti a lavorare oltre l’orario contrattuale e a rinunciare a giorni di riposo.
Come ha confermato una recente sentenza della Corte di Cassazione il datore di lavoro non può obbligare un dipendente a lavorare in un giorno festivo, anche se è infrasettimanale. Però senza più articolo 18 e con i contratti precari lavoratrici e lavoratori quasi sempre subiscono angherie da parte di catene che, tra l’altro, praticano comportamenti intimidatori verso chi fa sindacato come accaduto nel supermercato ALDI di Trieste con il licenziamento del delegato Filcams-Cgil Giovanni Manca con la scusa di un mancato reso di 45 centesimi.
Rifondazione Comunista invita cittadine a cittadini a boicottare tutte le catene commerciali che saranno aperte il Primo Maggio”.

Lo dichiarano Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea