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Le condizioni del settore termale in Sicilia e le prospettive di rilancio, dopo la dura battuta d’arresto causata dal Covid, pianificando interventi in materia turistica, finanziaria e normativa. Ne discuteranno istituzioni e operatori del settore mercoledì, 15 dicembre, a Palazzo Riso, a Palermo, a partire dalle 10, in un incontro su “Il termalismo in Sicilia”, organizzato dalla Presidenza della Regione Siciliana in collaborazione con il Cefpas. Si concluderà nel pomeriggio, con l’intervento del presidente della Regione, Nello Musumeci.

Introdurranno i lavori l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, la presidente della quarta commissione all’Ars, Giusy Savarino, il direttore generale del Cefpas, Roberto Sanfilippo.

La prima sessione di dibattito vedrà presenti Antonio Martini, dirigente generale del dipartimento regionale all’Energia, Rosario Faraci, dell’Università di Catania, Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme, Toti Piscopo, delegato Federturismo Confindustria Sicilia, Massimo Caputi, presidente nazionale Federterme.

La seconda sessione di lavori comincerà alle 14,30 con Franca Roso, presidente dell’Associazione nazionale Comuni termali, e con gli interventi dei sindaci e degli operatori delle città termali.

«Nei laboratori regionali del Cqrc di Palermo è stato sequenziato, anche in Sicilia, il primo caso di variante Omicron.

Non è una sorpresa e a questo era predisposto il nostro sistema di sorveglianza epidemiologica».

Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che aggiunge: «Si tratta di un uomo con doppia vaccinazione e, anche per questa ragione, solo con lievi sintomi e isolato al domicilio. La macchina della prevenzione ha provveduto a effettuare il tracciamento tempestivamente». Musumeci ha quindi rivolto un invito «ancora una volta a tutti i siciliani al rispetto delle dieci cautele principali: vaccinarsi, anche con la terza dose, e adottare ogni misura di precauzione, dall’areare spesso i locali all’uso consapevole della mascherina. Non dobbiamo avere più timori – conclude – di quello che la scienza ci rappresenta, ma dobbiamo immaginare una costante crescita di contagi che le nostre condotte consapevoli possono evitare di creare condizioni di esponenziale crescita dell’ospedalizzazione. Come sempre, molto dipende da noi».

(ANSA).

 “Stamattina il capo della Protezione civile regionale ha inviato un messaggio ai sindaci, dicendo che non ci sono più somme per gli interventi di somma urgenza. Fin quando l’Ars non approverà le variazioni di bilancio, non sarà possibile intervenire. Una situazione gravissima, che fa raggelare il sangue, soprattutto di fronte alle gravi calamità naturali, e non solo, che si stanno verificando nell’Isola nel periodo invernale”. A darne notizia è Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che evidenzia come “da oggi la Protezione civile non potrà più intervenire e neppure  contribuire, a causa dell’esaurimento delle risorse nei capitoli di spesa della Regione. Questo vale non solo per quanto è accaduto o accadrà in futuro, ma anche per quelle situazioni di emergenza decretate dai Comuni nelle settimane precedenti e che non sono state ancora pagate”.

“Il governo Musumeci – aggiunge il deputato M5S – solo la scorsa settimana ha presentato all’Assemblea regionale le variazioni di bilancio ma senza una concreta copertura finanziaria. Questo impedisce al presidente Miccichè di assegnare le variazioni alla commissione Bilancio, perché al momento sostanzialmente si rifanno a risorse aggiuntive dello Stato. Da lì potrà iniziare la discussione, ma ci saranno dei tempi tecnici da rispettare. Chissà quando se ne parlerà e nel frattempo i sindaci resteranno inermi, mentre la Sicilia si sgretola. Come può accadere tutto questo e per quale motivo il governo ha accumulato così tanto ritardo? Nella migliore delle ipotesi, il problema potrà essere risolto solo verso la fine dell’anno, intanto non resta che incrociare le dita e aggiungere alla collezione l’ennesimo, eclatante dramma di una Regione incapace di programmare e dare risposte concrete ai cittadini”, conclude Sunseri.

Anche questo inverno piove, anche questo inverno cade un ponte in Sicilia, ed anche questo inverno la Sicilia si ritrova in stato d’emergenza.

Come SINALP ed Associazione Consumatori RETE SOCIALE ATTIVA ci chiediamo cosa sta succedendo in questa terra offesa da una politica nazionale matrigna e da una convinzione generica e superficiale degli italiani che in Sicilia, quello che succede, è “normale” ed interessa solo ai siciliani e non al resto d’italia.

Quando cadde il ponte sull’Autostrada Palermo Catania all’altezza di Scillato, l’isola è stata tranciata in due e per ben 6 anni i Siciliani hanno atteso il rifacimento del nuovo ponte.

L’Anas, quindi lo Stato Italiano, pur consapevole dell’esistenza, da circa 10 anni, di una frana che spingeva sui piloni del ponte autostradale, ha semplicemente atteso che cadesse prima di provvedere.

Poi è Intervenuta eseguendo i lavori con tutta calma e senza alcuna fretta; Tanto a chi interessava questo ponte?

I cinque milioni di siciliani avrebbero trovato, da soli, le soluzioni alternative in attesa del nuovo ponte.

Oggi cade un altro ponte, quello sulla statale 187 che unisce le città di Alcamo e Castellammare del Golfo, sempre di proprietà e gestito dall’ANAS, quindi lo Stato Italiano.

A questo punto ci poniamo la domanda: se per il ponte di Scillato, che divideva 5 milioni di siciliani, ci sono voluti per essere rifatto ben 6 anni; allora per rifare questo ponte della SS187, che divide un comprensorio di circa 150 mila abitanti,  quanti decenni ci vorranno?

I Siciliani saranno ancora disponibili a subire questa violenza e menefreghismo di uno Stato Italiano che ritiene di dare risposte ai siciliani “solo se ha tempo”?

Ricordiamo a tutti noi che esistono altri ponti in Sicilia in condizioni di sicurezza precarie ed a rischio crollo.

I ponti di Agrigento, dove esiste anche un altro ponte “morandi”, il ponte “Corleone” di Palermo che tutti sanno che sta per crollare ma nessuno agisce per evitare l’ennesima tragedia e si attende pavidamente l’inevitabile.

Tutti gli altri ponti sparsi nel territorio regionale che, anche a causa di una manutenzione del territorio deficitaria o assente, da decenni non hanno più alcuna manutenzione e si reggono ormai solo, per chi è credente, sulla fede.

Oltre all’assenza dello Stato Italiano con la sua “longa manus” ANAS, la Sicilia purtroppo non brilla per presenza ed interventi.

La Regione Siciliana ha una importante forza lavoro di poco più di 16.000 lavoratori precari forestali.

Oggi questi lavoratori vengono utilizzati per brevi periodi dell’anno, ma solo per la  manutenzione delle riserve naturali e come squadre antincendio nel periodo estivo.

Il Segretario Regionale del Sinalp Dr. Andrea Monteleone, assieme alle Dirigenti Regionali dell’Associazione Consumatori “Rete Sociale Attiva” Avv. Stefania Virga, Avv. Marzia Giacalone e Dr.ssa Serena Giuliano chiedono al Governo Musumeci di dare una risposta concreta a tutti i siciliani trasformando questa importante forza di lavoratori forestali in una moderna struttura di pronto intervento in grado di dare servizi continui di manutenzione del territorio siciliano nel suo complesso, ampliandone le prerogative di intervento e le professionalità.

Questa forza lavoro deve inoltre diventare anche una struttura specializzata nella pulizia e manutenzione dei torrenti, dei fiumi e dei loro argini, presenti sul territorio.

A causa di decenni di incurie e mancate manutenzioni, oggi, bastano un paio di giorni di piogge per far straripare il nostro sistema idrografico, causando ingenti danni alle aziende agricole ed aggravando ancora di più la crisi economica della Sicilia con conseguente ennesima fuga dei nostri giovani verso altre regioni o nazioni in grado di dare più certezze ai lavoratori.

Il Sinalp e l’Associazione Consumatori Rete Sociale Attiva chiedono al governo Regionale che oltre a integrare il numero delle giornate lavorative assegnate ai precari forestali si attivi affinchè finalmente si possa veramente approvare una vera e concreta riforma del comparto dei lavoratori forestali.

Da diversi anni il Segr. Sinalp Andrea Monteleone fa presente che esiste presso l’Assessorato Agricoltura e l’Assessorato al Territorio una proposta di riforma Sinalp  in grado di chiudere questa piaga trentennale di precariato della Regione Siciliana, ridando dignità a tutti questi lavoratori e onore e merito al Governo Regionale che avrà il coraggio di affrontarla.

Come Sinalp e Rete Sociale Attiva siamo disponibili ad un confronto con gli Assessori competenti e con il Presidente On. Musumeci per discutere sulla fattibilità di questa, ormai improrogabile, riforma.

“Rivolgo una preghiera per le vittime del disastro di Ravanusa ed esprimo tutta la mia vicinanza alle famiglie delle vittime. Un grazie di cuore va a quei cittadini, ai vigili del fuoco e agli operatori della protezione civile che non hanno mollato un secondo, spendendo tutte le loro energie e scavando senza sosta tra le macerie anche a mani nude, nella speranza di trovare i dispersi ancora in vita”. Lo dice il deputato del Pd Carmelo Miceli a proposito della tragedia che ieri sera ha colpito il comune dell’Agrigentino.

“Come ANCI Sicilia siamo vicini ai familiari, alla comunità e al Sindaco per la terribile tragedia che ha colpito Ravanusa e l’intero Paese.”

“Nel manifestare a nome dei Sindaci siciliani la disponibilità a fornire ogni aiuto necessario, rivolgo un appello perché nel prestare soccorsi e sostenere la comunità di Ravanusa vi sia il massimo impegno della Protezione Civile e del Governo regionale e nazionale.”

“Apprendiamo dalla stampa che il governo Musumeci avrebbe già pronti liste e facsimili elettorali con un anno di anticipo. Evidentemente, per le cose che gli stanno a cuore, è più rapido di un ghepardo, mentre per le vicende che interessano ai siciliani ha ampiamente dimostrato di essere assimilabile a un bradipo per giunta zoppo”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.

“Cotanta solerzia dalle parti di palazzo d’Orleans– dice Di Caro – avevamo avuto modo di vederla solo per la famigerata tenuta di Ambelia e per i suoi cavalli. Per il resto abbiamo assistito ad una triste e ripetitiva rappresentanza del nulla, che tanti siciliani stanno scontando sulla propria pelle. Per fare alcuni esempi cito i tanti alunni disabili, per i quali, alla vigilia di Natale, l’anno scolastico non è ancora cominciato, i ritardi nei pagamenti alle imprese o le tante categorie di cittadini che dovranno fare i conti con il solito ritardo della Finanziaria che anche quest’anno, con tutta probabilità, vedrà la luce dopo un periodo di esercizio provvisorio”.

“L’unica nota lieta – conclude Di Caro –è che, come sembra, Musumeci e soci tireranno fuori liste e facsimili solo dopo le feste natalizie. Che sia un rigurgito di buon senso per non avvelenare le festività ai siciliani?”.

I Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo hanno denunciato quattro lavoratori in nero, privi di Green pass, risultati percettori del Reddito di cittadinanza, durante i controlli in un cantiere edile nella zona di Trabia, dove sono in corso lavori per la costruzione di una villetta a due piani ad uso privato. I lavoratori, insieme al datore di lavoro, titolare dell’impresa, sono stati sanzionati per non aver rispettato la normativa anti-covid, e segnalati all’Inps per l’immediata revoca del beneficio e conseguente recupero di quanto indebitamente percepito sino ad oggi. In un caso è stata accertata la percezione del Reddito di cittadinanza da un anno. A seguito dell’attività di verifica, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria il committente dei lavori e il proprietario del terreno per la mancata designazione del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. E l’impresa esecutrice per il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza. Adottata altresì la sospensione dell’attività nei confronti dell’impresa.

Pubblicata la graduatoria relativa al bando di 5 milioni di euro complessivi per la riqualificazione delle sale cinematografiche siciliane emanato dall’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Il finanziamento consente la possibilità di realizzare un’ampia possibilità di opere: da quelle di tipo edilizio a quelle relative all’impiantistica, ricomprendendo tra questi ultimi anche gli impianti di proiezione digitale e quelli audio, le opere di climatizzazione, i sistemi di sbigliettamento automatico, gli arredi nonché gli interventi per l’ottimizzazione del consumo energetico e quelli di produzione di energia elettrica, funzionali alla struttura.

Il bando ha previsto anche una particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e agli interventi che facilitano la fruizione in sala da parte delle persone con diverse esigenze e abilità, inclusa la dotazione di strumenti per la fruizione di audioguide e sottotitoli, in linea con le raccomandazioni generali che l’assessore Samonà ha voluto fornire, sin dal proprio insediamento, a tutte le strutture culturali dell’Assessorato.

“Le sale cinematografiche sono spazi di condivisione e di promozione culturale importanti per la crescita delle comunità. Attraverso questo bando – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – il Governo regionale ha voluto dare un segnale di forte attenzione a un settore che soffre di una profonda crisi, aggravata a partire dal 2020 a causa delle restrizioni dovute all’emergenza pandemica. I cinema assumono particolare importanza nella rigenerazione dei territori e sono spesso elementi fortemente identitari soprattutto per i piccoli centri. Questo bando, insieme a quello che ha finanziato il restauro di oltre cento teatri in Sicilia, testimonia la nostra volontà di porre i beni culturali al centro di una grande strategia di sviluppo della Sicilia, che parta dal recupero di luoghi emblematici”.

Destinatari del bando sono sia le imprese a gestione diretta, con un contributo massimo di 100.000,00 Euro finanziabile fino al 70% delle spese ammissibili, che i soggetti no-profit, con il 100% del finanziamento fino a un investimento massimo di 50.000,00 euro. Unica condizione: avere la sede legale in Sicilia.

A Palermo domani giovedì 9 dicembre, alle ore 12, nella chiesa di San Domenico, sarà inaugurato un monumento commemorativo a custodia dell’urna contenente le ceneri dell’archeologo Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni culturali del governo Musumeci, vittima della sciagura aerea avvenuta in Etiopia il 10 marzo del 2019. Alla cerimonia, a cui la città potrà partecipare, saranno presenti il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e il governo regionale, la soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, la soprintendente del Mare e vedova di Tusa, Valeria Li Vigni, il priore di San Domenico, padre Sergio Catalano, il responsabile dell’Ufficio speciale Progettazione della Regione, Leonardo Santoro, e l’artista Michele Canzoneri, che ha realizzato il monumento commemorativo.