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“Stiamo lavorando con l’obiettivo di trovare adeguate soluzioni alle pesanti criticità assistenziali e formative in materia di anestesia e rianimazione confermate durante l’audizione in commissione Salute all’Ars”. Lo afferma la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, oggi al termine dell’audizione dei rappresentanti delle Associazioni Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (AAROI-EMAC) e della società scientifica SIAARTI in ordine alle problematiche della branca medica di anestesia e rianimazione.

Trattandosi di area critica, la sesta commissione dell’Ars, all’unanimità, per far fronte alle carenze in pianta organica dei dirigenti medici, invita il governo regionale a procedere presto, unitamente alla riattivazione del coordinamento del settore unico per l’emergenza, all’effettuazione delle procedure concorsuali per anestesia e rianimazione. Ciò nella considerazione che nel prossimo mese di agosto saranno diplomati in Sicilia 60 nuovi specialisti in anestesia e rianimazione. L’auspicio della commissione Salute è che vengano posti in essere tutti gli adempimenti per la cooptazione di specialisti del settore, mediante concorso pubblico, al fine di garantire la sicurezza e la stabilità del sistema sanitario siciliano.

La sesta commissione dell’Ars, in maniera unanime, intende dare impulso e vigilare sul suddetto percorso mediante un atto di indirizzo, indicativo di tempi e modi, che sarà posto in essere la prossima settimana. La commissione ha aperto un tavolo con gli specialisti di anestesia e rianimazione al fine di ascoltare le loro richieste e risolvere le criticità di questa branca così essenziale per la sicurezza e la stabilità del sistema sanitario regionale.

De Luca, insieme per tutelare meglio i nostri interessi

Il governatore della Sicilia Nello Musumeci con il governatore della Campania Vincenzo De Luca 

Un memorandum per il rilancio del lavoro pubblico mel Mezzogiorno e’ stato sottoscritto a Napoli dai governatori delle regioni meridionali De Luca (Campania), Musumeci (Sicilia), Oliverio (Calabria), Toma (Molise) e Pittella (Basilicata). Emiliano (Puglia), assente per motivi istituzionali, ha dato comunque la sua adesione. “Nei prossimi cinque anni – si legge nel documento – nel nostro Paese andranno in pensione circa 450 mila persone. Occorre accelerare fortemente i tempi di reintegro. Per il Sud e’ una grande occasione per abbassare l’ eta’ media dei lavoratori e aumentare il numero dei laureati. Tutti obiettivi che le sei regioni firmatarie del memorandum condividono e che possono perseguire senza costi ulteriori di bilancio pubblico perche’ tutte le assunzioni verranno effettuate rispettando i vincoli di finanza pubblica vigenti”. De Luca commenta: “Tutto il Sud per la prima volta e’ compatto, al di la’ dei colori politici, nella tutela dei propri interessi. Se siamo uniti potremo difenderci meglio”.

Il candidato sindaco Antonio Saitta al voto, Messina

Anomalie tra verbali e voti, convocati presidenti

– La Digos e un magistrato della procura sono nel Municipio di Messina perchè ancora oggi, a quasi tre giorni dallo spoglio per le elezioni comunali, vi è incertezza per quanto riguarda il voto in 15 sezioni. Sul sito del comune sopra i risultati delle liste è scritto: ”Non sono presenti i dati delle sezioni 20, 47, 49, 57, 66, 77, 84, 87, 111, 116, 145, 166, 201, 222 e 241, perchè non rilevabili”.
    Tra l’altro non vi è ancora alcun dato sui risultati del voto nelle circoscrizioni. La Digos ha convocato i presidenti di sezione per avere contezza di quanto accadutO: sarebbero 7 mila le schede di sezione non pervenute. Un rappresentante di lista ha denunciato che nella sezione di Pace alcune persone sono entrate dicendo di essere rappresentanti del Comune hanno preso i plichi e sono andati via: questi plichi sarebbero scomparsi. I voti delle sezioni su cui sono state riscontrate anomalie non dovrebbero inficiare il risultato fin qui noto, ballottaggio tra Dino Bramanti e Cateno De Luca.

Sicilia e formazione professionale: la seconda fase delle procedure, relativa alle pre-iscrizioni degli allievi, si è conclusa con il completo utilizzo dei 125 milioni di euro stanziato dalla Regione. Saranno finanziati, quindi, 1.579 corsi, che impegneranno oltre 25mila allievi. E altri 442 soggetti detenuti saranno coinvolti attraverso 42 percorsi formativi.
In proposito, il presidente della Regione, Nello Musumeci, afferma: “Siamo molto soddisfatti, perché con una procedura innovativa, in meno di sei mesi, siamo riusciti a rimettere in piedi un sistema fermo da anni. Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che permetterà agli allievi di tornare nelle aule già da luglio, iniziando l’estate all’insegna della ripresa dei corsi e con le migliori premesse per il futuro della formazione professionale”.
E l’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla, aggiunge: “E’ chiaro che si tratta di un primo passo, perché c’è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale”.

Su imbarcazione della Guardia costiera anche due cadaveri

E’ arrivata nel porto di Catania la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Nell’imbarcazione ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio.
    Cinque dei migranti, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati già trasferiti in ospedali siciliani di Agrigento e Palermo con elicotteri del 118, dopo un primo trasbordo a Lampedusa.    Sul molo è pronto il personale per lo sbarco e sono presenti anche investigatori della squadra mobile della Questura delegati dalla Procura distrettuale di Catania a svolgere le indagini del caso.
   Stanno in silenzio, quasi increduli che il loro ‘viaggio delle speranza’ abbia avuto approdo in un porto sicuro italiano. Dal ponte di nave Diciotti della guardia di finanza i 932 migranti guardano con curiosità il molo di Catania e i soccorritori, giornalisti, cameraman e fotografi che lo affollano con, nello sfondo, la mole imponente dell’Etna. Sono quasi tutti eritrei, molte famiglie con bambini. Una donna si affaccia e parlando con i cronisti dice: ” siamo sulla nave da tre giorni, oggi sono molto contenta: viva l’Italia”. 

Operazione Gdf Palermo contro storica ‘famiglia’ di Brancaccio

Beni per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo ai fratelli Graviano. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo e riguarda aziende, quote societarie ed immobili, nella disponibilità della storica famiglia mafiosa del mandamento di Brancaccio indicata come mandante dell’omicidio di don Pino Puglisi.
   Benedetto Graviano, 60 anni, e i fratelli Filippo, di 57, Giuseppe, di 55, e Nunzia, di 50, sono i componenti più noti della famiglia. In particolare Filippo e Giuseppe, sono stati condannati all’ergastolo come responsabili delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme agli agenti di scorta, mentre Benedetto e Nunzia hanno scontato pene detentive in carcere per associazione mafiosa.
Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno permesso di evidenziare l’infiltrazione della criminalità organizzata nella la gestione di attività operanti nei settori delle scommesse, della ristorazione, della rivendita di tabacchi e della vendita al dettaglio di carburante. Proprio in quest’ultimo settore i fratelli Graviano avevano investito ingenti capitali, acquisendo, sin dai primi anni ’90, aree di servizio di rilevanti dimensioni nei pressi dell’ingresso autostradale del capoluogo siciliano.

Micciché ha accolto con grande senso delle Istituzioni il Presidente della Repubblica di Malta, prendendo le distanze dal gesto compiuto dal M5S, che in blocco, ieri ha abbandonato l’aula quando a preso la parola il Capo di Stato maltese. Bene ha fatto Miccichè a criticare l’uscita dall’Aula. Palermo è la capitale della cultura; Palermo è arabo-normanna e la Sicilia terra di accoglienza. La nostra Regione è pregna di multiculturalismo e ha tanto da insegnare altrove, a partire dai tanti nostri connazionali che nel mondo sono stati accolti e che hanno fatto la Storia. Ritengo che la Sicilia non può dare questo messaggio. Va bene l’ordine e la legalità ma l’accoglienza deve essere alla base di un’apertura verso nuovi rapporti internazionali. L’occasione è di quelle a cui non si può mancare. Pensiamo a cosa sarebbe successo se tutti fossimo usciti dall’Aula. Che figura avrebbe fatto la Sicilia e l’Italia a livello internazionale? Per questo affermiamo con grande forza che la Sicilia deve essere terra di accoglienza e di ospitalità”. Così l’on. Giuseppe Milazzo, Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, a seguito dell’uscita da Sala d’Ercole dei Deputati del Movimento Cinque Stelle, in segno di protesta contro Malta che si rifiuta di aprire i propri porti alle navi delle ONG.

“La mancata attuazione da parte dell’Unione Europea, delle sue istituzioni e dei loro rappresentanti, di modalità legali di accesso al territorio europeo per presentare una richiesta di protezione internazionale; i respingimenti di fatto delegati alle polizie dei paesi di transito, frutto dei processi di esternalizzazione dei

controlli di frontiera e degli accordi con paesi terzi; tutto ciò impedisce il fondamentale diritto sancito dall’art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, la libertà di

emigrazione, e nega l’effettivo esercizio del diritto di asilo, configurando palesi violazioni della Convenzione di Ginevra, degli articoli 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, delle Direttive n. 32 e 33 del 2013 in materia di Protezione internazionale, non da ultimo dell’art. 10 della Costituzione italiana.”

È questo uno dei punti salienti della denuncia che Leoluca Orlando ha presentato a dicembre dello scorso anno alla Corte penale internazionale, al Parlamento europeo e alla Procura nazionale antimafia contro i comportamenti tenuti dalla UE nella gestione delle politiche migratorie e di accoglienza.

“Su una cosa posso essere d’accordo con Matteo Salvini e cioè sul fatto che l’Italia è stata lasciata sola in questi anni a svolgere quella funzione che tutta l’Unione Europea avrebbe dovuto svolgere non soltanto per etica ma anche per adempiere a quanto previsto dai propri documenti costitutivi.

Quello che però Matteo Salvini omette volutamente di dire è che l’Europa che ha lasciato sola l’Italia è l’Europa dei suoi amici, l’Europa del premier ungherese Orbàn, l’Europa del Quartetto di Visegrad, l’Europa che ha empatia e legami con la destra più violenta ed estrema e che oggi Matteo Salvini indica come modello.”

“Da oggi, da qualche ora, grazie al comportamento e alle dichiarazioni irresponsabili del nuovo Governo, L’Italia ha perso credibilità internazionale e uno dei pochi primati che poteva vantare, quello di essere il paese dell’accoglienza umanitaria e del rispetto delle leggi internazionali”

Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

In allegato il testo della lettera denuncia inviata nel mese di dicembre del 2017 alle autorità europee, alla Corte penale internazionale e alla Procura nazionale antimafia italiana:

Lo riferisce giornalista Euronews a bordo, non è sicuro per nave

La nave Acquarius

 “Allo stato attuale Aquarius non può andare in Spagna”. E’ quanto sosterebbero i membri del team di Sos Mediterranee a bordo di Aquarius, secondo quanto riferisce in un tweet Anelise Borges, la giornalista di Euronews anche lei imbarcata sulla nave.
    “Non è sicuro per la nave, per l’equipaggio e per le persone soccorse” ed aggiunge sottolineando che il tempo sta peggiorando e dunque “sarebbe un rischio per tutti a bordo”.

Pd tiene e a Trapani partecipa a vittoria Tringali

Il candidato sindaco di Catania, Salvo Pogliese, festeggia nella sede del suo comitato elettorale, Catania, 11 giugno 2018. 

Il centrodestra vince, la Lega di Salvini e Fdi di Giorgia Meloni si radicano ancora, il M5s tiene ma non elegge sindaci nei comuni con più di 15 mila abitanti, anche se a Ragusa andrà al ballottaggio il suo candidato Antonio Tringali, il centrosinistra nel complesso cala mentre il Pd tiene e a Trapani partecipa alla vittoria al primo turno del candidato Pippo Tranchida. E’ questa la fotografia dei dati, ancora provvisori, delle comunali siciliane che vedono il grande successo del Centrodestra a Catania dove al primo turno viene eletto Salvo Pogliese col 51,93% dei voti (scrutini non terminati). Pogliese doppia il sindaco uscente del Centrosinistra Enzo Bianco che ottiene il 26,67%. Il candidato del M5s Giovanni Grasso ottiene il 16,09% più della lista 5s che ha il 13,6%. La lista di Forza Italia è al 10,7%, Noi con Salvini all’1,69, Fratelli d’Italia al 6%.
 

A Messina il candidato del Centrodestra Placido Bramanti va sicuramente al ballottaggio col 28,6% di preferenze e il suo sfidante probabilmente sarà il deputato regionale Cateno De Luca, col 19,47%, anche lui di area Centrodestra, anche se, quando mancano 100 sezioni da scrutinare il candidato del Centrosinistra, Antonio Saitta, è al 18,39%. Sconfitto il sindaco uscente no ponte Renato Accorinti (14,36%) mentre Carmelo Sciacca, candidato dal M5s si ferma al 13,44%.

 A Siracusa si profila il ballottaggio tra il candidato sindaco del centrodestra Ezechia Reale che ha il 37,5% e l’ex vicesindaco Francesco Italia (centrosinistra) che ha il 19%. Silvia Russoniello del M5s è al 16,30%. Il centrodestra a Siracusa è diviso: Noi con Salvini-Lega e Diventerà bellissima (Movimento di centrodestra del presidente della Regione Nello Musumeci) hanno presentato propri candidati.

 A Ragusa (primo comune siciliano guidato da un sindaco M5s) il pentastellato Antonio Tringali (22,51%), presidente del consiglio comunale, andrà al ballottaggio col candidato di Centrodestra, appoggiato dal movimento di Giorgia Meloni, Giuseppe Cassì (21%). Il candidato di centrosinistra Peppe Calabrese è al 13,93% e la lista Pd che lo appoggia è all’8%. Ad Acireale (Ct) andranno al ballottaggio i candidati di M5s e Centrodestra mentre a Carlentini (Sr) viene eletto al primo turno Giuseppe Stefio (50,67%) appoggiato da liste civiche. A Rosolini (Sr) è sindaco al primo turno Giuseppe Intasciato (41,05%) appoggiato dal Pd e dal centrosinistra. A Licata (Ag) vince al primo turno col 55,25% Pino Galanti appoggiato da Forza Italia e liste di Cd. Annalisa Tardino, appoggiata da Noi con Salvini e Fdi è seconda col 21,23%.