Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 136)

“Un rigido protocollo sulla sicurezza, accompagnato da un puntuale e ben articolato codice di autoregolamentazione  concertato con le parti sociali”. CNA Sicilia prova a scardinare il “muro” della chiusura forzata che si prolunga e penalizza le categorie produttive, nonostante l’avvio della fase 2 dell’emergenza Coronavirus”.  Il segretario regionale della Confederazione, Piero Giglione, in audizione alla Terza Commissione Legislativa dell’Ars, assieme ai due dirigenti, Francesco Cuccia di CNA Benessere e Sanità, e Tindaro Germanelli di Cna Alimentare,  ha esposto convincenti motivazioni, alla presenza anche dell’assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano, affinché si arrivi in tempi rapidi alla riapertura di alcune attività, come quella degli operatori e  operatrici che si occupano della cura e benessere della persona.  “In linea con le ultime dichiarazioni del Premier Conte e nel rispetto della curva epidemiologica, che ad oggi offre in Sicilia risultati rassicuranti – spiega Giglione – il governo Musumeci è chiamato a valutare seriamente la possibilità di adottare un nuovo provvedimento. Ci sono tutte le condizioni – aggiunge – per continuare ad allentare le maglie e consentire alle attività economiche di tornare al lavoro, ovviamente nella ristretta osservanza di tutte quelle che sono le prescrizioni a salvaguardia della sicurezza pubblica.  E in questa ottica, va attenzionata pure la posizione del settore della ristorazione, il cui esercizio oggi è limitato all’asporto e alla consegna a domicilio. In Commissione Attività Produttive è emersa una volontà complessivamente positiva rispetto a queste due proposte di riapertura riavvicinata. Adesso aspettiamo gli sviluppi.  Io sono fiducioso – conclude Giglione – perché lo scenario delineato ha trovato condivisione, suffragato da un contesto, da non sottovalutare,  in cui le imprese non percepiscono gli adeguati indennizzi, commisurati agli ingenti danni subiti, non ricevono la liquidità richiesta e soprattutto non trovano ancora alcun riscontro rispetto al tanto decantato quanto necessario e fondamentale fondo perduto.  Ostinarsi a mantenere, per decreto, chiuse le aziende, significa condannarle a morte, trasformando di fatto la depressione in recessione economica”.

Con bando ritualmente pubblicato, l’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e Funzione Pubblica bandiva un concorso pubblico per il reclutamento di sei Funzionari direttivi dell’Ufficio stampa della Regione Siciliana, categoria professionale “D”.

La dott.ssa G.V., giornalista quarantaduenne, partecipava alla menzionata procedura concorsuale svolgendo, nell’ottobre del 2019, la prima prova scritta del concorso consistente in un test a risposta multipla.

Nel dicembre dello stesso anno, a seguito della correzione del test in questione, venivano pubblicati gli esiti della prova concorsuale che attestavano l’esclusione della dott.ssa G.V., in quanto la stessa aveva ottenuto un punteggio che, per l’errore relativo a sole due domande, non consentiva il superamento della prima prova del concorso.

La dott.ssa G.V., dunque, presentava richiesta di accesso agli atti del concorso, al fine di prendere visione dei verbali della Commissione d’esame ed in particolare della correzione del proprio elaborato operata dall’Amministrazione.

A seguito del rilascio della documentazione richiesta emergeva come alcune domande fossero state formulate e corrette erroneamente e come taluni argomenti oggetto di prova fuoriuscissero dal programma di materie indicato dal bando di concorso.

A questo punto la dott.ssa G.V., assistita dagli Avvocati Girolamo Rubino, Calogero Marino e Giuseppe Gatto, proponeva ricorso davanti al TAR Palermo, sostenendo l’illegittima formulazione e/o correzione di svariati quesiti somministrati nell’ambito della prima prova del concorso in questione.

Con ordinanza del febbraio 2020, il TAR Palermo, pur confermando implicitamente l’illegittima correzione di una domanda (la n. 10), riteneva di non ammettere la dott.ssa G.V. alla seconda prova concorsuale.

Pertanto, la dott.ssa G.V., con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, proponeva ricorso in appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado e, conseguentemente, l’ammissione alla seconda prova del concorso per Funzionario direttivo dell’Ufficio stampa regionale.

In particolare, l’Avv. Rubino sosteneva l’erronea formulazione e/o correzione di 2 quesiti (nn. 2 e 10) e l’estraneità alle materie indicate dal bando di 5 domande (le nn. 27, 35, 37, 41 e 50), evidenziando come l’attribuzione del punteggio di due sole domande e/o la neutralizzazione di 3 quesiti, per la dott.ssa G.V., sarebbero risultati decisivi ai fini del superamento della prima prova.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, condividendo le tesi dell’Avv. Rubino, ha accolto, con Ordinanza del 7.05.2020, l’appello cautelare presentato dalla dott.ssa G.V., riformando la pronuncia del Tar Palermo e sospendendo il provvedimento di esclusione dal concorso.

Nel ribaltare il giudizio del Tar Palermo, infatti, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ritenuto incompleta la formulazione di un quesito (il n. 2) e del tutto errata la correzione approntata dalla Commissione d’esame sulla domanda n. 10; in ordine ad ulteriori tre quesiti (i nn. 35, 37 e 41), inoltre, il Giudice amministrativo di secondo grado ha affermato la loro estraneità al bando di concorso.

Per effetto della suddetta pronuncia, l’Assessorato delle Autonomie Locali e Funzione Pubblica dovrà consentire alla dott.ssa G.V. di partecipare alla seconda prova del concorso che si terrà in via suppletiva, oltre a dover pagare le spese di lite della fase cautelare.

 

A Palermo, come già per la nave ong Alan Kurdi, anche per la nave ong spagnola Aita Mari è scattato il fermo amministrativo dopo che un’ispezione della Guardia costiera ha riscontrato diverse irregolarità a bordo. La nave è ormeggiata al porto di Palermo. Le due navi sono giunte a Palermo trasportando migranti soccorsi che sono stati poi trasferiti sulla nave Rubattino per la quarantena. La Guardia costiera riferisce: “L’ispezione ha evidenziato nell’unità navale battente bandiera spagnola diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto. Accertate anche alcune violazioni delle normative a tutela dell’ambiente marino”.

Bisogna garantire la sicurezza del Trasporto Pubblico Locale in Sicilia, specialmente in vista del secondo step della Fase 2 che avrà inizio il 18 maggio. Per questo Federconsumatori Sicilia ha chiesto un incontro, fisico o anche online, all’Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, al quale dovrebbero partecipare anche i vertici regionali di Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana e Grandi Stazioni.

Solo con una attenta programmazione, infatti, si potrà garantire un trasporto pubblico sicuro alle decine di migliaia di pendolari e lavoratori siciliani che, altrimenti, a partire dal 18 maggio non potranno che preferire muoversi con mezzi privati per evitare il contagio. Sempre che possano farlo.

Abbiamo chiesto un incontro all’Assessore Falcone – spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia Alfio La Rosa – per riattivare il tavolo di lavoro sul TPL Ferroviario che è stato istituito già molti mesi fa. Durante tutto questo periodo abbiamo interloquito in modo responsabile e proficuo, seppur mantenendo salde le nostre posizioni a difesa dei consumatori, con le aziende e la politica. Ora – continua La Rosa – è ancor più necessario tornare urgentemente a parlare di trasporto pubblico e farlo tenendo presente che la nuova priorità è la sicurezza dei viaggiatori“.

Federconsumatori è ben cosciente del fatto che nelle prime settimane del lockdown la politica siciliana è stata impegnata in uno sforzo senza precedenti, per gestire l’emergenza coronavirus nel nostro territorio. Adesso, però, il Governo ha lanciato la Fase 2 e permette molti più spostamenti di prima. E molti più lavoratori hanno bisogno di raggiungere con un mezzo pubblico il loro posto di lavoro.

A questo si aggiunge – specifica La Rosa – la possibilità attualmente in discussione a Roma di accelerare le riaperture in alcune Regioni d’Italia meno colpite dal virus, come la Sicilia. Se non prendiamo in mano la situazione subito – conclude il presidente di Federconsumatori – il rischio contagio torna alle stelle“.

Infine l’incontro con l’Assessore Falcone e i vertici di Trenitalia è anche l’occasione perfetta per discutere dei rimborsi ai consumatori per gli abbonamenti e i biglietti dei treni non utilizzati durante la Fase 1, in merito ai quali Federconsumatori Sicilia ha già chiesto più volte, per vie ufficiali, delucidazioni sia all’Assessorato Regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti che alla Direzione Regionale di Trenitalia.

A supporto della didattica a distanza, nell’ambito del piano di aiuti emergenza Covid-19, l’ assessorato regionale all’Istruzione e alla formazione professionale assegna alle scuole statali e paritarie, secondarie di primo e secondo grado e agli enti di formazione per i corsi in obbligo scolastico (IeFp) un contributo di 400 euro per l’acquisto di traffico dati internet e di 2.500 euro per l’acquisizione, anche in comodato d’uso, di dispositivi informatici individuali (pc e tablet) per l’apprendimento in modalità Fad. Quest’ultimo contributo, in particolare, amplia la platea dei destinatari rispetto al precedente provvedimento dello scorso mese di marzo, che limitava il finanziamento alle sole scuole statali. Oggi, quindi, accedono al contributo regionale anche gli istituti che erano rimasti esclusi dalla precedente misura, nonché, per la prima volta, tutti gli enti di formazione che assicurano l’obbligo scolastico.

«Anche alla luce delle previsioni della recente legge di stabilità regionale, abbiamo aggiunto risorse ed esteso la platea dei destinatari, includendo gli istituti paritari, regionali e gli enti che erogano percorsi in obbligo scolastico – spiega l’assessore Roberto Lagalla – per assicurare a tutti gli studenti, con specifico riguardo a quanti si trovino in condizione di particolare disagio economico, la continuità del percorso educativo e pari opportunità di apprendimento. Non solo abbiamo provveduto a raggiungere l’intera platea degli interessati ma abbiamo anche avuto attenzione nel favorire l’accesso alla rete attraverso la fornitura di schede per il traffico dati.
Grazie a questa ulteriore disposizione auspichiamo di poter raggiungere anche coloro i quali, sino ad oggi, non hanno avuto modo di fruire al meglio della didattica online. L’emergenza Covid-19 sta mettendo le famiglie siciliane a dura prova e in particolare il mondo della scuola dovrà ripensare i tradizionali modelli educativi, accogliendo positivamente la sfida del digitale. Il compito del governo regionale è quindi quello di disporre ogni intervento necessario per raggiungere tale obiettivo ed evitare l’aggravarsi dei fenomeni di disuguaglianza nell’accesso agli studi o di dispersione scolastica».

Nel dettaglio, il contributo per l’acquisto del traffico dati è destinato a 1.004 istituti scolastici, fra i quali 831 scuole statali, 132 paritarie, 6 regionali e 35 enti di formazione per i corsi in obbligo scolastico. In riferimento, invece, al finanziamento per l’acquisizione o il noleggio di dispositivi informatici, potranno accedere le 319 scuole statali, precedentemente escluse dal finanziamento, 6 regionali, 132 scuole paritarie e 35 enti di formazione, per un totale di 492 siti di istruzione.

A seguito della denuncia del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, con la volontà di occupare l’Assessorato Regionale del Lavoro, a seguito dello scandalo della richiesta da parte dei sindacati della somma di 10 euro da corrispondere ai dipendenti per ogni pratica in più analizzata per la Cassa integrazione in deroga, giunge oggi la notizia delle dimissioni del Dirigente generale del medesimo assessorato.

“Il Governo Musumeci offre così un agnello sacrificale – commenta il Sindaco De Luca – nel tentativo di placare lo sdegno e le proteste dei lavoratori interessati ai benefici di legge. Mi spiace ma non basta. La migliore risposta da dare è quella di esitare in tempi rapidissimi le pratiche ancora ferme. La gente ha bisogno di avere il necessario per sopravvivere e non la testa di qualche dirigente. Confermo che se entro pochi giorni non si sbloccherà la situazione, la settimana prossima sarò a Palermo per occupare l’Assessorato e suggerire le soluzioni per porre fine a questo scandaloso caso di mala burocrazia”.

La Polizia di Stato ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare a Palermo nel corso di un’operazione antidroga denominata in codice Street Drug. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dagli investigatori della Squadra Mobile, hanno permesso di sgominare una presunta banda che avrebbe spacciato cocaina, crack, marijuana e hashish nel mercato storico di Ballarò. Uno dei componenti è stato arrestato in carcere, per otto sono scattati gli arresti domiciliari, e ad altri due è stato imposto l’obbligo di dimora. A gestire l’attività sarebbero stati numerosi pusher presenti a tutte le ore del giorno e della notte nel quartiere. Diversi arresti sono avvenuti in flagranza di reato. Le indagini sono state avviate nel 2018 e sono proseguite per un anno.

“Il tavolo convocato oggi dal Governo Musumeci con le parti sociali e datoriali è stata una proficua occasione di incontro e confronto per immaginare insieme come uscire dalla crisi profondissima in cui troveremo dopo la pandemia: serve un’azione comune per arginare la disoccupazione, rilanciare le infrastrutture, investire con decisione sul turismo e sulle imprese salvando i posti di lavoro che sono ad altissimo rischio. Musumeci ha annunciato la disponibilità del Governo a riprogrammare i fondi a disposizione dopo l’emergenza per investimenti strutturali, sarà un’occasione da non sprecare”.

Lo dice il segretario della Cisal Sicilia Nicola Scaglione, che ha preso parte ieri pomeriggio all’incontro voluto dal Governo regionale. “La Sicilia sta affrontando un momento difficile e ringraziamo gli operatori sanitari in prima linea e il Governo che si sta impegnando
per migliorare il sistema sanitario – spiega Scaglione – Passata la Finanziaria, che ha giustamente puntato sulle risorse europee, per uscire dal pantano e immaginare un nuovo sviluppo bisogna tamponare l’emergenza e pensare a un progetto di lungo termine: anzitutto dobbiamo difendere i posti di lavoro, premiare chi, come gli addetti della grande distribuzione, non si sono mai fermati garantendo la collettività e prorogare gli ammortizzatori sociali per turismo e ristorazione. Poi bisogna snellire la burocrazia potenziando gli uffici che si occupano di Fondi europei e Attività produttive ed eliminando la piaga del precariato, sviluppare la rete viaria di primo e secondo livello aiutando così anche le imprese, rafforzare il sistema sanitario per prepararsi a nuovi possibili focolai, puntare sul turismo destagionalizzandolo e consolidare il sistema degli enti locali e quindi dei servizi pubblici locali. Inoltre bisogna puntare su un ‘brand Sicilia’ che sia attrattore di investimenti nazionali e internazionali, promuovendo il territorio con tariffe appetibili per aziende e con sinergie con le società di gestione aeroportuali. Una sfida difficile ma inevitabile, se vogliamo immaginare un futuro per la Sicilia”.

Depositata mozione di censura 5 stelle all’assessore della Famiglia, delle politiche sociali e del Lavoro per gli imperdonabili ritardi nell’espletare le pratiche per gli ammortizzatori sociali, per la mancata partenza dei concorsi  legati al reddito di cittadinanza e per l’assoluto immobilismo sulla riforma degli istituti di assistenza e beneficienza.
“Gestione cassa integrazione in deroga assolutamente vergognosa,  inadeguatezza sul potenziamento dei centri per l’impiego, colpevole immobilismo sulla riforma degli Ipab, malgrado le proposte di legge depositate da tempi all’Ars: basta Scavone deve andare via”. Il M5S all’Ars chiede la rimozione  dell’assessore della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Antonio Scavone, e lo fa con una mozione di censura che è stata oggi annunciata in aula dal deputato Antonio De Luca, per spingere Musumeci a rimuovere l’esponente del suo governo, “rivelatosi palesemente inadeguato al ruolo”.
A Scavone i deputati 5 stelle contestano, in primis,  l’intollerabile gestione degli ammortizzatori sociali straordinari, con ritardi inaccettabili nella lavorazione delle pratiche di migliaia di lavoratori, ormai con l’acqua alla gola.
“Ogni giorno che passa – affermano  i deputati – l’angoscia di migliaia di famiglie cresce fino al limite dell’esasperazione. Per chi vive di un solo stipendio, azzerato dall’emergenza Covid,  è un dramma.  Sui ritardi della cassa integrazione nei giorni scorsi avevamo lanciato l’allarme e  Scavone non ha fatto altro che cercare di minimizzare quanto stava accadendo. Secondo dati  aggiornati al 4 maggio erano appena 4526 le domande di cassa integrazione in deroga che la Regione Siciliana aveva trasmesso all’Inps a fronte di 40.190 pratiche che riguardano quasi 150 mila lavoratori. Una percentuale ridicola, un fatto inaccettabile e incomprensibile a 40 giorni dalla conclusione dell’accordo sindacale. La Sicilia è stata, cronologicamente, la diciottesima regione italiana a inviare i flussi, con un immotivato e notevole ritardo. Le giustificazioni addotte e le informazioni fornite da Scavone sono apparse insufficienti e contraddittorie”.
“Le dimissioni del direttore generale dell’assessorato – continuano i deputati – hanno il retrogusto amaro di chi si accinge a chiudere la stalla quando i buoi sono in grandissima parte scappati.  Molto prima  ci si doveva muovere per risparmiare ai siciliani indicibili sofferenze”.
Gravi anche le contestazioni dei deputati 5 stelle sul fonte centri per l’impiego (dove ancora non sono stati indetti i concorsi per il potenziamento di queste strutture  che dovrebbero portare all’assunzione, entro il 2021, di 1135 tra istruttori e funzionari a tempo indeterminato) e sul fronte della ormai annosa questione della riforma degli istituti di assistenza e beneficienza “dove – dicono i parlamentari 5 stelle – si registra un immobilismo ai limiti dell’ostruzionismo, malgrado le proposte di legge depositate presso l’Assemblea Regionale Siciliana, sia di iniziativa parlamentare, che di iniziativa governativa. Questo immobilismo  ha determinato, non solo seri disagi nei confronti dei dipendenti, a quali non sono corrisposti stipendi fino a 15 mensilità, ma anche l’impossibilità di utilizzare il capitale umano disponibile e le strutture esistenti, a sostegno del Sistema Sanitario Regionale nell’ambito della pandemia in corso”.

I sindacati intervengono in replica nell’ambito del caso “cassa integrazione” in Sicilia. Il segretario regionale della Cgil, Alfio Mannino, afferma: “E’ paradossale oltre che scorretto e diffamatorio il tentativo di mettere in cattiva luce i sindacati e i dipendenti del dipartimento Lavoro addebitando loro richieste economiche in cambio delle pratiche di cassa integrazione. La Cgil non ha partecipato ad alcun mercimonio, così come gli altri sindacati confederali. In tutti i tavoli chiediamo solo il rispetto delle previsioni contrattuali. Chiediamo inoltre all’assessore regionale al Lavoro di fare subito chiarezza e di prendere provvedimenti. Si cerca di gettare fango per sottrarsi alle proprie responsabilità. Si dica piuttosto perchè il sistema informatico ha cominciato a funzionare, e male, il 20 aprile, quindi circa un mese dopo l’accordo sulla cassa integrazione, il 25 marzo. Si dia conto del fatto che i dipendenti del Dipartimento hanno esitato 1.500 pratiche il primo maggio senza chiedere nulla in cambio e che stanno tenendo, in smart working, ritmi insostenibili. Si sta solo facendo un’operazione inaccettabile di diffamazione, che crea solo confusione, getta discredito sui lavoratori del dipartimento e su chi li rappresenta e non risolve nulla. Da parte nostra si chiede solo di cercare di accelerare le pratiche, utilizzando caso mai gli strumenti contrattuali vigenti”.