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Il Tribunale di Palermo ha condannato il ginecologo ed ex primario dell’ospedale palermitano di Villa Sofia, Biagio Adile, attualmente in pensione, a 5 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale. Il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Giorgia Righi, a conclusione della requisitoria, hanno proposto 8 anni di carcere. Le indagini sono state avviate nel 2016, dopo la denuncia presentata da una donna tunisina, ospite di una casa famiglia. Durante le visite mediche sarebbero avvenuti i casi di violenza, registrati in parte col cellulare dalla vittima. Alla parte civile è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro. Il danno complessivo sarà quantificato in sede civile. Adile è stato anche interdetto per due anni dall’esercizio della professione. Il ginecologo, difeso dagli avvocati Nino Agnello e Gioacchino Genchi, ha sempre respinto le accuse. In particolare ha sostenuto di essere stato vittima di una trappola e che la registrazione sarebbe stata usata dalla paziente al fine di ricattarlo. Ha anche raccontato che sarebbe stata la donna ad “istigarlo”, mostrandogli ripetutamente dei film porno sul cellulare e rivelandogli che avrebbe gradito avere rapporti con lui.

La Campagna d’istruzione di quest’anno ha preso il via il 2 luglio scorso, da Livorno. Il Vespucci seguirà poi le seguenti tappe: Palermo, Tunisi, Lisbona, Casablanca, Trapani, La Valletta e, infine, Manfredonia. Il tour si completerà a Taranto il 3 settembre, dove gli Allievi sbarcheranno, dopo aver scelto, durante gli ultimi giorni di navigazione, il nome del Corso.

La sosta nella città di Palermo, costituisce anche occasione, da parte della Marina Militare, di dimostrare la vicinanza alle organizzazioni che si occupano di attività di alta valenza civica e morale, in quanto coincidente con il 30° anniversario delle stragi mafiose.

Le visite a bordo in favore della popolazione sono previste nei seguenti orari:

– Mercoledì 6 luglio: dalle ore 16.00 alle ore 21.00;

– Giovedì 7 luglio: dalle ore 11.00 alle ore 21.00;

– Sabato 8 luglio: dalle ore 11.00 alle ore 19.00;

“I concorsi indetti dalla Regione Siciliana si stanno rivelando un clamoroso flop, con centinaia di posti rimasti vacanti. Il Governo Musumeci, dopo aver mortificato i dipendenti regionali e aver deciso di andare avanti a oltranza subendo i ricorsi giudiziari, faccia l’unica cosa possibile: riammetta gli interni, salvando così la faccia”. Lo dicono Angelo Lo Curto e Armando Aiello del Siad-Csa-Cisal.
“A fronte di 537 posti in categoria D – continuano Lo Curto e Aiello – i vincitori sono stati appena 270, anche a causa dell’eliminazione della riserva per gli interni. Il risultato è che i dipendenti sono scontenti e i Centri per l’impiego rimarranno sguarniti, in pratica la beffa oltre il danno ai siciliani: invitiamo il Presidente Musumeci e il Governo a correre immediatamente ai ripari, ripristinando la legalità e destinando le risorse al personale interno”.

A Partinico i Carabinieri hanno arrestato Nazzareno “Raffaele” Monte, 75 anni, indagato dell’omicidio del pensionato Leonardo Lauriano, 88 anni, vittima di numerose coltellate il 5 novembre del 2021. Dagli accertamenti tecnici svolti sui reperti sequestrati è stato possibile rinvenire tracce biologiche riconducibili a Lauriano su alcuni oggetti e capi di abbigliamento appartenuti a Monte, raggiunto dal provvedimento di custodia cautelare in carcere. Dall’esame dei filmati degli impianti di video-sorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione di Lauriano sono stati ricostruiti gli spostamenti dell’indagato il 5 novembre scorso, e ne è stata documentata la presenza nel luogo del crimine. Il movente del delitto sarebbe di natura economica.

E’ morto a Palermo, all’età di 91 anni, l’ex assessore al Territorio e deputato regionale Franz Gorgone, esponente di spicco della Democrazia Cristiana siciliana. Lui ha scontato una sentenza di condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa per la quale si apprestava a chiedere alla Corte europea dei diritti umani l’inapplicabilità, per le stesse ragioni riconosciute all’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada. Gorgone avrebbe coltivato legami con la cosca di Altofonte, ed è stato coinvolto, e poi assolto, anche nel processo per il “tavolino”, il sistema di spartizione degli appalti in Sicilia.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha imposto a due donne il divieto dell’esercizio di attività professionale per un anno. Contestualmente è stato sequestrato un istituto scolastico paritario di Partinico, il “Leonardo Sciascia” di via Platani, ovvero il complesso aziendale oggetto delle indagini. Sarebbe stato praticato il metodo delle scatole cinesi nel tentativo di nascondere i debiti accumulati. Sono ipotizzati i reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e false comunicazioni sociali. Le due donne sono: Rosanna Bandiera, 62 anni, di San Giovanni Gemini, legale rappresentante della Società nazionale scuole riunione srl fallita il 19 giugno del 2020 e amministratore di fatto della Rmb srl, e Francesca Amiri, 63 anni, residente a Partinico, rappresentante della Rmb srl. Sarebbe stato riscontrato il trasferimento fraudolento dell’attività d’impresa a favore di una società neo-costituita per consentire la prosecuzione dell’attività scolastica senza interruzioni, rendendo la precedente società, poi fallita, in grave stato di dissesto avendo accumulato debiti per oltre 1 milione e 700mila euro. Dai bilanci societari, inoltre, non emerge la reale situazione debitoria dell’impresa. Il complesso aziendale sequestrato è stato affidato ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo, per garantire la continuità dell’attività scolastica e mantenere i livelli occupazionali.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, raggiunge il 50 per cento del consenso e il settimo posto nella classifica del gradimento dei governatori in Italia. Così emerge dal Governance Poll 2022 di Noto Sondaggi per il “Sole 24 Ore” sul consenso ai presidenti di Regione e ai sindaci. A pari merito di Musumeci è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. In Sicilia si vota a novembre. In Lombardia a inizio 2023. Tra i governatori, Luca Zaia, presidente del Veneto, si conferma in testa alla classifica con il 70% dei consensi. Zaia però quest’anno è tallonato da un altro leghista, Massimo Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, con un exploit fino al 68%, e che supera Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, al 65%. Giovanni Toti (Liguria), che è anche il leader nazionale di Italia al Centro, si piazza al quarto posto con il 61%. Ed è il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, con il 65%, il sindaco più amato d’Italia: supera Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno con il 64%, e Antonio De Caro, sindaco di Bari, al terzo posto con il 62%.

Ricordate il sospetto che le assenze di 174 tra presidenti e scrutatori di seggio elettorale a Palermo per le Amministrative lo scorso 12 giugno fossero state provocate dalla concomitante partita di calcio del Palermo contro Padova per la promozione in serie B? Ebbene, tale sospetto appare fondato. Infatti, dall’esame dei biglietti della partita di calcio Palermo-Padova è già emerso che una decina di biglietti, tutti nominativi, sono intestati ai presidenti e agli scrutatori rinunciatari che, invece, di presentarsi al seggio sarebbero andati allo stadio. La Procura attende l’informativa della Digos per formalizzare l’iscrizione nel registro degli indagati per le ipotesi di rifiuto di atti d’ufficio e violazione della legge elettorale.

A Palermo la Polizia ha eseguito 11 misure cautelari, a carico di 6 maggiorenni e 5 minorenni, tutti stranieri magrebini tranne un italiano, ritenuti i componenti di una pericolosa “banda criminale giovanile” denominata “Arab Zone 90133”, autori di molteplici aggressioni, alcune con particolare violenza, attraverso l’utilizzo di bottiglie di vetro rotte e bastoni, ai danni di frequentatori del centro cittadino, tra cui molti minorenni, perpetrate tra il 7 gennaio e il 15 giugno. La banda, che ha alimentato paura e insicurezza tra i palermitani, si è avvalsa di profili social, per diffondere messaggi e video sulle proprie prodezze. Tra i 6 maggiorenni, 5 sono in carcere e uno ai domiciliari con braccialetto elettronico. Poi al “Malaspina” 2 minorenni, e gli altri 3 in una comunità.