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A metà del prossimo anno l’aeroporto di Palermo avrà una nuova area Cargo di mille metri quadrati. Lo annuncia Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.
Da inizio anno, lo scalo aereo palermitano ha visto crescere le tonnellate di merce transitata dallo scalo (+147%), +50% di merce stoccata rispetto al 2019, in parte anche per la forte domanda di dispositivi di protezione individuale per combattere il Covid.
Inoltre, in queste ore, Gesap ha dato il via libera alla possibilità di stoccare lotti di vaccino anti-covid nelle celle frigorifere dello scalo, garantendo così la catena del freddo.
“L’ottima percentuale di crescita sul traffico merci – afferma Scalia – ci spinge ad investire sul settore. Stiamo infatti lavorando per far nascere già da metà 2021 una nuova area cargo di mille metri quadrati, per rendere Palermo hub del Cargo in Italia, in Europa e per i trasferimenti intercontinentali. L’aeroporto – conclude Scalia – resta un punto di riferimento per lo stoccaggio delle merci, e per questo motivo abbiamo messo a disposizione le due celle frigorifere per il mantenimento delle basse temperature, che potranno essere utili alla fondamentale conservazione dei vaccini anti-covid”.

I Comuni siciliani potranno procedere all’affidamento di servizi speciali per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai cittadini a casa perché positivi al Coronavirus, ma saranno le Asp territorialmente competenti a farsi carico dei costi. Lo chiarisce la Regione Siciliana con una circolare del dirigente generale del dipartimento per l’Acqua e i rifiuti, Calogero Foti. Nel documento si evidenzia che essendo in aumento il numero dei pazienti in isolamento nella fase attuale della pandemia, i rifiuti di questi soggetti devono essere trattati come quelli delle strutture sanitarie.

In particolare, saranno ditte specializzate a occuparsi – su segnalazione dei Comuni e consultando gli elenchi dell’Asp – della raccolta, trasporto e distruzione della spazzatura prodotta dai cittadini attualmente in isolamento. Due le tipologie di rifiuti individuate nel documento: “A” e “A1”, riferibili rispettivamente ai soggetti in quarantena obbligatoria e in quarantena con sorveglianza attiva.

Nel provvedimento viene, inoltre, precisato che le amministrazioni cittadine dovranno rispettare, quale parametro utile per la quantificazione economica, il valore massimo del costo unitario a utenza previsto per l’esecuzione di analogo servizio espletato da parte delle ditte specializzate individuate dalle stesse Aziende sanitarie provinciali.

Se, infine, non fosse possibile conferire i rifiuti di tipo “A” negli impianti di termodistruzione in esercizio della Sicilia, i Comuni potranno affidare il servizio di raccolta e trasporto contestualmente a quello per le utenze di tipo “A1” attraverso il gestore affidatario del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale, avvalendosi di personale appositamente formato e con tutte le precauzioni del caso. Anche in questo caso gli oneri aggiuntivi saranno a carico delle Asp territorialmente competenti che dovranno comunque tenere conto delle relazioni dei Comuni.

 

Il Csa-Cisal aderisce alla manifestazione di venerdì 4 dicembre davanti all’assessorato regionale alla Salute, in piazza Ottavio Ziino a Palermo, a partire dalle 10. “Saremo in piazza anche noi per dire che il tempo delle prese in giro è finito – dicono Giuseppe Badagliacca e Claudio Dolce del Csa-Cisal – Gli operatori della sanità da mesi combattono una vera e propria guerra contro il Covid, ma senza ottenere un riconoscimento concreto per il proprio lavoro.

Le promesse sul bonus Covid e sull’una tantum sono rimaste tali, manca il personale, il sistema è sotto stress e necessita di interventi concreti”.

Il giudice per le udienze preliminari di Palermo, Lirio Conti, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato per associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga 9 tra boss e gregari dei clan mafiosi di Carini e Torretta. Tre sono gli assolti tra cui il capomafia Sandro Lo Piccolo, boss di San Lorenzo, figlio di Salvatore Lo Piccolo. La pena più severa, 17 anni e 9 mesi, è stata inflitta al presunto capo della cosca di Torretta, Antonino Di Maggio. Poi Salvatore Amato 10 anni e 3 mesi, 14 anni Vincenzo Passafiume, 4 anni e 4 mesi Fabio Daricca, 8 anni Giuseppe Daricca, 6 Antonio Vaccarella, 3 Salvatore Lo Bianco, 8 Alessandro Bono e 3 Giuseppe Patti. Oltre a Lo Piccolo sonno stati assolti Paolo La Manna e Giuseppe Di Stefano. Il gup ha condannato gli imputati a risarcire il Centro Pio La Torre e Sicindustria, costituiti parte civile.

La vicenda trae origine da una procedura concorsuale, per titoli ed esami, riservata ai soggetti iscritti negli elenchi speciali di cui all’art. 8 della L. n. 68/99 ed indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo nel 2016 e finalizzata all’assunzione di n. 5 Collaboratori Amministrativi nel profilo di Assistente Sociale.
A tale procedura selettiva prendeva parte la Dott.ssa I.R., 48 anni, di Agrigento la quale sosteneva con esito positivo tutte le prove concorsuali, riportando un punteggio tale da consentirle di rientrare tra il novero dei soggetti vincitori del concorso.
Tuttavia, l’Asp di Palermo con Deliberazione del Direttore Generale n. 00829 del 25 agosto 2020 avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la nomina dei vincitori del concorso, stabiliva di escludere la Dott.ssa I.R. per asserita mancanza dei requisiti necessari per partecipare alla selezione.
In particolare, l’Asp adottava tale decisione in ragione di una comunicazione ricevuta dal Centro per l’Impiego di Agrigento in cui si asseriva che, alla data di presentazione dell’istanza di partecipazione al concorso, la Dott.ssa I.R. non fosse più titolata ad essere iscritta nell’elenco speciale di cui all’art. 8 della L. n. 68/99.
Avuta contezza della propria esclusione, la Dott.ssa I.R., ritenuta l’erroneità di quanto affermato dal CPI di Agrigento, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Mario La Loggia, richiedeva l’esperimento di specifici accertamenti in merito alla propria posizione, ad esito dei quali il CPI di Agrigento, rettificava quanto in precedenza comunicato all’Asp di Palermo, attestando la sussistenza, in capo alla Dott.ssa I.R., di tutti i requisiti necessari per prendere parte alla procedura selettiva.
Alla luce di tale rettifica, quindi, la Dott.ssa I.R., sempre con il patrocinio degli Avv.ti Rubino, Impiduglia e La Loggia, formulava apposito reclamo all’Asp di Palermo, sostenendo che l’acclarata erroneità dell’atto presupposto e posto a base della Delibera del Direttore Generale dell’Asp di Palermo n. 829 del 25 agosto 2020 non poteva che rendere illegittima anche la stessa decisione di escluderla dalla procedura concorsuale, essendo evidente la sussistenza di un rapporto di immediata e diretta dipendenza tra quanto in origine dichiarato dal CPI (ossia l’errata affermazione della perdita dei requisiti per l’inserimento nell’elenco dei lavoratori disabili) e l’esclusione della candidata.
Ebbene, l’Azienda Sanitaria di Palermo, condividendo le argomentazioni degli Avv.ti Rubino, Impiduglia e La Loggia, con Deliberazione del Direttore Generale n. 1109 del 20 novembre 2020, rettificava la graduatoria concorsuale inserendo in essa la Dott.ssa I.R. al secondo posto nominandola, per l’effetto, vincitrice della procedura selettiva.
Pertanto, la Dott.ssa I.R., potrà a breve stipulare il proprio contratto di di lavoro a tempo pieno

I signori V.N. e S.P. sono proprietari di un complesso immobiliare sito nel centro storico a Palermo.
In ragione di una promessa di vendita del complesso immobiliare in questione, i proprietari si impegnavano a presentare al Comune di Palermo una D.I.A. alternativa al permesso di costruire ai sensi  art. 5 L.R. 16/2016 al fine di realizzare, per il recupero abitativo dei locali tecnici posti nel piano ammezzato del predetto complesso immobiliare.
Dopo un sopralluogo sull’immobile e la richiesta di alcuni chiarimenti alla ditta proprietaria, il Comune di Palermo si è opposto alla realizzazione dei lavori  ritento che la previsione  dell’art. 5 della L.R. 16/16 – che consente il recupero abitativo dei vani accessori – non sarebbe applicabile  ai locali “esclusivamente tecnici” e l’intervento sarebbe altresì in contrasto con il Piano Particolareggiato Esecutivo del Centro Storico.
A questo punto i proprietari del complesso immobiliare con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, anche al fine di scongiurare l’ingiustificata paralisi dell’intervento edilizio, si sono visti costretti a proporre ricorso al TAR Palermo per chiedere l’annullamento, previa la sospensione dell’efficacia, dei provvedimenti adottati dal Comune.
In particolare gli avv.ti Rubino e Airo’ hanno dedotto che i locali tecnici debbono necessariamente ritenersi ricompresi nell’alveo della disciplina regionale che consente il recupero abitativo dei vani accessori e che le predette previsioni si applicano in deroga agli strumenti urbanistici comunali.
Ritenendo sommariamente fondate le censure promosse dei difensori Rubino e Airo’, il TAR Palermo Sez. II, Presidente il dott. Cosimo Di Paola e relatore il dott. Francesco Mulieri,  in accoglimento della domanda cautelare ha ordinato al Comune di riesaminare il provvedimento negativo opposto ai ricorrenti.
Per effetto del pronunciamento cautelare del TAR, il Comune di Palermo dovrà riesaminare la pratica edilizia, entro il termine assegnato, tenendo conto delle indicazioni del Giudice Amministrativo e delle difese dei proprietari dell’immobile.

“Il presidente Mattarella ha lanciato un richiamo alla responsabilità e a interrompere le speculazioni politiche sulla pandemia. Dicendo che bisogna “creare convergenze e collaborazione fra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione”. Noi facciamo nostre le sue parole in occasione della mozione di censura all’assessore Razza e in questa ottica, pur essendo convintamente un gruppo di minoranza, Attiva Sicilia ha scelto di esprimere voto contrario a questo atto che consideriamo inopportuno soprattutto nei tempi. Il Governo Musumeci non ha bisogno dei nostri voti, come dimostrato oggi e in occasione della mozione di sfiducia votata pochi mesi fa. Noi siamo convinti che la politica non sia un gioco o una ricerca smodata di like, in particolare in questa fase storica, e soprattutto noi rimaniamo dalla parte dei siciliani”.
È quanto affermato da Matteo Mangiacavallo, capogruppo di Attiva Sicilia, nella seduta all’Ars nella quale è stata discussa la mozione di censura all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

In arrivo da Bruxelles 660 milioni di euro per l’agricoltura siciliana. L’Unione europea finanzierà il settore con 330 milioni di euro all’anno per il 2021 e per il 2022. «Abbiamo ottenuto dall’Ue sul Programma di sviluppo rurale che viene esteso al 2022 – ha detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Orleans il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – 330 milioni di euro per il 2021 e altrettanti per il 2022.
Somma che ci consentono di potere intervenire per portare a esaurimento le graduatorie di alcuni bandi, a cui numerosi agricoltori avevano partecipato».
All’incontro in web conference presenti anche l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera e il dirigente generale del dipartimento Agricoltura Dario Cartabellotta. Tra gli interventi previsti dal Psr, anche misure per l’insediamento per i giovani in agricoltura (50 milioni per 250 aziende), la lotta al virus della tristeza degli agrumi (25 milioni per 1.600 ettari), opere di viabilità rurale (70 milioni di euro per 100 strade), investimenti nelle aziende (50 milioni per 300 aziende), metodi di agricoltura sostenibile (80 milioni di euro per 2924 aziende), benessere degli animali (20 milioni di euro), paesaggio Nocciolo dei Nebrodi (20 milioni di euro), progetti di filiera del florovivaismo (15 milioni di euro).
Le procedure tecniche saranno definite entro questo mese. «Il nuovo Piano di sviluppo rurale privilegerà il green new deal e il farm to fork – ha spiegato Cartabellotta – e avremo questo orizzonte».
«In termini di spesa comunitaria – ha aggiunto l’assessore Bandiera – siamo arrivati a superare il miliardo di euro. Somme già giunte nelle tasche degli agricoltori. Un risultato non affatto scontato visto il pregresso. In questi due anni abbiamo superato gli obiettivi di spesa e siamo al lavoro per farlo anche adesso, nonostante il blocco del Covid».

“Le parole pronunciate nell’audio messaggio del direttoregenerale della Sanità Mario La Rocca ai manager delle aziende ospedaliere, con la polemica che ne è seguita, vanno ricondotte alla reale situazione sui posti letto Covid davvero disponibili in Sicilia.

L’assessore Ruggero Razza ha l’obbligo di informare tutti i sicilianichiarendo se i posti indicati al governo nazionale siano quelli effettivi. Va anche confermato il dato che ciascun dirigente ha comunicato per capire se qualcuno si è reso responsabile volutamente
di errori e se il sistema oggi è rispondente alle indicazioni date.
Ascoltando più volte l’audio del direttore generale La Rocca se ne comprende lo sprone ai dirigenti delle aziende ad aprire i posti letto programmati, ma certamente le modalità, i toni e le parole non sono impeccabili. Malgrado ciò l’idea che se ne è tratta è quella di
irregolarità nella immissione dei dati nel sistema. Se così fosse saremmo davanti a gravi manchevolezze. Per questa ragione gli elementi oggetto dell’audio devono essere certi e riscontrati subito. Da un lato va evitata una pericolosa polemica fondata sul nulla, dall’altro sarebbe più grave lasciare qualsivoglia dubbio o minimizzare comportamenti che, se dovessero propendere per ipotesi di reato, andrebbero denunciati alla magistratura. Per questo motivo abbiamo chiesto alle direzioni delle Aziende di fornire tutte le informazioni utili a capire cosa sia accaduto”.

Lo afferma Nicola D’Agostino, capogruppo di Italia Viva all’Assemblea regionale siciliana.

A Palermo una donna ha ferito la figlia di 8 anni con un coltello. La bambina ha lievi ferite al collo e al volto, è in ospedale e le sue condizioni non sono gravi. La sorella minore della vittima, 6 anni, che ha assistito alla scena, ha iniziato a urlare attirando l’attenzione dei vicini che hanno telefonato ai carabinieri. I militari sono subito giunti nel condominio e a loro la donna, separata, avrebbe replicato che intendeva suicidarsi. E’ stata accompagnata in caserma dai carabinieri. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.