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Una donna agente del corpo di polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Pagliarelli di Palermo si è tolta la vita in casa inalando del gas. Lo rende noto il sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe che lancia l’allarme.

La donna viveva un momento particolare ed avrebbe lasciato delle lettere in cui spiegherebbe il tragico gesto. “E’ una notizia che ha scosso tutti – dichiara Lillo Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe – ed è sconvolgente che questo sia il terzo suicidio, nel solo mese di agosto, di appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

“Non ci sono più scuse che reggano la totale indifferenza che il Governo nazionale sta dimostrando nei confronti della Sicilia sul tema dei migranti. Nonostante gli appelli di aiuto del Presidente Musumeci, sia Conte che il Ministro Lamorgese hanno continuato nella politica della noncuranza. Pertanto, ha fatto bene il Presidente della Regione Siciliana a emanare un’ordinanza che disponga la chiusura di hotspot e centri d’accoglienza. Da Roma vogliono far diventare la nostra Isola una polveriera pronta a esplodere?”.
Lo afferma l’Assessore alle Autonomie Locali, Bernardette Grasso, a seguito della stop di Musumeci ai flussi migratori incontrollati in Sicilia.
“Questo atteggiamento di totale abbandono dal Governo giallorosso – conclude la Parlamentare – non è dignitoso, sia nei confronti dei migranti trattati come carne da macello, che dei siciliani, stremati da una pandemia che ha creato una crisi economica e sanitaria. Hanno rispettato con ossequioso rigore le norme di sicurezza imposte in regime di lockdown. Ma i continui sbarchi di migranti, anche positivi al Covid-19, rappresentano una beffa che umilia loro stessi e il popolo siciliano, con la subdola regia del Governo centrale. La misura varata dal Presidente Musumeci è perciò necessaria: non possiamo permettere che a causa della passività di Conte e Lamorgese si amplifichino le tensioni sociali. Non è dignitoso per un popolo che ha fatto dell’accoglienza un proprio tratto distintivo. Ma così, senza un criterio, non ha senso. Il rischio è solo quello di sprofondare in un nuovo incubo fatto di restrizioni e paure, con il risultato che questa volta  la nostra economia collasserebbe”.

“Dopo l’ennesimo caso di migranti positivi al covid registrato proprio ieri a Lampedusa – sono 38 i nuovi casi nell’hotspot locale, ndr – sosteniamo con convinzione e fermezza l’iniziativa del Presidente Musumeci per chiudere gli hotspot siciliani e sostituirsi all’inerzia del governo centrale.
Conte e Lamorgese continuano a fare orecchie da mercante mentre la Sicilia vive uno stato di emergenza da mesi a causa dei ripetuti sbarchi, delle fughe e, non da ultimo, i casi di covid interni ai centri per i migranti. Un focolaio nel focolaio che rappresenta una beffa per i siciliani alle prese con il post-lockdown e i tanti sacrifici che ancora oggi devono sopportare per mantenere le prescrizioni. L’Europa completamente assente in questo scenario e il governo di Roma non ha mai preso in considerazione la richiesta di stato di emergenza per l’isola di Lampedusa. Il Presidente Musumeci è la più alta carica istituzionale siciliana in tema di sanità e fa bene a predisporre questa misura urgente. A lui daremo tutto il nostro sostegno per sgomberare gli hotspot e fermare gli sbarchi: sia assicurato il ritorno alla normalità.”
Lo dichiara Antonio Catalfamo, capogruppo della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana

Con la presente, scriviamo questa dettagliata missiva, per metterla al corrente sullo stato di salute dei vigili del fuoco, i vigili del fuoco siciliani, dimenticanti dopo gli eventi, tanti ringraziamenti e pacche sulle spalle ma che di fatto, sono quasi allo stato di abbandono.

Come organizzazione sindacale, faremo, o tenteremo di fare un sunto sulla problematiche che la Sicilia ha! Sicuramente dovranno essere  da monito, perché anche i vigili del fuoco, oggi sono costretti a chiedere aiuto, quell’auito ormai diventato atavico per un territorio così importante! Di seguito proveremo a spiegare il nostro grido d’allarme.

Il territorio Siciliano, come più volte espresso con varie missive, soffre una cronica carenza di personale operativo ed amministrativo (più di 300 unità, con piante organiche ormai datate da un ventennio, la foto attuale, vedrebbe un aumento di cinquecento unità a vario titolo) in tutta la Sicilia “ Catania, Messina, Enna, Siracusa,  e isole minori, soffrono una carenza abnorme, con punte che si aggirano sul 40% di carenza”.

La realtà operativa siciliana è tra le più complesse d’Italia, per la presenza di insediamenti industriali di terziario avanzato, di aeroporti di varie categorie (Catania è il quarto in Italia per traffico passeggeri e merci) e in ambito Portuale diversi porti con un consistente traffico di passeggeri e merci, gli impianti petrolchimici, il polo Siracusano (Agusta, Priolo e Melilli) in aggiunta agli impianti di lavorazione e stoccaggio di Gela e di Milazzo costituiscono rischi non indifferenti ( è necessario un aumento di organico sui porti di Messina, vista anche la problematica”Stromboli” sarebbe pragmatica anche l’apertura di Gela porto, ex novo.) Altra componente da non dimenticare, è il nucleo sommozzatori di Catania, ha subito continui spostamenti di sede( l’ultima doveva essere in collina) con un organico carente di 14 unità, Nucleo che copre un territorio di oltre due milioni di abitanti, tra i primi in Italia come interventi ed estensione di territorio, continua ad essere snobbato a scapito di noi tutti, ma sul comando di Catania il problema comincia a diventare veramente paradossale! Il 40% di carenze, è proprio nella città metropolitana catanese. Ricordiamo il prezzo enorme in vite umane negli ultimi anni “6” Ed intanto continua ad essere saccheggiato, entro l’anno leveranno altre unità!

L’alto rischio idrogeologico”I rapporti annuali della protezione civile regionale sul rischio idraulico della regione parlano chiaro” le stime sugli eventi e i danni sono in continuo crescendo. Mediamente, dei fondi messi a disposizione dalla UE per gli interventi di manutenzione del territorio siciliano, né sono stati utilizzati solo il 20% e i fatti purtroppo, ci raccontano una triste e lunga serie di eventi catastrofici e si dovrebbe voltare pagina con“ Prevenzione – Previsione e messa in Sicurezza-

La Sicilia oltre ad avere sul territorio il più grande vulcano europeo emerso, cioè l’Etna << attivo 12 mesi l’anno>> ha anche lo Stromboli e una serie di vulcani sottomarini, tra i più grandi e attivi, ricordiamo il vulcano Empedocle a sud nel mar di Sicilia, e il vulcano Marsili a nord nel mar Tirreno potenzialmente pericoloso. Indubbiamente le attività vulcaniche sono strettamente collegate e provocano attività sismiche anche di importanza rilevante (l’ultimo a dicembre 2018), negli ultimi 120 anni ; 1908 Messina 7.2 Richter; 1911 Giarre 5.2 Richter; 1914, Linera 5.3 R; 1940 Villabate 5.3 R, 1967;  Capizzi -Mistretta 5.9 R; 1968, Valle del Belice 6.2 R; 1975, Messina 5.3 R, 1978; Golfo di Patti, 6.1 R, 1990; Augusta 5.7 R; 2002, Ustica mar Tirreno 5.6 R; 2016, Mar Tirreno meridionale, PalermoUstica 5.7 R; 2018, provincia di Catania 4.6 R ; 2018, Etna 4.8 R.

Una serie di isole minori, non sempre facilmente raggiungibili, tra cui Lampedusa, la quale risulta la più problematica e di importanza strategica, perché famosa per essere la porta d’Europa.

Le campagne estive e boschive. Gli incendi di sterpaglie sono ormai diventati una consuetudine, il picco si concentra nei mesi estivi, fenomeno oramai denominato come “campagna estiva” sommata alla campagna boschiva (AIB), ogni anno si contano 82.000 interventi circa( anche quest’anno la Sicilia ha il numero più alto di interventi). Questa pesante realtà, aggiunta agli ordinari interventi, mette in crisi il sistema di soccorso sempre e solo a carico delle stesse unità operative “ 300 in meno, con picchi del 40% in comandi cardine”.

Se a tutto ciò aggiungiamo il deficit cronico della rete viaria regionale -ricordiamo che i maggiori assi autostradali che collegano le varie città siciliane, a causa dei numerosi cantieri o strade vetuste e non idonee ai tempi, costituiscono un ostacolo al traffico veicolare ( l’interruzione causerebbe non pochi problemi). Stesso problema ed ormai improcrastinabile è, lo stato delle strade provinciali. Sembra pleonastico ricordare che la Sicilia è un’isola, anche se piccola la distanza con la costa calabrese, non sempre le condizioni meteo marine sono favorevoli, ma noi dobbiamo pensare anche al peggio ovviamente, non possiamo dipendere da altri in condizioni di emergenza, infatti, tale caratteristica non ci accomuna alle altre regioni italiane, che invece possono trovare l’appoggio in tempestività delle colonne mobili regionali limitrofe in  tempi veramente celeri , qualora ne avessero la necessità.

La  professionalità e l’abnegazione dei Vigili del fuoco siciliani, quando vengono chiamati in causa, è encomiabile! Si trovano sempre pronti,con la massima  professionalità a supporto di chiede aiuto! La realtà però è evidente; il dispositivo di soccorso siciliano necessita di  urgenti interventi.

La  richiesta è una conseguenza dettata dall’evoluzione e la crescita del territorio, diverse tipologie di intervento, per cui la risposta a tutti i tipi di eventi legati al soccorso tecnico urgente, deve essere assolutamente in autonomia e indipendenza, con investimenti importanti: mezzi, attrezzature, strutture, formazione, apertura nuove sedi, e riclassificazione di quelle con maggior numero di interventi.

L’espressione  “Emergenza” in Sicilia ormai è diventata una amara realtà  ( non va meglio nel resto d’Italia) ed è diventato ordinario straordinario per i vigili del fuoco “ il Covid-19 l’ultimo esempio che stiamo vivendo.

La nostra, è una professione “altamente usurante” atipica, ma lo sforzo economico non è il solo fondamentale problema del corpo nazionale.

Una professione come quella del vigile del fuoco, dovrebbe essere riconosciuta come SPECIALE invece, come è ormai noto, non siamo coperti neppure da istituto INAIL o similare.

Ricordando la media europea di, 1 VF ogni 1.500 abitanti, contro 1 VF ogni 15.000 mediamente in Italia.

A nostro  parere, riteniamo urgente  la modifica delle piante organiche( operativi ed amministrativi), in relazione al numero di interventi, alle caratteristiche, distanze e rischi correlati al territorio come ad esempio: sismicità, vulcanico, idrogeologico, boschivo, culturale.

Negli anni, i vari settori, a causa dei pensionamenti e concorsi,  hanno causato una  pesante sofferenza, creando vuoti non indifferenti.

Invece, per quanto riguarda la situazione automezzi di soccorso e di istituto su scala regionale risulta in gran parte vetusto e carente( qualcosa sta arrivando, ma non colma assolutamente la vetustà che attualmente soffrono diversi comandi della Sicilia, spesso gli automezzi arrivano privi di attrezzatura). Le numerose attività  e gli interventi  a cui sono sottoposti, in maggioranza APS, ABP, AS, AG e CA, sono causa di continui guasti, le manutenzioni continue, sono una  pesante ricaduta nella gestione dei servizi ( ricordando che, le officine ormai non hanno più voglia di aspettare che l’amministrazione paghi dopo, giorni, mesi o, addirittura anni !.

Chiediamo un serio intervento per il completamento e la dislocazione in diverse zone del territorio di Attrezzature speciali, carro UAMA ( visto all’opera nel sisma di Santo Stefano, arrivato da Napoli ma, è previsto anche in Sicilia(CT) e pensando alle moderne soluzione logistiche oggi in uso in altre regioni, i moduli supporto logistico (MSL, modulo supporto logistico) attualmente dislocato a Palermo ma è in arrivo un secondo ( doveva essere assegnato a Catania) che sarà sempre dislocato nel territorio di Palermo, cosa che ci lascia perplessi, non può un solo comando intervenire su tutta la Sicilia, . Una attenta analisi va fatta.

Per quanto riguarda il  settore aeroportuale della Sicilia, in cui vi sono 6 aeroporti che vanno dalla settima alla nona categoria, dove il nostro personale garantisce soccorso e lotta antincendio, con un parco automezzi che necessità di adeguata manutenzione ( pochi fondi, mezzi fermi).

Invece non è migliora la situazione mezzi nautici, spesso i nuclei portuali, sono senza imbarcazione, è auspicabile migliorare la dotazione di mezzi leggeri (gommoni e imbarcazioni idonee) e la dotazione di mezzi alluvionali nei comandi che ricadono in zone a forte rischio di eventi alluvionali, ribadiamo che è ormai improcrastinabile l’investimento su nuovi mezzi.

Le situazione sedi di servizio Siciliane è un’altro punto critico: La maggior parte essendo vecchie costruzioni non sono in regola con i criteri ambientali e adeguamenti energetici in vigore in materia edilizia. Quasi tutte le sedi centrali dei Comandi ma anche parecchi distaccamenti sono in precarie condizioni igienico-sanitarie. Intonaci pericolanti e/o strutture parzialmente danneggiate  a causa di infiltrazioni di acqua, impianti elettrici, idrici, sanitari, riscaldamento e condizionamento, di vecchia concezione, pertanto molto dispendiosi riguardo gli interventi manutentivi. Bisognerebbe pensare a soluzioni per l’adeguamento degli immobili.

Alcune sedi aeroportuali necessitano di adeguata manutenzione ( Catania, Vincenzo Bellini, vedi Lampedusa e Trapani Birgi).

Oltre ai problemi legati alle strutture, la rete delle sedi dislocate sul territorio regionale, sovente non collega i luoghi di propria competenza, nei famosi 20 minuti, tempi stabiliti, a causa della particolare morfologia territoriale; altresì,  ricordiamo i distaccamenti già decretati ma non ancora aperti (Roccalumera Me, Agrigento Nord, Palagonia Ct, Messina Sud) mentre alcune necessitano di un aumento di categoria (Milazzo Me, Lentini e Augusta Sr… Acireale, Paternò, Caltagirone, Riposto,CT,  Gela porto, Sortino permanente e Noto ) attualmente l’unico distaccamento siciliano di categoria SD5 “54 unità a fronte delle 28 teoriche” ( gli organici sono al di sotto delle piante organiche teoriche) si trova a Gela nel nisseno e riteniamo che dovrebbero avere la stessa categoria i distaccamenti di: Milazzo Me; dove insistono sul territorio diversi impianti di lavorazione e stoccaggio. Augusta e Lentini; per la presenza del polo petrolchimico siracusano. Acireale; per il rischio sismico e numero di interventi. Caltagirone; per distanza e interventi effettuati. Riposto; porto turistico, rischio sismico ed idrogeologico con elevato numero di interventi. Paternò;

rischio sismico e numero di interventi e moltissime  altre sedi permanenti nel territorio siciliano , meritano un attenzione particolare.

La presente richiesta signor sottosegretario agli interni, On. Sibilia, è espressione dello stato di salute del territorio siciliano. Chiediamo un vostro intervento che possa invertire la rotta! Un dispositivo di soccorso in condizioni ottimali in tutta la Sicilia, è cosa fondamentale, per la tutela e la sicurezza, della popolazione e dei soccorritori.

“I nostri operatori sanitari, che non smetterò mai di ringraziare, mi hanno informato che a Lampedusa sono stati individuati 38 nuovi migranti positivi al Covid-19”. Lo dice il governatore siciliano Nello Musumeci, aggiungendo: “E’ l’ennesimo episodio. Non comprendiamo l’atteggiamento dell’esecutivo che, oltre a non chiudere i porti, non si è ancora pronunciato sullo ‘stato d’emergenza’ per quell’isoletta a più di due mesi dalla nostra richiesta”.

“Non si può consentire che migliaia e migliaia di migranti, autonomi o con le navi delle ong, possano sbarcare in una terra che è rimasta per mesi in ginocchio e che adesso guarda con una certa prospettiva per potersi riprendere. Roma da questo punto di vista è stata molto impreparata, perché ha affrontato con approssimazione un fenomeno che si preannunciava sin dai mesi di aprile e marzo. Se dipendesse da me, se avessi l’autorità per farlo, io chiuderei i porti, che non significa non dover approntare le necessarie assistenze per chi è in mare, ma questo deve essere fatto tenendo conto della tutela dei cittadini siciliani”.

Lo ha detto a Sky TG24 il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. “Abbiamo detto al governo nazionale che non intendiamo autorizzare la realizzazione di tendopoli o di baraccopoli per ragioni di sicurezza legate ai cittadini siciliani e ai migranti – ha aggiunto il governatore – il nostro servizio sanitario ha già eseguito diecimila tra test sierologici e tamponi ma siamo stati irremovibili nell’esigenza di avere delle navi per la quarantena, perché non vorremmo che il migrante mettesse piede sulla Sicilia, ma potesse essere assistito sulla nave e nel caso di positività dovrebbe essere ricoverato in apposite strutture.    Lo abbiamo detto, lo abbiamo fatto e speriamo che da Roma si rendano conto che la Sicilia non vuole essere un campo profughi”.

La confisca dei beni per chi provoca incendi boschivi e l’utilizzo di mezzi di sorveglianza militari per l’individuazione dei colpevoli. È questo il contenuto del disegno di legge voto che sarà presentato da Valentina Palmeri (Attiva Sicilia) all’Assemblea Siciliana per l’approvazione e presentazione al Parlamento della Repubblica utilizzando le prerogative concesse dall’ art 18 dello Statuto Siciliano.

“Dobbiamo con ogni mezzo legislativo bloccare questo scempio del fuoco che divora il nostro patrimonio verde – sottolinea Palmeri -. Il danno, anche quest’anno è incalcolabile, basti pensare ai roghi di Monte Cofano e di Montagna Grande. Bisogna ringraziare tutti coloro che si sono impegnati nell’attività di contenimento degli incendi, dalle guardie forestali, ai vigili del fuoco, all’aeronautica militare, alla protezione civile, ma se questi attentati al patrimonio verde continuano incessantemente, vuol dire che è necessaria una svolta legislativa che sappia frenare i fuorilegge”.

Del completamento e della messa in sicurezza della strada che collega Bivona, nell’Agrigentino, con il Comune di Palazzo Adriano si occuperà il Consorzio stabile Santa Chiara Scarl. E’ quanto risulta dalle procedure di aggiudicazione definite dall’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato da Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, e diretto da Maurizio Croce.

La notizia è tra quelle più attese dal comprensorio che abbraccia le due province di Agrigento e di Palermo, con un intervento di vera e propria riqualificazione del sistema viario intercomunale. Il Consorzio che si è aggiudicato l’opera – in ragione di un ribasso pari al 26,1 per cento e per un importo di poco superiore al milione e 260 mila euro – effettuerà la manutenzione straordinaria e la sistemazione dell’importante arteria.

Si chiude cosi una vicenda nata oltre trent’anni addietro e che ha vissuto i ritardi e le lentezze delle più comuni pratiche burocratiche. Pesanti i disagi in questi decenni per un’utenza del tracciato che è molto numerosa perché si trova in un punto nevralgico, in un’area con varie attività produttive legate alla zootecnia e all’artigianato e che ha dovuto fare i conti con fossi sulla carreggiata, con gli avvallamenti e con le profonde lesioni nel manto stradale che le stagioni invernali rendevano ancora più insidiose.

Il progetto prevede che nei cinque chilometri circa su cui si interverrà – la lunghezza complessiva è poco più di 9 chilometri – saranno eseguiti tutti i lavori di adeguamento alle più recenti soluzioni in materia di infrastrutture viarie di montagna. Tra queste, la regolarizzazione planoaltimetrica e la risagomatura di alcune sezioni stradali. Si procederà quindi con il rifacimento della sovrastruttura stradale e con la realizzazione degli arginelli in terra. In ultima analisi, la sistemazione della rete di drenaggio.

«Si sblocca finalmente, dopo oltre tre anni, la graduatoria relativa all’Avviso 8 della Formazione professionale. Un bando che mette in campo 136 milioni di euro, finanziando 176 enti siciliani, con il coinvolgimento di migliaia di lavoratori. E’ stato un lungo ed estenuante contenzioso, dopo il primo ricorso amministrativo che risale al 2017, a seguito di molti errori presenti nel bando predisposto dal precedente governo nel 2016. Era un impegno che avevamo preso e lo stiamo mantenendo».

Lo dichiara il governatore Nello Musumeci, annunciando la pubblicazione sul portale istituzionale della Regione Siciliana della nuova graduatoria, adeguata ai criteri contenuti nell’ordinanza del Consiglio di giustizia amministrativa, da parte del dipartimento della Formazione professionale, guidato da Patrizia Valenti. I giudici amministrativi avevano messo in discussione i punteggi relativi a due criteri: uno riguardava il numero dei corsi conclusi rispetto a quelli finanziati, l’altro quello degli allievi formati in proporzione agli iscritti.

Dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione, gli enti di formazione avranno 30 giorni di tempo per trasferire sulla piattaforma dedicata la progettazione esecutiva relativa ai percorsi formativi. Conclusa questa fase, l’amministrazione regionale potrà procedere alla predisposizione del decreto d’impegno. L’Avviso permetterà così di rendere disponibili 136 milioni di euro, che potranno essere finalmente utilizzati per avviare nuovi percorsi di formazione professionale. In aggiunta, al termine della seduta del governo regionale, il presidente Musumeci, dopo un complesso iter amministrativo, ha autorizzato la liquidazione dei 15 milioni di euro del Fondo di garanzia per la formazione professionale, inserendolo tra gli interventi prioritari per l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione.

«Al momento del mio insediamento – dichiara l’assessore Roberto Lagalla – a causa dello stallo creato dal blocco dell’Avviso 8, l’intero sistema della Formazione professionale era completamente fermo, con evidenti e notevoli danni per i lavoratori e per gli enti coinvolti. Grazie a un lungo e sinergico lavoro con tutte le parti coinvolte e grazie al supporto del presidente Musumeci, siamo riusciti a riavviare l’intero comparto attraverso nuove proposte formative e modificandone il funzionamento già con l’Avviso 2, pubblicato nel 2018, per mezzo del quale è stato possibile rimettere in moto la “macchina”, con conseguenti opportunità occupazionali. Abbiamo riformulato, secondo i criteri stabiliti dal Cga, la graduatoria grazie alla quale sarà possibile attivare ulteriori percorsi formativi rivolti a una platea di circa 10 mila studenti e soprattutto riassorbire un’ulteriore quota di lavoratori non ancora impegnati nel sistema».

Circa 22 milioni di euro per 104 teatri pubblici siciliani.   È questo il finanziamento previsto dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana per l’ammodernamento e il recupero di importanti strutture teatrali, dislocate in tutte e nove le province dell’Isola.Nei giorni scorsi l’Assessorato ha, infatti, avviato la fase conclusiva di un iter di finanziamento che consentirà di portare a buon fine i progetti di riqualificazione di molti teatri: un grosso intervento economico che permetterà di migliorare significativamente i teatri pubblici della Sicilia rendendone più moderne e funzionali le strutture, alcune delle quali storiche e di grande pregio artistico e architettonico. Oltre sei milioni e mezzo di euro sono, invece, previsti per altre 35 strutture teatrali di proprietà privata.

“Il finanziamento di un numero così importante di teatri – sottolinea l’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – rilancia la centralità del teatro stesso come segno distintivo, cuore pulsante di una comunità, ma anche luogo di cultura e socializzazione.
L’imponente stanziamento destinato testimonia l’impegno del Governo regionale nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale siciliano e l’attenzione verso la cultura teatrale. I teatri sono, infatti, i luoghi della narrazione del Mito e della quotidianità, gli spazi in cui si rappresentano la realtà e la cultura di un popolo. Durante quest’anno, poi – evidenzia Samonà – grazie all’impegno del Governo Musumeci i teatri, le aree archeologiche e i beni culturali in generale, hanno costituito i luoghi fisici del ritorno alla normalità, offrendo anche a tanti artisti siciliani la possibilità di tornare a calcare le scene dopo mesi di fermo: luoghi che ci ricordano che la creatività e la bellezza sono il vero motore che tutto muove, le relazioni interpersonali ma anche l’economia, che proprio la cultura, in questo anno di crisi internazionale, sta contribuendo a rimettere in moto”