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«Prima o poi si arriverà  di nuovo alla chiusura totale». Lo ha detto Nello Musumeci durante il dibattito all’Ars.

«Fuori da ogni ipocrisia: sappiamo tutti che prima o poi arriveremo alla chiusura totale. Ho già detto che ‘il peggio arriverà’, ma perché farlo arrivare prima? Perché impedire a una famiglia di andare al cinema o a un ristorante di chiudere dopo? Fra qualche tempo temo che chiuderemo tutti e Roma ormai non fa molto per nascondere questa triste prospettiva».

Pochi minuti prima l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, aveva sottolineato: «Ora noi gestiamo una situazione sanitaria in cui abbiamo deciso di non sospendere le attività ordinarie. Rispetto al periodo marzo-aprile ciò comporta una crescita delle attività del 120%».

I drammatici dati che arrivano ogni giorno dagli ospedali siciliani dicono una cosa sola: la situazione sta sfuggendo di mano a questo governo, che si dimostra sempre meno all’altezza della situazione, e Musumeci che fa? Se ne esce con colpi di teatro buoni solo a gettare fumo negli occhi dei siciliani, che ancora oggi, a mesi di distanza, non hanno visto un solo euro della cosiddetta Finanziaria di guerra, costruita però coi soldi del Monopoli”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Giorgio Pasqua.

Tutti – dice Pasqua – siamo con i ristoratori e con le categorie più penalizzate, ma non è certo il ddl la strada per aiutarli. Se voleva veramente dare loro una mano doveva scegliere altri mezzi immediatamente operativi ed assumersene tutte le responsabilità, non certo un ddl che, bene che vada, potrà cominciare a produrre effetti solo tra una quindicina di giorni”.

Il ddl – continua Pasqua – è solo una mossa populistica per cercare di scaricare su altri colpe che sono soprattutto sue e del suo governo, che non si è mosso per tempo quando l’emergenza era altrove e quando c’era tempo per incrementare i posti di letto di terapie intensive e sub intensiva che in gran parte sono rimasti solo sulla carta”.

Mentre avanza la seconda ondata della pandemia e mentre il Governo e le amministrazioni locali corrono ai ripari per contenere i contagi, ancora i cittadini purtroppo sono costretti a fare i conti con i disservizi collegati all’emergenza sanitaria.

Nel mirino della Federconsumatori, dietro segnalazione anche del Comitato Pendolari Sicilia, è finita Trenitalia, per i trasporti effettuati nella Regione Sicilia.

Secondo quanto previsto dalla normativa (ai sensi dell’articolo 215 del D.L. n. 34/2020) si dovrebbe garantire in tutta Italia il diritto al rimborso dei titoli di viaggio emessi dalle aziende ferroviarie o di trasporto pubblico locale: in Sicilia, invece, sono state emanate, da parte dell’Assessorato per la Mobilità regionale, delle linee guida del tutto discriminatorie e illegittime.

Nel dettaglio viene introdotto un termine di decadenza non previsto dalla legge: si stabilisce infatti che il rimborso deve essere richiesto, pena decadenza del beneficio, entro il 31 dicembre 2020. Si specifica, inoltre, che per i titoli di corsa semplice e per gli abbonamenti settimanali non è riconosciuto alcun rimborso.

Un’ultima disposizione vessatoria riguarda il rimborso in contanti, erogabile ai soli titolari di abbonamenti mensili e/o annuali appartenenti a una delle seguenti categorie: studenti al termine del ciclo scolastico (scuole secondarie di II grado) o universitario e studenti che hanno cambiato sede di studio che presentino apposita attestazione; lavoratori che hanno cessato la propria attività/rapporto di lavoro o che siano stati trasferiti (con apposita attestazione).

Tutte limitazioni che, di fatto, escludono illegittimamente molti utenti dal diritto al rimborso. Ecco perché Federconsumatori ha diffidato Trenitalia affinché ottemperi ai suoi obblighi previsti dalla legge, Federconsumatori Sicilia, insieme al Comitato Pendolari Sicilia, ha inoltre inviato una segnalazione di tali condotte scorrette all’Antitrust e all’Autorità de Trasporti.

Discriminazioni di questo genere non possono essere ammesse, per questo ci aspettiamo l’immediata cessazione dell’applicazione di queste incomprensibili limitazioni e il ripristino dei giusti diritti dei cittadini, riconosciuti a livello nazionale ed europeo.

L’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dopo aver aspramente contestato le misure adottate dal Governo nazionale nei confronti dei Teatri, dei Cinema, degli spettacoli musicali e dei luoghi della cultura, ha sottoscritto oggi l’appello di “Cultura Italiae” al Presidente Conte e al Ministro Franceschini per una revisione delle misure interdittive previste nei confronti di teatri, cinema e di tutti quei luoghi in cui si svolgono attività culturali e di spettacolo.

I lavoratori dello spettacolo e in generale gli artisti hanno messo il loro straordinario e personale impegno per riaprire e tornare a lavorare nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute: luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante l’evento. L’uscita e l’entrata sono regolati e il distanziamento è rispettato. Questi luoghi rappresentano oggi un esempio virtuoso di gestione degli spazi pubblici in epoca di pandemia”.

Così recita l’appello, evidenziando i sacrifici messi in atto da una categoria che ha affrontato in questi mesi difficoltà e rischi; un comparto che – come riporta il manifesto sottoscritto ad oggi da oltre 80 mila operatori del mondo della cultura – ha “riprogrammato tournée, concerti, uscite cinematografiche assumendosi enormi rischi, investendo e scommettendo quindi anche sul futuro, malgrado lo stato di incertezza dominante”.

Trovo inaccettabili le misure assunte dal Governo nazionale con l’ultimo Dpcm che sembrano voler penalizzare una categoria produttiva che ha investito in bellezza e sicurezza. Frequentare oggi un teatro e un luogo della cultura – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana, Alberto Samonà – è molto meno rischioso di quanto non lo sia andare a fare la spesa in un centro commerciale o prendere un mezzo pubblico. Gli operatori culturali hanno fatto enormi investimenti e sono in grado di offrire spettacoli in sicurezza. La necessità di garantire la salute dei cittadini non può farci perdere di vista la ragione. Perché un provvedimento venga rispettato e sentito come giusto, infatti, è necessario che sia razionale e proporzionato, cosa che in questo momento, sembra essere sfuggita all’attenzione del legislatore. La Regione Siciliana – evidenzia l’assessore Samonà – già da dopo il lockdown ha puntato sulla bellezza e sulla cultura per curare le cicatrici e contrastare il grave momento di sconforto vissuto. Sarebbe davvero grave se oggi, con una valutazione superficiale, si privassero i cittadini di sognare e gli operatori della cultura di provvedere alle proprie famiglie. È per tutto questo che ho voluto aggiungere, goccia nell’oceano, la mia voce a quella dei tanti altri sottoscrittori”.

Sono 568 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Superata la quota 10.000 degli attuali positivi. Di questi 775 sono i ricoverati: 677 in regime ordinario e 98 in terapia intensiva con un incremento di tre ricoveri.

Anche oggi si registrano nuove vittime, sono 11 i decessi che portano il totale a 439. I guariti sono 167. I tamponi effettuati sono 4976. Ed ecco i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 220, Catania121, Messina 89, Trapani 3, Ragusa 2, Siracusa 65, Agrigento 35, Enna 24, Caltanissetta 9.

“Il Governo fornisca indicazioni precise e dettagliate che garantiscano a studenti, famiglie,  insegnanti  e personale degli istituti superiori il corretto svolgimento della “didattica digitale integrata”, come stabilito dal DPCM del 25 ottobre 2020”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Si forniscano, nel più breve tempo possibile, tutti gli strumenti necessari a una corretta applicazione della norma, approvata ieri, che prevede un incremento del ricorso alla didattica a distanza, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività,  e una nuova gestione degli orari d’ingresso e di uscita degli alunni e si eviti di caricare di ulteriori responsabilità i dirigenti scolastici, già ampiamente vessati dalla necessità di garantire lo svolgimento delle lezioni, in momento di emergenza sanitaria”. Continua il presidente Orlando.

“A scuola si costruisce il futuro e si educano i cittadini di domani – conclude Orlando –  supportiamo studenti, educatori e famiglie rendendola ancora più affidabile ed efficiente anche in un momento di estrema difficoltà quale è quello che stiamo vivendo”.

Venerdì 23 Ottobre il Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, assieme all’Assessore Regionale all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Siciliana, il Dott. Alberto Pierobon, hanno incontrato tanti amici nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna per portare sul territorio il Governo Regionale e raccogliere difficoltà e richieste direttamente dagli interessati.

“Nonostante le difficoltà dovute alla diffusione di Covid-19 – trasmette l’On. Terrana – è stata una bellissima giornata di incontri che ci ha permesso di conoscere diverse problematiche dei territori; gli incontri di Licata, Gela, Valguarnera ed Agira sicuramente hanno evidenziato problematicità che saranno attenzionate dall’Assessore Pierobon e da tutto l’Udc Sicilia. Il confronto con le amministrazioni locali e le aziende agricole che abbiamo incontrato è stato molto edificante e ci invita ad una fattiva collaborazione per fornire risposte tempestive ed efficaci”.

L’Assessore Regionale Alberto Pierobon ed il Segretario Regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana, sono stati ricevuti nell’aula consiliare del Comune di Licata dall’Amministrazione del Sindaco Pino Galanti e dal Gruppo Consiliare dell’Udc a Licata composto da Gabriella Di Franco, Salvo Posata e Gianni Morello. Sono state riportate diverse problematiche della Città che l’Udc, prossimo anche ad entrare in Giunta a Licata, si è impegnato ad affrontare. All’incontro era presente anche una delegazione dell’Udc di Sommatino con il coordinatore Stefano Licata ed i Consiglieri Comunali Lea Licata e Ugo Capostagno per portare un saluto della comunità sommatinese assieme al Coordinatore Nazionale dei Giovani Udc, Gero Palermo, che ha poi proseguito il Tour assieme all’Onorevole Terrana ed all’Assessore Pierobon, incontrando una delegazione delle Imprese Agricole della Piana di Gela che hanno rappresentato le loro difficoltà di approvvigionamento  di acqua per l’irrigazione. E’ stato fatto notare che da tempo sono stati presentati progetti per risolvere il gravoso problema; l’Assessore Pierobon si è subito reso disponibile a raccogliere le richieste ed andare alla ricerca di una soluzione condivisa. All’incontro era presente anche il coordinatore dei Giovani della Coldiretti per le province di Caltanissetta ed Agrigento, il canicattinese Antonio Lo Giudice. Il Tour è proseguito quindi a Valguarnera, con l’incontro con il Sindaco Francesca Draià ed i Consiglieri dell’Udc, parlando dei prossimi progetti dopo la recente rielezione, e ad Agira con i Consiglieri Comunali Luigi Manno e Benedetta Casullo e con il Coordinatore Provinciale di Enna, il Dott. Andrea Maggio, dove una delegazione locale ha presentato diverse problematiche che l’Assessore Pierobon ha subito annotato. La giornata si è conclusa con il confronto con una delegazione dell’Udc provinciale di Enna al Sicilia Outlet Village, incontro a cui ha partecipato anche l’On. Vincenzo Figuccia, per commentare i risultati elettorali e programmare le prossime iniziative.

“Il Tour è stato piuttosto produttivo – commenta l’Assessore Regionale Pierobon – cercheremo quanto prima di dare risposte alle richieste di tutti coloro che abbiamo incontrato! E’ stato molto utile affrontare queste tematiche locali; la passione e la partecipazione di tutti ci da maggiore stimolo a lavorare per il bene di questa meravigliosa Terra”.

“Il governo nazionale si è assunto la responsabilità di fare pesare le chiusure sul settore della ristorazione, della cultura e dello sport. Le Regioni italiane, con un documento unanime, avevano chiesto di fare altro e di muoversi in direzione di scelte ragionate e sostenibili sotto il profilo dell’equilibrio tra diritto alla salute e diritto ad una vita quanto più ordinaria possibile, in un periodo del tutto straordinario”.
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando il nuovo Dpcm, firmato in nottata dal presidente del Consiglio dei ministri.

“L’ordinanza da me adottata – che permane nella sua efficacia per tutte le misure più restrittive – prosegue Musumeci – ha scelto come linea di intervento la riduzione della mobilità, tenuto conto della circostanza che il contagio viene anzitutto arginato con la riduzione degli spostamenti e della circolazione dei cittadini. Per questo appare difficile da sostenere la decisione di gravare su comparti nei quali il controllo delle misure è sempre stato più efficace, rispetto ad altri che, per loro natura, sono destinati ad ampie frequentazioni. Tuttavia, poiché solo il governo centrale può assicurare il concreto ristoro per le attività destinate alla chiusura, senza alcuna polemica e con spirito costruttivo chiedo al presidente Conte di varare con la necessaria celerità le misure per la liquidità immediata e per garantire aiuti. Va neutralizzata la tensione sociale. Ancora una volta faccio appello al buonsenso di tutti e alla necessità di stare uniti. Altrimenti sarà tutto più difficile”.

“Volo a Roma domani per far sentire la voce del disagio di tanti siciliani, partite Iva e professionisti, lavoratori dello spettacolo ed esercenti, abbandonati dal governo Conte e lasciati soli a pagare i costi di una pandemia che non si arresta. In tanti aspettano ancora i bonus e la cassa integrazione promessi sei mesi fa, ed oggi il presidente Conte con la faccia tosta annuncia ristori che arriveranno (forse) tardi, quando in tanti saranno costretti a chiudere. Ero stanotte in piazza Indipendenza a Palermo con i ristoratori, i baristi, i gestori dei pub, penalizzati dall’ennesimo Dpcm che taglia le gambe a chi si guadagna da vivere con il proprio lavoro. È giunto il tempo di ribellarsi alle dittature mascherate. A Roma saremo in tanti contro un governo che ha dimostrato tutti i suoi fallimenti”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.

“Il governo Conte ritiene di contrastare il covid mettendo in ginocchio il mondo della cultura, della ristorazione, dei bar e dello sport.
Con il dpcm appena firmato, l’esecutivo composto da PD, M5S, Leu e Italia Viva darà il colpo di grazia a centinaia di migliaia di attività commerciali, che non potranno sopportare il peso di simili provvedimenti e saranno costrette alla chiusura.
Ancora una volta, Conte e il suo governo non hanno ascoltato in alcun modo le istanze avanzate dalle regioni italiane, che avevano suggerito misure che non fossero penalizzanti per le categorie produttive e che, responsabilmente, proprio come ha fatto nelle scorse ore la Sicilia, avevano adottato limitazioni e provvedimenti di contenimento dei contagi, senza infierire su coloro che hanno subito in questi mesi perdite economiche senza precedenti e che per ripartire avevano adottato tutte le misure di sicurezza richieste dai protocolli sanitari.
Penalizzare il mondo della cultura (con la sospensione degli eventi teatrali, musicali e cinematografici), della ristorazione e dello sport (con la chiusura di piscine e palestre) vuol dire non conoscere il Paese reale e non avere riguardo dei milioni di Italiani che si ritrovano adesso dinanzi a un futuro sempre più incerto”.
Lo ha sottolineato l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà (Lega), con un lungo post pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook