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In aumento il tasso di positività al covid. L’assessore regionale Ruggero Razza ritiene che la scuola sia un settore strategico per arginare i contagi in autunno.

Il tasso di positività al covid in Italia è in aumento, a fronte delle disattenzioni e degli assembramenti estivi. E in prossimità dell’autunno le previsioni non sono rasserenanti. Anzi, tutt’altro. Di ciò è consapevole anche l’assessore regionale alla Sanità uscente, Ruggero Razza, il quale ritiene che interventi e comportamenti a scuola siano essenziali per scongiurare il peggio. E Razza afferma: “La scuola, al pari della sanità, è uno dei settori strategici su cui è fondamentale investire per vincere la guerra contro il covid. L’abbiamo sempre sostenuto e, per questo, sono molto soddisfatto per la pubblicazione di un bando da 3,6 milioni di euro dedicato a tutti gli istituti scolastici che hanno la necessità di riqualificare i propri ambienti, a garanzia della sicurezza individuale e del mantenimento del distanziamento sociale. L’avviso è un bell’esempio del modo in cui le Istituzioni devono operare, a tutela della salute e delle necessità dei propri concittadini. Ed è una visione che coincide, da sempre, con quella del Governo Musumeci e con quella di Fratelli d’Italia, messa nero su bianco all’interno del programma dedicato alla scuola ed alla sanità” – conclude.

La Regione Siciliana pubblica un avviso da 3 milioni e 200mila euro per interventi di adeguamento e riqualificazione delle scuole. L’intervento dell’assessore Alessandro Aricò.

A seguito di una ricognizione dei fondi residui ancora disponibili, sono state sbloccate risorse finanziarie per 3 milioni e 600mila euro a favore delle istituzioni scolastiche siciliane. Infatti, l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ha pubblicato un nuovo avviso per l’adattamento e l’adeguamento funzionale di spazi e ambienti scolastici, e di aule didattiche. Ed anche per la fornitura di arredi scolastici idonei a favorire misure anti-covid. La scadenza per la presentazione delle istanze è stabilita in 20 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento sulla pagina web dell’assessorato. L’iniziativa è stata avviata dall’assessore regionale Alessandro Aricò perché, a fronte della dotazione finanziaria originaria di 18 milioni, sono ancora disponibili i 3 milioni e 600mila euro. Aricò afferma: “In una prima fase erano pervenute al Dipartimento dell’Istruzione dell’Università e del diritto allo studio 341 istanze, ed è stata redatta una graduatoria per un totale di circa 14 milioni e 300mila euro. In questo modo amplieremo la platea dei beneficiari di questi contributi garantiti da fondi europei dell’agenda 2014-2020. Ulteriori istanze di fabbisogno, infatti, sono state espresse da numerosi istituti scolastici. Attraverso tale intervento l’assessorato all’Istruzione e Formazione ha concretizzato un ordine del giorno presentato all’Assemblea Regionale in sede di variazioni di bilancio, con prima firmataria la deputata Giusi Savarino”.

E’ record di candidati in Sicilia. Sono ben sette gli aspiranti in corsa per la poltrona di presidente della Regione, tante le liste in campo con una presenza massiccia di sindaci, ex amministratori e consiglieri comunali.

Nel pomeriggio sono scaduti i termini per la presentazione delle liste. E adesso la campagna elettorale per le regionali del 25 settembre entra nel vivo.

Per il ruolo di governatore la battaglia è tra Gaetano Armao (Azione e Iv), Caterina Chinnici (Pd e Centopassi), Cateno De Luca (Sicilia Vera), Nuccio Di Paola (M5s), Eliana Esposito (Siciliani liberi), Fabio Maggiore (Italia sovrana e popolare) e Renato Schifani (centrodestra).

Fuori dalla competizione elettorale il comunista Vittorio Gambuzza e la monarchica Tania Andreoli: entrambi hanno depositato in Tribunale solo il listino ma non le liste provinciali, quindi sono stati esclusi.

E’ stato definito il listino della coalizione Partito Democratico, Più Europa e Movimento Cento passi, al fianco della candidata presidente della Regione, Caterina Chinnici. Si tratta di:

Bellia Roberta
Calabrese Antonio
Li Calzi Cleo
Grassi Nicola
Martorana Cettina
Mattaliano Cesare

Cleo Li Calzi è stata assessore regionale al Turismo del centrosinistra, Antonio Calabrese, segretario cittadino del Partito democratico a Ragusa, Nicola Grassi presidente dell’anti racket Asaec a Catania, poi Roberta Bellia è presidente del Consiglio comunale di Carini, Cettina Martorana è stata assessore alle Attività produttive della giunta Orlando a Palermo, e Cesare Mattaliano è stato consigliere comunale a Palermo.

Mentre Musumeci annuncia ipocritamente il blocco delle manifestazioni regionali durante la campagna elettorale, i suoi assessori non
bloccano le nomine e, anche peggio, nominano in posti di prestigio e responsabilità alcuni militanti e fedelissimi del partito di Giorgia
Meloni, con l’aggravante di farlo violando le regole e mortificando le istituzioni locali.

E’ questo il caso della nomina di Beatrice Venezi, concertista di fiducia di Giorgia Meloni tanto da curare l’accompagnamento musicale
dell’ultima convention nazionale di Fratelli d’Italia, come Direttore artistico della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Una nomina avvenuta senza alcun atto formale che coinvolgesse il socio di maggioranza relativa della Fondazione, il Comune di Taormina che detiene le quote al 50%, che ha appreso dalla stampa dell’avvenuto conferimento dell’incarico.

Un segnale gravissimo per il metodo di scelta della persona nominata, che al di là del curriculum artistico di livello non superiore a quello di tanti altri potenziali candidati, vanta come unico requisito quello dell’amicizia personale con Giorgia Meloni. Si tratta di una scelta gravissima perché avvenuta senza alcun avviso pubblico e soprattutto senza alcun coinvolgimento del territorio, di quel Comune che è unanimemente riconosciuto come il simbolo universale dell’eccellenza turistica della Sicilia, dando così una ulteriore conferma della cultura di arroganza e analfabetismo istituzionale che ha caratterizzato, e purtroppo continua a caratterizzare fino all’ultimo, il Governo Musumeci. Contro questa nomina e per il rispetto delle prerogative del nostro territorio e della sua cultura, siamo pronti a batterci con ogni mezzo, non prima di aver chiesto al Governo di provvedere ad una urgente revoca in autotutela.”

Lo dichiarano in una nota congiunta il deputato regionale Danilo Lo Giudice, l’Assessore di Taormina Andrea Carpita, i consiglieri comunali Salvo Abbate e Giuseppe Sterrantino e il coordinatore cittadino Stefano Loria, tutti rappresentanti di Sicilia Vera, il movimento fondato dall’ex sindaco di Messina Cateno De Luca.

Potrebbe avere strascichi giudiziari la rottura tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in Sicilia per le elezioni Regionali. Il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, afferma: “Abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare la candidabilità di Nuccio Di Paola, e la fondatezza di una causa civile per chiedere il risarcimento dei danni che abbiamo subito da chi non ha rispettato le regole che c’eravamo dati. E’ roba da cerchio dantesco, l’ultimo dell’inferno, quello dove sono confinati i traditori”.

“Le recenti dichiarazioni di Barbagallo sulla rottura della coalizione trasudano tutta l’arroganza e la prepotenza mostrata nei giorni passati dal Pd e che sono tra i motivi che hanno portato al naufragio dell’alleanza”.
Lo afferma il candidato presidente della Regione, il referente siciliano del M5S Nuccio Di Paola.
“Invito – conclude Di Paola – i militanti delusi del Pd e di questa sinistra che non è più sinistra, visto che predilige l’agenda Draghi ai temi sociali, a sostenerci per costruire un futuro veramente solido per i siciliani, dove c’è poco spazio per le chiacchiere e molto per i fatti”.

“Non volterò le spalle agli elettori, quelli che hanno votato alle primarie e anche i tantissimi altri che sono pronti a sostenermi riponendo, di questo sono certa, precise aspettative nella mia storia, dandomi una consegna di responsabilità della quale, nel mio ruolo guida, intendo essere garante”. Lo afferma Caterina Chinnici accogliendo la nuova proposta avanzata dai vertici del PD per la sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. “Metto nuovamente a disposizione il mio amore per la Sicilia, il mio impegno – aggiunge – nella consapevolezza che il percorso prospettato è ora più difficile”.

“Claudio Fava e il movimento Centopassi hanno una parola sola: saremo in campo con la nostra lista a fianco del Pd nella coalizione progressista per sostenere la candidata alla presidenza Chinnici. Ogni altra valutazione la rinviamo al 26 settembre”. A dirlo è Claudio Fava, parlamentare regionale siciliano, battuto alle primarie da Caterina Chinnici, dopo che l’ex magistrato ha sciolto le riserve confermando il suo impegno nella corsa a Palazzo d’Orleans.

Nuccio Di Paola, candidato presidente della Regione Sicilia del Movimento 5 Stelle, spiega il perché dello strappo con il Partito Democratico: “Certamente non per i sondaggi elettorali”.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale, Nuccio Di Paola, è stato tra i papabili candidati alle primarie presidenziali del centrosinistra per la scelta del candidato presidente della Regione. Poi invece è stata candidata l’attuale Sottosegretario all’Istruzione, Barbara Floridia. Poi Di Paola è stato tra i sostenitori della tesi secondo cui lo strappo con il Partito Democratico, consumato a Roma dopo la sfiducia al governo Draghi, non avrebbe dovuto avere ripercussioni in Sicilia. Adesso è il candidato presidente della Regione del Movimento 5 Stelle dopo la rottura dell’alleanza pattuita in occasione delle primarie. E spiega: “Abbiamo fatto il possibile e ce l’abbiamo messa veramente tutta per salvare l’alleanza, pur in un quadro nazionale mutato e quasi impossibile, ma il Partito Democratico, arrogante, è rimasto arroccato sulle sue posizioni. Il Partito Democratico siciliano si è mostrato tale e quale a quello nazionale, col quale era venuta completamente meno la fiducia. Con queste premesse continuare a portare avanti un’alleanza che giorno dopo giorno reggeva solo sulla carta era praticamente diventato impossibile. Se si creano tutte le condizioni per una rottura, poi si devono accettarne anche le inevitabili conseguenze. Giuseppe Conte ha solo tirato le somme. Adesso, con forza, dobbiamo ripartire subito per dare una possibilità alla Sicilia. Correremo non da soli, ma con i siciliani, come abbiamo sempre fatto in passato con ottimi risultati, che arriveranno anche questa volta, consci come siamo che per l’ennesima volta saremo dalla parte giusta, quella del cittadino, che abbiamo messo sempre al centro della nostra azione politica. Ringrazio Conte per avermi scelto come candidato presidente. Darò il massimo per ripagarlo di questa fiducia. Voglio puntualizzare che Giuseppe Conte non ha mai chiesto né ha mai avuto sondaggi sugli scenari elettorali siciliani tra le mani: la notizia per cui il Movimento 5 Stelle ha rotto in Sicilia per vantaggio elettorale è falsa, usata probabilmente per distogliere l’attenzione dal tema degli impresentabili del Partito Democratico. Ci dispiace per Caterina Chinnici, persona corretta, ma probabilmente anche lei vittima del comportamento arrogante del Pd”.

Volano gli stracci dopo lo strappo all’alleanza di centrosinistra in Sicilia da parte del Movimento 5 Stelle. Gli interventi di Conte, Barbagallo e Fava.

Ciò che è accaduto a Roma il 20 luglio, giorno della sfiducia al premier Draghi, adesso accade a Palermo, ad un mese dalle elezioni Regionali del 25 settembre. Le primarie tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e ‘Cento passi’, per la scelta del candidato presidente della Regione, non sono servite a nulla. E Caterina Chinnici, espressa dal Pd, non è più l’aspirante governatore della Sicilia della coalizione del centrosinistra. Infatti il Movimento 5 Stelle ha rotto l’alleanza e ha presentato un proprio candidato presidente, ovvero il capogruppo all’Assemblea Regionale, Nuccio Di Paola. Le parole di Giuseppe Conte: “Il Movimento 5 Stelle va da solo, per dare riscatto e dignità a tutta l’isola”. Il Partito Democratico insorge: “E’ alto tradimento. La scelta di Conte è senza precedenti. Fa carta straccia degli impegni assunti con decine di migliaia di elettori alle primarie dello scorso luglio, e che hanno creduto nel fronte progressista”. E il presidente dei pentastellati spiega: “Alcune settimane fa ero stato chiaro: quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è andata nella capitale: il Pd ha scelto l’agenda Draghi, rinnegando tutto il lavoro realizzato in direzione progressista durante il governo ‘Conte due’. Nonostante questo, in Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie. Però dal Partito democratico ancora una volta non sono giunte risposte adeguate e siamo arrivati a questo paradosso: da una settimana c’è uno stallo dovuto all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste. La Sicilia merita francamente di più. Ai cittadini abbiamo il dovere di trasmettere credibilità, trasparenza, passione. In una parola, fiducia: quella che sembra ancora una volta mancare”. Replica il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo: “La dignità è mantenere la parola data: e questa rocambolesca giravolta del Movimento è tutt’altro che degna”. Altrettanto di biasimo è l’intervento del leader del movimento ‘Cento passi’, Claudio Fava: “Dispiace doverlo dire ma Conte è un bugiardo. Come nella favola del lupo e dell’agnello ha continuato ad alzare la posta cercando un pretesto per rompere: prima il programma, poi gli assessorati, poi il listino. Conte aveva deciso di uscire dalla coalizione nel momento stesso in cui ha scelto di candidarsi a Palermo. Non ha avuto l’onestà politica e umana di dirlo. Ma almeno adesso faccia a meno di arrampicarsi su altri improbabili pretesti”.

Giuliana Miccichè (Teleacras)