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Il Forum Siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni, da sempre motivato all’iniziativa politica che coniughi l’acqua come paradigma dei beni comuni per una compiuta partecipazione democratica, lancia una prima iniziativa informativa, venerdì 17 luglio 2020 alle ore 18,00 in diretta FB e sulla piattaforma streamyard sul tema del prossimo referendum costituzionale relativo al taglio del Parlamento che si terrà, probabilmente, tra il 20 e 21 settembre, salvo l’esito dei ricorsi pendenti sull’election day presentato dall’avvocato Besostri per conto del Comitato referendario per il No alla riforma costituzionale, riforma introdotta  con legge lo scorso ottobre 2019 che comporterebbe la modifica degli articoli 56 – 57 – 59 della Costituzione sulla riduzione dei parlamentari se confermata dal referendum esperito ai sensi dell’art. 138 della Costituzione.

Abbiamo chiesto al quotidiano regionale on line MeridioNews di moderare un dibattito informativo e politico insieme, con due prestigiosi costituzionalisti,  la Prof.ssa Ordinaria Diritto Costituzionale Comparato UniBa, Marina Calamo Specchia ( per il No), e il Prof. Ordinario Diritto Costituzionale UniCT, Agatino Cariola (per il Sì), insieme al Senatore del Gruppo Misto, Onorevole Gregorio De Falco (NO), e al Deputato questore alla Camera per il M5S, Onorevole Francesco D’Uva (Sì) .

Natya Migliori dell’associazione culturale Dahlia è la componente del Forum ABC siciliano che introdurrà il dibattito moderato dal giornalista  Simone Olivelli per MeridioNews.

“A nome mio e del Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, esprimiamo la massima solidarietà al senatore Renato Schifani e al Presidente Silvio Berlusconi per la lettera minatoria a loro indirizzata. Quando si ricorre a tali deplorevoli gesti, arrivando persino ad augurare la morte di altre persone, vuol dire che si è toccato il fondo: siamo dinanzi a dei vigliacchi criminali. Confido nella magistratura affinché faccia il suo corso, rintracciando i colpevoli di tale codarda minaccia e li consegni alla giustizia”. 

Lo afferma il Capogruppo di Forza Italia all’Ars, on. Tommaso Calderone.

“La stessa sera dell’annuncio ho telefonato al governatore Nello Musumeci per esprimere il mio dissenso e dirgli che non posso accettare la scelta di una persona che non ha mai rinnegato sia il nazismo che il fascismo.

E la Giunta comunale non siederà mai accanto all’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana Alberto Samonà della Lega in occasione delle conferenze stampa”. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando, oggi, a Palazzo delle Aquile, durante la presentazione del neo assessore comunale alle Culture Mario Zito al quale un giornalista aveva chiesto quali saranno i rapporti con tra il suo assessorato e quello regioanale guidato da Samonà. “Con la Regione Siciliana e con il presidente Musumeci – ha detto Orlando – ci sono sempre rapporti istituzionali, ma quella scelta non la possiamo condividere, ovviamente Musumeci è un presidente democraticamente eletto dai cittadini e risponde delle sue scelte davanti all’Assemblea regionale siciliana”.

Migranti da Fava polemica pretestuosa
“Instillare paura non è nello stile di un uomo delle istituzioni come il Presidente Musumeci” dichiara l’on. Giusi Savarino deputato di #Db, “Fava non parlerebbe così se solo avesse visto come ha fatto Musumeci a Lampedusa, il disastro dell’abbandono all’ammasso dei migranti, o il timore dei cittadini della nostra costa sud che si vedono sbarcare e sparire nel nostro entroterra senza alcun controllo, clandestini arrivati con imbarcazioni di fortuna, se solo Fava parlasse coi tanti operatori del turismo che si vedono cancellate le prenotazioni ogniqualvolta i Prefetti allochino nelle loro città migranti per la quarantena, che poi regolarmente scappano dagli hotspot, e se ancora Fava incontrasse i Sindaci che si vedono scaricare sulle loro spalle responsabilità che non gli competono, o i nostri dirigenti ed operatori sanitari che temono di riportare in covid i loro reparti piano piano tornati alla normalità di una Sicilia covid free. Ebbene se solo Fava sentisse e ascoltasse i siciliani come fa Musumeci ogni giorno, certamente non si perderebbe in polemiche sterili e pretestuose. Ma questo spiega perché Musumeci, sale nel gradimento, vince le elezioni e oggi governa trovando soluzioni ai problemi dei siciliani.”

“Come insegna la migliore tradizione della peggior destra, il presidente della Regione Musumeci instilla la paura verso i migranti per nascondere ritardi e inefficienze del suo Governo.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, commentando i dati sui controlli anti Covid19 in Sicilia e la recente ordinanza del Presidente della Regione.
Per Fava, “non c’è alcun controllo sui turisti in arrivo, nessuna strategia di prevenzione, pochissimi tamponi… Paradossalmente sono proprio i migranti gli unici ad essere correttamente e tempestivamente monitorati e sottoposti a test. Eppure sono presentati come gli untori mentre niente sappiamo di chi sta arrivando in Sicilia da zone d’Italia e d’Europa con alti indici di contagio.”
Per Fava, si tratta di “una strategia imbarazzante almeno quanto i risultati (quali? dove? quando?) dello sbandierato superconsulente Bertolaso.”

Pronto ed approvato all’unanimità il documento redatto dalla task-force regionale per la pianificazione delle attività educative, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico e formativo 2020-2021. Il testo, disponibile sul sito dell’Assessorato da giovedì 16 luglio, sarà distribuito a tutte le istituzioni scolastiche e formative della Regione Siciliana nonché a Comuni, Liberi Consorzi e Città Metropolitane. A darne comunicazione è l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla che, su impulso del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha promosso l’istituzione della task-force, coadiuvata dal professore Elio Cardinale.

«Ovviamente il documento ricalca le linee-guida dettate a livello ministeriale – dichiara l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Lagalla – e si sforza di modulare queste ultime in relazione alle specifiche e differenziate realtà della scuola siciliana, proponendo diversi scenari operativi e fornendo conseguenti indicazioni. L’obiettivo è quello di garantire agli studenti un regolare rientro in aula, per recuperare la preziosa dimensione relazionale della scuola, interrotta dalla pandemia e non pienamente surrogata dalla didattica a distanza. Occorrerà grande collaborazione e partecipazione da parte di tutti, delle famiglie in particolare, perché non dovranno in alcun modo essere trascurate le opportune misure di contenimento del rischio da contagio e di prevenzione sanitaria, da considerare fondamentali per la salvaguardia della salute degli studenti e del personale scolastico. Alla luce di questo, sono certo che, anche grazie al determinante intervento degli Enti locali e dell’Ufficio Scolastico Regionale, insieme alla presenza vigile della Regione Siciliana, sarà possibile gestire adeguatamente il rientro a scuola dei nostri studenti».

Premettendo l’inalterata validità del principio dell’autonomia scolastica che affida ai singoli istituti scolastici, d’intesa con gli enti territoriali e sulla base delle indicazioni operative dell’USR, la scelta del più idoneo modello operativo da adottare, coerentemente con le linee guida nazionali, la task-force regionale fornisce alcune indicazioni utili sia in tema di prevenzione e contenimento del rischio sanitario sia nel merito della riorganizzazione delle attività didattiche e formative.

Per quanto riguarda la gestione del rischio sanitario, l’organizzazione scolastica dovrà favorire condizioni in grado di limitare occasioni di eccessivo avvicinamento tra le persone, attraverso i previsti distanziamenti e l’adozione di banchi singoli. Nelle scuole dell’infanzia e per il primo biennio della scuola primaria, dove tali misure incontrano oggettive difficoltà di attuazione, si consiglia di accogliere i bambini in piccoli gruppi per ogni aula, prevenendo occasioni di più ampia aggregazione e quindi favorendo lo svolgimento di tutte le attività, compreso il consumo dei pasti, all’interno dello stesso spazio. In generale, dovranno essere adottate specifiche misure per la fruizione della ricreazione, dei laboratori, degli spazi collettivi, privilegiando l’utilizzo di luoghi aperti e regolando l’afflusso degli alunni. Similmente, l’ingresso e l’uscita dall’istituto scolastico dovrà essere gestito attraverso percorsi in grado di limitare occasioni di assembramento.

L’uso della mascherina e dei guanti monouso rimane obbligatorio per tutti gli operatori scolastici addetti alla sanificazione degli ambienti, alla gestione dei pasti e all’utilizzo degli spazi comuni. I docenti e gli studenti dovranno essere muniti di un personale dispositivo di protezione individuale, limitandone eventualmente l’uso durante le ore di presenza in aula e mantenendole obbligatoriamente durante le attività collegiali, lo stazionamento negli spazi comuni, le operazioni di entrate ed uscita dalla scuola. Fanno eccezione gli alunni delle scuole per l’infanzia, 0-6 anni, ed i portatori di disabilità che, in relazione alla specifica condizione personale, non sono tenuti ad indossare i dispositivi individuali di sicurezza, fermo restando l’obbligo per gli insegnanti e per gli assistenti.

Inoltre, sempre a tutela della salute in ambito scolastico, si ricorda che gli studenti potranno partecipare alle attività didattiche solo con una temperatura corporea non superiore ai 37.5° C, dichiarando di non essere stati in quarantena domiciliare negli ultimi 14 giorni o in contatto con persone positive al Covid-19 o, ancora, se non presentano sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie insorte negli ultimi 3 giorni. A riguardo, si suggerisce di interloquire con le famiglie e prevedere la sottoscrizione di un apposito modulo, con il quale i genitori si impegnano a mantenere a casa i minori, in presenza di una delle condizioni sopra citate. In virtù del protocollo sottoscritto tra l’Assessorato regionale all’Istruzione e Ordini dei Medici delle province siciliane, gli istituti scolastici potranno usufruire di un ulteriore apporto sanitario, oltre quello dell’ASP di appartenenza.

Infine, si ribadisce l’importanza di un’attenta sanificazione degli ambienti, degli oggetti e della presenza di adeguati prodotti detergenti per la disinfezione delle mani all’interno degli ambienti scolastici e all’ingresso; a tal riguardo potrà rivelarsi utile la realizzazione di campagne di promozione sull’uso consapevole delle misure di igiene personale e ambientale. Sono altresì regolamentati gli accessi esterni alla scuola da parte di eventuali visitatori.

Per quanto riguarda la rimodulazione delle attività scolastiche, è fondamentale il rispetto del distanziamento interpersonale e, in funzione di questo, andranno riorganizzati gli spazi della didattica. Nel caso in cui la scuola ne abbia disponibilità, per le ore di didattica potranno essere utilizzati ambienti originariamente destinati a funzioni diverse, come palestre, uffici o laboratori, oppure potranno essere realizzate aule più ampie, attraverso interventi di “edilizia leggera” o la realizzazione di strutture coperte, mantenendo quindi invariata la composizione delle classi.

Nel caso in cui tutto questo non fosse possibile, bisognerà intervenire adeguatamente sull’orario scolastico disponendo turni differenziati, ovvero riducendo la durata delle lezioni. Inoltre, se fosse necessario, grazie al supporto dei Sindaci e dei Commissari dei Liberi Consorzi, potranno essere resi disponibili, sulla base del fabbisogno indicato dal Dirigente scolastico, edifici esterni idonei all’accoglienza degli studenti. In ogni caso, emerge con evidenza la necessità di potenziare il numero dei docenti e del personale ATA.

In vista della ripresa delle attività scolastiche, il documento riserva particolare attenzione agli alunni disabili, con riferimento ai quali le Amministrazioni locali, d’intesa con l’USR e con le dirigenze scolastiche, provvederanno a garantire la pianificazione dei servizi a loro dedicati, assicurandone continuità nel tempo.

In aggiunta, per far fronte all’esigenza di una più larga disponibilità di mezzi di trasporto per gli studenti, si attende la conclusione dei lavori del tavolo tecnico, istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche su sollecitazione della Regione Siciliana.

Permane un ruolo per la didattica a distanza, complementare ed integrativa alle attività della didattica tradizionale e di particolare supporto nel caso di mutate condizioni epidemiologiche. Pertanto, con  l’intento di favorire un migliore uso delle metodologie di insegnamento e di apprendimento digitale, si provvederà a integrare ulteriormente, rispetto a quanto già fatto negli ultimi mesi, la dotazione tecnologica degli istituti, l’infrastrutturazione digitale degli ambienti ed a proporre specifici corsi di aggiornamento per il personale docente. A riguardo, è già disponibile il percorso di formazione online: “Didattica a distanza: video tutorial per orientarsi fra app e piattaforme”, realizzato da Fastweb su impulso di Regione Siciliana, per i docenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sul sito di Fastweb Digital Academy (www.fastwebdigital.academy).

Le linee-guida varate nella giornata di ieri si applicano, in Sicilia, anche al settore della formazione professionale.

Il documento, approvato all’unanimità dalla task-force, costituirà da adesso un punto di riferimento importante per quanti, dirigenti scolastici ed enti locali, dovranno provvedere all’adeguamento dei siti scolastici e formativi in vista del nuovo anno.

Secondo una ricerca di Airbnb, nel 2020 la percentuale di quanti passeranno le vacanze in Italia è aumentata del 49 per cento rispetto all’anno scorso. Con la Sicilia destinazione più ambita per gli 8 italiani su 10 che stanno pianificando le ferie. A spiegare il motivo di questa scelta è una ricerca di “Ipsos Future4tourism”. Sembra che molti vacanzieri abbiano preso ispirazione dalla guida dei siti dell’Unesco tra cui figura anche l’Etna. Un altro studio, stavolta del sito Casa.it, rivela che nell’estate del distanziamento sociale in Sicilia è quadruplicata la ricerca di case vacanze, specie se vicino al mare.
E mentre la stampa internazionale ha scelto la Sicilia per rilanciare il turismo straniero in Italia, mettendo l’isola al centro di reportage pubblicati in tutto il mondo, uno studio Doxa-Birra Messina rivela che la nostra regione gode tanto del cosiddetto “turismo autoctono”: 6 siciliani su 10 scelgono abitualmente – e a maggior ragione quest’anno – di passare le vacanze estive in Sicilia. Tra i siciliani stanziali o fuori casa, come i lavoratori o gli studenti fuori sede, la maggioranza ha dichiarato che coglierà l’occasione per scoprire luoghi nascosti della propria terra (39 per cento), mentre il 22 per cento degli intervistati ha confessato che resterà vicino casa, convinti che sia “il posto più bello del mondo”.
Raccontando i luoghi del cuore per i siciliani e per i non siciliani (tra arte, natura, feste tradizionali e luoghi nascosti), la ricerca mette a fuoco analogie e differenze tra la vacanza dei turisti e quella dei locali. I primi cercano soprattutto cultura e bellezze naturali; i siciliani, forti di un rapporto più intimo, si riconoscono in una Sicilia più sensoriale e da scoprire, fatta di sapori, profumi ed esperienze autentiche.
Tra gli italiani, chi prepara le valigie per andare in Sicilia lo fa soprattutto per l’offerta culturale (63 per cento), per feste popolari e le tradizioni artigiane (41 per cento), per l’Etna (39 per cento), per l’entroterra meno conosciuto (38 per cento) e per le piccole trattorie dove mangiare i piatti semplici di una volta (33 per cento).
Monumenti, castelli, teatri, templi, palazzi nobiliari: i segni tangibili della storia millenaria dell’isola sono al primo posto tra i luoghi del cuore anche per i siciliani. Al secondo posto l’Etna, ma con valori molto più alti rispetto al campione nazionale e al terzo posto i tre mari della Sicilia e i suoi colori, le aree naturali protette in zone impervie e i piccoli paesini poco abitati dove raramente si vedono i turisti.
La ricerca spiega perché questa regione sembra avere una marcia in più, anche in questo momento, attraverso il concetto di “sicilitudine”, parola che racchiude tutti gli aspetti che i siciliani (e i non-siciliani) amano di quest’isola: sui caratteri identitari dell’Isola e dei suoi abitanti c’è perfetta aderenza tra auto-percezione e percezione degli italiani. Generosità, accoglienza e ricchezza d’animo sono i tratti caratteristici in cui si riconoscono i siciliani e che attribuiscono loro anche il resto degli italiani, con valori sempre superiori al 90 per cento e con punte del 98 per cento.
“Questo dato conferma che la nostra Isola, oltre che splendida è anche sicura. Abbiamo affrontato, tutti insieme, cittadini e istituzioni, con grande rigore e senso di responsabilità la fase della pandemia contenendo un fenomeno senza precedenti – commenta il governatore Nello Musumeci – oggi l’immagine della Sicilia è quella più vera e lusinghiera, ovvero una terra ospitale e piena di fascino. Un fascino antico dato dalla sua storia ultramillenaria, dalle sue incomparabili bellezze naturali ma anche dalla sua gente, ospitale e generosa”.

La Regione si accinge ad una kemesse di tre giorni per celebrare la Sicilia virtuosa sui rifiuti? Ci verrebbe da sbellicarsi dalla risate, se non ci fosse da piangere. E assicuro che c’è veramente da piangere. I dati che Musumeci sventola a destra e a manca sulla differenziata sono un enorme bluff senza gli impianti, che in Sicilia latitano paurosamente, visto che è stato lo stesso assessorato ai rifiuti a metterlo nero su bianco in un documento consegnato in commissione Ambiente a maggio e visto che i Comuni sono costretti a spedire la differenziata fuori dalla Sicilia”.

Lo afferma il deputato all’Ars Giampiero Trizzino, componente della commissione Ambiente dell’Ars.

“Se sul fronte delle differenziata c’è qualcuno a cui vanno fatti i complimenti – dice  Trizzino  – sono i Comuni, non certo la Regione, in pauroso ritardo sul piano rifiuti e sugli impianti di trattamento. Ma gli sforzi di sindaci e cittadini  sono del tutto inutili se poi non si sa dove portare i rifiuti da trattare. I rifiuti organici di  Altofonte e Castelvetrano – solo per fare un esempio – attraverso stazioni di trasferenza, finiscono in Calabria e Friuli, disattendendo anche i più elementari principi di tutela ambientale, tra i quali quelli di prossimità e tempo/ autosufficienza”.

“Non solo, conclude Trizzino –  parecchi Comuni, non avendo dove portare la differenziata sono costretti a mischiare i rifiuti, abbancando tutto in discarica e il calo di percentuale di differenziata  in alcuni di essi lo testimonia ampiamente, visto che sono passati dal 60 al 30 per cento in pochi mesi. Che umido e indifferenziato vanno a finire mischiati in discarica lo conferma anche il recente scandalo che ha coinvolto la Sicula Trasporti”.

“Un città civile non può tollerare che le bare dei defunti rimangano ammassate in un cimitero senza sepoltura. Apprezzo le scuse del sindaco Leoluca Orlando dopo il mio sopralluogo al cimitero dei Rotoli, ma quello che sta succedendo a Palermo è davvero indegno. Non ci sono giustificazioni per motivare uno scempio di tale gravità. C’è da chiedersi se è esista ancora un’Amministrazione comunale a Palermo o sia rimasto solo un fantasma della stessa. Auspico un intervento della Protezione civile affinché si proceda tempestivamente alla tumulazione delle salme. Non c’è più tempo da perdere, ed ogni giorno che passa con quelle bare ancora a terra è un passo a ritroso che pone Palermo tra le città incivili”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“La verità vive!”. Così si legge nella lapide sulla tomba di Rita Atria che a distanza di appena sette giorni dalla strage Borsellino si lanciò nel vuoto, finendo sull’asfalto di via Amelia a Roma, portandosi via i sogni di una vita diversa nella quale aveva creduto grazie a Paolo Borsellino. Mai come oggi queste parole sono profanate dal quadro che emerge dalla relazione della Commissione regionale antimafia sull’attentato di via D’Amelio. Settori dello Stato e delle Istituzioni sono stati conniventi e complici della mafia nell’ordire le stragi del 1992. E per questo la ricerca della verità, ancor più di prima, deve essere un obiettivo ineludibile se si vuole continuare a credere nello Stato e nelle sue Istituzioni. Drammatiche e inquietanti sono le risultanze del lavoro meritorio della Commissione antimafia, da cui si evince con chiarezza come siano stati manipolati, occultati, depistati fatti e situazioni che richiedono verità e giustizia. Lo dobbiamo non soltanto ai figli di Paolo Borsellino, ai familiari delle vittime di quelle stragi, ma anche a tutti i siciliani e a noi stessi che non vogliamo arrenderci ad un sistema di corruzione che permea ed ha permeato anche le Istituzioni. Il diritto alla verità è anche il dovere di individuare e condannare i veri colpevoli, e tra questi sicuramente anche quegli uomini delle Istituzioni che hanno voluto costruire “una verità”, non certo la verità. Neppure la morte deve salvarli dal disonore della colpa, dalla condanna delle loro condotte, dal tradimento del vincolo di servire lo Stato e il popolo italiano cercando giustizia e verità. Depistaggi, trattativa Stato-mafia, l’infedeltà di certi settori della magistratura e delle forze dell’ordine sono temi assolutamente attuali di cui anche la politica deve occuparsi in modo responsabile e tranciante”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, a margine della relazione della Commissione regionale antimafia sulla strage di Via d’Amelio.