Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 113)

Lo scandaloso caso dei precari falsi poveri della Regione Sicilia. Sono stati notificati i primi provvedimenti di licenziamento agli 85 lavoratori precari ex Pip di Palermo che hanno usufruito del sussidio mensile senza averne i requisiti di povertà. I controlli dell’assessorato regionale si concluderanno in settimana. A denunciare la presenza di precari milionari, come si ricorderà, è stato pochi giorni addietro il presidente della Regione, Rosario Crocetta. La dirigente regionale Anna Corsello spiega : “siamo a metà lavoro, ed è probabile che emergeranno altre irregolarità. Molti sussidi sono stati assegnati sulla base di autocertificazione. Sono 3mila i cosiddetti ex Pip”. Nel frattempo si è scatenato uno scontro tra Comune di Palermo e Regione allorché l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, intende assegnare oltre 300 precari al Comune.

A Palermo, la Direzione investigativa antimafia, su proposta del direttore della Dia, Arturo De Felice, ha sequestrato beni per oltre 5 milioni di euro, che sommati ai precedenti sequestri raggiungono la cifra complessiva di 21 milioni di euro, all’ imprenditore palermitano Giuseppe Bordonaro, di 55 anni. Giuseppe Bordonaro ha operato, insieme al padre Salvatore, deceduto, ed ai fratelli Pietro e Benito, nella gestione di cave di pietra con produzione e commercializzazione di calcestruzzo, conglomerati bituminosi, cemento, materiale per costruzioni e marmo, producendo dalla “cava Bordonaro” uno dei marmi più pregiati e rari, conosciuto come la “pietra di Billiemi”. Secondo gli investigatori, l’imprenditore avrebbe consolidato la sua posizione nel settore degli appalti attraverso rapporti con esponenti mafiosi di spicco come Angelo Siino, il cosiddetto “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra. A suo carico gravano anche le dichiarazioni di numerosi pentiti.

Dalle intercettazioni delle conversazioni in carcere di Totò Riina emerge che il telecomando usato per la strage in via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino sarebbe stato piazzato nel citofono dell’abitazione della madre del giudice. Il boss l’avrebbe confidato al detenuto Alberto Lorusso, il presunto affiliato alla mafia pugliese con cui si è per mesi accompagnato durante le ore d’aria nel carcere di Opera a Milano. Le conversazioni tra Riina e Lorusso sono molto confuse e difficili da decrittare, e non si capisce se l’esplosione dell’autobomba che uccise Borsellino e gli agenti della scorta sia stata provocata dallo stesso magistrato, citofonando all’appartamento della madre, o se ad azionare il congegno, piazzato nel citofono, sia stato, come ritengono gli investigatori, il boss Giuseppe Graviano nascosto a poca distanza. Nessun pentito ha mai chiarito, finora, chi abbia azionato il telecomando usato per l’eccidio di via D’Amelio.

Un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Palermo, in via Eugenio l’Emiro alla Zisa. La vittima è Giuseppe Di Giacomo, un pregiudicato di 47 anni con precedenti di droga.  L’uomo era insieme al figlio dentro una Smart. Lì il killer l’ha sorpreso sparando un primo colpo. L’uomo ha cercato di scappare ma non ce l’ha fatta. Il corpo è stato ritrovato sul marciapiede. Di Giacomo stava tornando a casa, in via Corradino di Svevia, quando è stato assassinato. Di Giacomo aveva dei precedenti penali anche per fatti di mafia. Era stato arrestato nel 2008 in un maxi blitz che aveva decapitato le cosche emergenti di San Giuseppe Jato e San Cipirello

Il pubblico ministero Nino Di Matteo, pubblica accusa al processo sulla presunta trattativa Stato –mafia in corso innanzi alla Corte d’Assise di Palermo, e bersaglio di gravi minacce da parte del boss Totò Riina, ha chiesto il trasferimento alla Direzione nazionale antimafia. La sua è una delle 68 domande presentate dai magistrati di tutta Italia per 3 posti da sostituto procuratore della Dna. Anche un altro pubblico ministero dello stesso processo, Francesco Del Bene, ha chiesto il trasferimento dalla Procura di Palermo. Il pool che ha istruito il dibattimento sul processo cosiddetto “Trattativa” ha già due magistrati in meno : Antonio Ingroia, che dopo essersi candidato alle Politiche ha rinunciato alla toga, e Lia Sava, trasferita alla Procura di Caltanissetta. Della squadra sono componenti anche l’aggiunto Vittorio Teresi e il sostituto Roberto Tartaglia. A Palermo, la domanda per la Direzione nazionale antimafia è stata presentata, tra gli altri, anche dal gup Lorenzo Matassa e dai pm palermitani Laura Vaccaro, Paolo Guido e Gaetano Paci.



Si è tenuto ieri, lunedì 3 marzo, a Palermo, presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il Tavolo Tecnico sulla Cattedrale di Agrigento con il Comune, la Protezione Civile Regionale, l’Arcidiocesi di Agrigento, il Dipartimento dei Beni Culturali e la Soprintendenza di Agrigento.
Al Tavolo era presente, in rappresentanza del Sindaco avv. Marco Zambuto, l’Assessore ai Beni Culturali e Centro Storico Maurizio Masone.
l’Assessore comunale Masone ha ribadito l’urgenza dell’intervento e conseguentemente la necessità di avere notizie certe sulle fonti di finanziamento e le risorse immediatamente disponibili per la definizione del progetto esecutivo e dell’intervento necessario e urgente per la salvaguardia del costone e del monumento, dichiarati,dai tecnici, oltremodo in pericolo.
Pur in presenza degli studi geo-diagnostici completati e consegnati non è parso chiaro, al momento, l’esatta entità delle risorse a disposizione e i tempi di realizzazione del progetto e delle opere come anche il soggetto o i soggetti responsabili delle prossime fasi di intervento.
Dopo ampia discussione si è ritenuto di aggiornare il Tavolo nei prossimi giorni alla presenza dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.

Il Nuovo Consiglio Diocesano dell'Azione Cattolica
Giuseppe La Tona di Bompietro, Caterina Casamento di Campofelice e
Giuseppe Bianca di Cefalù (San Francesco) sono i tre consiglieri di
Azione Cattolica, tra i quali il Vescovo di Cefalù mons. Vincenzo
Manzella sceglierà il nuovo Presidente diocesano dell'Azione Cattolica
fino al 2017.
E' la conclusione di una lunga, intensa e serena giornata, nella quale,
ieri, i delegati delle 25 Parrocchie in cui è presente l'Azione
Cattolica (oltre 1500 tesserati), si sono riuniti per eleggere il nuovo
Consiglio.
I laici dell'Azione Cattolica - ha osservato nell'omelia il Vescovo
mons. Vincenzo Manzella - si contraddistinguono perchè impegnati nella
Chiesa e nella Società. Si proviene da una formazione solida e
permanente e le categorie devono essere il servizio e la testimonianza.
Accanto al Vescovo due Assistenti Spirituali dell'Associazione mons.
Francesco Casamento e don Giuseppe Murè che, dopo tanti anni, hanno
ritenuto opportuno rassegnare le dimissioni dall'incarico.
Se rinascessi di nuovo - ha detto con le parole di Carlo Carretto la
presidente uscente Sonia Zito - rifarei l'Azione Cattolica. A
conclusione del secondo triennio di Presidenza e con 23 anni di presenza
nel Consiglio Diocesano, ha detto di avere lavorato secondo le tre linee
di indirizzo che erano state indicate nel programma 2011 - 2014: Educare
all'amore; Educare all'appartenenza; Educare alla corresponsabilità.
Fiore all'occhiello dell'Assemblea la partecipazione di Claudia
D'Antoni, ACR nazionale e del Presidente nazionale Franco Miano: l'A.C.
è una grande e bella esperienza di Chiesa e di vita. Abbiamo ricevuto in
dono tanti doni, il primo il Battesimo, li vogliamo condividere come:
"Persone nuove in Cristo Gesù, corresponsabili della gioia di vivere".
Nel pomeriggio l'approvazione del documento assembleare, le operazioni
di voto e lo scrutinio, Presidente di seggio Rosalia Minà.
91 i delegati votanti: 27 di ACR; 24 giovani e giovanissimi; 40 adulti.
Ognuno di loro ha espresso 9 preferenze, 3 per ciascun settore.
I 18 eletti in Consiglio sono 4 di Cefalù, 3 di Gangi, 3 di Campofelice,
2 di Montemaggiore, 2 di Pollina-Finale, 1 di Petralia Sottana, 1 di
Castelbuono, 1 di Fasanò ed 1 di Bompietro.
I nomi. I voti. Settore ACR: Giuseppe La Tona, 62; Giuseppe Salvaggio,
58; Sofia D'Arrigo, 33; Elisa Ciano, 30; Alessandra Forestiere, 14;
Alessio Farinella, 13. Settore Giovani: Gioacchino Conoscenti, 57; Maria
Chiara Arcara, 45; Anna Maria Abbate, 35; Calogero Bertolino, 28;
Alessandra Mitra, 27; Maria Grazia Manzella, 24. Settore Adulti: Sonia
Zito, 59; Francesco Bongiorno, 47; Caterina casamento, 40; Giuseppe
Bianca, 32; Gregorio Battaglia, 25; Vincenzo Macaluso, 20.
Hanno risposto alle domande di Carlo Antonio Biondo: Sonia Zito, Franco
Miano, Francesco Casamento, Giuseppe La Tona, Rosalia Minà, Caterina
Casamento e Giuseppe Bianca; tutto è disponibile su Federico Cammarata
TV che ha seguito in streaming insieme a Radio Cammarata in Blu, con le
riprese di Adriano e Federico, i lavori dell'Assemblea sia al mattino
che al pomeriggio. Su murialdosicilia.org la documentazione fotografica
completa (150 immagini).
I 25 Presidenti Parrocchiali hanno ricevuto il mandato dalle mani del
Vescovo e per la prima volta hanno partecipato all'Assemblea elettiva
alcuni ragazzi dell'ACR e dei Giovanissimi.
POST TAGS:

Pino Arlacchi, sociologo e politico, una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza, ed attualmente euro – deputato del Partito Democratico, nel corso di una intervista al settimanale Panorama, domani in edicola, boccia l’ inchiesta e il processo sulla presunta trattativa Stato – mafia in corso a Palermo. In sintesi, Pino Arlacchi afferma : “il processo Stato – mafia si concluderà con il totale flop dell’inchiesta di Antonio Ingroia e soci. È una bufala su cui si sono costruite carriere immeritate: non c’è una sola prova seria a sostegno di questa allucinazione. Il processo è basato su elementi inconsistenti: ci sono solo le vanterie di un killer, Gaspare Spatuzza, che in quanto tale non poteva sedere al tavolo dei negoziati, e che parla per sentito dire. Più le bufale di un calunniatore patentato come Massimo Ciancimino. Mi vanto di essere stato il primo a denunciare le panzane di questo personaggio, esaltato oltre il lecito e trasformato in un’icona dell’antimafia dai megafoni della Procura di Palermo. Rottamiamo una certa idea della mafia : Totò Riina è un capomafia di 84 anni, in galera da 21 anni: è solo e abbandonato, secondo tradizione mafiosa. È stato intercettato nel giugno 2013 mentre si sfoga contro tutto e tutti: da Silvio Berlusconi ai pubblici ministeri, fino a quelli che dovrebbero essere i suoi più stretti sodali. La credibilità delle sue farneticazioni è zero”.