Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 112)

“Anche la nave di una Ong spagnola, la “Aita Mari”, ha provveduto, come già accaduto con la “Alan Kurdi”, a trasferire gli immigrati che aveva caricato a bordo, sul traghetto “Rubattino” per la quarantena. È chiaro che, terminato questo periodo di quarantena, saranno tutti accolti in Italia e principalmente qui in Sicilia. Non possiamo continuare ad essere le vittime dell’indifferenza dell’UE, a causa di una dissennata politica dei “porti aperti” voluta dal governo Conte e dal suo ministro dell’Interno Lamorgese”.

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, senatore e già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, insieme al commissario provinciale della Lega di Palermo Antonio Triolo.

“La Lega – proseguono Candiani e Triolo – chiede di fermare immediatamente gli sbarchi, frutto di una scelta irresponsabile del governo, ancor di più in un periodo delicato dovuto al covid19. Non capire questo, mettendo a repentaglio la salute pubblica, è indice di menefreghismo per le sorti dei cittadini siciliani.

“I segnali – spiega il segretario regionale Candiani – vanno nella evidente direzione della ripresa in maniera massiccia del business dell’immigrazione da parte del governo Conte. Il ministero dell’Interno, con Matteo Salvini, aveva fermato questo mercato vergogno, che oggi è ricominciato in piena emergenza sanitaria, con rischi evidenti di contagio per la popolazione e con costi che saranno purtroppo pagati dai Siciliani e da tutti gli Italiani”.

“La Sicilia, e Palermo in particolare – prosegue Antonio Triolo – è l’approdo facile, il muro basso che cede anche grazie alla complicità di molti amministratori di sinistra, come il Sindaco Leoluca Orlando, impegnati più a tutelare chi arriva a bordo di navi Ong che i cittadini, italiani e non, che vivono nell’Isola, e quei tanti siciliani spesso costretti a partire, senza Ong e compagnia a sostenerli. “Altro che “andrà tutto bene” – conclude Triolo – dico da molto tempo che #finiràmale. La domanda che dovremmo porci tutti però è: quanto male può finire se, di fronte ad una crisi epocale che sta investendo il nostro Paese, si continuano ad accogliere immigrati clandestini e ad offrire loro vitto e alloggio? Molto più di quanto poteva finir male sino a ieri, viste le tensioni sociali evidenti di questi giorni e quelle che ci aspettano anche per l’incapacità di affrontare la crisi da parte del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri. Anche per questo, nell’interesse di tutti (anche degli immigrati), le ONG vanno fermate subito”.

“Congratulazioni al paziente bergamasco guarito dal Covid-19 in Sicilia e a tutto il personale medico e sanitario dell’ospedale Civico di Palermo che si è preso cura di lui. E’ significativa la collaborazione tra ospedali del Nord e del Sud del Paese per affrontare l’emergenza sanitaria insieme con spirito di solidarietà”.

Lo afferma in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, che augura “di poter tornare presto alla sua vita e ai sui affetti” ad Ettore Consonni, pensionato sessantunenne  colpito dal Coronavirus e trasferito in coma, con un volo militare, all’ospedale Civico di Palermo per mancanza di posti in Lombardia. L’uomo, dopo 23 giorni di Terapia intensiva è stato trasferito nel reparto di Malattie infettive e il suo tampone è risultato due volte negativo, quindi è ufficialmente guarito.

“E’ certamente motivo di grande soddisfazione per il sistema sanitario siciliano – sottolinea La Rocca Ruvolo – poter contribuire a curare anche i pazienti provenienti dalle regioni più colpite dal virus che vivono questi giorni con enormi difficoltà”.

Lieve e graduale alleggerimento delle misure restrittive per contenere il coronavirus da parte del governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Consentiamo l’attività motoria nelle vicinanze della propria abitazione – ha annunciato in un video -, i disabili con accompagnatore potranno fare una passeggiata nelle vicinanze della casa, le consegne a domicilio dei generi alimentari potranno avvenire anche nei giorni festivi e nelle domeniche.

“Consentita anche la cura dell’orto, del podere e la manutenzione per creare i viali tagliafuoco nelle campagne in vista della stagione estiva”, ha aggiunto. “Gli stabilimenti balneari – continua – potranno organizzarsi con la manutenzione, l’allestimento delle cabine, la pulizia della sabbia, mentre rimane invariata l’ordinanza che blinda l’accesso alla Sicilia. Consentiamo solo una corsa in più, da 4 a 5 sullo Stretto di Messina per evitare i disagi alle forze dell’ordine e ai sanitari che devono muoversi”.

“È un atto di fiducia nei confronti dei siciliani – ha poi concluso -, un popolo che ha sorpreso per la civiltà dimostrata in questi giorni, a parte sparuti gruppi”.

“In vista dell’incontro di oggi pomeriggio alle 18.30 fra il Governo nazionale e il sistema delle Autonomie locali del nostro Paese, l’ANCI Sicilia ha ulteriormente sottoposto le richieste provenienti dal territorio siciliano per fronteggiare l’attuale emergenza e per creare le condizioni per la ripresa delle attività dopo l’uscita dal tunnel del contagio”.

Lo ha detto il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Abbiamo richiesto una consistente provvista finanziaria e di liquidità attraverso l’erogazione di risorse che, per un ammontare allo stato di 3,5 miliardi di euro, il Governo nazionale sembrerebbe voler già mettere a disposizione. L’erogazione di liquidità straordinaria non risolve però da sola i problemi degli enti locali”.

“Si torna ad insistere, – continua Orlando – in stretto raccordo con il complessivo sistema delle autonomie locali del nostra Regione e del Paese, sul particolare valore che hanno alcune proposte formulate dalla nostra Associazione. In primo luogo si rileva la necessità di poter consentire ai comuni di utilizzare parte del Fondo crediti di dubbia esigibilità e di poter disporre anche degli avanzi di amministrazione e ciò in considerazione della sospensione del Patto di stabilità europeo che aveva in passato giustificato la normativa che in atto ancora impedisce ai comuni di spendere risorse che possono essere immediatamente disponibili essendo già nelle casse degli enti locali”.

“L’ANCI Sicilia – precisa il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – sostiene pienamente l’azione dell’Anci nazionale ma al contempo evidenzia la particolare pesantezza della condizione siciliana, della penalizzazione del turismo che costituisce proporzionalmente al PIL dei singoli comuni un valore maggiore rispetto a quello di altre aree del Paese fortemente industrializzate. In profonda crisi sono anche il settore della cultura, strettamente connesso al turismo, e il settore dello sport. Tutti e tre questi settori di attività hanno maggiori sofferenze nella fase attuale, atteso il numero elevatissimo di operatori non strutturati e non assistiti da ammortizzatori sociali, e potranno riprendersi in tempi molto più lunghi di quelli propri dell’apparato industriale. Si evidenzia, quindi, la necessità di interventi mirati volti a compensare le minori risorse legate alla Tari, alla Tosap, alla fiscalità comunale in generale, e al trasporto pubblico locale fortemente penalizzato dai vincoli imposti alla mobilità dei cittadini. Preciso, infine, che le proposte fin qui formulate sono state oggetto di un continua consultazione con gli amministratori locali siciliani anche con riferimento al confronto in atto con il Governo regionale e adesso anche con l’Assemblea regionale in vista dell’imminente esame della Legge finanziaria regionale di emergenza e tutto ciò in riferimento a competenze, risorse e poteri delle istituzioni regionali siciliane”.

“L’ANCI Sicilia in vista della fase II – conclude Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione – sta portando avanti un’articolata azione di confronto tra amministratori, dirigenti e rappresentanti del mondo sociale, economico e produttivo all’interno di gruppi di lavoro che in videoconferenza stanno elaborando analisi e proposte su “Attività produttive”, “Welfare” e Finanza Locale. In tal senso evidenzio che i gruppi sono aperti ai contributi provenienti anche da professionalità esterne alla pubblica amministrazione ed è possibile partecipare attraverso l’apposita sezione del sito www.anci.sicilia.it”.

“Saranno sottoposti a test rapidi sierologici, diagnostici e molecolari, con card, gli appartenenti ai Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza e Polizia Locale destinati a fronteggiare sul territorio  l’emergenza coronavirus. Gli uffici medici dei predetti corpi di polizia potranno ritirare presso le Asp territoriali , i kit medici, eseguire i test e inviare i dati al Dipartimento di Prevenzione territoriali di riferimento”. Così dichiara il deputato regionale di Forza Italia e componente della Commissione Parlamentare Attivita’ Produttive, on. Mario Caputo, il quale ha inoltre affinché le Asp siciliane sottopongano con procedura di urgenza ai test sierologici i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, Penitenziaria e tutti gli appartenenti alle Forze Armate e di Polizia impegnate a fronteggiare il Covid 19 e al controllo del territorio.

Il Parlamentare aveva raccolto numerose segnalazioni da parte di esponenti delle Forze di Polizia , Vigili del Fuoco  e delle loro organizzazioni sindacali, preoccupati per i ritardi nella effettuazione di test sierologici di controllo. Oltre ad indirizzare alle Asp siciliane e all’Assessore regionale alla Sanita’ Ruggero Razza le doverose indicazioni, Caputo di intesa con il Gruppo Parlamentare di Forza Italia e con il  Presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ aveva presentato un ordine del giorno – poi approvato dall’ARS – per impegnare il Governo a dare le necessarie direttive per estendere alle forze di polizia siciliane i test per salvaguardare la loro incolumitá. Dal prossimo lunedi cominceranno ad essere effettuati i primi test che potranno essere svolti direttamente dagli uffici medici di ogni corpo di polizia e Vigili del Fuoco. In tal senso e’ stata diramata una circolare da parte dell’Assessorato regionale alla Salute diretta a tutti i presidi medici siciliani per sottoporre a test sierologici, molecolari e diagnostici le forze di polizia a vigili del fuoco.

“Sono grato all’Assessore alla salute Ruggero Razza e agli uffici dell’assessorato – ha concluso Caputo – per avere agito con tempestività al fine di assicurare i controlli in favore delle Forze dell’Ordine e di Polizia e dei Vigili del Fuoco che costantemente sono impegnate per il controllo del territorio e per il sostegno alle famiglie piu’ in difficoltà.

Ringrazio altresì il Presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ per avere dato sostegno e corsia preferenziale al mio ordine del giorno e del capogruppo Calderone, che é stato condiviso dal Parlamento e dal Governo. In tal senso daremo il giusto sostegno a coloro che sono impegnati in prima linea nel territorio siciliano”.

Interrogazione di Ciancio: “Divieto immotivato, operatori penalizzati. Nel resto d’Italia è permesso”. Palmeri: “Danneggiata vita sociale ed economica senza ridurre il rischio”.

“Consentire agli esercizi commerciali che producono e vendono prodotti alimentari di effettuare il servizio di consegna a domicilio la domenica e i festivi”: lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Gianina Ciancio, che ha presentato un’interrogazione urgente all’Ars. Nei giorni scorsi anche i colleghi deputati Di Caro, Marano e Palmeri erano intervenuti sul tema con analoghe richieste.

Ciancio evidenzia come “moltissimi titolari di attività sono allarmati dal perdurare del divieto di consegna a domicilio. La consegna invece produce vantaggi sia economici che sanitari, perché evita gli assembramenti o gli assalti ai supermercati. Per questo non si capisce la logica delle ultime ordinanze del presidente della Regione, che hanno l’effetto combinato di penalizzare immotivatamente e inutilmente bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie e paninerie, mentre nel resto del territorio nazionale  continua ad essere permessa la consegna a domicilio in tutti i giorni della settimana”.

“La consegna a domicilio – prosegue la deputata –  in questo momento storico produce solo dei vantaggi, sia per gli esercenti che per i cittadini. Al contrario, vietarlo nei giorni di maggior gettito è inutile e controproducente, oltre ad avvantaggiare solo la grande distribuzione. Permettere una deroga all’ordinanza e dare la facoltà a queste attività di svolgere il proprio lavoro la domenica e i festivi è un atto di buon senso. Per questo esortiamo il presidente della Regione e l’assessore Turano a non rimanere sordi davanti alle legittime richieste di migliaia di lavoratori che chiedono solo strumenti per sopravvivere in questa difficilissima fase”.

“È urgente e necessario – aggiunge la deputata regionale Valentina Palmeri – rivedere questa decisione  e regolamentare le consegne a domicilio per garantire la sicurezza pubblica, come ho già chiesto attraverso una mozione. Le misure prese dal Governo nazionale e riprese dalla Regione stanno funzionando, ma confermare una misura che danneggia la vita sociale ed economica, come il blocco delle consegne a domicilio la domenica, senza che l’applicazione comporti una riduzione in qualche modo significativa del rischio, è pericoloso per la tenuta del rispetto stesso delle norme di prevenzione, che i siciliani mirabilmente hanno  rispettato”.

Grazie a delle telecamere poste all’interno di una casa di riposo la Guardia di Finanza di Palermo ha potuto scoprire una serie di orrori e vessazioni perpetrati nei confronti di diversi anziani presenti all’interno della struttura.

Gli investigatori hanno documentato decine di episodi con violenze fisiche e psicologiche nei confronti degli ospiti della casa di riposo: spintoni, calci e schiaffi accompagnati da insulti e ingiurie. Maltrattamenti che avrebbero indotto alcuni anziani perfino ad atti di autolesionismo.

Gli anziani ospiti saranno adesso sottoposti anche a controlli medici visto che all’interno della struttura non sono mai state adottate le procedure per il contenimento del coronavirus.

“Se tu ti muovi di qua ti rompo una gamba, così la smetti; devi stare zitta, muta; devi morire, buttare veleno…”, è una delle frasi documentate nel corso dei due mesi di indagini dalle telecamere piazzate di nascosto dai militari della guardia di finanza nell’ospizio lager. Maltrattamenti e violenze inaudite nei confronti di anziani inermi picchiati con calci, schiaffi, colpi di scopa, perfino legati alle sedie per impedire loro di muoversi.

Oltre alle violenze fisiche i degenti venivano anche insultati e sottoposti a continue mortificazioni psicologiche: “Sei una schifosa, devi dire che fai schifo” viene detto a una anziana che si lamenta. Insulti accompagnati dalle immancabili percosse fino a costringere la poveretta a ripetere “basta, faccio schifo..” e a schiaffeggiarsi da sola pur di fare cessare quella persecuzione insopportabile.

Emblematiche anche le parole dell’amministratrice della casa di riposo in occasione del soccorso prestato inizialmente ad una degente, poi deceduta: “Ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva perché già boccheggiava…lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente, l’avrei messa a letto e avrei aspettato. Perché era morta”. Non è un caso dunque che il Gip, nell’ordinanza segnali “l’urgenza di interrompere un orrore quotidiano” evidenziando come “l’indole criminale e spietata degli indagati impone l’adozione della custodia cautelare in carcere ritenuta l’unica proporzionata alla gravità e alla immoralità della condotta e l’unica a contenere la disumanità degli impulsi”.

Le sei donne arrestate sono: Maria Cristina Catalano, 57 anni, amministratrice di fatto dalla casa di riposo, Vincenza Bruno, 35 anni che coadiuvava l’amministratrice, e le dipendenti Anna Monti di 53 anni, Valeria La Barbera di 28, Rosaria Florio di 42 e Antonina Di Liberto di 55. Quest’ultima è stata anche denunciata per truffa insieme al compagno, che percepisce il reddito di cittadinanza con false dichiarazioni.

“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte invitato cittadini e istituzioni ad accettare il contagio della solidarietà per sconfiggere il coronavirus. Anche in questa triste occasione – affermano i deputati regionali – il M5S all’ARS è stato il paziente zero donando 300 mila euro, dal taglio dei nostri stipendi, alla Protezione Civile regionale e alle ASP siciliane per acquistare dispositivi elettromedicali e di protezione individuale (mascherine, guanti etc.). L’istituzione che subito dopo ha risposto al “_contagio solidale_” è stata l’Assemblea Regionale Siciliana con una donazione di 700 mila euro”.
“Queste iniziative – proseguono i parlamentari – non riguardano gesti personali e riservati ma sono azioni istituzionali concrete che vanno comunicate perché il virus della solidarietà si propaghi sempre di più”.
“Ed eccoci pronti alla fase 2 dell’emergenza covid-19. Quella che riguarderà la ricostruzione e il soccorso a chi è stato duramente colpito dal virus dal punto di vista economico.
Abbiamo deciso – concludono – di donare 10 mila euro ai comuni, della Provincia di Agrigento, che a seguito dell’ordinanza di Protezione Civile Nazionale n.ro 658 relativa alle risorse per interventi di solidarietà alimentare, hanno osservato le indicazioni ANCI ovvero di attivare un codice iban per raccolte fondi dedicate all’emergenza covid19″.
*Il primo stanziamento è stato così ripartito:*
€ 1.000,00 al Comune di Campobello di Licata
IBAN IT19J0760116600000012127924 causale “CONTRIBUTI PER EMERGENZA COVID 19”
€ 1.000,00 al Comune di Raffadali
IBAN IT17H0760116600000011978921 causale “DONAZIONE FAMIGLIE BISOGNOSE EMERGENZA COVID 19”
€ 1.000,00 al Comune di Realmonte
IBAN IT59L0306904630100000046044 causale “EMERGENZA COVID 19”
€ 1.500,00 al Comune di Canicattì IBAN IT05V0200882882000105891092
SOSTEGNO ECONOMICO POPOLAZIONE FRAGILE
€ 1.500,00 al Comune di Palma di Montechiaro
IBAN IT40R0760116600001049386079 causale “EMERGENZA CORONA VIRUS – UN DONO PER PALMA”
€ 2.000,00 al Comune di Porto Empedocle
IBAN IT43M0200883041000300006164 causale “FONDO SOLIDALE COVID 19 – EMERGENZA COVID 19”
€ 2.000,00 al Comune di Sciacca
IBAN IT60M0200883175000105889839 causale “COVID-19 DONAZIONE PRO BIMBI”

Uno screening epidemiologico attraverso i test sierologici per contrastare il contagio da Coronavirus. E’ quanto verrà messo in campo in Sicilia attraverso un’azione mirata sulla base del parere reso, nei giorni scorsi, dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 nell’Isola. L’obiettivo del governo Musumeci è quello di monitorare l’andamento del contagio come avvenuto per altre epidemie.
«Pur ribadendo l’importanza del tampone rinofaringeo che resta, comunque, il principale strumento di rilevamento della malattia – sottolinea l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – attraverso i test sierologici puntiamo ad un’azione su un campione significativo della popolazione che ci consentirà di osservare il fenomeno da una prospettiva più ampia».
I test sierologici, ritenuti complementari al tampone, così come indicato dal Comitato tecnico scientifico siciliano, verranno condotti su precise categorie: sul personale sanitario si effettueranno i test sierologici quantitativi, mentre per le persone che popolano le Rsa, le Cta, le Case di riposo, ad esempio, si procederà con i test sierologici qualitativi cioè con le card.
Nello screening epidemiologico, che la Regione condurrà attraverso la supervisione del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute, sono previsti, infatti, test per le Forze dell’ordine, per gli uffici pubblici, la popolazione carceraria e comunque su una porzione significativa della cittadinanza siciliana.
«L’avvio di operazioni di screening a partire dalle Rsa, dalle Cta, dalle Case di riposo e più in generale dalle comunità che ospitano pazienti fragili – commenta l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone – assieme a un elevato controllo sanitario va allargato anche al personale delle strutture, ma non può limitarsi ad esso. Infatti bisogna puntare anche ad altre categorie».

La Direzione di Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, a eseguito delle numerose inesattezze circolate da fonti non ufficiali, rende noto lo stato attuale complessivo di pazienti e operatori:

 

  • 14 pazienti positivi sono stati trasferiti ieri verso centri Covid
  • 3 operatori sanitari, che sono risultati positivi, di cui 2 in isolamento domiciliare (già dal 7 aprile), sono stati trasferiti all’Hotel San Paolo
  • Attualmente non sono più presenti in struttura pazienti o operatore positivi ai tamponi effettuati e di cui sono pervenuti i risultati.
  • 14 pazienti negativi sono stati dimessi con indicazione all’isolamento domiciliare

 

  • All’interno della struttura ad oggi permangono 25 pazienti:
    • 18 pazienti ricoverati, il cui risultato del tampone è negativo, degenti in aree già sottoposte a controllo e sanificazione.
    • 7 pazienti ricoverati in attesa dei risultati dei tamponi effettuati già posti a suo tempo in area isolata. Questi ultimi, qualora risultassero negativi, saranno anch’essi dimessi.

Gli operatori sanitari con tampone negativo tornano a casa per poi riprendere la normale turnistica lavorativa.

In queste ore si si è iniziata la profonda igienizzazione e sanificazione di tutte le aree dell’Ospedale, a seguito della quale – effettuata ogni altra necessaria verifica sanitaria – riprenderà la normale attività anche di supporto ad ASP.

La Direzione Sanitaria di Maria Eleonora Hospital, consapevole dello stato di comprensibile apprensione in cui vivono in queste ore i familiari dei pazienti ricoverati, prosegue l’attività di contatto verso i familiari più stretti, per dare informazioni sullo stato di salute e psico-fisico dei degenti attualmente in struttura.