Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 111)

Beni per complessivi 4 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di finanza. Nel mirino delle fiamme gialle un quarantanovenne originario di Palermo, arrestato per usura. Era proprietario di appartamenti, fabbricati, magazzini, fondi rustici, terreni e box a Palermo e provincia, 2 motocicli, 1 autovettura e disponibilità finanziarie (conti correnti, libretti di risparmio, deposito titoli, polizze assicurative), per un valore complessivo di oltre 2,7 milioni di euro, è stato confiscato dalla guardia di finanza di Palermo in esecuzione di due distinti provvedimenti emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Altro provvedimento di confisca è stato emesso nei confronti di un cinquantanovenne originario di Villabate (Pa), destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 2008 dal gip del tribunale di Palermo anche lui per usura continuata. Sigilli a 4 appartamenti e 2 terreni in provincia di Palermo, rapporti di conto corrente, dossier titoli e libretti al portatore, per un valore complessivo stimabile in circa 1,3 milioni di euro.
fonte teleacras

Una lettera dal contenuto intimidatorio, indirizzata all’abitazione a Palermo del presidente del Senato, Pietro Grasso, in Viale Strasburgo, è stata sequestrata dalla Polizia nel centro meccanografico delle Poste di Palermo. La busta, firmata “I cittadini onesti di Palermo”, contiene un lungo manoscritto di 4 pagine con insulti e minacce in cui l’ex procuratore nazionale antimafia è, in sintesi, accusato di avere “tradito” la lotta a Cosa Nostra. La polizia scientifica ha sequestrato anche il contenuto di un flaconcino di vetro, simile a quelli utilizzati per contenere i campioni dei profumi, contenente un liquido giallo e la scritta “orange”.
fonte teleacras

Nel palermitano, Rosario De Simone, 27 anni, residente a Montelepre, è stato ricoverato all’ospedale Civico di Partinico. La sua automobile Minicooper è stata colpita da un masso che si è staccato dal costone roccioso di monte Saraceno. L’incidente si è scatenato alle ore 5.30 del mattino di oggi lungo la strada provinciale 40.
fonte teleacras

I controlli a tappeto in corso alla Regione sui requisiti dei precari ammessi da tempo al beneficio del sussidio mensile che adesso è di 832 euro : la Regione è pronta a licenziare oltre mille ex Pip, quindi un terzo dei precari che attualmente sono parte di uno dei bacini più discussi. Si tratta di precari che hanno la fedina penale macchiata da reati gravi. La decisione è stata assunta durante un vertice a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, tra il presidente Rosario Crocetta e i dirigenti dell’assessorato al Lavoro. I provvedimenti saranno al più presto firmati. Ad accelerare le procedure sono stati alcuni episodi di cronaca come una recente retata a Palermo contro un gruppo di presunti rapinatori. Secondo le prime verifiche, in cui sono impegnati i tecnici della Regione in raccordo con la Digos, almeno 3 degli arrestati sono Pip. La scure dovrebbe risparmiare, almeno secondo le intenzioni trapelate, coloro che hanno precedenti di minore gravità, ad esempio la detenzione a fini di spaccio di modiche quantità di sostanze stupefacenti.

A Palermo, in Corte d’Assise, al processo cosiddetto “Trattativa”, ha deposto il pentito Stefano Lo Verso (nella foto), il quale, tra l’altro, ha dichiarato : “nel 2004 ospitai Bernardo Provenzano, che era latitante, a casa di mia suocera. Solo dopo qualche giorno seppi l’identità dell’uomo che nascondevo e mi spaventai. Lui mi tranquillizzò dicendomi: stai sereno, non mi cerca nessuno perché sono protetto dai politici e da alti funzionari dell’Arma. Io allora volli capire se si trattava di carabinieri e lui assentì . E aggiunse : meglio avere uno sbirro amico che un amico sbirro. Provenzano mi disse che le stragi erano state la nostra rovina e che la verità su quella stagione la sapevano solo lui, Riina e Andreotti perché gli altri due depositari della conoscenza sugli eccidi erano Salvo Lima e Vito Ciancimino, entrambi morti. Provenzano mi ha detto che Riina con le stragi doveva fare un favore ad  Andreotti che l’aveva garantito”.
fonte teleacras

La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha emesso un provvedimento di fermo per tentato omicidio, aggravato dalla circostanza che sarebbe stato consumato a danno di un discendente, a carico della donna di 38 anni di Bagheria che ieri, dopo il parto, ha tentato di disfarsi del proprio figlio lanciandolo sul balcone in un appartamento vicino e disabitato. Nel frattempo, il piccolo, ricoverato all’ospedale Buccheri La Ferla a Palermo, migliora. Ha iniziato a respirare autonomamente e si è anche alimentato con un po’ di latte. I medici sono fiduciosi di salvarlo.
fonte teleacras

Nebbia in Val Padana ? No, nebbia a Palermo, e tanta nebbia tanto che al mattino di oggi il volo delle ore 6.20 proveniente da Roma Fiumicino è stato cancellato a causa della nebbia che da ieri avvolge la costa palermitana e che ha già provocato il dirottamento su altri scali di 5 voli in arrivo all’ aeroporto Falcone – Borsellino. Nel corso della giornata le condizioni meteo sono migliorate. E durante la notte, ancora a causa della nebbia, due pescatori hanno lanciato un sos e sono stati soccorsi dai mezzi della Capitaneria, che hanno impiegato 3 ore per rintracciare l’imbarcazione. La scarsissima visibilità ha provocato disagi anche nel traffico in entrata e uscita delle navi dal porto di Palermo. Il fenomeno, secondo gli esperti, è determinato dalle forti escursioni termiche.
fonte teleacras

A Bagheria, in via Giovan Battista Marini, una donna di 30 anni ha scoperto sul balcone di casa un neonato appena nato, piangente e infreddolito. E’ intervenuta la Polizia. A partorire il piccolo e a lasciarlo sul  balcone della vicina di casa, al primo piano,  è stata una donna di 38 anni che avrebbe nascosto la gravidanza ai familiari. La madre adesso è ricoverata nel reparto di Ginecologia del Buccheri La Ferla, lo stesso dove è stato soccorso il figlio.
fonte teleacras

A Palermo i Carabinieri del Nucleo investigativo e la Direzione distrettuale antimafia hanno arrestato 7 presunti componenti di un clan responsabili di estorsioni a danno di imprenditori. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “estorsione, rapina e lesioni personali, con l’aggravante di avere commesso il fatto con metodo mafioso”. Due degli arrestati sono titolari di un noto ristorante a Palermo, il “Bucatino”, che è anche il titolo dell’ operazione. I due, Maurizio De Santis, di 48 anni, e il figlio Giovanni, 25 anni, avrebbero vantato di essere affiliati alla famiglia mafiosa di “Palermo centro”, offrendo la loro mediazione ai titolari di una rivendita di elettrodomestici che hanno subito il furto di un rimorchio con merce per un valore di 168 mila euro. I due ristoratori si sarebbero offerti per recuperare la refurtiva in cambio del pagamento di 15 mila euro a Natale e di un “pizzo” mensile di 1500 euro al mese. Gli altri arrestati sono Rita Salerno, di 43 anni, moglie di Maurizio De Santis, Francesco Centineo, 30 anni di Palermo, Piero Umberto Centineo, 58 anni di Altavilla Milicia, Giuseppe Pietro Flamia, 56 anni di Bagheria, e Francesco Li Candri, 37 anni di Palermo.
fonte teleacras

A Caltanissetta, in occasione del processo in revisione per la strage di Via D’Amelio, ha deposto l’ ex direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia, Liliana Ferraro. Ferraro, tra l’ altro, ha affermato : “il giorno che uccisero Salvo Lima, 12 marzo 92, Falcone mi chiamò. Era scosso, mi disse che da allora ci dovevamo aspettare di tutto, che nulla sarebbe stato più come prima. E profetizzò che prima sarebbero stati uccisi altri politici, poi sarebbe toccato a lui. Ho incontrato Paolo Borsellino all’aeroporto di Roma il 28 giugno 92, e gli dissi che il capitano De Donno mi aveva comunicato di avere intenzione di contattare Vito Ciancimino tramite il figlio Massimo per vedere se era possibile avviare con lui un percorso di collaborazione. E ho informato anche il ministro della Giustizia, Martelli, che si irritò perché sosteneva che non avessero alcuna competenza per fare una cosa simile ritenendo che la cosa casomai spettasse alla Dia. La notte dopo la strage in cui morì Paolo Borsellino, 19 luglio 92, Martelli mi chiese di preparare i decreti di trasferimento dei capimafia dall’Ucciardone a Pianosa e all’Asinara. Io ne parlai con l’allora capo del Dap Nicolò Amato che mi disse che non si poteva fare, perché non c’erano ancora le condizioni strutturali in quegli istituti di pena che erano in ristrutturazione. Fu irremovibile. Martelli si irritò moltissimo e mi disse se potevo preparare io comunque un decreto di trasferimento”.
fonte teleacras