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“Stiamo valutando di ripristinare a stretto giro la capienza originaria degli aliscafi per assicurare, così, di nuovo a pieno regime i collegamenti fra la Sicilia e le Isole minori. Preso atto, infatti, del crescere della domanda turistica e di mobilità e del disagio sempre più pesante per abitanti, imprese e visitatori, abbiamo già autorizzato in questo fine settimane delle corse aggiuntive su Ustica e Isole Egadi. Il prossimo e imminente passo sarà il pieno recupero della capacità di linee e mezzi, così come già avvenuto in altre parti d’Italia, anche alla luce del rallentamento dell’epidemia da Covid 19 che è ormai un dato di fatto”.

Lo dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone, a seguito dell’appello di Federalberghi Isole minori.

Lo scorso 23 giugno il blitz dei Carabinieri cosiddetto “Teneo” ha provocato l’arresto in carcere dei presunti vertici del mandamento di San Lorenzo a Palermo. Oggi, ancora i Carabinieri del Comando provinciale sono stati impegnati nell’esecuzione di un provvedimento di fermo per 11 persone tra ex e nuovi capi e gregari del mandamento di San Mauro Castelverde, regno incontrastato della famiglia Farinella: il nonno Giuseppe Farinella, morto in carcere nel 2017, il figlio Domenico, già detenuto parecchi anni e poi libero, e il nipote Giuseppe che avrebbe gestito le sorti del mandamento tra le province di Palermo e Messina. Le persone fermate nell’operazione cosiddetta “Alastra” sono indagate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento, in Sicilia, Lombardia e Veneto.

“Che fine ha fatto il regolamento di attuazione per i Percorsi letterari degli scrittori che Musumeci avrebbe dovuto emanare entro lo scorso 16 febbraio, ovvero entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge?”.
Lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, a proposito dei progetti che dovranno portare alla realizzazione dei ‘Percorsi Letterari di Sicilia’ in tutta la nostra Isola. “Nonostante le nostre sollecitazioni – rileva Stefania Campo – fino ad oggi non c’è alcuna traccia di questo ‘regolamento’ e, dunque, tutto sta restando bloccato, anche e soprattutto in provincia di Ragusa, territorio in cui già è stato già attivato, da parte del commissario del Libero consorzio comunale, Salvatore Piazza, l’apposito Comitato promotore composto dai delegati dei nostri dodici sindaci. E bloccata è rimasta anche la mia personale donazione di diecimila euro derivante dalla consueta decurtazione degli stipendi”.
“La data entro cui si sarebbe dovuto provvedere all’emanazione del regolamento, oltretutto, è antecedente al periodo di lockdown e alla giornata di inizio dell’emergenza sanitaria in Sicilia, pertanto l’enorme ritardo che stiamo registrando è assolutamente ingiustificabile – aggiunge Campo – nessuno può credere che l’assessore Manlio Messina, che già nell’ordinario non brilla certo per iperattivismo, nei mesi di gennaio e febbraio fosse occupato in chissà quale complicata problematica legata alle sue poche deleghe. Otto mesi di ritardo per un semplicissimo regolamento sono un periodo enorme. Ecco perché a noi appare evidente la volontà di non voler procedere speditamente: forse non hanno potuto ‘sfruttare’ politicamente questa legge, che mi vede come prima fimataria?”
“In un contesto post-covid come quello gravissimo che stiamo affrontando, mettendo in moto a livello nazionale una serie interminabile di misure e incentivi economici, non possiamo restare inerti proprio in Sicilia sul terreno del rilancio turistico-ricettivo e nei confronti di quei progetti di ampia prospettiva che vedono impegnati in ogni provincia centinaia e centinaia di start up e soggetti economici, culturali, enogastronomici e dell’ospitalità diffusa verso una promozione innovativa della nostra Isola nel mondo e nel mercato turistico”.
“Musumeci, che sembra essere impegnato da troppi mesi, a tempo pieno oramai, in tutt’altre faccende, soprattutto nel flirtare con la Lega di Salvini, dia seguito agli atti che i vari territori attendono da tempo – conclude la deputata pentastellata – questa è infatti un’occasione imperdibile per mettere a rete le città e i paesi d’arte del nostro particolarissimo territorio”.

“Dopo che la Lega Nord ha lanciato una proposta di collaborazione con i movimenti sicilianisti, da qualche giorno assistiamo a un’incontrollabile pioggia di fake news che vorrebbero disarticolare queste formazioni politiche. Per cui è lecito chiedersi ‘cui prodest?’. A chi serve mentire o travisare la verità, dividendo quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra?”

Lo ha detto Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana-Le Api, chiarendo che la posizione del movimento resta quella di “parlare con tutti ma rifiutare qualsiasi patto federativo che frutti poltrone invece che contenuti economici concreti per la Sicilia”.

“Da qualche tempo – ha sottolineato Fleres – la Lega Nord, dopo aver diffamato per decenni la Sicilia, da ‘Forza Etna’ in poi, ha deposto le felpe per indossare doppiopetto e occhiali professorali. Si è fatta suadente nel tentativo di continuare a dominarci: la parola d’ordine tra i leghisti siciliani è per esempio togliere la parola ‘Nord’ dal nome del partito di Salvini. E questo, guarda caso, dopo che Eurispes ha denunciato la rapina di 840 miliardi di euro del suddetto Nord nei confronti del Sud”.

“Un militante leghista – ha raccontato il portavoce di Unità Siciliana-Le Api – mi ha detto piuttosto arrabbiato: ‘Ci chiamiamo solo Lega!’. E’ falso. Anzi, per la precisione, come testimonia lo Statuto approvato dal Congresso federale straordinario del 21 dicembre dello scorso anno, il partito di Salvini si chiama ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’”.

“Insomma – ha concluso Fleres – questo indossare pelli d’agnello da parte della Lega Nord mi pare un tentativo per rendere più accettabili ai sostenitori di certi movimenti ‘sicilianisti’, dei quali abbiamo già svelato i ‘vomitevoli ammiccamenti’ ed i possibili accordi elettorali con il Carroccio dispensatore di seggi, per continuare a considerare la Sicilia una colonia. Per chi invece cerca solo il bene del territorio, arrivano le fake news.

La nostra posizione è semplice: vogliamo l’applicazione dello statuto, il ponte, le autostrade le scuole, le ferrovie e la tutela del territorio e dei nostri prodotti come tutto il resto d’Italia”.

L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Roberto Lagalla, interviene a seguito dell’approvazione delle Linee Guida ministeriali, modificate su proposta delle Regioni, per il riavvio dell’anno scolastico. Lagalla afferma: “Il testo risulta più completo ed equilibrato rispetto a quello originariamente proposto dal governo e, per quanto riguarda la Sicilia, rappresenterà il fondamentale punto di riferimento per le decisioni che, su scala regionale e d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, dovranno essere assunte entro il prossimo 10 luglio. Il risultato odierno è da considerare particolarmente rilevante per effetto delle ulteriori risorse, pari a 1 miliardo, reperite anche per il reclutamento di nuova docenza e personale scolastico, nonché per le misure adottate in materia di distanziamento che prevedono separazioni interpersonali più compatibili con un più largo uso delle strutture scolastiche esistenti e disponibili”.

L’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Saguto”: la Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la sentenza del giudice per le udienze preliminari del Tribunale nisseno che in primo grado, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 2 anni e 4 mesi per falso e assolto dall’accusa di abuso d’ufficio e rivelazione di segreto Fabio Licata, ex magistrato della sezione Misure di prevenzione di Palermo. Confermata anche l’assoluzione in primo grado, dalla contestazione di abuso d’ufficio, dell’altro imputato, il consigliere di corte d’appello ed ex membro del Csm Tommaso Virga. Il processo è frutto delle indagini su presunti illeciti nella gestione della sezione Misure di prevenzione presieduta da Silvana Saguto, sotto processo per corruzione e tuttora imputata innanzi al tribunale nella tranche principale del procedimento.

Il fatto è accaduto la scorsa notte. Un marittimo a bordo del traghetto della Tirrenia “Vincenzo Florio” che collega Palermo con Napoli, per cause in corso di accertamento, è caduto in mare. Scattato subito l’allarme, quando all’appello dell’equipaggio mancava il suo nome, sono iniziate le ricerche da parte della Capitaneria di porto, della Guardia Costiera e i Vigili del Fuoco che dopo ore di ricerche sono riusciti a recuperare l’uomo, ancora in vita, a circa sei miglia dal porto palermitano.

 

La Sicilia potenzia le terapie intensive e sub intensive. E’ la misura di rafforzamento, prevista dal decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, che interviene sulla Rete ospedaliera in emergenza Covid adottata dal governo regionale.
Sono complessivamente 1.070, infatti, i nuovi posti letto: circa duecento nelle terapie intensive – che passano così dai 529, previsti dalla rete ospedaliera varata dal decreto assessoriale 22/2019, ai 720 del nuovo provvedimento – e altri 350 di terapia sub-intensiva, di cui la metà potrà essere immediatamente convertita in cure intensive in caso di necessità a causa della pandemia.

 

“E’ la dimostrazione – commenta il presidente della Regione, Nello Musumeci – che non abbassiamo la guardia. Si tratta, infatti, del prosieguo di un’azione più articolata avviata fin da subito per contrastare il virus. In Sicilia, lo ricordo, i medici non sono mai stati sul punto di scegliere quale vita salvare: durante questa emergenza, nei nostri ospedali c’è sempre stato un letto per chi ne avesse bisogno. Ovviamente, ci auguriamo di non dovere mai adoperare nessuno di questi nuovi posti, ma in caso di necessità saremo pronti anche stavolta”.

Il provvedimento dell’assessore alla Salute Ruggero Razza recepisce, di fatto, quanto definito a livello nazionale nell’ambito del contrasto costante al Covid-19, ma i nuovi posti letto potranno comunque restare nella disponibilità della Sanità siciliana anche successivamente.

Nello specifico, il decreto – predisposto da Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento della Programmazione strategica dell’assessorato – prevede che i manager delle Aziende sanitarie regionali realizzino gli interventi tenendo conto della sicurezza di medici e operatori sanitari. La misura punta, ovviamente, al potenziamento dei percorsi di contenimento delle infezioni ospedaliere per i soggetti più fragili: saranno, infatti, diversificate le aree di accoglienza dei pazienti.

L’investimento complessivo è di circa 131 milioni di euro, di cui 56 per le terapie intensiva e 53 per la sub-intensiva. Per la ristrutturazione dei Pronto soccorso, con la separazione dei percorsi assistenziali e le aree di permanenza, invece, sono stanziati 21 milioni di euro.

Ecco i dati dei posti letto in terapia intensiva programmati per provincia.

Agrigento passa da 24 della rete ospedaliera a 38 (e 30 in subintensiva).
Caltanissetta da 22 a 36 (18).
Catania da 144 a 171 (88).
Enna da 12 a 28 (8).
Messina da 70 a 106 (48).
Palermo da 164 a 212 (96).
Ragusa da 30 a 40 (22).
Siracusa da 37 a 53 (16).
Trapani da 26 a 36 (24).

“Come già avvenuto in altre occasioni, vogliamo formulare un plauso per l’accurato lavoro inquirente compiuto da Procura e Dia di Messina riguardo i presunti affidamenti truccati al Consorzio autostrade siciliane. Bene che i fari della magistratura restino puntati su un ente che deve lasciarsi definitivamente alle spalle le epoche di malagestione, clientele ed inefficienza. I fatti contestati da ultimo, infatti, riguardano il 2015 e sono assai risalenti rispetto al nuovo assetto della governance dell’ente voluto dal Governo Musumeci”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, commentando l’inchiesta “Fuori dal tunnel” della Procura di Messina. 

“Per quanto riguarda il dibattito sulle concessioni autostradali e le parole del viceministro Giancarlo Cancelleri sul Cas – prosegue Falcone – da parte nostra non vi è alcuna preclusione. Se il Governo nazionale ritiene che la revoca sia la soluzione, facciano pure, così non ci sarà più spazio per le polemiche. Non sarà certo la Regione Siciliana ad ostacolare l’intervento di Roma e le decisioni del viceministro che, certamente, saranno risolutive delle problematiche notorie e di vecchia data che affliggono il Cas”. 

Riccardo Di Stefano, palermitano, classe 1986, è stato eletto oggi dal Consiglio Nazionale con 143 voti favorevoli su un totale di 209 votanti. Entra di diritto nella squadra senior come vicepresidente di Confindustria.
 I Giovani Imprenditori rappresentano da sempre un laboratorio di innovazione, di proposta e di impegno – ha commentato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria –. Al neo presidente Di Stefano e alla sua squadra l’augurio, in questa direzione, di essere sempre coraggiosi nelle proposte e nelle azioni per garantire e rafforzare quell’importante contributo di visione e di concretezza che serve alle nostre imprese. Una grande Paese ha bisogno di grande coraggio”.
 
Otto vicepresidenti completano la squadra di presidenza 2020 – 2023: Licia  Angeli (Confindustria Romagna), Maria Anghileri (Confindustria Lecco Sondrio), Eleonora Anselmi (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Mario Aprile (Confindustria Bari B.A.T.), Francesco Fumagalli (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Andrea Marangione (Unione Industriale Torino), Pasquale Sessa (Confindustria Salerno), Alessandro Somaschini (Confindustria Bergamo).
 
Di Stefano, nel corso del suo discorso di insediamento, ha affermato che “Il Movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria si fonda sull’idea di promuovere un’Italia visionaria e internazionale, come le sue imprese. Ora come non mai, noi imprenditori dobbiamo essere collettore delle migliori energie del Paese, interpreti del cambiamento per rendere l’Italia moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva”.
 
Laurea in Giurisprudenza di Palermo e Dottorato di Ricerca in Economia civile presso l’Università LUMSA, Riccardo Di Stefano è stato Vice Presidente nazionale nella squadra del Presidente Alessio Rossi dal 2017 ad oggi, occupandosi di Education, Capitale Umano, e Formazione Interna, sviluppando progetti di formazione come GI Academy, una vera e propria scuola di managerialità, e AltaScuola per Giovani Imprenditori, dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti imprenditoriali.
 
L’impegno nel mondo dell’education ha radici profonde nella carriera di Di Stefano, che inizia il suo percorso professionale proprio nel settore della formazione internazionale. Da qui all’attività di famiglia, Riccardo diventa membro del Consiglio di Amministrazione dell’azienda Officina Lodato S.r.l., nata nel 1957, con sede a Palermo e a Roma, nel settore dell’impiantistica civile ed industriale. È proprio grazie al confronto con il Movimento dei Giovani Imprenditori che Di Stefano decide di proseguire il proprio percorso imprenditoriale fondando la propria attività, Meditermica srl, impresa attiva nel settore delle forniture all’ingrosso di materiale termoidraulico per aziende e operatori del settore.
 
Gli incarichi di Riccardo Di Stefano nel Sistema Confindustria iniziano nel Gruppo Giovani della Territoriale di Palermo. A livello nazionale, si appassiona alla rivista del Movimento Quale Impresa, entrando a far parte del Comitato di Redazione. Nel 2017 diventa Vice Presidente nazionale del Movimento, guidato da Alessio Rossi, che ha salutato il nuovo presidente ricordando che “Giovani imprenditori si resta tutta la vita, come il nostro attuale presidente Bonomi, che viene proprio da questo percorso. Tornerò spesso, per trovare quell’energia positiva e quella voglia di migliorare che solo qui si possono trovare. A Riccardo lascio il timone di un Movimento pronto ad affrontare tutte le sfide che i prossimi anni ci metteranno davanti”.