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A Palermo Polizia e Carabinieri, su delega della Procura, hanno sottoposto a provvedimento di fermo di indiziato di delitto 16 indagati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata del metodo mafioso. Le indagini, in corso da due anni, hanno interessato il mandamento mafioso di Brancaccio-Ciaculli, capeggiato dalla storica famiglia dei Greco. L’inchiesta ha svelato gli organigrammi delle famiglie mafiose di Roccella e di Brancaccio, risalendo ai vertici dei clan e ricostruendo 50 episodi estorsivi. Ancora una volta emerge un territorio pesantemente condizionato dalla presenza di Cosa Nostra. Imprenditori e commercianti, prima di avviare le loro attività, attendono l’autorizzazione del referente mafioso della zona. Nessuna vittima del racket ha presentato denuncia alle forze dell’ordine. Tra gli altri è stato arrestato Giuseppe Greco, 63 anni, figlio di Salvatore Greco “Il senatore”, cugino di Leandro Greco, nipote di Michele Greco “Il papa”, presunto referente della Commissione provinciale di Cosa Nostra e capo mandamento di Ciaculli, già arrestato due anni addietro. I clan, oltre che nelle estorsioni, sarebbero stati impegnati nella compravendita di terreni e immobili, e nella gestione del mercato della droga, rifornendosi anche dalla ‘ndrangheta calabrese. Inoltre, sono stati accertati rapporti con Cosa Nostra americana.

 

Variante Delta all’hub vaccinale della Fiera, tracciata e sequenziata su due componenti del personale sanitario che opera lì. Lo conferma lo stesso commissario Covid, Renato Costa: “Si tratta di due medici contagiati. Uno in pianta stabile, uno che è venuto qua qualche volta a vaccinare. Hanno preso la variante Delta, già sequenziata. Ma la notizia da sottolineare, secondo me, è questa: stanno bene e non hanno contagiato quelli con cui erano in contatto”.

Nelle parole del commissario si cerca di dare la proporzione delle cose, secondo quello che già sappiamo. La variante Delta è contagiosissima, ha una capacità di diffusione massima in tempi brevi. “Però – sottolinea Costa – se questi colleghi stanno bene, come dicevo, e tra poco potrebbero essere negativi, visto che l’episodio risale a giorni fa, significa che il vaccino fa il suo dovere dal punto di vista dei sintomi e dei contagi: nessuno dei loro contatti stretti ha preso il Covid. E sono stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza”.

Adesso, si deve capire quali spostamenti o eventuali viaggi abbiano provocato la positività.Se ci sono stati, come è possibile, soggiorni all’estero e soprattutto bisognerà vedere se i controlli abbiano funzionato a dovere o se c’è stata qualche smagliatura nel nostro cordone sanitario.

E’ una precisazione autorevole quella del dottore Costa che, però, non eviterà l’aumento dell’inquietudine, da un lato, e, dall’altro, le polemiche dell’agguerritissimo fronte no vax che in Sicilia sembra particolarmente diffuso, considerato che c’è una larga fetta di siciliani che ha scelto, consapevolmente, di non vaccinarsi.

Novità di rilievo sono emerse nell’ambito del caso della bambina di 11 anni e del neonato di 2 mesi ricoverati in gravi condizioni a Palermo perché affetti dal coronavirus. E’ il presidente della Regione, Nello Musumeci, a rivelare tali novità. Innanzitutto il neonato di 2 mesi, contrariamente a quanto inizialmente trapelato, è una bambina, partorita da una madre positiva. Ed è intubata all’ospedale “Cervello”. La bambina di 11 anni, invece, ha la sorella che è stata a lungo in Spagna, e i genitori sono no-vax, ovvero contrari al vaccino. Lei è intubata all’ospedale pediatrico “Di Cristina”.

Dalla città di Palermo, arriva un riconoscimento ed anche una espressione di gratitudine dinanzi al prezzo di vite umane pagato nella lunga storia della Polizia di Stato a Palermo oltre che un apprezzamento per l’instancabile impegno con cui i poliziotti quotidianamente lavorano per contrastate i fenomeni criminali. Per questo oggi, nel giorno in cui ricorre il 29esimo anniversario della morte di Borsellino e degli uomini della sua scolta, il Sindaco di Palermo in accordo con il Questore, ha deciso di conferire la Cittadinanza Onoraria di Palermo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Questo riconoscimento sancisce così un legame indelebile, inciso nella dolorosa storia della città, che si intreccia con quella dei caduti, servitori dello stato che hanno prestato con onore il servizio, fino alla morte.

 

 

Palermo ricorda oggi Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta uccisi 29 anni fa nell’attentato di via D’Amelio. Nel fitto programma anche il segretario del Pd, Enrico Letta, che a Palermo partecipa al primo appuntamento nazionale delle tre pre-Agorà Democratiche.

Nel pomeriggio il sindaco Leoluca Orlando conferirà la cittadinanza onoraria alla polizia di Stato indicata come “simbolo di unione tra la città di Palermo e coloro che con professionalità difendono e hanno difeso i valori della giustizia, della legalità e della libertà, anche con il sacrificio della vita”. Il riconoscimento sarà consegnato al capo della polizia Lamberto Giannini.
Due dei tre figli del magistrato, Lucia e Fiammetta Borsellino, non saranno in alcuno degli appuntamenti. Lucia resterà a Roma, dove vive. Fiammetta, che ha sempre alzato la sua voce contro le grandi bugie della vicenda giudiziaria definita dalla Cassazione come la più colossale operazione di depistaggio, ha già lasciato Palermo. Non è però una scelta polemica, almeno ufficialmente. Nel solco di una tradizione familiare di basso profilo, Fiammetta Borsellino ha spiegato: “Lascio che in questa occasione siano gli altri, la gente e chiunque ne avverta il bisogno, a ricordare e a riflettere. Io lo faccio sempre incontrando i giovani e andando nelle scuole”. La gran parte delle iniziative si terranno in via D’Amelio davanti all’albero della pace
Nel programma anche musiche, cerimonie, una messa celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice, deposizioni di fiori alle sepolture di Borsellino e degli agenti Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. L’agente Emanuela Loi è sepolta in Sardegna.

Il Tribunale di Palermo ha disposto il giudizio immediato, quindi subito il processo scavalcando il filtro dell’udienza preliminare allorchè ricorre l’evidenza della prova, a carico dei tre imputati del naufragio della “Nuova Iside” a Terrasini. Si tratta del sottoufficiale di coperta Giuseppe Caratozzolo, il comandante Gioacchino Costigliola, e il timoniere Mihai Jorascu. I tre, che sono stati parte dell’equipaggio della petroliera “Vulcanello”, sarebbero responsabili dell’affondamento del peschereccio di Terrasini, “Nuova Iside”, che provocò la morte di Matteo, Giuseppe e Vito Lo Iacono. La causa dell’affondamento è stata una collisione, accertata grazie alla scatola nera e a varie indagini info-tecniche. Il peschereccio affondò il 12 maggio del 2020 a largo di San Vito Lo Capo. La Guardia Costiera recuperò due dei tre membri dell’equipaggio, Matteo e Giuseppe. Oltre un mese dopo è stato invece rinvenuto sulla spiaggia di Gioia Tauro in Calabria il corpo del terzo pescatore, Vito. La prima udienza è in calendario il 2 novembre.

Un violento nubifragio si è abbattuto in nottata su Palermo dove i vigili del fuoco in tre ore, a partire dalle 4, hanno eseguito 27 interventi per soccorrere automobilisti rimasti intrappolati in strade e sottopassi. Ieri la Protezione Civile ha diramato un’allerta arancione su tutta la Sicilia settentrionale per rischio idrogeologico e temporali.

Gli interventi dei pompieri nel capoluogo, come succede sempre in questi casi, hanno interessato sopratutto la zona di viale Regione Siciliana, piazza Indipendenza davanti al palazzo della Regione, via Imera, via Re Ruggero e via Messine Marine davanti all’ospedale Buccheri La Ferla. Per liberare gli automobilisti sono intervenuti a supporto i sommozzatori, i pompieri del reparto fluviali e un mezzo anfibio. I vigili del fuoco da questa mattina sono inoltre impegnati ad eseguire oltre 30 servizi di controllo e verifiche in appartamenti e abitazioni dove la pioggia ha provocato infiltrazioni d’acqua e la presenza di crepe.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, Samuele Corso, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha archiviato l’indagine a carico della deputata regionale, Marianna Caronia, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Mare Monstrum”. Nei confronti di Marianna Caronia, difesa dagli avvocati Ninni Reina e Marco Lo Giudice, il Giudice ha ritenuto di escludere ogni ruolo nella conclusione di un accordo di traffico illecito di influenze, ritenendo non dimostrato alcun intervento diretto da parte dell’indagata su componenti della Commissione parlamentare Trasporti dell’Assemblea Regionale Siciliana o altri soggetti per ostacolare la nomina di un consulente della stessa Commissione che sarebbe stato non gradito dall’armatore Ettore Morace. E la Caronia avrebbe ricevuto per tale atto una buona uscita non congrua di 100mila euro dalla Siremar. Invece i difensori hanno dimostrato che l’onorevole Caronia è stata assunta alla Siremar nel 1991, e che la sua buona-uscita è risultata inferiore e dunque ingiusta per difetto rispetto a quella percepita da altri dipendenti con livello d’inquadramento inferiore.

Sono in gravi condizioni. Come spiegano i medici che li hanno in cura hanno patologie pregresse.

“Purtroppo ci stiamo occupando di due casi gravi. Anche i bambini si ammalano e possono avere patologie acute o importanti o avere anche delle patologie infiammatorie dopo la guarigione dal Covid ed è quindi necessario, se i bambini sono al di sotto dei dodici anni, che i familiari si vaccinano, se sono in età da essere vaccinati, che si vaccinano essi stessi”, così la dottoressa Marilù Furnari, responsabile della direzione medica dell’Ospedale dei Bambini.

Ribadisco che solo con la vaccinazione di massa possiamo impedire il dilagare della variante Delta e delle varianti in genere ed ottenere l’immunità di gregge. E oltre agli anziani ai devono vaccinare i ragazzi  per potere iniziare le scuole in sicurezza”.

“Un’ eventuale stretta conto i cambiacasacca? Il M5S sarebbe favorevole senza se e senza ma. Questo fenomeno è un vile, vergognoso tradimento agli elettori, e pertanto è inaccettabile, specie se, come spesso avviene, i voltagabbana finiscono per fare da stampella al governo cui gli elettori gli avevano dato mandato di fare ferrea e sana opposizione”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro, riferendosi alla proposta di modifica del regolamento dell’Ars avanzata dal Pd.

“Lo abbiamo sempre detto e ripetuto, se qualcuno, per i più disparati motivi, non si ritrova più nei valori e nella condotta della forza politica che rappresenta, può benissimo uscire dal gruppo parlamentare, ma contemporaneamente, per rispetto degli elettori, dovrebbe avere la correttezza di dimettersi, continuando magari a fare politica da semplice cittadino, fuori dalle istituzioni”.

“Vergognoso – continua Di Caro – mantenere anche ruoli nell’ufficio di presidenza, ottenuti col partito cui sono state voltate le spalle. Questo in futuro non dovrebbe essere più tollerato e, soprattutto, permesso”.

“Rispetto alla proposta del Pd – conclude Di Caro – non solo siamo favorevoli, ma saremmo ancora più rigidi, visto che noi, a differenza del Partito democratico, non abbiamo mai contemplato l’eventualità che qualche fuoriuscito da altri partiti potesse entrare a far parte del nostro gruppo”.