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I Carabinieri della compagnia di Monreale hanno arrestato ai domiciliari, per tentato furto aggravato, Salvatore Cappello, 41 anni, palermitano, sorpreso, grazie anche alla segnalazione di alcuni vicini di casa, intento a forzare la finestra di un appartamento. Nel corso della perquisizione domiciliare, in casa di Cappello sono stati trovati 59 orologi, 9 borse, 7 portafogli in pelle, 32 profumi, 4 macchine fotografiche e bigiotteria varia per un valore complessivo stimato in circa 20.000. Il tutto è stato sequestrato.

Verso la Sicilia sono in viaggio 32 milioni e 848mila euro, come parte regionale dei 350 milioni stanziati per tutta Italia dal decreto ‘Sostegni bis’ al fine di garantire l’avvio dell‘anno 2021/2022 in sicurezza. Si tratta di risorse che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per gli studenti con disabilità, e per altri bisogni educativi speciali. E poi per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa. I fondi sono utilizzabili inoltre per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica, e per acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.

A Palermo oltre 300 persone sono state sorprese a ballare all’interno di un noto locale sul mare trasformato in discoteca, in violazione delle norme anti-covid. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo, con i poliziotti della Divisione amministrativa e di sicurezza della Questura, hanno chiuso per 5 giorni e multato il locale “Casa Cuba” in via Messina Marine dove almeno 300 clienti sono stati intenti a partecipare ad una festa pubblicizzata sui social. Il titolare della struttura e l’organizzatore dell’evento sono stati multati con una sanzione da 400 a 1.000 euro, oltre alla chiusura. Le forze dell’ordine, intervenute con l’ausilio di un cane antidroga, hanno anche multato un cliente sorpreso in possesso di sostanze stupefacenti a fine del consumo personale. Altre sostanze stupefacenti sono state trovate nel corso dei controlli nelle adiacenze del locale. Sono scattati anche i controlli sul possesso del green pass.

Si è spento ieri a 84 anni Filippo Cannella, ex preside ed ex assessore al Comune di Palermo, padre del dirigente sindacale del Csa-Cisal Gianluca Cannella. Dirigente di numerosi istituti scolastici del Palermitano, tra cui il Tecnico Ferrara-Pareto e il liceo scientifico Einstein che sotto la sua guida divenne il primo in provincia per numero di studenti, è stato uno degli esponenti di spicco della Democrazia Cristiana in Sicilia divenendo componente di tutti gli organismi del partito.

Tra i fondatori di Democrazia Europea e promotore della candidatura a sindaco di Palermo nel 1993 di Alfonso Giordano, ex presidente del maxi processo, è stato presidente del quartiere Libertà, consigliere comunale della Dc e per due volte assessore: la prima negli anni Novanta col sindaco Manlio Orobello con delega al Bilancio, rendendo possibile la stabilizzazione del personale Coime, la seconda nel 2007 col sindaco Diego Cammarata in quota Udc con delega alla Sanità. Da sempre impegnato nel campo della formazione professionale, portò avanti il concetto di una formazione di alta qualità ma auto-finanziata e quindi senza aiuti pubblici e che comprendesse nuove figure, come quella dell’estetista oncologica. Cannella è stato impegnato con l’associazione “Percorsi” nella promozione della pace nel mondo, intesa come frutto anche di una pace interiore, e profondamente legato alla famiglia a cui ha sempre dedicato il suo impegno.

Il sindacato Csa-Cisal si stringe intorno a Gianluca e ai suoi familiari in questo momento così doloroso.

 “Il calendario venatorio siciliano non subisca stop. Gli appelli di questi giorni a fermare la caccia da parte di alcune associazioni ambientaliste sono strumentali e nascondono anche precise responsabilità in ordine ai disastri determinati dagli incendi che hanno interessato vasti territori della Sicilia. A protestare sono infatti gli stessi soggetti che si sono tirati indietro quando erano stati chiamati a sottoscrivere accordi per la vigilanza e la tutela del territorio. In particolare qualche associazione ambientalista ha ingaggiato una polemica meramente politica con il governo regionale che fa capire come le posizioni espresse sono di parte e non hanno un fine oggettivo improntato al bene comune. Al falso perbenismo di taluni, rispondo che i cacciatori sono persone che amano certamente il territorio e svolgono l’attività seguendo le regole. Ed anzi faccio mio l’appello delle associazioni venatorie affinché il governo Musumeci e per esso l’Assessorato al Territorio ed Ambiente sottoscriva protocolli d’intesa per affidare proprio ai cacciatori ed alle loro organizzazioni anche la vigilanza dei boschi come misura per la prevenzione degli incendi. I cacciatori siano chiamati a svolgere il ruolo di sentinelle a tutela del territorio, sia per la prevenzione degli incendi sia per la segnalazione di eventuali discariche in aree boschive. Per questo chiederò agli assessori Baglieri e Cordaro un incontro per definire un protocollo che valga non per 15 giorno ma per tutto l’anno. Occorre che sia attivato un numero verde a cui i cacciatori possono segnalare eventuali situazioni di rischio ambientale o eventuali pericoli. I cacciatori sono gli unici che conoscono montagne, boschi e fiumi, gli unici ad avere realmente a cuore la tutela del patrimonio boschivo e faunistico a cui dovrebbe andare parte delle tasse pagate per esercitare l’attività venatoria e che ad oggi è stata distratta per altre iniziative”.
Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

A Palermo un incidente stradale mortale è avvenuto lungo viale Regione Siciliana, nella carreggiata in direzione Catania, nei pressi del bar La Coccinella. Al conducente di un furgoncino, Francesco Pietro Randazzo, 69 anni, a causa dello scoppio di uno pneumatico, è sfuggito il controllo del mezzo, che si è schiantato contro un escavatore, a lavoro nella zona per il posizionamento della fibra ottica. Randazzo è stato trasportato all’ospedale Civico, ma durante il tragitto il quadro clinico è peggiorato fino alla morte. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli uomini dei vigili del fuoco e della polizia municipale della sezione infortunistica, che ha sequestrato i mezzi.

La morte di Grazia e Salvatore Pastorello, madre e figlio, di 89 e 73 anni, rinvenuti cadaveri in avanzato stato di decomposizione in un’abitazione al settimo piano in via Cappuccini, nella zona di Corso Calafimi a Palermo, sarebbe stata un dramma della solitudine. Infatti, l’uomo è stato trovato ormai scheletrico, e la sua morte è collocata temporalmente prima di quella della madre. Lui è stato l’unico ad occuparsi delle cure alla madre, costretta a letto per problemi di deambulazione. Dunque l’anziana donna potrebbe essere morta di stenti.

Come pubblicato ieri, al cimitero dei Rotoli a Palermo giacciono da tempo quasi mille bare non sepolte, disseminate ovunque. Alcune sono letteralmente scoppiate, a causa del caldo torrido, e da altre cola percolato. Il sindaco, Leoluca Orlando, corre ai ripari, e annuncia: “Entro il prossimo 31 ottobre sarà predisposto l’avvio delle gare per la realizzazione del campo di inumazione e per la riattivazione del forno crematorio, avvalendosi di tutte le norme poste in essere recentemente per lo svolgimento rapido delle gare. Adesso si procede alla collocazione transitoria delle bare, con precedenza per quelle poste a terra, nei loculi liberi nel cimitero di Sant’Orsola, a prescindere dalle preferenze dei familiari. Le bare, a richiesta, rientreranno poi al cimitero dei Rotoli quando sarà disponibile il nuovo campo di inumazione”.

A testimonianza di quanto sia ancora grave e incombente in Sicilia l’emergenza incendi, basta considerare che nella sola giornata di ieri sono stati 174 gli interventi effettuati da vigili del fuoco, forestali e protezione civile, e 30 in provincia di Palermo, dove sono divampati diversi roghi di vegetazione alimentati dall’elevata temperatura e dal vento. I Comuni palermitani maggiormente coinvolti dalle fiamme sono Altavilla Milicia, Trabia, Misilmeri, Bagheria, Partinico, Balestrate, Carini, Altofonte e Palermo. E’ intervenuto anche un elicottero con lanci di acqua nel Comune di Altavilla Milicia.

«Ho letto con sorpresa le polemiche di queste ore. Con una epidemia che cresce nei contagi, ritornare alle disponibilità ospedaliere del mese di marzo significa solo rispondere al criterio della precauzione. Abbiamo un sistema di monitoraggio, previsto dal decreto legge varato dal governo, che individua parametri per l’adozione di misure di contenimento. Chi è stato in giro in Sicilia in queste settimane non penso sia meravigliato dalla crescita dei contagi. E se in tanti, troppi, non hanno aderito alla campagna di vaccinazione i risultati sono riversati nella occupazione dei posti letto da parte dei soggetti non vaccinati. A loro occorre fare appello, perché non bisogna mai temere una restrizione, né allontanarla. Le decisioni sono lo specchio della condizione obiettiva che si vive in un territorio e fare finta di nulla sarebbe inutile. Bisogna invece convincere chi non è ancora convinto, perché vaccinarsi e rispettare le regole di comportamento è la scelta più saggia che si possa compiere».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza.