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“La relazione sull’attività del governo Musumeci, sollecitata dai gruppi di opposizione, ci ha permesso di conoscere con dovizia di particolari le cose buone che l’esecutivo ha fatto in due anni e mezzo di legislatura in tanti settori. Dispiace che qualcuno, strumentalmente, volesse trasformare l’aula parlamentare in un tribunale per giudicare fatti che sono oggetto delle indagini della magistratura e che riguardano settori come quello dei rifiuti e della sanità. Questo governo non deve rispondere di alcunché poiché si tratta di questioni che sono emerse durante la gestione Crocetta targata Pd e corroborata dalla stampella dei Cinquestelle. Nessuno poteva prevedere che soggetti dall’apparente profilo di grande valore morale, potessero macchiarsi di colpe tanto gravi così come appare dalle attuali indagini. Prova ne sia che persino il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito un’altissima onorificenza a quel Candela che il presidente Musumeci ovviamente ignaro ha posto a capo del coordinamento per l’emergenza Covid-19. Il dibattito sull’attività del governo Musumeci, però, ci dà la possibilità di apprezzare il lavoro nel settore dei rifiuti posto in essere dall’assessore Pierobon, che con la sua azione sta facendo ordine in un mondo dove regnava la confusione e il malaffare. Questo governo regionale ha acceso le luci negli ambienti rimasti oscuri e da cui vediamo fuggire orridi scarafaggi per l’opera di trasparenza e legalità di cui è intrisa l’azione amministrativa. Voglio, infine, sottolineare come il lavoro del presidente Nello Musumeci sia stato sempre improntato alla concretezza ed all’operatività, con un agire silenzioso e produttivo, di chi non ama i riflettori ma con ordine e pazienza programma e trova soluzioni ai tanti problemi. La visione politica di Musumeci non viene annunciata nelle piazze né con il megafono nè con i vaffaday che sono propri delle opposizioni con cui ci confrontiamo ogni giorno. Sull’opera di moralizzazione e riduzione della spesa pubblica vorrei che i Cinquestelle avessero il coraggio di tacere considerato il moltiplicarsi quotidiano di poltrone e consulenti ad opera del loro governo nazionale, scandalosamente evidente a tutti gli italiani”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Salvatore Lentini aderisce al gruppo Ora Sicilia. L’ex deputato regionale di Fratelli d’Italia rafforza la formazione parlamentare costituita all’Assemblea Regionale Siciliana nell’estate del 2019 da Luigi Genovese, Luisa Lantieri e Daniela Ternullo, che danno il benvenuto, insieme agli onorevoli Pippo Gennuso e Tony Rizzotto, al nuovo tassello di un progetto politico che mira all’espansione dell’area moderata a sostegno del governo Musumeci: «Accogliamo con grande entusiasmo – dichiarano gli esponenti di Ora Sicilia – l’ingresso di Totò Lentini nella nostra squadra. Un autentico rappresentante del popolo, da sempre vicino alle fasce più deboli del tessuto sociale palermitano, che vanta grande esperienza e potrà pertanto apportare indiscusso valore e nuova linfa alla crescita di un’idea di Sicilia che oggi, grazie all’adesione del collega, continua a crescere trovando un nuovo, fondamentale sbocco nel capoluogo regionale. Siamo convinti – concludono – che l’adesione di Totò Lentini ci permetterà di solidificare ulteriormente l’impalcatura progettuale del nostro giovane contenitore politico, calibrato sin dalle sue origini sulle peculiarità logistiche, economiche, statutarie, sociali e culturali della Sicilia».

L’ingresso in Ora Sicilia di Salvatore Lentini genera, inoltre, l’archiviazione della richiesta di costituzione in deroga del gruppo parlamentare, questione dibattuta in queste settimane dal Consiglio di Presidenza all’Ars. L’adesione del quarto componente, infatti, ristabilisce il numero minimo di deputati previsto, per la costituzione e il mantenimento di un gruppo parlamentare, dall’articolo 23 del regolamento interno dell’assemblea.

Solo chiacchiere, tante chiacchiere, e zero riforme. Peccato che la Sicilia si governi con i fatti e non con le parole. Musumeci deve andarsene, per il bene dei siciliani”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Pasqua, che assieme agli altri 14  deputati 5 stelle ha messo nero su bianco la mozione di sfiducia al presidente della Regione,  già annunciata qualche giorno fa in aula e che oggi sarà  presentata agli uffici dell’Ars.

Dalla catastrofica gestione della cassa integrazione in deroga,  al disastro del settore rifiuti; dalla mancata redazione dei piani di rientro del disavanzo, alla scriteriata gestione dei fondi europei, a quella, altrettanto fallimentare, delle partecipate; dalle nomine sbagliate, alla totale assenza delle tanto strombazzate riforme: l’azione dell’esecutivo Musumeci, secondo i parlamentari 5 stelle,  è stata un rosario di fallimenti, una litania ininterrotta di tracolli, messi nero su bianco dal Movimento in otto pagine A4, ai sensi dell’articolo 10 dello statuto della Regione Siciliana.

“In Aula – afferma Pasqua – Musumeci, la scorsa settimana, ha fatto una sorta di autocelebrazione del nulla, peccato che la Sicilia che ha tratteggiato non esista nella realtà, e basta soltanto guardarsi attorno per potersene rendere conto”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso ricolmo delle intollerabili inefficienze del governo Musumeci è stata la consegna, fatta dal presidente della Regione, dell’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana alla Lega, “un partito – affermano i deputati 5 stelle –  che da sempre mortifica ed oltraggia il popolo siciliano. L’operazione è stata realizzata  in base a mere convenienze politiche e a interessi che poco hanno a che vedere con l’interesse per il nostro patrimonio monumentale e artistico, e nonostante le reiterate e numerose  proteste sollevate  da tanti siciliani, etichettati da Musumeci come un gruppetto di poveretti con problemi personali e familiari”.

“Tutto questo – dice Pasqua  – a brevissima distanza dallo scandalo che ha travolto, con numerosi arresti,  la sanità siciliana, evidenziando altre nomine sbagliatissime operate dall’esecutivo Musumeci, quelle di Candela e Damiani, colpevolmente collocati in posti chiave della sanità dell’isola, quando all’interno dello stesso esecutivo le perplessità su questi nomi non dovevano essere poche, visto che il primo era stato escluso dal novero dei manager della sanità e il secondo non doveva aver brillato ai vertici di quella Centrale unica di committenza che lo stesso governo giudicava fallimentare, tanto da volerla delocalizzare”.

“Anche volendoci sforzare – dicono i deputati del M5S  sottoscrittori della mozione – al giro di boa della legislatura non troviamo veramente nulla di buono  tra le cose realizzate, né c’è traccia delle riforme tanto  strombazzate da Musumeci in campagna elettorale. In compenso sono tantissime le enormi criticità evidenziate dall’azione e dall’inazione del governo, delle quali, per praticità, abbiamo elencato solo le più importanti ed evidenti”.

Queste le principali motivazioni alla base della sfiducia.

Assessorato ai Beni culturali e all’identità siciliana alla Lega. 

L’avere regalato ad un partito che ha sempre snobbato e dileggiato i siciliani l’assessorato che più di ogni altro rappresenta le radici della cultura isolana è inaccettabile per il M5S, come per tantissimi siciliani, che hanno protestato a gran voce ed avviato anche diverse petizioni on line per chiedere le dimissioni di Musumeci. “Il governatore- dicono i deputati -non solo ha fatto orecchie di mercante, ma anche avuto parole offensive per coloro che hanno manifestato il proprio legittimo disappunto”. Le recenti dichiarazioni di Salvini, secondo cui la Lega avrà il compito di gestire le Sovrintendenze del mare e quelle provinciali, secondo il M5S, dimostrano inoltre come il Carroccio stia puntando ad uno degli snodi chiave del potere della Regione.

Nomine Candela e Damiani, due clamorosi scivoloni.

Non c’è dubbio, secondo il M5S, che le nomine di Candela e Damiani, due tra le principali figure  travolte dal recente scandalo che ha investito la sanità siciliana, siano un clamoroso scivolone del governo Musumeci. E questo nonostante all’interno dell’esecutivo non  dovrebbero essere mancate le motivazioni a cassare queste figure. Infatti non si spiegherebbe altrimenti l’esclusione di Candela dal giro di nomine dei direttori generali, mentre Damiani, prima di approdare al timone dell’Asp di Trapani, non deve aver brillato ai vertici della Cuc, struttura della quale il governo Musumeci meditava la delocalizzazione per inefficienza.

Disastro della cassa integrazione in deroga e mancato avvio concorsi per potenziamento centri per l’impiego.

I clamorosi ritardi della cassa integrazione in deroga hanno rappresentato un vero e proprio calvario per i siciliani, che hanno dovuto aspettare molto di più dei lavoratori delle altre regioni per riscuotere quanto loro dovuto. Basti pensare che la Sicilia è stata la diciottesima regione italiana ad inviare all’Inps i flussi e che la lavorazione delle pratiche ha viaggiato sempre a ritmi lentissimi e, pertanto, inaccettabili. A velocizzare la lavorazione delle pratiche, secondo il M5S, avrebbe potuto contribuire  il personale previsto per il potenziamento dei centri per l’impiego, se solo i concorsi relativi (che avrebbero potuto determinare ben 1135 assunzioni in una terra affamata di lavoro) fossero stati portati a compimento, come avvenuto in altre Regioni.

Piano rifiuti inadeguato e ricco di criticità.

Una delle principali criticità del  piano rifiuti presentato da Musumeci nel 2018 è quella di essere legato a quanto previsto in un ddl mai approvato dall’Ars e non, come dovrebbe essere,  a precise normative vigenti. Il piano, inoltre, non contiene alcuna determinazione in tema di prevenzione e riduzione dei rifiuti, di gestione di rifiuti speciali e di bonifiche e si caratterizza per l’assenza di una vera pianificazione impiantistica, E’ vago, inoltre, sugli inceneritori, la cui realizzazione non viene esclusa. A ciò va aggiunta l’assenza di un piano regionale di gestione dei rifiuti urbani aggiornato.

Spalmatura disavanzo certificato da Corte dei conti non credibile.

Il governo Musumeci non si è mai mostrato credibile agli occhi del governo centrale sul versante della spalmatura del disavanzo certificato dalla Corte dei Conti (1 miliardo e 26 milioni circa) per l’esercizio finanziario 2018 e definito dalla magistratura contabile  il più alto della serie storica in contabilità armonizzata.  Per tale disavanzo, lo Stato, con decreto legislativo n.158 del dicembre 2019, ha concesso alla Regione Siciliana , evitandone il default,   la spalmatura in 10 anni, a condizione che venissero sottoscritti impegni precisi per il rientro. Tale periodo  poteva essere ridotto a tre anni, qualora Stato e Regione avessero sottoscritto un accordo contenente specifici impegni di rientro. Nonostante tale prescrizione il governo Musumeci non ha mai varato un piano di riforme tale da far intendere al governo nazionale la reale volontà di sanare il bilancio.

Gestione fallimentare delle società partecipate.

L’operato del governo Musumeci in ordine alla gestione delle società partecipate è privo di coerenza sotto l’aspetto finanziario, economico e patrimoniale, ma, soprattutto, è inidoneo ad assicurare una efficiente programmazione strategica, sia nel breve che nel lungo periodo. La Regione continua, infatti, a rimanere vincolata ad inutili logiche di soccorso finanziario, sganciate da serie valutazioni sull’effettiva capacità delle società a rimanere nel mercato e a realizzare condizioni di equilibrio economico. Allo stesso tempo, come evidenziato dalla Corte dei Conti, non è stata mai compiuta un’analisi in ordine ai contributi erogati dalla Regione, non sempre in linea con il dettato normativo. Il giudice contabile ha, altresì, messo in luce, in più occasioni, come le società partecipate dalla Regione si siano dimostrate geneticamente prive di sostenibilità economica.

Fondi europei, macchina ferma.

Il governo Musumeci non ha saputo mettere in moto la macchina dei fondi europei, raggiungendo con enormi difficoltà i target di spesa minimi alla fine di ogni anno, e non riuscendo ad utilizzare pienamente l’unico volano di sviluppo della Sicilia. Ogni anno sono stati raggiunti, con enormi difficoltà e con sotterfugi tecnici, i target di spesa annuali minimi. Per il PO Fers la spesa certificata dalla Sicilia è stata di appena il 28,47% della dotazione, mentre  per il PO FSE di appena 23,35%. La spesa dei fondi europei è ferma al dicembre del 2019 e non si spiega il perché quella poca spesa certificata avviene sempre e solo a dicembre. Su 1.216.500.000 euro di finanziamento dell’asse relativo all’innovazione e alla ricerca, solo il 5% della dotazione prevista è stato speso. Per molte somme non spese non c’è nemmeno impegno di spesa, cioè non si è attuata nessuna procedura per utilizzarle. Un quadro per nulla positivo che sarebbe addirittura peggiore se  le percentuali di quanto speso fossero depurate dai progetti ‘retrospettivi’, che vengono utilizzati come un mero ‘artificio contabile.

Disco verde all’Ars per la norma che autorizza dopo 25 anni di attesa lo sblocco dei concorsi pubblici per esami del personale non dirigenziale a tempo indeterminato, equiparato nei gradi e nelle funzioni ai pari livello del Corpo Forestale Regionale.

“Sin dalle prime valutazioni in Commissione Affari Istituzionali è parso evidente che la carenza di organico in dotazione al Corpo Forestale arreca criticità, in particolar modo ai distaccamenti territoriali, in cui il personale non riesce a coprire il controllo del territorio. Ciò amplifica le problematiche per la gestione e il contrasto agli incendi boschivi. Per tale motivo, dopo tanti anni di stallo, finalmente sarà possibile tornare ad assumere anche in questo comparto regionale, dimostrando un’inversione di marcia rispetto al passato”. Lo afferma il Presidente della Commissione Affari Istituzionale all’Ars, on. Stefano Pellegrino, del gruppo parlamentare di Forza Italia, il quale ha seguito sin dall’inizio l’iter dei lavori, in sinergia con l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, on. Toto Cordaro.

“Ringrazio anche l’Assessore regionale alla Funzione Pubblica, on. Bernardette Grasso, la quale ha proposto una norma che consentirà il comando dei guardia parchi presso il Corpo Forestale. Ciò permetterà – conclude il Presidente Pellegrino – di utilizzare questi ultimi anche nella campagna Antincendio della Provincia di Messina oltre che una maggiore vigilanza in tutto il territorio del Parco dei Nebrodi”.

L’accesso al Corpo mediante concorso pubblico è subordinato al superamento di un corso di formazione professionale secondo i criteri definiti da apposito decreto dell’Assessorato Regionale del Territorio e Ambiente.

In provincia di Palermo, nel territorio di Partinico, i Carabinieri hanno scoperto una piantagione di marijuana in un pescheto incolto ed abbandonato in contrada Bosco-Falconeria. Sono state contate 6.270 piante di cannabis, alte circa 70 centimetri, nascoste in mezzo alla vegetazione.

La coltivazione è stata dotata di un impianto di irrigazione realizzato attraverso un profondo pozzo artesiano con una pompa di sollevamento allacciata abusivamente alla rete elettrica pubblica. Sono in corso le indagini.

Interventi e reazioni a seguito del perdurante stato di ancoraggio in rada a Porto Empedocle della nave per la quarantena dei migranti “Moby Zazà. Matteo Salvini ha dichiarato: “Se ci fossi stato io al governo mi avrebbero sicuramente mandato a processo, ma, purtroppo, oggi l’Italia, con questo governo, torna ad essere il campo profughi d’Europa, ha calato le braghe, è tornato ad essere complice dei criminali, dei trafficanti di esseri umani”.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, conferma la linea del governo Musumeci, e afferma: “Sarò chiaro ancora una volta, nessuno può scendere se non dopo l’esito del tampone, se ne facciano una ragione quelli della Ong: la salute, dei nostri concittadini e dei migranti viene prima di tutto”.

Per il neo segretario nazionale della Uil, Pierpaolo Bombardieri la questione meridionale diventa centrale per rilanciare lo sviluppo economico del Paese, oggi duramente colpito dalla pandemia. E lo ha ribadito nel corso del suo insediamento difronte al Consiglio Confederale Nazionale, alla presenza  del Premier Giuseppe Conte e dei  ministri Gualtieri, Provenzano e Catalfo. Partendo dalla sua amata terra, la Calabria,  Bombardieri con impegno e sacrificio è stato eletto all’unanimità segretario generale della UIL, dopo esserne stato segretario aggiunto per tanti anni a fianco del siciliano Carmelo Barbagallo. Per Bombardieri “il Mezzogiorno e la risoluzione dei problemi del Sud saranno per noi la cartina di tornasole con la quale valuteremo Governo e controparti“. La sua segreteria sarà all’insegna del solco della continuità ” pur se cambia il timoniere la rotta resta la stessa”. Lo stesso ama definirsi “Meridionale e Meridionalista”, e oggi più che mai legato al Sud, ai suoi territori e alla sua gente, un popolo che ha più esigenze e più bisogno di interventi nelle infrastrutture e nello sviluppo. “Pertanto– continua- servono investimenti primari nei diversi settori: sanità, servizi sociali, rete di comunicazione, ferrovie e le infrastrutture digitali, per far crescere l’intero Paese”. Il neo segretario generale è già al lavoro, con la solita grande tenacia che lo ha accompagnato in tutti questi anni di militanza sindacale, impegnato, soprattutto, come detto, sui temi legati al Meridione, perché il Sud, secondo tutti i dati macro economici, ha bisogno di lavoro, di sviluppo e di cultura per uscire da questa depressione e degrado profondi che hanno azzerato secoli di patrimonio culturale- artistico e di civiltà.

E come è solito affermare spesso nei suoi interventi, Pierpaolo Bombardieri “nulla sarà come prima  e quindi abbiamo la necessità di cavalcare il cambiamento, passando da una cultura dell’io  alla cultura del  noi”,  persuadendo, come uomo keynesiano,  le persone non solo ad accettare le nuove idee, ma anche ad abbandonare le vecchie, per proiettarsi nel futuro all’indomani della emergenza pandemica che ha cambiato i nostri stili di vita e l’economia globale.

Ridurre il divario delle conoscenze digitali e promuovere la diffusione di strumenti e piattaforme per la didattica a distanza. E’ questo l’obiettivo dell’accordo siglato da Regione Siciliana e Fastweb con il quale la società di telecomunicazioni mette a disposizione dell’Amministrazione e degli insegnanti delle scuole primarie e secondarie il percorso di formazione online “Didattica a distanza: video tutorial per orientarsi fra app e piattaforme”. Il corso di video lezioni, realizzato da Fastweb su impulso di Regione Siciliana, è disponibile gratuitamente anche per i docenti degli istituti scolastici di tutta Italia sul sito di Fastweb Digital Academy (www.fastwebdigital.academy).

Il corso nasce dalla volontà congiunta di Regione Siciliana e di Fastweb, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale di Sicilia, di fornire agli insegnanti un percorso formativo semplice, pratico e concreto per orientarsi agilmente tra le proposte digitali per la didattica a distanza. Il lockdown in seguito alla pandemia da COVID-19 ha infatti modificato radicalmente le metodologie di insegnamento di scuole ed istituti scolastici di ogni ordine e grado rendendo necessaria da parte del corpo docente la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti digitali.

«Siamo orgogliosi di aver collaborato con Regione Siciliana alla realizzazione di questo importante progetto che ha l’obiettivo di aiutare gli insegnanti ad acquisire le competenze digitali necessarie per consentire il normale svolgimento della didattica anche a distanza. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di mettere a disposizione il corso di video lezioni anche per gli insegnanti di tutta Italia» ha dichiarato Roberto Chieppa, Chief Marketing & Customer Experience Officer di Fastweb.

«La scuola sta affrontando una sfida estremamente complessa e ritengo sia dovere del governo regionale assicurare le migliori condizioni possibili per continuare ad affrontarla. Attraverso questa iniziativa, grazie al supporto di un’azienda come Fastweb, cercheremo di supportare ulteriormente, rispetto a quanto fatto sino ad oggi, gli insegnanti nell’utilizzo dei programmi di didattica digitale. Quest’ultima, pur non sostituendosi a quella tradizionale, può offrire importanti opportunità metodologiche e di approfondimento, consentendo di elevare opportunamente gli standard qualitativi dei processi di insegnamento, anche in vista della ripresa e della riorganizzazione delle attività didattiche», ha dichiarato Roberto Lagalla, assessore all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Siciliana, che, in questi giorni, ha provveduto a richiedere all’USR di Sicilia di condividere e diffondere l’iniziativa presso le scuole di ogni ordine e grado.

Il corso realizzato da Fastweb Digital Academy, la scuola per le professioni digitali fondata a Milano da Fastweb e Fondazione Cariplo con l’obiettivo di accelerare l’incontro tra i giovani e il mondo del lavoro e di favorire la crescita delle competenze digitali dei lavoratori, è tenuto da Gianluigi Bonanomi, giornalista e formatore digitale, ed è composto da cinque video tutorial della durata di circa otto minuti ciascuno.

Nella prima lezione vengono presentate alcune tra le piattaforme più utilizzate per la realizzazione di video lezioni come Google Meet, Zoom, Teams, Webex e Jitsi e vengono esaminate le loro principali caratteristiche e funzionalità mentre il secondo tutorial presenta alcune tra le piattaforme più utilizzate per la gestione dalla didattica come G Suite, Office 365 e WeSchool, evidenziandone potenzialità e caratteristiche. Nella terza video pillola vengono invece presentati strumenti come Facebook Gruppi e Whatsapp Gruppi in grado di migliorare l’interazione tra le community delle aule scolastiche mentre il quarto tutorial è dedicato agli applicativi come Kahoot, Padlet e Buncee in grado di rendere più interattiva e fruibile l’esperienza di apprendimento a distanza per gli studenti. Il quinto ed ultimo video conclude il percorso formativo spiegando alcune delle principali tecniche per rendere più accattivanti e coinvolgenti le presentazioni digitali utilizzando strumenti come Prezi e PowerPoint. Per ogni video tutorial è disponibile il relativo manuale di approfondimento ed è possibile interrompere in qualsiasi momento la visione della lezione e rivedere il contenuto o i contenuti precedenti in qualsiasi momento.

Al termine del percorso un test certifica la partecipazione al corso e il livello di competenze digitali acquisite. Al superamento del test viene inoltre rilasciato un open badge, applicabile anche al proprio profilo Linkedin.

La Regione valorizzerà i riti della Settimana Santa di Caltanissetta e di San Cataldo. Lo rende noto l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, che nei giorni scorsi ha visitato la Sala Espositiva che accoglie i gruppi statuari del Venerdì Santo nisseno e, a San Cataldo, il luogo in cui sono custoditi i “Sampaoloni”, giganti processionali in cartapesta raffiguranti gli apostoli.
A Caltanissetta, l’assessore Samonà è stato accompagnato dalla Soprintendente dei Beni Culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo, dal deputato nazionale della Lega Alessandro Pagano e dal commissario provinciale della Lega e consigliere comunale Oscar Aiello, per un sopralluogo nel territorio dove è stato anche guidato alla lettura delle opere di arte sacra da Alessandro Barrafranca, incontrando diverse associazioni che mantengono viva la tradizione sacra nella provincia.

Fra queste, l’ATEPA, Associazione Teatro della Parola, rappresentata da Concetta Cataldo, la Real Maestranza con il Capitano Calogero Garzia, l’Associazione Gesù Nazareno, con l’ingegner Salvatore Giammusso, l’Associazione Giovedì Santo, con il suo Presidente Roberto Morgana, l’Associazione Piccoli Gruppi Sacri, con il Presidente Onorario Nicola Spena e la neonata Associazione per la Valorizzazione del Torrone di Caltanissetta, presieduta da Ermanno Pasqualino.

Dopo la visita in piazza Calvario a San Cataldo, l’assessore si è soffermato con i rappresentanti dell’Associazione Amico Medico, che custodiscono e portano ogni anno in processione i “Sampaoloni”.

Le Settimane Sante di Caltanissetta e di San Cataldo – sottolinea l’assessore Alberto Samonà – da molti anni sono iscritte al Rei, il Registro delle eredità immateriali, ma è mia intenzione promuovere ulteriormente queste importanti tradizioni religiose della nostra Terra che rappresentano espressioni significative dell’Identità Siciliana: la Regione, infatti, intende valorizzare ulteriormente le processioni e gli altri riti della Settimana Santa, a partire dalle “vare” di Caltanissetta e dai “Sampaoloni” di San Cataldo”.

Caro direttore, le inviamo questo documento per informarla dello stato di salute dei suoi vigili del fuoco, i vigili del fuoco siciliani,

Il territorio Siciliano, come più volte espresso, con varie missive, soffre una cronica carenza di personale operativo e amministrativo (più di 300 unità, con piante organiche ormai datate da un ventennio, la foto attuale, vedrebbe un aumento di cinquanta unità a vario titolo) in tutta la Sicilia “ Catania, Messina, Enna, e isole minori, soffrono una carenza abnorme, con punte di carenze che si aggirano sul 40% di carenza”.

La realtà operativa siciliana è tra le più complesse d’Italia, per la presenza di insediamenti industriali di terziario avanzato, di aeroporti di varie categorie (Catania è il quarto in Italia per traffico passeggeri e merci) e in ambito Portuale diversi porti con un consistente traffico di passeggeri e merci, gli impianti petrolchimici, il polo Siracusano (Agusta, Priolo e Melilli) in aggiunta agli impianti di lavorazione e stoccaggio di Gela e di Milazzo costituiscono rischi non indifferenti ( è necessario un aumento di organico sui porti di Messina, vista anche la problematica”Stromboli” sarebbe pragmatica anche l’apertura di Gela porto, ex novo.) Altra componente da non dimenticare, è il nucleo sommozzatori di Catania, ha subito continui spostamenti di sede( l’ultima doveva essere in collina) con un organico carente di 14 unità, Nucleo che copre un territorio di oltre due milioni di abitanti, tra i primi in Italia come interventi ed estensione di territorio, continua ad essere snobbato a scapito di noi tutti, ma sul comando di Catania il problema comincia a diventare veramente paradossale! Il 40% di carenze, è proprio nella città metropolitana catanese. Ricordiamo il prezzo enorme in vite umane negli ultimi anni “6” Ed intanto continua ad essere saccheggiato, entro l’anno leveranno altre unità!

L’alto rischio idrogeologico”I rapporti annuali della protezione civile regionale sul rischio idraulico della regione parlano chiaro” le stime sugli eventi e i danni sono in continuo crescendo. Mediamente, dei fondi messi a disposizione dalla UE per gli interventi di manutenzione del territorio siciliano, né sono stati utilizzati solo il 20% e i fatti purtroppo, ci raccontano una triste e lunga serie di eventi catastrofici e si dovrebbe voltare pagina con“ Prevenzione – Previsione e messa in Sicurezza- “.

La Sicilia oltre ad avere sul territorio il più grande vulcano europeo emerso, cioè l’Etna ha anche lo Stromboli e una serie di vulcani sottomarini, tra i più grandi e attivi, ricordiamo il vulcano Empedocle a sud nel mar di Sicilia, e il vulcano Marsili a nord nel mar Tirreno potenzialmente pericoloso. Indubbiamente le attività vulcaniche sono strettamente collegate e provocano attività sismiche anche di importanza rilevante (l’ultimo a dicembre 2018), negli ultimi 120 anni ; 1908 Messina 7.2 Richter; 1911 Giarre 5.2 Richter; 1914, Linera 5.3 R; 1940 Villabate 5.3 R, 1967;  Capizzi -Mistretta 5.9 R; 1968, Valle del Belice 6.2 R; 1975, Messina 5.3 R, 1978; Golfo di Patti, 6.1 R, 1990; Augusta 5.7 R; 2002, Ustica mar Tirreno 5.6 R; 2016, Mar Tirreno meridionale, PalermoUstica 5.7 R; 2018, provincia di Catania 4.6 R ; 2018, Etna 4.8 R.

Una serie di isole minori, non sempre facilmente raggiungibili, tra cui Lampedusa, la quale risulta la più problematica e di importanza strategica, perché famosa per essere la porta d’Europa.

Le campagne estive e boschive. Gli incendi di sterpaglie sono ormai diventati una consuetudine, il picco si concentra nei mesi estivi, fenomeno oramai denominato come “campagna estiva” sommata alla campagna boschiva (AIB), ogni anno si contano 82.000 interventi circa. Questa pesante realtà, aggiunta agli ordinari interventi, mette in crisi il sistema di soccorso sempre e solo a carico delle stesse unità operative “ 300 in meno, con picchi del 40% in comandi cardine oltre i 500 se si riclassificano le sedi”.

Se a tutto ciò aggiungiamo il deficit cronico della rete viaria regionale – ricordiamo che i maggiori assi autostradali che collegano le varie città siciliane, a causa dei numerosi cantieri o strade vetuste e non idonee ai tempi, costituiscono un ostacolo al traffico veicolare ( l’interruzione causerebbe non pochi problemi). Stesso problema ed ormai improcrastinabile è, lo stato delle strade provinciali. Sembra pleonastico ricordare che la Sicilia è un’isola, anche se piccola la distanza con la costa calabrese, non sempre le condizioni meteo marine sono favorevoli, ma noi dobbiamo pensare anche al peggio ovviamente, non possiamo dipendere da altri in condizioni di emergenza, infatti, tale caratteristica non ci accomuna alle altre regioni italiane, che invece possono trovare l’appoggio in tempestività delle colonne mobili regionali limitrofe in  tempi veramente celeri , qualora ne avessero la necessità.

La  professionalità e l’abnegazione dei Vigili del fuoco siciliani, quando vengono chiamati in causa, è encomiabile! Si trovano sempre pronti,con la massima  professionalità a supporto di chiede aiuto! La realtà però è evidente; il dispositivo di soccorso siciliano necessita di  urgenti interventi.

La  richiesta è una conseguenza dettata dall’evoluzione e la crescita del territorio, diverse tipologie di intervento, per cui la risposta a tutti i tipi di eventi legati al soccorso tecnico urgente, deve essere assolutamente in autonomia e indipendenza, con investimenti importanti: mezzi, attrezzature, strutture, formazione, apertura nuove sedi, e riclassificazione di quelle con maggior numero di interventi.

L’espressione  “Emergenza” in Sicilia ormai è diventata una amara realtà  ( non va meglio nel resto d’Italia) ed è diventato ordinario straordinario per i vigili del fuoco “ il Covid-19 l’ultimo esempio che stiamo vivendo, l’emergenza incendi potrebbe causare ulteriori problemi se non si attivano le squadre boschive.

La nostra, è una professione “altamente usurante” atipica.

Una professione come quella del vigile del fuoco, dovrebbe essere riconosciuta come” SPECIALE” invece, come è ormai noto, non siamo coperti neppure da parametri INAIL.

Ricordando la media europea di, 1 VF ogni 1.500 abitanti, contro 1 VF ogni 15.000 mediamente in Italia.

A nostro  parere, riteniamo urgente  la modifica delle piante organiche( operativi ed amministrativi), in relazione al numero di interventi, alle caratteristiche, distanze e rischi correlati al territorio come ad esempio: sismicità, vulcanico, idrogeologico, boschivo, culturale.

Negli anni, i vari settori, a causa dei pensionamenti e concorsi,  hanno causato una  pesante sofferenza, creando vuoti non indifferenti.

Invece, per quanto riguarda la situazione automezzi di soccorso e di istituto su scala regionale risulta in gran parte vetusto e carente( qualcosa sta arrivando, ma non colma assolutamente la vetustà che attualmente soffrono diversi comandi della Sicilia, spesso gli automezzi arrivano privi di attrezzatura). Le numerose attività  e gli interventi  a cui sono sottoposti, in maggioranza APS, ABP, AS, AG e CA, sono causa di continui guasti, le manutenzioni continue, sono una  pesante ricaduta nella gestione dei servizi ( ricordando che, le officine ormai non hanno più voglia di aspettare che l’amministrazione paghi dopo, giorni, mesi o, addirittura anni !. anche se la convenzione regionale ha portato in Sicilia numerosi mezzi, e di questo ne siamo soddisfatti, ma le problematiche riamngono.

Chiediamo un serio intervento per il completamento e la dislocazione in diverse zone del territorio di Attrezzature speciali, carro UAMA ( visto all’opera nel sisma di Santo Stefano, arrivato da Napoli ma, è previsto anche in Sicilia(CT) e pensando alle moderne soluzione logistiche oggi in uso in altre regioni, i moduli supporto logistico (MSL, modulo supporto logistico) attualmente dislocato a Palermo ma è in arrivo un secondo ( doveva essere assegnato a Catania) che sarà sempre dislocato nel territorio di Palermo, cosa che ci lascia perplessi, non può un solo comando intervenire su tutta la Sicilia, . Una attenta analisi va fatta.

Per quanto riguarda il  settore aeroportuale della Sicilia, in cui vi sono 6 aeroporti che vanno dalla settima alla nona categoria, dove il nostro personale garantisce soccorso e lotta antincendio, con un parco automezzi che necessità di adeguata manutenzione ( pochi fondi, mezzi fermi).

Invece non è migliora la situazione mezzi nautici, spesso i nuclei portuali, sono senza imbarcazione, è auspicabile migliorare la dotazione di mezzi leggeri (gommoni e imbarcazioni idonee) e la dotazione di mezzi alluvionali nei comandi che ricadono in zone a forte rischio di eventi alluvionali, ribadiamo che è ormai improcrastinabile l’investimento su nuovi mezzi.

Le situazione sedi di servizio Siciliane è un’altro punto critico: La maggior parte essendo vecchie costruzioni non sono in regola con i criteri ambientali e adeguamenti energetici in vigore in materia edilizia. Quasi tutte le sedi centrali dei Comandi ma anche parecchi distaccamenti sono in precarie condizioni igienico-sanitarie. Intonaci pericolanti e/o strutture parzialmente danneggiate  a causa di infiltrazioni di acqua, impianti elettrici, idrici, sanitari, riscaldamento e condizionamento, di vecchia concezione, pertanto molto dispendiosi riguardo gli interventi manutentivi. Bisognerebbe pensare a soluzioni per l’adeguamento degli immobili.

Alcune sedi aeroportuali necessitano  di adeguata manutenzione ( Catania, Vincenzo Bellini, vedi Lampedusa e Trapani Birgi).

Oltre ai problemi legati alle strutture, la rete delle sedi dislocate sul territorio regionale, sovente non collega i luoghi di propria competenza, nei famosi 20 minuti, tempi stabiliti, a causa della particolare morfologia territoriale; altresì,  ricordiamo i distaccamenti già decretati ma non ancora aperti (Roccalumera Me, Agrigento Nord, Palagonia Ct, Messina Sud) mentre alcune necessitano di un aumento di categoria (Milazzo Me, Lentini e Augusta Sr… Acireale, Paternò, Caltagirone, Riposto,CT,  ) attualmente l’unico distaccamento siciliano di categoria SD5 “54 unità a fronte delle 28 teoriche” ( gli organici sono al di sotto delle piante organiche teoriche) si trova a Gela nel nisseno e riteniamo che dovrebbero avere la stessa categoria molti distaccamenti: Milazzo Me; dove insistono sul territorio diversi impianti di lavorazione e stoccaggio. Augusta e Lentini; per la presenza del polo petrolchimico siracusano. Acireale; per il rischio sismico e numero di interventi. Caltagirone; per distanza e interventi effettuati. Riposto; porto turistico, rischio sismico ed idrogeologico con elevato numero di interventi. Paternò; rischio sismico e numero di  interventi e moltissime  altre sedi permanenti tra cui il nucleo sommozzatori di Catania, meritano un attenzione particolare.

Le difficoltà e tantissime problematiche ataviche, ci rendiamo conto che non sono risolvibili nell’immediato, gli ultimi 2 anni in Sicilia sicuramente hanno fatto presagire un cambiamento, una presa di posizione anche da parte della direzione regionale, pertanto, nell’augurarle un bentornato in Sicilia, ci auspichiamo di poter vedere un territorio così importante e con peculiarità uniche di essere messo in condizione di essere autonomamente in grado di poter gestire qualsiasi tipo di emergenza in ogni comando isolano.